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Si svolgerà dal 27 giugno al 3 luglio 2021, al Teatro Antico, la 67ma edizione del Taormina Film Fest.
In un anno particolarmente significativo per il cinema mondiale, il Film Fest si presenta con una direzione artistica rinnovata e, per la prima volta, composta da tre firme del giornalismo e della critica cinematografica: Francesco Alò (Il Messaggero, BadTaste.it), Alessandra De Luca (Avvenire, Ciak) e Federico Pontiggia (La Rivista del Cinematografo, Il Fatto Quotidiano, Movie Mag).

Il coordinamento è di Gida Salvino, autrice televisiva.
Il festival è prodotto e organizzato da Videobank nell’ambito di un mandato triennale – su concessione della Fondazione Taormina Arte Sicilia e con il patrocinio dell’assessorato del Turismo dello Sport e dello Spettacolo della Regione Sicilia, della Sicilia Film Commission, del Comune di Taormina e del Mibact.

Al debutto di questa nuova sfida, Videobank ringrazia Leo Gullotta, il direttore artistico che ha portato a termine il suo incarico alla guida della passata edizione, e il condirettore Francesco Calogero.

Nel 2021 si torna quindi al Teatro Antico che, con i suoi 4.500 posti, si configura come uno dei cinema all’aperto più grandi e certamente più affascinanti del mondo.

A Palermo una donna di 55 anni, Elena Altieri, è morta ieri sera investita da un’automobile pirata in via Sacco e Vanzetti, nel rione Sperone. Nello stesso punto nell’ottobre scorso è stato investito e ucciso un anziano. La vittima è stata trovata riversa sull’asfalto da un uomo appena uscito da un panificio e che ha lanciato l’allarme. I sanitari del 118, intervenuti sul posto, hanno constatato la morte. Gli agenti dell’infortunistica della polizia municipale hanno effettuato i rilievi di rito. Indagini in corso.

Un morto e sei feriti è il bilancio di un grave incidente stradale avvenuto nella serata di ieri lungo la A19 Palermo – Catania, tra gli svincoli di Altavilla Milicia e Casteldaccia, in direzione Palermo. E’ morto Pietro D’Arrigo, 55 anni, di Borgetto, in provincia di Palermo, a bordo insieme a sei operai su un furgone che, per cause in corso di accertamento, si è scontrato con un camion fermo nella corsia di emergenza. L’autostrada è stata chiusa per consentire le operazioni di soccorso. D’Arrigo è stato trasportato dai sanitari del 118 all’ospedale Civico dove è morto. Le indagini sull’incidente sono condotte dalla polizia stradale di Buonfornello.

Il Gip di Palermo Filippo Serio, non accoglie tutte le richieste dei Pm della Dda e così rigetta 14 arresti ritenuti dalla procura importanti al fine dell’organizzazione criminale finalizzata al traffico di droga.
La motivazione della risposta negativa agli arresti risiede nel fatto che – secondo il giudice – malgrado si tratti di persone che sono addentro l’ambiente della droga, “le condotte sono finalizzate ai propri profitti e non di gruppo”. Cade così l’aggravante mafiosa in riferimento all’accusa di traffico di droga perché come specificato”

numeri dell’operazione “Oro bianco” potevano essere anche più consistenti se il gip di Palermo, Filippo Serio, avesse accolto tutte le richieste dei pm della Dda. In particolare sono stati rigettati gli arresti di 14 indagati che i magistrati della Procura ritenevano fossero organici all’organizzazione dedita al traffico di droga.

Secondo il giudice, pur trattandosi di persone che gravitano nell’ambiente degli stupefacenti, “le condotte appaiono dirette a massimizzare i propri profitti e non di gruppo”. Cade anche l’aggravante mafiosa, in relazione all’accusa di traffico di droga, perché “mancano specifici elementi da cui desumere il preciso intento degli indagati di agevolare, con la propria condotta, l’associazione mafiosa”.

 

La Procura della Repubblica di Sciacca ha chiesto il rinvio a giudizio a carico di tre imputati nell’ambito dell’inchiesta scaturita dalla tragedia risalente allo scorso Carnevale, al 22 febbraio 2020, costata la vita al piccolo Salvatore Sclafani, 4 anni, morto dopo essere caduto da un carro allegorico, su cui lo ha appoggiato il padre, durante la sfilata. I tre sono Francesco Sclafani, padre del bambino, Giuseppe Sclafani, presidente dell’associazione culturale “E ora li femmi tu” (che ha costruito il carro “Volere volare” coinvolto nell’incidente) e Giuseppe Corona, presidente della Futuris S.r.l., la società a cui il Comune ha affidato l’organizzazione della manifestazione. Tutti rispondo di omicidio colposo.
L’udienza preliminare innanzi al giudice Alberto Davico è in programma il prossimo 19 marzo.

Il sindaco di Agrigento, con propria ordinanza, ha deciso che tutte le scuole materne, sia pubbliche che private, dovranno rimanere chiuse fino al 30 gennaio così come gli asili nido. Considerato che in città i casi di Covid 19 sono in continuo aumento, Franco Micciché ha deciso di far continuare il blocco agli asili nido e alle materne per altre due settimane. Infatti, l’ordinanza che aveva deciso sabato scorso nove gennaio, andava a scadere nella giornata di domani.

Mio padre è sordo e cieco e non riesco ad avere notizie mentre si trova ricoverato al reparto Covid del Policlinico di Palermo. Non possiamo chiamarlo al cellulare, e ci dobbiamo affidare ai medici e infermieri che non rispondono” – questa la denuncia del figlio di un uomo di 83 anni che si trova da alcuni giorni nel reparto Covid dopo essere stato ricoverato in Cardiologia il 2 gennaio scorso. In quest’ultimo reparto sono stati sospesi i ricoveri a causa di un focolaio di Covid scoppiato nei giorni scorsi.

L’anziano era stato ricoverato in cardiologia perché non stava bene, dopo essere giunto con un’ambulanza. Era negativo al covid. Dopo qualche giorno i medici avrebbero voluto dimetterlo se il tampone fosse risultato negativo, ma l’uomo aveva contratto il covid.
Il figlio dell’uomo e tutti gli altri familiari, sottoposti al controllo sono risultati negativi, pertanto, stando al racconto del figlio, l’83enne avrebbe contratto il virus all0interno del reparto dove, come aveva riferito il medico, vi erano 6 infetti.
Ma da allora dell’uomo non si hanno più notizie.

Ha così continuato: “Chiamiamo al telefono e nessuno risponde. Possibile che non si riesca ad organizzare un call center per dare notizie ai parenti? E’ una vergogna”. “Qualche giorno fa sono andato nel reparto dove naturalmente non si può entrare e abbiamo saputo che mio padre aveva espresso il desiderio di un piatto di pasta cucinato da mia sorella. Noi lo abbiamo esaudito. Ma non sappiamo se mio padre quel piatto di pasta lo abbia mangiato”.

 

“La Sicilia diventa ‘zona rossa’: è il fallimento del commissario Covid Nello Musumeci che con alcune recenti dichiarazioni ha provato ad anticipare la scelta del governo nazionale, nel goffo tentativo di ‘mettere le mani avanti per non cadere all’indietro’. Musumeci ha portato la Sicilia al lockdown: si dimetta da commissario Covid”.
Lo dicono il capogruppo PD all’Ars Giuseppe Lupo ed i componenti della commissione Sanità Antonello Cracolici e Giuseppe Arancio.
“Invece di ascoltare le proposte del PD all’Ars, come quelle sull’esigenza di triplicare il numero di tamponi effettuati e di aumentare il numero dei mezzi pubblici di trasporto – proseguono Lupo, Cracolici ed Arancio – Musumeci ha fatto orecchie da mercante. E è bene ricordare che stiamo parlando dello stesso Musumeci che appena qualche settimana fa ha contestato la ‘zona arancione’, dimostrando di non avere il senso della tragica realtà che vive la Sicilia, soprattutto per la sua incapacità nel contrastare l’epidemia”.

“In previsione della possibile riapertura degli istituti scolastici fissata il 18 gennaio il Dipartimento regionale per le attività sanitarie ha inviato, il 13 gennaio, una nota agli enti ed alle strutture interessate chiedendo di effettuare attività di screening a favore degli alunni e dei docenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado in soli tre giorni, dal 14 al 17 gennaio. Perché questa azione è stata decisa con tanto ritardo, ed avviata solo all’ultimo momento? Perché non è stato dato il giusto peso alle iniziative parlamentari con le quali avevamo segnalato questa situazione per tempo?”. Lo dicono il capogruppo PD all’Ars Giuseppe Lupo ed il parlamentare regionale Nello Dipasquale componente della commissione Cultura e Formazione, che sulla vicenda hanno presentato una interpellanza all’Ars firmata anche dagli altri deputati del gruppo PD.
“Siamo di fronte all’ennesimo pasticcio nella gestione dell’emergenza Covid in Sicilia targata Musumeci-Razza, in questo caso con responsabilità anche da parte dell’assessore all’Istruzione Lagalla – aggiungono Lupo e Dipasquale – si va avanti all’insegna dell’improvvisazione anche in un settore come quello scolastico già messo a dura prova dall’emergenza Covid”.
Nell’interpellanza gli esponenti del PD chiedono di sapere:
– se non si ritenga la nota sopracitata tardiva, sebbene gli interroganti ne abbiano sollecitato anzitempo la necessità, e se non si ravvisi realisticamente l’inefficacia relativamente all’obiettivo di determinare, così come stabilito per il 18 gennaio, uno screening dettagliato e funzionale alla ripresa in tempo utile delle attività didattiche in presenza delle scuole primarie e secondarie di primo grado;
– quali ragioni hanno impedito all’assessore all’Istruzione di confrontarsi operativamente nel merito delle questioni sin qui sollevate nella V Commissione legislativa Cultura e Formazione allo scopo di rendere più funzionali e partecipate le scelte da adottare;
– se e quali iniziative urgenti si intendono adottare per garantire in misura adeguata personale sanitario all’interno degli istituti per una veloce effettuazione dei tamponi senza incorrere in situazioni di rischio per il contagio e se non ritenga necessario a tal fine predisporre l’assistenza diretta e dedicata dalle Usca.

“Riaffiorano durante i lavori di catalogazione e restauro i primi gradini della scalinata della vecchia chiesa madre di Montevago distrutta dal sisma del 1968. Veder riemergere le prime parti del nostro duomo è una grande emozione”. Lo ha detto il sindaco Margherita La Rocca Ruvolo oggi a margine di un sopralluogo nel cantiere della vecchia chiesa Madre aperto nelle scorse settimane.

Il finanziamento complessivo dell’assessorato regionale alle Infrastrutture ammonta a circa 750mila euro; ad aggiudicarsi la gara del primo stralcio funzionale è stata l’Impresalv Srl di Favara. Il progetto prevede la rimozione dei massi rimasti nella struttura dopo il crollo provocato dal terremoto del 1968, la messa in sicurezza delle colonne e quindi la fruizione al pubblico della pavimentazione della chiesa ai fini turistici. Un altro progetto da un milione di euro per un ulteriore intervento di recupero e valorizzazione del vecchio duomo del centro belicino è già stato presentato comune al ministero dei Beni culturali.

“Diversi – ha aggiunto il primo cittadino – gli interventi di riqualificazione che abbiamo realizzato in questi anni nel vecchio centro di Montevago oggi vestito a nuovo per onorare le vittime del sisma, per trasmettere il valore della memoria collettiva della nostra comunità alle nuove generazioni e per valorizzare il nostro patrimonio culturale, architettonico e paesaggistico ai fini turistici. Quello del restauro della chiesa Madre è un progetto importante sia sul piano del recupero dei beni culturali sia per quello che rappresenta per la nostra comunità, per la sua identità e il suo senso di appartenenza. Sarà davvero emozionante poter tornare a calpestare il pavimento di un luogo a noi molto caro”.

La cattedrale di Montevago fu costruita nel luogo in cui sorgeva un tempo la chiesa del Santissimo Crocifisso. E’ dedicata agli Apostoli Pietro e Paolo e fu iniziata a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo dal principe Giovanni Gravina Moncada. Portata a termine dal cardinale Pietro Gravina, fu consacrata nel 1820. La facciata presentava una sagoma neoclassica articolata su due ordini sovrapposti e affiancata da due alti campanili. L’interno era a croce latina, diviso in tre navate con cappelle laterali. All’incrocio del transetto con la navata centrale si innalzava la cupola emisferica. Le pareti dell’abside erano decorate da affreschi monocromatici rappresentanti storie bibliche, mentre nelle cappelle laterali sorgevano altari ornati da pregevoli opere artistiche di tipo scultoreo e pittorico. Dopo il sisma del 1968 l’opera andò quasi completamente distrutta.