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“Risulta una forte discrepanza  fra l’organico previsto e quello in forza nelle carceri siciliane, una carenza impressionante, afferma Aldo Mucci, dirigente nazionale SGB. La scarsità d’organico del personale di polizia penitenziaria  è del tutto simile a quella che era stata evidenziata quattro anni fà. La scarsità d’organico del personale di polizia penitenziaria, è  il risultato di due principali fattori: da un lato i numerosi distacchi, dall’altro le nuove assunzioni di personale che a nostro avviso, non è  in grado di controbilanciare i distacchi ed i pensionamenti degli operatori. Per molti di questi operatori l’assegnazione in un istituto del Centro-Nord Italia significa abbandonare il proprio luogo d’origine per vivere in un’altra città.
Per molti di loro il “ritorno a casa” può rappresentare un obiettivo dopo alcuni anni di lavoro “fuori sede”. La carenza di personale negli istituti del Nord Italia può essere interpretata, dunque, da un lato come causata dalla scarsità di personale “autoctono” nelle regioni settentrionali, dall’altro, dal fatto che la maggioranza degli operatori provenienti dalle regioni centro-meridionali che lavora al Nord Italia desidera dopo alcuni anni essere riassegnato o distaccato presso gli istituti ubicati vicino ai propri luoghi d’origine. La carenza di personale è l’inevitabile conseguenza di precise scelte di politica penitenziaria che hanno previsto un elevatissimo numero di poliziotti nelle piante organiche degli istituti il cui peso, rispetto agli altri operatori ed ai detenuti, non trova riscontro in altri paesi europei. SGB è vicina agli agenti penitenziari che hanno protestato a Palermo, davanti il Carcere dell’Ucciardone. SGB nel dire basta a carichi di lavoro insostenibili, chiede più personale ed il riammodernamento delle strutture in alcuni casi obsoleti. SGB Sicilia ha inviato una nota al Ministero della Giustizia per chiedere un’incontro urgente” – conclude Aldo Mucci.

“Riparte – seppur a piccoli “passi” – la movida e ricominciano, quasi ciclicamente, le risse fra gambiani. E’ accaduto, di nuovo, ieri sera (poco dopo le 22,30), fra via Neve e via Atenea. A “scontrarsi” – per motivi non chiari, anche se è ipotizzabile lo spaccio di stupefacenti – sono stati sei o sette gambiani. Una zuffa che ha allarmato gli esercenti commerciali del posto, ma anche i passanti che si sono tenuti ben alla larga da quell’angolo di centro storico”.

Lo dichiara il vice presidente del Codacons Giuseppe Di Rosa che continua: “E mentre c’è chi invece di provvedere a ridare sicurezza agli agrigentini pensa ad altro, NOI ribadiamo il concetto, che, città sicura significa città accogliente anche per i turisti e per il turismo di qualunque genere sia.

Lo scriviamo dal mese di Febbraio, adesso sentiamo di essere ripetitivi, ma visto che serve, lo faremo fino alla nausea, anche certa stampa purtroppo ci risponde che “si è riunita la commissione provinciale ordine e sicurezza che ha preso provvedimenti” ma di quali provvedimenti parliamo ?

La realtà è davanti agli occhi di tutti, ad Agrigento non siamo più al sicuro perchè la sicurezza pubblica non è garantita. Alziamo l’asticella dell’attenzione – conclude Di Rosa – e si iniziano ad effettuare arresti e retate ; diversamente saremo costretti a chiuderci in casa ma non per il Covid ma per la delinquenza che dilaga sempre di più”.

 

A Lampedusa la Guardia di Finanza, coordinata dal Luogotenente Antonino Gianno, ha arrestato due palermitani, B V, sono le iniziali del nome, 31 anni, e D L, 28 anni, sorpresi in possesso di 16 grammi di cocaina, pronti per essere confezionati, un bilancino di precisione, 7mila euro in contanti, e poi tre telefoni cellulari e degli appunti con annotati i quantitativi di droga ceduta e gli importi incassati. Gli arresti sono stati entrambi convalidati dal Tribunale di Agrigento che ha imposto ai due indagati di detenzione di droga a fine di spaccio l’obbligo di dimora. Un andirivieni notato intorno ai due ha insospettito le Fiamme gialle, che li hanno sottoposti a perquisizione personale e domiciliare.

Nel Luglio 2020, il Comune di Belmonte Mezzagno aveva pubblicato un avviso per la nomina, tramite sorteggio, del Collegio dei Revisori dei Conti per il triennio 2020/2023, al quale partecipava, tra gli aspiranti candidati, anche il dott. R.C., originario del Comune di Grotte (AG), poi nominato componente e presidente del Collegio dei revisori dei conti del suddetto Comune.

Con successiva deliberazione del marzo 2021, tuttavia, l’Amministrazione comunale, avendo accertato, in sede di verifica delle dichiarazioni rese dai Revisori dei Conti, il mancato svolgimento, per un triennio, dell’incarico di revisore dei conti presso il comune di Porto Empedocle da parte del dott. R. C. – come, invece, dallo stesso dichiarato nella domanda di partecipazione – ne aveva disposto la revoca dai predetti incarichi.

Il dott. R.C., ritenendo illegittima la propria decadenza da componente e presidente del Collegio dei Revisori del Comune di Belmonte Mezzagno, impugnava la suddetta delibera dinanzi al TAR Palermo, al fine di ottenerne l’annullamento, previa sospensione, e chiedendo, altresì, il risarcimento dei danni patrimoniali asseritamente cagionati dalla presunta illegittima revoca dagli incarichi allo stesso in precedenza attribuiti.

Si costituiva in giudizio il Comune di Belmonte Mezzagno, in persona del Sindaco dott. Salvatore Pizzo, con il patrocinio dell’Avvocato Girolamo Rubino, per resistere al ricorso proposto dal dott. R.C., rilevando come, a fronte delle dichiarazioni asseritamente non veritiere rese dal dott. R.C., la decadenza dalla nomina di revisore e dalla carica di Presidente del Consiglio di Revisione, rappresentasse, per l’Amministrazione Comunale, un atto doveroso e inevitabile sia per il chiaro tenore dell’avviso pubblico e del modello di dichiarazione firmato dallo stesso ricorrente con l’espressa accettazione della clausola della “decadenza dalla nomina qualora in sede di verifica una o più dichiarazioni rese in sede di domanda dovessero risultare non veritiere”, sia per il venir meno della fiducia dell’Ente Pubblico in ordine all’affidabilità del ricorrente a svolgere il delicato ruolo di componente del collegio dei revisori dei conti.

Inoltre, la difesa dell’Ente eccepiva l’assenza, in ogni caso, di un danno grave ed irreparabile in capo al dott. R.C., con conseguente infondatezza della domanda cautelare formulata in giudizio dal ricorrente.

Il T.A.R. Palermo, Sez. II, definendo la fase cautelare del giudizio, ha respinto la domanda di sospensione del provvedimento impugnato formulata dal ricorrente, non ritenendo la stessa – in adesione alle eccezioni formulate dall’Avv. Girolamo Rubino, difensore del Comune – “assistita dal necessario fumus boni iuris” né dal richiesto “periculum in mora”

Ad Agrigento l’Ordine degli Ingegneri ha concluso le votazioni per il rinnovo del consiglio provinciale. Il primo degli eletti, e che sarà dunque quasi certamente il nuovo presidente dell’Ordine, è stato Achille Furioso, segretario uscente dell’Ordine, che ha ottenuto 650 voti. Poi 496 voti Roberto Mistretta, poi il vicepresidente uscente Francesco Buscaglia 481, Andrea Abruzzo 453, Francesco Di Mino 451 voti, Jennifer D’Anna 446, Michele Zambuto 428, Angelo Valerio Zambito 421, Maurizio Simone 416, il consigliere uscente Elisa Tagliareni 369, Ignazio Marino 357, Giuseppe Sorce 346, Gian Luigi Di Marco 344, Antonino Cellura 333, e Salvatore Inguanta 370 voti.

I Carabinieri della Tenenza di Favara, in collaborazione con i colleghi del Nucleo Ispettorato del lavoro di Agrigento, hanno ispezionato un cantiere nel centro cittadino di Favara. Il cantiere è stato sospeso, e l’amministratore dell’impresa edile, un favarese di 22 anni, è stato denunciato, per violazione delle norme in materia di lavoro e di sicurezza. I militari hanno riscontrato la mancanza dei sistemi di sicurezza, e tre operai su sei a lavoro in nero. Inflitte sanzioni per 92mila euro complessivi.

Ad Agrigento i lavori di consolidamento e recupero sicurezza del viadotto “Morandi” proseguono in ritardo rispetto alla tabella di marcia. Così ha confermato il ministero a Infrastrutture e Trasporti, rispondendo ad una interrogazione del gruppo del Movimento 5 Stelle, con primo firmatario Michele Sodano, rivolta a suo tempo all’ex ministro Paola De Micheli, e la cui risposta è giunta soltanto adesso ai 5 Stelle. Il ministro, a seguito di contatti con l’Anas, rispose che i lavori, iniziati nel giugno 2020, si sarebbero conclusi nel febbraio 2021.

Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, la pubblico ministero, Elenia Manno, a conclusione della requisitoria, ha chiesto la condanna a 2 anni di reclusione a carico di L N, sono le iniziali del nome, 47 anni, di Porto Empedocle, imputato di violenza sessuale a danno della cognata, all’epoca di 18 anni, che avrebbe trascinato sul letto e picchiato per abusarne. Lei, reagendo, è riuscita a svincolarsi e fuggire. Ricorse alle cure mediche ospedaliere, per ferite con 5 giorni di prognosi. L’episodio risale a 14 anni addietro, al 30 giugno del 2007, ed ecco perché la contestazione del reato di lesioni aggravate è prescritta

Urla, calci e pugni, sotto gli occhi di titolari e clienti dei locali della movida e dei passanti. Una scena vista e rivista nel centro cittadino della città dei templi. E’ successo nuovamente, ieri sera, tra la scalinata di via Neve, e la via Atenea. Protagonisti ancora una volta della scena da ring, quattro o cinque cittadini del Gambia. La miccia che ha innescato la lite non è ancora chiara, gli extracomunitari, da un alterco verbale sono passati alle vie di fatto.

Diverse le chiamate di cittadini giunte al centralino del 112. All’arrivo delle forze dell’ordine, i partecipanti sono scappati, approfittando del trambusto seguito alla rissa, per perdersi nel buio dei vicoli del centro storico. Al momento, di loro, nessuna traccia.

Logica e giustificata, l’incredulità rimbalzante di bocca in bocca tra la gente che in quei momenti se ne stava tranquillamente a trascorrere la serata lungo il salotto cittadino. I poliziotti hanno acquisito le immagini degli impianti di video sorveglianza posti a presidio degli esercizi commerciali.