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13 i nuovi casi di contagio da Covid-19 registrati in provincia di Agrigento nelle ultime 24 ore a fronte di 147 tamponi processati. Nessun decesso e nessun nuovo ricovero in ospedale. I guariti sono 21. Dall’inizio della pandemia sono 17.071 le persone contagiate in provincia.

15 le persone ricoverate in degenza ordinaria/subintensiva. Di queste, 13 si trovano al “San Giovanni di Dio” di Agrigento. In due sono ricoverati in ospedali fuori provincia. Due gli agrigentini che restano ricoverati in terapia intensiva al Covid hospital di Ribera.

Questa la situazione nei Comuni agrigentini: Agrigento: 10 (-4), di cui un migrante ospite di una casa d’accoglienza; Aragona: 1 (dato stabile); Bivona: 7 (stabile); Cammarata: 1 (-1); Caltabellotta: 1 (+1); Campobello di Licata: 11 (-1); Canicattì: 69 (-1); Castrofilippo: 4 (stabile); Cattolica Eraclea: 3 (stabile); Favara: 15 (-1); Grotte: 5 (+1); Licata: 26 ( stabile); Menfi: 5 (stabile); Montallegro: 4 (stabile); Palma di Montechiaro: 39 (stabile); Porto Empedocle: 18 (-5); Racalmuto: 4 (stabile); Raffadali: 1 (stabile); Ravanusa: 9 (stabile); Realmonte: 2 (stabile); Ribera: 8 (stabile); San Biagio Platani: 1 (stabile); San Giovanni Gemini: 4 (stabile); Santo Stefano Quisquina: 1 (stabile); Sciacca: 13 (+5); Siculiana: 7 (stabile) di cui 4 sono migranti isolati a “Villa Sikania”.

Sono “Covid free” Alessandria della Rocca, Burgio, Camastra, Casteltermini, Comitini, Cianciana, Calamonaci, Lucca Sicula, Montevago, Joppolo Giancaxio, Naro, Sambuca di Sicilia, Santa Elisabetta, Santa Margherita di Belìce, Sant’Angelo Muxaro e Villafranca Sicula. Sono 13 (dato stabile) i migranti attualmente in quarantena sulle navi di accoglienza in rada dell’Agrigentino.

402 i nuovi casi di Covid19 registrati nelle ultime 24 ore in Sicilia a fronte di 11.385 tamponi processati. L’incidenza sale al 3,5% ieri era 2,6. L’isola torna al primo posto nei nuovi contagi giornalieri. Gli attuali positivi sono 13.839, i guariti sono 419 mentre si registrano altre 7 vittime che portano il totale dei decessi a 6.846. Sul fronte ospedaliero sono adesso 474 i ricoverati mentre in terapia intensiva sono 50.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo con 39 casi, Catania 168, Messina 31, Siracusa 84, Ragusa 16, Trapani 29, Caltanissetta 21, Agrigento 6, Enna 8.

 Ieri pomeriggio un Carabiniere del Comando Provinciale di Agrigento, libero dal servizio, mentre svolgeva attività sportiva sulla spiaggia della Riserva Naturale Orientata di Torre Salsa, nei territori di Montallegro e Siculiana, non ha esitato a tuffarsi tra le onde del mare agitato per salvare un esemplare di tartaruga Caretta Caretta, specie protetta, di circa 30 kg e dell’età stimata di 40 anni.

Il militare dell’Arma si è immerso in acqua quando ha notato l’animale in difficoltà natatorie che si dimenava intrappolato tra la plastica. Successivamente è intervenuta una coppia di turisti stranieri che, avendo notata la scena, ha prestato il proprio ausilio nel tirare fuori dall’acqua la tartaruga. L’animale si presentava gravemente ferito in quanto aveva un amo conficcato in bocca e la pinna anteriore sinistra semitranciata da una lenza da pesca che l’avvolgeva. La lenza era impigliata in un enorme big bag del tipo industriale, piena di acqua e sabbia che continuava a trascinare a fondo l’esemplare.

Dopo essere stata liberata dai pesanti e possenti legacci la tartaruga è stata trasportata sulla spiaggia ove ha ricevuto i primi soccorsi grazie ai suggerimenti da parte del dr. Claudio Lombardo di Mareamico che è stato contattato dal Carabiniere. Sul posto è intervenuta anche una pattuglia della Stazione dei Carabinieri di Montallegro che ha collaborato nelle operazioni di salvataggio e successivamente personale del WWF gestore della Riserva che ha preso in consegna l’animale per consegnarlo al Centro Recupero Tartarughe. Il rettile è stato sottoposto ad un primo intervento chirurgico e trasportato a Lampedusa, dalla dr.ssa Daniela Freggi per un successivo intervento che avverrà nei prossimi giorni

Impossibile rimanere zitti dopo che ieri Giorgio Bongiorno di Italia Viva aveva scritto un comunicato attraverso il quale dichiarava che a Favara i favaresi avevano scelto già il sindaco del futuro.

Il coordinamento regionale e provinciale di Italia Viva ha diramato un comunicato ufficiale sulle esternazioni di Bongiorno. Ecco il testo integrale: “Italia Viva smentisce categoricamente le recenti esternazioni proferite, a titolo personale, da un nostro esponente agrigentino e relative in relazioni alle amministrative che si terranno nei Comuni di Porto Empedocle e Favara.

La comunità di Italia Viva non può più tollerare che i deliri narcisistici di un singolo iscritto continuino a minare la credibilità del partito generando ulteriore imbarazzo e confusione tra i nostri elettori”.

Il comunicato è a firma di Peppe Lucchese, coordinatore organizzativo Italia Viva Sicilia e dai coordinati provinciali di Agrigento Cristina Scaccia e Michele Termini.

 

Franco e Totò Li Causi sono stati due grandi musicisti siciliani e internazionali che hanno reso Agrigento come Vienna città della musica. I due fratelli  costruivano i loro strumenti con le loro mani, sono riusciti a portare la Sicilia fuori dalla Sicilia e in ogni parte del mondo. Hanno composto più di duemila brani ed hanno registrato per la Cetra. La radio e le tournèe li ha resi famosi. Sono conosciuti per la canzone Vitti’Na Crozza , colonna sonora del film di Pietro Germi Il Cammino della Speranza,  girato a Favara nel 1951 tratto dal libro di Nino De Maria Cuore negli abissi. Il libro di Giuseppe Maurizio Piscopo e Antonio Zarcone pubblicato dalla casa editrice Lillit Books di Montescaglioso (Matera)  racconta l’appassionante storia dei due musicisti di Porto Empedocle e contiene un raffinatissimo cd con le musiche dei fratelli Li Causi  rieseguite dal Maestro Tom Sinatra, erede spirituale dei due grandi musicisti e accompagnate da Olga Bergeza alla fisarmonica, Giuseppe Porretta al violino, Mauro Cottone al violoncello e si conclude con una particolare interpretazione di Vitti ‘Na Crozza cantata da Antonio Zarcone con gli arrangiamenti di Tom Sinatra. Nel libro è presente una galleria di foto storiche fornite dai figli Davide e Franco Li Causi curate dal fotografo Angelo Pitrone. La prefazione è di Marco Betta Compositore e direttore artistico del teatro Massimo di Palermo, mentre la postfazione è di Carlo Aonzo Musicista e Concertista internazionale.

Una dichiarazione di Antonio Zarcone:-

“ Erano anni che sognavo di far rivivere la musica dei fratelli Li Causi che hanno lasciato un grande patrimonio culturale all’umanità e la loro storia non poteva rimanere dannatamente in oblio, sarebbe stata una grande ingiustizia  per tutti i siciliani e non solo!”…

Ecco una dichiarazione di Tom Sinatra:-

“ Franco e Totò Li Causi sono stati due Grandi Musicisti della platea internazionale che hanno esportato la tradizione siciliana in giro per il mondo. Specialmente nel dopoguerra hanno portato in Italia la modernità che qui era inesistente o quasi. Solo chi riusciva a sbirciare su Radio Londra conosceva l’esistenza di certa musica… Con questo lavoro vogliamo promuovere la Cultura e mettere i Fratelli Li Causi al loro giusto posto insieme alla loro Grande Musica. I fratelli Li Causi sono i mentori della mia musica e del mio percorso artistico”.

Maurizio Piscopo

Negli anni settanta con Antonio Zarcone  lavoravamo a Milano. Qui abbiamo incontrato Virgilio Savona del quartetto Cetra, Michele Straniero e Dario Fo. Da questi grandi Maestri abbiamo imparato cosa vuol dire fare ricerca. Gli anni ci hanno fatto maturare e riscoprire sempre di più le nostre radici che non vanno cancellate ma restituite alle nuove generazioni per crescere e migliorare la nostra società”. Questo libro colma un vuoto che è durato moltissimi anni, -affermano-Piscopo- Zarcone e Sinatra chiedono ai sindaci della provincia di Agrigento di dedicare una via ai due fratelli che hanno fatto conoscere la Sicilia nel mondo con le loro musiche e le loro canzoni che hanno fatto sognare molte generazioni di siciliani.

Per consentire alla cittadinanza di donare con generosità il proprio sangue l’A.D.A.S., effettuerà due raccolte mobili, domenica 03 ottobre a Favara in Piazza Cavour, e Naro presso casa contemplativa piazza Sant’Agostino.

Tutte le raccolte saranno operative dalle ore 8.00 alle 12.00 A tutti i donatori saranno inviate a cura della stessa associazione le analisi di laboratorio effettuate in occasione della donazione.

Da lunedì 4 ottobre il personale in servizio e gli utenti, potranno tornare a godere dei servizi offerti dal bar dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento. Nelle primissime ore del mattino, infatti, il bar verrà riaperto, dopo una chiusura di quasi un anno imposta dalle norme di contenimento del Covid-19.
Il bar dell’ospedale, infatti, è chiuso dal 14 novembre del 2020. I titolari, che hanno vinto la gara bandita dall’Asp di Agrigento, hanno approfittato del lungo periodo di chiusura per eseguire le migliorie dei locali previste dal bando di gara. Così, ora, il bar si presenta con un look tutto nuovo, ancora più efficiente e con un aspetto ancora più gradevole rispetto al passato.
Ovviamente l’apertura avverrà nel severo rispetto delle norme anti Covid-19. Una chicca: la riapertura del bar consentirà ai buongustai agrigentini di tornare ad assaggiare le “Genovesi”, dolci per la cui preparazione il locale del San Giovanni di Dio è rinomato e la straordinaria rosticceria curata da veri maestri dell’arte culinaria.

12 nuovi positivi al covid in provincia di Agrigento, un ricoverato e 42 guariti. Questi i dati principali del bollettino Asp diramato e relativo ad ieri. 18 le persone ricoverate in degenza ordinaria/subintensiva. Di queste, 15 si trovano al “San Giovanni di Dio” di Agrigento e 1 al “Fratelli Parlapiano” di Ribera. In due sono invece ricoverati in ospedali fuori provincia. Due gli agrigentini che restano ricoverati in Terapia intensiva al Covid hospital di Ribera. Nessun paziente si trova in struttura lowcare.

Questi i numeri Comune per Comune: Agrigento: 14 (+1), di cui un migrante ospite di una casa d’accoglienza; Aragona: 1 (dato stabile); Bivona: 7 (stabile); Cammarata: 1 (-1); Campobello di Licata: 12 (-2); Canicattì: 70 (-13); Castrofilippo: 4 (stabile); Cattolica Eraclea: 3 (+1); Favara: 16 (-1); Grotte: 4 (-1); Licata: 28 ( -9); Menfi: 5 (-1); Montallegro: 2 (stabile); Palma di Montechiaro: 42 (-4); Porto Empedocle: 23 (-1); Racalmuto: 4 (+2); Raffadali: 1 (-1); Ravanusa: 9 (-5); Realmonte: 2 (+1); Ribera: 8 (-4); San Biagio Platani: 1 (-1); San Giovanni Gemini: 4 (-1); Santo Stefano Quisquina: 1 (stabile); Sciacca: 8 (stabile); Siculiana: 7 (+1) di cui 4 sono migranti isolati a “Villa Sikania”.

Sono “Covid free” Alessandria della Rocca, Burgio, Camastra, Casteltermini, Caltabellotta, Comitini, Cianciana, Calamonaci, Lucca Sicula, Montevago, Joppolo Giancaxio, Naro, Sambuca di Sicilia, Santa Elisabetta, Santa Margherita di Belìce, Sant’Angelo Muxaro e Villafranca Sicula. Sono 13 invece i migranti attualmente in quarantena sulle navi di accoglienza in rada dell’Agrigentino.

A Patti, in provincia di Messina, nove persone sono state denunciate dai Carabinieri alla Procura allorchè avrebbero percepito indebitamente il reddito di cittadinanza. Il giudice per le indagini preliminari ha anche disposto il sequestro delle somme incassate per un totale di 31mila e 767 euro. Ben 6 delle 9 persone (una donna e cinque uomini) denunciate, sono soggetti che hanno omesso di comunicare all’Inps misure cautelari personali sopravvenute per reati di vario genere: dalla detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti allo stalking. Tra i soggetti denunciati vi è anche un uomo di 53 anni che ha omesso di comunicare l’avvio di un’autonoma attività lavorativa, e due cittadine straniere (una rumena e una polacca, rispettivamente di 38 e 21 anni), che avrebbero falsamente dichiarato di risiedere da più di 10 anni in Italia.