Home / Articoli pubblicati daRedazione Ag (Pagina 43)

Questa mattina sono partiti i lavori preliminari di sistemazione della strada che porta a Punta bianca.

Saranno lavori lunghi e costosi, eseguiti dal Comune di Agrigento e senza l’aiuto dell’esercito, che è il principale artefice della distruzione della strada.
Prima dell’estate la riserva sarà visitabile e fruibile in piena sicurezza!
Lo comunica Claudio Lombardo, responsabile di Mareamico.

L’Ospedale San Giacomo D’Altopasso di Licata non chiuderà i battenti, anzi, si punta al potenziamento del nosocomio licatese reclutando nuovo personale medico e paramedico, scongiurando la chiusura dei reparti.

È quanto scaturito dall’incontro tenutosi ieri mattina tra la direzione generale dell’Asp di Agrigento, rappresentata dal Commissario Mario Zappia e dal Direttore Alessandro Mazzara e i rappresentanti istituzionali del Comune di Licata: il Sindaco Giuseppe Galanti, il Presidente del Consiglio Comunale Giuseppe Russotto e il Presidente della Commissione consiliare Sanità Domenico Sambito.

Al centro della riunione la grave situazione (più volte denunciate) in cui versa l’Ospedale San Giacomo D’Altopasso di Licata che a causa della mancanza di personale medico e paramedico rischia il collasso e la conseguente chiusura dei vari reparti con gravi conseguenze per la comunità locale e per quelle dei paesi limitrofi.

“È stato un incontro molto produttivo – dichiarano congiuntamente Galanti, Russotto e Sambito e grazie alle continue nostre sollecitazioni rivolte ai vertici della Sanità provinciale e regionale abbiamo ottenuto garanzie circa il potenziamento del Presidio Ospedaliero licatese.
Il nostro ospedale, quindi, non chiuderà i battenti, anzi, il Commissario Zappia ci ha assicurato che presto saranno attivate le procedure concorsuali per reclutare medici, infermieri e Oss per garantire la piena operatività dei reparti. Il diritto alla salute dei nostri concittadini sarà garantito – concludono – attraverso il miglioramento della qualità dei servizi sanitari erogati.

 

“Basta con questo teatrino che tiene tutto bloccato e che allontana ancora di più la gente dalla politica”.

Sono le parole dell’Onorevole di “Prima l’Italia” e Presidente della commissione speciale di indagine e di studio per il monitoraggio dell’attuazione delle leggi Carmelo Pullara.

Devo fare innanzitutto evidenziare  – spiega Pullara – che in due distinti incontri con il Segretario nazionale Matteo Salvini tutta la deputazione, regionale-nazionale-europea, ha espresso unanimemente il no alla ricandidatura di Musumeci, non fosse altro perché la richiesta non era stata prima avanzata ma soprattutto per le non adeguate risposte alle aspettative dei siciliani, ed al contempo l’opportunità di avanzare al tavolo del centrodestra la disponibilità di assumere diretta responsabilità al governo della regione candidando un proprio uomo quale Presidente. Quindi, a meno di svolgimento di altre riunioni, cosa che escludo, la linea del partito è tracciata senza equivoco o differenziazione di sorta. In tal senso il nostro leader Salvini si è appunto pubblicamente espresso negativamente sull’operato del governo Musumeci.

Le reazioni scomposte e sopra le righe, fino a spingersi ad offese personali, di appartenenti al cerchio magico del presidente Musumeci riflette lo stato d’animo di chi in effetti sa che molte delle cose dette in campagna elettorale non si sono realizzate vedi riforme, rifiuti, acqua, partecipate, etc. Senza parlare della sanità che oltre alle disfunzioni evidenti è diventato feudo di appartenenza e non di competenza.

Oggi occorre tirare le somme ed è inutile aggredire piuttosto che discutere.

Nessuno ha paura di perdere. Ad oggi chi ha sempre perso con il centrodestra non unito è Musumeci. Non vorremmo ritrovarci di nuovo con lui ed il suo cerchio magico che vince e gli altri perdono.

Nessuno ha paura di elezioni anticipate. Con le stesse chi perde e’ Musumeci con ciò che gli sta attorno.

Quindi abbassare i toni ed evitare le offese personali compreso quelle politiche , qui nessuno è vergine né lo può apparire.

Infatti, ho sempre saputo distinguere  – sottolinea Pullara – il piano istituzionale da quello politico. Difficilmente quest’ultimo da quello personale, perché alla base ci deve essere in entrambi i casi fiducia.

Certo il presidente Musumeci ha più volte violato il piano istituzione, riferendosi al piano politico fino a spingersi oltre usando delle affermazioni poco felici, di queste tre su tutte: “si occuperanno altri palazzi”, “igiene” e “scappati di casa”. Cose che in effetti hanno riguardato anche e forse più le cose a lui più vicine.

Musumeci  prima come istituzione, poi come politico ed infine come uomo chieda scusa. Inizi togliendo le mani dalla gestione della sanità perché i risultati disastrosi sono evidenti sotto gli occhi di tutti ed a seguire su tutto il resto.

Tra l’altro da Presidente della commissione speciale di indagine e di studio per il monitoraggio dell’attuazione delle leggi ho appurato le innumerevoli leggi regionali, non ancora applicate.

Chiami i deputati e i candidati nelle liste a suo supporto che gli hanno consentito di vincere e li ringrazi.

Poi proponga ai rappresentanti regionali dei partiti del centro destra la propria candidatura, accettando le regole della democrazia e supporti chi sarà il candidato prescelto. Perché sul raccolto dopo la semina ci sarebbe tanto da dire.

La politica -conclude Pullara-è rappresentanza degli altri non di se stessi.

Dopo il grande successo riscosso in tutta Italia per il gran finale di tournée non poteva che chiudere in Sicilia, ad Agrigento nel Teatro dedicato a Lui Pirandello,  Uno, nessuno e centomila con Marianella Bargilli e Pippo Pattavina. 

E nella prestigiosa cornice del Teatro Pirandello, c’è grande attesa per gli spettacoli che andranno in scena sabato 23 alle ore 21 e domenica 24 aprile alle 17,30 (si consiglia di arrivare un pò prima per facilitare i controlli green pass).

Protagonisti di questa accattivante e applauditissima riduzione dell’originale,  Pippo Pattavina e Marianella Bargilli che interpreta tutti i ruoli femminili e tre attori che interpretano tutti quelli maschili. Le musiche dello spettacolo sono originali di Mario Incudine, la regia affidata ad Antonello Capodici.

“Penso che ormai tutti sappiano quanto io sia particolarmente legata alla Sicilia – racconta la protagonista Marianella Bargilli – è una terra che amo da sempre, meta di tournée, sinonimo di vacanza, di spensieratezza. È una terra forte, genuina, bellissima, generosa, accogliente con un pubblico abituato ad andare a teatro. Nella terra di Pirandello abbiamo debuttato, un debutto fortunato e lì è giusto chiudere la tournée per quest’anno. Lo faremo al teatro Pirandello di Agrigento il 23 e 24 aprile… meglio di così! – conclude Bargilli.

Appuntamento quindi sabato 23 e domenica 24 aprile Teatro Pirandello Agrigento con Uno, Nessuno e Centomila lo spettacolo che rappresenta il punto più alto della riflessione di Luigi Pirandello sulla società e l’individuo, l’essere e l’apparire, la natura e la forma da lui stesso definito “più amaro di tutti, profondamente umoristico, di scomposizione della vita.

Le foto sono di Tommaso Le Pera.

ontinuate a indossare le mascherine, specialmente negli spazi chiusi e affollati. Negli spazi chiusi mantenete l’aria fresca aprendo finestre e porte, e investite in una buona ventilazione. Il covid non è ancora finito”. Lo ha scritto in serata su Twitter il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della Sanità, Tedros Ghebreyesus. Il numero di casi accertati di Covid-19 nel mondo ha superato i 500 milioni. Lo stima la Johns Hopkins University, nel suo monitoraggio in tempo reale. Tuttavia, su una popolazione globale stimata di 7,9 miliardi, il numero reale di persone che hanno incontrato il coronavirus è considerato più alto. C’è preoccupazione tra gli esperti per il fatto che in molti paesi il numero di test è calato notevolmente.

Intanto le autorità sanitarie Usa hanno prorogato l’uso della mascherina in funzione anti-covid negli spazi dove attualmente è prescritta, per altre 2 settimane. La decisione è stata presa a fronte de recente aumento dei casi negli Stati Uniti. E in Italia cosa succederà tra 15 giorni? “Io penso che le mascherine oggi siano un presidio fondamentale, noi le raccomandiamo con forza anche all’aperto dove ci sono possibilità di assembramento. Valuteremo la curva epidemiologica, in questo momento è un presidio essenziale. Dopo Pasqua faremo altre valutazioni con gli specialisti” ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza ieri pomeriggio. L’ultimo bollettino riporta 62.037 contagi e 155 vittime. Gli attualmente positivi sono oltre un milione e duecentomila.

Ecco dove saranno obbligatorie le mascherine

Al chiuso sono obbligatorie fino al 30 aprile. E’ possibile che dal 1º maggio non saranno invece più obbligatorie al chiuso. Si vedrà nella seconda metà di aprile. Intanto fino al weekend della Festa dei lavoratori restano obbligatorie le Ffp2 nei luoghi più a rischio: vanno indossate in aereo, nave, treno (non nei regionali, dove bastano quelle chirurgiche o altre), autobus, metro, pullman, funivie, cabinovie e seggiovie coperte. A scuola, nei bar e nei ristoranti basta la mascherina chirurgica. Sul luogo di lavoro serve la mascherina solo se non si può rispettare il metro di distanza dai colleghi. Niente mascherine per i bambini fino a sei anni, i fragili, gli accompagnatori dei disabili. Niente mascherina quando si balla in discoteca o quando si fa sport.

Dal 1º maggio il Governo vorrebbe mandare un nuovo e definitivo messaggio di ritorno alla normalità, ma frenano dal ministero della Salute.

I dati dimostrano che l’alta contagiosità di Omicron, ancora più infettiva nella sua seconda versione, rende praticamente impossibile contenere il virus. La convivenza con il virus è inevitabile, perché il Sars-cov-2 non scomparirà – probabilmente – mai più. Subito dopo Pasqua, probabilmente il 20 aprile, si deciderà se prorogare o meno l’obbligo di mascherina al chiuso, che scadrebbe dieci giorni dopo. Secondo uno studio dei Cdc americani, con la mascherina Ffp2 al chiuso la possibilità di contagio si riduce dell’83%, con la chirurgica del 66% e con quelle di tessuto del 56%.

Fino al weekend della Festa dei lavoratori tutto resta com’è: sempre obbligatorie le Ffp2 (non chirurgiche o stoffa, dunque) nei luoghi più a rischio: vanno indossate in aereo, nave, treno (non nei regionali, dove bastano quelle chirurgiche o altre), autobus, metro, pullman, funivie, cabinovie e seggiovie coperte. A scuola, nei bar e nei ristoranti basta la mascherina chirurgica. Sul luogo di lavoro serve la mascherina solo se non si può rispettare il metro di distanza dai colleghi. Niente mascherine per i bambini fino a sei anni, i fragili, gli accompagnatori dei disabili. Niente mascherina quando si balla in discoteca o quando si fa sport.

Ma dal 1 maggio le mascherine non saranno più obbligatorie in alcuni luoghi al chiuso

E’ molto probabile che dal 1º maggio non saranno più obbligatorie in alcuni luoghi al chiuso, difficilmente in tutti però.

Probabilmente chi svolge la propria attività in esercizi aperti al pubblico dovrà indossare la mascherina anche dopo il 30 aprile. Ad esempio, cassieri dei supermercati, commessi e anche per chi è impiegato in uffici pubblici dove si danno servizi ai cittadini. Non è chiaro se l’obbligo sarà esteso anche ai clienti di tali servizi e attività. Ci sono anche altri ambiti dove è altamente probabile che l’obbligo di mascherine permarrà: mezzi di trasporto pubblici, cinema, teatri, concerti. Potrebbe però bastare la mascherina chirurgica, e non più la Ffp2. Niente mascherina in pista in discoteca o quando si fa sport.

Altrove ci saranno magari semplici raccomandazioni, soprattutto dove al chiuso si rischiano assembramenti. Nei luoghi di lavoro privati, deciderà il datore di lavoro.  E la scuola? L’ultimo decreto del governo aveva tracciato la strada: “Fino alla conclusione dell’anno scolastico nelle scuole (…) è fatto obbligo di utilizzo dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie”. Se probabilmente dal 1 maggio al chiuso in uffici, cinema, negozi l’obbligo di mascherine non ci sarà più, la scuola è l’ultima della lista. Gli alunni di età superiore a 6 anni probabilmente la dovranno indossare fino alla fine dell’anno scolastico.

Disposta la confisca definitiva dei beni, per 100 milioni di euro, del “Re dei detersivi”, l’imprenditore palermitano Giuseppe Ferdico, già condannato per concorso esterno alla mafia.

La sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo, su richiesta della Procura antimafia, ha proceduto, tramite la Guardia di Finanza, alla confisca definitiva del patrimonio di Giuseppe Ferdico, 65 anni, imprenditore palermitano leader nel settore dei detersivi a Palermo. Ferdico è stato condannato in appello a 9 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa. A seguito del ricorso in Cassazione, la suprema corte ha rinviato gli atti alla Corte d’Appello, che non si è ancora pronunciata. Secondo le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, l’imprenditore avrebbe utilizzato, nella gestione della sua attività di commercializzazione di detersivi, anche risorse finanziarie di Claudio Lo Piccolo, figlio del boss Salvatore, e di altri esponenti del mandamento di San Lorenzo. L’imprenditore sarebbe stato, inoltre, titolare di immobili ad uso commerciale che sarebbero appartenuti alla famiglia mafiosa di Carini, e avrebbe immesso nelle proprie società 400 milioni di lire riconducibili alla famiglia dell’Acquasanta. Inoltre, all’atto dell’arresto di Provenzano e dei Lo Piccolo furono trovati dei “pizzini” il cui contenuto avrebbe avvalorato la contiguità di Ferdico alla mafia, a cui avrebbe garantito posti di lavoro e corrisposto periodicamente ingenti somme di denaro come ripartizione degli utili. Sono state confiscate quote societarie di 6 imprese operanti nel settore della maxi distribuzione di detersivi, proprietarie di 4 complessi immobiliari a destinazione commerciale (ipermercati) e industriale (centro distribuzione merci), con sedi a Palermo e Carini. Poi 4 conti correnti, 13 terreni, 16 appartamenti a Palermo, 2 ville di lusso in località Tommaso Natale e Sferracavallo, per un valore complessivo attualmente stimato in oltre 100 milioni di euro.

A Campobello di Licata, nottetempo, nel quartiere di via Napoli, è esplosa una bombola di gas in un appartamento, al piano terra di una palazzina, abitato da una famiglia di 4 persone: marito, moglie e 2 bambini. Ha subito ferite, non gravi, la donna, che è stata trasportata all’ospedale “Barone Lombardo” di Canicattì. Gli altri componenti della famiglia, in un’altra stanza al momento dello scoppio, che ha spaccato i vetri delle finestre, sono stati in un’altra stanza e sono illesi. Sul posto hanno lavorato Vigili del fuoco e Carabinieri.

L’On. Pullara, in una nota stampa, ha comunicato di avere convocato giovedì scorso una audizione urgente relativa alla risoluzione redatta dalla Commissione Sanità in ordine al potenziamento dei presidi ospedalieri di Canicattì e Licata, sottolineando che a tale riunione non erano presenti rappresentanti del nostro Ente.

A tali affermazioni così rispondono congiuntamente il Sindaco Vincenzo Corbo e il Presidente del Consiglio Comunale, Domenico Licata.

“A fronte di tali dichiarazioni, infondate ed inaccettabili, è doveroso ricordare all’On. Pullara che la commissione che presiede è denominata “Commissione speciale di Indagine e verifica delle leggi” e che la stessa non ha alcuna competenza per trattare gli argomenti affrontati nell’audizione, che invece sono appannaggio, come il predetto Onorevole sembra avere incredibilmente dimenticato pur essendone vicepresidente, della Commissione sanità.

E’ evidente che gli unici effetti che potrà produrre l’azione della commissione convocata dall’On. Pullara è quello di alimentare l’ego del suo presidente e non certamente quello di tutelare gli interessi della collettività.

E’ doveroso stigmatizzare, allora, le parole dall’On. Pullara, che non esita ad utilizzare e deformare il suo ruolo istituzionale per strumentalizzare un argomento così importante e delicato come quello del potenziamento del nostro presidio ospedaliero e quindi della tutela del diritto alla salute dei nostri concittadini e degli abitanti dell’hinterland.

Questi argomenti devono essere lasciati fuori da sterili e insulse polemiche politiche e devono essere affrontate con la serietà che è richiesta ai rappresentati delle Istituzioni.

Per questo motivo, nel solco del lavoro già svolto a tutela del nostro presidio ospedaliero, è stata chiesta un’audizione al Presidente della Commissione Sanità, On. Margherita La Rocca Ruvolo, per continuare a trattare, nella sede competente, il tema del potenziamento dell’Ospedale Barone Lombardo e quindi del superamento definitivo delle problematicità di cui soffre, a tutela del diritto alla salute delle nostre comunità.”

Ad opera di AIGA Nazionale è nato l’ONAC: l’ Osservatorio Nazionale sulle Carceri, che trova il suo referente per il territorio di Agrigento nell’avv. Roberta Tuttolomondo.
In data odierna l’associazione italiana giovani avvocati entrerà contemporaneamente in 19 carceri italiane. Presto seguirà la visita dei restanti istituti di pena, incluso quello agrigentino. A tal fine, oggi il Presidente Aiga Agrigento ed il Referente Territoriale ONAC hanno eseguito “un ingresso simbolico” inviando una comunicazione ufficiale alle Istituzioni di riferimento. 
La referente ONAC territoriale avv. Roberta Tuttolomondo dichiara : “In seno all’ONAC è stato istituito un Comitato scientifico composto da illustri esponenti del mondo accademico della classe politica e della società civile… Sono orgogliosa  di far parte di questo importante progetto  che coinvolge 130 sedi in tutta Italia.”
Prosegue il presidente della Sez AIGA di Agrigento “L’ONAC intende mappare criticità e punti di forza delle varie carceri in modo da avviare un reale e proficuo dibattito sulla riforma dell’ordinamento penitenziario e concretizzare il principio della finalità rieducativa della pena. Sono felice che anche la nostra sezione contribuirà alla realizzazione di questo ambizioso obiettivo”.