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Nelle ultime settimane i cittadini hanno discusso sull’effettiva utilità del cd “scout speed”, cioè su quella apparecchiatura voluta dall’amministrazione comunale e volta a “scovare” gli automobilisti più indisciplinati o quelli non in regola con il pagamento degli oneri obbligatori per la circolazione veicolare. Io stesso al fine di non apparire polemico e prevenuto, ho deciso di attendere prima di esprimermi sul tale iniziativa condivisibile in alcuni aspetti, ma che adottata da questa amministrazione correva il rischio di tramutarsi nel solito strumento vessatorio nei confronti dei riberesi già tartassati da imposte locali estremamente alte.

Negli ultimi giorni, ahinoi, le mie sensazioni negative si starebbero tramutando in realtà. In alcune importanti arterie della città come via imbornone, infatti, sono stati collocati degli improvvisati cartelli indicanti avvisi di controllo elettronico della velocità con limiti che sembrerebbero difficilmente rispettabili. E se la vicinanza di questi avvisi ad alcuni luoghi sensibili come le scuole fosse un modo un modo per giustificare un nuovo modo per mettere le mani nelle tasche dei riberesi? Troppi dubbi e poca chiarezza.

Alla luce di quanto sopra esposto il sottoscritto Consigliere comunale Benedetto Vassallo, nell’esercizio delle sue funzioni

INTERROGA

l’Assessore al ramo per sapere:

– se è suo intendimento e/o obbligo dare opportuna comunicazione ai cittadini sugli orari, sui giorni e sui luoghi di utilizzo della strumentazione in oggetto;

– sulle reali motivazioni che hanno portato a questa iniziativa;

– come si è arrivati a quantificare una previsione di entrata di 15 mila euro;

– se le eventuali somme incamerate verranno utilizzate per mettere in sicurezza le arterie stradali con interventi specifici e non come da Lei dichiarato “esclusivamente per finalità attinenti il miglioramento e il potenziamento del servizio di polizia municipale”;

– se è suo intendimento valutare l’utilizzo di questo strumento anche su importanti e pericolose arterie stradali come la SS115.

Venerdì 16 novembre 2018 alle ore 20.00, presso il Circolo Empedocleo di Piazza San Giuseppe, il Rotary Club Agrigento discuterà su un tema di grandissima attualità: “I rischi del territorio: previsione, prevenzione. Il ruolo del Dipartimento della Protezione Civile”. La conferenza organizzata dal club service cittadino vede il patrocinio del Dipartimento Regionale Protezione Civile Sicilia, del Comune di Agrigento, dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Agrigento, dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Agrigento, dell’Ordine Regionale Geologi Sicilia. Dopo gli indirizzi di saluto del Sindaco di Agrigento dott. Calogero Firetto, del Presidente del Rotary Club Agrigento e dei Presidenti degli Ordini Professionali interessati, interverranno gli autorevoli relatori: l’Ing. Calogero Foti, Dirigente del Dipartimento Regionale della Protezione Civile Sicilia e l’Ing. Maurizio Costa, Dirigente del Servizio Sud Occidentale del Dipartimento Regionale Protezione Civile Sicilia.

E’ la foto di Enny Napolitano ad aggiudicarsi la vittoria alla quarta edizione del Challenge Fotografico Instagram “LIFE is colour”, iniziativa che chiude la terna di eventi annuali previsti dal progetto LIFE in memoria di Fabrizio Piro, giovane fotografo freelance saccense prematuramente scomparso.

Il progetto è organizzato dal Club Fotografico Amatoriale L’AltraSciacca Foto, dagli amici e familiari di Fabrizio Piro e dalla community Igers Agrigento e include la caccia al tesoro fotografica , la mostra fotografica ed il challenge fotografico aventi un tema come filo conduttore. Quest’anno il tema è stato il COLORE: il colore è nella natura stessa delle cose, è la caratteristica della realtà che gira attorno a noi e diventa metafora della vita. Essa si tinge di rosa o di rosso quando esprime sentimento o scopre la passione, di bianco quando incontra la purezza e, ancora, di giallo quando si trasforma in energia, di grigio o nero quando perde la predisposizione all’amore ed esprime aridità e tristezza.

La foto di Enny Napolitano ha convinto i giurati i quali hanno avuto l’arduo compito di giudicare 68 belle e colorate foto attribuendo un peso del 60% all’attinenza al tema e del 40% alla qualità artistica. La giuria è stata composta da:

  • Antonella Russo – moglie di Fabrizio Piro e ideatrice del progetto LIFE
  • Riccardo Catagnano – creative director e amico di Fabrizio
  • Jessika Buscemi – Local Manager Igers Agrigento

A Enny Napolitano va il premio consistente nell’esposizione dell’opera nella prossima edizione della mostra LIFE ed un ricordo in ceramica di Sciacca quale riconoscimento del merito per aver colto in pieno lo spirito del challenge e del tema proposto.

Gli organizzatori si congratulano con la vincitrice e ringraziano tutti i partecipanti e i componenti dello staff del progetto, dando già appuntamento alla prossima edizione.

“Obiettivo di programma raggiunto. È stato rilasciato oggi dallo Sportello Unico per l’ Edilizia, per la prima volta nella storia del Comune di Agrigento, il primo permesso di costruire istruito interamente con sistema  informatico. L’utente numero uno ha ricevuto copia digitalmente firmata,  e, attraverso pec, la stessa è stata trasmessa al tecnico esterno incaricato”. A darne notizia il sindaco Lillo Firetto e l’assessore all’Urbanistica Elisa Virone, che hanno sottolineato come ciò comporterà meno accessi presso gli uffici, maggiore efficienza e tracciabilità dei procedimenti, quindi più trasparenza. È un percorso che era stato avviato nel 2015 e che per il Comune di Agrigento rappresenta un obiettivo qualificante. Per i cittadini e per i tecnici è garanzia di celerità nelle procedure.

La Uil di Agrigento interviene, con Gero Acquisto, a margine dell’incontro/dibattito di oggi al Cua sul Convegno “La Provincia di Agrigento tra emigrazione e immigrazione”, che ha visto la presenza di autorevoli rappresentanti del mondo accademico, della politica, del sindacato, dell’economia e della solidarietà.

“Abbiamo partecipato all’incontro su un tema, quello dell’emigrazione e dell’immigrazione, che non solo è molto sentito dalle nostre parti e dalla nostra organizzazione sindacale ma che è servito anche a leggere meglio i dati e i numeri che ci inchiodano agli ultimi posti delle classifiche. La nostra è una provincia che soffre troppo e i numeri sono naturalmente impietosi perchè negli ultimi 10 anni hanno visto l’indice di occupazione abbassarsi del 6.3% e una disoccupazione giovanile che è la prima in Sicilia. Dati e numeri che non sono purtroppo una sorpresa in un territorio fragile che ha dei gap: dal corredo viario, ai servizi e alla manutenzione dei centri abitati che sono ridotti a brandelli. Come del resto il settore servizi e quello delle imprese, dove le più grandi sono sparite e le piccole e medie, soprattutto nel campo manifatturiero e agricolo, hanno problemi di sopravvivenza. Qui la crisi ha segnato e ha lasciato strascichi, ecco perché affrontare la problematica immigrazione ed emigrazione non può non partire dalla crisi di lungo periodo che ha colpito la nostra provincia.

Ci fa piacere che oggi il Presidente del Cua – Prof. Busetta – abbia lanciato la proposta che vede l’Università agrigentina come punto di congiunzione e unione di tutte le forze sane del mondo economico e del lavoro e delle Istituzioni tutte, affinché si crei la giusta sinergia per mettere in campo iniziative di sviluppo che possano concretizzarsi in modelli vincenti.

Da tempo la Uil ha iniziato un percorso di confronto sul territorio, sia con i Sindaci, sia con le imprese, sia con le varie categorie provinciali, per capire meglio quali sono le soluzioni e le medicine dirompenti ad invertire anni e anni di abbandono.

E’ chiaro che il Consorzio è uno degli ultimi avamposti accademici e di formazione che sono in vita in questo territorio già altamente penalizzato, per questo accettiamo la proposta del Prof. Busetta per sederci a un tavolo, in maniera costruttiva e attraverso tutti gli stakeholder, per affrontare e risolvere le problematiche in essere; e soprattutto far ripartire il territorio, perché è l’unico anticorpo per non leggere più dati sconfortanti sui Comuni della Provincia che, dalla crisi del 2008 ad oggi, hanno visto tornare prepotentemente l’emigrazione perché il territorio non offre nulla per rimanere nei paesi di residenza.”

Siamo giunti a metà percorso di questa amministrazione e si impone un momento di analisi politico e amministrativa su ciò che è stato fatto e soprattutto su ciò che poteva essere e non è stato.

Durante la campagna elettorale del 2016 il Sindaco ci aveva illusi facendoci immaginare una città migliore, una città proiettata verso il futuro, verso un rilancio della sua economia con lo sguardo rivolto al rilancio turistico, al porto e a tutte le attività ad esso connesse, alla occupazione e quindi alla creazione di opportunità di lavoro.

Ci avevano fatto credere di avere la soluzione per un vero cambiamento di rotta della città.

Siamo tutti consapevoli delle difficoltà in cui oggi versano i comuni in genere e quello di Porto Empedocle in particolare soprattutto finanziariamente; lo sappiamo oggi ma lo sapevano anche 2 anni fa quando promettevano il reddito di cittadinanza ai giovani empedoclini.

In questi due anni e mezzo il consiglio comunale, nella sua interezza, ha approvato tutte quelle pochissime proposte formulate dalla A. C., svolgendo il suo ruolo di opposizione costruttiva per non fare ostruzionismo alla azione politica del Sindaco. Non hanno bocciato o ritardato una sola proposta dell’amministrazione ivi compresa la dichiarazione di dissesto consentendo così a questa amministrazione di non dover far fronte ai debiti pregressi. Malgrado ciò questa amministrazione ha contratto circa 4 milioni di euro di debiti tra il 2016 e il 2018.

Anche i partiti politici, i movimenti civici, i sindacati e tutte le associazioni civiche e culturali hanno fatto un passo indietro non ostacolando il Sindaco carmina nell’espletamento della sua azione politica. Tutto ciò nello esclusivo interesse della città e dei suoi cittadini.

Ma adesso è giunto il momento, per tutti, di interrogarsi se valga la pena continuare una esperienza che ad oggi non ha condotto ad alcun risultato positivo per la città che, anzi, vive uno dei momenti più drammatici di decadimento sociale, politico ed economico della sua storia.

Abbiamo una citta in continua emergenza spazzatura; una città invasa da insetti, scarafaggi, topi e animali randaggi; una città nella quale la vegetazione spontanea ha ormai raggiunto livelli intollerabili; una città che vive la drammaticità di serate con le strade in uno snervante buio a zone alternate con grave rischio per l’ordine pubblico.

Ma soprattutto viviamo una città in totale abbandono dal punto di vista economico in cui non si intravede un barlume di rilancio occupazionale. Assistiamo quotidianamente inermi ad attività commerciali che chiudono i battenti con perdita di posti di lavoro; assistiamo quotidianamente alla emigrazione di giovani che non trovano lavoro e di padri che non riescono a garantire il minimo indispensabile ai propri figli e alle proprie famiglie.

Il tema occupazionale, del lavoro, del rilancio economico sono stati completamente abbandonati dal Sindaco. Non sappiamo cosa ne è stato del progetto rigassificatore, dell’area industriale, del porto, della riconversione industriale di Italcementi, del progetto Italkali sui Sali potassici, del PRG. Tutti temi che potrebbero creare centinaia di posti di lavoro. Il Sindaco Carmina ha improntato tutta la sua campagna elettorale sul rilancio turistico e poi per viltà, incapacità e timore a governare non ha aderito ai contratti di sviluppo che avrebbero consentito la realizzazione di infrastrutture e, quindi, la creazione di posti di lavoro.

Di fronte a questo sfacelo politico e amministrativo, a questo degrado sociale della città, delle periferie abbandonate a se stesse, al centro storico nel completo degrado fino al salotto della città nel buio più totale è arrivato il momento per tutti, per i partiti politici, per i movimenti civici, per i sindacati, per la società civile, per il mondo cattolico e soprattutto per i consiglieri comunali di porre fine a questa agonia, a questa morte lenta, inesorabile e dolorosa della nostra città invitando il sindaco a fare un atto di amore verso i cittadini rassegnando le proprie dimissioni.

In caso contrario occorre appellarsi al senso di responsabilità dei consiglieri comunali affinché mettano fine a questa eutanasia politico amministrativa e si pongano alla testa di una vera azione di rilancio di Porto Empedocle.

Siamo ormai tutti dinnanzi a un bivio: o lasciare le cose come stanno e assistere inermi alla fine della nostra città o avere un sussulto di orgoglio e cominciare a lavorare tutti insieme per un rilancio di essa.

Noi siamo per rilanciare e risollevare le sorti di Porto Empedocle sicuri e fiduciosi che tutti abbiamo a cuore il miglioramento delle condizioni di vita di Porto Empedocle e di poter rivedere una città migliore di quella che è diventata.

Aderiscono a questo documento e simbolicamente lo sottoscrivono, chiedendo alle altre forze politiche, sociali ed economiche ma anche ai semplici cittadini di fare altrettanto.

Partito Democratico, Forza Italia, Sicilia Futura, Città Nuova, Vertenza Porto Empedocle, Cambio di Rotta, Porto Empedocle nel Cuore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lunedì 12 Novembre si è tenuta presso l’Ambasciata d’Italia in Spagna (Madrid) una cena a cui ha partecipato il Giovane studente agrigentino Saverio Alfano, servito dai due chef Niko Romito e Angel León, entrambi con 3 stelle Michelin considerati tra i migliori in Europa.

<< è stata un’emozione indescrivibile poter conoscere l’ambasciatore italiano Stefano Sannino – dichiara Alfano – ci ha accolto in casa con un sorriso e salutati con un abbraccio, sono felice di esser rappresentato da gente così disponibile >>. 

Nasce tutto da un concorso a cui ha partecipato “per divertirsi” il giovane Saverio Alfano, durante il suo percorso di studi Erasmus a Siviglia, con l’amico campano Luca Cotecchia Mancini. 

La Pasta Garofalo, uno dei simboli dell’Italia nel mondo, cercava tramite un concorso degli Ambasciatori del loro marchio per pubblicizzare l’eccellenza della cucina italiana in tutto il mondo. Uno dei due vincitori è Saverio Alfano, eletto tra più di 200 partecipanti. 

<<ringrazio l’azienda Garofalo per l’immensa opportunità – continua Alfano – mi complimento con la stessa per il lavoro che svolge ogni giorno portando alto il nome della cucina italiana nel mondo>>.

L’ Assessore  all’Urbanistica Elisa Virone comunica che oggi é stato rilasciato dallo Sportello Unico Edilizia, per la prima volta nella storia del Comune di Agrigento, il primo permesso di costruire istruito con sistema interamente informatico. Il committente ne ha appena ricevuto copia, digitalmente firmata che, attraverso pec, è stata trasmessa  al tecnico esterno incaricato. L’ Assessore Virone dichiara: “Questa, per noi, è storia. Abbiamo completato, per la prima volta in modalità interamente telematizzata, una procedura di rilascio di permesso di costruire. Meno accessi presso gli uffici. Maggiore efficienza e tracciabilità dei procedimenti. Più trasparenza. Un percorso avviato nel 2015 che oggi può dirsi pienamente attuato. Per il Comune di Agrigento un obiettivo qualificante. Per i cittadini ed i loro tecnici una garanzia di celerità che non tarderà di dare  buoni frutti”.


Un panetto, 10 stecchette già confezionate e piccoli frammenti di hashish. Trovata la “roba”, durante una perquisizione personale e domiciliare, i poliziotti del commissariato “Frontiera” di Porto Empedocle hanno fatto scattare l’arresto. A finire nei guai, in flagranza di reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, è stato Marco Inguanta di 38 anni, residente ad Agrigento. 
I poliziotti avrebbero trovato l’uomo in possesso anche di “una mazzetta di bustine del tipo di quelle in cui erano confezionate le stecchette di ‘roba’ e di un cutter, oltre ad una vaschetta all’interno della quale erano posti due batuffoli di cotone idrofilo imbevuti e contenenti semi di marijuana di tre diverse varietà – ha ricostruito, ufficialmente, la Questura di Agrigento – . Nel corso della perquisizione veniva, rinvenuta anche una ‘serra’ costituita da una camera climatica mobile all’interno della quale erano posizionati e perfettamente funzionanti fari alogeni, temporizzatori di luce e acqua, deumidificatore, secchi di decantazione, pompe dell’acqua, varie multiprese elettriche e fertilizzanti e vari strumenti per la coltivazione della marijuana”.

Il trentottenne, dopo l’arresto, su disposizione del sostituto procuratore di turno, è stato portato in carcere.

 

 


Provocò, lo scorso agosto, l’incendio di 5 auto nel centro di Sambuca di Sicilia. All’alba di ieri è arrivata la svolta: arrestato un quarantenne palermitano: Fabio Pullara. Ad eseguire l’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dell’uomo sono stati i carabinieri della stazione di Sambuca di Sicilia. Il quarantenne è ritenuto responsabile d’aver appiccato, nella notte tra il 27 e 28 agosto, di un incendio in cui sono rimaste coinvolte 5 autovetture, con un danno stimato di oltre 100.000 euro.“
L’uomo, in particolare, avrebbe incendiato un’auto parcheggiata all’interno del centro storico di Sambuca di Sicilia. Le fiamme poi si sono propagate velocemente anche ad altre auto vicine, cinque appunto in totale, distruggendole completamente. Le vetture incenerite furono una microcar, una Ford Kuga, un Ford Transit, una Lancia Y ed una Range Rover Evoque. Solo il tempestivo intervento dei vigili del fuoco di Santa Margherita di Belìce evitò che l’incendio si potesse propagare ulteriormente.“
Le indagini immediatamente avviate dai carabinieri, coordinati dalla Procura della Repubblica di Sciacca, si sono subito sviluppate con l’acquisizione dei filmati di alcune telecamere di videosorveglianza della zona. Dalle visione, i militari dell’Arma hanno accertato che gli individui potenzialmente coinvolti potessero essere tre.“

Le successive attività investigative, grazie anche ad alcune testimonianze, hanno permesso di restringere il campo e individuare uno degli autori:  un quarantenne residente a Palermo: Fabio Pullara. Resta ancora da chiarire il movente dell’incendio.“