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Il rag. Gaetano Caristia, legale rappresentante della CO.MA.E.R Immobiliare s.r.l., ha presentato presso la Procura della Repubblica di Caltanissetta una denuncia per abuso di ufficio nei confronti della Dott.ssa Antonella Pandolfi, Pubblico Ministero in servizio presso la Procura della Repubblica di Agrigento.

Il Rag. Caristia, unitamente ad altri soggetti (Antonino Terrana, funzionario della Soprintendenza di Agrigento, Sebastiano Comparato e Giovanni Francesco Barraco), è stato condannato il 26 luglio 2018 dal Gup di Agrigento, Francesco Provenzano, alla pena di 8 mesi di arresto per il reato di lottizzazione abusiva a seguito della contestazione da parte della Procura della Repubblica della violazione di un presunto vincolo di inedificabilità assoluta temporanea imposto sulla fascia costiera del Comune di Realmonte a circa un chilometro e mezzo dalla celebre “Scala dei Turchi”.

Il giudizio di condanna è stato espresso nonostante l’azienda fosse in possesso di regolari concessioni edilizie rilasciate dal Comune corredate da tutti i nulla osta richiesti dalla legge (Autorizzazioni paesaggistiche, Nulla osta del Genio civile, del Demanio forestale, della Provincia regionale, dell’Asp).

Ancor prima della celebrazione del processo sia la Procura (sin dal 09.02.2015) che il Procuratore Patronaggio (sin dal 29.11.2016) erano consapevoli che sulla stessa fascia costiera su cui sarebbe ricaduto il vincolo di inedificabilità erano stati realizzati centinaia di immobili i cui titolari erano anch’essi in possesso di concessioni ed autorizzazioni.

Ma nessuna indagine o contestazione è stata formulata dalla Procura di Agrigento.

Tra gli altri hanno realizzato i loro immobili anche l’Arch. Giuseppe Nisi, fratello della compagna del Procuratore della Repubblica di Agrigento, Luigi Patronaggio, e la società Agriper s.r.l. che fa capo al Gruppo Catanzaro di cui fa parte Giuseppe Catanzaro, Presidente sospeso di Confindustria Sicilia.

Oltre a funzionari pubblici, appartenenti alle forze di Polizia, professionisti ed altri parenti di magistrati in servizio presso il Tribunale di Agrigento.

L’unica indagine aperta dalla Procura di Agrigento sembrerebbe riguardare il gruppo Catanzaro con il procedimento iscritto al n. 2721/12 RGNR ormai prossimo alla prescrizione se non già prescritto.

“Mi auguro – dichiara il Rag. Gaetano Caristia – che la Procura della Repubblica di Caltanissetta possa fare luci sulle ragioni per le quali un imprenditore corretto, lontano dalla mafia e dalle corruttele delle pubbliche amministrazioni, abbia ricevuto questo trattamento da parte dei magistrati i quali si sono ben guardati da indagare sui parenti dei loro colleghi e sui potenti della provincia di Agrigento.

Ho presentato altresì la denuncia, dopo il deposito a Caltanissetta, presso il Consiglio Superiore della Magistratura, il Ministero di Grazia e Giustizia e la Procura Generale presso la Corte di Cassazione.

Non appena saranno depositate le motivazioni della mia sentenza di condanna – il cui termine per il deposito è scaduto già sin dal 9 ottobre 2018 – impugnerò la sentenza.

E mi auguro altresì che la Procura della Repubblica di Caltanissetta faccia luce sulle ragioni che hanno sempre indotto il Pm Antonella Pandolfi ad avere un trattamento di favore nei confronti del gruppo Catanzaro come si può leggere nei resoconti della Commissione parlamentare di inchiesta sugli illeciti connessi alla gestione dei rifiuti della XVII legislatura”.

 

Il sindaco di Sciacca Francesca Valenti, aveva convocato l’assemblea per oggi 23 Novermbre con all’ordine del giorno l’interdittiva antimafia a carico di Girgenti Acque.

Seppur ieri, dopo la convocazione d’urgenza del CDA di Girgenti Acque S.p.A. che ha accolto le dimissioni dell’ormai ex Presidente del gestore del servizio idrico, Marco Campione, e che lo stesso organo ha nominato Presidente Pro-tempore l’Avvocato Diego Galluzzo, non ha scongiurato l’esito ormai scontato dell’assemblea dei sindaci.

Il verdetto a carico della questione è risultato unanime da parte di tutti i Sindaci acclamando a gran voce la rescissione immediata del contratto.

 

 

Ieri, giovedì 22 novembre, il Museo archeologico regionale di Agrigento ha avuto degli insoliti visitatori: circa 160 bambini della Scuola dell’Infanzia degli Istituti comprensivi cittadini “Agrigento Centro” “Anna Frank” ed “Esseneto”, accompagnati dai loro genitori e dalle insegnanti. L’occasione è stata la celebrazione della Giornata provinciale Nati per Leggere che il Dirigente Responsabile del  Polo regionale per i Siti culturali – Museo archeologico regionale Pietro Griffo di Agrigento, dott. Giuseppe Parello, condividendo l’iniziativa, ha voluto ospitare all’interno del Polo museale.

 

Era un’occasione importante per tutti gli operatori e i volontari che promuovono Nati per Leggere, il programma nazionale che sin dal 1999 promuove la lettura condivisa in famiglia per i bambini di età 0-6 anni. Siamo infatti nella Settimana nazionale Nati per Leggere, che quest’anno va dal 17 al 25 novembre. La Settimana è stata istituita per promuovere il diritto alle storie delle bambine e dei bambini. Ogni anno ricorre in concomitanza con la Giornata Internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, 20 novembre. Numerosissime sono le iniziative realizzate in questi giorni in tutto il territorio nazionale, tantissime anche nella nostra regione. Il Coordinamento provinciale NpL di Agrigento ha deciso di esserci organizzando questa Giornata.

Nati per Leggere attraverso queste iniziative intende ribadire un messaggio deciso e universale, ogni bambino ha diritto ad essere protetto non solo dalla malattia e dalla violenza ma anche dalla mancanza di adeguate occasioni di sviluppo affettivo e cognitivo e le storie sono un mezzo di relazione e una fonte inesauribile di stimoli. E vuole fare arrivare questo messaggio a tutte le famiglie.

Tanti sono stati ieri mattina i genitori che nella Sala Tommaso Fazello del Museo archeologico di Agrigento hanno avuto la possibilità di ascoltare questo messaggio. Dopo il saluto di benvenuto della dott.ssa Carla Guzzoni, dirigente dell’U.O.II, che ha manifestato il suo vivo  interesse per l’iniziativa, la Referente regionale NpL, dott.ssa Provvidenza Maria Mogavero, ha infatti spiegato ai genitori presenti i numerosi benefici relazionali, emotivi e cognitivi che la lettura produce nei bambini, invogliandoli a leggere con continuità insieme ai loro piccoli.

E’ intervenuta quindi la dirigente dell’Istituto comprensivo “Esseneto”, dott.ssa Enza Lo Nobile che, condividendo in pieno l’importanza della lettura in famiglia, ha rafforzato il messaggio rivolto ai genitori.

Dopodiché si è dato il via alle letture, realizzate con tanto entusiasmo e partecipazione dalla stessa Referente regionale e da due componenti del Coordinamento provinciale NpL: la Responsabile della Biblioteca “Franco La Rocca” di Agrigento, sig.ra Iole D’Alessandro, e la Volontaria NpL dott.ssa Denise Gulino di Palma di Montechiaro. A questo punto è avvenuta una cosa bellissima: i genitori si sono seduti per terra insieme ai propri bambini e tutti, grandi e piccini, si sono lasciati trasportare nel mondo fantastico dei personaggi delle storie, affascinati e incantati anche dalla bellezza e dalla varietà dei libri loro proposti: filastrocche, rime, storie, fiabe, libri interattivi e così via.

E’ stata davvero una grande festa che ha coinvolto tutti, i “natiperleggere”, i loro genitori e quanti, insegnanti, operatori, volontari NpL ed altri ancora,  a loro si dedicano con passione donandogli tante belle storie e impegnandosi a far diventare la lettura una bella pratica quotidiana.

A chiusura della Giornata un bel regalo per tutti: la visita del Museo archeologico, per avvicinare sin da piccoli i bambini anche al mondo dell’Arte e alla Bellezza.

Sul disegno di legge presentato all’Ars dal presidente Musumeci, relativamente allo “sgombero immediato delle aree ad alto rischio di dissesto idrogeologico e delle aree sottoposte a vincolo di inedificabilità assoluta che prevede la decadenza immediata per i sindaci che non adotteranno le ordinanze” interviene Alfonso Cimino, presidente dell’Ordine degli architetti di Agrigento.

“E’ impensabile – afferma Alfonso Cimino – adottare misure di questo calibro su un territorio, quindi intere città o quartieri, senza una concertazione con i sindaci e gli Ordini professionali e, inoltre, le somme messe a disposizione sono irrisorie ed occorrerebbe aggiornare il Pai nei vari territori”.

Secondo il presidente Musumeci, che ha quantificato in 700 milioni di euro i danni alle infrastrutture pubbliche, “Il governo centrale avrebbe stanziato 250 milioni per l’emergenza della regione Veneto. Noi ci accontenteremmo della stessa somma per i primi interventi”.

“Non si può – prosegue Cimino – con pochi articoli di un disegno di legge pensare di eliminare un problema sociale e di un territorio siciliano che non ha visto negli strumenti urbanistici degli ultimi 50 anni un riordino urbanistico pianificato e non è possibile scaricare ai sindaci una tale mole di lavoro e responsabilità quando ad oggi assistiamo a sindaci minacciati e oggetto di vili attentati. Occorre quindi sedersi attorno a un tavolo per attuare risorse per il recupero del territorio. Certamente noi, come Ordine, siamo per la legalità ma pensiamo a tutti quegli edifici regolari che insistono su aree ad alto rischio e, a questi cittadini, deve essere garantita il lotto di terreno da delocalizzare ed il finanziamento per ricostruire”.

 

Si è consumato nella notte del 21 Novembre, intorno le due, l’atroce violenza di un un clochard ai danni di un povero gatto randagio, nel centro storico di Ortigia, preso a calci  per tre minuti  per poi sferrare il calcio finale schiacciandogli la testa e lasciarlo agonizzante per strada, in via Trieste. 

Il corpo del gattino è stato ritrovato la mattina da un residente che ha provveduto a spostarlo e metterlo adiacente ad un albero.

L’inaudito e folle gesto è stato immortalato,  dalle telecamere di un’attività commerciale. Gli addetti, nel visionare i video del giorno prima, sono rimasti letteralmente pietrificati da tanta crudeltà. Le immagini mostrano visibilmente un uomo ubriaco e drogato, ignaro di essere ripreso,  che per tre minuti sevizia il gatto randagio, torturandolo con calci con una ferocia inaudita, per poi, una volta sfinito il felino, schiacciarli brutalmente la testa con un calcio. 

Subito è scatta la denuncia ai Carabinieri con la consegna del video alla Procura di Siracusa per essere visionato dal Magistrato. Gli uomini dell’Arma che hanno  acquisito le immagini (a detta di chi le ha viste, sono sconvolgenti, terribili, agghiaccianti) adesso sono oggetto di indagini preliminari, e stanno cercando l’uomo.

Il gattino di nome Arturo, di circa 7 mesi,  apparteneva ad una delle tante colonie feline di cui si occupava una volontarie della città. Non conosciamo il contenuto del video, ma essendo un gatto appartenente ad una colonia felina, presupponiamo che il gattino fosse abituato al contatto umano e che si sia avvicinato al suo barbaro torturatore per la ricerca di cibo e di qualche carezza.

Sgomento, rabbia e rivolta nel mondo animalista e del volontariato della città che chiede giustizia agli organi competenti. Inaccettabile tanta violenza, un gesto brutale ed orribile  ai danni del mal capitato gattino ucciso dalla cattiveria umana. Non c’è nessun dubbio: “la bestia è proprio l’uomo”.

Aderendo a un invito dell’Anci, l’Associazione Nazionale dei Comuni d’Italia, il sindaco Francesca Valenti ha disposto l’esposizione delle

bandiere a mezz’asta nel Palazzo Municipale di Sciacca in occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, domenica 25 novembre 2018. All’invito stanno aderendo diversi Comuni per sensibilizzare l’opinione pubblica su un fenomeno che continua a mietere vittime. Stando ai dati diffusi dall’Anci, nei primi mesi del 2018 sono state uccise già 44 donne, il 30 per cento in più rispetto allo stesso periodo del 2017. L’Associazione invita anche le realtà locali a promuovere iniziative per contrastare ogni fenomeno di violenza sulle donne, per un profondo cambiamento culturale necessario a superare tale criticità.

Il Comune di Sciacca, assessorato alle Politiche Sociali e alla Cultura, ha per oggi promosso una manifestazione nella Sala Blasco del Palazzo Municipale, con inizio alle ore 16. “Sarà un momento di incontro, di ascolto, di riflessione e di espressione creativa”, dicono il sindaco Francesca Valenti e l’assessore Gisella Mondino.

Ci sarà un reading, una pièce teatrale e un’estemporanea di pittura.

Il reading sarà curato dagli studenti degli Istituti “Calogero Amato Vetrano”, “Don Michele Arena”, “Tommaso Fazello” e del Liceo Scientifico Statale “Enrico Fermi”. L’estemporanea di pittura sarà realizzata dagli alunni del liceo artistico “Bonachia”.

Al reading seguirà la pièce teatrale dal titolo “Il rosso si indossa non si versa” che vedrà come attrici le socie dell’Associazione Italiana Giovani Avvocati-sezione di Agrigento  e della Fidapa – B.P.W. Italy – sezione di Porto Empedocle-Realmonte.

Ci sarà anche un momento informativo curato dal presidente dello Sportello Antiviolenza “Fenice”, operativo presso la Procura della Repubblica di Sciacca, Daniele Mancuso; mentre l’Ufficio “Affari Sociali” del Comune di Sciacca darà testimonianza sulle varie azioni messe in campo a favore delle donne che subiscono violenza e che trovano il coraggio di denunciare. 

La manifestazione ha come hashtag #ognigiornoèil25novembre, data in cui ricorre la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne. 

Dovrà rispondere dell’ipotesi di reato di inquinamento ambientale, il titolare di un impianto di trattamento e compostaggio della sola frazione verde e residui ligno-cellulosi e di messa in riserva di rifiuti speciali non pericolosi, ubicato nel territorio del Comune di Canicattì in contrada Cazzola.

Sono infatti giunti nei giorni scorsi, i risultati delle analisi effettuate dall’Arpa a seguito di un’operazione congiunta tra la Polizia Provinciale del Libero Consorzio di Agrigento ed il Commissariato di Polizia di Canicattì insieme al Settore Ambiente del Libero Consorzio.

Il sopralluogo, effettuato lo scorso mese di settembre, aveva riguardato  una vasta area di proprietà della stessa ditta, dove erano presenti  cumuli di materiale prodotto dall’attività di recupero dei rifiuti provenienti dall’impianto della ditta M.P. e materiali di altra provenienza come terre e rocce da scavo.

Dall’esame della documentazione prodotta dalla società, la attività di riqualificazione ambientale e recupero dell’ex cava risultava conforme alle normative vigenti nonché al progetto approvato rilasciato dal Libero Consorzio Comunale di Agrigentola ex Provincia.

Successivamente  si è proceduto al controllo dell’impianto di compostaggio che era in funzione, data la presenza di mezzi che stavano scaricando rifiuti.

L’area si presentava recintata con cancello in ferro all’ingresso e lungo il perimetro interno dell’impianto era presente una barriera arborea ripristinata da poco con piccole piante  di oleandri.

Era presente, altresì,  una segnaletica identificativa dei presidi dell’impianto.

Tutta l’area lato destro rispetto l’ingresso (piazzale di manovra) e la piattaforma materiale trattato,  erano occupate  dalla presenza di notevoli cumuli di sfalci di potatura.

I rifiuti presenti nelle varie aree di processo, sia quelli in arrivo che quelli in maturazione, risultavano depositati in difformità a quanto previsto nella  pianta di progetto; infatti nell’area di maturazione erano presenti rifiuti in arrivo, nell’area termofila  erano presenti rifiuti in maturazione a 90 giorni mentre nell’area di conferimento R13 erano presenti rifiuti in maturazione a 60 giorni.

Parte delle canalette per il convogliamento delle acque dei piazzali presenti nelle aree  di manovra risultavano ostruite da terriccio, per cui non permettevano il normale deflusso delle acque.

Inoltre le canalette di raccolta della piattaforma destinata alle varie fasi di processo, non riuscivano a contenere il rifiuto liquido (che è risultato essere percolato per  come successivamente confermato dalle analisi dell’Arpa)  prodotto dai rifiuti in maturazione, che sbordando nel piazzale di manovra confluivano tramite una bocca posta all’angolo del piazzale, direttamente all’impianto di trattamento delle acque di prima pioggia.

Pertanto la società  è stata segnalata alla Autorità Giudiziaria per il reato di “ abbandono illecito di rifiuto liquido acquoso non pericoloso –  CER 161002  poiche tale colaticcio, dai pozzetti di raccolta e trattamento delle acque di prima pioggia dei piazzali dell’impianto, attraverso un tubo corrugato, veniva smaltito mediante ruscellamento nel pozzetto in c.l.s a servizio del ponticello ricadente sulla strada di penetrazione agricola “Serra Cazzola”.

Da qui le analisi dell’Arpa e i risultati che hanno portato alla segnalazione all’autorità giudiziaria.

Momenti di paura, nella giornata di ieri, in un edificio di via Manzoni, ad Agrigento. Un uomo di 42 anni, al culmine di una lite con le vicine di casa, ha pensato bene di mandare in frantumi una veranda della loro abitazione.

 L’uomo, sembra che da tempo avesse dissidi con madre e figlia abitanti nel piano di sopra e ieri, al culmine dell’ennesima discussione, è salito sopra e ha iniziato ad inveire contro le donne, minacciandole, insultandole e rompendo, infine, i vetri della veranda.

Lanciato l’allarme, sul posto sono giunti gli agenti della sezione Volanti della Questura di Agrigento che hanno denunciato, in stato di libertà, alla Procura, il quarantaduenne per l’ipotesi di reato di danneggiamento.

E’ accusato di aver picchiato, maltrattato e perseguitato la moglie.

Sono queste le accuse mosse dalla Procura di Agrigento nei confronti di un 45enne di Agrigento che – il prossimo 12 dicembre – dovrà presentarsi davanti al Gup del Tribunale di Agrigento Alessandra Vella.

 Nei mesi scorsi l’uomo, dopo la separazione della moglie, era stato allontanato dal Tribunale che gli aveva imposto il divieto di avvicinamento ai luoghi dell’ex compagna per almeno 500 metri.

Ora la richiesta di rinvio a giudizio da parte del pm Gloria Andreoli.

La donna in passato ha denunciato di essere stata picchiata con calci e pugni dall’ex consorte che, nonostante il divieto di avvicinamento, avrebbe continuato a pedinarla, minacciarla e importunarla.

 

Si apprende con sgomento l’incomprensibile ed ingiustificata decisione assunta in sede di Giunta Regionale, delibera di Giunta Regionale presieduta dal Presidente della Regione Sicilia on. Nello Musumeci n 451 del 15 novembre 2018, con la quale viene eliminato dalla programmazione regionale il finanziamento per la realizzazione dell’impianto di Compost già progettato, peraltro, secondo le puntuali indicazioni del Dipartimento Regionale alle Acque ed ai Rifiuti, ed ubicato nell’area industriale di Ravanusa. L’impianto la cui progettazione inizia nel lontano 2008 é stato ripetutamente aggiornato su richiesta del competente Assessorato Regionale, ed è stato inserito da sempre nella programmazione regionale degli impianti compreso il “patto per il Sud”. Il progetto pensato per soddisfare le esigenze del conferimento della frazione umida per i comuni del territorio di competenza dell’ex ATO AG 3 e precisamente Canicattì, Campobello di Licata , Naro, Ravanusa, Palma di Montechiaro, Camastra e Licata, essendo ubicato in zona baricentrica rispetto ai comuni citati e soprattutto essendo pubblico avrebbe consentito il conferimento della frazione differenziata umida con bassi costi per le comunità. Infatti, si otterrebbero ridottissimi costi di trasporto e bassi costi di conferimento, notoriamente l’impiantistica pubblica non persegue profitti ma esclusivamente la copertura dei costi. La decisione della Giunta Regionale non è stata preceduta da nessun incontro con i rappresentanti del territorio siano essi i sindaci, onorevoli eletti nel territorio ovvero la SRR. L’impianto nel corso di questi anni è sempre stato attenzionato da parte delle amministrazioni regionali ed è sempre stato inserito nelle varie programmazioni compreso l’ultimo Piano Regionale dei Rifiuti redatto dalla amministrazione regionale. La decisione assunta da parte della Giunta di Governo con la delibera n 451 del 15.11.2018 appare in totale contraddizione persino con la proposta di legge esitata dalla Commissione Territorio ed Ambiente, nel disegno di Legge della IV Commissione di riforma del settore dei rifiuti.
Infatti, in tale disegno di legge si evidenzia ripetutamente il cosiddetto “principio di prossimità”, ovvero il ciclo dei rifiuti sia per la riduzione dei costi che per favorire il riciclaggio e recupero deve avere impianti territorialmente di prossimità cioè vicino ai luoghi di raccolta ciò anche al fine di raggiungere l’autosufficienza. Con l’irragionevole annullamento del finanziamento di 10.000.000,00 di euro – diecimilioni/00 – del progetto si continua a penalizzare una parte della provincia di Agrigento costringendo i comuni che, a parere della Regione, DEVONO raggiungere percentuali di raccolta differenziata superiori al 65 % a sostenere dei costi elevatissimi e di molto superiori al costo del conferimento in discarica degli RSU. La mancanza di impianti facilmente raggiungibili e possibilmente pubblici comporta che la frazione organica venga smaltita presso impianti privati posti anche a centinaia di chilometri dai luoghi di raccolta con evidente e palese ricaduta sull’aumento dei costi del servizio. Carmelo d’Angelo Sindaco di Ravanusa e Giovanni Picone Sindaco di Campobello di Licata chiedono con estrema urgenza di essere sentiti, contestualmente alla SRR Agrigento Est, dal Governo Regionale affinché l’infausta decisione venga modificata consentendo la realizzazione di un impianto di trattamento della frazione organica derivante dalla raccolta differenziata ubicato a poca distanza dai luoghi di raccolta e con un basso costo di conferimento.