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Sono 536 i nuovi positivi al covid in Sicilia, a fronte di 5.303 tamponi analizzati. Il tasso di positività è al 10,1%. La regione è al settimo posto per nuovi contagi giornalieri. Le vittime sono state 9, per un totale dei decessi a 12.066. Gli attuali positivi sono 71.858 con un aumento di 45 casi. I guariti sono 482. Negli ospedali sono stabili a 458 i ricoverati ordinari con sintomi, e quelli in terapia intensiva sono 21, 3 e in meno. Ecco la distribuzione dei nuovi contagiati tra le province: Palermo 102, Catania 119, Messina 114, Siracusa 39, Trapani 45, Ragusa 34, Caltanissetta 36, Agrigento 35, Enna 12.

A causa dell’elevato e insostenibile costo del gasolio, e degli effetti sul mercato del pesce, sono in fibrillazione le marinerie siciliane, in particolare a Mazara e Licata. Alcune hanno già annunciato e attuato azioni eclatanti per difendere le attività che rischiano il fallimento. Santino Adamo, presidente di FederPesca Mazara, dichiara: “Fermiamo i pescherecci in porto ad oltranza a causa del caro gasolio e delle grosse quantità di pescato invenduto”. A FerderPesca sono associati armatori di una quarantina di motopesca, la maggioranza della flotta mazarese ad oggi composta da una settantina di pescherecci che esercitano la pesca d’altura mediterranea del gambero rosso.

Il SIULP, sindacato maggiormente rappresentativo nel comparto sicurezza, esprime solidarietà e vicinanza oltre che gli auspici per una pronta guarigione ai colleghi che domenica scorsa ad Agrigento, durante un servizio di ordine pubblico allo stadio Esseneto, in occasione della gara di calcio Akragas – Pro Favara, sono rimasti feriti a seguito di alcuni tafferugli avvenuti nel post-partita con alcuni facinorosi. Entrambi i colleghi, attinti da sassi e bottiglie, hanno dovuto fare ricorso alle cure del pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento.
Lo afferma in una nota il Segretario Generale Provinciale del SIULP Agrigento Salvo Alonge, che oltre alla vicinanza ai colleghi feriti, esprime anche plauso per l’equilibrio e la professionalità dimostrata dai poliziotti nella circostanza che ha consentito di individuare e assicurare alla giustizia i responsabili, ma anche una ferma condanna contro i soliti delinquenti e professionisti del disordine che pensano di risolvere ogni loro frustrazione attraverso l’uso della violenza” – conclude Salvo Alonge

“Muoversi nella città di Agrigento, soprattutto per gli anziani, è diventato ormai un grosso problema causa anche della cattiva programmazione da parte della società TUA che attualmente gestisce il servizio|. Con una nota resa pubblica il segretario generale Cgil Alfonso Buscemi con il rappresentante del sindacato dei pensionati Franco Gangemi denunciano la situazione della gestione del trasporto locale.   “Infatti, – aggiungono i due sindacalisti –  le linee urbane non risultano compatibili con le caratteristiche e le peculiarità del territorio del comune di Agrigento: centro città distante e slegato dai quartieri. Basti pensare ai quartieri Villaggio Mosè, Cannatello, Villaggio Peruzzo, S. Leone, Fontanelle, S. Michele-Consolida, Villaseta, Monserrato e alle frazioni Montaperto e Giardina Gallotti.

Nello specifico le frequenze di transito dei bus nelle due linee interne, verde e rossa, risultano inadeguate e non funzionali alle esigenze di movimento dei cittadini. Linea verde frequenza ogni 50 minuti; linea rossa frequenza ogni 45 minuti.

Le linee che collegano il centro ai quartieri periferici: Villaseta,Fontanelle/S. Michele/Consolida(ospedale) la mattina ogni 30 minuti, pomeriggio ogni ora; Villaggio Mosè S. Leone ogni 40 minuti.

La cosa si complica di più per il collegamento del centro città con le Frazioni Montaperto e Giardina Gallotti solo quattro corse al giorno, non sufficienti.

Un  trasporto urbano cosi organizzato non fa altro che consolidare la marginalizzazione che, per altri aspetti i cittadini che abitano in periferia o nelle frazioni già vivono.

Esiste il problema degli studenti che abitano in periferia che per inadeguatezza delle linee urbane e delle frequenze rispetto agli orari scolastici, sono costretti a recarsi a scuola con mezzi di fortuna, farsi accompagnare dai propri genitori o, ancora peggio, rivolgersi a privati.

Da tempo, da troppo tempo, la FILT- CGIL ha evidenziato con forza queste problematiche scrivendo alla TUA e al Sindaco di Agrigento senza avere riscontro alcuno.

Ancora, a differenza della gran parte delle città italiane, non esiste il biglietto a tempo (90/120 minuti), soppresso, non si capisce per quale motivo. La mancanza del biglietto a tempo crea grave nocumento alle tasche dei cittadini soprattutto dei pensionati.

Infatti, se un passeggero che vive in periferia, per esempio a S. Leone, deve recarsi presso gli uffici del comune spende di media 4,80 euro A/R di biglietti in quanto deve prendere 4 bus, visto che ogni corsa costa 1,20 euro se compra i biglietti nelle biglietterie esterne.Se è costretto invece a comprarlo sull’autobus il costo è di euro1,70. Ecco allora che il conto diventa ancora più salato: non più 4,80 ma 6,80 euro.

Inoltre, non esiste il servizio notturno, mancano le pensiline e la maggior parte delle fermate non sono dotate di pagine orarie.

Infine, si sa che l’appalto del servizio e scaduto nel 2021 ed è stato prorogato fino a settembre 2022.

A tal proposito, – concludono Buscemi e Gangemi – riteniamo sarebbe utile aprire una discussione con le OO.SS. prima della pubblicazione del bando di gara per focalizzare quali sono le criticità della gestione attuale per programmare il futuro servizio tenendo conto delle esigenze di mobilità della cittadinanza agrigentina con particolare attenzione a quelle degli anziani e studenti.

La Cgil ha chiesto  un incontro con il Sindaco al fine di affrontare il problema.

Il commissario straordinario dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento, Mario Zappia, interviene a margine della diffusione a mezzo stampa di una nota da parte del CIMO e della Federazione CIMO-FESMED per esprimere alcune considerazioni di replica: “le criticità evidenziate nella nota si inscrivono nella cronica carenza di medici che caratterizza l’intero panorama nazionale e che purtroppo riguarda diffusamente diverse specialità e non soltanto quelle della pediatria e della neonatologia. La conclamata e non nuova questione degli organici ridotti non può comunque rappresentare un alibi per l’Azienda, ed è ovvio che l’ASP di Agrigento sia costantemente determinata ad assicurare il miglior servizio possibile all’utenza provinciale ottimizzando le risorse professionali esistenti. In quest’ottica prevale la logica del fare aldilà dei sofismi e seguendo criteri di gestione aziendale che, in quanto tali, non si incentrano su un singolo ospedale ma guardano alla dimensione complessiva dell’offerta sanitaria in tutta la provincia, si ricorre ai sistemi organizzativi che permettono di tamponare la carenza di professionisti e la distribuzione non ancora omogenea tra i cinque presidi ospedalieri. Va da sé – continua il commissario – che le scelte spesso prese in urgenza possono risultare gravose per un medico costretto a spostarsi verso una sede di lavoro diversa rispetto a quella dell’ospedale dove abitualmente presta servizio ma le soluzioni sono spesso inevitabili per l’interesse della collettività e, devo dire, che la comprensione e lo spirito di collaborazione dimostrati nella maggior parte dei casi dai professionisti risultano encomiabili. Pur tra diverse difficoltà si cerca di ottenere buoni risultati organizzativi anche se non ottimi in considerazione delle carenze d’organico contingenti. Ma, si sa, che l’ottimo è nemico del buono o, se si preferisce, ‘il meglio è nemico del bene’ quando dinanzi a risultati difficili ma realizzabili si contrappongono soluzioni perfette ma irrealizzabili, almeno al momento”.

536 i nuovi casi di Covid19 registrati nelle ultime 24 ore in Sicilia a fronte di 5.303 tamponi processati. Ieri erano 1.246. Il tasso di positività è al 10,1% in diminuzione rispetto al 13,3% di ieri. La Sicilia è al settimo posto per contagi fra le regioni italiane. Gli attuali positivi sono 71.858 con un aumento di 45 casi. I guariti sono 482 e nove sono le vittime, che portano il totale dei decessi a 12.066. Sul fronte ospedaliero i ricoverati sono 458, in terapia intensiva sono 21.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo 102, Catania 119, Messina 114, Siracusa 39, Trapani 45, Ragusa 34, Caltanissetta 36, Agrigento 35, Enna 12.

Una lettera alla popolazione empedoclina è stata edita dal Gruppo Energy Moncada e inerente ai locali del Comune.

Questa la lettera aperta:

Il 4 agosto ultimo scorso si è parzialmente esaurito il rapporto tra la Città di Porto Empedocle e la Moncada Energy Group, a causa del quale il Comune di Porto Empedocle non percepirà più un canone di locazione annuale pari a 222.750,00 Euro. Tale rapporto durava dal lontano 2007, anno nel quale l’area ex Montedison fu assegnata dal Comune (sottraendola ad oltre 30 anni di abbandono ed immondezzaio) al Gruppo Moncada in seguito ad una gara pubblica nella quale è stata depositata un’offerta con un rialzo del 65%.

Si precisa sin da subito che tale triste epilogo non deriva affatto dalla volontà del nostro gruppo imprenditoriale di abbandonare un territorio al quale siamo legati e che tanto bene ci ha accolto ma, al contrario, dalle incomprensibili decisioni assunte dall’attuale Sindaco in carica, Calogero Martello.

Infatti, il Sindaco Martello ha preferito ostinarsi nel portare avanti un contenzioso (che rischia unicamente di far perdere alle casse comunali milioni di euro a titolo di risarcimento del danno ove la Corte di Appello ribaltasse la decisione del Tribunale di Agrigento), piuttosto che ragionare sulle diverse formule prospettate dalla Moncada Energy Group per prorogare il contratto di locazione, ovvero per ragionevolmente dividere e delimitare l’area per un utilizzo promiscuo della stessa fra le parti.

Lo stesso Sindaco ha anche intimato alla nostra società di asportare le addizioni realizzate negli anni ed oggi presenti negli immobili locati (porte, finestre, impianti ecc.) decidendo in tal modo di restituire alla collettività lo stesso immondezzaio che il Gruppo Moncada rilevò nel lontano 2007. Il tutto, aggravato dalla circostanza che il Sindaco non ha nemmeno ritenuto opportuno raggiungere un accordo che salvaguardasse il Comune dalla situazione di stallo venutasi a creare sulla stessa area. Infatti, come statuito dalla impugnata sentenza di primo grado, verranno restituiti solamente gli unici quattro immobili di proprietà del Comune sui quali sussisteva un rapporto di locazione fra le parti, mentre su tutta la restante area (ivi compresi i capannoni edificati successivamente e l’area sportiva adiacente) il Gruppo Moncada manterrà invece di diritto ogni titolarità per un periodo di oltre 10 anni. Ciò condurrà, inevitabilmente, alla conseguenza per il Comune di avviare nuove attività contenziose dirette a definire le modalità di accesso necessarie per raggiungere gli immobili restituiti; il tutto, ovviamente, con un inevitabile aggravio di spese a suo carico.

Le prese di posizione del Sindaco appaiono del tutto ingiustificate e stridono con la storia di chi negli anni, non ha solamente rivitalizzato quell’area industriale con importanti investimenti, ma ha anche e sempre onorato tutti gli impegni contrattualmente assunti (non oggetto di attività contenziosa) e soprattutto si è speso in favore del territorio – con sincero rispetto – eseguendo opere gratuite che hanno indubbiamente arricchito il territorio ed il Comune di Porto Empedocle. Nello specifico, si vuole fare riferimento, ad esempio, all’avvio di una campagna di adozione nazionale ed alla realizzazione di un canile con i quali sono stati sottratti all’abbandono oltre 380 animali presenti sull’area in gravi condizioni igienico-sanitarie, agli interventi di radicale pulizia eseguiti intorno alla Torre di Carlo V, alla realizzazione della rotatoria all’uscita del porto al km 0 della SS. 115, al livellamento dell’area di piazzale e la realizzazione della recinzione dell’area in prossimità dello snodo tra Piazza Donegani, la rotatoria ed il tratto stradale di accesso al porto, il tutto con successiva pavimentazione in conglomerato bituminoso e piantumazione di essenze arboree. O ancora, si vuole fare riferimento alla ristrutturazione ed a tutti i successivi interventi di manutenzione ordinaria dell’immobile di proprietà del Comune Porto Empedocle e concesso da questo in uso all’Arma dei Carabinieri per l’attuale utilizzo quale caserma.

La correttezza e la serietà del Gruppo Moncada nei rapporti con la collettività ed il Comune di Porto Empedocle può agevolmente riscontrarsi anche con riferimento alle obbligazioni contrattuali che per anni sono state oggetto di contenzioso. Ed infatti, non appena la società è risultata soccombente nel primo grado di giudizio, e nonostante la Corte di Appello di Palermo avesse già concesso la sospensione dell’efficacia esecutiva della citata sentenza, ha immediatamente provveduto nel mese di febbraio 2022 al pagamento di tutti gli importi indicati nella stessa ed ammontanti ad oltre 2 milioni di Euro.

La decisione del nostro Gruppo di comunicare quanto sopra rassegnato alla popolazione di Porto Empedocle deriva dalla volontà di precisare, anche dopo le notizie di stampa circolate nell’ottobre 2021, che il nostro Gruppo non ha mai avuto alcun debito economico e morale nei confronti della collettività. La nostra società, infatti, ha esclusivamente accantonato per alcuni anni i canoni di locazione poiché oggetto di contenzioso pendente, provvedendo immediatamente al loro versamento non appena conclusosi il giudizio di primo grado e nonostante, come detto, la sospensione dell’esecutività della sentenza. Ma non solo, questa comunicazione è volta altresì a sollecitare la popolazione e tutte le istituzioni del Comune di Porto Empedocle a vigilare affinché il Sindaco trovi una soluzione di utilizzo per gli immobili che consenta alle casse comunali di generare un introito annuale superiore rispetto al canone di Euro 222.750,00 pagato negli anni dal Gruppo Moncada, canone riproposto di recente per la prosecuzione del rapporto di locazione.

Lo spettacolo indecoroso al quale sarà costretta ad assistere la popolazione empedoclina alla fine del mese di settembre con l’abbandono degli immobili senza che ad oggi vi sia alcun piano di sviluppo, così come riferito dal Sindaco nel corso di una recente riunione, non potrà in alcun modo essere ascritta al Gruppo Moncada ma, al contrario, riconducibile alla esclusiva volontà di chi antepone al bene pubblico le proprie inimicizie ed antipatie personali fondate su logiche non dichiarate.

Infatti, il nostro gruppo ha provato più e più volte per mezzo di proposte, formalmente inoltrate all’Amministrazione comunale, a raggiungere una ricomposizione bonaria dei rapporti tra le parti. Proposte tutte rigettate dal Comune senza nemmeno una formale motivazione a supporto della propria posizione.

Ancora un decesso, si è registrato ad Agrigento dove il numero dei morti dall’inizio della pandemia sale a quota 69. Sono 613 in provincia le persone che hanno perso la vita da quando è cominciata l’emergenza sanitaria.

Altri 403 nuovi casi di contagio da Covid in provincia di Agrigento negli ultimi 3 giorni. Anche questo lunedì l’Asp ha aggiornato i dati sull’andamento del Coronavirus diffondendo 3 bollettini che coprono altrettante giornate. Nessun nuovo ricovero in ospedale e 427 guariti.

In ospedale risultano al momento 21 persone ricoverate di cui 1 in terapia intensiva. Attualmente, in provincia ci sono 1.985 positivi.

I contagi nei singoli Comuni: Agrigento 242 (+11) positivi; Alessandria della Rocca: 4 (-1); Aragona: 27 (-1); Bivona: 24 (+9); Burgio: 9 (stabile); Calamonaci: 5 (-1); Caltabellotta: 18 (+6); Camastra: 10 (+1); Cammarata: 11 (+1); Campobello di Licata: 55 (+13);  Canicattì: 132 (-7); Casteltermini: 13 (-3); Castrofilippo: 6 (+3); Cattolica Eraclea: 26 (+1); Cianciana: 25 (-1); Comitini: 9 (stabile);  Favara: 125 (+21); Grotte: 14 (+3); Joppolo Giancaxio: 4 (stabile); Licata: 180 (+2); Lucca Sicula: 6 (-3); Menfi: 100 (+10); Montallegro: 14 (-3); Montevago: 10 (-4); Naro: 10 (-1); Palma di Montechiaro: 56 (-13); Porto Empedocle: 43 (+1); Racalmuto: 14 (+2); Raffadali: 48 (+6); Ravanusa: 59 (-8); Realmonte: 21 (+2); Ribera: 59 (-15); Sambuca di Sicilia: 23 (stabile); San Biagio Platani: 35 (-2); San Giovanni Gemini: 12 (-2); Sant’Angelo Muxaro: 6 (+2); Santa Elisabetta: 9 (+2); Santa Margherita di Belìce: 33 (+4); Santo Stefano Quisquina: 35 (+3); Sciacca: 164 (-16); Siculiana: 12 (-1); Villafranca Sicula: 3 (-2).

Dal prossimo 2 settembre a comandare il Circomare di Sciacca sarà il Tenente di Vascello Silvia Conti che subentra al Tenente di Vascello (CP) Francesco Petrunelli.

Il passaggio delle consegne avverrà nella sede del Comando in via Gaie di Garaffe, alla presenza del Capo del Compartimento Marittimo di Porto Empedocle, Capitano di Fregata (CP) Fabio Serafino delle locali autorità civili e militari.

Il Tenente di Vascello Francesco Petrunelli, dopo 2 anni nella sede di Sciacca, sarà trasferito presso la Capitaneria di Porto di Manfredonia (FG) dove ricoprirà l’incarico di Capo Servizio Operativo.

Il nuovo comandante, il Tenente di Vascello Silvia Conti, di origine romane e di 33 anni, proviene dalla Capitaneria di Porto di Gioia Tauro (RC), ove ha ricoperto, negli ultimi anni, l’incarico di Capo Sezione Tecnica, Difesa e Sicurezza Portuale e di Capo Sezione Armamento e Spedizioni.

In provincia di Agrigento, lungo il collegamento stradale tra Cammarata e Santo Stefano di Quisquina, per cause in corso di accertamento da parte dei Carabinieri del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Cammarata, un camion si è ribaltato in una scarpata. Il conducente è morto sul colpo. Si tratta di Corrado Lipani, 61 anni, originario di Mazzarino, in provincia di Caltanissetta, dipendente di un’azienda di San Giovanni Gemini. L’incidente non ha coinvolto nessun altro veicolo. Sul posto sono intervenuti anche i Vigili del fuoco del Comando provinciale di Agrigento e il personale del 118.