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Un delicato intervento di esclusione endovascolare di un aneurisma popliteo eseguito per la prima volta e con una tecnica innovativa, presso l’unità operativa di Chirurgia vascolare dell’ospedale di Agrigento, ha salvato l’arto inferiore del paziente di 71 anni, che rischiava l’amputazione della gamba.

Grande professionalità dell’equipe del reparto che è tempestivamente intervenuta in stretta collaborazione con il personale della Radiologia.

La dilatazione aneurismatica dell’arteria poplitea, l’asse vascolare principale dell’arto inferiore sito posteriormente all’articolazione del ginocchio, genera una “sacca” che stimola, al suo interno, la formazione di trombi in grado di occludere interamente il vaso o migrare alle arterie della gamba determinando, in entrambi i casi, uno stop all’afflusso di sangue. Grazie ad un tubo protesico in materiale sintetico, inserito all’interno dell’arteria tramite un particolare ago che attraversa la pelle e gli strati superficiali fino a raggiungere e perforare la parete arteriosa, i chirurghi vascolari sono riusciti a far passare il sangue  solo all’interno della protesi  escludendo la sacca dal circolo ed evitando la sua occlusione.

Intervento perfettamente riuscito ed estremamente efficace e più rapido rispetto a quelli eseguiti con tecniche tradizionali che prevedono la creazione di un bypass tramite il prelievo di un tratto di vena. Grazie alla nuova metodica nessuna ferita per il paziente e una guarigione rapida ed indolore.

Il commissario straordinario ASP, Mario Zappia, ha espresso il pieno compiacimento della direzione strategica aziendale per l’ottima riuscita dell’intervento plaudendo per i decisi passi in avanti compiuti dalla Chirurgia vascolare ad Agrigento.

Da lunedì 1° febbraio, riaprono le scuole, dalla scuola dell’infanzia alla prima media e finalmente bambini e ragazzi potranno varcare i cancelli della scuola tornando alla didattica in presenza. Per gli alunni delle scuole superiori invece, e per le seconde e terze medie ci sarà una parte che tornerà in aula e una parte che continuerà con la didattica a distanza.

Ed è il sindaco di Agrigento Franco Miccichè che rivolge proprio ai ragazzi e lancia loro un appello: “Raccomando ai ragazzi di evitare gli assembramenti, di indossare la mascherina e di rispettare le distanze”.

Ha poi detto di aver preso accordi con le aziende di trasporti per regolamentare il numero dei pendolari a bordo dei pullman.

Ha poi concluso specificando che gli ingressi e le uscite dagli istituti scolastici saranno scaglionati a distanza di un’ora per scaglionare i flussi di studenti

Mattone su mattone si costruisce il nuovo prodotto turistico.
Questo è stato il tema dell’incontro organizzato dall’Assessorato al Turismo, con gli oltre novanta operatori della filiera turistica, ed esperti del settore della Città di Agrigento, con unico obiettivo, quello di costruire la destinazione turistica. Questo primo incontro è servito per convergere verso una metodologia di lavoro, mirata ed attenta quale la costituzione dei tavoli di competenza e la redazione di questionari per temi.
“Siamo molto soddisfatti della numerosa presenza degli operatori – ha detto l’assessore Franco Picarella – che dei riscontri alla idea progettuale che insieme abbiamo concordato di portare avanti. Con il gruppo di progettazione, che ha gettato le basi per la creazione del prodotto turistico, il prossimo passo sarà la stesura di questionari per individuare i target di riferimento per la creazione del progetto che ha la caratteristica di essere aperto alle esperienze degli operatori del territorio. Dopo la redazione dei questionari vi sarà un’altra riunione plenaria per l’analisi dei risultati”.

La Procura Generale della Corte d’Appello di Palermo, accogliendo le istanze del difensore, l’avvocato Giuseppina Ganci, ha revocato l’ordine di esecuzione della pena emesso dalla stessa Procura generale a carico di P S, sono le iniziali del nome, 36 anni, di Agrigento, a carico del quale pendeva una condanna per spaccio di sostanze stupefacenti a 8 mesi di reclusione emessa dalla Corte d’Appello di Palermo per fatti risalenti al 2009. Il difensore ha presentato incidente di esecuzione presso la Corte d’Appello rilevando come la notifica della sentenza emessa fuori termine non poteva essere messa in esecuzione poiché la notifica era stata inviata ad altro difensore che non era nominato e pertanto il processo andava rimesso in termini per presentare ricorso in Cassazione essendo al contrario violato il diritto di difesa.

Il Tribunale di Marsala ha rinviato a giudizio Vincenzo Frasillo, 54 anni, imputato di omicidio perché avrebbe ucciso, picchiandola selvaggiamente per tre giorni di seguito, la moglie Rosalia Garofalo, di 52 anni, parzialmente disabile. Quanto accaduto risale esattamente ad un anno addietro, a Mazara. Rosalia Garofalo da un paio d’anni si muoveva e parlava a fatica dopo un’ischemia. Fu picchiata senza pietà per tre giorni dall’uomo con il quale era sposata da 30 anni. La donna fu trovata morta a casa, sul letto matrimoniale, con evidenti segni di percosse su tutto il corpo. A lanciare l’allarme, ma quando ormai era troppo tardi, fu proprio il marito.

La Procura di Agrigento ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini al giovane conducente dell’Alfa Romeo 147 che il 2 febbraio del 2020, a Ravanusa, si è schiantato contro il muro di un’abitazione in via Aldo Moro, provocando la morte sul colpo di Lorenzo Miceli, 29 anni, ex consigliere comunale, e la morte, dopo il ricovero in Rianimazione, di Federica Aleo, 29 anni. L’uomo risponde di duplice omicidio stradale e lesioni nei confronti di un altro passeggero ferito, con l’aggravante di essere stato alla guida dell’auto dopo aver assunto cocaina ed alcol, oltre l’elevata velocità e quindi la guida imprudente.

Del perché ad Agrigento non possa attuarsi ciò che in altre parti d’Italia è la normalità è domanda che più volte mi sono posto ed alla quale forse inconsciamente non sono mai riuscito a dare una risposta proprio perché la conclusione potrebbe essere un pugno allo stomaco per tanti che insieme a me ancora si battono per la trasparenza e la legalità.

Avevamo in illo tempore chiesto più volte il rispetto delle Leggi e dei regolamenti, oggi a leggere la “DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE N. 08 DEL 27/01/2021 OGGETTO: Attribuzione toponimi ad aree di circolazione della Città.”, ci appare ancora più chiaro ciò che è accaduto ad Agrigento dal Maggio del 2015 all’ottobre scorso, cioè, che Leggi, Regolamenti, Norme e qualsivoglia dettato Pubblico, sono stati disattesi, calpestati e volgarmente offesi e vilipesi.

Ecco cosa dettano le norme sulla intitolazione di strade o per quanto altro appresso citato: che l’art. 10, comma 1 della legge n. 1228/1954 (Ordinamento delle anagrafi della popolazione residente)

prevede che il Comune provvede alla indicazione dell’onomastica stradale e della numerazione civica;

che l’art. 41 del D.P.R. n. 223 prevede che:

 ogni area di circolazione deve avere una propria distinta denominazione da indicarsi su targhe di materiale

resistente;

 costituisce area di circolazione ogni spazio (piazza, piazzale, via, viale, vicolo, largo, calle e simili) del suolo

pubblico o aperto al pubblico destinato alla viabilità;

 l’attribuzione dei nomi deve essere effettuata secondo le norme di cui al Regio Decreto –Legge 10 maggio

1923, n. 1158, convertito in legge 17 aprile 1925, n. 473 ed alla legge 23 giugno 1927, n. 1188, in quanto

applicabili;

 in caso di cambiamento di denominazione dell’area di circolazione deve essere indicata anche la precedente

denominazione;

 nell’ambito del territorio comunale non può essere attribuita una stessa denominazione ad aree dello stesso

tipo, anche se comprese in frazioni amministrative diverse;

che l’art. 10, comma 1 della legge n. 1228/1954 (Ordinamento delle anagrafi della popolazione residente)

prevede che il Comune provvede alla indicazione dell’onomastica stradale e della numerazione civica;

che il R.D. n. 1158/1923 stabilisce all’art. 1 che le amministrazioni municipali, qualora intendano mutare il nome di qualcuna delle vecchie strade o piazze comunali dovranno chiedere preventivamente l’approvazione del Ministero della P.I. per il tramite delle competenti soprintendenze ai monumenti;

che la legge n. 1188/1927 stabilisce che:

 nessuna denominazione può essere attribuita a nuove strade e piazze pubbliche senza autorizzazione del

Prefetto, udito il parere della Deputazione di storia patria, o, dove questa manchi, della Società storica del

luogo o della regione;

 nessuna strada o piazza pubblica può essere denominata a persone che non siano decedute da almeno dieci

anni;

nessun monumento, lapide ed altro ricordo permanente può essere dedicato, in luogo pubblico od aperto al

pubblico, a persone che non siano decedute da almeno dieci anni. Rispetto al luogo deve sentirsi il parere

della Commissione provinciale per la conservazione dei monumenti. Tali disposizioni non si applicano ai

monumenti, lapidi o ricordi situati nei cimiteri, né a quelli dedicati nelle chiese a dignitari ecclesiastici od a

benefattori;

 le disposizioni degli artt. 2 e 3, primo comma, non si applicano a caduti di guerra o per la causa nazionale. E’

inoltre in facoltà del Ministero per l’Interno di consentire la deroga alle suindicate disposizioni in casi

eccezionali, quando si tratti di persone che abbiano benemeritato della nazione;

Signor Sindaco, sappiamo che con la nostra Lettera richiesta saremo anche impopolari come spesso ci accade nelle nostre battaglie (purtroppo spesso a ragion veduta), con la presente, le chiediamo, proprio per il rispetto delle Leggi ed il ripristino della Legalità, di volere con urgenza disporre in merito alla collocazione della statua dello scrittore “empedoclino” Andrea Camilleri, magari, così come dettano le Leggi Vigenti, sentito il parere della Prefettura o del Ministero dell’Interno.

Lo dichiara il presidente del Movimento Mani Libere Giuseppe Di Rosa.

In Sicilia dati più che positivi a fronte dell’emergenza sanitaria legata al coronavirus. Peggiora invece la situazione economica.

Migliora la situazione sul fronte dell’emergenza Covid in Sicilia. E’ stabile la curva dei nuovi casi, che continua a mantenersi sotto quota mille, mentre cala sensibilmente il numero delle persone attualmente contagiate grazie a un boom di guariti. L’ultimo dato da sottolineare è quello di un calo consistente dei ricoveri ospedalieri di pazienti Covid, sia in area medica che in terapia intensiva, ben al di sotto della soglia di guardia. Più nel dettaglio, secondo il report quotidiano del Ministero della Salute, a giovedì sono 994 i nuovi positivi, su 22.761 tamponi processati con una incidenza del 4,3% come tasso di positività. L’isola è settima per contagio dopo la Lombardia, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Piemonte e Puglia. Le vittime sono state 37 e portano il totale a 3.371. Gli attualmente positivi sono 46.176, con un decremento di 854 casi rispetto a mercoledì. I guariti sono infatti ben 1.811. Ma il dato più incoraggiante è quello di un calo, per la prima volta consistente, dei ricoveri ospedalieri: 1.620, 33 in meno rispetto a mercoledì, dei quali 215 in terapia intensiva, 17 in meno. E’ un andamento positivo confermato anche dall’analisi settimanale della Fondazione Gimbe, che osserva come in Sicilia, a differenza di altre regioni, restano sotto la soglia di saturazione (fissata rispettivamente al 40% e al 30%) i posti letto occupati da pazienti Covid in area medica (34%) e terapia intensiva (28%). Buoni anche i risultati ottenuti per quanto riguarda la campagna vaccinale. Sempre dall’analisi di Fondazione Gimbe, emerge che in Sicilia sono 3.717 le dosi di vaccino consegnate per 100.000 abitanti, a fronte della media in Italia che è di 3.567. Lo 0,58% della popolazione siciliana ha completato il ciclo vaccinale, e in tal caso la media in Italia è dello 0,45%. Resta invece preoccupante la situazione economica, come sottolineano 17 associazioni imprenditoriali che hanno chiesto un incontro urgente con il presidente della Regione, Nello Musumeci, e con l’assessore alle Attività produttive Mimmo Turano. “L’emergenza Covid – scrivono le associazioni – ha rappresentato il colpo di grazia per un tessuto imprenditoriale fragile come quello della nostra Isola. Servono interventi urgenti e misure straordinarie per risollevare le sorti dello sviluppo siciliano. Fondamentale è la sicurezza e il rispetto di tutti i protocolli, ma oggi è necessario considerare la riapertura dell’economia legata al commercio, alla ristorazione e al turismo”.

La cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario è un momento solenne per il settore giudiziario, offre l’occasione di riflettere su ciò che è accaduto, metabolizzando ciò che non si è riusciti a fare, per cercare di guardare al futuro con prospettiva.

L’onere e l’onore, poi, di riferire alle Camere sull’andamento dell’amministrazione della giustizia dell’anno passato e sugli interventi previsti per l’anno in corso spetterà, dopo la riforma del 2005, al Ministro della Giustizia.

La Giustizia è un mondo particolare, intriso di sfaccettature, pieno di compiti ed obiettivi tutti collegati funzionalmente con la vita, sia per la tutela della persona che per la tutela del patrimonio. Ebbene, cercare di responsabilizzare sempre qualcuno per il non fatto finisce con l’essere solo un alibi per chi non riesce ad avere prospettiva e visione. Questo momento è davvero cruciale. La macchina giudiziaria deve essere messa nelle condizioni migliori sia di tenuta strutturale che organizzativa sfruttando ad esempio i programmi a lungo termine e di investimento delle somme che saranno disponibili dal Recovery plan.

Non si possono degradare le problematiche alle solite discussioni che coinvolgono la prescrizione o normative stringenti nel procedimento penale da un lato o la velocità del processo civile dall’altro punto di vista, si finirebbe così per concentrare nelle sole condizioni propagandistiche una discussione che dovrebbe essere organica e strutturale.

È necessario un intervento deciso, incisivo e veloce che veda coinvolti senza antagonismi tutti gli attori della giustizia, senza esclusione alcuna. Non è più possibile affrontare un’emergenza ormai annosa giorno per giorno, ma bisogna intervenire con massima energia per fronteggiare problematiche non più eludibili e che investono tanto la parte pubblica, quanto e forse ancora di più quella privata.

Bisognerebbe partire dall’azzeramento del conflitto tra politica e magistratura, in un un clima più collaborativo e attraverso il varo di norme che tendano a non spettacolizzare le indagini e sacrificare le decisioni del processo che, costituzionalmente, rappresentano il vero momento dell’affermazione della Giustizia. Senza strumentalizzazioni per l’attacco ad avversari politici.

In questa ottica, sarebbe necessaria la riorganizzazione della fase di indagini preliminari con indicazione precisa di come andrà curato il rapporto con la stampa come anche sarebbe importante intervenire sulla modalità elettiva dei membri del CSM.

Archiviare i noti fatti di cronaca come una responsabilità di un solo soggetto non servirebbe a garantire un nuovo percorso all’ordinamento giudiziario.

Unitamente a ciò si dovrebbe intervenire per risolvere:

– la cronica carenza di personale sia amministrativo che della magistratura, che ha prodotto un cronico arretrato di processi;

– la inadeguata e insufficiente digitalizzazione del processo, civile, penale, tributario ed amministrativo, che non sempre si accompagna alla velocizzazione dell’iter per giungere alla sentenza;

– la problematica sulla tutela della persona, intesa anche nella sua formazione sociale, nei confronti delle indagini preliminari;

– la problematica delle lungaggini processuali in materia civile;

– la storica vicenda sulla Giurisdizione, che vede vanificare interi processi perché non è facilmente individuabile il Giudice competente.

In ultimo, l’esortazione che si rivolge alla Magistratura, alla Politica, all’Avvocatura e a tutti i cittadini è quella di contribuire ad annullare ogni forma di mafiosità, soprattutto di mentalità mafiosa, intesa anche quale struttura mentale di sopraffazione del più forte nei confronti del più debole.

Per questo, Meritocrazia Italia auspica che si possa davvero cogliere l’occasione per una ripartenza necessaria, per riportare il settore Giustizia fuori dalla crisi, verso l’acquisizione di maggiori responsabilità e senso civico da parte dei protagonisti politici che saranno chiamati a ricoprire i ruoli decisionali in questo particolare e delicatissimo settore.

Per fare ciò la Giustizia non ha bisogno di concezioni moralistiche dettate da momenti occasionali, ma dovrebbe essere costruita su una solida base etica.