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Era in uso al datore di lavoro di Gessica, ma di proprietà di un rumeno, l’autovettura che ieri dopo le ore 17:00 ha preso fuoco a Favara.

La Volkswagen era parcheggiata al margine della strada in via Bolzano nel quartiere di via Agrigento.

I Carabinieri della Tenenza di Favara giunti immediatamente sul posto stanno indagando sull’incendio che sembrerebbe doloso.

C’è da capire se ci sia o meno un qualche collegamento tra il fatto di ieri e la sparizione della giovane mamma di Favara.

Tribunale Catania, decreto sequestro e confisca beni per 150 mln

Tra i beni dell’imprenditore catanese Mario Ciancio, di cui il Tribunale di Catania ha decretato di sequestro e confisca, su richiesta della Dda, vi è l’intero gruppo editoriale che fa capo all’editore tra cui il quotidiano ‘La Sicilia’, la maggioranza delle quote della ‘Gazzetta del Mezzogiorno’ di Bari e due emittenti televisive regionali, ‘Antenna Sicilia’ e ‘Telecolor’. Il Tribunale ha nominato dei commissari giudiziari per garantire la continuazione dell’attività del gruppo. Il decreto riguarda conti correnti, polizze assicurative, 31 società, quote di partecipazione in altre sette società e beni immobili. Mario Ciancio Sanfilippo è attualmente sotto processo per concorso esterno all’associazione mafiosa.

I dettagli dell’operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà domani mattina, alle 11,30 presso la sala stampa della Procura etnea.

Nutre un certa curiosità cosa scriveranno alcuni, se non qualcuno dei giornalisti del gruppo Ciancio Sanfilippo della sede di Agrigento, che in passato si è reso capace di anticipare (in modo incauto e del tutto autonomo, nonché sostanzialmente demenziale) i reati di una vicenda che riguarda l’indagine su oltre settanta persone agrigentine nell’ambito di una inchiesta che vede coinvolta Girgenti Acque, e che il giornalista in questione, a quanto pare, fosse il vero titolare dell’inchiesta a scapito del dott. Salvatore Vella, Procuratore Aggiunto ad Agrigento, che sta curando minuziosamente le indagini.

Giova ricordare che Mario Ciancio Sanfilippo ha costituito una fondazione che si chiama DSE che si propone di, tra altre cose, anche di organizzare corsi di alta formazione riservati in modo particolare al mondo giornalistico e ai docenti per favorire una maggiore consapevolezza del contesto in cui i media si trovano ad operare e dell’effetto dei nuovi mezzi di comunicazione sui fruitori.

La Fondazione intende perseguire un obiettivo solidaristico bandendo borse di studio per giovani meritevoli, sia nel campo scolastico-universitario sia in quello giornalistico.

La replica di Ciancio non si è fatta attendere il quale dichiara che il “patrimonio è frutto del suo lavoro. E c0ntinua:

“Nell’ambito del procedimento di prevenzione a mio carico ritenevo di avere dimostrato, attraverso i miei tecnici e i miei avvocati, che non ho mai avuto alcun tipo di rapporto con ambienti mafiosi e che il mio patrimonio è frutto soltanto del lavoro di chi mi ha preceduto e di chi ha collaborato con me. Ritengo che le motivazioni addotte dal Tribunale siano facilmente superabili da argomenti importanti di segno diametralmente opposto, di cui il collegio non ha tenuto conto”. Lo dice l’imprenditore Mario Ciancio Sanfilippo dopo il sequestro e confisca dei beni.
    “I miei avvocati – aggiunge – sono già al lavoro per predisporre l’impugnazione in Corte di Appello. Sono certo che questa vicenda per me tristissima si concluderà con la dovuta affermazione della mia totale estraneità ai fatti che mi vengono contestati, come dimostra la mia storia personale, la mia pazienza e la mia ormai lunga vita nella città di Catania”.

Quando c’è troppo caldo o quando piove le fragili falesie di Zingarello si sgretolano. Era accaduto durante una calda domenica di agosto ed è nuovamente accaduto durante la prima pioggia: un altro pezzo di falesia è venuto giù!

Non possiamo più assistere in silenzio a tutto ciò, si deve fare qualcosa.
L’amministrazione di Agrigento DEVE – prima della fine dell’anno – presentare all’Assessorato regionale territorio ed ambiente un progetto per salvare Zingarello. Questi lavori debbono servire per smorzare la forza del mare, si dovranno regimentare le acque di superficie e quelle piovane ed infine dovranno essere messe in sicurezza le colline interessate al fenomeno franoso, con reti e chiodi.

Ecco il video:https://www.facebook.com/835808973122116/videos/229256624614041/

Ad Agrigento, a Casa Sanfilippo, nella Valle dei Templi, si è svolto il seminario “Storie che incantano. Storytelling per il business”. L’incontro, organizzato da Sicindustria e dal Gruppo Giovani di Sicindustria Agrigento, è stato coordinato da Andrea Fontana, sociologo della comunicazione e dei media narrativi, pioniere in Italia del Corporate Storytelling.
In proposito oggi al Videogiornale di Teleacras sono in onda le interviste a Gero La Rocca, presidente dei Giovani imprenditori di Sicindustria Agrigento, e poi ad Antonio Siracusa, presidente di Confindustria Agrigento.

Non vi è alcun collegamento tra l’inchiesta della Corte dei Conti per danno all’Erario, che si è conclusa con l’assoluzione dell’ex sindaco di Porto Empedocle, Calogero Firetto, e del già dirigente del settore Finanze del Comune empedoclino, Salvatore Alesci. Nell’ambito dell’inchiesta in corso da parte della Procura di Agrigento, a carico di Firetto, Alesci, e di sei componenti del collegio dei revisori dei conti, Carmelo Presti, Francesco Coppa, Ennio Saeva, Ezio Veneziano, Rosetta Prato ed Enrico Fiannaca, si contesta il falso ideologico perché, tra il 2011 e il 2014, i circa 14 milioni di euro versati come misure compensative dalla società Nuove Energie, ovvero l’Enel, titolare del progetto del rigassificatore poi non costruito, sarebbero stati utilizzati impropriamente per colmare i buchi di bilancio “drogando”, tra virgolette, lo strumento contabile principale del Comune. A margine di ciò, a conclusione del 2017 al Comune di Porto Empedocle il collegio dei revisori dei conti ha compiuto una revisione straordinaria dei residui di bilancio. E, a fronte di un avanzo dichiarato di 3 milioni e 180mila euro, è stato dichiarato un passivo di bilancio di oltre 8 milioni di euro. Ciò, secondo matematica, ha prodotto un meno 12 milioni di euro da recuperare gradualmente nel corso dei prossimi anni.

Tempo di consuntivo dell’operazione “Estate sicura a San Leone”, sostenuta dai Carabinieri del Comando provinciale di Agrigento, in collaborazione con la Polizia Municipale, al fine soprattutto di contrastare i fenomeni dell’abusivismo commerciale e dei parcheggiatori irregolari. Nell’arco di tre mesi, con l’impiego di 500 Carabinieri per oltre 3.000 ore di pattugliamento, sono stati sequestrati complessivamente circa 2.000 euro in contanti, trovati nelle tasche dei parcheggiatori abusivi. A loro carico sono state inflitte, ancora complessivamente, oltre 20.000 euro di sanzioni pecuniarie. Inoltre, sono stati denunciati 12 venditori ambulanti irregolari, con il sequestro di un cospicuo quantitativo di merce contraffatta, tra borse, portafogli e scarpe, tutto griffato, ed elevando sanzioni per circa 15.000 euro. Frequenti, inoltre, sono stati i controlli per la tutela della salute dei consumatori ed il contrasto del lavoro irregolare: 10 attività di ristorazione controllate, ed in 3 casi sono scattate le denunce e sanzioni per oltre 25.000 mila euro con il sequestro di circa un quintale di prodotti alimentari. In particolare, in occasione del festival dello “Street food” svoltosi ad Agosto a San Leone, i Carabinieri hanno sequestrato circa 40 chili di carne in cattivo stato di conservazione, denunciando un iraniano 40 enne, titolare di uno stand per la preparazione di panini e cibo da asporto. Sono stati scoperti 3 lavoratori in nero.

 

Passo in avanti verso la riapertura del Centro di Recupero della Fauna Selvatica di Cattolica Eraclea, chiuso da oltre un anno e nel quale sono stati curati centinaia di animali feriti, in particolare uccelli e tartarughe marine. Con determinazione del Direttore del Settore Ambiente dr. Achille Contino è stato approvato infatti lo schema di comodato d’uso dei locali e delle attrezzature dell’ex casello (più noto come Casa Cantoniera) di proprietà del Libero Consorzio di Agrigento lungo la Strada Provinciale n. 29 Raffadali-Cattolica Eraclea che per oltre un decennio è stato sede del Centro di Recupero. La struttura sarà affidata in comodato d’uso gratuito (con le spese di manutenzione ordinaria a carico dell’Associazione), all’Associazione Caretta Caretta dopo la firma del contratto di comodato. La determinazione fa seguito alla direttiva del Commissario Straordinario n. 9 del 17/09/2018.
Un passo in avanti notevole, dunque, per garantire la riapertura di una struttura importante sia per prestare soccorso agli animali feriti in seguito a vari eventi traumatici (colpi di arma a fuoco, investimenti, catture occasionali, come nel caso delle tartarughe marine), sia nell’ottica più generale del potenziamento del Tartalife e di tutte le iniziative di promozione e valorizzazione del territorio. Già nei giorni scorsi il dirigente della Ripartizione Faunistico Venatoria della Regione Sicilia aveva espresso parere favorevole per l’affidamento del Centro all’Associazione Caretta Caretta.
Una volta confermata la riapertura, sarà così colmato un vuoto enorme creato a livello provinciale (e non solo) dalla chiusura del Centro, punto di riferimento in tutta la Sicilia centro meridionale per volontari, funzionari, semplici cittadini e quanti altri a vario titolo hanno avuto a cuore in tutti questi anni la sorte degli animali selvatici, e in particolare delle tartarughe marine, per il cui soccorso erano state acquistate grazie a fondi comunitari attrezzature all’avanguardia per la cura e la riabilitazione degli esemplari catturati accidentalmente con reti o palangari o feriti dalle eliche di imbarcazioni..

Il sig. F.G. Di 25 anni aveva presentato nel 2017 al Comune di Lampedusa la SCIA per l’apertura di un hotel; la documentazione allegata alla scia risultava completa di tutti gli allegati progettuali. La ditta ha dato in locazione successivamente i locali posti al primo piano dell’immobile, alla ditta G., che a sua volta ha presentato una scia per l’esercizio dell’attività’ di ristorazione. A seguito di un sopralluogo effettuato per la verifica della scia sanitaria per il ristorante, l’Asp di Palermo sollevava alcuni rilievi inerenti il fatto che i locali di entrambe le attività’ risultano essere comunicanti ; e successivamente il Comune di Lampedusa, sulla scorta dei rilievi dell’asp, adottava il provvedimento di divieto di prosecuzione dell’attività’. Il sig. F.G. ha allora proposto una ricorso davanti al TAR Sicilia, con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Vincenzo Airo’, lamentando una palese violazione di legge  ed una grave forma di eccesso di potere. Ed infatti la scia presentata dalla ditta ricorrente, essendo decorso il termine di sessanta giorni, risultava consolidata, ed all’Amministrazione residuava solo il potere di agire in autotutela, nel rispetto delle regole procedimentali previste dalla legge, e tenendo conto degli interessi dei destinatari; ed ancora, che l’Amministrazione, prima di procedere all’inibizione dell’attivita’ deve preventivamente attivare un procedimento di tipo correttivo anziché inibitorio. Il Presidente di Sezione del TAR Sicilia, alla luce dei danni irreparabili prospettati dagli Avvocati Rubino e Airo’, ha accolto la domanda di misura cautelare monocratica avanzata dai detti difensori, fissando per la trattazione collegiale l’udienza camerale del cinque ottobre 2018;pertanto, in virtu’ del provvedimento presidenziale, la stagione estiva potrà essere ultimata dell’albergo lampedusano.


Cerimonia a Institute for criminal justice and human rights

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è giunto a Siracusa per prendere parte, nel Siracusa International Institute for Criminal Justice and Human Rights, ad una una cerimonia commemorativa dedicata al suo storico fondatore e presidente, il professor M. Cherif Bassiouni, scomparso lo scorso anno a Chicago all’età di 79 anni. La cerimonia avrà inizio con un messaggio di benvenuto ai rappresentanti delle istituzioni, alle autorità e agli ospiti provenienti da tuto il mondo, tenuto dal presidente dell’Istituto Jean-François Thony – attuale procuratore generale della Corte d’Appello di Rennes. Seguiranno gli interventi del sindaco Francesco Italia e del giudice della Corte penale Internazionale Rosario Aitala. All’incontro prendono anche parte il presidente onorario dell’Istituto Giovanni Maria Flick, l’ex ministro della Giustizia Paola Severino, la sen. Emma Bonino, già ministro degli Affari Esteri, ed il presidente dell’Associazione Internazionale di Diritto Penale Prof. John Vervaele.