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Il giornalista è diventato pazzo, va denunciato, o le autorità a cui si rivolge (“Sindaco, Prefetto, Questore, Protezione Civile, Asp e così via dicendo “) ci nascondono qualcosa davvero ?

Mentre ad Agrigento si litiga e si formano schieramenti pro e contro sul chiudere o non chiudere le scuole e sul di chi sia la responsabilità nel farlo, Stamattina come sempre rivedendo la rassegna stampa degli ultimi giorni, a rileggere, mi è quasi scoppiata una arteria, ma davvero ad Agrigento siamo nella terra delle mille domande e delle poche risposte?

L’articolo di cui parlo, dal titolo “Covid, festini e scuola Garibaldi: volete spiegarci cosa succede ad Agrigento?” pubblicato da uno dei siti on line agrigentini, ha 4.900 lettori circa, è un articolo che chiaramente parla di “feste e festini” in piena pandemia con la partecipazione di “un positivo”, ed allora due sono le cose, o il giornalista va denunciato immediatamente per procurato allarme con le dovute conseguenze, o va fatta chiarezza e va reso pubblico quanto sarebbe accaduto all’interno di un Circolo Tennis agrigentino.

Possibile che nessuno fa nulla ?

A cosa serve chiudere o non chiudere le scuole, se poi si organizzano “feste e festini” e nessuno fa nulla ?

Noi siamo per la difesa dell’ambiente ma prima ancora per la tutela dei diritti e della salute dei consumatori, voi che governate, da che parte state ?

I vigili del fuoco di Siracusa sono intervenuti questa mattina poco prima delle 8:00 sulla sp 14 per incidente stradale. Tre le auto coinvolte.

I vigili del fuoco hanno estratto dalle lamiere un uomo e una donna da una Mercedes affidandoli ai sanitari del 118 e il conducente di una passat elitrasportato al cannizzaro.

Il conducente della golf, all’arrivo dei vigili del fuoco era già stato soccorso dal 118 che lo ha portato in ospedale dove è deceduto subito dopo.

Negli ultimi minuti si ha avuto notizia del decesso anche del conducente della Passat.

“Decide di non decidere. E’ un atteggiamento incomprensibile rispetto ad un’azione di prevenzione assolutamente necessaria  per provare a contenere la diffusione del Covid-19 e delle sue varianti”.
Il consigliere comunale di Agrigento, Pasquale Spataro, punta l’indice contro il sindaco, reo, a suo dire, di privilegiare una posizione eccessivamente di comodo, in attesa che siano altri ad assumersi la responsabilità.  “Così non va bene – avverte Spataro – di fronte ad una situazione sanitaria che, per via dell’aumento dei contagi,  rischia da un momento all’altro di precipitare, non si può assistere ad uno stucchevole e sterile gioco delle parti.  Assolutamente no. Non si può giocare con la salute pubblica.  Occorre agire,  e agire in fretta per fronteggiare la minaccia del virus, senza tentennamenti e senza strategie di tattica politica. Qui c’è da mettere in sicurezza la popolazione e oggi, tenuto conto che i giovani sono considerati i maggiori veicoli di trasmissione, il buon senso imporrebbe l’immediata chiusura delle scuole di ogni ordine grado della città. Io personalmente sollecito, da qualche giorno, questo ragionevole provvedimento, ma Palazzo dei Giganti si mostra sordo alla richiesta. Ieri sera l’ordinanza del sindaco sembrava cosa fatta, addirittura annunciata dai social, ma poi incredibilmente naufragata nel mare della diplomazia istituzionale. I rimpalli di ruoli e competenze con il Comune che aspetta le mosse di Asp e Regione per agire – evidenzia Spataro – connota un profilo che certamente non depone in modo positivo. Il sindaco, nelle vesti di autorità sanitaria locale, ha il dovere di tutelare la propria comunità, a costo anche di fare barricate e di creare un conflitto con gli organi di governo regionale. E’ il momento di spingere con forza e convinzione, così come hanno fatto altri Comuni, per chiedere – conclude Spataro – l’adozione di misure più rigorose, finalizzate a frenare l’avanzata di questo maledetto killer invisibile.  Prima che sia tropo tardi”.

Alcune X per coprire le scritte sul cartello di un cantiere, riportanti i dati sui lavori da eseguire, le relative autorizzazioni posto davanti ad un chiostro di prossima apertura sulla spiaggia nei pressi del lungomare a San Leone.

Così la Procura della Repubblica di Agrigento ha aperto un’inchiesta, per far luce sull’evento.
Ad occuparsi delle indagini i poliziotti della sezione Volanti della Questura di Agrigento.
Gli investigatori hanno avanzato l’ipotesi dell’avvertimento, ma ancora non si esclude un atto vandalico ad opera di ragazzi, considerato che lo sfregio si sarebbe consumato durante le ore notturne.

La struttura oggetto delle indagini, è ancora in fase di completamento, e la scoperta è stata fatta all’indomani dell’evento dal titolare che poi ha sporto regolare denuncia contro ignoti

 

il tribunale aveva deciso che il papà potesse vedere la figlia nei giorni prestabiliti e così l’uomo si è recato sotto casa dell’ex moglie per portare via con sé il minore che però ha detto al padre di non voler andar via con lui.

L’uomo è stato colto dalla rabbia quando la madre della bambina gli ha negato il diritto di trascorrere le ore che gli spettavano con la bambina, urlando dalla finestra e non aprendo la porta di casa all’ex marito. Così è scoppiata una lite furibonda, insulti, parole grosse, offese.

i vicini hanno allertato il 112 e sono stati i militari a sedare l’ennesima lite tra coniugi prima che potesse in qualche modo degenerare

L’assessore Razza ha parlato in una conferenza stampa, dopo l’apertura delle inchieste a Siracusa e Catania a seguito dei due decessi avvenuti sull’isola a pochi giorni dalla somministrazione dei vaccini AstraZeneca, e dopo che l’Aida ha deciso di sospendere il lotto  ABV2856 di Astrazeneca finito al centro delle indagini (per omicidio colposo).

Dai dati riferiti da Razza si è evinto come nella provincia di Agrigento,  prima della sospensione, sono state somministrate 1.257 dosi di quello stesso lotto. Altre 225 dosi sono invece state sospese e mai inoculate.

Così Ruggero Razza: “In Sicilia su 20.500 dosi del lotto ABV2856 di Astrazeneca, bloccato da Aifa, ne sono state somministrate 18.194, per le altre 2.306 abbiamo sospeso la somministrazione. Complessivamente sono state somministrate 1.257 dosi in provincia di Agrigento, 932 in provincia di Caltanissetta, 3.533 in provincia di Catania, 1.038 in provincia di Enna, 2.849 in provincia di Messina, 3.497 in provincia di Palermo, 1.457 in provincia di Ragusa, 1.097 in provincia di Siracusa, 2.516 in provincia di Trapani. I lotti sospesi riguardano 225 dosi in provincia di Agrigento, 68 in provincia di Caltanissetta, 467 in provincia di Catania, nessuna a Enna e Trapani, 151 in provincia di Messina, 503 in provincia di Palermo, 43 in provincia di Ragusa, 903 in provincia di Siracusa, nessuna a Enna e Trapani e provincia”.

Stava facendo dei lavori con la motozappa nel suo appezzamento di terra nel quartiere di Fontanelle, quando un pensionato agrigentino ha perso il controllo dell’attrezzo ed è stato travolto dallo stesso restando ferito alle gambe.

Ma sembrerebbe che poi abbia avuto la forza di chiamare lui stesso i soccorsi, chiedendo aiuto.
Sul posto sono giunti subito i sanirati del 118 e i poliziotti della questura di Agrigento.

L’uomo – che non è in pericolo di vita – è stato poi trasportato con l’elisoccorso all’ospedale di Sciacca, per le cure del caso

 

 

 

Dieci le persone che la Procura di Siracusa ha iscritto nel registro degli indagati per la morte di Stefano Paternò, 43 anni, sottufficiale della Marina militare ad Augusta, morto martedì mattina per un arresto cardiaco nella sua abitazione. Il giorno prima si era sottoposto alla prima dose di vaccino dello stesso lotto di cui oggi l’Aifa ha chiesto il sequestro.

Il procuratore capo Sabrina Gambino ha iscritto tutta la catena di distribuzione del vaccino dalla società Astrazeneca che lo produce, fino al personale sanitario dell’ospedale militare che si è occupato dell’inoculazione.

L’accusa per tutti è di omicidio colposo

Tra mare e terra, a tutela degli stock ittici e della salute pubblica, è stata condotta l’operazione “Phoenix”, ad opera del reparto operativo della Guardia costiera della Sicilia occidentale. In particolare, a Ribera, a Seccagrande, i militari hanno sorpreso due pescatori palermitani intenti alla pesca abusiva di circa 700 ricci di mare, ben oltre il limite consentito dalla legge di 50 esemplari, per di più con l’ausilio di apparecchi ausiliari di respirazione (vietati per l’esercizio della pesca sportiva) ed altri strumenti vietati dalla normativa vigente. Il prodotto ittico, ancora vivo, è stato sequestrato e rigettato in mare. Ai trasgressori è stata contestata la violazione amministrativa per 1.000 euro. La Guardia costiera ha proceduto anche al sequestro delle attrezzature utilizzate per la pesca di frodo. E poi, complessivamente, sono stati sequestrati circa 650 metri di rete (la sciabica da natante) a due pescatori dilettanti e ad un pescatore professionale ritenuto responsabile di attività di pesca in zona vietata, 50 chilogrammi di prodotto ittico privo di tracciabilità ad esercizi commerciali e privati dediti alla pesca di frodo, e sono state contestate sanzioni per un totale di 11mila euro”.

672 nuovi positivi al Covid19 su 23.638 tamponi processati, con una incidenza di positivi intorno al 2,8%, stabile rispetto a ieri.

La Sicilia resta undicesima nel contagio giornaliero di oggi.

Le vittime sono state 18 nelle ultime 24 ore e portano il totale a 4.305. Il numero degli attuali positivi è di 13.522, con una diminuzione di 159 casi rispetto a ieri.

I guariti sono 813.

Negli ospedali i ricoverati sono 771; 4 in meno rispetto a ieri, quelli in terapia intensiva sono 100, otto in meno.

I nuovi contagi per province:

Palermo 263

Catania 143

Agrigento 63

Messina 51

Caltanissetta 51

Trapani 39

Ragusa 32

Siracusa 27

Enna 3.