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“Esprimo apprezzamento per la scelta del Governo nazionale di dislocare nuove navi per la quarantena di cittadini migranti. Mi auguro che si prosegua sulla strada intrapresa, garantendo così condizioni di sicurezza e rispetto dei diritti per tutti, anche coinvolgendo sindaci e comunità locali.
È lo strumento migliore per disinnescare polemiche pretestuose che rischiano di alimentare paura, tensioni e intolleranza che non risolvono ma aggravano i problemi”.

Lo dichiara Leoluca Orlando, presidente dell’Anci Sicilia”.

 

Quella in corso ad Agrigento è una campagna elettorale certamente “elettrica”, dove non mancano le polemiche tra i competitors. A prendere posizione è oggi il candidato sindaco Franco Miccichè: “L’empedoclino Andrea Camilleri la chiama filama. E’ quel sottile filo che viene tessuto per calunniare qualcuno. Un modo subdolo di arrecare danno a qualcuno in modo indiretto, dicendo e non dicendo false verita’ partendo da elementi veri e modificandoli ad arte. In questa lunga e strana campagna elettorale mi sta accadendo molte volte. Vignette, post, commenti. Tutti volti a screditarmi agli occhi degli agrigentini con affermazioni false. L’ultima in ordine di tempo -dice Miccichè – anticipa la mia giunta. Prende i nomi di alcuni dei miei tanti amici e gli attribuisce un ruolo preciso in base alle sue capacita’ professionali. Apprezzo il suggerimento, ma lo informo che ancora non abbiamo pensato ai nomi dei componenti della prossima giunta. Lo faremo, certo, ma ancora non lo abbiamo fatto per cui le illazioni restano illazioni e magari vengono lanciate per disturbarmi e aiutare qualche mio competitor”.

Sono 307 i migranti che, fra la notte scorsa e stamattina, hanno lasciato l’hotspot di Lampedusa dove ci sono ancora 1.219 persone. La notte scorsa 87 extracomunitari sono stati imbarcati sulle motovedette della Guardia costiera e della Guardia di finanza che sono già arrivate a Porto Empedocle. Di loro 55 sono stati già fatti salire su un pullman che li sta portando in centri d’accoglienza dell’Abruzzo. Gli altri resteranno in strutture siciliane. Il pattugliatore Dattilo della Guardia costiera ha invece già concluso l’imbarco di altri 220 migranti dell’hotspot. Secondo quanto si apprende la sua destinazione sarebbe il porto Ragusano di Pozzallo.

Come era prevedibile a Lampedusa la situazione precipita di giorno in giorno sempre di più. Le tensioni sono altissime e si rischiano gravissimi problemi di ordine pubblico. Pubblichiamo questo video realizzato oggi. Ogni commento è superfluo.

N.B. Per chi non lo conoscesse, l’uomo con la maglia a righe blu è il sindaco dell’Isola Totò Martello.

 

E’ andato male il tentativo di recuperare il portellone della nave Sansovino finito in mare a Linosa una settimana fa e che adesso si sta cercando di recuperare.
La gru fatta arrivare appositamente non è riuscita a sollevare il portellone in quanto troppo pesante. E’ stata una struttura quadrata sormontata da tanti palloni che è riuscita a portare a galle l’enorme pezzo.
Adesso si aspetta l’arrivo di una gru più grande che giungerà con il traghetto da Porto Empedocle. Appena sarà recuperato il portellone la “Sansovino” sarà portata in cantiere per risistemare il tutto e tornare ad affrontare i viaggi tra Porto Empedocle e le Isole minori.

“Adesso è ancora più’ evidente e plateale che siamo in ginocchio. All’hotspot si supereranno le 1.500 presenzeIl peschereccio, che è strapieno, mi dicono che si stava capovolgendo. E’ stato fatto entrare in porto per garantire il soccorso. Ma come è possibile che nessuno lo abbia prima d’arrivare a 4 miglia di distanza dall’isola”?

Sono parole del sindaco di Lampedusa, Totò Martello, giunto al porto commerciale dove è in corso lo sbarco dei 450 migranti. Ed aggiunge: “Lampedusa non riesce più a sostenere questa situazione. O il Governo prende decisioni immediate oppure sciopererà tutta l’isola. Non riescono a gestire l’emergenza e ormai la situazione è veramente insostenibile. Sarà direttamente l’amministrazione a dichiarare lo sciopero, chiudendo tutto. Non è possibile continuare a sopportare queste angherie da parte del Governo”.

Il Libero Consorzio ha stilato un documento attraverso il quale, di fatto, concede 8.765 metri quadri di piazzale antistante la casa natale di Luigi Pirandello (Caos, costituito da passaggi pedonali e piazzali pavimentati) al Parco Archeologico della Valle dei Templi, in comodato d’uso gratuito.

Di soldi non ce ne sono e quindi il Consorzio non può effettuare né manutenzione, né opere di conservazione. I piazzali e i passaggi, ad oggi, risultano essere utilizzati a servizio del museo-casa natale ‘Luigi Pirandello’ di Agrigento. I manufatti, muretto di recinzione e pavimentazione, sono destinati al deterioramento considerato che il Libero consorzio comunale di Agrigento non dispone delle risorse finanziarie per il mantenimento dell’immobile, né per adeguati interventi di conservazione – è stato scritto nel documento dell’ex Provincia regionale.

E dopo le dichiarazioni del presidente della Regione Nello Musumeci, sul maxi sbarco avvenuto questa notte a Lampedusa, puntuale arriva anche la dichiarazione del sindaco Totò Martello. Il primo cittadino va giù pesante e dichiara: “A Lampedusa lo Stato non esiste, ormai siamo di fronte a una situazione ingestibile. Non so ancora quando e come verrà organizzato il trasferimento di queste oltre 1.500 persone. Mi è stato comunicato che il traghetto di linea con Porto Empedocle non approderà stamane a Lampedusa a causa delle cattive condizioni meteo. Questo non può che complicare ulteriormente la situazione”

Il racconto del WWF sulla nascita di tartarughe marine.

“Presto venite, sta per uscirne un’altra!” È Jessica Alessi, la biologa della ass. Meris, a telefonare al Presidente del WWF Sicilia Area Mediterranea, Giuseppe Mazzotta. Si mette in moto così la rete dei volontari del WWF. Ma è domenica. Non si trovano disponibilità immediate in zona.

Siamo ad Agrigento, nella spiaggia di Cannatello, dove pochi giorni fa erano sgusciate da sotto la sabbia un numero imprecisato di tartarughine e i volontari del WWF avevano messo una recinzione provvisoria per mettere in sicurezza l’area, visto che qualcuno aveva manomesso il sito prima dell’arrivo del personale autorizzato.

Subito c’è Dylan Pelletti, da Menfi, che dà la disponibilità ad intervenire, ma lo precede Gino Galia, che da Licata arriverà prima.

Ma anche i volontari del nido di Cannatello dello scorso anno corrono in aiuto.

Bisogna costruire una barriera per evitare che la curiosità della folla possa mettere in pericolo la sicurezza delle tartarughine che stanno per emergere da sotto la sabbia.

Detto fatto, spuntano i paletti ricavati dalle canne della foce del fiume Naro, lì accanto, e poi Mazzotta ha portato la rete, le fascette di fissaggio, persino un cartello per spiegare quali sono le modalità di comportamento da adottare in caso di schiusa.

Ed eccoli tutti, Riccardo, Massimo e tanti altri volontari, mettersi a piantare paletti, fissare la rete, il corridoio e …fatto.

Nel frattempo 18 tartarughine, aiutate dalla preziosa opera di Gino Galia, hanno raggiunto il mare.

Andranno a ricongiungersi con i fratellini e sorelline nate negli scorsi giorni.

Adesso tutto è sotto controllo, i volontari locali si sono impegnati a verificare lo stato del nido nei prossimi giorni e speriamo che vada tutto a buon fine.

Questo è fare squadra, rendersi utili per la natura, l’ambiente, gli altri, se stessi.


Che bellezza essere volontari del WWF e correre verso la felicità quando meno te lo aspetti”.

“Sono gli ultimi sprazzi d’estate, di quella che sicuramente verrà ricordata come la più anomala dell’estati degli ultimi tempi. Covid, licenziamenti, situazione economica drammatica, incertezza sul futuro soprattutto per i nostri giovani, incognite sull’apertura delle scuole, delle università.
Tra un ritaglio di ferie e l’altro,  capita di trovarsi in ufficio o sotto l’ombrellone al mare e ricevere l’ennesima immagine di quel partito o di quell’altro movimento politico. “Dalla parte delle forze dell’ordine” è la frase sotto l’immagine di un Brigadiere dei Carabinieri con la mascherina di protezione anticovid, sulla quale campeggia il logo di un partito politico. Lo abbiamo già detto in un altro editoriale: non cercate like sulla nostra pelle, non cercate facili consensi muovendovi su terreni troppo accidentati. Noi ringraziamo per la vicinanza ma vogliamo che la stessa venga dimostrata nelle giuste sedi, nelle aule parlamentari dove da anni, tutti quanti insieme, avete massacrato le Forze di Polizia con un immobilismo oramai storico, mentre assistevate ad un continuo declino del senso civico permettendo lo sbeffeggiamento dei veri servitori di questo paese. La sicurezza è una cosa seria, la condizione delle Forze di Polizia lo è ancora di più. Se scrivi “dalla parte delle Forze dell’Ordine” accade che poi l’operatore generico medio si faccia domande, quelle elementari ovviamente: dalla parte di chi? Di cosa? Ma soprattutto, in che modo? Con le rivolte di centinaia di immigrati contro 9 poliziotti finiti all’ospedale rei di aver impedito loro la fuga dalla quarantena nel centro di accoglienza dell’agrigentino? Qualche giornale ha riportato anche la rivelazione di un agente: ” l’ordine è di non bloccarli”. Ma allora alla parte di chi? Dei colleghi aggrediti a Marina di Massa il 24 agosto nel silenzio assordante di chi dice di stare dalla tua parte? O forse “vicini” al Maresciallo aggredito a bottigliate ad Eboli il 15 agosto. Tutti muti! Forse vicini all’appuntato preso a colpi di sgabello il primo agosto, reo di essere intervenuto in una rissa, libero dal servizio, per poi essere brutalmente pestato dal branco, nel più totale silenzio e disinteresse di chi pone i loghi sotto le nostre uniformi fiere, che troppo spesso subiscono inaudita violenza, nell’indifferenza totale. Il disinteresse di una parte di popolazione è comprensibile, cronico. Non puoi piacere a tutti, non puoi avere la stima di tutti, soprattutto di chi delinque. Quello che non si comprende, che non si accetta e difficilmente si digerisce, è il disinteresse di chi dovrebbe rappresentarci, quello che proviene da chi ti dà mandato di operare nell’interesse della collettività. Diciamolo con forza e con convinzione: non ci servono locandine, togliete i loghi sotto le nostre onorevoli uniformi, perché loro sì, sono senz’altro onorevoli. Dateci testimonianza concreta di vicinanza: vicini con leggi che disciplinino gli interventi, la pensione complementare, il diritto di sindacato serio e non farlocco, dateci mezzi, taser (Milano insegna, col sequestratore egiziano dentro il Duomo). Abbiamo bisogno di tutele serie, pragmatiche, concrete tangibili e non più procrastinabili. Sotto le frasi d’effetto, gli spot elettorali, metteteci le facce di chi ha il coraggio di assumersi la responsabilità di ciò che dice e promette, a dispetto di ciò che poi realmente fa (o meglio dire non fa). Dateci segni concreti, per il bene della collettività e non per gli interessi di cortile. Noi siamo persone serie e responsabili, la nostra storia, il nostro quotidiano parla per noi. Le nostre facce, i nostri sguardi, le nostre uniformi tenetele fuori dai manifesti elettorali, dai giochi di palazzo e dai consensi facili sulla pelle altrui. Noi siamo seri e i nostri problemi sono terribilmente reali. La fedeltà dell’Arma dei Carabinieri all’Ordinamento Democratico dello Stato è indubbia, così come indubbia deve rimanere l’estraneità dalle competizioni politiche. È per tale motivo che prendiamo fermamente le distanze da questa immagine come da qualsiasi altra, di qualunque schieramento politico”.
SIM CARABINIERI