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491 i nuovi casi di Covid19 registrati in Sicilia a fronte di 26.376 tamponi processati. Ieri i nuovi positivi erano 472. L’incidenza sale all’1,9% ieri era al 1,3% . L’isola è all’ottavo posto per contagi fra le regioni italiane. Gli attuali positivi sono 9.613, i guariti sono 407 mentre si registrano 7 vittime, che porta il totale dei decessi a 7.116. Sul fronte ospedaliero sono adesso 394 ricoverati,  in terapia intensiva sono 43, quattro ricoverati in meno rispetto a ieri.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo con 69 casi, Catania 139, Messina 93, Siracusa 49, Ragusa 22, Trapani 37, Caltanissetta 28, Agrigento 52, Enna, 2.

L’indagine coinvolse anche l’imprenditore Giancarlo Buggea e la compagna Angela Porcello, avvocato, che a seguito dell’inchiesta, e’ stata cancellata dall’Ordine. Le accuse vanno dall’associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzato, alle estorsioni, sino alla pianificazione di due omicidi che non si verificarono per l’intervento delle forze dell’ordine. Gli investigatori, coordinati dalla Dda, accertarono tra l’altro che “cosa nostra” e la “stidda” si spartivano gli affari illeciti. Per due anni, secondo gli inquirenti, nell’ufficio della penalista si sarebbero tenuti summit tra i vertici delle cosche agrigentine. Rassicurati dall’avvocato, i capi dei mandamenti di Canicatti’, della famiglia di Ravanusa, Favara e Licata, Simone Castello e il nuovo capo della Stidda, l’ergastolano Antonio Gallea, killer del giudice Rosario Livatino, a cui i magistrati avevano concesso la semiliberta’ , si sono ritrovati nello studio della Porcello per discutere di affari e vicende legate a Cosa nostra.

Le centinaia di ore di intercettazione disposte hanno consentito agli inquirenti di far luce sugli assetti dei clan, sulle dinamiche interne, di coglierne in diretta, dalla viva voce di mafiosi di tutta la Sicilia, storie ed evoluzioni. Difensore del boss ergastolano Giuseppe Falsone la Porcello si era fatta nominare legale di fiducia di altri due boss al 41 bis, il trapanese Pietro Virga e il gelese Alessandro Emmanuello, riuscendo a fare da tramite tra i tre, tutti detenuti nel carcere di Novara. Dall’indagine e’ emerso anche che un agente di polizia penitenziaria, durante un colloquio telefonico tra Falsone e la Porcello avrebbe consentito alla legale di portare in carcere lo smartphone e di usarlo rispondendo alle telefonate ricevute nel corso dell’incontro con il boss che sarebbe inoltre riuscito a inviare messaggi all’esterno.
(ANSA)

La Corte di appello di Palermo, accogliendo le richieste degli Avv.ti Maria Lina Faraci e Basilio Milio, in riforma della sentenza di primo grado emessa dal Tribunale di Agrigento, ha assolto la Danile Giuseppina (di anni 50 oggi direttrice ACI), dai reati di tentata truffa e sostituzione di persona, per non aver commesso il fatto, con conseguente revoca del pagamento di € 5.000,00, precedentemente disposto dal giudice di primo grado, in favore della Puma Stefania parte civile costituita a mezzo dell’Avv. Francesca Picone.

Nel giudizio di primo grado la Danile era accusata di aver tentato di richiedere un finanziamento di € 15.000,00 a nome della Puma Stefania con indicazione del proprio Iban dove ricevere l’accredito.

Accusa che scaturiva da una denuncia contro ignoti presentata dalla Puma Stefania nel marzo del 2014, per essersi vista recapitare una richiesta di finanziamento avanzata all’Agos Ducato mediante compilazione di un modulo on line, a proprio nome con allegata la patente di guida della Puma e indicato il numero del conto corrente della Danile ove il finanziamento sarebbe dovuto confluire.

La Giuseppina Danile all’epoca dei fatti era impiegata del Pra (Pubblico registro automobilistico) medesimo ufficio ove lavorava e lavora tutt’ora anche la Puma Stefania

La Danile nonostante avesse respinto le accuse, provando di non essere lei l’autore della richiesta di finanziamento nonostante fosse stato indicato il conto corrente della stessa, ma di essere anch’essa vittima di actio criminis da parte di ignoti, era stata condannata dal giudice monocratico-Dott. Giuseppe Sciarrotta- alla pena cinque mesi di reclusione oltre che al pagamento in favore della Puma Stefania, che si era costituita parte civile con l’assistenza dell’avvocato Francesca Picone, al pagamento di euro cinquemila.

Contestando ogni accusa la Danile aveva proposto Appello a mezzo dei difensori Avv.ti Maria Lina Faraci e Basilio Milio. La Corte di Appello di Palermo ribaltando la decisione del Tribunale di Agrigento, ha ritenuto la totale estraneità, della Danile, ai contestati fatti, sia nella compilazione del modulo sia nella richiesta del finanziamento, pronunciando, in tal senso, sentenza di assoluzione per non aver commesso il fatto.

“La Sicilia è fortemente provata dalla nuova terribile ondata di maltempo di queste ore. A Modica, in provincia di Ragusa, c’è stata purtroppo la morte di un uomo, travolto mentre si recava al lavoro. Mi stringo alla sua famiglia alla quale esprimo la mia più sincera vicinanza”. Così in una nota Marialucia Lorefice (M5S), deputata siciliana, presidente della commissione Affari sociali della Camera.

“Voglio inoltre ringraziare – aggiunge Lorefice – tutti coloro che in queste ore sono impegnati nelle operazioni di soccorso, a partire dalle donne e dagli uomini della Protezione Civile, che stanno rispondendo alle numerose richieste di aiuto”.

“Ai cittadini che in queste ore stanno vivendo momenti di angoscia e che hanno subito danni ingenti per la tromba d’aria che ha sconvolto la zona, voglio assicurare che lo Stato non li lascerà soli” conclude la deputata pentastellata.

C’è un aumento nei ricoveri negli ospedali agrigentino, in un solo giorno ben 7, e  13 nuovi casi di positività al Covid-19 a fronte di 405 tamponi processati. Nessuna vittima  e i guariti sono 10. Questi i numeri dell’ultimo bollettino diramato dall’Asp riferiti alla giornata di ieri, 16 novembre.

Al momento risultano ricoverate 8 persone in degenza ordinaria (dato stabile), 4 si trovano al “Fratelli Parlapiano” di Ribera e 4 in un ospedale fuori provincia. Sono, invece, 4 pazienti in terapia intensiva all’ospedale riberese “Fratelli Parlapiano”.

Questa la situazione Comune per Comune: Agrigento 30;  Aragona 3; Burgio 7; Camastra 10; Cammarata 4; Campobello di Licata 4; Canicattì 52; Casteltermini 5; Cattolica Eraclea 7; Favara 8; Grotte 8; Licata 68; Menfi 6; Montevago 1; Naro 41; Palma di Montechiaro 5; Porto Empedocle 16; Racalmuto 3; Raffadali 36; Ravanusa 2; Realmonte 8; Ribera 6; Sambuca di Sicilia 18; San Giovanni Gemini 3; Sant’Angelo Muxaro 3; Sciacca 23.

Sono “Covid free” Alessandria della Rocca, Bivona, Calamonaci, Caltabellotta, Castrofilippo, Cianciana, Comitini, Joppolo Giancaxio, Lucca Sicula, Montallegro, San Biagio Platani, Santo Stefano Quisquina, Santa Elisabetta, Siculiana, Villafranca Sicula e Santa Margherita del Belice.

Sono 10 (stabile) i migranti attualmente in quarantena sulle navi di accoglienza in rada dell’Agrigentino.

La Guardia di Finanza di Catania ha sostenuto un’inchiesta su una presunta associazione a delinquere, e per le ipotesi di reato di truffa a danno dello Stato, riciclaggio e auto-riciclaggio, in tre regioni, tra Sicilia, Lombardia e Lazio, e cinque Stati, tra Italia, Germania, Malta, Svizzera e Regno Unito. E ha eseguito 4 misure cautelari su 15 persone indagate. Sequestri preventivi di attività e denaro sono stati effettuati, fra i 16 disposti a carico di società e fondazioni, anche ad Agrigento, oltre che a Catania, Roma e Milano. Tali società e fondazioni avrebbero ottenuto indebitamente, nel settore turistico, finanziamenti a tasso agevolato per complessivi 250 mila euro, presentando falsi bilanci alla Camera di Commercio, e dichiarazioni fraudolente ai fini delle imposte sui redditi all’Agenzia delle entrate, per gli anni dal 2014 al 2018.

I sindacati della Funzione pubblica di Cgil e Cisl annunciano che i dipendenti del Comune di Agrigento sono in stato di agitazione perché l’Amministrazione comunale ritarda nella contrattazione decentrata e nel risolvere le carenze di personale. I dirigenti sindacali, Salvatore Parello ed Enzo Iacono, affermano: “L’Amministrazione, nonostante lo stato di agitazione proclamato da un mese, non ci ha invitato per un confronto. E quindi domani, giovedì 18 novembre, il personale protesterà dalle 9 alle 11 davanti al Comune in piazza Pirandello”.

La deputata nazionale del Movimento 5 Stelle, l’agrigentina Rosalba Cimino, componente della Commissione Cultura alla Camera, annuncia che la Fondazione Leonardo Sciascia di Racalmuto riceverà un finanziamento triennale da parte del Ministero della Cultura. La stessa Cimino afferma: “La Fondazione ha bisogno di essere valorizzata. Quindi ho cercato nei miei anni alla Camera di dare risalto alla figura di Sciascia e alla prestigiosa sede da lui voluta per custodire il suo patrimonio. Ho rappresentato al ministero della Cultura l’importanza del luogo. E il ministero ha stanziato 32mila all’anno per 3 anni, per un totale di 96mila euro”. E il sindaco di Racalmuto, Vincenzo Maniglia, esprime apprezzamento e afferma: “Il lodevole lavoro fatto dall’onorevole Cimino in questi anni, unitamente alla capacità di progettazione del nuovo Consiglio di amministrazione della Fondazione, sta portando ottimi risultati. Lo dimostrano le straordinarie manifestazioni organizzate in questi due anni anche in occasione del centenario della nascita dello scrittore. Ciò sta consentendo alla cittadina di Sciascia di vivere uno straordinario momento di grande crescita turistica e culturale”.

La violenta ondata di maltempo che ha investito la Sicilia occidentale e i disagi provocati. E’ il caso, tra gli altri, dei tanti pendolari che viaggiano in treno tra Agrigento e Palermo, e che raccontano la loro ultima odissea: “Dopo le peripezie della settimana precedente – a causa dei danni alla linea ferroviaria provocati dal maltempo, tra ritardi, sballottamenti da una stazione ferroviaria ad un’altra, e pochi autobus sostitutivi a fronte del numero dei pendolari – adesso è accaduto che ieri alle ore 14:30 siamo stati costretti a scendere, dal treno da Palermo ad Agrigento, nella stazione di Termini Imerese, nel frattempo colpita da nubifragio, perché, per l’ennesima volta, un tratto della linea in prossimità di Roccapalumba, da soli quattro giorni riparato, è ricaduto nuovamente in condizioni di impraticabilità. Ebbene, abbiamo rilevato come vergognoso che più di 600 pendolari siano stati abbandonati, come merce, nella stazione di Termini Imerese, in attesa di pullman sostitutivi, senza sapere quando e se arrivassero. Alle 15:30 è giunto l’autobus sostitutivo, con capienza di 50 posti. Centinaia si sono accalcati per tentare, tra spintoni e sgomitate, di accaparrarsi un posto. Il secondo autobus è giunto alle 16:30, con altri 50 posti. Altra ressa sotto la pioggia battente. A tal punto ci siamo barricati davanti l’autobus per protesta, dopo più di 3 ore di attesa in stazione. E’ intervenuta la polizia che voleva farci sgomberare, minacciando denunce. Che paradosso: lo Stato dovrebbe essere invece dalla parte dei cittadini vittime di abusi e soprusi. Alcuni di noi sono arrivati alle stazioni di pertinenza alle ore 20:30. Gli altri sono rimasti ancora in attesa che Trenitalia li riportasse a casa, sparsi tra altri autobus”.