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I consiglieri comunali di Agrigento del gruppo “Liberi e Solidali”, Alessia Bongiovì e Nello Hamel, hanno presentato una interrogazione in question time al sindaco nel merito della sicurezza nel centro storico. E affermano. “Nel centro storico mancano le vie di fuga, i defibrillatori e ad alcuni mezzi dei Vigili del fuoco è impossibile l’accesso, tanto che il 21 giugno del 2020 in via San Girolamo una donna anziana è morta a causa di un incendio. Per rimediare suggeriamo che, con l’aiuto dell’Aica, si possa realizzare un impianto di idranti. E poi proponiamo la predisposizione di una stazione di pronto intervento, che consenta l’immediata prestazione da parte dei Vigili del Fuoco, il cui comando a Villaseta è troppo distante. E poi bisogna collocare dei defibrillatori, e formare per l’utilizzo alcuni residenti”.

Si è tenuta oggi in Prefettura un’altra  riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica (CPOSP) con la partecipazione del Sindaco di Agrigento,  del Commissario del Libero Consorzio, del Commissario della Camera di Commercio e dei rappresentanti di Confesercenti, Confcommercio e FIPE al fine di concordare azioni sinergiche volte alla più ampia divulgazione circa il puntuale rispetto dell’obbligo di possesso della certificazione verde Covid come previsto dal Decreto Legge  n. 172 del 26 novembre 2021, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 282 del 26.11.2021,  ed entrato in vigore il 27 novembre u.s..

Come è noto, infatti, il decreto legge adottato dal Governo prevede l’obbligo di possesso del cosiddetto “green pass rafforzato” , cioè la certificazione rilasciata solo ai vaccinati o ai guariti dal Covid, per l’ingresso a spettacoli, eventi sportivi, bar e ristoranti al chiuso, feste e discoteche, cerimonie pubbliche; il mancato rispetto di tali obblighi comporterà sanzioni sia per gli esercenti che non ottemperino ai dovuti riscontri sia per i fruitori dei servizi.

Il Prefetto Maria Rita Cocciufa, che ha  già stilato con i vertici delle Forze di Polizia   un Piano Coordinato sui controlli da effettuarsi presso tutte le tipologie di esercizi pubblici destinati  alla somministrazione di cibi e bevande, all’intrattenimento ed alle attività sportive e ricreative in genere, individuati dalla modifica normativa introdotta,  ha voluto coinvolgere i rappresentanti delle   categorie al fine di collaborare nella sensibilizzazione dei rispettivi associati e degli esercenti in genere sull’assoluta  cogenza dell’obbligo di controllare il possesso delle prescritte certificazioni da parte  dell’utenza e nella divulgazione delle prescrizioni tra i fruitori dei servizi con l’auspicabile  invito  al puntuale rispetto delle regole poste a tutela della salute.

Un richiamo è stato fatto, altresì, sulla necessità di non recedere ed anzi aumentare l’attenzione sul rispetto delle norme già in vigore per l’accesso agli esercizi commerciali e riguardanti l’uso dei dispositivi, il divieto di assembramento e gli ingressi contingentati.

Analoga collaborazione nell’attività di sensibilizzazione è stata richiesta al Sindaco del Capoluogo ed al Commissario del Libero Consorzio, mentre i sindaci dei rimanenti Comuni saranno interessati per iscritto affinché tutti,  giovandosi della loro posizione di prossimità,  possano  adoperarsi per una efficace azione di prevenzione e, anche a mezzo della Polizia Locale, concorrere all’azione di repressione dei comportamenti difformi.

Tutti i partecipanti hanno assicurato il pieno concorso nelle attività richiamate confermando che sono già in atto, anche su input dei rispettivi organismi nazionali, delle mirate campagne di informazione e sensibilizzazione rivolte  agli associati ma che mirano anche al coinvolgimento dei non iscritti. In tal senso il Commissario della Camera di Commercio ha garantito l’effettuazione di un’azione capillare potendo disporre degli elenchi completi degli esercizi e delle attività interessate.

Il Prefetto, nel richiamare l’interesse collettivo al rispetto delle regole e l’interesse specifico degli esercizi che, ottemperando agli obblighi di controllo, potrebbero subire azioni di “concorrenza sleale” da parte di altri esercenti che, tolleranti e lassisti nei controlli, ammettono nei loro locali avventori privi di certificazioni, ha invitato tutti ad una “intelligente comunicazione” da effettuarsi ciascuno nel proprio ambito con l’obiettivo comune e condiviso di compendiare la tutela della salute con la possibilità di svolgere quotidiane attività di vita che consentano momenti di socialità e di svago anche in previsione delle festività di fine anno.

I saldi invernali in Sicilia inizieranno ufficialmente il 2 gennaio e si concluderanno il 15 marzo. L’assessorato regionale alle Attività produttive ha accolto la richiesta delle associazioni di categoria di anticipare la data, come nel resto d’Italia, dato che lo scorso anno sono iniziati il 7 gennaio a causa delle limitazioni e dei divieti per imprese e cittadini imposti dalla pandemia. L’assessore Turano afferma: “Ho voluto accogliere le richieste delle associazioni dei commercianti, che conoscono a fondo il mercato in questo particolare momento, e anticipare la data”. E il presidente di ConfImprese Sicilia, Giovanni Felice, commenta: “Giusto anticipare la data al 2 gennaio per non dare ulteriori vantaggi al commercio online. E’ comunque difficile fare previsioni di vendita, perché il covid sembra avere cambiato le abitudini dei consumatori”.

Salvatore Di Gangi, il capomafia di Sciacca di 79 anni trovato morto in una galleria della stazione Principe a Genova sabato scorso 27 novembre, non è stato ucciso. E’ quanto emerge dall’autopsia eseguita su incarico della Procura di Genova. E’ ancora da accertare se il decesso sia stato causato da un malore o dall’impatto con un treno. Di Gangi è stato scarcerato venerdì 26 novembre dal carcere di Asti per “gravi deficit cognitivi incompatibili con il regime carcerario”. La Procura intende valutare se ricorra il reato di abbandono di persona incapace. E poi se i familiari siano stati avvisati della scarcerazione. E poi se il capotreno che lo ha invitato a scendere dal treno perché senza green pass, abbia capito di trovarsi davanti a un uomo non in grado di gestirsi da solo. I familiari di Di Gangi hanno nominato un perito di parte che ha assistito all’autopsia.

Dopo l’ok dell’Aifa è pronto il piano vaccinazioni per la fascia di età 5-11 anni. La struttura commissariale ha programmato la distribuzione a dicembre di 1,5 milioni di dosi pediatriche di vaccino.

Si tratta di una prima tranche di sieri che sarà poi integrata a gennaio e saranno rese disponibili a partire dal 15 dicembre, in modo che tutte le strutture vaccinali delle Regioni e Province autonome, saranno in grado di procedere alla vaccinazione dei bambini a partire dal giorno successivo, il 16 dicembre.

Finanza per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. L’attività era iniziata la sera del 23 novembre, quando una vedetta della Guardia di Finanza in servizio a Pantelleria veniva dirottata su un target sospetto avvistato dalla rete radar costiera, monitorata dalla Sala
Operativa del Reparto Operativo Aeronavale di Palermo.

L’intervento tempestivo dell’unità navale consentiva di localizzare ed intercettare un gommone guidato da un soggetto tunisino che si stava allontanando dall’isola a luci spente, in direzione della Tunisia; a bordo venivano rinvenute numerose taniche di benzina, generi alimentari, bottiglie di acqua vuote, giubbotti di salvataggio ed indumenti vari, segni evidenti che il natante era stato utilizzato per il trasporto di altre persone.
Condivisa immediatamente l’informazione con la Tenenza della Guardia di Finanza di Pantelleria, veniva inviata una pattuglia per una ricognizione costiera della zona antistante l’intercetto in mare; qualche ora dopo, nei pressi della località di Martingana, i finanzieri rintracciavano 15 soggetti di nazionalità tunisina, evidentemente appena sbarcati sull’isola.
I successivi accertamenti di Polizia Giudiziaria, coordinati dalla Procura della Repubblica di Marsala, hanno permesso di acquisire e documentare gravi indizi di colpevolezza a carico dello scafista tunisino che è stato pertanto sottoposto a fermo di indiziato di delitto e trasportato a bordo di un elicottero delle Fiamme Gialle al carcere di Termini Imerese.

Marco Vullo, Assessore ai servizi sociali del Comune di Agrigento, comunica che è pubblicato sul sito istituzionale, www.comune.agrigento.it , l’Avviso pubblico per l’erogazione di contributi sotto forma di voucher per i disabili minori gravi per portare a compimento progetti individuali: assistenziali, sociali e riabilitativi.

Questo Avviso, continua l’Assessore attraverso il distretto socio-sanitario, potrà offrire dei servizi  socio-assistenziali e socio-sanitari per i minori gravi che daranno sollievo alle famiglie e hanno lo scopo di migliorare lo standard di vita con dei progetti individuali per i soggetti presi in carico.

Questi interventi finanziari guardano al disabile minore nella globalità e prevedono quattro ambiti di intervento:

sanitario;

integrazione scolastica;

integrazione socio-economica e lavorativa;

inserimento ed integrazione sociale.

Per fare un esempio pregnante nel piano personalizzato è previsto il trasporto per la frequenza scolastica o ai centri di riabilitazione, questi piani hanno lo scopo di indirizzare le azioni di sostegno ai veri bisogni del disabile.

Dopo la presentazione della domanda si passerà alla redazione di un patto di servizio e contestuale comunicazione e invio all’Unità Multidimensionale di Valutazione per erogare il piano personalizzato con forme di assistenza diretta e indiretta per il disabile minore grave.

Nella valutazione del progetto personalizzato del disabile minore grave avranno un ruolo fondamentale gli uffici dei servizi sociali del Comune.

Le domande che scadono giorno 9 dicembre devono essere corredate dalla fotocopia del documento di riconoscimento del beneficiario, dalla copia dell’attestazione della 104/92 art.3 comma 3 e la presentazione dell’Isee 2021 con i redditi riferiti al 2020.

Questo Avviso, conclude l’Assessore Vullo, è uno strumento importantissimo per garantire servizi socio-assistenziali, sanitari e sociali concreti ai tanti disabili minori gravi che necessitano una cura ,una assistenza e dei progetti globali per poter recuperare quanto meno i bisogni primari.

Un percorso deve essere sostenuto con forza dalle istituzioni locali per i disabili e le loro famiglie e in questo percorso l’Assessorato ai servizi sociali si batterà con tutte le forze per non deludere una platea che merita attenzioni tutto l’anno.

E così arriva la sospensione per il sindaco di Salvo Pogliese. La legge Severino resta valida e con essa la sospensione per 18 mesi del sindaco di Catania, Salvo Pogliese, condannato in primo grado dal Tribunale di Palermo.

Adesso, la Prefettura, ricevuta la notifica dalla Corte costituzionale, trasmetterà gli atti al Tribunale che dovrà rendere esecutivo il pronunciamento, secondo una procedura che non ha precedenti in Italia.

«Anche stavolta per la sua concreta applicazione mi rimetto rispettosamente al giudizio della magistratura ordinaria, visto che fu proprio il Tribunale etneo, esattamente un anno addietro, a reintegrarmi nelle mie funzioni dopo la temporanea sospensione. Continuerò nel frattempo a lavorare svolgendo il ruolo di sindaco per Catania e nell’interesse dei suoi cittadini, incarico che con largo consenso sono stato chiamato a ricoprire», ha dichiarato Pogliese, che tende a puntualizzare il giudizio politico negativo e condiviso sulla contestata legge.

Pogliese è stato condannato in primo grado a 4 anni e 3 mesi di reclusione per peculato continuato, le così dette «spese pazze all’Ars», quando era capogruppo del Popolo delle libertà. Il sindaco, che cederà la guida dell’amministrazione al suo vice, come avvenuto in precedenza, dovrebbe scontare, quindi, circa altri 14 mesi di sospensione, che scadrebbero poco prima del completamento della consiliatura a maggio-giugno del 2023.

I temporali che si sono abbattuti nella parte occidentale della provincia di Agrigento hanno provocato l’esondazione del fiume Platani, a danno del comprensorio agricolo di Ribera comprendente circa 150 aziende. Si sono allagati almeno 300 ettari di terreni, e cancellate alcune strade di accesso ai poderi. Non è la prima volta che accade a Ribera, e il sindaco Matteo Ruvolo denuncia: “Da anni viene chiesta alla Regione la pulizia dell’alveo del fiume Platani, liberandolo da tronchi, pietre e fango, ma purtroppo questi interventi non vengono mai fatti, e le conseguenze sono quelle immaginabili”. E gli imprenditori della zona aggiungono: “Non ce la facciamo più. Ogni anno la condizione del letto del Platani è segnalata alla Regione ma senza alcun riscontro. Sono almeno 300 gli ettari di terreno interessati. Tanti anni di lavoro vengono vanificati in modo inaccettabile”.

Lungo l’autostrada Messina – Palermo, nei pressi dello svincolo per Santo Stefano di Camastra, una donna di Mistretta, dove il reparto ospedadiero di ostetricia è stato soppresso, ha partorito in automobile in una piazzola di sosta, aiutata dal marito e da alcuni operai dell’Anas. E il bimbo è morto, prima che poi, con un’ambulanza del 118, giungessero all’ospedale “Romeo” di Patti, che dista 80 chilometri da Mistretta. E’ stata una disperata corsa contro il tempo. La ragazza, al settimo mese di gravidanza, è stata costretta a partorire tra dolori devastanti e doglie insopportabili. La Procura di Patti ha avviato un’inchiesta. Sarà effettuata l’autopsia sul neonato.