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Un anno addietro la malaria, contratta in Nigeria, ha ucciso la collega giornalista e insegnante Loredana Guida: la famiglia organizza una raccolta fondi per i bambini nigeriani. In particolare, si tratta della istituzione, insieme alla scuola “Rapisardi” di Canicattì dove Loredana ha lavorato, di una borsa di studio che sarà destinata ad un ente educativo di Lagos. La raccolta fondi è attiva sulla piattaforma Go Fund Me (link), che ha raccolto numerose adesioni spontanee e il contributo della Presidenza dell’Assemblea regionale siciliana.
Il progetto, alle battute finali, sarà formalmente annunciato solo nelle prossime settimane, anche a causa delle limitazioni oggi imposte dalle misure antiCovid.

Una busta contenente un proiettile è stata recapitata all’abitazione romana di Renato Schifani, senatore di Forza Italia ed ex presidente del Senato. Schifani, che dallo scorso novembre è consigliere politico di Silvio Berlusconi, era già stato oggetto di intimidazioni a luglio 2020, con una lettera, recapitata a Palazzo Madama, che minacciava: “Farai una brutta fine presto. Presto ti faremo fuori. Morirai fra mille dolori, la tua fine è vicina, raccomandati l’anima a Dio”.

Il vicepresidente e assessore all’Economia della Regione Siciliana, Gaetano Armao, ha inviato una lettera  al presidente dell’Agcom Giacomo Lasorella e al direttore contenuti audiovisivi Benedetta Liberatore, sollecitando l’intervento dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni per arginare messaggi violenti o che istighino i minori a comportamenti pericolosi.
Chiede di applicare urgentemente le tutele per i minori previste dalla direttiva Smav anche alle piattaforme di video sharing, come Tik-Tok, per evitare tragedie come quella della piccola Antonella.
“Il tragico caso della bambina deceduta a Palermo – scrive Armao nella veste di assessore con delega al Digitale del Governo Musumeci – solleva prepotentemente il tema del tempestivo adeguamento di questo tipo di piattaforme di video-sharing agli obblighi previsti dalla nuova direttiva sui Servizi di media audiovisivi (Smav). La direttiva estende, infatti, a queste piattaforme le tutele dei minori previste per i media tradizionali relativamente ai contenuti audiovisivi, compresi i video generati dagli utenti, e alle comunicazioni commerciali. Si tratta di compiti che, assieme alla promozione di procedure di auto-regolamentazione e co-regolamentazione, sono affidati proprio all’Agcom quale Autorità nazionale di regolamentazione di settore”.
“Anche se la nuova direttiva non è stata ancora recepita nell‘ordinamento italiano – aggiunge Armao – auspico che l’Agcom voglia intraprendere urgentemente idonee iniziative nei confronti della piattaforma Tik-Tok, utilizzata dai giovanissimi e del tutto estranea ai tavoli di co-regolazione avviati a livello europeo. Iniziative quanto mai necessarie, anche per tutte le piattaforme analoghe, in riferimento alle misure di protezione dei minori rispetto a contenuti aggressivi o che istighino gli adolescenti a comportamenti violenti per sé stessi e per gli altri”.

Nella notte è divampato un incendio a Palma di Montechiaro, e le fiamme hanno coinvolto la Peugeot 3008 di una operatrice socio-sanitaria, andata completamente distrutta, ma anche uno scooter 125 che si trovava sulla carreggiata e la facciata di una palazzina adiacente che è andata danneggiata.

Ci sono volute tre ore affinché i vigili del fuoco potessero domare le fiamme e spegnere completamente l’incendio.
In corso le indagini per risalire alle cause che hanno portato all’incendio.

 

Deceduta questa mattina all’ospedale Giovanni Paolo II, una donna di Sciacca di 48 anni, ricoverata da alcuni giorni nel reparto di terapia intensiva. La morte è sopraggiunta dopo un peggioramento avvenuto negli ultimi giorni.

La donna – che è la più giovane vittima del centro agrigentino – è la 123esima, morta per covid da inizio pandemia ed era una delle due persone ricoverate in terapia intensiva.

 

Ieri, in Ribera, la Polizia di Stato, ha tratto in arresto un uomo di origine tunisina, senza fissa dimora,  in quanto destinatario di Ordine di Carcerazione emesso dalla Procura Generale della Repubblica – Ufficio Esecuzioni Penali – presso la Corte di Appello di Palermo. L’uomo, colpevole dei delitti di detenzione di sostanze stupefacenti, furto in concorso, furto aggravato in concorso, ingresso e soggiorno illegale nel Territorio Nazionale, dovrà espiare la pena della reclusione di anni uno e mesi nove. Il personale del Commissariato del P.S. di Sciacca,  espletate le formalità di rito, ha provveduto ad associarlo presso la Casa Circondariale di Trapani.

Ieri, in Agrigento la Polizia di Stato, nell’ambito di servizi predisposti  al contenimento del rischio epidemiologico da “Covid-19”, ha effettuato controlli sul territorio cittadino. Gli uomini della Squadra Amministrativa della Divisione Polizia Amministrativa e Sociale, hanno sanzionato amministrativamente tre persone a causa del mancato utilizzo dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie.

Ieri, in Canicattì, durante il servizio di controllo del territorio una pattuglia del Commissariato, notando un veicolo sospetto parcheggiato all’interno di un’area privata in uso ad un noto pregiudicato canicattinese, procedeva ad effettuare un controllo. L’accertamento, effettuato dalla pattuglia con l’ausilio della polizia scientifica, permetteva di verificare che il veicolo, una utilitaria, era stato rubato a Caltanissetta circa 15 giorni addietro. L’odierno indagato, per eludere i controlli di polizia, aveva sostituito le originali targhe del veicolo apponendone altre di un identico veicolo di sua proprietà. Pertanto, il canicattinese è stato denunciato alla A.G. poiché ritenuto responsabile del reato di ricettazione.

«Un progetto carente sotto tanti punti di vista, che rischia di sprecare soldi pubblici per un servizio inattuabile».  La realizzazione ad Agrigento di 4 charging station attrezzate per il noleggio di bici viene bollata così dai consiglieri comunali di opposizione Lillo Firetto, Nino Amato, Nello Hamel, Margherita Brucculeri e Alessia Bongiovì che in proposito hanno presentato oggi un’interrogazione in Consiglio Comunale offrendo anche indicazioni su come salvare il progetto, nell’interesse della città e del programma di mobilità sostenibile.
“Il progetto, proposto dall’Ufficio tecnico – sottolineano i consiglieri -, non aggiunge nulla e anzi peggiora quello che era stato già contestato dall’amministrazione Firetto ed era stato bocciato nei fatti da una gara d’appalto andata deserta. L’amministrazione Micciché non ha tenuto conto minimamente di tutte le indicazioni che erano state fornite agli Uffici per rendere sostenibile l’iniziativa”.
Il progetto, che l’assessore al ramo ammette di aver recuperato dalla precedente amministrazione, nel ricalcare il primo progetto messo a bando dall’amministrazione Firetto, compie molti passi indietro in termini di efficienza, di qualità, di capacità di gestione del servizio. Presenta lacune progettuali, quali il mancato rispetto delle norme paesaggistiche, conflitti tra diverse parti dei documenti depositati, ma soprattutto è carente sotto il profilo dell’innovazione tecnologica, che, com’è noto, procede così rapidamente che in pochi mesi uno stesso servizio può subire aggiornamenti significativi.
I consiglieri sostengono anche che il progetto così come presentato non garantisce l’Ente comunale da un rapido danneggiamento delle bici e dal dissolvimento del servizio.
Il progetto approvato dalla nuova Giunta, lungi dal progredire tecnologicamente e in termini di servizi offerti, mantiene inalterata la posizione dei quattro punti di consegna delle bici, trasforma le strutture base di aggancio delle bike con pensilina in locali chiusi di 15 mq., ne prevede la gestione con personale incaricato e riduce il numero delle bici a pedalata assistita da 80 a 60. Inoltre, il modello di bike prescelto, bike pieghevole con ruote da 20” peggiora la resistenza all’usura delle bici e ne riduce la praticità. Le indicazioni sul modello di bike sono assolutamente generiche e l’analisi del prezzo non specifica nulla, per cui tutte le bici esistenti sul mercato possono essere offerte senza distinzione di qualità. Sul mercato attualmente vi sono bici pieghevoli al prezzo base di 600/700 euro. Non si giustifica, dunque, l’indicazione di un prezzo d’asta di oltre 1.700 euro per una bici.
Il modello del locale che dovrà contenere le bike e gestire il servizio non è stato progettato. Per tale ragione il Comune potrebbe essere costretto ad accettare forme o modelli assolutamente non consoni al nostro centro storico. Ciononostante, viene indicato un prezzo d’asta di 20.000 euro per ogni singolo locale e non si comprende su quali basi.
 Non viene specificato nulla in ordine alle tecnologie da applicare ed ai sistemi di rilascio e di controllo di gestione.
Non si tiene conto delle norme paesaggistiche, sostenendo che la struttura “non necessita di autorizzazioni”, facendo riferimento a norme sbagliate. Le ciclostazioni previste in area delle Ferrovie dello Stato, presso la stazione centrale e la stazione bassa, sono soggette ad autorizzazione della società RFI.
Peraltro, in un locale di soli 15 mq. dovrebbero trovare posto 15 bici con attacco di ricarica e l’ufficio di ricevimento del pubblico.
Secondo i consiglieri la relazione presenta anche incongruenze quali il prezzo di base d’asta che nella relazione generale è di 186.980 euro, mentre il capitolato d’opera indica la cifra a base d’asta di 145.059 euro. Nel progetto si ipotizza anche la gestione per un anno del servizio compreso nel prezzo. Manca tuttavia un business plan che tenga conto di tale servizio e che ne descriva le caratteristiche e il numero di unità lavorative da impiegare, né è specificato con quali risorse tale servizio possa proseguire. E quali caratteristiche dovrà avere il concorrente per garantire, serietà, professionalità e competenza nel presentare l’offerta.
«Nel progetto non si parla di piattaforma di raccolta dati, di sistemi automatici di pagamento, di sistemi di controllo, di sistemi avanzati di manutenzione. Non si spiega come dovrà essere gestito il servizio e quale parte avrà la pubblica amministrazione nella gestione e nel controllo. Insomma, nessuna garanzia per l’Ente comunale sulla qualità del servizio né sulla durata delle bike e del servizio stesso» precisano i consiglieri. E aggiungono: «La scelta di una gara al massimo ribasso non garantisce di selezionare il migliore offerente e non stimola i concorrenti a migliorare l’offerta. Per la gestione non vi è alcun approfondimento. L’impianto descritto nella relazione introduttiva è insufficiente e preoccupante.  Manca un piano di manutenzione. Le carenze sono tante e si rischia di sprecare i soldi pubblici per qualcosa che non funzionerà mai”.
I Consiglieri Comunali di opposizione Firetto, Amato, Hamel, Brucculeri e Bongiovì

Sulla strada continuano i controlli delle volanti della Questura di Agrigento, e continuano a piovere anche multe salatissime per chi non si attiene al coprifuoco previsti dalle ore 22 alle ore 5.

Nella serata di martedì gli agenti hanno fermato un uomo che alla richiesta di motivazioni circa il perché fosse fuori durante il coprifuoco, ha risposto che stava prendendo una boccata d’ossigeno. Ma per lui è scattata una multa di 1.066 euro, in quanto lo stesso era stato già sorpreso in precedenza fuori dalla sua abitazioni in orari proibitivi.

Denunciato un 33enne in giro senza motivo in Via Atenea ad Agrigento che si  rifiutato di sottoporsi al test alcolemico

 

Nel 2017, la Procura regionale presso la Corte dei conti, sezione giurisdizionale per la Regione siciliana, conveniva in giudizio l’ingegnere Matteo Petralito, dirigente dell’Amministrazione regionale siciliana, contestando allo stesso, nella qualità di Commissario Straordinario dell’Istituto Autonomo Case Popolari di Caltanissetta durante anni 2012 e 2013, un presunto danno erariale derivante dal pagamento delle indennità di risultato ai Dirigenti dell’Istituto nel biennio 2012-2013, in quanto disposto in violazione della normativa di cui al D.lgs. 150/09 (c.d. Riforma Brunetta) in materia di “Piano della Performance che individua gli obiettivi e i relativi indicatori” ed in mancanza sia di una preventiva specificazione degli obiettivi da raggiungere, che dei criteri di valutazione applicabili.
Unitamente all’ingegnere Petralito, venivano citati in giudizio anche il Direttore Generale pro tempore dell’Istituto e i componenti del Nucleo di valutazione.
A fronte di tali contestazioni, il Commissario Straordinario dell’IACP di Caltanissetta, costituitosi in giudizio con il patrocinio degli Avvocati Girolamo Rubino e Massimiliano Valenza, sosteneva l’inapplicabilità immediata in Sicilia della c.d. riforma Brunetta in assenza di una normativa di dettaglio entrata in vigore – per l’IACP di Caltanissetta – solamente a partire dal 2015, con l’adozione del Regolamento sull’organizzazione degli uffici emanato a fine 2014.
Fino a tale data, pertanto,era rimasto in vigore il regolamento di contabilità approvato nel 2008 dal C.d.A., le cui disposizioni erano state scrupolosamente osservate dallo IACP per la individuazione degli obiettivi gestionali riguardanti gli anni 2011, 2012 e 2013.
Inoltre, la difesa dell’ingegnere Petralito rilevava l’incompetenza del Consiglio di Amministrazione in merito alla valutazione del personale e alla relativa procedura di adeguamento alla normativa vigente, in quanto organo con funzioni di indirizzo politico-amministrativo e di coordinamento degli Uffici.
La Corte dei Conti, Sezione Giurisdizionale d’Appello per la Regione Siciliana, ribaltando la sentenza di  primo grado che aveva condannato l’ing. Petralito al pagamento della somma di oltre 23.000,00 euro, oltre al pagamento delle spese di lite, ha accolto l’appello presentato dal Commissario Straordinario dell’Istituto, rilevando come, con riferimento alla fattispecie, non fosse direttamente applicabile il D.Lgs. 150/2009, entrato in vigore solamente a partire dalla valutazione delle attività del 2015, con l’adozione, da parte dell’IACP di Caltanissetta, del regolamento del 18 novembre 2014.
I Giudici contabili, dunque, in piena adesione alle tesi difensive sostenute dagli Avv.ti Rubino e Valenza nei due gradi di giudizio, hanno escluso ogni responsabilità amministrativo – contabile in capo all’Ingegnere Petralito.
In precedenza, i Giudici contabili avevano assolto il precedente Commissario Straordinario dell’Istituto, l’ingegnere Domenico Armenio, anch’egli convenuto in giudizio per avere attribuito delle indennità di risultato ai Dirigenti negli anni 2011, 2012 e 2013 senza la preventiva determinazione dei criteri di valutazione e la verifica sul raggiungimento degli obiettivi.
Anche in quella occasione, il giudizio si concluse con l’assoluzione del Ing. Armenio, assistito in giudizio dall’Avv. Girolamo Rubino.

La Polizia Postale di Firenze, coordinata dal Procuratore aggiunto Luca Tescaroli e dal Sostituto Procuratore Fabio Di Vizio della Procura fiorentina, a seguito di una complessa e delicata attività d’indagine, ha denunciato una quarantottenne della provincia di Siracusa, per istigazione al suicidio (art. 580 c.p.).

Nell’ambito dell’attività di monitoraggio della rete internet gli investigatori della Polizia Postale di Firenze, informa una nota, hanno individuato sul social network Tik Tok un link riconducibile al profilo della ‘influencer’ siciliana, nel quale viene visualizzato un video ritraente una “sfida” tra la donna e un uomo, in cui entrambi si avvolgevano totalmente il volto, compresi narici e bocca, con il nastro adesivo trasparente, in modo tale da non poter respirare. Il video, “estremamente pericoloso in quanto visibile a tutti gli utenti senza restrizioni, potendo costituire oggetto di emulazione da parte di minorenni, come purtroppo già accaduto nei recenti fatti di cronaca con sfide analoghe”, è stato immediatamente segnalato dal CNCPO del Servizio Polizia Postale di Roma e rimosso dalla piattaforma Tik Tok. Nell’ambito dell’attività di monitoraggio è stato accertato che nel tempo l’influencer aveva pubblicato anche altri numerosi “video sfide” dello stesso tenore, che le hanno permesso di ottenere popolarità e l’attenzione di ben 731.000 followers di diverse età.