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368 i nuovi casi di Covid19 registrati nelle ultime 24 ore in Sicilia a fronte di 14.619 tamponi processati. Ieri erano stati 264. L’incidenza sale al 2,5%, ieri era all’ 1,4%. La Sicilia è al quinto posto per contagi giornalieri. Gli attuali positivi sono 6.806, i guariti sono 404 mentre si registrano altre 5 vittime che portano il totale dei decessi a 6.960. La Regione comunica che le vittime sono dei giorni scorsi. Sul fronte ospedaliero sono adesso 312 i ricoverati, mentre in terapia intensiva sono 49.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo con 42 casi, Catania 173, Messina 48, Siracusa 38, Ragusa 4, Trapani 6, Caltanissetta 21, Agrigento 21, Enna, 15.

Approvato l’elenco dei candidati ammessi per la seconda sessione del 2021 dell’esame per conseguire l’idoneità professionale per l’accesso alla professione di trasportatore su strada di merci per conto terzi nel settore dei trasporti nazionali ed internazionali. Il settore Trasporti del Libero Consorzio ha, quindi, pianificato la seconda sessione d’esame per l’anno 2021 che avrà luogo entro fine anno.

Agli esami sono stati ammessi i candidati che erano in possesso, alla data del 15/07/2021, dei seguenti requisiti: maggiore età, non essere interdetti giudizialmente, non essere inabilitati, essere in possesso di un titolo di studio di istruzione superiore di secondo grado a seguito di corso di durata triennale, quadriennale o quinquennale ovvero di avere assolto all’obbligo scolastico e superato un corso di istruzione di secondo grado o un corso di preparazione all’esame presso un organismo appositamente autorizzato. Le domande di ammissione per partecipare agli esami di idoneità dovevano pervenire entro il 15 Luglio 2021.

I candidati che supereranno gli esami potranno svolgere la professione di autotrasportatore di merci su strada in Italia e su tutto il territorio dell’Unione Europea.

Per avere ulteriori ragguagli in merito agli esami, i candidati interessati potranno rivolgersi agli Uffici del Settore Turismo, Attività Produttive e Trasporti in via Esseneto n. 66 ad Agrigento, tel. 0922/593633, oppure rivolgersi alle diverse sedi dell’Ufficio Relazioni con il pubblico del Libero Consorzio presenti in diversi comuni della provincia.

La Prefettura di Agrigento rende noto che è stata accolta e finanziata la proposta presentata dal Comune di Palma di Montechiaro, approvata dalla Prefettura in quanto ammissibile secondo i criteri individuati dal Ministero dell’Interno.

Il finanziamento si inquadra nell’ambito della ripartizione del Fondo per la Sicurezza Urbana effettuata con Decreto del Ministero dell’Interno adottato di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze in data 25 giugno 2021 che ha, appunto, destinato una quota ai Comuni  per il finanziamento di iniziative di prevenzione e contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti nei pressi degli istituti scolastici.

I Comuni beneficiari sono stati individuati dal medesimo decreto tra i primi centotrenta Comuni sulla base degli indici di popolazione residente secondo i dati ISTAT aggiornati al primo gennaio 2020.

Nella provincia di Agrigento, pertanto, è stato individuato il comune di Palma di Montechiaro che, invitato dalla Prefettura a presentare domanda  prospettando le misure e/o i mezzi che intendesse adottare, potendo destinare il contributo a spese correnti o d’investimento, ha proposto un progetto articolato che prevede sia l’estensione del sistema di videosorveglianza integrato con l’incremento dell’attività della Polizia Municipale, sia una serie di azioni volte alla prevenzione attraverso attività di informazione/formazione. le azioni individuando altresì le aree di più specifico interesse. Sono stati, altresì, individuati gli istituti scolastici interessati dal progetto.

La proposta ha, quindi, formato oggetto di verifica da parte della Prefettura nell’ambito del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica che ha espresso parere in ordine alla coerenza ed alla ammissibilità  delle iniziative.

A conclusione è pervenuta la comunicazione ministeriale di accoglimento e conseguente finanziamento del contributo di euro 15.734  che sarà a breve erogato per il tramite della Prefettura.

A garanzia degli impegni assunti sarà stipulato tra Prefettura e Comune beneficiario uno specifico protocollo d’intesa che contempla il monitoraggio delle iniziative anche attraverso report mensili sulle attività.

Il Prefetto esprime soddisfazione per il sollecito riscontro assicurato dal comune, individuato tra i potenziali beneficiari, nel cogliere l’opportunità offerta dal contributo che, sebbene non di rilevante entità, potrà fornire un utile supporto alle azioni sullo specifico obiettivo di riconosciuta sensibile attualità.

E’ insorto un interrogativo: la morte nell’ospedale di Reggio Calabria del giocatore di basket agrigentino, Haitem Jabeur Fathallah, di 32 anni, preda di un malore durante la partita di domenica scorsa, sarebbe stata evitabile? Ecco perché la Procura di Reggio Calabria ha disposto l’autopsia per accertare innanzitutto se tutto sia stato compiuto secondo i protocolli. Ad esempio: Fathallah è stato soggetto con il massimo rigore ai controlli fisici? Avrebbe potuto compiere sforzi da atleta per le sue condizioni? I soccorsi sono scattati in tempo? Si è compiuto il possibile durante le manovre all’interno dell’impianto sportivo e durante il tragitto in ambulanza per trasportarlo in ospedale?

A Canicattì i Carabinieri della locale Compagnia indagano per accertare se la rottura di un vetro posteriore dell’automobile di un esponente politico locale, l’ex presidente del Consiglio comunale, e assessore designato dal candidato sindaco Corbo, Alberto Tedesco, sia effetto di un raid vandalico oppure di una mirata intimidazione. L’auto, una Renault Clio, è intestata alla moglie di lui. Ed è stata danneggiata in via Garibaldi, dove è stata posteggiata nottetempo.

Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, il 5 luglio del 2019, la prima sezione penale del Tribunale, presieduta da Giuseppe Melisenda Giambertoni, ha emesso la sentenza di primo grado nell’ambito dell’inchiesta sul crollo del Palazzo Lo Jacono – Maraventano, nel centro storico di Agrigento, il lunedì di Pasquetta 25 aprile 2011. Cinque condannati e quattro assolti. I condannati sono stati ad 1 anno e 2 mesi di reclusione l’architetto Gaspare Triassi, funzionario del Comune di Agrigento e direttore dei lavori di recupero sicurezza del Palazzo Lo Iacono. Poi 1 anno di reclusione ciascuno per Giuseppe e Carmelo Analfino, responsabili dell’impresa Edil.Co.A titolare dell’appalto delle opere, per il geometra Andrea Patti, componente del collegio di progettazione e direzione dei lavori, e per l’architetto Calogero Tulumello, responsabile unico del procedimento. Ebbene, adesso, in secondo grado, la Procura Generale di Palermo, a conclusione della requisitoria, ha chiesto alla Corte d’Appello di confermare le condanne inflitte dal Tribunale di Agrigento, e di riconoscere l’assoluzione nel merito, e non per prescrizione, di due imputazioni a carico dell’ex dirigente dell’Ufficio tecnico del Comune di Agrigento, Giuseppe Principato. Gli imputati, a vario titolo, rispondono di condotte colpose perchè negligenti, imprudenti ed imperite, per non idoneità tecnica dei progetti di lavoro, per la inutilità delle opere eseguite, insufficienti, mal compiute e prive di una seria logica di progetto.

L’ultimo bollettino dell’Asp segnala 14 nuovi casi positivi al Covid 19 a fronte di 226 tamponi processati. I guariti sono 29 mentre c’è un nuovo ricovero in Terapia intensiva.

In ospedale, in degenza ordinaria/subintensiva del “Fratelli Parlapiano” di Ribera, restano 3 ricoverati. Salgono invece a 4 le persone che si trovano in Terapia intensiva.

Questa la situazione Comune per Comune: Agrigento: 13 (+1); Aragona: 1 (stabile); Burgio: 2 (stabile)); Campobello di Licata: 1 (stabile); Canicattì: 25 (-2); Casteltermini: 1 (stabile) che è un migrante ospitato in un centro di accoglienza; Cattolica Eraclea: 7 (+3); Favara: 5 (stabile); Grotte: 3 (stabile); Licata: 16 (-1); Naro: 12 (+1); Palma di Montechiaro: 43 (-4); Porto Empedocle: 14 (-2); Racalmuto: 2 (stabile); Raffadali: 16 (+2); Ravanusa: 1 (stabile); Realmonte: 1 (stabile); Ribera: 8 (-1); Sambuca di Sicilia: 2 (stabile); Santa Margherita di Belice: 1 (stabile); Santo Stefano Quisquina: 1 (stabile); Sciacca: 33 (-3); Siculiana: 1 (+1); Villafranca Sicula: 12 (+1).

Sono “Covid free” Alessandria della Rocca, Bivona, Calamonaci, Caltabellotta, Camastra, Cammarata, Castrofilippo, Cianciana, Comitini, Joppolo Giancaxio, Lucca Sicula, Menfi, Montallegro, Montevago, San Biagio Platani, San Giovanni Gemini, Sant’Angelo Muxaro e Santa Elisabetta.

Sono 16 (-13) i migranti attualmente in quarantena sulle navi di accoglienza in rada dell’Agrigentino.

Il vice presidente provinciale del Codacons di Agrigento, Giuseppe Di Rosa, ha diffuso una nota tramite cui ribadisce ancora una volta che, come già da lui denunciato durante la sindacatura Firetto, il sistema di raccolta differenziata applicato in città è antieconomico, complicato da applicare e brutto da vedere. Lo stesso Di Rosa propone un nuovo metodo di raccolta differenziata, peraltro già da lui proposto all’amministrazione comunale in carica che, da parte sua, non ha ancora accolto una richiesta di incontro da parte del Codacons. Ecco la proposta di Di Rosa:

VALORE DELL’APPALTO CIRCA 7.500.000(più gli impianti di smaltimento ALTRI 2.000.000 circa)
Quinto d’obbligo: cos’è?
È il termine con cui ci si riferisce alla percentuale di un quinto dell’importo di un contratto pubblico.
Il termine viene impiegato nel contesto di modifiche operate su contratti di appalto in corso di validità.
Per la determinazione del quinto si considera l’importo dell’appalto come risulta dal contratto originario, cui si aggiungono:
l’importo degli atti di sottomissione e degli atti aggiuntivi per varianti già intervenute;
l’ammontare degli importi – diversi da quelli a titolo risarcitorio – eventualmente riconosciuti all’operatore economico.
Quinto d’obbligo: a cosa serve?
Per fissare la soglia entro la quale la stazione appaltante può imporre all’operatore economico modifiche all’oggetto del contratto alle stesse condizioni previste nel contratto originario, senza che quest’ultimo possa far valere il diritto alla risoluzione del contratto.
E specularmente, per fissare la soglia al di sopra della quale (sesto quinto) l’operatore economico ha facoltà di non adempiere le modifiche disposte dalla stazione appaltante e di risolvere il contratto.

ALCUNE NOSTRE PROPOSTE PER IL CAMBIO DI METODO E UN MIGLIORE SERVIZIO DI PULIZIA DELLA CITTÀ SENZA AGGRAVIO DI SPESE SULL’UTENZA
Uomini sui mezzi, valutare il dimezzamento per zone da circa 80 unità impegnate nella raccolta differenziata sui furgoni, valutando il tutto si può arrivare a ridurre l’impegno degli uomini di circa il 60 % e cioè circa 45 persone da adibire a spazzamento manuale e discerbamento assegnando loro delle zone definite delle quali risponderanno in pieno curandone tutta la pulizia;
Attivare il servizio di pulizia pomeridiana nei punti turistico commerciali (Es. Via Atenea e dintorni) con 2 unità dei 45
Pulizia ordinaria delle vie principali della città ed al bisogno nella periferia o anche attraverso segnalazioni, con vaporella nei punti dove si concentrano i cani a fare i loro bisogni(urina)
4 unità delle 45 saranno impegnate con 4 mezzi alla raccolta pomeridiana giornaliera dei SACCHI ABBANDONATI fuori dalle isole ecologiche e in tutto il territorio comunale;

VALUTARE TUTTI I SERVIZI CHE SI RITIENE POSSIBILE ATTIVARE IN HOUSE
Dove il territorio lo permette per la densità abitativa e per la sua conformazione, Analizzare, valutare ed eventualmente attivare il servizio della raccolta con campane eliminando la raccolta cosiddetta Porta a Porta istituendo le isole e la messa a sistema delle isole ecologiche di prossimità videosorvegliate (già previste in appalto, come mai non sono state mai attivate?), con modalità “open access”, fornite di videosorveglianza, raccoglitori a campane con l’apertura tramite scheda nominativa ed immediato risparmio da parte dei cittadini;
Dove sono finiti i soldi della premialità per la differenziata?

PERCHÉ NON VENGONO RESI PUBBLICI I PROVENTI DALLA VENDITA DEI “PRODOTTI” DELLA DIFFERENZIATA QUALI CARTA, CARTONE, PLASTICA, METALLI, ED ALTRO………….
Perché Agrigento conferisce l’umido pagando 245€ a tonnellata nell’impianto di Lercara Friddi e non conferisce nell’impianto di Joppolo essendo che pagherebbe 180€ a tonnellata così come da convenzione tra la SRR AG e la ditta che gestisce l’impianto ?

di Franco Pullara

“Le associazioni e i movimenti per l’acqua pubblica hanno lottato per anni per liberare il servizio idrico dal privato e farlo tornare alla gestione pubblica per migliorarlo e per mettere al centro l’interesse del cittadino utente. Adesso con AICA nulla di quanto ci aspettavamo si sta realizzando e le previsioni, in considerazione della partenza, non sono rosee”. A parlare è don Marco Damanti, vicario foraneo e parroco della chiesa dei santi Pietro e Paolo di Favara, un sacerdote che ha partecipato e partecipa in tutti i percorsi per riscattare il territorio dall’abbandono della politica incapace di migliorare la qualità di vita dei cittadini.

Don Marco era presente alle manifestazioni in difesa dell’acqua pubblica e i locali della sua parrocchia hanno accolto diversi incontri tra i movimenti, le associazioni e le istituzioni con l’unico obiettivo di dare al cittadino un servizio essenziale migliore, dai costi più bassi e non precluso alle fasce più deboli della società civile.

“AICA – continua don Marco – non può essere una sostituzione, quando tutti noi ci aspettavamo la rivoluzione del sistema che mettesse in discussione quanto è accaduto dal 2007 ad oggi sulla pelle dei cittadini della provincia. I movimenti e le associazioni per l’acqua pubblica hanno messo nelle mani dei sindaci dei comuni che fanno capo all’Aica i risultati della loro fatica per continuare un percorso migliorativo nella qualità e nei costi. La stessa richiesta dell’autobotte in caso di carenza di approvvigionamento la dice lunga sugli errori iniziali di AICA, quando tra l’utenza e il gestore si è alzato il muro invalicabile della burocrazia. L’acqua non è una merce qualsiasi”.

Ora don Marco Damanti non ha l’abitudine di dare fiato alla bocca senza dare seguito alle sue parole.

“Le persone iniziano a dire che era meglio prima ed è un fatto gravissimo. Fatto che chiede un immediato confronto con i movimenti e le associazioni per un’analisi sull’inizio della nuova gestione che si fa difficoltà, al momento, a chiamarla pubblica, almeno per come speravamo fosse”.

All’alba del 2 febbraio del 2020, un incidente stradale a Ravanusa, in provincia di Agrigento, ha provocato la morte di Lorenzo Miceli, 28 anni, ex consigliere comunale del Movimento 5 Stelle di Ravanusa, e figlio di Giovanni Miceli, segretario provinciale della Uil Pensionati. Miceli è stato a bordo, non alla guida, di un’automobile Alfa Romeo 147 che, forse a causa dell’elevata velocità, si è ribaltata in via Gramsci schiantandosi contro un’abitazione. Il 28enne è morto sul colpo. E il 9 maggio successivo, a causa delle ferite subite, è morta anche una ragazza a bordo della stessa automobile, Federica Aleo, 28 anni, di Canicattì. Ebbene, adesso la Procura di Agrigento ha chiesto il rinvio a giudizio dell’uomo al volante. Si tratta di Alessandro D’Angelo, 30 anni, di Ravanusa, che il prossimo 26 novembre risponderà innanzi al giudice per le udienze preliminari del Tribunale, Stefano Zammuto, di duplice omicidio stradale e lesioni personali colpose. Lui, secondo la Procura, avrebbe assunto cocaina e alcol prima di guidare.