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Momenti di paura, nella giornata di ieri, in un edificio di via Manzoni, ad Agrigento. Un uomo di 42 anni, al culmine di una lite con le vicine di casa, ha pensato bene di mandare in frantumi una veranda della loro abitazione.

 L’uomo, sembra che da tempo avesse dissidi con madre e figlia abitanti nel piano di sopra e ieri, al culmine dell’ennesima discussione, è salito sopra e ha iniziato ad inveire contro le donne, minacciandole, insultandole e rompendo, infine, i vetri della veranda.

Lanciato l’allarme, sul posto sono giunti gli agenti della sezione Volanti della Questura di Agrigento che hanno denunciato, in stato di libertà, alla Procura, il quarantaduenne per l’ipotesi di reato di danneggiamento.

E’ accusato di aver picchiato, maltrattato e perseguitato la moglie.

Sono queste le accuse mosse dalla Procura di Agrigento nei confronti di un 45enne di Agrigento che – il prossimo 12 dicembre – dovrà presentarsi davanti al Gup del Tribunale di Agrigento Alessandra Vella.

 Nei mesi scorsi l’uomo, dopo la separazione della moglie, era stato allontanato dal Tribunale che gli aveva imposto il divieto di avvicinamento ai luoghi dell’ex compagna per almeno 500 metri.

Ora la richiesta di rinvio a giudizio da parte del pm Gloria Andreoli.

La donna in passato ha denunciato di essere stata picchiata con calci e pugni dall’ex consorte che, nonostante il divieto di avvicinamento, avrebbe continuato a pedinarla, minacciarla e importunarla.

 

Si apprende con sgomento l’incomprensibile ed ingiustificata decisione assunta in sede di Giunta Regionale, delibera di Giunta Regionale presieduta dal Presidente della Regione Sicilia on. Nello Musumeci n 451 del 15 novembre 2018, con la quale viene eliminato dalla programmazione regionale il finanziamento per la realizzazione dell’impianto di Compost già progettato, peraltro, secondo le puntuali indicazioni del Dipartimento Regionale alle Acque ed ai Rifiuti, ed ubicato nell’area industriale di Ravanusa. L’impianto la cui progettazione inizia nel lontano 2008 é stato ripetutamente aggiornato su richiesta del competente Assessorato Regionale, ed è stato inserito da sempre nella programmazione regionale degli impianti compreso il “patto per il Sud”. Il progetto pensato per soddisfare le esigenze del conferimento della frazione umida per i comuni del territorio di competenza dell’ex ATO AG 3 e precisamente Canicattì, Campobello di Licata , Naro, Ravanusa, Palma di Montechiaro, Camastra e Licata, essendo ubicato in zona baricentrica rispetto ai comuni citati e soprattutto essendo pubblico avrebbe consentito il conferimento della frazione differenziata umida con bassi costi per le comunità. Infatti, si otterrebbero ridottissimi costi di trasporto e bassi costi di conferimento, notoriamente l’impiantistica pubblica non persegue profitti ma esclusivamente la copertura dei costi. La decisione della Giunta Regionale non è stata preceduta da nessun incontro con i rappresentanti del territorio siano essi i sindaci, onorevoli eletti nel territorio ovvero la SRR. L’impianto nel corso di questi anni è sempre stato attenzionato da parte delle amministrazioni regionali ed è sempre stato inserito nelle varie programmazioni compreso l’ultimo Piano Regionale dei Rifiuti redatto dalla amministrazione regionale. La decisione assunta da parte della Giunta di Governo con la delibera n 451 del 15.11.2018 appare in totale contraddizione persino con la proposta di legge esitata dalla Commissione Territorio ed Ambiente, nel disegno di Legge della IV Commissione di riforma del settore dei rifiuti.
Infatti, in tale disegno di legge si evidenzia ripetutamente il cosiddetto “principio di prossimità”, ovvero il ciclo dei rifiuti sia per la riduzione dei costi che per favorire il riciclaggio e recupero deve avere impianti territorialmente di prossimità cioè vicino ai luoghi di raccolta ciò anche al fine di raggiungere l’autosufficienza. Con l’irragionevole annullamento del finanziamento di 10.000.000,00 di euro – diecimilioni/00 – del progetto si continua a penalizzare una parte della provincia di Agrigento costringendo i comuni che, a parere della Regione, DEVONO raggiungere percentuali di raccolta differenziata superiori al 65 % a sostenere dei costi elevatissimi e di molto superiori al costo del conferimento in discarica degli RSU. La mancanza di impianti facilmente raggiungibili e possibilmente pubblici comporta che la frazione organica venga smaltita presso impianti privati posti anche a centinaia di chilometri dai luoghi di raccolta con evidente e palese ricaduta sull’aumento dei costi del servizio. Carmelo d’Angelo Sindaco di Ravanusa e Giovanni Picone Sindaco di Campobello di Licata chiedono con estrema urgenza di essere sentiti, contestualmente alla SRR Agrigento Est, dal Governo Regionale affinché l’infausta decisione venga modificata consentendo la realizzazione di un impianto di trattamento della frazione organica derivante dalla raccolta differenziata ubicato a poca distanza dai luoghi di raccolta e con un basso costo di conferimento.

L’ Avv. Angela Galvano, Presidente del Circolo Agàpe-Arci di Agrigento, sabato 24 novembre alle ore 17 presso il Circolo Empedocleo (Ag), organizza-introduce e coordina un convegno dal titolo “ I Diritti delle donne”, a cui partecipano come relatori la Sindacalista Linda Bellia, la Dirigente scolastica Agata Gueli, l’Avv. Rosa Salvago ed il responsabile ARCI Sicilia delle politiche sociali Giuseppe Montemagno.

La Presidente afferma: “ il nostro convegno è intitolato <<I Diritti delle donne>>, in quanto discuteremo dei vari problemi associati alla nozione di diritti femminili, tra cui i diritti all’integrità e autonomia corporea, il diritto di essere liberi dalla paura della violenza fisica-pischica ed economica, il diritto di lavorare e ricoprire ruoli di dirigenza, nonché ottenere una retribuzione equa o uguale a quella maschile, il diritto alla maternità e tanti altri diritti di cui i nostri competenti relatori discuteranno nel corso dell’iniziativa”.

La Galvano continua :“E’ un’iniziativa organizzata in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne e mira a non dimenticare le donne che hanno subito e subiscono violenze. La nostra intenzione, in quanto associazione impegnata nel sociale, è quella di sollecitare una solidale lotta culturale contro ogni forma di oppressione nei confronti delle donne e fare fronte comune in una battaglia finalizzata ad abbattere quei pregiudizi che rendono ancora più diffusa la violenza maschile sulle donne – dalle molestie sessuali ai numerosi atti di femminicidio.

La promozione e tutela dei diritti delle donne sono una responsabilità di TUTTI e devono essere considerate un obiettivo primario se si vuole combattere ed eliminare ogni forma di discriminazione e di violenza ancora oggi, purtroppo, caratterizzanti la nostra società”.

 

Nuovo appuntamento dell’Associazione Nazionale degli Insigniti del Merito della Repubblica presieduta dal Cav. Pietro Sicurelli domenica 25 novembre 2018 alle ore 10 all’Hotel dei Pini. Coordina la giornalista Daniela Spalanca.

L’evento formativo organizzato in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti di Sicilia dà diritto a tre crediti.

Nella Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne la sezione territoriale di Agrigento dell’ANCRI (Associazione Nazionale Insigniti al Merito della Repubblica), presieduta dal cavalier Pietro Sicurelli, propone un importante seminario sul tema: “Stalking e condotta persecutoria: aspetti psicologici, giuridici, sociologici e disfunzionali. La rappresentazione sui media e social”. L’appuntamento domenica 25 novembre 2018 alle ore 10 presso l’Hotel dei Pini di Porto Empedocle. Sarà proprio il Presidente dell’ANCRI di Agrigento Valle dei Templi, cavalier Pietro Sicurelli ad aprire i lavori con un intervento introduttivo e gli indirizzi di saluto che saranno seguiti da quelli del sindaco della città che ospita la dottoressa Ida Carmina e dall’Assessore alla Cultura, dottoressa Stefania La Porta. Coordinati dalla giornalista Daniela Spalanca poi saranno avviati i lavori e quindi le relazioni  del dottor Salvatore Cardinale, magistrato e già presidente della Corte d’Appello di Caltanissetta, della dottoressa Iva Marino, esperta in scienze forensi e criminologiche e Perito CTU e del professor Francesco Pira, sociologo, docente di comunicazione e giornalismo presso l’Università di Messina.

L’Associazione Nazionale Insigniti dell’Ordine al Merito della Repubblica di Agrigento – ha dichiarato il Presidente Pietro Sicurelli- prosegue così il suo impegno sociale organizzando manifestazioni e incontri-dibattiti di interesse socio-culturale a difesa dei diritti dei minori e contro ogni forma di violenza sulle donne, sui bambini ed in generale sulle categorie sociali più fragili. Nei mesi scorsi abbiamo organizzato un altro importante seminario “Dalla parte dei bambini, contro ogni forma di violenzache è stato molto apprezzato per la qualità degli interventi”.

Il seminario è organizzato in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti di Sicilia e dà diritto a 3 crediti formativi ai giornalisti regolarmente iscritti attraverso la piattaforma SIGEF.

“Le ultime vicende che vedono interdetto per mafia il presidente del gestore idrico Girgenti Acque accelera inevitabilmente il percorso di risoluzione del contratto col gestore privato.

L’ATI di Agrigento bene ha fatto a intraprendere le vie legali per notificare al gestore la risoluzione della convenzione a suo tempo stipulata tra ATO e Girgenti Acque per la gestione privata  dell’acqua, risoluzione imputabile alle numerose e reiterate inadempienze di Girgenti Acque, molte delle quali certificate dai ripetuti interventi e dalle condanne della magistratura.

I sindaci dei 27 comuni dell’agrigentino serviti  da Girgenti Acque devono una volta per tutte fare una scelta chiara: o danno seguito alle loro dichiarazioni e alle deliberazioni della stessa ATI che  si sono pronunciate per la gestione pubblica dell’acqua o continuano a tergiversare per dare il tempo al gestore privato di liberarsi della società con la sua collocazione sul mercato e successivo passaggio ad altra società privata.  Una soluzione di questo genere non farebbe che gettare ulteriore discredito sui sindaci e sulla politica e  tradirebbe la volontà popolare espressasi col referendum del 2011.

Potere al Popolo è  per la gestione pubblica dell’acqua e dei  servizi pubblici locali, anche alla luce della gestione fallimentare e dannosa per i cittadini operata dai privati nei diversi settori, come dimostra da ultimo la vicenda del ponte di Genova. Auspica un sussulto di dignità e serietà da parte dei sindaci e di rispetto da parte  loro della volontà dei cittadini da essi amministrati ai quali hanno detto a più  riprese di essere per la gestione pubblica. Né possono avere fondamento alcune voci che parlano di incapacità dei Comuni a gestire il servizio idrico posto che essi lo facevano  fino  ad appena 10 anni fa e che in ogni caso il personale attualmente in forza a Girgenti  Acque dovrebbe ritransitare sotto i Comuni e continuare a svolgere lo stesso lavoro che compiono ora presso i vari comuni in cui essi operano. “

Girgenti Acque S.p.A. comunica che oggi alle ore 15:00 si è riunito il Consiglio di Amministrazione della Società.

Il Consiglio ha accolto le dimissioni del Presidente Marco Campione ringraziandolo per l’operato svolto e ha provveduto a nominare presidente pro-tempore l’Avvocato Diego Galluzzo, fino alla data della prossima Assemblea dei Soci, convocata per il prossimo 03 Dicembre 2018.

Il Consiglio di Amministrazione ha inoltre deliberato di proporre ricorso amministrativo avverso il provvedimento interdittivo.

Progetto “Conoscere Girgenti'”. Questa mattina nuova visita guidata per i ragazzi di terza media della scuola  “Anna Frank visitare”. Accompagnati dall’assesopre comunale al centro storico Nino Amato  e dallo storico Elio Di Bella, sono state visitate le cripte dell’Addolorata, la chiesa di Santa Caterina con la mostra sulla  frana del 1966, la chiesa di San Giorgio, l’istituto Gioeni con la mostra dei presepi di Vanadia; il museo dei pupi siciliani del maestro Guarneri e il palazzo ex collegio dei padri Filippini. L’iniziativa promossa dal Comune di Agrigento ha destato grandissima attenzione e partecipazione da parte dei ragazzi delle scuole coinvolte nel progetto. 

“L’attivazione della rete interistituzionale Codice Rosa all’ospedale di Sciacca rappresenta nel nostro territorio un passo avanti importante per la tutela delle donne vittime di violenza che accedono al pronto soccorso per ricevere cure mediche e sostegno psicologico, è fondamentale la collaborazione tra personale socio-sanitario, magistrati, ufficiali di polizia giudiziaria”. Lo afferma la presidente della commissione Salute dell’Ars alla vigilia della conferenza stampa di presentazione della rete interistituzionale denominata Codice Rosa che si terrà domani, nell’aula Piraino dell’ospedale Giovanni Paolo II di Sciacca.

Durante l’incontro verranno illustrati gli obiettivi di un protocollo d’intesa fra l’Asp di Agrigento, la Procura della Repubblica di Sciacca, l’Arma dei Carabinieri, la Polizia di Stato e il Comune di Sciacca finalizzato a garantire assistenza e protezione a tutte le vittime di violenza che accedono al pronto soccorso del nosocomio saccense. La presidente della commissione Salute dell’Ars si dice “rammaricata di non poter partecipare all’incontro, visto che l’invito mi è arrivato a meno di 24 ore dall’iniziativa e non mi è stato possibile disdire impegni precedentemente assunti”. 

Dispiace prendere atto dell’ “excusatio non petita accusatio manifesta” del Dirigente scolastico della scuola “Leonardo Sciascia”, Prof.ssa Giusy Mazzarino, la quale si è risentita personalmente senza alcun motivo. Sinceramente sono rimasto sbigottito nel leggere parole così piene di astio, risentimento e di contraddizioni.

La Prof.ssa Mazzarino parla di pace, edificazione, inclusione, unione, collaborazione, rispetto dell’altro e poi invece si scaglia contro di me in maniera spropositata.

A questo punto mi chiedo: ma ha letto l’Interrogazione che ho presentato al Sindaco? Dalla sua replica non si direbbe.

Fino a prova contraria infatti il sottoscritto non l’ha mai citata, né ha messo in dubbio il suo operato, né tantomeno ha messo in dubbio l’acclarata tradizione di serietà, pulizia, cura e bellezza della scuola “Sciascia”. Non mi risulta nemmeno di aver mai parlato di inganno, inefficienza e di illegalità. Perché quindi usare quei toni??

E’ giusto allora far sapere come sono andate le cose: giorni fa fui contatto, nella qualità di Consigliere Comunale, da numerose mamme, le quali mi portarono a conoscenza di problemi ormai noti e non risolti (insopportabile  “puzza di muffa” e termosifoni spenti). Tutto testimoniato da foto e screenshot con lunghe conversazioni whatsapp di disappunto ed audiomessaggi.

Circostanza questa confermata anche dalla Prof.ssa Mazzarino, che comprensibilmente mi accusa di aver fatto sapere la verità. Avrei dovuto tacere dinnanzi alla richiesta di aiuto di numerose mamme? Avrei dovuto rinunciare ad esercitare il mio ruolo di rappresentante dei cittadini?

Vorrei ricordare che la scuola “Sciascia” è comunale, e che io sono un Consigliere Comunale, il quale, su espressa richiesta dei cittadini, si è rivolto al suo interlocutore, ossia il Sindaco. E’a lui che ho scritto, è a lui che ho chiesto spiegazioni, per un guasto che risale ad Aprile, senza accusare la scuola che spesso subisce le inefficienze della politica. Probabilmente sarà un caso, vorrei però ricordare anche che il problema (nato ad Aprile!!) è stato risolto l’indomani del “chiasso” fatto da un Consigliere Comunale. E non è la prima volta che succede…

Nonostante le evitabili polemiche, sono contento che da oggi i termosifoni abbiano ripreso a funzionare, era questo l’unico scopo del mio intervento (richiesto dai genitori). Mi dispiace però di aver turbato la sensibilità della Prof.ssa Mazzarino e per questo le chiedo scusa. Anche a me sarebbe piaciuto incontrarci, così come ho fatto con i genitori che mi hanno contattato. Sono Consigliere Comunale da circa 10 anni e sono sempre stato disponibile, pronto al dialogo e alla collaborazione con tutti. A breve, se il dirigente scolastico è d’accordo, andrò a visitare la scuola “Sciascia” per discutere e per tendere una mano.