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Patrocinata dal Comune di Agrigento apre i battenti domani sera, presso l’ex Collegio dei Padri Filippini la mostra d’Arte “Le città invisibili” organizzata dall’Associazione ligure “Amici nell’Arte” di Garlenda in provincia di Savona. In mostra opere ispirate al capolavoro letterario di Italo Calvino “Le città invisibili” di: Agozzino, Aicardi, Berzsenyi, Butera, Canepa, Cau, De Carlo,Demicheli, Fantini, Giraudo, Hakensen, Lopez, Massa, Moncada,Neacsu, Pellicanò, Plaka, Presti,Proietto, Rodriguez, Rosso, Spigno, Tinazzi, Usai, Zamponi e Zicari. Sarà il sindaco di Agrigento domani pomeriggio alle 18 ad inaugurare la mostra che proseguirà fino al 30 settembre ad ingresso gratuito.

Il gruppo parlamentare del M5S all’Ars esprime solidarietà al procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio per le minacce ricevute e condanna senza se e senza ma ogni forma di intimidazione e violenza.

Il presidente della Commissione Regionale Antimafia Claudio Fava esprime “solidarietà e assoluta vicinanza al procuratore Patronaggio e massima vigilanza e responsabilità per il clima d’odio che sta crescendo nel paese”. 

Al coro di solidarietà si unisce anche il consigliere comunale Gerlando Gibilaro che dichiara: “Esprimo la mia solidarietà al Procuratore Dott. Luigi Patronaggio  e a tutta la Magistratura Agrigentina. La busta contenente, ci dicono i mezzi di informazione, un proiettile inesploso e dure minacce nei confronti del Magistrato rappresentano un atto di intimidatorio così grave che non può non destare preoccupazione e sconcerto per la tenuta democratica della nostra comunità.

Le Istituzioni tutte, a partire dagli enti locali devono fare fronte comune, il ruolo svolto dalla Magistratura nella nostra città è di fondamentale importanza per assicurare al tessuto sociale la libertà dai condizionamenti mafiosi in tutti i settori in cui si articolano attività economiche, imprenditoriali, politiche ed istituzionali. 

Esprimo, pertanto profonda solidarietà, vicinanza e stima per il grave ed inquietante atto intimidatorio subito dal  procuratore di Agrigento, Dott Luigi Patronaggio”. 

Croce e delizia di ogni governo, tutti ripongono la propria fiducia nei fondi comunitari, quell’oasi nel deserto capace di rifocillare le aziende siciliane stanche e assetate. Imprenditori, artigiani, giovani, donne, start-up, nei rivoli della programmazione della spesa comunitaria c’è spazio per qualunque categoria che sia pronta a scommettere sul futuro. Eppure, non è un mistero, lo stallo appare sotto gli occhi di tutti. Lo ha ribadito persino il governatore Nello Musumeci, parlando alla platea di amministratori locali accorsa alle Terrazze di Mondello per ascoltarlo. «Certo, il nostro governo ha messo in circolo 850 milioni di euro, ma non dimentichiamo che la programmazione è iniziata nel 2014. Sapete quanta della spesa già effettuata abbiamo trovato certificata? Sei milioni. Nel 2018 dobbiamo certificare oltre 700 milioni di spesa».kj

Già, perché se è vero che l’Europa mette a disposizione risorse considerevoli, è vero anche che per poter utilizzare quei fondi sono necessarie competenze «che molto spesso mancano totalmente tra il personale regionale» si sussurra tra le retrovie, rigorosamente a taccuino chiuso. È così che la Sicilia si ritrova, a pochi mesi dalla fine dell’anno, per l’ennesima volta di fronte al rischio concreto di dover rimandare indietro le risorse.

Se il quadro generale, insomma, non è dei più rassicuranti, non va meglio guardando con la lente d’ingrandimento ai singoli assessorati. È così, ad esempio, all’Agricoltura, dove sul Programma di Sviluppo Rurale (Psr), puntano in molti per ammodernare e, più in generale, migliorare le condizioni lavorative nelle campagne siciliane. L’attesa graduatoria per la misura 4.1 Sostegno a investimenti nelle aziende agricole, una delle più grandi, con una dotazione finanziaria di 100 milioni di euro, è stata pubblicata lo scorso giugno, lasciando dietro di sé tantissimi scontenti: delle oltre 2500 domande presentate, infatti, a beneficiare del finanziamento (a fondo perduto per una percentuale variabile tra i 50 e i 70 punti), sono stati poco più di cento progetti. «Colpa – secondo la Confederazione italiana agricoltori – di un tetto massimo eccessivo, contro cui ci siamo più volte opposti».

Secondo Rosa Giovanna Castagna, presidente regionale della Cia, una misura che avrebbe potuto dare un aiuto importante all’economia dell’Isola «non è stata volano per le piccole aziende che volevano ammodernarsi, perché ammettendo progetti con cifre così alte, inevitabilmente penalizzava poi nei punteggi i progetti individuali più piccoli. Con la nuova amministrazione regionale – aggiunge Castagna – si sono già fatti importanti passi avanti su misure che aspettiamo ormai da mesi. Certo, il Psr già era partito notevolmente in ritardo, ma va riconosciuto che c’è stato da parte dell’assessorato un impegno tangibile per risolvere i problemi».

Il tetto massimo per la prima parte della misura 4.1 è stato fissato a 5 milioni di euro per singolo progetto, nonostante l’iniziale limite massimo di 3 milioni, che la Cia e non solo avevano chiesto di abbassare a 1,5 milioni per la produzione, mantenendolo invece a 3 milioni per i progetti che miravano alla trasformazione dei prodotti. Anche l’ordine degli agronomi aveva chiesto un abbassamento della soglia limite. Ad ammetterlo è Corrado Vigo, allora presidente dell’ordine di Catania, oggi nel consiglio nazionale dello stesso ordine professionale. «L’Unione Europea stanzia risorse sostanziose perché uno degli obiettivi è quello di ravvivare e riavviare molte aziende agricole, con interventi di miglioramento. Ma quando c’è un bando che ha un livello di progettualità fino a 5 milioni, è chiaro che non è più destinato a molti, magari con meno risorse».

Ma se questi sono i problemi del passato, ecco che sul presente il tema più rilevante è quello della fatica che fa l’elefantiaca macchina amministrativa regionale a stilare le graduatorie che comportano, appunto, l’esame di tutte le istanze presentate. E mentre la seconda fase della misura 4.1 dovrebbe essere messa a bando a inizio dicembre, è il presidente della commissione Attività produttive all’Ars, Orazio Ragusa, ad ammettere che «intanto si sta ripartendo dal dialogo con categorie professionali che lamentavano di non sentirsi ascoltate dalle istituzioni». 

Sui fondi comunitari resta molto ancora da fare, a partire dalla programmazione. «Abbiamo convocato in audizione tantissima gente che ne aveva fatto richiesta – continua Ragusa – Mi pare evidente che i bandi vadano semplificati, per evitare di chiedere alle aziende la cantierabilità, che ha un suo costo, per poi non finanziare i progetti. Perché quello diventa un problema per l’azienda, che ha perso tempo e denaro, per il cittadino, che si allontana dalle istituzioni, e per la politica, che perde la capacità di ascoltare e dare risposte alla gente. Intanto – conclude – i vecchi bandi si è preferito mantenerli così com’erano, per evitare ulteriori ritardi. Ma sono convinto che, a partire dai prossimi finanziamenti a evidenza pubblica, il tiro sarà addrizzato».

Un gesto da vigliacchi e da irresponsabili. Massima solidarietà giunga al procuratore Luigi Patronaggio da parte di tutti. È nostro dovere di amministratori e di cittadini condannare ingerenze di ogni tipo e difendere con convinzione la magistratura e la sua autonomia dai malvagi che ritengono a torto di poter condizionare la libertà di azione di un giudice. Sosteniamo uniti il procuratore Patronaggio nello svolgimento delle sue delicate funzioni, il prefetto Dario Caputo e il Comitato per l’ordine e la sicurezza e le forze di polizia nel loro lavoro e la Procura di Caltanissetta nell’inchiesta volta ad individuare gli autori dell’atto intimidatorio. Occorre che tutti i cittadini ritrovino unità, razionalità e responsabilità sociale in difesa delle istituzioni. I magistrati, come ha voluto ricordare oggi il Presidente Mattarella, traggono legittimazione e autorevolezza dal ruolo che loro affida la Costituzione”. 
Così il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto, esprime solidarietà al procuratore della Repubblica della città dei templi, Luigi Patronaggio, per le minacce ricevute.

Continuano i controlli in città e nelle periferie, da parte della speciale squadra di vigilanza ambientale della Polizia Municipale, per scoraggiare e reprimere il fenomeno dell’abbandono indiscriminato di sacchi della spazzatura per strada. A poche ore dall’aver sanzionato in via Toniolo nella zona dello stadio Esseneto quattro persone per aver trasgredito al regolamento comunale della raccolta differenziata di rifiuti, sempre in via Toniolo le telecamere dei Vigili Urbani hanno “immortalato” diverse altre persone. Anche queste ultime sono state identificate e sanzionate. In allegato il nuovo video fornito dal Comando dei Vigili Urbani di Agrigento che immortala i nuovi trasgressori. 

Ad Agrigento, giovedì prossimo, 13 settembre, nel centro storico, negli spazi espositivi della chiesa di Santa Maria dei Greci, alle ore 18:30 sarà inaugurata la mostra “La Girgenti di Luigi Pirandello: percorsi culturali e letterari”, a cura della Soprintendente ai Beni culturali, Gabriella Costantino, con Vito Fortezza e Giovanni Scicolone. L’esposizione sarà visitabile da martedì a sabato dalle 9 alle 19, e domenica e lunedì dalle 9 alle 13. La stessa Soprintendente Costantino spiega: “Le immagini in mostra, riferibili ad un periodo che va dalla seconda metà dell’800 ad oggi, ci offrono vedute di monumenti, quartieri e scorci urbani, filtrate dalle impressioni che ne ha tratto Luigi Pirandello”.

 

Sulla busta, oltre al simbolo dell’organizzazione Gladio (l’organizzazione paramilitare clandestina vicina ad ambienti dell’ultradestra) anche la scritta con un pennarello nero: «Zecca sei nel mirino». 

Ad Agrigento una lettera, con minacce di morte e con un proiettile da guerra, è stata recapitata al quinto piano di via Mazzini – sede della Procura di Agrigento – al procuratore capo di Agrigento, Luigi Patronaggio. Nella missiva vi è un riferimento al caso della nave Diciotti bloccata con migranti a bordo per 5 giorni a Catania.

“Zecca sei nel mirino…”, è una delle frasi, scritte con un pennarello nero, contenute nella lettera di minacce. Sulla busta c’è un simbolo di Gladio, l’organizzazione paramilitare clandestina vicina ad ambienti dell’ultradestra. In Prefettura è stato convocato, dal prefetto Dario Caputo, un comitato per l’ordine e la sicurezza. Sull’accaduto ha aperto un’inchiesta la Procura di Caltanissetta. “C’è una spirale – commenta il procuratore Amedeo Bertone – che si innesca quando si alzano i toni, bisogna evitare di farlo perché c’è sempre in giro un pazzo che rischia di entrare in azione”. La Procura di Caltanissetta, competente per territorio, non ha ancora ricevuto la lettera.
   

 

 
 

Proposta la costituzione di un fondo per le spese legali. 

Si è svolta ieri, 11 settembre, l’audizione informale di Confcommercio con l’Ufficio di Presidenza della Commissione giustizia del Senato sulla legittima difesa: nella delegazione, oltre ad Anna Lapini, Componente di Giunta incaricata per la legalità e la sicurezza di Confcommercio, Giuseppe Aquilino e Steven Tranquilli, rispettivamente Presidente e Direttore di Federpreziosi-Confcommercio e Paolo Uniti, Direttore Figisc- Confcommercio, la Federazione dei gestori carburanti. 

“Le nostre rilevazioni – ha evidenziato Anna Lapini – ci dicono che la prima richiesta per la sicurezza da parte degli imprenditori rimane la certezza della pena, per il 73%, ma aumenta la percentuale di coloro che chiedono maggiore tutela da parte delle forze dell’ordine (59%, rispetto al 56% del 2016). Esigua la percentuale di chi detiene un arma (7%), e di chi sta ipoteticamente pensando di dotarsene (11%), perché anche se gli imprenditori non si sentono al sicuro nelle proprie attività, non vogliono difendersi da soli, tantomeno con le armi”.

“Lo Stato garantisca la sicurezza, e dove questo non è successo, sostenga chi suo malgrado è stato costretto a difendersi da solo, che è e rimane una vittima, con ulteriori misure concrete, ad esempio attraverso la costituzione di un fondo che copra le spese di assistenza legale. Perché – ha concluso Anna Lapini – nessuno dovrebbe trovarsi a scegliere tra la propria incolumità, quella dei propri cari o dei collaboratori o dei clienti, la tutela dei propri beni e un gesto di difesa, naturale, legittimo, che potrebbe portare conseguenze drammatiche dal punto di vista morale, legale ed economico”.

Un uomo – Liborio Plazza, agricoltore settantaduenne, – è stato assassinato nelle campagne di Alessandria della Rocca. Il cadavere del pensionato è stato ritrovato stamani, alle 9,45 circa, in contrada Chimmesi. 

Stando ai primi accertamenti dei carabinieri, che sono ancora sul posto, il settantaduenne sarebbe stato raggiunto da almeno un colpo d’arma da fuoco. 

Sul posto sono presenti diverse pattuglie dei carabinieri di Alessandria della Rocca, della compagnia di Cammarata e del reparto Operativo del comando provinciale di Agrigento. 

L’agricoltore alessandrino era incensurato. I carabinieri, che hanno avviato indagini su un fronte di trecentosessanta gradi, sembrano – almeno per il momento – privilegiare l’ipotesi di un delitto maturato per motivi privati.