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“Per i forestali a rischio le giornate lavorative, il governo Musumeci trovi i fondi per non interrompere il servizio e la serenità dei lavoratori.”

La Uila di Agrigento interviene con Gero Acquisto e Giuseppe Plicato dopo l’allarme del governo regionale per chiudere il bilancio 2018, che potrebbe riverberarsi negativamente per i lavoratori forestali in Sicilia e nella provincia agrigentina.
“Il tema caldo dei forestali è nuovamente a rischio perché, a quanto pare, ancora non sono state trovate le somme per completare le giornate lavorative agli stagionali 78°, 101°, 151°.
Invitiamo caldamente il Governatore Musumeci e l’Assessore all’agricoltura Bandiera a sbloccare i fondi dello sviluppo e coesione prima che ci siano conseguenze negative per i lavoratori che devono completare le giornate contrattuali.
Alla stessa stregua lo stesso comparto e i lavoratori aspettano da troppo tempo il rinnovo del contratto collettivo, che ricordiamo è datato 2001.
Per tutto ciò, aspettiamo chiarezza e le somme da questo governo, in maniera da non fare fermare il sistema produttivo e, soprattutto, tutelare le garanzie occupazionali e salvaguardare gli operatori del servizio che appaiono sempre più come figli di un dio minore.
Su questi ritardi e queste manfrine politiche non possiamo stare supinamente ad aspettare con la nostra organizzazione sindacale che è attenta ai lavoratori e al servizio per la difesa e la salvaguardia del territorio.”

Si è svolta ieri, presso l’Assessorato alla Formazione, la riunione dei Consorzi Universitari Siciliani alla presenza dell’Assessore Roberto Lagalla. Si è continuato il lavoro della messa a punto della normativa sui Consorzi che prevede una governance con un Presidente che sarà nominato dalla Regione, un Consigliere nominato dall’Università di riferimento, cioè quella che avrà il numero maggiore dei corsi ed un rappresentante eletto dai territori con una nomina che prevede una elezione “pesata” in base ai contributi dati.

Così viene superato il decreto Baccei, che il Consorzio di Agrigento ha contribuito a bloccare.

Per i Consorzi, grazie al contributo essenziale di quello di Agrigento, presieduto dall’inizio dell’anno dal prof. Pietro Busetta, si avvia una nuova fase di rilancio.

In particolare dichiara il prof. Busetta “Riteniamo di avere svolto un lavoro importante, organizzando con una serie di riunioni l’interlocuzione dei Consorzi con L’Assessorato, che il verità si è reso parte attiva nella riforma. Adesso bisognerà apportare le riforme statutarie all’Assemblea dei Soci e ritengo con questo passaggio che il mio contributo al Consorzio possa considerarsi completato. Riconsegneremo un Consorzio, che era un elefante abbattuto, con i conti in ordine, con tutti i bilanci approvati a cominciare da quello del 2015, con certezza di risorse ed un interesse da parte di tante Università ad istituire dei corsi ad Agrigento, a cominciare da Palermo che ha manifestato grande interesse a riattivare i corsi, per continuare con Catania, Enna ma anche alla LUMSA”

Con L’anno Accademico 2019/2020, l’Università agrigentina, come si è detto più volte, riprenderà un percorso brillante.

“Le polemiche di richiesta di una nuova governance”, continua Busetta , “è assolutamente fuori luogo e sarebbe da irresponsabili dimettersi subito considerato che, se non vengono completate le tutte procedure previste dalla nuova normativa, non può diventare possibile.”

Il Consorzio di Agrigento, è parte attiva in questo processo e l’attuale Presidente consegnerà entro novembre le proprie dimissioni per consentire la nomina della nuova Governance che si è contribuito ed attuare. Nel frattempo si è continuato a lavorare alacremente inaugurando il nuovo Corso di Mediazione Linguistica e Culturale vuluto fortemente dal Prof. Armao e dal prof. Marcello Saija.

Tra gli impegni presi continua ad avanti il progetto Italia Tunisia ed il 26 ottobre ci sarà l’inaugurazione del corso di Management per Strutture Sanitarie Complesse.

Tutto questo non sarebbe stato possibile senza la collaborazione del Vice pres. Dott. Giovanni di Maida, di tutto il Consiglio e di un personale attaccato profondamente al Consorzio.

Rivendichiamo, conclude Busetta un lavoro importante, peraltro riconosciuto da chi nel Consorzio lavora ed alle sorti del Consorzio lega anche il proprio equilibrio economico”.

 

 
Per i bambini della scuola Don Bosco, era ormai una ginnastica quotidiana, quella di scavalcare sterpaglie alte oltre un metro per superare la scalinata che da via Dante li conduce in via Garibaldi e dunque nelle loro case e viceversa. Una scalinata che non era stata presa in considerazione, nonostante le segnalazioni, dall’amministrazione comunale che all’inizio dell’anno scolastico avrebbe dovuto sapere ed intervenire su come rendere dignitoso per gli alunni raggiungere le rispettive scuole. 
E così, tra ieri e oggi, per l’ennesima volta, sono stati i residenti della zona ad armarsi di buona volontà e ripulire la scalinata per renderla percorribile ai bambini e a chiunque si muova a piedi per quella zona. 
Adesso, si aspetterà che l’erba ricresca riportando il suo bagagli di insetti, bisce e scarafaggi. Poi, si spera, ci penserà l’amministrazione comunale con il relativo assessorato preposto a fare in modo che il diritto alla scuola passi anche attraverso la fruibilità e la sicurezza dei luoghi pubblici. 


Ad Agrigento, nella Valle dei Templi, a Casa Sanfilippo, si è svolto l’11esimo Congresso provinciale della Cgil Funzione Pubblica. E’ intervenuta la leader nazionale della Cgil Fp, Serena Sorrentino, insieme ad Enzo Iacono, confermato Segretario Fp Cgil Agrigento, e poi Gaetano Agliozzo, Segretario regionale Fp Cgil Sicilia, e Massimo Raso, Segretario provinciale Cgil Agrigento.

Enzo Iacono è stato confermato segretario generale della Funzione Pubblica Cgil di Agrigento. Il rinnovo della fiducia è arrivato al termine del congresso provinciale che è stato celebrato a Casa Sanfilippo, sede del Parco Archeologico Valle dei Templi. La sua relazione ha percorso la proficua attività fini qui svolta dalla struttura a favore dalla categoria. Iacono ha poi tracciato le linee guida del programma per il prossimo quadriennio, offrendo disponibilità e impegno nell’azione sindacale da portare avanti a tutela dei diritti dei lavoratori e a garanzia della qualità dei servizi pubblici erogati alle comunità. Ai lavori, moderati da Alfonso Buscemi, segretario regionale Fp Cgil Sicilia, ha preso parte il Prefetto di Agrigento, Dario Caputo, il quale ha assicurato: “Io sono un lavoratore come voi, al servizio delle Istituzioni dello Stato. Non farò mai mancare sostegno, apporto e partecipazione a beneficio del territorio. Troverete in me sempre grande disponibilità e proficua collaborazione nell’affrontare la quotidianità, ma anche le emergenze sociali”. Per il massimo rappresentante provinciale del governo si è levato un coro di applausi e apprezzamenti. Nel corso della mattinata si sono susseguiti una serie di interventi programmati, come quelli di Gaetano Agliozzo, segretario generale della Fp Cgil Sicilia, e di Massimo Raso, segretario generale della Cgil di Agrigento, ma anche numerosi contributi dalla platea. A chiudere è stata la leader nazionale del comparto, Serena Sorrentino, la cui presenza ha impreziosito e qualificato il profilo del congresso di Agrigento che ha fatto registrare una massiccia partecipazione. Il suo intervento, grazie alla competenza, alla passione e al riconosciuto carisma, è stato particolarmente seguito, gradito e condiviso dai lavoratori e dal gruppo dirigente. La Sorrentino ha parlato di valori, quelli fondamentali, universali “sui quali – ha sottolineato – la Cgil dovrà tornare a puntare: solidarietà, uguaglianza, diritti di cittadinanza e sviluppo. E a seconda di ogni valore – ha puntualizzato – fa una proposta di azione sindacale. Noi della Funzione Pubblica, per il ruolo strategico che esercitiamo all’interno dell’Organizzazione, proponiamo la contrattazione inclusiva”.

La scienza va capita, ma può anche essere divertente e ce ne si può addirittura innamorare. Fare pubblicità alla scienza, però,  è difficilissimo, e soprattutto  far innamorare i giovani alle materie scientifiche non è cosa da poco soprattutto se, dopo l’adolescenza, scelgono altri percorsi formativi per dedicarsi ad altro.  Come far innamorare i più piccoli della scienza e diffondere il virus della scienza per aiutare i più giovani ad allargare i propri orizzonti per far nascere nuovi scienziati ? L’amore per la scienza, come quello per la lettura, andrebbe coltivato fin dalla più tenera età.  Bisognerebbe lavorarci molto, in modo ragionato e continuativo, prendendo ad esempio quello che fanno gli  altri paesi.  Infatti, se leggere fa bene alla salute, la scienza  è vita . D’accordo è una materia un po’ spinosa. Lo è stata anche per me.  Ma deve essere  una passione, e la passione non nasce da un obbligo ma da un trasporto emotivo.

Un talento unisex

Io, infatti, sono partita da una constatazione: la scienza si può comprendere, sentire, vedere.  Perché la scienza non è noiosa: ma nessuno lo sospetterebbe guardando i dati sulla diffusione dello studio delle materie scientifiche. Nell’era di internet e dei social network  la scienza diventa ancora più attiva: non solo quella seria delle scoperte scientifiche, ma tutto ciò che parla di scienza. Anche perché studiare le materie scientifiche, così  come la lettura, sono processi del tutto innaturali. La parola scritta ha solo 5 mila anni, noi invece siamo biologicamente molto più vecchi. Non siamo progettati per leggere . Il nostro cervello impara a farlo con grande fatica. Solo a un certo punto si passa dal decifrare lettera dopo lettera allo svolazzare lo sguardo sulle parole.  E questo passaggio da una soddisfazione grandissima. Come imparare and andare in bicicletta, e con lo stesso divertimento.  Studiare le materie scientifiche, significa farsi trascinare in un mondo nuovo dove tanto ancora rimane da scoprire.

Ribellione! Anzi: rispetto

In ogni caso, e al di là della disciplina che appassiona – o intrippa –  ragazze e ragazzi, il  motto di ogni scienziato è sintetico: osate. Agite fuori dagli schemi, è una ribellione sana. Non è vero che studiare biologia o fisica sia da sfigati. In realtà più che una ribellione è una forma di rispetto che dovete a voi stessi e al talento che è in voi. Insomma, avete il pallino della chimica, della biologia o della fisica? Seguitelo. Se il pallino è lento, leggete libri di biologia o fisica, ce ne sono di divertenti, oppure iniziate da questo piccolo manuale: vi tornerà utile.

Prendete quello che serve

I nuovi media rubano molta attenzione ai più giovani e anche se nell’era di Wikipedia e della Rete dove si trova di tutto,  i più piccoli continuano a porsi delle domande. Paradossalmente le tecnologie digitali possono stimolare a pensare e aiutano molto la scienza: basta guardare all’intelligenza artificiale e di come il nostro cervello pensi in modo differente rispetto alle funzioni di un computer.  E se siete curiosi allora frequentate i campus estivi di coding e di robotica: giocando troverete quello che entra in sintonia con voi.  Non si tratta di sapere tutto o di risolvere una funzione a memoria. Quello che importa è appropriarsi di quanto serve per orientarsi. 

 

Pensare è un gioco da bambini

E’ nell’universo e nella scienza che studia l’universo che è racchiuso il senso della vita. Ecco, allora che quando il cervello si attiva da solo e insegue un nuovo pensiero  bisogna ascoltarlo.

Imparate ad accarezzare la vena scientifica che è in voi. Giocateci, divertitevi e vedete se i pensieri che si autogenerano, che continuano a correre dentro di voi e vi emozionano. La scienza è vita:  è senso dello spazio, del tempo, della dimensione.  Ed è nel senso dell’espansione e in quello del limite che guardiamo le nostre vite scorrere un giorno dopo l’altro. 

Scienziato è chi sa sognare

Il nostro breve  manuale degli esperimenti scientifici per lo scienziato dilettante è  destinato ai bambini perché la scienza diventi davvero accessibile a tutti, e non solo una materia da apprendere solo a scuola. Un piccolo manualetto che, tra umorismo e metafore, introduce i più piccoli ai misteri della scienza e ai percorsi del pensiero sin dai primi anni scolastici.

Abbiamo sentito l’esigenza di scrivere questo libretto perché,  l’educazione alla scienza, per i più piccoli diventi sempre più evidente. Il virus della scienza sia contagioso, almeno stando alla naturale propensione agli interrogativi dei più piccoli: scienziati per istinto, sognatori. Curiosi di arrivare all’anima delle cose, esattamente come gli scienziati di professione. Merito di menti dove l’intelligenza emotiva e quella razionale, creatività e memoria, empatia e autocontrollo sono ancora da educare. Domandarsi il senso delle cose va incontro alla naturale curiosità infantile e insegna ad esprimersi meglio. Aprirli alla curiosità della scienza perché il pensiero immaginifico dei bambini si propaghi all’infinito: è questo il nostro piccolo obiettivo per gli scienziati – grandi – del futuro. Perché  scienziato è chi sa sognare … e  solo i più piccoli lo sanno fare!

 

Interventi straordinari questo pomeriggio al Palacongressi del Villaggio Mosè da parte degli operai dell’Iseda che hanno ripulito l’area esterna e quella interna della struttura congressuale che domani e dopodomani, ospiterà il Convegno nazionale organizzato dell’Ordine dei Dottori commercialisti e degli esperti contabili di Agrigento.

Gli operatori ecologici hanno ripulito il perimetro del Palacongressi e i saloni interni per offrire ai congressisti un ambiente quanto più ospitale e decoroso possibile.

 Il gup di Messina ha condannato a sette anni di carcere Gaetano Maria Amato, magistrato messinese accusato di produzione e diffusione di materiale pedopornografico e violenza sessuale su minore. Secondo la Procura di Messina, guidata da Maurizio de Lucia, il magistrato avrebbe ripreso col cellulare e poi diffuso in rete immagini di due ragazzine di 16 anni e avrebbe scaricato materiale pedopornografico. Amato è ai domiciliari in un centro per disturbi sessuali. L’accusa gli ha contestato la partecipazione attiva nei video in cui spogliava una delle due ragazzine mentre dormiva e la toccava.
    In servizio alla Procura generale di Reggio Calabria, dopo l’arresto è stato sospeso dalle funzioni e dallo stipendio.

Fisco, economia e lavoro al centro della due giorni. I vertici della categoria professionale a confronto con esponenti della politica, delle imprese e della ricerca
Agrigento, 10 ottobre 2018 – “Commercialisti e imprese, un binomio per la crescita”. E’ il titolo del Convegno Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili in programma l’11 e il 12 ottobre presso il Palacongressi di Agrigento, al quale parteciperanno quasi 1.000 professionisti economici provenienti da tutta Italia.
Due giornate intense di studio e approfondimenti che vedranno la partecipazione di Autorità Nazionali e Locali, Istituzioni finanziarie. E’ prevista la presenza del Ministro per il Sud Barbara Lezzi, del Sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento, Vincenzo Santangelo, del Sottosegretario allo sviluppo economico Michele Geraci e del Sottosegretario agli Esteri, Manlio Di Stefanol. E’ previsto anche un intervento di Giulio Tremonti.
Apriranno i lavori, l’11 ottobre alle 15,00 la Presidente dell’Ordine dei Commercialisti di Agrigento, Paola Maria Giacalone, e il Presidente Nazionale della categoria, Massimo Miani, che si concentrerà soprattutto sull’attualità fiscale ed economica.
I saluti istituzionali dal Cardinale S.E. Francesco Montenegro, dal Sindaco Dott. Calogero Firetto e dal Prefetto Dott. Dario Caputo.
Due le sessioni di lavoro dedicate alla giornata del 12 ottobre, con inizio alle ore 10,00 con un dibattito da tema “Made in Italy: turismo, cultura, moda e agroalimentare” e nel pomeriggio alle ore 15,00 si ricomincia con un altro argomento di grande attualità “Il lavoro al tempo della quarta rivoluzione industriale, cambiamenti e prospettive”.
“Siamo onorati – dichiara la Presidente dell’Ordine ospitante Paola Maria Giacalone – che il Consiglio Nazionale abbia scelto Agrigento quale sede del Convegno; oltre 1.000 Commercialisti da tutta Italia e i loro accompagnatori, assisteranno all’evento e nel contempo potranno ammirare le straordinarie bellezze della nostra città”.

Joppolo Giancaxio: Inconsistente leggerezza dell’articolo.
Non si può infangare un territorio


La nascita ed il funzionamento dell’impianto di compostaggio, nel territorio di Joppolo Giancaxio, è stata salutata come un evento positivo da parte delle popolazioni ed amministrazioni del circondario perché avrebbe potuto risolvere i problemi di smaltimento della parte umida dei rifiuti solidi urbani con il riutilizzo,in agricoltura, del compost trattato.
Nessuno si sarebbe aspettato che l’impianto potesse operare non seguendo i criteri stabiliti dalle normative vigenti in tema di trattamento dei rifiuti.
Molte volte, nel corso del funzionamento, i cittadini della zona hanno segnalato la presenza di cattivi odori e di possibili carenze nella gestione dell’impianto.
A queste segnalazioni il sindaco del Comune di Joppolo Giancaxio, non avendo un proprio ufficio idoneo ad effettuare analisi e verificare la reale situazione tecnica dell’impianto, ha chiesto l’intervento degli organi dello Stato preposti alla vigilanza ambientale e al monitoraggio dell’inquinamento del territorio, delle falde e dell’aria.
Nel 2016, in seguito a dei controlli effettuati dai suddetti organismi, sui terreni risalenti ai titolari dell’impianto di compostaggio, ha portato al sequestro dell’area e ad un giudizio di fronte al tribunale di Agrigento. L’esito del giudizio è stato di regolare gestione, l’area è stata dissequestrata e l’impianto a ripreso regolarmente a funzionare.
All’inizio dell’anno in corso, un controllo effettuato, sempre dagli organi a tale scopo instituiti dallo Stato, ha visto, l’intervento della Magistratura che ha imposto il sequestro dell’area dell’impianto di compostaggio e la sospensione dell’attività, ferma da circa otto mesi.
Verso la fine dell’estate scorsa, sono stati segnalati, degli incendi in un’area vicina all’impianto di compostaggio. Il sindaco ha fatto immediatamente la segnalazione alle forze dell’ordine che tempestivamente sono intervenute, sequestrato l’area e segnalato alla Magistratura la situazione riscontrata. Sono in corso gli accertamenti per verificare lo stato dei luoghi, il tipo di elementi che hanno determinato la combustione e quali ulteriori provvedimenti per l’area sottoposta al controllo.
Si è, quindi, attualmente in attesa degli accertamenti e degli esiti da parte della Magistratura.
Il Sindaco ha attivato, nel corso degli anni di funzionamento dell’impianto, tutte quelle attività necessarie al controllo dell’inquinamento ambientale, delle falde e dell’aria nel territorio comunale.
Alcune precisazioni si rendono però necessarie altrimenti, invece di avviare ad chiarimento sulle rispettive posizioni, si rischia di dare del paese un’immagine distorta.
1) L’impianto di compostaggio non si trova nelle immediate vicinanze del centro abitato, ma in un’area agricola distante dal paese.
2) Nella zona, a qualche centinaio di metri di distanza, insistono alcune abitazioni di cittadini che, sin dall’avvio hanno segnalato cattivi odori provenienti dall’impianto. Gli organi preposti, incaricati al controllo, hanno rilevato sempre la regolarità nel funzionamento.
3) L’area in cui si sono sviluppati gli incendi, anche se esecrabile il comportamento di chi li ha appiccati, non ha alcun paragone con quella della triste vicenda della terra dei fuochi campana. Si è in attesa delle verifiche sul materiale oggetto di incendio.
4) Il Sindaco non ha preso alcuna distanza dalla protesta, anzi è stato al fianco di quei cittadini della zona che vivevano da vicino il problema, tant’è che la segnalazione dell’incendio è stata effettuata attraverso una telefonata allo stesso che ha attivato le forze dell’ordine.
5) Titoli ad effetto (“Terra dei fuochi”) oltre a costituire un’offesa per l’intera popolazione perché ipotizzano la connivenza tra i gestori dell’impianto e tutto ciò che ruota attorno. Crea allarme nella popolazione dei paesi circostanti ed un danno all’economia locale.
Massima fiducia viene posta sul lavoro della Magistratura, che al termine dell’inchiesta darà l’esito dei riscontri effettuati.
Il sindaco ha preso le distanze dalla strumentalizzazione e dal protagonismo scandalistico che avrebbe danneggiato l’immagine del nostro paese, come quella attualmente messa in evidenza dall’articolo del Fatto Quotidiano che interviene quando il fenomeno è stato bloccato, da più di due mesi e non dall’intervento dell’opposizione, né da parte di Lega Ambiente.
L’opposizione chiedeva al sindaco di fare un’assemblea cittadina, per discutere di cosa? L’impianto è chiuso, l’incendio è in fase di accertamento, gli organi di controllo stanno effettuando, lo facevano anche prima, il monitoraggio del territorio.
L’opposizione, che durante il periodo di funzionamento dell’impianto è stata assente, oggi ha chiesto un controllo da parte degli organi indipendenti (cosa significa?) lasciando intendere di non fidarsi degli organi pubblici competenti, a cui si è sempre rivolto il comune.Un Comune non può sfiduciare un organo dello Stato.
L’Amministrazione Comunale ha sempre cercato di tutelare la salute della popolazione senza clamore e senza letture fantastiche della situazione, interpellando le strutture dello stato.
Ad oggi, “l’aria è limpida come un tempo in quest’angolo di Sicilia che guarda alle rovine dei templi, simbolo inestimabile della grande civiltà perduta e forse troppo spesso poco rispettata”.
Era preferibile che il giornalista d’inchiesta e “di salotto”, accanto alla bucolica rappresentazione, avesse visitato i luoghi per avere un’idea chiara della situazione attuale e verificare se quell’”aria limpida di un tempo” c’è ancora oppure è scomparsa.
Il giornalismo non può rincorrere le fake news, ma deve andare alla ricerca della verità.
Il “Fatto Quotidiano” è invitato ad inviare un giornalista credibile al fine di verificare la situazione attuale dei luoghi e la salubrità dell’aria e l’inesistenza di pericoli per la salute pubblica.
Tanto si doveva per precisare.