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Sul tavolo dell’incontro non solo la concertazione di diverse azioni di sensibilizzazione destinate alle famiglie degli studenti minorenni, come l’ipotesi della celebrazione di una giornata vaccinale da realizzare ad inizio anno nei plessi scolastici, ma anche l’istituzione di percorsi vaccinali dedicati, in collaborazione con i pediatri ed i medici di famiglia. Più in generale, sono state ideate varie azioni per rendere ancora più prossimi i punti di somministrazione in città. Fra queste l’ipotesi di creare, grazie alla disponibilità del Comune, una postazione vaccinale durante i weekend, dalle 20 sino alla mezzanotte, nei luoghi della movida agrigentina (allo studio una sede a Porta di Ponte), istituire un camper itinerante per arrivare con facilità nelle viuzze del centro storico dove risiedono molti anziani, ed utilizzare, al bisogno, proprio le sedi scolastiche per raggiungere le periferie come fatto, con successo, nel quartiere di Giardina Gallotti.

Il vertice all’hub di Agrigento è stato preceduto da un’altra riunione del comitato tecnico permanente per il comune di Porto Empedocle, presso la sede del Distretto Sanitario di Base al viale della Vittoria. Anche qui, in cooperazione con il sindaco empedoclino, Ida Carmina, sono state definite diverse azioni congiunte dopo la recente attivazione di un punto straordinario vaccinale presso il poliambulatorio del comune marinaro. Ancora alla presenza dei rappresentanti del medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, sono state individuate diverse linee d’attività per innalzare il target degli immunizzati in linea con quanto previsto dall’ordinanza contingibile ed urgente del presidente della Regione Siciliana dello scorso 23 agosto.

Gli incontri presso le sedi distrettuali di tutta la provincia agrigentina proseguiranno con costanza nei prossimi giorni secondo una precisa programmazione voluta dalla direzione strategica dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento.

“Ospedali agrigentini al decadimento. Non solo il San Giovanni di Dio sott’organico ma anche i presidi della provincia quello di Licata come il Barone Lombardo di Canicattì dove in estate e in piena pandemia ci sono problemi seri. Una storia fatta di tante ombre quella dell’ospedale di Canicattì. Al collasso il pronto soccorso, in grave sofferenza i reparti. La carenza cronica di personale ha messo in ginocchio le prestazioni nei reparti.

Lo afferma Carmelo Pullara, vicepresidente commissione sanità all’Ars che continua:

“Quelli che potrebbero essere poli di eccellenza sono invece ospedali da campo, senza personale e con servizi sanitari inadeguati. I cittadini di Canicattì devono sapere come la Regione sta gestendo la sanità nel nostro territorio. Occorre intervenire per rispettare i requisiti minimi previsti e a tal proposito interpellerò l’assessore Razza per capire come intende risolvere queste emergenze.
Lo farò come ho sempre fatto e continuerò ma mi rendo conto che non c’è la volontà di assicurare ad Agrigento una sanità adeguata e non solo quella”.

Il presidente Caruana sottolinea “come questi fenomeni abbiano una preoccupante ricaduta sociale che è difficile da quantificare e che contraffazione ed abusivismo spingono ad abbassare l’asticella della qualità della vita e degli acquisti, rendendo le persone più povere culturalmente, più fragili nelle scelte e più esposte in termini di salute, consumi e abitudini. In Italia la contraffazione è in continua crescita: nel 2020 quasi un consumatore su tre (30,5%) ha acquistato un prodotto contraffatto o usufruito di un servizio illegale (+3,7 % rispetto al 2016 e +4,9% in confronto al 2013).

Sul fronte delle imprese del commercio e dei servizi, il 66,7% si ritiene danneggiato (era il 65,1% nel 2016), ma soprattutto il costo dell’illegalità si eleva a oltre 30 miliardi di euro, mettendo peraltro a rischio circa 200mila posti di lavoro.  Le piaghe della contraffazione e dell’abusivismo indeboliscono tutta la filiera del Made in Italy e la salute del sistema Paese, sovvenzionano le catene della criminalità organizzata. Per la maggior parte dei consumatori l’acquisto di prodotti o servizi illegali è sostanzialmente legato a motivi di natura economica (82%) ed è ritenuto “normale” (73%).  Nell’auspicio che il servizio sia sempre più costante e tempestivo e che si possa estendere a tutta la provincia soprattutto nei litorali ad alta movimentazione turistica, perchè in quei luoghi prolifera il fenomeno per lo più, restiamo a completa disposizione del Comandante Colonnello Pietro Maggio per qualsiasi collaborazione al fine di raggiungere obiettivi comuni stante che l’impegno di Confcommercio su questo fronte è da sempre contrastare i fattori di illegalità e rafforzare la cultura della legalità”.

Lo dichiara Giuseppe Caruana, presidente della Confcommercio.

Sono 61 i nuovi casi di coronavirus registrati in provincia di Agrigento nella giornata del 29 agosto. Il dato è stato diffuso dall’Asp. Nella Città dei Templi si registrano anche due nuove vittime, facendo salire il bilancio dei morti ad Agrigento a 24. Da inizio pandemia, invece, sono 307 le persone decedute nella nostra provincia. Aumentano anche i ricoveri in ospedale con quattro nuovi pazienti. I guariti sono 55. I tamponi eseguiti sono stati 289.

Sono 62 le persone ricoverate nelle strutture ospedaliere, 27 ad Agrigento e 28 in quello di Ribera. Altri 7 si trovano ricoverati fuori provincia. Tre pazienti sono ricoverati in terapia intensiva all’ospedale Fratelli Parlapiano. Tre pazienti si trovano ricoverati presso le strutture lowcare, due a Sciacca e una presso ex ipab di Canicattì.

Questa la situazione nei Comuni agrigentini: Agrigento 164 (1 migranti), Alessandria della Rocca 3; Aragona 12; Bivona 1; Burgio 5; Calamonaci 2; Caltabellotta 9; Camastra 3; Cammarata 16; Campobello di Licata 50; Canicattì 256; Casteltermini 18 (10 migranti); Castrofilippo 24; Cattolica Eraclea 1; Cianciana 2; Comitini 0; Favara 296; Grotte 6; Joppolo Giancaxio 1; Licata 220; Lucca Sicula 2; Menfi 49; Montallegro 4; Montevago 4; Naro 25; Palma di Montechiaro 71; Porto Empedocle 82; Racalmuto 28; Raffadali 33; Ravanusa 47; Realmonte 34;Ribera 99; Sambuca di Sicilia 7; San Biagio Platani 8; San Giovanni Gemini 27; Sant’Angelo Muxaro 2; Santa Elisabetta 8; Santa Margherita di Belìce 32; Santo Stefano Quisquina 2; Sciacca 47; Siculiana 67 (39 migranti a Villa Sikania); Villafranca Sicula 3; Navi accoglienza 171.

Altro prestigioso riconoscimento per il pittore agrigentino Gerlando Meli, al quale è stata conferita la nomina di Commendatore dell’Arte, assegnata per alti meriti artistici ottenuti in ambito nazionale e internazionale, partecipando a mostre, concorsi, rassegne d’arte, ottenendo premi e riconoscimenti in Italia e all’estero e recensioni su riviste specializzate, oltre che menzioni in cataloghi ed enciclopedie d’arte. La nomina di Commendatore è stata conferita al pittore Gerlando Meli dall’Accademia Internazionale “Federico secondo di Svevia – Arte – Lettere – Scienze” di Messina. Nella foto Meli è ritratto con la cantante Emanuela Villa, figlia di Claudio Villa, a cui ha donato un suo quadro in occasione di un concerto in provincia di Agrigento, a Joppolo Giancaxio, in presenza del sindaco Lo Dico.

Alcuni giorni addietro sul sito di Teleacras è stata pubblicata una poesia su San Calogero, scritta da un seminarista agrigentino, Jerry Carapezza. Ebbene, la poesia e l’articolo sono stati letti dalla famiglia Bongiorno, che adesso ha ritenuto opportuno quanto doveroso rivolgersi alla redazione per ringraziare pubblicamente il seminarista. Daniela Bongiorno afferma: “Io e la mia famiglia, e tante altre famiglie, conosciamo bene Gerlando Carapezza. Ci ha aiutati molto nel tempo della quarantena fatta per ben 80 giorni, portandoci con la sua vespa 50 special beni di prima necessità. Il seminarista Carapezza è un ragazzo agrigentino buono, attento ai bisogni dei più esclusi ed emarginati della società civile. Alla mia domanda ‘perché ci ha aiutati’ ha risposto che nessuno deve essere escluso e abbandonato, e che la Chiesa è vicina a chi soffre”.

“Le parole dell’Assessore Regionale al Turismo proprio alla vigilia dell’istituzione in Sicilia della zona gialla e della cancellazione di tante prenotazioni turistiche, suonano come offensive nei confronti di tanti operatori del settore che dopo mesi di profonda sofferenza avevano ripreso con coraggio l’attività in una situazione che resta di grande incertezza”. Un commento duro ma obiettivo e oggettivo quello di Ezio Bono e Riccardo Palazzotto, responsabili rispettivamente di AgrigentoExtra e Sciacca Turismo, le associazioni cittadine che raggruppano la maggior parte delle piccole imprese turistiche.

La reazione dei due operatori turistici avviene dopo le affermazioni dell’assessore regionale al Turismo che esulta per i dati. Una valutazione, tuttavia, monca e che manca di utili paragoni con altre regioni turistiche.

“L’Assessore Manlio Messina- dicono Ezio Bono e Riccardo Palazzotto- esulta e parla di turismo in Sicilia che riparte. Lo fa confrontando i dati delle presenze estive del 2021 con quelle del 2020, quando eravamo chiusi. Ma non accenna al fatto che altre regioni meridionali che come numeri di presenze turistiche sono pari o meglio della Sicilia, restano in zona bianca e non affrontano il triste rito della cancellazione di tante prenotazioni”.

Una Sicilia che è in zona gialla da stamane ma che è ad un passo da quella arancione considerata la proiezione dei dati epidemiologici in Sicilia. “Il Governo regionale- continuano Bono e Palazzotto- dovrebbe chiedere scusa ai siciliani per gli errori fatti nella gestione dell’emergenza coronavirus, altro che esultare. Il passaggio in zona gialla blocca quel percorso di ricrescita che le nostre imprese stavano vivendo. E questo a causa di un aumento di contagi che in altre regioni, dove evidentemente sono riusciti a gestire meglio le vaccinazioni, non c’è stato. Il turismo siciliano e altri settori produttivi escono sconfitti ed i responsabili sono facilmente individuabili, in barba al progetto “See Sicily” di incentivi e promozioni del governo regionale che doveva contribuire a far tornare i turisti nella nostra Isola”.

I poliziotti del commissariato di Licata, coordinati dal vice questore, Cesare Castelli, nel corso di un controllo ad un autobus extraurbano della linea Licata – Catania, hanno sorpreso a bordo un immigrato dal Gambia, di 35 anni, F K sono le iniziali del nome, in possesso di 52 grammi di marijuana all’interno di un involucro. Lui ha insospettito i poliziotti perché ha tentato di nascondersi tra gli ultimi sedili in fondo all’autobus. E’ stato arrestato ai domiciliari.

Il sindacato Cobas Scuola sostiene che il green pass per entrare a scuola non sia un atto di prevenzione ma di vessazione. Ed ecco perché il sindacato oggi, lunedì 30 agosto, ha organizzato nel pomeriggio delle manifestazioni di protesta innanzi alle Prefetture di Palermo, Catania e Siracusa. Il Cobas Scuola spiega: “L’obbligo del lasciapassare verde per il personale della scuola, già vaccinato oltre il 90%, determina inaccettabili conseguenze sul piano dei diritti del lavoro per le sanzioni che colpirebbero il personale che non ne è in possesso o non lo esibisce ogni giorno, ma senza che la prevenzione del contagio sia in alcun modo garantita. Il green pass non dà reali garanzie di efficacia per la prevenzione del contagio, ma costituisce nella sostanza uno strumento per incrementare le vaccinazioni, visto che chi ne è in possesso può essere comunque infettato dal virus e, quindi, può essere veicolo del contagio. Inoltre il provvedimento risulterebbe monco considerato che l’obbligo del green pass non vale per gli studenti”.