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“Oppositori sibillini quelli che vivono il palazzo di Città del Comune di Agrigento. Oltre i fedelissimi della prima ora di Firetto, infatti, aula Sollano sembra popolata da figure politicamente ibride e sottotraccia. Il tutto alla ricerca della dorata e costosa poltrona”.
A due giorni dalla convocazione del Consiglio Comunale sul drammatico riaccertamento dei residui attivi e passivi dell’Ente, che lo sottoporrebbero ad un accantonamento ulteriore di ben 17 milioni e mezzo di euro, diventa indispensabile tracciare la pianta politica all’interno dell’aula consiliare. A chiede chiarezza è il Capogruppo della LEGA, Nuccia Palermo.
“Non possiamo dimenticare che gli ultimi documenti contabili, seppur corredati da pesanti relazioni negative dei nostri revisori dei conti, oggi confermate dal precipitare della situazione finanziaria, hanno avuto il supporto numerico in fase di votazione da parte di soggetti al momento ufficialmente appartenenti all’opposizione. Parliamo, ad esempio, di Giorgia Iacolino i cui <<si>> ai Bilanci e i rispettivi toni morbidi verso l’amministrazione Firetto scattano dopo la conquista, su votazione favorevole della maggioranza, della Presidenza della III Commissione Permanente. Ed ancora, anche Forza Italia danza in amorosi sensi con il Sindaco del Cambiamento e della rinascita inesistente. I riscontri? Basti analizzare le ultime votazione che li vedono in supporto degli atti di maggioranza, atti che ad oggi non hanno portato alcun vantaggio ad una città morente”.
“Quasi 18 milioni di euro di buco al Comune capoluogo di provincia non possono essere posti in secondo piano rispetto ad una poltrona dorata o ad inciuci politici vari. Ripetiamo ancora una volta che coloro che stanno appoggiando l’amministrazione Firetto in un percorso politico e amministrativo disastroso non possono che essere complici di questo fallimento. La Lega in tutto ciò rimane ferma nel ruolo di opposizione marcando ancor di più la linea di separazione e di distanza con tutti coloro che oggi appoggiando Firetto affossano Agrigento.”
“L’appello va ai colleghi di opposizione oggi pacifisti – conclude il Capogruppo della LEGA, Nuccia Palermo – siate chiari. Ai capigruppo Giorgia Iacolino e Giovanni Civiltà l’invito ad uscire dall’ombra politica che li vede ammiccanti nei confronti di Firetto”.

 

In seguito alla concessione rilasciata del faro di Capo Murro di Porco, per la costruzione di un resort di lusso, la deputata di Forza Italia Stefania Prestigiacomo, ex Ministro dell’Ambiente, annuncia battaglia per difendere l’area marina protetta del Plemmirio.

 

L’Area marina protetta del Plemmirio, si estende per quasi 2.500 ettari a mare, lungo la costa orientale di Siracusa e della Penisola della Maddalena.

Istituita nel 2005, grazie alla sua varietà di ambienti e per la ricchezza di storia e cultura l’area del Plemmirio rappresenta un bene naturalistico inestimabile; è tra le prime riserve in Europa per qualità e quantità di “verde protetto”. Il territorio è di grande rilevanza dal punto di vista della flora e della fauna, ma anche da un punto di vista storico. Crocevia per il passaggio delle navi e dei bastimenti di Cartaginesi, Romani e Greci. L’area del Plemmirio ospita nei fondali diversi colli d’anfora e reperti di varie epoche, compresi quelli dell’ultima guerra mondiale.

Per la parlamentare di Forza Italia Prestigiacomo “è un nuovo intollerabile oltraggio a Siracusa. Il Demanio, già promotore dello scempio della piazza d’armi del Maniace, anche in questo caso ha operato ignorando lo spirito ed il valore dei luoghi autorizzando un progetto palesemente inattuabile in una zona sottoposta alla massima protezione ambientale e paesaggistica”e la dirigenza dell’Area Marina Protetta (Patrizia Maiorca in testa)“sta assistendo senza dar segni di vita e di attenzione allo snaturamento del simbolo del Plemmirio”.

La dirigenza dell’Area Marina Protetta sta dimostrando ancora una volta la propria inadeguatezza, concentrata com’è su improponibili e fantasiose ipotesi di allargamento del Consorzio, mentre le rubano sotto gli occhi il più prezioso “gioiello di famiglia”, il Faro di Murro di Porco. Non sono aprioristicamente contraria alla concessione di beni demaniali inutilizzati a privati, ma ci sono beni e beni, ci sono modelli di utilizzazione diversi, ci sono luoghi che meritano rispetto e tutela. Come la piazza d’Armi del Maniace, come il Faro del Plemmirio. E su entrambi si sta cercando di perpetrare una violenza “culturale” nella colpevole indifferenza di chi dovrebbe tutelare questi beni, l’Amp Plemmirio in primo luogo”.

Stefania Prestigiacomo ha annunciato un’interrogazione al Ministro dell’Ambiente Sergio Costa con cui chiederà il commissariamento dell’Area Marina Protetta per “la manifesta incapacità gestionale dell’attuale dirigenza”.

 

 

 

 

 

 

 


Il giudice del Tribunale di Agrigento Dott. Stefano Zammuto, a seguito dell’istanza presentata dagli avvocati della difesa Santo Lucia e Giovanni Castronovo e constata la parziale ammissione degli addebiti e che, soprattutto, ha fornito agli inquirenti specifiche indicazioni sulla scorta delle quali è stato possibile rinvenire l’arma da lui adoperata, ha disposto in data odierna, se pur con il parere contrario del pubblico ministero, la sostituzione della misura carceraria con quella domiciliare (con braccialetto elettronico) a carico di Francesco Gueli classe 1976.
Il quarantaduenne Francesco Gueli, detto “Ciciu u Malandrinu” e Giuseppe Incardona, detto “Peppi u Cafuni” sono accusati di tentato omicidio e porto illegali di armi da fuoco, fatto avvenuto nel Comune di Palma di Montechiaro.
La questione, scoppiata per futili motivi in un bar della città del gattopardo, tra il Gueli e l’Incardona, che sfocia dapprima con la prima raffica di pallottole esplose all’indirizzo della Fiat Panda del Gueli, il quale preferì rimanere in silenzio occultando l’autovettura danneggiata in un magazzino di sua disponibilità. Armatosi di tutto punto, secondo la ricostruzione degli inquirenti, pianifica la sua vendetta esplodendo dei colpi che feriranno accidentalmente Leandro Onolfo.
Tutto il quadro delittuoso viene contornato da una fitta rete di omertà che copre l’intera vicenda.

Vanessa Miceli

 

“Musumeci dica chi sono i funzionari regionali che si comportano come criminali, facendo nomi e cognomi in Procura”.

Lo dichiara il deputato regionale del Movimento 5stelle Giovanni Di Caro che ha depositato una interrogazione parlamentare sulle dichiarazioni del presidente della Regione Nello Musumeci.

Di Caro continua: “Quanto asserito dal governatore della Sicilia – prosegue Di Caro – è gravissimo e, oltre ad essere una generalizzazione intollerabile, che non rende onore ai tanti dipendenti perbene e onesti, che lavorano nella Pubblica amministrazione siciliana, non può non avere seguito nelle sedi opportune, dato che contiene diverse ipotesi di reato”. “Lo Statuto – aggiunge – attribuisce poteri gestionali ed amministrativi al Presidente della Regione che, ai sensi dell’articolo 21, è il capo del Governo regionale. Musumeci, peraltro, nella precedente legislatura è stato presidente dell’Antimafia regionale; proprio per questo siamo sicuri che si rivolgerà ai magistrati se è a conoscenza di condotte criminogene negli uffici della Regione. Un minuto dopo, però, venga a riferire in Aula al Parlamento, lo faccia in memoria di quei funzionari regionali onesti e perbene, che hanno pagato con la vita la propria integrità morale”.

I Carabinieri hanno effettuato oltre una decina di accessi ispettivi contro i furti di energia elettrica, in collaborazione con tecnici competenti. A Campobello di Licata è stato arrestato un bracciante agricolo romeno, C V, sono le iniziali del nome, 58 anni, per allaccio abusivo della propria abitazione alla rete elettrica. Così anche un altro romeno, di 31 anni, M C, domiciliato a Campobello di Licata. A Sambuca di Sicilia sono stati arrestati un marocchino di 58 anni, D K, ed un romeno di 29 anni, T B, anche loro sorpresi ad alimentare la propria abitazione di residenza con un allaccio abusivo alla rete elettrica. Risponderanno di furto aggravato.

L’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento ha speso circa 13 milioni di euro per dotarsi di tutti i vaccini necessari per sostenere le annuali campagne di vaccinazione. E ciò per i prossimi tre anni. Dunque, oltre i tradizionali vaccini antinfluenzali, l’Azienda sanitaria agrigentina dispone anche dei vaccini contro l’encefalite da zecca, l’anti-meningococco, l’encefalite giapponese, il vaccino epatitico, l’haemophilus e difterico, la varicella, il trivalente, tra morbillo, parotite e rosolia, e poi febbre gialla e altro. Entro la settimana in corso sarà avviata la campagna antinfluenzale 2018-2019.

La UIL di Agrigento interviene sul rischio idrogeologico in provincia di Agrigento che negli ultimi anni ha segnato delle emergenze continue per l’incolumità pubblica e privata provocando danni e in alcuni casi anche morti per calamità naturali, sollecitando il Governo regionale ad intervenire in maniera organica sui territori.
“Sottolineiamo positivamente che qualche piccolo passo in avanti la provincia di Agrigento comincia a farlo per la messa in sicurezza del territorio, dopo gli interventi programmati sull’ erosione della fascia costiera di Eraclea Minoa prima e adesso dovrebbe essere risolto con i 417 mila euro stanziati dalla rimodulazione dell’ fsc il costone della Scala dei Turchi con la messa in sicurezza della parte rocciosa. Il sito turistico è probabile candidato a diventare patrimonio Unesco, avendo bellezza e rilevanza turistica e paesaggistica che è sotto gli occhi di tutti, almeno così ha garantito il governo e l’Assessore regionale al territorio e ambiente.
La Uil perciò sollecita a tal guisa questo governo a non fermarsi solo a questi interventi sulla fascia costiera e di proseguire con una programmazione mirata e una azione di governo interventistica e risolutiva di altre aree del territorio che presentano fragilità e necessitano interventi immediati.
In particolar modo si deve dare seguito ai Pai (i piani di assetto idrogeologico), che individuano nei comuni le zone r3 e r4 che presuppongono interventi di mitigazione del rischio di incolumità perché aree sostanzialmente fragili ed esposte a rischi di calamità.
Quindi, per trovare le soluzioni, la politica collabori e agisca prontamente: dagli interventi dei fiumi Salso e Verdura per evitare straripamenti, alle zone montane a rischio frane e tutte quelle aree che da un momento all’altro potrebbero avere cedimenti in primis centri storici e abitati vicini a zone a rischio geologico.
La provincia di Agrigento e i comuni necessitano pertanto interventi sostanziali a queste problematiche, dando piena attuazione ai pai e trovando le coperture economiche. Infatti dal Governo regionale all’Assessorato regionale al territorio e ambiente, all’ufficio speciale del dissesto idrogeologico, alla protezione civile e al Ministero delle infrastrutture si deve seguire un piano e un iter con i comuni dove la programmazione e gli interventi delle zone sovraesposte sono prioritarie. Non è plausibile temporeggiare e impastoiarsi in carte che viaggiano a destra e a manca, perché gli interventi sono indispensabili dalle risorse economiche alle procedure: dalla progettazione alla fattibilità,alla realizzazione delle opere che devono essere attuate con tempi certi e duraturi. Il tutto ne va della rinascita e della sicurezza dei cittadini di questa provincia. Lo stesso territorio troppe volte è risultato impreparato dopo piogge o effetti meteorici straordinari che senza manutenzione e interventi diventano pericolosi per gli agrigentini e mettono in crisi economia sociale ed economica e l’incolumità delle persone.”

Ad Agrigento, nella sala conferenze della Camera di Commercio, si è svolto un incontro-dibattito sulla cultura dell’accoglienza turistica. Si tratta di “Welcome in Sicilia”. L’iniziativa è promossa da Legacoop Sicilia Occidentale e Confesercenti Sicilia. Sono intervenuti diversi rappresentanti del settore associativo e della cooperazione turistica, e delle Istituzioni locali e Regionali. Legacoop Sicilia Occidentale e Confesercenti Sicilia intendono proporre alla provincia di Agrigento un modello di ospitalità che esalti le potenzialità del territorio, nel rispetto della natura e delle esigenze di tutte le tipologie di turisti, connettendo infrastrutture, offerta enogastronomica, beni culturali e accoglienza