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L’ingegnere Francesco Vitellaro è il nuovo capo dell’Ufficio tecnico del Comune di Agrigento. La nomina a dirigente, a tempo determinato, è stata disposta a seguito di un avviso interno al quale hanno partecipato in quattro: gli architetti Gaetano Greco e Salvatore Pinnisi e l’ingegnere Gaspare Triassi. Il Comune al momento non può provvedere alla nomina di un nuovo dirigente a tempo indeterminato, ed è sprovvisto della figura tecnica ormai da alcuni mesi, dal pensionamento dell’ingegnere Principato.

Meritoria iniziativa dell’associazione ambientalista “MareVivo”, coordinata da Fabio Galluzzo, che, seguendo l’esempio di quanto già compiuto nel Po e nel Tevere, ha collocato anche nel fiume Platani, nell’Agrigentino, la barriera anti-plastica che blocca la plastica e salva il mare dall’inquinamento. Tale iniziativa è compresa nell’ambito del progetto “Halykòs – Prevenzione ambientale e valorizzazione della Foce del fiume Platani”, sostenuto dalla fondazione “Con il Sud”. Dunque, la barriera, posizionata nella riserva naturale orientata tra i Comuni di Ribera e Cattolica Eraclea, servirà a filtrare il passaggio di possibili rifiuti plastici e impedire che si diffondano in mare.

La Procura antimafia di Palermo, tramite i pubblici ministeri Claudio Camilleri e Pierangelo Padova, ha chiesto il rinvio a giudizio, per usura aggravata e tentata estorsione con metodo mafioso, di Antonino e Paolo Greco, padre e figlio, di Licata, 49 e 22 anni. La Squadra Mobile di Agrigento, che ha svolto le indagini, ha accertato tre presunti casi di usura, aggravati da aggressioni e minacce di morte a danno delle vittime.

Secondo la sezione di controllo della Corte dei conti per la Regione siciliana il quadro macro-economico della Sicilia tracciato dal governo Musumeci nella nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza non appare “realistico”, almeno per il biennio 2020-2021, e ciò a fronte delle recenti stime della Commissione europea sulle previsioni di crescita dell’economia italiana e delle perturbazioni allo scenario globale legato all’andamento dell’economia cinese.

E la Corte dei conti prosegue così: “Permane la difficoltà di raccordare gli obiettivi di politica economica definiti quantitativamente in termini di Prodotto interno lordo programmatico alle politiche di governo regionale. Inoltre non appare adeguatamente sviluppata la sezione dedicata all’analisi della situazione finanziaria della Regione, che manca di quattro elementi essenziali prescritti dai principi contabili. In particolare manca la costruzione del quadro tendenziale di finanza pubblica della Regione e degli enti regionali sulla base delle risultanze dell’esercizio precedente. Manca la manovra correttiva. Manca l’indicazione dell’articolazione della manovra necessaria per il conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica accompagnata anche da una indicazione di massima delle misure attraverso le quali si prevede di raggiungere gli obiettivi. E mancano gli obiettivi programmatici pluriennali di riduzione del debito e del rientro dell’eventuale disavanzo. Infine, si legge nella relazione della Corte, il paragrafo dedicato alla copertura del disavanzo risulta comprensibilmente datato rispetto ai recenti sviluppi conseguenti alla parifica del rendiconto 2018”.

Rosaria Costa, vedova di Vito Schifani, l’agente di scorta vittima della strage di Capaci, ha commentato con “Repubblica” l’arresto per mafia del fratello Giuseppe Costa. Rosaria Costa ha affermato: “Sono devastata per tutto questo. Mio fratello è come se fosse morto ieri purtroppo. Sono devastata ma la mafia non mi fermerà. Mi hanno voluto colpire al cuore per quelle parole che ho detto al funerale di Falcone. La mafia non mi fermerà, continuerò il mio impegno”.

La Direzione investigativa antimafia, ha arrestato ieri otto presunti affiliati a Palermo, e tra gli arrestati vi è anche Giuseppe Costa, 53 anni, fratello di Rosaria, la vedova di Vito Schifani, uno dei tre poliziotti morti nella strage di Capaci col magistrato Giovanni Falcone e la moglie Francesca Morvillo, il 23 maggio del 92. Giuseppe Costa è indagato di associazione mafiosa allorchè sarebbe affiliato alla famiglia di Vergine Maria. Avrebbe gestito la cassa e le estorsioni, inducendo con minacce le vittime, tra imprenditori e commercianti, a pagare la tassa mafiosa, assicurando alle famiglie dei mafiosi detenuti il sostentamento.

Il militante di Fratelli d’Italia, Gerlando Piparo, interviene sugli sviluppi della grave situazione sanitaria internazionale ed afferma: “Qualche giorno fa è stato diagnosticato il primo caso di Coronavirus in Africa, suscitando la motivata preoccupazione dell’Organizzazione Mondiale per la Sanità per la piega che stanno prendendo gli eventi.

Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Oms, ha dichiarato che il Coronavirus potrebbe portare caos nei paesi con sistemi sanitari fragili come quelli africani.

La Sicilia è geograficamente dirimpettaia al continente africano ed è soprattutto terra di sbarchi, infatti, la provincia di Agrigento è quella in cui è stata registrata la maggiore ondata migratoria, anche perchè comprende Lampedusa, porto di arrivo naturale dei clandestini che partono dal Nord Africa.

Gli extracomunitari sbarcati in Sicilia, provengono soprattutto da Egitto, Marocco, Eritrea, Tunisia, Sudan, Etiopia, Costa d’Avorio, e Togo.

Il rischio collasso in questi paesi, in cui il sistema sanitario è precario, potrebbe creare effetti a catena devastanti, ed i porti della provincia di Agrigento sono sostanzialmente gli ingressi principali.

Non vuole essere un grido di mero allarmismo, ma la situazione non va assolutamente sottovalutata e va affrontata in anticipo, con un maggiore presidio delle nostre acque territoriali e gestita con capillare scrupolosità nei controlli sanitari, ed anche, se è necessario, con una temporanea chiusura dei nostri porti, al fine di garantire l’incolumità dei siciliani e degli italiani tutti.

Mi chiedo, infine, se le nostre strutture sanitarie siano pronte ad attrezzate per affrontare una situazione così delicata e complessa”.

Ancora un protocollo d’intesa è stato stipulato dal Comune di Palma di Montechiaro, candidata a Capitale italiana della Cultura 2021. Stavolta, ad aderire è stato il comune di Naro che punta alla promozione del barocco. La sindaca, Maria Grazia Brandara, ha sottoscritto l’intesa con il collega palmese, Stefano Castellino per la promozione dei due territori.

“Il comune di Palma – dice il sindaco Stefano Castellino – è ormai consapevole che la Cultura rappresenta la democrazia e la libertà, che rappresenta un assist per lo sviluppo sociale ed economico. Bisogna avviare una serie di progetti incentrati sul bisogno di vivere il patrimonio culturale come bene comune e come bene accessibile di cittadinanza. E’ nostro intendimento, continuare a consolidare collaborazioni con gli altri enti locali che promuovono la valorizzazione del territorio. Noi siamo candidati al titolo di Capitale italiana della Cultura 2021 e, entro il 2 di marzo dobbiamo presentare un dossier di candidatura secondo delle linee guida. Il dossier è quasi pronto e siamo certi che dopo il 2 marzo saremo in corsa ancora”.

Nel frattempo, Palma di Montechiaro e Naro nel protocollo stipulato, si propongono di attuare forme di collaborazione per quel che riguarda la predisposizione del dossier. Le attività saranno definite mediante la stipula di specifici accordi. In particolare, il comune di Naro, si è impegnato allo sviluppo di progetti che abbiano pertinenza con l’obiettivo del comune di Palma che mira alla conquista del titolo di Capitale italiana della Cultura.

Proseguono le attività di controllo del corpo di Polizia Provinciale per contrastare il fenomeno dell’abbandono di rifiuti pericolosi e non, in prossimità dei siti maggiormente a rischio nelle aree e strade provinciali.

Il Corpo della Polizia Provinciale ha istallato, fino al 26 febbraio 2020, una telecamera mobile e due 2 cartelli informativi, sulla strada provinciale n. 1B “Fondacazzo – Borsellino” per prevenire il fenomeno incontrollato dell’abbandono dei rifiuti. Le immagini sono registrate e trasmesse in tempo reale alle Autorità di Polizia.

I cartelli sono stati realizzati secondo i criteri previsti dalla legge in materia di protezione dei dati personali e sono stati collocati prima dell’inizio dell’area delle riprese e indicano la finalità delle registrazioni.

Il Libero Consorzio già lo scorso settembre si era munito di un nuovo regolamento per contrastare meglio l’abbandono e il deposito incontrollato dei rifiuti nel territorio di competenza dell’Ente, attraverso l’utilizzo di sistemi di video sorveglianza e di foto-camere, nel rispetto di quanto stabilito dal Garante per il trattamento dei dati personali.

L’impianto di video-sorveglianza utilizzato dalla Polizia Provinciale che ha specifiche competenze in materia ambientale, ha lo scopo di prevenire, accertare e reprimere gli eventuali illeciti derivanti dall’utilizzo abusivo di aree che sono impiegate come discarica di materiale e di sostanze pericolose nonché il rispetto della normativa concernente lo smaltimento di qualunque genere di rifiuti.