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Tarda notte, in Piazza Elena a Licata, sono dovuti intervenire i poliziotti, per assembramento di persone, molte nei locali della zona a consumare bevande e superalcolici, ed anche risse.

Gli agenti di Polizia, per prevenire incidenti, hanno fatto allontanare le persone presenti, controllando che tutto si svolgesse in modo regolare, e considerata la condizione di assembramento, ai locali pubblici nelle vicinanze della piazze, è stato intimato di somministrare bevande alcooliche oltre a sospendere la vendita.

 

 

 

La Procura della Repubblica ha affidato all’ingegnere Roberto Bruno l’incarico di ricostruire la dinamica dell’incidente che lo scorso 21 giugno è costato la vita al medico anestesista Mauro Granata, di 44 anni, volato giù dal viadotto Bagni mentre a bordo della sua Mercedes stava uscendo dal centro urbano cittadino per immettersi sulla strada statale 115.

Il pubblico ministero Brunella Fava ha disposto una consulenza tecnica incaricando il professionista di accertare cause e modalità del sinistro, eventuali violazioni del codice della strada, le condizioni dell’asfalto e del muretto che delimita la carreggiata, e le relative eventuali responsabilità. Il tecnico è già stato a Sciacca per fare specifici accertamenti sul luogo dell’incidente. Il tecnico si è riservato sessanta giorni di tempo per stilare una dettagliata relazione da consegnare al magistrato che poi assumerà le decisioni di rito.

Hanno nominato due consulenti di parte anche i familiari della vittima: la madre ed i fratelli della vittima, assistititi dall’avvocato Luigi La Placa, hanno nominato l’ingegnere Alberto La Carrubba, mentre la moglie ed i figli minori, assistiti dall’avvocato Rino Ciancimino, avranno l’assistenza tecnica dell’ingegnere Damiano Marinello.

49enne di Agrigento, condannato a 3 mesi di reclusione, pensa sospesa con la condizionale, per aver minacciato moglie e uno dei figli avuto dalla donna, attraverso messaggini e post pubblicati sui social. Le minacce, erano iniziate nel 2016 dopo la separazione dei conuigi e si erano protratte nel tempo

La pena è stata inflitta dal giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Rossella Ferarro.

Esulta il deputato regionale Nicola D’Agostino per una legge che sta prendendo forma in Sicilia e che prevede l’introduzione nelle scuole dell’isola dell’insegnamento della lingua e cultura siciliane nelle scuole. Si tratta dell’applicazione delle leggi nazionali sull’autonomia scolastica siciliana, introducendo quindi nuove materia negli istituti siciliani. Per il parlamentare, che aveva proposto questo disegno di legge che poi fu votato dall’Ars nel 2011 si tratta di un passo avanti verso il compimento dell’autonomia nel recupero della tradizione culturale.
“Storia, lingua e letteratura siciliana finalmente applicata”
“Grazie al Presidente della Regione Nello Musumeci e all’assessore all’Istruzione Roberto Lagalla – commenta D’Agostino, capogruppo di Italia Viva all’Ars – per le iniziative intraprese dopo l’oblio del predente governo regionale guidato da Rosario Crocetta. Finalmente la legge da me proposta e dall’Ars votata nel 2011, durante la presidenza di Raffaele Lombardo, prende vita. Nasceva dalla possibilità data dalla riforma Gelmini di poter personalizzare le attività dell’orario scolastico. L’input politico era quello di approfondire storia, letteratura e lingua siciliana: un patrimonio culturale sottovalutato dai libri di istruzione tradizionali. Adesso che centinaia di docenti sono formati e che libri e siti aiuteranno nel reperimento delle fonti inizia un percorso di conoscenza e consapevolezza che interesserà le nuove generazioni”.

Cosa prevede il testo della legge
Il disegno di legge in questione che fu votato favorevolmente 10 anni fa si propone di promuovere la valorizzazione e l’insegnamento della storia, della letteratura e della lingua siciliana nelle scuole di ogni ordine e grado. A tal fine, sono previsti appositi moduli didattici, all’interno dei piani obbligatori di studio definiti dalla normativa nazionale, nell’ambito della quota regionale riservata dalla legge e nel rispetto dell’autonomia didattica delle istituzioni scolastiche. La storia, la letteratura e la lingua siciliana sono così individuati come strumenti didattici di valorizzazione dell’identità siciliana e come tratti distintivi del sistema educativo dell’Isola, in relazione alla quota regionale dei piani di studio personalizzati prevista dalla legge, così valorizzando la specificità della nostra cultura e l’autonomia delle Istituzioni scolastiche.

Il ddl povertà varato dall’Ars è una risposta alla domanda di aiuto di chi è in difficoltà.
Adesso cerchiamo di non trovare peli nell’uovo tanto per bloccarlo, se ci sono problemi reali si trovano le soluzioni”.

Lo ha detto il presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, alla conferenza stampa organizzata dalla Comunità di Sant’Egidio a Palermo sul disegno di legge contro la povertà e l’esclusione sociale che nei prossimi giorni diventerà legge a tutti gli effetti con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
“Siamo di fronte alla situazione più difficile vissuta a livello economico dal dopoguerra a oggi – ha spiegato Miccichè – è un segnale di attenzione nei confronti di un problema che non va sottovalutato e che rischia di aumentare nei suoi numeri.
Sant’Egidio, Caritas, Biagio Conte e così via ci dicono che c’è la creazione di una nuova classe di povertà, di chi prima donava la busta di latte e ora va a chiederla. La situazione attuale in tempo di pandemia non mi consente di essere ottimista”.

Ad Agrigento, nella zona del Villaggio Peruzzo, il conducente di un motociclo non ha obbedito all’alt imposto da una pattuglia della Polizia ad un posto di blocco. Gli agenti lo hanno inseguito, ma il centauro è riuscito a dileguarsi. Alcune ore dopo, lo stesso ragazzo, accompagnato dall’avvocato Giuseppe Zucchetto, si è presentato spontaneamente alla caserma sede della Polizia Stradale, in via Crispi, e, avvalendosi della presenza del suo difensore, ha spiegato di non essersi fermato, proseguendo la corsa, semplicemente perchè, pur avendo i documenti tutti in regola, ha avuto paura. Inevitabile però è stata la denuncia per resistenza a Pubblico Ufficiale.

Aurelio Trupia, Vicesindaco di Agrigento con delega alle partecipate interviene, dopo la costituzione della Aica società consortile interamente pubblica che gestirà il servizio idrico integrato della nostra provincia con la sottoscrizione di 33 comuni su 43 alla nascita del nuovo soggetto  pubblico.

Si supera finalmente la gestione commissariale con tutti i risvolti critici degli ultimi anni che hanno condizionato l’ottimizzazione del servizio nei confronti dei cittadini.

 “E’ una scommessa difficile che mette da subito le amministrazioni comunali nel dover dimostrare che gestire l’acqua pubblica è una vittoria dei cittadini e di una visione politica diversa dopo 13 anni di gestione, prima prettamente privatistica, e poi straordinaria, adesso però si deve correre per ridare un servizio essenziale come l’erogazione dell’acqua a costi uniformi, calmierati in tutto il nostro territorio e senza inseguire il lucro.

Fermo restando però che il sistema complessivo va rimodulato, aggiungo che l’Aica nasce in maniera monca, due comuni non hanno ancora sottoscritto il passaggio alla nuova consortile; (Lampedusa e Camastra) e altri 8 comuni insistono sulla gestione diretta secondo i dettami dell’art.147 della legge 152/2006 , cosa a mio avviso non di facile soluzione.

Per questo si deve andare avanti con uno spirito diverso dall’inizio, chiudendo l’annosa storiella dei comuni ricchi perché hanno l’acqua nelle loro viscere e comuni senza autonomia idrica.

Voglio ricordare che comunque si dovrà fare una serie ricognizione dei beni dell’ex gestore Girgenti Acque e avere un rapporto proficuo con la curatela fallimentare, procedure che non possono chiudersi in tempi rapidissimi.

Si deve quindi gestire il servizio idrico seguendo logiche indirizzate agli investimenti infrastrutturali attraverso un percorso virtuoso che parte dal rifacimento delle reti idriche ,di depuratori funzionanti e moderni, della manutenzione degli invasi e di trovare una soluzione finale con la società di “sovrambito” Siciliacque che vende l’acqua all’ingrosso a circa 70 centesimi a metro cubo, cosa che non avviene facendo un report nelle altre regioni italiane e che sono esiziali sui costi finali in bolletta.

La cosa che mi lascia ancora perplesso sono le difficoltà economico-finanziarie che vivono i comuni, alcuni in dissesto, altri in riequilibrio e altri in sofferenza che, comunque si dovranno fare carico di ricoprire eventuali perdite dei costi di gestione del servizio attingendo dalle proprie risorse interne con seri rischi di squilibri o disallineamenti finanziari.

Per questo invito tutti i soci di lavorare all’interno dell’Aica con spirito di collaborazione e perseguendo criteri di buona amministrazione e di gestione oculata ed efficace nel dimostrare che il pubblico può raggiungere obiettivi concreti per un servizio essenziale quale l’acqua ,oggi finalmente pubblica.

 Un buon lavoro infine ai nuovo componenti del Cda e ai Sindaci nominati a capo dell’Aica in uno spirito di condivisione.”

Il primario del reparto di Cardiologia dell’ospedale Giovanni Paolo II di Sciacca, dott. Ennio Ciotta, ha coronato il sogno della sua vita oggi pomeriggio, sposando la signora Roberta Curella nello splendido scenario della Cappella Palatina di Palermo.

Tra gioia e felicità la coppia di sposi, dopo la celebrazione della Santa Messa, ha salutato parenti ed amici al Castello Lanza Branciforte di Trabia, in provincia di Palermo.

Ai novelli sposi tantissimi auguri!

Ieri a Palma di Montechiaro personale Polizia di Stato, a seguito di un controllo amministrativo presso un B&B sito nel comune di Campobello di Licata, dava esecuzione al provvedimento di Ordine per la carcerazione, emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Agrigento nei confronti di S. A., classe 1963, già gravato da numerosi precedenti di Polizia e Penali, il quale dovrà scontare la pena di anni 6 e mesi 3 per reati contro la persona.

Lo stesso, al termine delle formalità di rito, veniva associato presso la Casa Circondariale “Pasquale di Lorenzo” di Agrigento.