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Si è riunita ieri, presso la sede operativa della stazione ferroviaria di Porto Empedocle Centrale, l’assemblea dei soci di Ferrovie Kaos presieduta da Marco Morreale. 

Al centro del dibattito le attività sociali da programmare nel 2019 e che interesseranno in particolar modo l’ottocentesco impianto ferroviario empedoclino destinato a diventare l’epicentro di numerose attività culturali.

“Il 2019 – si legge in una nota dell’associazione – si aprirà all’insegna della collaborazione con tutte le realtà esistenti nel territorio di Porto Empedocle e di tutta la provincia di Agrigento. In particolare si punterà ad organizzare eventi che puntano alla valorizzazione del patrimonio ferroviario, facendo della stazione di Porto Empedocle un luogo di incontro e scambio. Tra le iniziative in cantiere l’organizzazione di una giornata nazionale delle Ferrovie dimenticate a marzo, di un porte aperte nello scalo empedoclino, l’attivazione di treni storici straordinari in particolari periodi dell’anno. Invitiamo tutte le associazioni e gli enti che vogliono iniziare a collaborare con noi a contattarci per avviare una programmazione comune”.


Ferrovie Kaos informa, altresì, che si è aperto il tesseramento 2019. Chi volesse iscriversi al sodalizio può inviare una email all’indirizzo di posta elettronica
info@ferroviekaos.itoppure recarsi ogni domenica, dalle 10 alle 13 alla stazione ferroviaria di Porto Empedocle. 

Il dj Andrea Damante, ex concorrente delle note trasmissioni televisive “Uomini e Donne” e “Grande Fratello”, sarà alla consolle del Fabrik discoclub per la notte di capodanno.

Con lui nell’area commerciale Rudeejay, il resident Pablo dj ed il vocalist Marco Catalano.

Ma la proposta del discoclub agrigentino non si ferma qui, presente, infatti, anche una nutrita schiera di artisti di fama internazionale del panorama techno, come Monika Kruse, Alex Neri dei Planet Funk, Josh Wink, Nusha, Tedd Patterson, oltre ai resident Marcello Bacino, Charlie Iapicone, Dario Assenzo, John Clair e Fabio Testa, per quello che sembra poter essere un evento indimenticabile.

Il Fabrik discoclub è in Contrada San Benedetto, nella zona industriale di Agrigento.

“Mi sono sempre impegnato per portare a termine i progetti che mi sono stati assegnati, voglio essere ottimista e, pertanto, il mio auspicio è che possa portare a compimento anche i progetti che il Governo della Regione Siciliana ha individuato come prioritari in questa Azienda, primo fra tutti l’avvio dei lavori di costruzione del nuovo ospedale di Siracusa”.

Lo ha detto il commissario straordinario dell’Asp di Siracusa Salvatore Lucio Ficarra stamane nel corso della conferenza stampa di presentazione dopo il suo insediamento avvenuto lo scorso 19 dicembre, che si è svolta nei locali dell’Azienda. Assieme al commissario straordinario, al tavolo dei giornalisti, il direttore sanitario Anselmo Madeddu e il direttore amministrativo Giuseppe Di Bella i cui incarichi sono stati prorogati per una precisa scelta del manager al fine di dare continuità all’attività aziendale in questa delicata fase di passaggio dalla precedente alla nuova amministrazione.

In ordine al punto che il commissario ha individuato tra quelli prioritari della sua azione amministrativa relativamente al nuovo ospedale aretuseo, lo stesso ha ribadito che la scelta dell’area è una prerogativa delle Amministrazioni comunali mentre è specifico compito dell’Azienda sanitaria la presentazione del progetto preliminare e, conseguentemente, di quello esecutivo. “Sarà una sfida – ha detto – ma il nostro obiettivo dovrà essere quello di realizzare una struttura adeguata davvero ai reali bisogni di questo territorio”. Salvatore Ficarra ha sottolineato inoltre che il raggiungimento di obiettivi comuni nell’interesse di un territorio e, soprattutto, dei bisogni sanitari dei cittadini, non può prescindere da una grande sinergia fra le istituzioni che consente, ognuno per la propria parte di competenza, di raggiungere obiettivi comuni ad un intero territorio.

Sulla programmazione delle attività sanitarie negli ospedali, il commissario straordinario ha sottolineato l’importanza del lavoro in rete di tutti i presidi ospedalieri, integrando i diversi livelli di specializzazione, le funzioni e le peculiarità di ognuno di essi secondo il modello dettato dalla normativa Balduzzi. “A tal proposito – ha detto – è importante attendere l’ormai prossimo varo della nuova rete ospedaliera predisposta dall’assessore regionale della Salute perché sarà la nostra linea guida per la realizzazione dell’integrazione tra le varie strutture ospedaliere. Tutto questo per fornire un sempre migliore servizio ai cittadini”. Ficarra si è inoltre soffermato sull’importanza dell’integrazione tra ospedale e territorio dando continuità alle azioni già intraprese dall’azienda riguardo alle dimissioni facilitate dei pazienti e alle dimissioni protette “in quanto – ha aggiunto – il buon funzionamento del territorio è premessa per il buon funzionamento degli ospedali”.

Il manager ha ringraziato i giornalisti sottolineando l’importanza fondamentale del loro ruolo e di una informazione corretta e puntuale, al fine di rendere trasparente l’attività dell’Azienda, nonché i servizi sanitari erogati, ed ha altresì riferito di avere già avviato una agenda di incontri con le Istituzioni presenti nel territorio, che proseguirà con le visite alle strutture sanitarie dell’azienda ospedaliere e territoriali, nonché con gli incontri con i dirigenti aziendali e con le organizzazioni sindacali.

Al nuovo manager, il direttore sanitario Anselmo Madeddu, nella veste di direttore generale facente funzioni uscente, ha formulato, anche a nome del direttore amministrativo Giuseppe Di Bella i migliori auguri di buon lavoro, assicurando la massima collaborazione: “Quando un allenatore gioca per la squadra per la quale facciamo il tifo – ha detto – se l’allenatore vince, vince anche la nostra squadra del cuore. Da siracusani, noi siamo tifosi di questa squadra e quindi faremo il tifo per chi adesso ha il compito di farle ottenere i nuovi successi auspicati, primo fra tutti la realizzazione del nuovo ospedale, ormai sogno dell’intera comunità siracusana”.

Conto alla rovescia a Canicattì e Camastra per l’avvio del nuovo servizio di raccolta differenziata, il cui appalto di 7 anni, è stato assegnato al Raggruppamento di imprese Sea (capofila), Iseda ed Ecoin. Dal prossimo mercoledì 2 gennaio, a Canicattì, inizierà la distribuzione del kit per effettuare il “porta a porta”. I cittadini, potranno recarsi al centro culturale “San Domenico” dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 17.30 e il sabato dalle 8.30 alle 14. Per evitare lunghi tempi di attesa agli sportelli, è stato fissato un calendario preciso secondo le lettere dell’alfabeto con cui inizia il cognome dell’utente intestatario della Tari. Le lettere A, B e C potranno andare da mercoledì 2 gennaio a venerdì 11 gennaio. Le lettere D, E, F e G da sabato 12 a sabato 19 gennaio. Le lettere H, I, J, K ed L saranno servite da lunedì 21 a sabato 26 gennaio, le lettere M, N, O e P da lunedì 28 a sabato 2 febbraio e le rimanenti lettere da  lunedì 4 a sabato 9 febbraio. Per il ritiro gratuito dei mastelli e di tutto il materiale informativo, sarà necessario avere con se la tessera sanitaria dell’intestatario della Tari anche in caso di delega. Discorso analogo anche per i cittadini del comune di Camastra per i quali la distribuzione dei mastelli per le utenze domestiche inizierà invece il 4 gennaio prossimo. L’ufficio apposito, sarà allestito al Centro sociale di Corso Vittorio Veneto che rimarrà aperto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 17.30 ed il sabato dalle 8.30 alle 14. In questo caso, essendo la popolazione di Camastra inferiore per numero a quella di Canicattì, non è necessario attenersi a specifici turni. Sarà sufficiente recarsi al centro sociale negli orari fissati con la Tessera sanitaria dell’intestatario della Tari.  Per quanto concerne le utenze non domestiche dell’Aro Canicattì- Camastra, le imprese stanno effettuando un censimento apposito al termine del quale, saranno le stesse imprese a provvedere alla distribuzione degli appositi mastelli e di tutto ilo materiale informativo utile per l’avvio del servizio che dovrebbe avvenire entro il prossimo mese di febbraio.

I poliziotti della sezione Volanti della Questura di Agrigento – in seguito ad un mirato controllo contro lo smercio di sostanze stupefacenti – hanno fatto irruzione all’interno di un’abitazione in cui si ipotizzava un giro di droga.

Una volta dentro i militari, però, si sono trovati davanti ad un’altra sorpresa.

Niente droga ma un allaccio abusivo di corrente elettrica allacciata direttamente ad una postazione Enel. Per questo motivo sono stati arrestati Massimo Crapa, 44 anni, titolare dell’appartamento, e la compagna, Alessandra Falsone, 38 anni, con l’accusa di furto aggravato di energia elettrica in concorso.

“Ho perso mio padre, giornalista dalla schiena dritta, ucciso dalla mafia. Ho perso mio fratello che per anni ha cercato la verità sull’omicidio del nostro genitore”. E’ commosso il presidente dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia, dottor Giulio Francese, cronista di lungo corso e figlio di uno degli uomini simbolo del giornalismo siciliano Mario Francese. Nella sala del Circolo Empedocleo di Agrigento c’è grandissima emozione all’evento per celebrare il 70° della promulgazione della Costituzione Italiana occasione della consegna del Premio ANCRI 2018 organizzato dalla sezione territoriale di Agrigento dell’ Associazione Nazionale Insigniti al Merito della Repubblica), presieduta dal cavalier Pietro Sicurelli. Iniziativa in collaborazione con i Comuni di Agrigento e Porto Empedocle e patrocinata dall’ARS Assemblea Regionale Siciliana. A coordinare brillantemente l’evento la giornalista , economista e giurista dottoressa Ivana Sicurelli, Consigliere Nazionale dell’ANCRI.  Sempre per l’Associazione degli Insigniti presenti il Vice Delegato regionale, cavalier Giovanni Rezoagli e il Presidente della Delegazione di Gela cavalier Antonio Benfatti. Molte le autorità militari. Ha portato il saluto il Vice Sindaco di Porto Empedocle dottor Salvatore Urso. Prima della consegna dei Premi e dei riconoscimenti speciali a relazionare su Società, Scuola e Costituzione sono stati i professori Enzo Alessi, noto regista e autore teatrale, Francesco Pira, sociologo e docente di Comunicazione dell’Università di Messina e Presidente Onorario dell’ANCRI di Agrigento e Michele Rondelli, docente di letter ed Editor di Sikelianews. Subito dopo tra gli applausi del folto pubblico presente la consegna dei Premi ANCRI 2018. A ricevere il riconoscimento sono stati il magistrato dottoressa Graziella Luparello per la sua attività e l’impegno nel  contrasto alla mafia, il giornalista dottor Giulio Francese , Presidente dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia e figlio del compianto Mario Francese, per la sua attività giornalistica e divulgativa antimafia anche nella memoria del padre, a Fratel Biagio Conte, per il suo impegno quotidiano al fianco dei più deboli, e all’Unità Operativa di Ortopedia e Traumatologia del Presidio Ospedaliero di Mussomeli, diretta dal dottor Carlo Dell’Utri. Consegnati ai Premiati la brochure “Decoro e bandiere” preparata dal Cav Rezoagli.  Il Presidente ed il Direttivo dell’ANCRI di Agrigento ha voluto a sorpresa consegnare tre riconoscimenti speciali per il supporto e l’impegno a sostegno dell’Associazione al cavalier professor Francesco Pira, al cavalier professor Salvatore Rizza e al professor Michele Rondelli consegnati dai cavalieri Ivana Sicurelli, Giuseppe Mongiovi, e dal professor Enzo Alessi.

“Siamo molto soddisfatti della Prima edizione del Premio ANCRI –ha spiegato il Presidente Sicurelli –  la cui finalità è quella di fare emergere e gratificare quelle persone che, pur se in taluni casi in assenza di visibilità, grazie al loro comportamento quotidiano, si sono distinti per l’impegno profuso nel valorizzare la realtà comunitaria ed il bacino territoriale e/o professionale in cui hanno operato, che si sono silenziosamente prodigate per offrire il loro spontaneo aiuto al prossimo o che hanno favorito l’affermazione e la diffusione di alti Valori etici e morali, come il senso del dovere e il rispetto delle Istituzioni.  La presenza ad Agrigento di tutti gli illustri premiati ci da tantissima energia per proseguire incessantemente il nostro impegno sul territorio”.

Un decennio fa ci aveva provato Raffaele Lombardo con il Movimento per l’Autonomia a far ripartire la Sicilia, ma non ebbe successo, nonostante la nobile sigla. Si rivelò, infatti, un’operazione più elettorale che politica, come noi scrivemmo sul Numero Unico di Liberi e Forti, e fummo profeti perché non fummo smentiti.

Adesso ci sta provando Roberto Lagalla con Idea Sicilia al fine di realizzare una politica davvero siciliana, per i siciliani, con i siciliani nella cornice nazionale ed europeista.

La Mongolfiera, simbolo del Movimento di Lagalla, riuscirà a volare ad alta quota? Ce l’auguriamo, soprattutto per la differenza tra Lombardo e Lagalla; il secondo gode di una preparazione culturale non indifferente; e il programma di Idea Sicilia risente di connotati dell’Appello ai Siciliani di don Luigi Sturzo.

La storia insegna che il successo politico dei Popolari di Sturzo, cento anni fa, fu dovuto ad una forte concezione culturale che diventò ben presto pensiero e, infine, azione Politica, coinvolgendo i molteplici segmenti della società sia produttiva sia anagrafica. La Lega Nord docet! Agli inizi degli anni ’80, essa diventò carro trainante – Carroccio di Pontida – contro i palazzi romani perché, prima di essere azione politica, fu azione culturale e di pensiero, tramite il suo ideologo Gianfranco Miglio, il quale diede le coordinate per risvegliare il dna dormiente nelle popolazioni del Nord, nonostante la politica industriale a favore dei governi a guida democristiana. Detto in altro modo, Miglio e Umberto Bossi, il pensiero e l’azione, furono le motivazioni culturali e l’espressione politica che determinarono il futuro della Lega. Insomma, senza Miglio, Bossi avrebbe trainato un Carroccio senza cavalli e si sarebbe rivelato una mera operazione elettorale che, come la neve, si scioglie dinanzi al primo sole, come fu per il Movimento di Raffaele Lombardo, causando una frustrazione non indifferente nella popolazione siciliana.

Roberto Lagalla se davvero vuole far volare in alto la Mongolfiera deve gonfiarla di ossigeno di buona qualità, che sono le motivazioni culturali (da non confondere con la poesia annacquata), seminati nel nostro dna, interpretando l’humus siciliano, espresso nel disagio e nelle potenzialità mortificate.

Egli ha tutte le credenziali per scrivere una nuova pagina della storia siciliana, di cui non si vede traccia da parecchio tempo. Una pagina gloriosa, positiva, ma occorre scongelare l’autentico pensiero sturziano, intriso di pensiero liberale e di autentico solidarismo.

Considerato che la cultura politica è il respiro dell’azione politica, un suggerimento desideriamo rivolgere all’Assessore regionale alla Formazione: costituire un gruppo che elabori una cultura politica di trasformazione autentica, capace di dare una nuova linfa politica al nostro profondo Sud. L’esperienza acquisita nel campo Accademico, fino a svolgere il delicato ruolo di Rettore Magnifico del prestigioso Ateneo Siciliano, è un’ottima garanzia. Induce a pensare che è capace di distinguere la paglia dal grano; e, purtroppo, molta paglia si vede in giro.

Nel discorso al Medison di Realmonte, Lagalla mostrò ossatura politica, riscaldando la numerosa platea, la quale non sentiva da tempo vigorosi richiami.

Tra le province siciliane, Agrigento gode di una storia di figure radicate nel territorio che possono dare un nuovo slancio e scrivere un nuovo percorso politico come è stato evidenziato da Enzo Fontana e Nenè Mangiacavallo, durante la kermesse al noto locale realmontino.

Ci auguriamo che la Mongolfiera siciliana possa volare davvero in alto. Noi abbiamo ritenuto offrire un suggerimento per niente indifferente.

La scorsa settimana ho avuto seri problemi di salute e ovviamente sono corso immediatamente in ospedale. Visto una precedente negativa esperienza ero terrorizzato al pensiero di restare in pronto soccorso chissà quante ore in attesa di una visita e controlli vari. Il mio problema però era molto serio e di prima mattina sono andato al pronto soccorso fiducioso di cavarmela in poche ore.

Giunto al pronto soccorso, urgentemente  mi hanno portato in cardiologia emodinamica. Infermieri e medici del reparto, diretti dal primario Giuseppe Caramanno, si sono prodigati subito con grande professionalità, sugli accertamenti del caso, con l’utilizzo di  strumenti  modernissimi e con un’assistenza continua fino a quanto mi hanno ristabilizzato.

Ho dovuto aspettare in astanteria, tutta la giornata  fino a tarda sera, l’esito definitivo delle analisi con molta pazienza, poiché il protocollo prevede diverse ore per avere i risultati. Il medico del pronto soccorso stava già firmando le mie dimissioni, ma il cardiologo di turno dopo una ulteriore visita, ha deciso per un altro esame in reparto e un altro intervento farmacologico per tutta la notte, con l’assistenza continua del personale. Il mattino seguente, il primario mi ha subito visitato e prescritto alcuni farmaci ed un accertamento immediato con una scintigrafia da fare nel reparto di medicina nucleare.

Non posso non sottolineare come il reparto di cardiologia capitanato dal dott. Giuseppe Caramanno è davvero degno di un paese all’avanguardia nel mondo con attrezzature modernissime. Primario, medici, infermieri e tutto il personale cortesi e professionali.

Non posso esimermi dal raccontare un episodio che mi ha colpito tanto. Lo scorso 24 dicembre, vigilia di Natale, mi sono ritrovato nel reparto di cardiologia per far visita ad un amico. Ebbene, non so in quanti ospedali di tutta Italia riesci a trovare tutti i medici di cardiologia presenti in reparto proprio la vigilia di Natale. Chi in pronto soccorso, chi in emodinamica, chi in cardiologia. Devo fare davvero i complimenti vivissimi e sinceri al primario dott. Giuseppe Caramanno che ha saputo rendere, insieme alla sua equipe, i reparti di cardiologia ed emodinamica all’avanguardia e che non hanno nulla da invidiare agli omologhi reparti di tutta Italia.

Tornando alla medicina nucleare devo spendere le stesse parole sopra dette per il primario dott. Garufo e tutto il suo staff. Professionalità, gentilezze e grande rispetto per il paziente. In due giorni mi hanno fatto degli esami approfonditi  con risultai negativi per mia fortuna.

A qualche giorno di distanza dalla mia esperienza ho voluto scrivere questa nota, con alcune considerazioni sul nostro ospedale e sulla sanità in generale.

Spesso anzi quasi tutti i giorni si sentono e si leggono sui giornali casi di malasanità o di cattiva efficienza sul nostro ospedale e su tanti altri ospedali d’Italia. Certamente a primo impatto specialmente al pronto soccorso di Agrigento e di tantissimi altri ospedali la situazione non è che sia tra le migliori. C’è troppa confusione nel reparto, sicuramente perché  strapieno di utenti spesso in compagnia di due o tre parenti o amici, rispetto al bacino di appartenenza, con molti codici bianchi in attesa, c’è molto nervosismo da parte degli operatori, pochi di numero, molto prevenuti e  stressati da un lavoro continuo ed estenuante.

Salendo però nei reparti si respira un’altra aria, il nostro ospedale è attrezzatissimo con moderni strumenti e personale medico che molti ospedali ci possono invidiare, specialmente. Mi soffermo ancora sull’unità di cardiologica emodinamica: ordinata,  pulita e con tutto il personale disponibilissimo. Grande merito al dott. Caramanno a cui vanno i miei ringraziamenti pubblici.

Dopo questa mia  esperienza, trovo ingiusto che l’utenza in generale si lamenti sempre del nostro ospedale di tutti e di tutto.

Come sopra scritto l’ospedale è un bel CADEAUX con un brutto involucro.

Spetta al management direttivo ed organizzativo migliorare l’involucro  di questo cadeaux, con più impegno e professionalità, per poter dare un’immagine migliore ed una accoglienza, al pronto soccorso, più efficace e meno stressante per noi utenti.

Giovanni Parisi

A Caltanissetta la Polizia è intervenuta in una sala da ballo in via Due Fontane e all’interno ha contato quasi il triplo di persone rispetto alla capienza massima autorizzata dal Questore che è di 176 persone. E’ stata ordinata la cessazione dell’evento danzante e il titolare del locale è stato denunciato, a piede libero, alla locale Procura della Repubblica, per inosservanza delle prescrizioni imposte dal Questore con la licenza di autorizzazione.

Si tratta del progetto “Projection Mapping”  la tecnica sperimentale di video proiezione che trasforma il prospetto del palazzo in grande schermo su cui si susseguono, in splendida sincronia, contenuti video frutto di attenta mappatura delle geometrie monumentali. L’obiettivo finale, con effetti ottici stupefacenti, è quello di dare anima al monumento, che pur nella sua grande e apprezzata staticità, e sarà visto e ricordato come un organismo vivente, coinvolgendo il pubblico presente, avvolgendolo e trasportandolo idealmente in una serie di scenari che desteranno meraviglia, suspense e tanta emozione.
Proiezione in 3D sulla facciata della Stazione Centrale di Agrigento.  L’iniziativa,  che si inserisce nell’ambito del programma natalizio, è stata curata dall’artista Elisa Nieli.