Home / Articoli pubblicati daRedazione Ag (Pagina 459)

La Corte d’Appello di Palermo, ribaltando la sentenza di condanna in primo grado a 9 mesi ciascuno di reclusione per omicidio colposo a carico di altrettanti medici in servizio ad Agrigento, li ha assolti riconoscendo, tramite anche delle perizie, che la morte di Maria Ferraro, 58 anni, è stata provocata da una pancreatite e da un’infezione, senza alcun nesso con l’operato dei medici. Gli assolti sono: Francesco Buscaglia, 49 anni; Vincenzo Scudera, 65 anni; Pasquale Zicari, 66 anni; Carlo Fontana, 47 anni e Fabrizio Alletto, 46 anni.

Il 28 novembre del 2017, a Palma di Montechiaro la Polizia ha arrestato Pasquale Savaia, 30 anni, macellaio, per detenzione e porto abusivo di arma da fuoco, detenzione illegale di munizionamento, danneggiamento aggravato ed accensioni ed esplosioni pericolose. Savaia, in Vicolo Bolognino, avrebbe sparato numerosi colpi d’arma da fuoco contro la Fiat 500 di un commerciante parcheggiata. Adesso Savaia, difeso dall’avvocato Santo Lucia, è stato assolto dal Tribunale di Agrigento. Il difensore ha dimostrato che le cartucce detenute legalmente in casa da Savaia sono di un altro calibro rispetto a quelle della pistola usata per sparare, e che nel giubbotto dell’uomo “non sono state rilevate tracce certe di dna”.

1.065 nuovi casi di Covid19 registrati in Sicilia nelle ultime 24 ore su 9.974 tamponi eseguiti. I decessi sono 29, che portano il totale a 2.059.

Con i nuovi casi sono a 35.176 gli attuali positivi, con un decremento di 793 casi rispetto a ieri. Di questi sono ricoverati 1.371 siciliani, 39 in meno rispetto al dato complessivo di ieri; 1188 dei quali in regime ordinario 37 in meno rispetto a ieri; 183 in terapia intensiva 2 in meno rispetto a ieri. I guariti sono 1.829

I nuovi casi per provincia:

 

Catania 297,

Palermo 285,

Messina 253,

Ragusa 32,

Trapani 52,

Siracusa 69,

Agrigento 36,

Caltanissetta 30,

Enna 11.

I deputati regionali della Provincia di Agrigento, Savarino, Di Caro, La Rocca Ruvolo, Mangiacavallo, Catanzaro e Pullara dichiarano: “Oggi abbiamo bloccato e sospeso l’invio retroattivo dei conguagli delle  bollette dell’acqua, effettuato  da Girgenti Acque agli autenti.”

La notizia arriva al termine della seduta odierna della IV Commissione, presieduta dall’on. Savarino, che ha audito tutti gli attori di questa vicenda.

“Alla presenza dei commissari straordinari prefettizi di Girgenti Acque, Venuti e Dall’Aira, della Presidente dell’Ati, Francesca Valenti, e dei rappresentanti delle associazioni dei consumatori presenti sul territorio che ne hanno fatto richiesta – Di Miceli, Raso e Spataro,- abbiamo preso questa posizione, che è stata tempestivamente accolta e recepita dai vertici di ATI e di Girgenti Acque.  Pertanto possiamo rassicurare gli utenti che  l’invio dei conguagli sarà sospeso. L’acqua è un servizio pubblico essenziale che deve essere garantito a tutti, in modo efficiente e senza scopo di lucro!”

Cinque anni di reclusione ad Angelo Antona, 34 anni, arrestato il 6 ottobre dell’anno scorso e accusato di avere messo a segno una rapina con sparatoria all’interno di un bar.

Sono stati inflitti dai giudici della seconda sezione penale, presieduta da Wilma Angela Mazzara, al termine del processo. Il pubblico ministero Sara Varazi aveva chiesto la condanna a 7 anni.

L’assalto sarebbe stato messo a segno dall’imputato insieme ad almeno un complice non identificato. All’interno di un bar, dove poco prima numerose persone avevano assistito alla visione in tv della partita Inter-Juve, due persone fecero irruzione con una pistola e – secondo la ricostruzione dell’episodio – spararono contro una slot machine per cercare, senza riuscirci, di portarla via. A quel punto hanno estratto la cassetta cambiamonete e l’incasso, per un totale stimato di circa 1.400 euro, e sono fuggiti.

Scene da far west che nessuno, compreso il titolare del bar, ha mai denunciato. Il collegio di giudici ritiene anche che vi siano state evidenti reticenze tanto da trasmettere gli atti alla Procura, nei confronti di alcuni testi sentiti in dibattimento, che – sebbene presenti – hanno raccontato di non essersi accorti di  nulla.

Si chiama Mauro Giuseppe Gallea. E’ un palmese ed ha preso parte al “Digital Challenge”. Una competizione internazionale promossa dal commissariato per l partecipazione dell’Italia a Expo 2020 Dubai. Il giovane Gallea si è piazzato al secondo posto. La competizione ha visto la partecipazione di oltre 600 persone di ben 47 nazionalità suddivisi in squadre, espressione della massima eterogeneità in termini di provenienza geografica, scolastica e universitaria.

Gallea, insieme al suo team, ha progettato “In2Life”, un videogioco di realtà aumentata. Il gioco permette agli utenti di creare un avatar ed interfacciarsi col mondo intero. L’obiettivo del gioco è insegnare agli studenti come gestire un mondo a loro sconosciuto, quello del lavoro insegnado ad investire in borsa, a gestire le entrate e le uscite mensili. Il gioco fornisce sfide, missioni tutto spinto da una sana competitività.

 

Si riduce notevolmente la percentuale dell’incidenza dei positivi al covid tra gli alunni delle scuole infanzia, elementare e media in Sicilia. L’intervento di Lagalla.

“Continua a diminuire il numero di alunni positivi, e nelle scuole dell’infanzia, elementari e medie non si generano focolai”. Così afferma l’assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione professionale della Regione siciliana, Roberto Lagalla, commentando gli ultimi dati diffusi dall’Ufficio scolastico regionale. L’incidenza degli studenti attualmente positivi al Covid-19 nelle scuole dell’infanzia, rispetto al totale degli alunni, è dello 0,12 per cento; nelle scuole elementari è dello 0,32 per cento e nelle medie non supera lo 0,47 per cento. I dati, riferiti a 562 scuole siciliane e, quindi, al 96 per cento degli istituti scolastici, mostrano un costante decremento dei valori percentuali. Se, infatti, il 19 novembre l’incidenza di alunni positivi era pari allo 0,46 per cento, l’11 dicembre la stessa incidenza si riduce fino allo 0,32 per cento. E Lagalla commenta: “Si tratta di un dato incoraggiante considerando che questi istituti scolastici hanno svolto regolare attività didattica in presenza. La situazione epidemiologica appena aggiornata è decisamente confortante perché segna un graduale e costante miglioramento. Il risultato si legge anche come esito dell’importante lavoro svolto, sin dalla scorsa estate e con continuità fino a oggi, dall’intera comunità scolastica che, con il sostegno delle istituzioni, ha operato nella più rigorosa osservanza delle direttive regionali e nazionali per il contenimento della diffusione del virus”. L’assessore Lagalla ricorda inoltre il merito dell’attività della task force regionale, voluta dal presidente Musumeci e istituita dall’assessorato alla pubblica istruzione, operando in stretta sinergia con l’Ufficio scolastico regionale, e che ha contribuito a elaborare efficaci misure di contenimento del contagio, tali da garantire reali condizioni di sicurezza dentro le aule scolastiche. A ciò si è aggiunta anche la proficua collaborazione intervenuta tra l’assessorato all’Istruzione e l’assessorato alla Salute. “Inoltre – sottolinea ancora Lagalla – il finanziamento regionale di 18 milioni di euro alle scuole per interventi di edilizia leggera consente l’ulteriore adeguamento delle aule, affinché possano essere garantite le norme di sicurezza anti-Covid. “Non siamo ancora fuori dalla pandemia – conclude l’assessore – ma i dati ci dicono che si è lavorato nella giusta direzione e ci inducono a essere cautamente ottimisti, mantenendo alta l’attenzione e promuovendo l’uso corretto e consapevole dei dispositivi di sicurezza”.

Reati contro la pubblica amministrazione e in materia ambientale, ad opera di una organizzazione criminale attiva nella Sicilia orientale,  sgominata dai carabinieri per la Tutela ambientale e del Comando provinciale di Messina, supportati dai colleghi dell’Arma di Catania e Siracusa.

16 le misure cautelari emesse dal Gip di Messina su richiesta della Dda ed eseguite dai militari in varie province della Sicilia, per reati di associazione per delinquere, attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti, gestione di rifiuti non autorizzata, realizzazione di discariche abusive, invasione di terreni, deviazione di acque, falsità ideologica, falsità materiale, abuso d’ufficio e corruzione.

Anche  Andrea Ingraldo, 64 anni, un imprenditore agricolo originario di Agrigento, tra le 13 persone sottoposte a fermo nell’ambito dell’operazione eseguita dalla Squadra Mobile di Trapani e dagli agenti del Servizio Centrale Operativo.

Ingraldo è proprietario di una nota casa-vacanze a Segesta. L’uomo è stato fermato con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e falso aggravato dall’aver agevolato Cosa Nostra.

Secondo gli inquirenti della Direzione Distrettuale di Palermo, l’imprenditore agricolo si sarebbe messo a completa a disposizione del boss Nicolò Pidone, fermato pure lui stamattina con l’accusa di essere il reggente della famiglia mafiosa di Segesta-Calatafimi.  Le investigazioni svolte hanno consentito di accertare le condotte realizzate da Giuseppe Aceste, cugino del boss Pidone nonché dipendente dell’azienda, al fine di procurarsi l’assunzione presso l’impresa agricola riconducibile all’imprenditore Andrea Ingraldo, impresa con sede legale a Trapani ma con un’unità locale a Calatafimi Segesta.

Il 4 marzo 2020 Giuseppe Aceste si recava presso il casolare in contrada Sasi, per informare Nicolò Pidone che sarebbe stato assunto e che avrebbe beneficiato dei versamenti. Pratica interrotta, ma solo momentaneamente, dall’emergenza sanitaria dovuta al Covid-19 e dal lockdown che sarebbe scattato qualche giorno più tardi. Ma, poco dopo la cessazione delle note misure restrittive, ovverosia il 9 e l’11 giugno 2020, il capo mafia sollecitava Giuseppe Aceste a contattare nuovamente l’imprenditore Andrea Ingraldo per dare corso alla propria assunzione.

12 giugno: intercettazione tra Aceste e Ingraldo

Aceste: “Ma comunque insomma non è questo …
Ingraldo: “il problema però non è questo … cioè come forse ti ha parlato Nino”
Aceste“si mi ha accennato la cosa … ma non ti preoccupare”
Ingraldo: “e si … io non mi devo preoccupare ma  (ride)”
Aceste: “non ti preoccupare 
Ingraldo“ehh va bene …
Aceste: “se hai problemi basta che lo dici e noi non ti nuociamo più …”
Ingraldo“no che … no che nuocere … ehhh…cioè io ho bisogno di voi…che c’entra.
Aceste“no … non ti nuociamo più nel senso ahh … e se hai problemi di soldi non ti preoccupare dico uhh … lo risolviamo il problema 
Ingraldo: “no questo si cioè perché se no … ehhh … io vedo anche cioè … cerco di prevedere come tutti un po’ il futuro 
Aceste“certo…certo”
Ingraldo“il futuro e se … nel futuro pure poi non ci sono … non c’è corrispondenza”
Aceste: “riscontri dico … certo…certo”
Ingraldo“è logico … come tutti noi ehh giustamente”

Secondo gli inquirenti l’imprenditore agricolo avrebbe dato piena disponibilità nell’assumere in azienda il boss in maniera tale da far rivalutare dal Magistrato di sorveglianza la pericolosità sociale al fine del rinnovo dell’applicazione della misura di sicurezza. Pidone riferiva all’Aceste di avere necessità di un documento che dimostrasse l’effettività della sua assunzione.

Il 10 dicembre scorso, l’incontro tra il boss e l’imprenditore viene ripreso dalle telecamere: nello stesso Pidone ringraziava Ingraldo per essersi messo “a disposizione” e contestualmente i due sottoscrivevano i documenti.

Ingraldo: “va bene ..mi ha fatto piacere vederti.. va bene così …ti auguro un buon Natale…
Pidone: “io te lo auguro pure …
Ingraldo: “speriamo che le cose ti vanno bene…e che…
Pidone: “sto cercando..io ho passato un pò di guailo ha capitono?..”
Ingraldo: “si..si..si..ma il passato è…”
Pidone: “ora sto cercando di…inc…(si sovrappongono le voci)
Ingraldo: “il passato è passato…”
Pidone: “il passato è passato …ormai …”
Ingraldo: “tutti facciamo degli errori… “

Ordinanze di custodia cautelare nei confronti di 18 persone ritenute appartenenti o riconducibili ai clan Laudani e Santapaola, accusate a vario titolo di associazione mafiosa, estorsione, usura, turbativa d’asta, favoreggiamento personale, detenzione e porto di armi da fuoco.

Ordinanza eseguita questa mattina da oltre 100 finanzieri del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Catania, con la collaborazione dello Scico.

I provvedimenti restrittivi – 10 in carcere ed otto ai domiciliari – sono stati emessi dal Gip presso il locale Tribunale su richiesta della Dda della Procura etnea.

I militari hanno inoltre sequestrato le quote sociali ed il patrimonio di una società di trasporti per un valore di circa un milione di euro.
Tutti i particolari dell’operazione saranno illustrati in una conferenza stampa in programma alle 10 nella sede del Nucleo di Polizia economico – finanziaria di Catania, in via Crociferi.