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Sono stati fermati dai poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento due tunisini di 23 e 21 anni, accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e tentata estorsione ai danni di un connazionale.

Secondo la Procura i due fermati,  sono ritenuti responsabili dell’ingresso in Italia, da Lampedusa, di 51 immigrati a bordo di un barcone e della tentata estorsione ai danni di un connazionale che non aveva potuto pagare per intero il costo della tratta. I due tunisini, peraltro, si erano segnalati per intemperanze verso altri connazionali nel periodo in cui stavano trascorrendo la quarantena a bordo della motonave Moby Zaza’.

 

 

Furono i Carabinieri del Nas nel 2018 a scoprire durante un controllo all’ospedale di Agrigento nel reparto di chirurgia vascolare che la sala operatoria necessitava di ulteriori lavori per essere operativa a 360 gradi.

Finalmente e dopo il solito iter burocratico la ditta Rti, Arli srl si è aggiudicata l’appalto per il relativo completamento. L’offerta pervenuta ha presentato un ribasso d’asta del 27,40% per un totale di 679,974,36 di euro.

 

 

La dott.ssa G.V., giornalista quarantaduenne, nell’ottobre del 2019, partecipava alla procedura concorsuale per il reclutamento di sei Istruttori direttivi dell’Ufficio stampa della Regione Siciliana, svolgendo la prima prova scritta consistente in un test a risposta multipla.

Nel dicembre dello stesso anno, a seguito della correzione del test in questione, venivano pubblicati gli esiti della prova concorsuale che attestavano l’esclusione della dott.ssa G.V., in quanto la stessa aveva ottenuto un punteggio che, per l’errore relativo a sole due domande, non consentiva il superamento della prima prova del concorso.

La dott.ssa G.V., dunque, presentava richiesta di accesso agli atti del concorso, al fine di prendere visione dei verbali della Commissione d’esame ed in particolare della correzione del proprio elaborato operata dall’Amministrazione.

A seguito del rilascio della documentazione richiesta emergeva come alcune domande fossero state formulate e corrette erroneamente e come taluni argomenti oggetto di prova fuoriuscissero dal programma di materie indicato dal bando di concorso.

A questo punto la dott.ssa G.V., assistita dagli Avvocati Girolamo Rubino, Calogero Marino e Giuseppe Gatto, proponeva ricorso davanti al TAR Palermo, sostenendo l’illegittima formulazione e/o correzione di svariati quesiti somministrati nell’ambito della prima prova del concorso in questione.

Con ordinanza del febbraio 2020, il TAR Palermo, pur confermando implicitamente l’illegittima correzione di una domanda (la n. 54), riteneva di non ammettere la dott.ssa G.V. alla seconda prova concorsuale.

Pertanto, la dott.ssa G.V., con il patrocinio dell’Avv. Girolamo Rubino, proponeva ricorso in appello davanti al Consiglio di Giustizia Amministrativa, chiedendo la riforma della pronuncia di primo grado e, conseguentemente, l’ammissione alla seconda prova del concorso per Istruttore direttivo dell’Ufficio stampa regionale.

In particolare, l’Avv. Rubino sosteneva l’erronea formulazione e/o correzione di 4 quesiti (nn. 8, 12, 22 e 54) e l’estraneità alle materie indicate dal bando di 7 domande (le nn. 19, 25, 33, 34, 35, 42 e 46), evidenziando come la modifica del punteggio anche di due sole domande, per la dott.ssa G.V., sarebbe risultata decisiva ai fini del superamento della prima prova.

Segnatamente, con riguardo alla domanda n. 54: la correzione approntata dalla Commissione esaminatrice contrastava palesemente con la disposizione normativa (Legge n. 150/00) richiamata dal quesito, in quanto veniva considerata quale attività di informazione e comunicazione istituzionale della Pubblica Amministrazione “la sola comunicazione interna realizzata nell’ambito di ciascun ente” e non anche, come previsto dalla suddetta norma, “la comunicazione esterna rivolta ai cittadini, alle collettività e ad altri enti”.

Tra le domande contestate, inoltre, alcune presentavano una duplice risposta corretta, in particolare: la domanda n. 8, in materia di effetti sull’atto amministrativo derivanti dall’inesistenza dell’oggetto, pur presentando due risposte esatte – la “a”, atto “inesistente” e  la “b”, atto “inefficace” (segnata dalla dott.ssa G.V.) – veniva corretta dalla commissione esaminatrice con la validazione  della sola risposta “a”. Anche la domanda n. 12, in materia di autocertificazioni, presentava due opzioni corrette – la “a” e la “c” (contrassegnata dalla dott.ssa G.V.) – in quanto entrambe ricavabili dalle disposizioni normative (Capo III del D.p.r. 445/200) citate nel quesito; ciononostante la commissione riteneva esatta la sola opzione “a”. Infine, la domanda n. 22, riguardante la professione svolta da Johan Gutenberg, inventore della stampa a caratteri mobili, indicava anch’essa due risposte corrette: l’opzione “a” (orafo) e l’opzione “b” (tipografo); tuttavia, la Commissione riteneva esatta la sola risposta “a”, non assegnando il punteggio relativo alla risposta (“b”) data dalla dott.ssa G.V.

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa, condividendo le tesi dell’Avv. Rubino, ha accolto, con Ordinanza del 22.05.2020, l’appello cautelare presentato dalla dott.ssa G.V., riformando la pronuncia del Tar Palermo e disponendo l’ammissione con riserva della G.V. alla seconda prova concorsuale.

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa, infatti, ribaltando il giudizio del Tar Palermo, ha ritenuto incerta la formulazione di un quesito (il n. 8, sull’inesistenza dell’oggetto dell’atto amministrativo) e del tutto errata la correzione approntata dalla Commissione d’esame sulla domanda n. 54 (sull’attività di informazione e comunicazione delle pubbliche amministrazioni); il Giudice amministrativo di secondo grado, inoltre, ha affermato che alcune delle domande poste nell’ambito della prima prova concorsuale risultassero estranee alle materie del concorso.

Per effetto della suddetta pronuncia, la dott.ssa G.V. è stata ammessa alle seconda prova scritta del concorso in questione ed inoltre l’Assessorato delle Autonomie Locali e Funzione Pubblica è stato condannato a pagare le spese di lite della fase cautelare.

Il Genio Civile di Agrigento annuncia la ripartenza di una serie di cantieri, dopo il fermo dovuto alla pandemia da COVID-19, che ha messo in ginocchio l’economia del Paese.

“Non ci siamo mai fermati, afferma il Capo del Genio Civile Rino La Mendola; anzi abbiamo capitalizzato, nel migliore dei modi, la pausa determinata dall’epidemia per svolgere tutte quelle attività amministrative, propedeutiche all’esecuzione di una serie di attività che partiranno entro il mese di maggio”. 

In particolare, Venerdì prossimo, con la sottoscrizione dei primi sei contratti con altrettanti liberi profes- sionisti, sarà avviata una campagna senza precedenti, finalizzata alla verifica dello stato di conservazione e di efficienza strutturale di ben 156 ponti ricadenti sulle strade provinciali. I sei incarichi riguardano i primi 52 ponti ricadenti sulle strade provinciali che attraversano il territorio di 17 Comuni della Provincia (Agrigento, Alessandria della Rocca, Aragona, Calamonaci, Caltabellotta, Campobello di Licata, Casteltermini,  Lucca Sicula, Naro, Raffadali, Ravanusa, Santa Elisabetta, Sant’Angelo Muxaro, San Stefano Quisquina, San Biagio Platani, Sciacca e  Villafranca Sicula). I professionisti incaricati dovranno completare le ispezioni entro 45 giorni dalla firma del contratto, raccogliendo le informazioni che saranno successivamente utilizzate dalla Regione per programmare i lavori da eseguire per  mettere in sicurezza la rete stradale provinciale.

Altri lavori, in materia di infrastrutture, per i quali il Genio Civile ha già avviato le procedure, per un importo complessivo di circa 1.200.000, riguardano la segnaletica stradale orizzontale e verticale in diversi tratti  della rete stradale provinciale,  per un totale di 100 chilometri.

Infine, per chiudere il tema dell’infrastrutture, il Genio Civile ha approvato in tempi brevissimi il progetto strutturale esecutivo dei lavori di consolidamento dei piloni del secondo tratto del Ponte Morandi, che collega Agrigento con Porto Empedocle (Akragas I). Anche questo è un dato importante,  con la speranza che, alla velocità con cui il progetto esecutivo è stato esaminato ed approvato dal Genio Civile, corrisponda altrettanta velocità di ANAS nell’esecuzione dei lavori.

Per quanto riguarda le emergenze idrogeologiche, sono ben 13 gli interventi pronti a partire, entro il mese di giugno, per mitigare il rischio di esondazione dei corsi d’acqua che attraversano il territorio provinciale.

I lavori, che impegneranno risorse stanziate dal Governo  Musumeci, per un importo complessivo di circa 7 milioni e mezzo di euro, riguardano i seguenti corsi d’acqua: i torrenti Tina e Garella in territorio di Burgio; i torrenti Passo del Barbiere, Congeria e Scrudato in territorio di Cammarata; il Fiume Naro, in territorio di Agrigento, Canicattì, Favara e Naro; i torrenti Cantarella, Coda di Volpe, in territorio di Aragona e Grotte; i torrenti Della Palma, La Manca Safarella e Follina su territorio di Licata ed infine il Fiume Sosio Verdura, che interessa i Comuni di Burgio, Calamonaci, Caltabellotta, Ribera e  Villafranca Sicula, sino a raggiungere il confine con la provincia di Palermo, per uno sviluppo complessivo di circa 20 chilometri.

 “ Ho particolarmente apprezzato, conclude La Mendola, il contributo offerto in questo periodo dal personale dell’Ufficio, che ha sperimentato con successo un nuovo modo di lavorare, lo smart working, portando avanti proficuamente una serie di attività finalizzate a non interrompere i servizi all’utenza privata ed a  far ripartire una serie di cantieri, offrendo un notevole impulso al rilancio socio-economico di un territorio particolarmente colpito dalla crisi determinata dalla pandemia da COVID-19”.

Nei prossimi giorni, ci saranno ulteriori novità sugli interventi inseriti dal Genio Civile di Agrigento sulla programmazione  triennale della Regione Siciliana; interventi che riguardano la città di Agrigento e diversi comuni della provincia.

Mentre tutti gli altri giornali locali e regionali avevano soltanto evidenziato il generosissimo gesto della 29enne morta all’ospedale di Agrigento la quale ha donato i propri organi, questo giornale, oltre al nobile gesto, evidenziava anche il percorso “tortuoso” che ha dovuto subire la donna prima di morire.

Il titolo del nostro articolo recitava testualmente: “La morte corre sul filo della costiera: ospedali di Licata, Agrigento e Sciacca”.

Nessuno degli altri giornali si è posto una domanda: ma come sarà morta una giovane donna di appena 29 anni dopo una odissea iniziata a Licata, passata da Sciacca e, purtroppo, finita ad Agrigento?

Insomma, qualche anomalia questo giornale l’aveva anche sottolineata per capire meglio cosa era successo nei giorni che hanno preceduto la morte della donna, durante il girovagare da Licata ad Agrigento. Anche una equipe medica dell’Ismett di Palermo, giunta nella notte ad Agrigento per espiantare gli organi, avrebbe avuto qualche difficoltà.

Morale della favola: ieri la Procura della Repubblica di Agrigento ha aperto una indagine sulle cause che hanno portato al decesso delle 29enne rumena; l’ipotesi di reato è omicidio colposo al momento a carico di ignoti.

Il fascicolo è nelle mani del Pubblico Ministero Sara Varazi alla quale è stata affidata l’indagine. Il corpo della sfortunata mamma di 4 figli è stato già sottoposto ad autopsia.

Lo scorso febbraio personale militare della Capitaneria di Porto-Guardia Costiera di Porto  Empedocle, al Comando del Capitano di Fregata Gennaro Fusco, su ordine del Procuratore della Repubblica Dott. Luigi Patronaggio, ha dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo di urgenza che ha ad oggetto il sito “Scala dei Turchi”, in quanto vi è un concreto pericolo per i turisti e per i bagnanti, in considerazione dei numerosi crolli che hanno interessato l’area negli ultimi mesi. Provvedimento convalidato dal GIP nei giorni successivi e confermato di recente dai Giudici del Tribunale del Riesame di Agrigento.

In considerazione dell’allentamento delle misure di contenimento della diffusione del virus Covid-19 a seguito dell’entrata nella “Fase 2” dell’emergenza, sono stati intensificati i controlli da parte dei militari dipendenti della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Porto Empedocle, congiuntamente alle Guardie del Comando del Corpo Forestale della Regione Siciliana – Distaccamento di Agrigento, nelle giornate si sabato e domenica che hanno fatto registrare un’affluenza consistente di avventori lungo la spiaggia che conduce alla marna bianca.

Nonostante la presenza dei cartelli monitori indicanti il divieto di ingresso alla famosa scogliera, a tutt’oggi oggetto di sequestro, gli agenti operanti hanno accertato la presenza sulla marna bianca di diversi soggetti che sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria in quanto si sono resi responsabili del reato di violazione dei sigilli.

In particolare, nove i soggetti fermati e denunciati a piede libero dalla pattuglia della Guardia Costiera, ulteriori soggetti sono stati identificati dagli Agenti del Corpo Forestale.

Addirittura quattro di tali soggetti, di cui due minorenni, sono stati sorpresi ad effettuare un servizio fotografico in dispregio ai divieti imposti a seguito dell’applicazione della misura cautelare anche per ragioni di tutela della pubblica incolumità.

Il Comandante Fusco auspica che venga data la massima diffusione affinchè gli avventori della Scala dei Turchi siano informati sui divieti attualmente esistenti  su tale bene paesaggistico, la cui possibilità di ripristino della fruizione in condizioni di sicurezza è allo studio di un tavolo tecnico che coinvolge le diverse Amministrazioni interessate.

Il consigliere comunale di Agrigento Marco Vullo interviene dopo aver constatato personalmente lo stato di degrado e di abbandono in cui versa la zona di Contrada Cugno Vela nella frazione di Villaseta ad Agrigento chiedendo all’Amministrazione Firetto di attivarsi subito con la scerbatura e la pulizia della zona,ormai ridotta ai minimi termini e ridare un decoro che oggi non esiste.

“Devo intervenire ancora una volta documentando con delle foto lo stato di degrado di Cugno Vella che a causa dell’incuria,del degrado può diventare un focolaio infettivo per gli abitanti del quartiere.

Come documentato dalle foto,la mancata pulizia ha fatto sì che nel giro di poco tempo,l’erbacce sono diventate un problema sanitario per i cittadini,anche perché la zona è densamente abitata.

Invito il Sindaco Firetto e l’Assessore all’ecologia Hamel ad intervenire celermente attraverso le ditte per un intervento straordinario di pulizia e di decoro che non può e non deve aspettare.

Il quartiere di Villaseta come tanti altri quartieri satellite della città necessitano di un intervento massiccio di scerbatura e di disinfestazione per evitare pericoli sanitari e di contagio per i cittadini e le loro famiglie.

Tornerò fra qualche giorno a fare una verifica dei luoghi,sperando che l’amministrazione non perda ulteriore tempo per garantire i livelli minimi di vivibilità e di sicurezza” –  conclude Marco Vullo.

Il decreto “RILANCIA ITALIA” prevede disposizioni di Finanza e Tributi degli enti locali e, così come vi avevo assicurato, nella giunta di venerdi ci siamo occupati di Tosap e di utilizzazione di suolo pubblico.
Sono destinatarie dell’esonero dal pagamento, le imprese di pubblico esercizio di cui all’art. 5 della legge n. 287/1991, titolari di concessioni o di autorizzazioni concernenti l’utilizzazione del suolo pubblico.
Il rilancia Italia ha previsto di aiutare le attività produttive e nello specifico tutte quelle attività che hanno o che possono utilizzare spazi esterni al fine di garantire sicurezza ai cittadini ed agli esercenti e nello stesso tempo garantire la ripresa delle attività.
Il decreto prevede che gli spazi utilizzati all’esterno fino al 31 ottobre – a seguito di specifica richiesta da parte dell’esercente – non debbono avere un corrispettivo in termini di tassa.
A tal proposito il sindaco di Naro Mariagrazia Brandara ha dichiarato: La legge è già operativa e si applica immediatamente.
Volontà di questa Amministrazione è consentire gli ampliamenti e le nuove concessioni.
Al fine di dare indicazioni agli uffici preposti, ho incaricato l’assessore al ramo, Serena Cremona, di predisporre la proposta di delibera di Giunta per l’approvazione dello specifico atto di indirizzo. La delibera è stata votata all’unanimità”.

Ringraziamo il Consorzio Turistico Valle dei Templi per averci voluto coinvolgere in questo progetto che può dare un consistente contributo al turismo agrigentino.

Abbiamo partecipato alle riunioni propedeutiche in videoconferenza fin dall’inizio e diversi nostri associati hanno deciso di aderire individualmente con i loro alberghi.
Noi ci siamo… e sosteniamo il progetto, in maniera convinta, insieme alle altre associazioni ed organizzazioni della filiera turistica agrigentina.
E’ bello vedere questa unione di intenti, insieme siamo tutti più forti e possiamo raggiungere grandi risultati.

“AGRIGENTO C’È” può contare sulle capacità di tanti professionisti del turismo agrigentino che hanno aderito al progetto.
Ora attendiamo risposta dal comune di Agrigento di come e se vorrà sostenere il progetto.
Noi crediamo che sia interesse di tutta la città sostenere “AGRIGENTO C’È” in quanto ogni turista in più che verrà ad Agrigento porterà finanze esterne al sistema economico cittadino.
Quindi un interesse di tutta la città di Agrigento, non riguarda solo gli operatori del turismo.
E’ per questo motivo che, a nostro avviso, il Sindaco dovrebbe sostenere il progetto “AGRIGENTO C’È”.

Lo dichiara il presidente dell’Assohotel Confesercenti di Agrigento Paolo Pullara.

 

Ancora una volta il Tribunale Amministrativo Palermitano,  chiamato a pronunciarsi su un ricorso avente ad oggetto un’indennità risarcitoria richiesta dal Dipartimento regionale dei Beni culturali e dell’Identità Siciliana per il presunto danno arrecato al paesaggio, nel Comune di Agrigento, frazione di San leone, a seguito dell’edificazione di opere abusive, ha condiviso le argomentazioni proposte dall’Avv. Michele Cimino e dell’Avv. Troja  coadiuvati dal Dott. Oscar Di Rosa e dalla Dott.ssa Giulia Seminara.

È stata considerata illegittima la sanzione ex art. 167 del D.Lgs. n.42/2004 irrogata dal Dipartimento regionale dei beni culturali e dell’identità siciliana al proprietario di un immobile a San Leone.
Il Tar Sicilia-Palermo, con sentenza breve del 20 maggio 2020, ha accolto la tesi del ricorrente, e ha annullato il provvedimento emesso dall’Amministrazione Regionale con cui si contestava una presunta violazione del vincolo paesaggistico, confermando un orientamento ormai granitico sul punto. La pronuncia del T.A.R. Palermo ha infatti ritenuto fondata la censura, proposta in via principale dallo Studio legale Cimino & partners, con cui è stata dedotta la sopravvenienza del vincolo paesaggistico rispetto a quello archeologico. E pertanto l’illegittimità della sanzione ex art. 167 D.lgs. 42/04.

Il collegio giudicante ha infatti statuito che alla luce dell’art. 1 della l. 24 novembre 1981 n. 689, nessuno possa essere assoggettato a sanzioni amministrative se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima della commissione della violazione, che, in ipotesi di vincolo apposto successivamente alla costruzione abusiva, esclude “l’irrogazione di sanzioni amministrative pecuniarie, discendenti dalla norme disciplinanti lo stesso, a carico dell’autore dell’abuso edilizio”.

Il TAR Palermo, con dovizia di particolari pronunciandosi anche in merito alle memorie depositate e non condivise dall’Avvocatura di Stato ha poi ricostruito la normativa vincolistica concernente la Valle dei Templi di Agrigento, giungendo alla conclusione che la zona B della valle dei Templi di Agrigento di cui al decreto Gui-Mancini del 1968 doveva presumersi non gravata da alcun vincolo paesaggistico ex lege (che viceversa era stato verosimilmente introdotto ex novo e con effetti ex nunc dalla l. n. 431 del 1985).

L’Avv. Giorgio Troja sul punto dichiara: “questa sentenza, che si aggiunge alle già tante pronunce emanate in tal senso dal TAR Palermo,  evidenzia una situazione tanto attuale quanto preoccupante in cui versano molti abitanti di Agrigento, proprietari di edifici costruiti tra la fine degli anni ‘70  e inizi anni ’80, che ancora oggi  forse per mancata conoscenza dell’orientamento giurisprudenziale in materia e delle ragioni giuridiche a sostegno dell’illegittimità  dei provvedimenti dell’Amministrazione preferiscono far fronte  alle sanzioni comminate dall’Assessorato, piuttosto che impugnare i provvedimenti.

I giudici amministrativi, sposando la tesi difensiva, hanno così statuito
che l’immobile, realizzato negli anni 70 in Zona B del D.M. “Gui-Mancini”, non potesse essere oggetto di alcun provvedimento sanzionatorio, essendo stato apposto solo successivamente il vincolo paesaggistico (L.431/1985) alle preesistenti zone di interesse archeologico, annullando la sanzione pecuniaria e scongiurando il pagamento della sanzione da parte del ricorrente.