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Niente crisi del settimo anno per la “Fiera delle Associazioni-Un libro alla volta” organizzata dall’associazione culturale Oltre Vigata. La settima edizione della manifestazione è invece stata la più ricca ed interessante di sempre ed ha coinvolto per tre giorni centinaia di persone animando la Torre Carlo V di Porto Empedocle e le strade cittadine. Grande partecipazione per l’interessante dibattito tra sociologi, magistrati, giornalisti ed esponenti delle forze dell’ordine sulla pericolosa liaison tra nuove forme di comunicazione e criminalità organizzata; grande emozione per la storia di vita e di scienza del biologo di origini empedocline Ignazio Caruana; grande interesse per la presentazione dell’ultimo libro dello scrittore meridionalista Pino Aprile. Il klimax delle tre giornate si è però raggiunto domenica mattina con la seconda edizione di “Percorsi d’inchiostro” che ha visto oltre 250 persone assistere a scene tratte dagli sceneggiati televisivi andando a spasso per Porto Empedocle lungo i luoghi reali dei romanzi di Andrea Camilleri con protagonista il Commissario Montalbano. “Un successo notevole che premia il lavoro ed il sacrificio di tutti i soci – dice il Presidente di Oltre Vigata Danilo Verruso – e ci da un forte impulso per andare avanti e non arrenderci di fronte alle difficoltà da superare tutti gli anni per organizzare la Fiera. Va sottolineato anche il grande successo di pubblico riscontrato dagli appuntamenti cosiddetti di contorno. Abbiamo avuto concerti, spettacoli teatrali, spettacoli per i bambini. Il carnet quest’anno è stato sicuramente più ricco che mai. Adesso un breve periodo di riposo e poi si riparte per organizzare l’ottava edizione”.

 

 

Per consentire alla cittadinanza di donare con generosità il proprio sangue  l’A.D.A.S., effettuerà due raccolte ,  Domenica 02 Dicembre a Favara in Piazza Cavour dalle ore 8.00 alle ore 12.30 ed a Naro in Piazza Sant’Agostino presso i Contemplativi dalle ore 8.00 alle ore 12.30.  

A tutti i donatori saranno inviate a cura della stessa associazione le analisi cliniche  effettuate in occasione della donazione.

Si invita, come sempre, la S.V. a voler diffondere la notizia con il maggior risalto possibile considerato il continuo bisogno di sangue.  

In seguito alle votazioni svoltesi il 25 e 26 novembre presso il centro polifunzionale di Via Trieste di Campobello di Licata nell’ambito dell’iniziativa di Democrazia Partecipata avviata dal Comune, sarà il progetto “Nessuno escluso” promosso dall’Associazione giovanile Generazione Avanti, in collaborazione con l’Associazione A.D.D.A. (che da molti anni si occupa di persone diversamente abili), ad accedere al finanziamento di 7.200 euro regolato  dalla L.R. 5/2014 e dalla L.R. 9/2015 che fanno obbligo ai Comuni di spendere almeno il 2% delle somme trasferite dalla Regione attraverso forme di Democrazia Partecipata, utilizzando strumenti che coinvolgano la cittadinanza nella scelta di azioni di interesse generale.

Il progetto “Nessuno escluso”, che prevede l’organizzazione per l’intero anno solare di attività ricreative e, allo stesso tempo, terapeutiche per i ragazzi diversamente abili, si è classificato al primo posto tra i sei progetti partecipanti e promossi da altrettante Associazioni cittadine, ottenendo 470 voti su 1089 votanti over 16 e distanziando il secondo progetto classificato di ben 260 preferenze.

“Come Associazione giovanile siamo molto soddisfatti del risultato ottenuto, la gente crede in noi ed ha voluto premiarci per il secondo anno consecutivo. Questo si verifica quando alle promesse seguono i fatti”, queste le parole del Presidente e del Vice Presidente dell’Associazione giovanile Generazione Avanti, Gabriele Brunetto e Rosario D’Angelo.

“Ringraziamo l’intera comunità per avere votato il nostro progetto e per la fiducia accordataci, daremo prova che ogni euro sarà utilizzato con grande parsimonia e spiccato senso di equilibrio”, così il Presidente ed il Vice Presidente dell’Associazione A.D.D.A., Avv. Teresa Balsamo e Dr. Pietro Montaperto.

Elena Ferraro si dimette dalla carica di consigliere di amministrazione dell’Airgest spa, due ore prima della visita del presidente della Regione Musumeci allo scalo trapanese.

La Ferraro è stata fortemente voluta dal Presidente della Regione nel cda della società da circa nove mesi ed è stata colei che ha gestito i rapporti tra il territorio, la società di gestione dell’aeroporto “Vincenzo Florio” e la Regione. 

Giungono a sorpresa tali dimissioni proprio a due ore dalla visita del presidente Musumeci presso lo scalo di Birgi.

“Macchina burocratica regionale inefficiente e inefficace che ha azzerato il rapporto di fiducia con l’ente Regione. Un rapporto creato in nove mesi di lavoro svolto con totale dedizione e spirito di servizio nell’esclusivo interesse del territorio”. Queste momentaneamente le uniche parole della Ferraro a commento delle sue dimissioni.

Se c’erano tanti cittadini con buona volontà e buona intenzione per fare la raccolta differenziata adesso ce ne sono molti di più esasperati da presunte regole che si modificano quotidianamente e a seconda di chi le enunci.

Tra gradazioni di sporco ammesse per piatti di plastica e scatole per la pizza, tra sacchi trasparenti o neri. Tra incivili veri e persone che si sono trovate il sacco nero lasciato dietro la porta senza una ragione ma praticamente additate come quelli che non fanno bene la differenziata, abbiamo passato il segno.

Per la privacy il sacco trasparente non è il massimo e si legge in tante enunciazioni del garante.

Così come non è il caso di mettere il proprio nome sul contenitore, come stabilito da regole comunali. I rifiuti sono personali, indicano chi siamo e cosa facciamo. Indicano il nostro stato di salute, le nostre abitudini, ci si può trovare persino la nostra busta paga.

Non ne possiamo più. Sta diventando un incubo. Ci tocca rincorrere il netturbino con una relazione tecnica accurata su come abbiamo differenziato i nostri rifiuti, lasciati sul posto dopo una scrollatura o un’occhiata al sacco scuro.

Un pensiero va anche a chi, vivendo su scale e cortili deve fare centinaia di metri per riportarsi a casa i pesanti sacchi “rifiutati”. Se deve essere porta a porta lo sia per tutti, oppure si organizzi la raccolta stradale dove non si reputa possibile raggiungere le abitazioni.

La misura è colma. Servono determinazioni serie, chiare e soprattutto razionali, che tengano conto dei diritti dei cittadini. Serve quel regolamento comunale per la differenziata che, nonostante le mille promesse, non è ancora su carta.

Nell’udienza di convalida, aveva dichiarato  di essere stato in in spiaggia ma di aver “filmato” solamente le due ragazze, respingendo ogni accusa di violenza sessuale. Bacau avrebbe anche ammesso di aver colpito con un calcio una delle due giovani.

Sono state proprio le ragazze, una volta esser riuscite a sfuggire al tentativo di adescamento, a chiamare le forze dell’ordine e raccontare per filo e per segno quanto accaduto. Sono così scattate le manette, al termine di un’attenta e approfondita attività di indagine cominciata il fine settimana scorso, ai polsi del 39enne romeno che attualmente si trova in carcere.

Il fattaccio, così come raccontato dalle due giovani vittime, avviene in una spiaggia del litorale di Sciacca, nel fine settimana, intorno alle tre del mattino: le ragazze sono state avvicinate da un uomo dall’accento straniero il quale, con una torcia in mano, esclamava più volte “polizia, polizia”, fingendosi appartenente alle forze dell’ordine.

L’uomo subito dopo, approfittando della scarsa illuminazione e dell’assenza di eventuali testimoni, si è abbassato i pantaloni e prendendo per la testa una delle due ragazze, ha cercato di baciarla. Nonostante le richieste di aiuto da parte delle due, vista l’ora, in quel momento, nessuno si è accorto di quanto stava accadendo. Mentre l’uomo continuava a trattenere una ragazza, l’altra cercava in tutti i modi  di liberare la propria amica.

Conferma le accuse in Tribunale nel processo che vede  Vasile Bacau, 39 anni, originario della Romania,  accusato  di tentata violenza sessuale e lesioni personali nei confronti di due giovani di 18 e 19 anni in una spiaggia di Sciacca. Lei è una delle due ragazze vittime della presunto tentativo che, ieri, davanti ai giudici ha confermato quanto dichiarato nell’immediatezza dei fatti.

L’aggressore, disturbato dalla reazione delle due ragazze, non riuscendo a tenerle più a bada, alla fine ha deciso di allontanarsi, sferrando però un calcio al mento ad una delle due giovani.

Le due ragazze, subito dopo, contattavano telefonicamente il “112”, descrivendo quanto accaduto alla Centrale operativa dei Carabinieri. Dopo qualche minuto sono giunte sul luogo due pattuglie dell’Arma, che hanno ascoltato le giovani vittime, tracciando subito un primo identikit dell’aggressore.

Le ricerche dei Carabinieri della Compagnia di Sciacca  sono scattate immediatamente e si sono protratte per tutta la notte, fino a mattina inoltrata. Grazie alle indicazioni fornite dalle vittime ed all’attività info-investigativa sviluppata, i Carabinieri hanno concentrato i loro sospetti su un Vasile Bacau noto per dimorare in una casa diroccata non molto lontano dal luogo ove era avvenuta l’aggressione.

I militari, dopo aver circondato l’abitazione, hanno subito fatto irruzione all’interno, sorprendendo l’uomo, il quale veniva successivamente condotto in caserma in quanto era molto somigliante all’identikit realizzato dagli investigatori.

Sono accusati di aver provocato un incendio nel bosco della Valle dei Templi nel tentativo di estrarre il rame da dei cavi.

L’accusa ha chiesto il rinvio a giudizio nei confronti di due giovani di Agrigento, Salvatore Camilleri, 21 anni, già noto alle forze dell’ordine, e Jonathan Paino, 27 anni.

L’udienza doveva tenersi nella giornata di ieri presso il palazzo di giustizia di via Mazzini, ma per un difetto di notifica tutto è stato rinviato al prossimo 7 febbraio.

Per i due agrigentini l’accusa è di incendio e ricettazione per il fatto che è avvenuto nel luglio dello scorso anno. Paino, sempre in quell’occasione, rimase ustionato al viso e alle braccia dalle fiamme di cui aveva perso il controllo. Per le ferite riportate quest’ultimo fu trasportato al centro Grandi ustionati di Palermo.

Il gip del Tribunale deciderà nelle prossime ore.

In data 29/11/2018 nella sala riunione del Comando si è svolta una partecipata assemblea sindacale del personale della Polizia Locale di Agrigento. E’ intervenuto l’Assessore delegato, Prof. Massimo Muglia  in rappresentanza dell’Amministrazione Comunale.

I Dirigenti sindacali e gli intervenuti hanno evidenziato le problematiche che hanno portato a proclamare lo stato di agitazione a seguito del mancato riscontro da parte dell’Amministrazione riguardo: la fornitura del vestiario, il pagamento delle spettanze arretrate (straordinario, progetto “Nike”, aumento contrattuale ecc.) e il Fondo Regionale per il miglioramento dell’efficienza dei servizi della Polizia Locale ai sensi dell’art. 13 della L.R. N°17/90.

L’Assessore Muglia ha affermato che le lamentele  risultano legittime e da subito si attiverà per dare un’adeguata risposta al personale di cui ha riconosciuto la professionalità e serietà.

In attesa che dalle parole si passi ai fatti in tempi brevi,  le OO.SS. hanno riferito all’Assessore che in mancanza di un riscontro immediato, chiaro ed inequivocabile da parte dell’Amministrazione Comunale, si attiveranno le procedure di conciliazione davanti il Prefetto di Agrigento.

Un cadavere è stato rinvenuto ad Agrigento in un’abitazione di Via Nicone nei pressi della banca d’Italia e vicino al cuore del centro città.

L’ipotesi del suicidio è stata, poi, confermata dai carabinieri.

Il cadavere è di Angelo Carlino, 67 anni ed ex dipendente comunale.  Sull’uomo sono evidenti diverse ferite da taglio ma quelle che più destano attenzione sono i tagli ai polsi, motivo per cui si pensa al suicidio.

Il corpo è stato trovato dai vigili del fuoco e dai carabinieri che erano stati allertati da un vicino di casa che non riusciva più ad avere contatti. Dopo aver fatto irruzione nell’abitazione e aver verificato le condizioni con un medico e i militari della Scientifica, attraverso le indagini, si è appurato che l’uomo si è suicidato per sconosciuti motivi.

 

Avrebbe fatto delle pressioni nei confronti del titolare della ditta del servizio di raccolta rifiuti al fine di ottenere la promessa della stipula di un contratto da 65 mila euro annui  a favore di un istituto di vigilanza compiacente del palermitano.

I carabinieri del Comando Provinciale di Agrigento hanno arrestato – con l’accusa di tentativo di indebita induzione a dare o promettere somme di denaro – l’ex assessore con delega all’Urbanistica, all’Edilizia Pubblica e Privata, ai Rifiuti e al Servizio Idrico Integrato del Comune di Naro Franco Lisinicchia.

Velate minacce di provvedimenti sanzionatori, a fronte di generiche e fantomatiche mancanze nell’assolvimento del servizio di raccolta, nonchè allusioni a possibili danneggiamenti dei mastelli destinati alla raccolta differenziata. Queste le armi utilizzate per ottenere la firma del contratto.

I particolari dell’operazione, verranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle ore 10.30 odierne, presso la sede della Procura della Repubblica di Agrigento.