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Nel rendere noto che da comunicazione Asp ci sono due guarigioni e 23 nuovi casi di positività, il sindaco Franco Valenti ha informato la cittadinanza che c’è un focolaio in una casa di riposo.

L’Asp di Agrigento ha comunicato che tutti i nuovi positivi al COVID 19 sono riconducibili alla casa di riposo (21 ospiti e due impiegati nella struttura).
Si tratta di persone tutte vaccinate e al momento non si registrano ricoveri ospedalieri. In sostanza sarebbero asintomatici.
“Al momento, per le nostre evidenze – dice Valenti – nel nostro Comune la situazione dovrebbe essere la seguente:
– 34 positivi al COVID-19;
– 265 guariti dal COVID-19;
– 6 deceduti per COVID-19”.

A Caltanissetta è accaduto che all’inizio del mese di agosto due conviventi, genitori di una bambina, si sono separati. E lei per svagarsi si è recata in vacanza ad Agrigento, la sua città di origine. Lui, di 30 anni, prima l’ha cercata in tutta Caltanissetta, e poi è riuscito a sapere che lei, poco più giovane, fosse a San Leone. Lui l’ha raggiunta, ha iniziato a perseguitarla e, in due occasioni, l’ha insultata e minacciata. Lei ha telefonato al 112: e sono intervenuti i poliziotti la prima volta, e i carabinieri la seconda. Lui è stato arrestato ai domiciliari nella sua abitazione a Caltanissetta. E’ stata avvisata la Questura di Caltanissetta per controllare lui e tutelare lei.

“Apprendere che c’è qualcuno che vuole continuare il programma intrapreso , è uno dei motivi che ci convince ancor di più, qualora fosse necessario, a candidarci.

Quindici anni di vuoto amministrativo che corrisponde a una voragine debitoria mai vissuta dal comune di Canicattì, ma che al contempo coincide con uno dei periodi più bui sia dal punto di vista amministrativo- politico che sociale , culturale ed economico.

In tutti questi anni abbiamo  seguito le vicende che riguardano questa nostra comunità, dal punto di vista giornalistico, denunciando ed evidenziando storture e distrazioni (per utilizzare un termine gentile) inenarrabili.

Canicattì , comunità tra le più operose presenti in Sicilia , non può meritarsi una classe dirigente di questo genere. La città ha bisogno di essere traghettata nel periodo post covid, puntando alla riorganizzazione della macchina amministrativa, al coinvolgimento di tutta la comunità in maniera seria , senza i soliti cerchi magici che servono a ben altra cosa.

Abbiamo scritto un programma elettorale di pugno e di pancia. Un programma vero, non scopiazzato da altri comuni come oramai da anni assistiamo. Un programma fatto a vestito sulla nostra città, a KM zero, che punta a fare tornare ad essere Canicattì uno dei comuni di punta della nostra Regione.

Tra i punti a cui abbiamo dato priorità, la gestione dei rifiuti, ad oggi un vero fallimento che continua a costare alla comunità una valanga di soldi senza riceverne alcun beneficio.

Abbiamo chiara l’idea di dove stia il problema e altrettanto chiaro il fatto che fin qui non si è mai voluto risolvere.

La candidatura di soggetti che in questi ultimi anni hanno amministrato con risultati che sono sotto gli occhi di tutti è un chiaro accanimento di una classe politica che ne gestisce le fila e che ritiene Canicattì oramai una propria roccaforte di voti e non solo. La nostra candidatura serve a scardinare questo sistema, interrompere questo circolo vizioso il cui prezzo altissimo è pagato dalla comunità.

Dobbiamo convincere chi affetto dalla Sindrome di Stoccolma, non riesce più a distinguere chi tiene prigioniera questa città, da chi la vuole liberare.

Riteniamo un dovere morale, un impegno preso con questa città che realmente ha richiesto la nostra discesa in campo, mettere a disposizione la nostra candidatura . Lo facciamo convinti di dovere affrontare il mostro dalle cento teste, di dovere disincrostare un tessuto politico amministrativo che in tutto questo tempo, nell’ottica di egoismi personali , ambizioni da soddisfare, equilibri da mantenere, ha costruito una fitta ragnatela che la comunità canicattinese non può più permettersi di mantenere.

Ci auguriamo che i candidati siano disposti al confronto pubblico, al fine di potere loro chiedere le tante spiegazioni che in questi anni non hanno mai dato ai cittadini, perché taluni si sono affidati al silenzio durato cinque anni, altri a mezzi  di comunicazioni amiche le cui domande conoscevano già le risposte.

Noi ci rivolgiamo a un elettorato libero, ancora in possesso del proprio voto, perché non scambiato con promesse e inganni elettorali. Ci rivolgiamo a chi piuttosto che pensare al piccolo favore personale, abbia a cuore il benessere di un’intera comunità. Una vera rivoluzione sociologica e culturale, una grande scommessa che intendiamo portare fino in fondo”.

Lo dichiara Cesare Sciabbarrà, candidato sindaco alle prossime amministrative.

Nell’ambito dei servizi di controllo del territorio predisposti dal Comando provinciale di Agrigento durante i fine settimana, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Canicattì, in collaborazione con i colleghi della locale Stazione, nella notte tra sabato e domenica hanno setacciato il territorio cittadino con diverse pattuglie al fine di garantire maggiore sicurezza nei giorni della movida. Sono state identificate oltre 70 persone, controllate circa 53 autovetture, e 25 conducenti sono stati sottoposti ad accertamento dell’alcool test. Elevate sanzioni per contravvenzioni al Codice della strada per oltre 200 euro. Un cittadino di origine romena di 25 anni, residente a Cattolica Eraclea, è stato denunciato a piede libero perché l’alcool test ha rilevato un tasso alcolemico nel sangue ben superiore alla soglia massima consentita. E gli è stata ritirata la patente. Sono stati inoltre proposti per il foglio di via obbligatorio dal Comune di Canicattì tre soggetti, residenti nella provincia di Siracusa, con precedenti di polizia per reati contro il patrimonio, sorpresi in atteggiamento sospetto nel centro cittadino.

A Caltanissetta i Carabinieri hanno eseguito 5 misure cautelari a carico di altrettanti presunti responsabili della cosiddetta “truffa dello specchietto”. Il provvedimento è frutto di indagini, coordinate dalla locale Procura, che si sono protratte quasi un anno. Numerosi episodi di danneggiamenti e truffe sono stati commessi tra il febbraio 2018 e l’ottobre 2020, soprattutto tra le strade più trafficate di Caltanissetta. Gli indagati avrebbero lanciato una biglia o usato un bastone per indurre l’automobilista a convincersi di avere danneggiato lo specchietto della loro automobile, e avrebbero preteso un risarcimento in denaro tra i 20 e i 100 euro. Alcuni hanno pagato, altri invece hanno telefonato alla Polizia e i truffatori hanno desistito dal tentativo di truffa.

I cinque indagati sono tutti residenti tra Canicattì e Castrofilippo, di età compresa tra i 31 e i 51 anni, e hanno agito a Caltanissetta per evitare di essere riconosciuti. In occasione di una truffa, una donna, tra i cinque indagati, ha ottenuto 20 euro come risarcimento, poi si è accorta di altri soldi nel portafogli della vittima, allora gli ha puntato contro una pistola priva di tappo rosso intimando la consegna del restante denaro, e poi è fuggita. I truffati, che hanno presentato denuncia, hanno riconosciuto in fotografia i truffatori.

In provincia di Siracusa, nel Comune di Pachino, nella frazione balneare di Marzameni, sul lungomare Starrabba, sopra un muretto, intorno alle ore 4 del mattino una coppia ha amoreggiato intrattenendo un rapporto sessuale incurante della presenza di persone nel luogo, molto frequentato. Quanto accaduto è stato registrato e il video è stato diffuso sui social. L’amplesso è stato immortalato in 16 secondi di filmato. Le immagini sono state acquisite dalle forze dell’ordine, e i Carabinieri hanno identificato l’uomo, 35 anni, di Pachino, che ha ammesso quanto commesso perché ubriaco. Ed è stato sanzionato fra i 5 e i 10mila euro. Della ragazza, invece, ancora nessuna traccia.

«Nel turismo nulla sarà più come prima. Chi  viene da lontano deve sapere che può vivere in Italia una esperienza vacanziera assolutamente sicura. Per questo serve un piano strategico da parte del governo. Serve il coraggio di osare. Il coraggio è stata la bussola che ci ha guidati in questi due anni, talvolta facendo scelte impopolari senza guardare al termometro del consenso. Il coraggio come destino, direi per noi presidenti». Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, intervenendo al Meeting di Rimini nel corso del dibattito ‘Sostenibilita’ e innovazione. Riaprirsi al mondo in modo sicuro e sostenibile’.
«Se vogliamo puntare su un turismo ragionevolmente sicuro – ha continuato – dobbiamo  dare valore, per esempio, a quel triangolo, a cui io credo molto, che è fatto di turismo, arte e cultura, restituendo dignità ai territori dell’entroterra, delle aree interne. Mangiare ricotta calda nel cuore di una città non è lo stesso di mangiarla in una fattoria. Puntiamo sul turismo identitario, recuperiamo le aree interne, usando i fondi del Pnnr, per esempio, per portare il digitale e la banda larga dove non ci sono, in modo da valorizzare le aree marginali che possono diventare più attrattive, soprattutto per i giovani. La Sicilia un mese prima della pandemia – ha sottolineato il governatore – era accreditata dal New York Times tra le sette mete preferite  al mondo dai turisti. C’erano quindi tutte le condizioni per crescere quest’ anno e i dati aggiornati parlano di un 6% in più di arrivi di turisti rispetto alla miglior stagione, quella del 2019».
«Abbiamo davanti due scadenze. Una a breve termine, l’emergenza: servono interventi immediati per le imprese che hanno dovuto fare conti con i debiti e per i lavoratori atipici, fragili. E una a medio termine: dobbiamo progettare e ripensare un nuovo tipo di turismo che faccia dell’Italia una tappa di turismo sicuro e sostenibile. Ma per essere preparati serve la formazione. È assurdo che nel centro-sud non ci siano sufficienti scuole di alta formazione turistica, aperte ai diplomati all’Istituto alberghiero in possesso solo di una formazione di base. E’ necessario quindi creare una rete con gli istituti specializzati, elemento indispensabile per competere nell’industria turistica. Oltre alla destagionalizzazione, per noi carta vincente. In Sicilia – conclude Musumeci – abbiamo solo poche settimane di  inverno, è inaccettabile che la stagione si debba fermare ai tre mesi estivi».

di Bruno Cassaro

Nella tarda mattinata di oggi, 22 agosto, si è spento l’ex carabinieri in pensione Antonio (detto Tony) Toscano di 55 anni.
Da tempo, l’ex militare era ricoverato al Covid Hospital di Ribera.
Le sue condizioni di salute erano peggiorate negli ultimi giorni decretandone, inevitabilmente, il decesso.
La notizia, del decesso di Tony, ha subito fatto il giro della comunità Joppolese lasciando increduli i concittadini.
Questa triste vicenda ha fatto segnare al piccolo borgo agrigentino la sua prima vittima per Covid 19.

Sono 1.350 i nuovi casi di Covid19 registrati nelle ultime 24 ore in Sicilia a fronte di 11.215 tamponi processati. L’incidenza sale al 12% (ieri era all’8,4%). I morti sono 6. La Sicilia rimane al primo posto per nuovi contagi giornalieri. Gli attuali positivi sono 23.460 con un aumento di 831. I guariti sono 513. Sul fronte ospedaliero sono adesso 788 i ricoverati, mentre in terapia intensiva i ricoverati sono 84.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo 274, Catania 297, Messina 170, Siracusa 127, Ragusa 161, Trapani 103, Caltanissetta 86, Agrigento 86,Enna 46.

Un nuovo decesso da Covid a Canicattì. I morti complessivi salgono a 293, Secondo il report dei dati di sorveglianza sanitaria, appena diramato dall’Asp, nella giornata di ieri ci sono stati 91 nuovi contagi ma c’è stato anche un ricovero che porta a 62 gli ospedalizzati e 36 guariti.

Dei 62 ospedalizzati 57 sono in degenza ordinaria/subintensiva. Di questi, 27 sono al “San Giovanni di Dio” di Agrigento e 24 al “Fratelli Parlapiano” di Ribera. In Terapia intensiva, sempre al Covid hospital di Ribera, restano tre agrigentini, 1 allo Sciacca hotel Covid e 1 al Ribera hotel Covid.

Questi i dati nei Comuni agrigentini: Agrigento: 192 positivi (+6) con 2 migranti in isolamento in una struttura di accoglienza; Alessandria della Rocca: 13 (stabile); Aragona: 14 (+2); Bivona: 2 (stabile); Burgio: 7 (stabile); Caltabellotta: 13 (-1); Camastra: 6 (stabile); Cammarata: 24 (stabile); Campobello di Licata: 70 (-2); Canicattì: 285 (+6); Casteltermini: 29 (stabile); Castrofilippo: 22 (+4); Cattolica Eraclea: 1 (stabile); Cianciana: 2 (stabile); Favara: 320 (-5);  Grotte: 5 (stabile); Joppolo Giancaxio: 9 (stabile); Licata: 139 (+9); Lucca Sicula: 8 (stabile); Menfi: 46 (+9); Montallegro: 2 (stabile); Montevago: 5 (stabile); Naro: 26 (-1); Palma di Montechiaro: 63 (+4); Porto Empedocle: 91 (-1); Raffadali: 55 (-1); Ravanusa: 55 (+1); Racalmuto: 31 (-2); Realmonte: 30 (+3); Ribera: 53 (stabile); Sambuca di Sicilia: 6 (stabile); San Biagio Platani: 7 (stabile); Sant’Angelo Muxaro: 4 (stabile); San Giovanni Gemini: 39 (stabile); Santa Elisabetta: 5 (stabile); Santa Margherita di Belìce è invece passata da 13 a 34 contagi; Sciacca: 41 (-1); Siculiana: 63 (+1, con 36 migranti contagiati ed isolati a “Villa Sikania”); Villafranca Sicula: 2 (stabile). Sulle navi quarantena in rada della costa Agrigentina ci sono, invece, 169 migranti positivi al Covid (+4).