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Per celebrare una proposta di matrimonio ha acceso dei fuochi d’artificio in piazza a Catania. E’ intervenuta la Polizia di Stato, che ha denunciato l’aspirante sposo, un uomo di 38 anni, .per il reato di accensioni ed esplosioni pericolose. E’ accaduto la notte scorsa intorno alle 23.30 in Piazza Palestro. Il luogo dell’accensione è stato individuato dagli agenti non senza difficoltà in quanto la strada era ostruita da gruppi di persone intente a festeggiare.

La volante si è dovuta far largo tra la gente attivando le sirene. Per questo motivo, inoltre, l’uomo è stato denunciato per aver causato il blocco della circolazione stradale.

Due persone sono state iscritte nel registro degli indagati dalla Procura di Palermo a seguito dell’incidente sul lavoro che lo scorso 27 agosto, a Cinisi, ha provocato la morte dell’operaio Angelo Giammanco, 67 anni, prossimo alla pensione, caduto dall’impalcatura di un cantiere allestito per la ristrutturazione di una palazzina. L’avviso di garanzia è stato notificato a Gabriele Finazzo, rappresentante legale dell’impresa titolare dei lavori, e ad Antonino Lupo, proprietario dell’immobile che ha commissionato le opere di ristrutturazione. Oggi è stata eseguita l’autopsia al Policlinico di Palermo.

Questo è quanto afferma il testimone di Giustizia Ignazio Cutrò in merito alla rinuncia dello stesso a presenziare ad un seminario, in programma per il prossimo venerdì 10 settembre all’ex collegio dei Gesuiti di Naro. L’appuntamento era stato inserito dall’amministrazione comunale nell’ambito del cartello di iniziative de “Naro estate 2021”.

“Nel ringraziare il Comune di Naro per aver messo a disposizione i locali e per aver patrocinato l’evento, avevo espressamente aderito all’iniziativa promossa da Nicla La Torre di Agende rosse a condizione che dell’incontro non avrebbe fatto parte il sindaco Mariagrazia Brandara. La mia richiesta – dice ancora il testimone di Giustizia – non è dettata da personali antipatie ma semplicemente dal fatto che l’onorevole Brandara, risulta essere indagata in diverse inchieste, fra queste anche quella della procura di Caltanissetta sul cosiddetto “sistema Montante”. È ovvio – dice ancora Ignazio Cutrò – che l’onorevole Brandara, è una donna libera che il nostro ordinamento giuridico definisce non colpevole sino a condanna definitiva, principio che io stesso rispetto e riconosco. Il mio auspicio è che il sindaco di Naro possa, nelle aule dei tribunali, dimostrare la sua estraneità ai fatti che gli contesta la magistratura ma per evitare possibili strumentalizzazioni, anche di natura politica, ho scelto di declinare l’invito. Anche se non sarò presente fisicamente – conclude il Testimone di Giustizia – voglio comunque lanciare un appello agli amici naresi che è quello di non piegarsi mai alla prepotenza della mafia e di denunciare ogni tentativo di estorsione e di altri episodi illeciti dei quali sono a conoscenza”.

L’obbligo del Green pass da domani sarà allargato alle scuole e a parte dei trasporti. Dopo ristoranti, piscine, palestre, cinema, stadi e teatri, da domani sarà necessario utilizzare il ‘pass’ per entrare negli istituti scolastici ma anche per viaggiare.

Ma si alza il tono della protesta: il popolo del “no” è in fermento da giorni, pronto a manifestare. Via social in molti si stanno dando appuntamento: 54 le città in cui sono previste iniziative contro il passaporto vaccinale.

Le pattuglie Polfer impegnate nei servizi di vigilanza presso la Stazione ferroviaria di Agrigento Centrale, lo scorso fine settimana hanno effettuato mirati controlli  a bordo dei treni e lungo la linea ferroviaria, in particolare, durante i controlli straordinari relativi all’ottava giornata “Stazioni Sicure”, gli uomini della Polfer  hanno fermato un 26enne italiano in arrivo presso la stazione ferroviaria agrigentina a bordo di un treno regionale proveniente dal capoluogo palermitano. L’uomo, dagli accertamenti esperiti, è risultato gravato da decreto di rintraccio per la notifica di un provvedimento  a seguito di una rapina, commessa a Roma lo scorso 31 luglio,  ai danni di 3 persone.

Ad Agrigento la Fns Cisl Agrigento – Caltanissetta – Enna ha organizzato domani mattina, mercoledì primo settembre, un sit-in dei Vigili del fuoco agrigentini innanzi alla Prefettura di Agrigento. Il coordinatore del sindacato, Diego Motisi, spiega le ragioni della manifestazione: “L’amministrazione centrale ritiene che nel Comando di Agrigento vi sia un esubero di 5 unità di personale. Invece, secondo calcoli da noi effettuati, l’attuale dotazione organica al Comando di Agrigento, con le sedi distaccate comprese tranne quella di Lampedusa, totalizza una carenza di personale operativo, ovvero il personale abilitato a prestare soccorso alla popolazione, di ben 47 unità. E che tale carenza di 47 unità operative, entro la fine dell’anno in corso, aumenterà a circa 57 – 60 a seguito di pensionamenti e passaggi di qualifica. A fronte di ciò, soprattutto nell’attuale periodo di emergenza incendi, il personale è costretto a turni massacranti in un contesto operativo emergenziale e con un carico di lavoro più che raddoppiato. I rischi di infortuni sui Vigili del Fuoco impegnati nel soccorso pubblico sono elevatissimi e difficilmente giustificabili”.

Ad Agrigento è accaduto che una donna di 35 anni, esasperata dai maltrattamenti del marito, di 40 anni, si è allontanata da casa con le valige per recarsi a casa dei genitori a Monserrato. Lui l’ha inseguita, insultata e minacciata. Lei si è rifugiata nell’androne del palazzo dove abitano i genitori. Lei, e anche alcuni residenti, hanno telefonato al 112. Sul posto sono intervenuti i poliziotti. Lui è scappato. Poi è stato rintracciato. La sua posizione è al vaglio degli inquirenti. Si attende la querela di parte della donna. Non si escludono provvedimenti di prevenzione a carico di lui.

Una violenta scossa di terremoto, di magnitudo 4.3, è stata registrata dai sismografi dell’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia nel Palermitano alle ore 6:14. L’epicentro è stato localizzato in mare, al largo di Cefalù. Il sisma è stato avvertito dalla popolazione soprattutto nella zona delle Madonie. E anche nel capoluogo in molti sono stati svegliati dal tremore. Tantissime sono state le telefonate ai vigili del fuoco. Non sono stati segnalati danni.

Il Riformista

Sentir dire, oltre a tutto dalla bocca di un giudice, dopo l’omicidio di Vanessa Zappalà, la numero 41 di quest’anno, che “la donna non riesce a tenere una condotta univoca” nei confronti del maschio predatore, quello che poi la violenta oppure arriva a ucciderla, riporta lontana la memoria, a quel famoso “Processo per stupro” del 1979.

A triste disperante dimostrazione che quarant’ anni non sono bastati. Non sono stati sufficienti alle donne per riuscire a difendere il proprio corpo e la propria dignità. Non sono bastati per gli uomini a far proprio il problema che li riguarda in prima persona, tutti quanti. Perché i predatori sono maschi, e non c’è guerra in cui il corpo violato delle donne non sia il trofeo esibito dai vincitori. E non c’è violenza di gruppo in cui non si senta dire –ancora, ancora!- che “lei ci stava”. E ci tocca anche avere nelle orecchie, e subito dopo nella mente e nel corpo la voce di un giudice che invita La Donna, cioè tutte le donne, tutte noi a “tenere una condotta univoca”.

Vanessa aveva un po’ litigato e un po’ perdonato, come facciamo tutte noi donne, davanti al predatore che si mostrava pentito. Manipolatore, in realtà. Ma le denunce della ragazza erano “univoche”, parlavano per lei. E avrebbero meritato maggior ascolto. Diversa sensibilità, più che altro. Perché il problema qui e oggi non è più quello dell’aumento delle pene.

Articolo tratto da IlRiformista

Le discutibili parole profferite dal giudice Nunzio Sarpietro, in merito alla uccisione di Vanessa Zappalà, trovano il contropalco nelle parole di un altro giudice catanese che hanno una potenza straordinaria. Nella vita bisogna saper chiedere anche scusa e perdono senza cercare alibi o discutibili autodifese. Questo giudice lo ha fatto , prima da uomo, poi da cittadino ed infine da magistrato.

Queste le sue parole: Dolce Vanessa… So che chiederti scusa vale a poco. Perché qualcosa non ha funzionato. Questo è poco ma sicuro. Non può e non deve accadere. Sarai per sempre “un angelo” tra gli angeli a ricordarci ogni giorno che una storia va letta tante volte a 360°….”