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“Il governo gia’ oggi si impegni a fondo per redigere con la Cei il protocollo per riprendere subito le Sante Messe”. E’ l’appello che fa Alessandro Pagano (Lega) dopo l’approvazione al dl Covid dell’emendamento sulla ripresa delle Messe previo accordo tra Cei e governo, su cui la Lega si e’ astenuta insieme a Fdi, diversamente dagli altri gruppi che hanno votato a favore.

“I nostri emendamenti e quelli di Fdi e anche i miei interventi nel dibattito – ha detto all’Ansa Pagano – sono serviti a mascherare la postura laicista, incostituzionale e contraria ai diritti dell’uomo di questo decreto che limita arbitrariamente il diritto di culto dei cittadini. Un conto e’ la laicita’ dello Stato e un conto il laicismo, cioe’ l’ostilita’ alla religione. Noi avevamo proposto emendamenti che avrebbero consentito la ripresa delle cerimonie di culto, e cio’ che chiedevamo era una data certa per la ripresa. Subordinare tale ripresa alla sottoscrizione di un protocollo sanitario significa non avere questa certezza, perche’ temiamo che il governo possa tergiversare artatamente. In questo senso mi sono appellato a Forza Italia e ai colleghi del Pd sensibili al richiamo religioso a sostenere questa posizione. Purtroppo l’appello non e’ stato colto e abbiamo espresso un voto neutro, non contrario all’emendamento, ma chiediamo con forza che si proceda rapidamente, senza tentennamenti a sottoscrivere il protocollo sanitario e a ridare la Messa ai cittadini”.

“In Sicilia i lavoratori interessati alla Cassa integrazione in deroga sono circa 130.000, 4.600 sono le pratiche esitate, ma solo 1.300 circa hanno ricevuto le somme previste. 1.300 su 130.000 vuol dire che siamo all’1%. – sintetizza Salvo Fleres, portavoce di Unità siciliana-LeApi- Vergogna! Invece di dire che va tutto bene, invece di pensare all’ennesima lottizzazione politica e burocratica e di inventarsi fantasiosi piani di rilancio, che non vanno oltre tre o quattro luoghi comuni, la politica siciliana farebbe meglio far funzionare bene la claudicante e vorace macchina amministrativa regionale, che sta affamando migliaia di cittadini.

La riforma della burocrazia intesa sia come apparato normativo, sia come strutture, sia come funzionari,  rappresenta il primo obiettivo che qualsiasi amministrazione regionale, anche la più sgangherata che si possa immaginare, dovrebbe porsi con urgenza.

Eppure non sembrerebbe difficile da comprendere: riformare uffici, disposizioni e procedure non comporta maggiori costi, semmai li riduce, non aggrava gli oneri a carico dei cittadini e delle imprese e soprattutto attrae investimenti esterni.

Tuttavia, forse – conclude Fleres – ha un grave handicap: presuppone competenza, coerenza, coraggio e responsabilità, tutti ingredienti che non si trovano nemmeno di contrabbando.”

Proseguono le aggiudicazioni di gare d’appalto per la manutenzione della rete viaria interna. L’Ufficio Gare del Libero Consorzio Comunale ha infatti aggiudicato anche l’appalto relativo ai “Lavori di manutenzione straordinaria per il miglioramento della rete viaria del comparto Cattolica Eraclea-Ribera-S.Margherita Belice-Sambuca di Sicilia-Menfi-Sciacca (zona ovest 2)”, dell’importo a base d’asta di 2.059.862,72 euro (compresi 35.000,00 euro per oneri di sicurezza non soggetti a ribasso).  Il progetto dei lavori è stato redatto dai tecnici del Settore Infrastrutture Stradali del Libero Consorzio di Agrigento, e finanziato con i fondi del Patto per il Sud (D.D.G n. 3562/2018 del Dipartimento Regionale Infrastrutture e Mobilità Trasporti). L’appalto, gestito dall’UREGA (Ufficio Regionale Espletamento Gare Appalto, Servizio Territoriale di Agrigento, ai sensi dell’art. 9 della L.R. 12/2011) con procedura di gara telematica, è stato aggiudicato all’impresa KALOS S.R.L in avvalimento con VE.GAL. S.R.L , con sede ad Agrigento , che ha offerto il ribasso del 19.031% (importo di aggiudicazione 1.674.511,10 euro più Iva). Alla gara hanno preso parte 238 imprese.

La durata prevista dal contratto d’appalto è di 455 giorni a partire dalla data di consegna dei lavori, che consisteranno in varie tipologie di intervento: realizzazione di gabbionate, cunette, drenaggi, rifacimento delle sedi stradali deformate o usurate, realizzazione di segnaletica orizzontale e verticale, nuove barriere di protezione e altro ancora.

Questi lavori di manutenzione straordinaria riguarderanno le seguenti strade:

– SP n. 30 , Cattolica Eraclea-Rovine di Eraclea Minoa, che consente il collegamento diretto tra la costa e la SS 115 al centro abitato di Cattolica Eraclea ed ai comuni dell’entroterra limitrofi (Cianciana, Raffadali);

–  SP n. 50 , in territorio di Menfi, che pur di limitata estensione costituisce per la sua posizione un accesso alternativo al mare, soprattutto nel periodo estivo;

–  SP n. 41 “Menfi-Bivio Misilbesi”, collegamento diretto con SS 115 e SS 624;

–  SP n. 42 che da Menfi conduce a Partanna e che, oltre ad essere interessata da un notevole traffico locale e di mezzi agricoli, è un’alternativa per quanti transitano lungo la SS 115;

–  SP n. 86, che consente un collegamento diretto alla costa e alla SS 115 di Ribera e dei comuni limitrofi;

–  SPC ex consortile n. 17 che collega la SPn. 33 Ribera-Seccagrande e la SP n. 61 Montallegro Ribera, alternativa al traffico locale ed alla stessa SS 115.

“Apprendo con soddisfazione che sono scattate le sanzioni per 18 partecipanti al corteo funebre che accompagnò al cimitero la salma di Rosario Sparacio. Altresì mi congratulo con con chi ha svolto le indagini, dalle quali è emerso che al corteo erano 18 e non centinaia le persone di cui straparlavano tanti diffamatori della città e del suo Sindaco. Ricordo addirittura che qualche pseudogiornalista ha avallato l’ipotesi che io stesso fossi presente al corteo. Adesso però mi aspetterei le loro scuse. Sono certo però che non arriveranno, perché chi agisce in malafede, azionando la macchina del fango, non è capace di pentirsi. A tutti i leoni da tastiera, consiglio invece di rivolgere i loro commenti offensivi e di sdegno a chi ha consentito la scarcerazione di centinaia di mafiosi, camorristi e criminali con la scusa del contagio da Covid-19 nelle carceri. Io ho sempre dimostrato a parole e con i fatti il mio rifiuto alle logiche mafiose. Mi aspetterei lo stesso da chi con tanta facilità si è permesso di associarmi a deprecabili episodi, per i quali la giustizia, sta ottimamente facendo il suo corso”.

Lo afferma il Sindaco di Messina, Cateno De Luca

“Da lunedi’ 11 maggio via libera al commercio e dal 18 maggio, scadenza del dpcm, poteri alle Regioni per tutte le riaperture”.

E’ la richiesta delle Regioni al governo emersa dalla Conferenza delle Regioni di oggi pomeriggio che ha unanimemente convenuto su questa necessità e sull’istanza che dal 18 maggio sia data possibilità alle Regioni di disporre delle restanti aperture con proprie ordinanze.

La notizia è stata data su Twitter dal governatore ligure Giovanni Toti e poi confermata anche dal governatore del Friuli Venezia Giulia al Governo Massimiliano Fedriga.

“Come avevo predetto con l’allarme che ho lanciato il 13 Aprile, con la bella stagione riprendono gli sbarchi fantasma sulla costa dell’Agrigentino. Oggi una cinquantina sbarcati a Torresalsa. Non è ammissibile!
Torno a dare voce ai tanti amministratori e cittadini della mia provincia giustamente preoccupati, è una vergogna il silenzio del Governo Conte, non è possibile che si voltino dall’altro lato e facciano finta di niente, in un momento di emergenza sanitaria gravissima. Debbono trovare subito una soluzione! Non possiamo vanificare così gli sforzi che i siciliani hanno fatto in questi mesi, chiedo che le nostre coste vengano pattugliate di più ed in modo più efficace, com’è possibile che i clandestini non vengano intercettati in mare e arrivino indisturbati sulle nostre coste, nelle nostre strade? Non è razzismo, ma oggi la posta in gioco è troppo alta, oggi il coronavirus arriva incontrollato dal mare e mette in pericolo la nostra vita!”

Il pasticcio dei ritardi nelle pratiche per la Cassa integrazione in deroga ha nuovamente fatto puntare il dito sulla Sicilia.

Per il governatore Nello Musumeci i ritardi nelle pratiche per la definizione di un provvedimento atteso da 130 mila lavoratori in Sicilia, sono stati causati dalla piattaforma informatica, “sbagliata”: a curarla è stata la società Ett, la stessa che sei anni fa, ai tempi del governo Crocetta, gestì il software che portò al flop del click-day per il “Piano giovani”. Per quel fallimento si dimise la dirigente della Formazione Anna Rosa Corsello, per il flop della Cig a dimettersi ieri è stato il dirigente del Lavoro, Giovanni Vindigni.

Ai cronisti che gli hanno chiesto perché il governo si sia affidato proprio alla Ett, il presidente Nello Musumeci ha risposto: «C’è un contratto con questa società, fosse dipeso da me mi sarei rivolto al libero mercato: non sapevo che fosse la stessa società del flop del click-day ai tempi di Crocetta».

Il contratto con la Ett, ha spiegato l’assessore regionale al Lavoro Antonio Scavone, scadrà fra sette mesi. “Decideremo cosa fare più avanti ma io vado avanti” – ha detto l’assessore rispondendo ai cronisti che in video-conferenza stampa gli hanno chiesto se pensava di dimettersi.

Ha poi annunciato un’ispezione amministrativa e un’indagine a più livelli. Ancora più netto il presidente Musumeci: «C’è un contratto vigente con questa società e non possiamo farne a meno; il nostro obiettivo è di liberarci e di potere avere in Sicilia e-Servizi (azienda in house) una spalla competente. Fra sette mesi tutto sarà rivisto».

Proseguono i controlli della polizia per far rispettare le prescrizioni dell’ultimo Decreto del Presidente del Consiglio che, sebbene, abbia previsto degli “allentamenti” delle misure restrittive, ha sottolineato la necessità del rispetto del divieto di assembramento anche nei luoghi pubblici o aperti al pubblico.

Le numerose autocertificazioni fornite dagli utenti della strada agli operatori di polizia sul territorio sono state sottoposte a controlli incrociati per verificarne la veridicità.

Ieri in tarda serata, nel corso di uno specifico servizio svolto dalle volanti nella zona Balneare di San Leone, dopo una segnalazione alla Sala Operativa, gli agenti sono intervenuti nella nota Piazza Giglia dove è solita svolgersi la movida estiva agrigentina.

Era stato, infatti, segnalato un assembramento di persone, non rispettose delle distanze di sicurezza.

Alla vista degli agenti molti individui si dileguavano; quattro persone venivano controllate, identificate e sanzionate per aver contravvenuto al citato divieto di assembramento.

Prosegue la riapertura dei cantieri da parte dei tecnici del Settore Edilizia Scolastica del Libero Consorzio Comunale di Agrigento.

Riaperto nei giorni scorsi nel comune di Sciacca, il cantiere dei lavori di completamento del Liceo Scientifico E. Fermi di Sciacca, su disposizione del Rup Arch. Casimiro Gerardi. I lavori erano stati affidati per l’esecuzione alla Soc. Coop. Macos di Agrigento che  aveva iniziato i lavori alla fine dello scorso anno  per un importo di oltre tre milioni di euro. I lavori riguardano gli interventi sul corpo uffici dell’Istituto, la Presidenza e l’Auditorium e dovranno terminare entro il mese di settembre del 2021. L’impresa dopo la riconsegna dei lavori ha immediatamente provveduto alla sanificazione del Cantiere di lavoro.

Un altro cantiere che riprende oggi l’attività lavorativa è quello che riguarda la costruzione dell’I.T.C. “Zappa” di Campobello di Licata che al termine dei lavori avrà una nuova struttura scolastica. I lavori sono relativi alla costruzione del lotto funzionale dei corpi A e B della nuova sede grazie al progetto redatto dai tecnici del Settore Edilizia Scolastica e finanziato dal Ministero dell’Istruzione. Un lavoro dal costo di oltre tre milioni di euro. L’impresa consorziata esecutrice dei lavori è la EDILAP Soc. Coop. a r. di Catania. I lavori sono stati consegnati su disposizione del Rup Arch. Alfonso Giulio.

 

Per i comuni siciliani è in arrivo un ristoro di Trecento milioni di euro. Si tratta di Fondi Poc che servono per compensare i danni provocati dal Covid-19, in particolare le minori entrate.

Altri sei milioni andranno a tutti i capoluoghi di provincia siciliani, compreso Agrigento, che stanno soffrendo i contraccolpi della Pandemia.

Alla luce di questi finanziamenti, Confcommercio Agrigento, chiede urgente tavolo di concertazione con il sindaco di Agrigento Calogero Firetto, per stabilire in quale misura e come saranno spesi questi finaziamenti.

“E’ arrivato il momento – dice Picarella – di cominciare un percorso condiviso per dettagliare le misure da adottare per affrontare il dopo emergenza. Per questo motivo chiediamo un tavolo permanente con il capo dell’amministrazione comunale per definire la priorità per l’uscita dal lockdown”.

Picarella chiede poi chiarezza su rendiconto dell’Ente:

“Per l’uscita dalla crisi – ha aggiunto il presidente di Confcommercio – occorre impegnarsi a sostenere le nostre organizzazioni e a coinvolgerci nell’adozione dei futuri provvedimenti. In particolare vogliamo essere informati su rendiconto di queste somme e cosa si sta facendo di concreto per agevolare la ripartenza e venire incontro alle domande delle categorie da noi rappresentate”.