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Majdi Bouaicha, tunisino di 25 anni, latitante da maggio dello scorso anno, è stato arrestato dagli agenti del Commissariato di Polizia di Canicattì.

Il giovane era finito sotto inchiesta per spaccio di sostanze stupefacenti e aveva fatto perdere le sue tracce.

I poliziotti lo hanno tratto in arresto sabato scorso. Il tunisino in un primo momento era riuscito a sfuggire all’arresto scappando per i tetti di uno stabile del centro storico, ma è stato braccato e individuato, mentre si nascondeva in mezzo alla vegetazione.

Un connazionale dell’arrestato è stato denunciato per favoreggiamento personale per aver dato ospitalità allo stesso.

Dopo anni riprende il festival delle novene al centro storico di Agrigento. Quest’anno  i festeggiamenti per il Santo Natale partono dal quartiere di San Girolamo.

Il sindaco Lillo Firetto e l’assessore comunale al centro storico, Nino Amato, son o stati presenti all’apertura delle manifestazioni annunciando che molti altri eventi  seguiranno sia in via Atenea che in altre zone del cuore antico della città .

Avrebbe minacciato ripetutamente un imprenditore agrigentino pubblicando foto su Facebook e scrivendo frasi minatorie sui social network. Il 22 settembre scorso, invece, avrebbe tentato di investire il figlio del commerciante.

Da quest’ultimo episodio sarebbe scattata la denuncia per stalking nei confronti di un 40enne di Agrigento. Adesso il giudice del Tribunale di Agrigento Luisa Turco ha firmato il provvedimento di allontanamento dai luoghi frequentati dalle “vittime”.

Il 40enne è indagato per stalking e danneggiamento.

Un disoccupato agrigentino di 40 anni è stato denunciato, per l’ipotesi di reato di minaccia aggravata, nei confronti di una coppia di coniugi. Il fatto è avvenuto la scorsa sera in via Gioeni, arteria del centro cittadino.

Evidentemente tra le due famiglie non scorre buon sangue da diverso tempo. Il 40enne, alla vista dei coniugi, ha prima puntato un fucile da sub all’indirizzo dell’uomo. Successivamente ha scagliato una pietra nei confronti della donna che è stata colpita alla testa.

Per lei, dopo le cure, una prognosi di 7 giorni.

Un 58enne agrigentino ha tentato il suicidio la scorsa notte sporgendosi dal viadotto Morandi, tristemente famoso anche per questo tipo di azioni. A salvargli la vita sono stati gli agenti della sezione Volanti della Questura di Agrigento avvisati da una chiamata.

L’uomo, prima di effettuare l’insano gesto, avrebbe chiamato i familiari per l’ultimo saluto. Questo momento di tentennamento è stato fondamentale per i poliziotti che sono intervenuti e hanno scongiurato il peggio.

Ad Agrigento, nella sede del Consorzio universitario, in via Quartararo, in contrada Calcarelle, è stata inaugurata la nuova sede del Liceo musicale Ettore Majorana di Agrigento. Aule e laboratori accoglieranno 63 studenti di 4 classi in spazi più ampi e con le necessarie caratteristiche acustiche. Nei nuovi locali sono stati allestiti un’aula di percussione e in particolare un ampio laboratorio di tecnologia musicale con un’aula di 100 metri quadrati, fornita di apparecchiature elettroniche d’avanguardia.

La dr.ssa M.Y. di di 37 anni di Agrigento , laureata in economia e commercio con il voto di 110 e lode, a distanza di circa nove anni dal conseguimento della laurea riceveva dall’Università di Palermo una nota avente ad oggetto la comunicazione di avvio del procedimento finalizzato all’annullamento di alcuni esami sostenuti anche dodici anni prima; nella citata nota l’Università asseriva che a seguito di verifiche effettuate si erano riscontrate delle anomalie nella registrazione degli insegnamenti presenti nel piano di studi per il conseguimento del diploma di laurea in Economia e Commercio. La commercialista agrigentina inoltrava le proprie controdeduzioni, ma dopo oltre un anno le veniva comunicato il decreto rettorale di annullamento in autotutela di quattro esami ed il conseguente annullamento in autotutela del titolo accademico. La commercialista proponeva allora un ricorso davanti al Tar Sicilia, con il patrocinio degli Avvocati Girolamo Rubino e Gerlando Alonge, contro l’Università degli Studi di Palermo, per l’annullamento, previa sospensione, del decreto rettorale suindicato. In particolare gli Avvocati Rubino e Alonge hanno lamentato la violazione della  legge sull’esercizio del potere di autotutela, sotto il profilo della tardività del procedimento, nonchè una grave forma di eccesso di potere sotto il profilo del difetto di istruttoria e di motivazione, senza alcuna effettiva valutazione delle articolate deduzioni procedimentali prodotte. Si è costituita in giudizio l’Università degli Studi di Palermo, rappresentata e difesa dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Palermo, per chiedere il rigetto del ricorso, previa reiezione della richiesta cautelare avanzata dai difensori. Già in sede cautelare il Tar Sicilia, Palermo, Sezione Prima, aveva accolto la richiesta di sospensione dell’esecuzione dei provvedimenti impugnati, ritenendo sussistente il pregiudizio grave ed irreparabile incombente sulla ricorrente, alla luce della ricaduta sulla posizione lavorativa della ricorrente medesima. Da ultimo, esaminando il merito della controversia, il Tar Sicilia, Palermo, Sezione Prima,  ha accolto il ricorso, annullando i provvedimenti impugnati, condividendo le censure formulate dagli Avvocati Rubino e Alonge , sotto il profilo della tardività del provvedimento impugnato, per avere l’Università superato il termine di diciotto mesi previsto per l’esercizio dell’autotutela, nonchè sotto il profilo dell’eccesso di potere per difetto di istruttoria e di motivazione, per non avere l’Università ascoltato i membri della commissione d’esame per verificare con gli stessi le rispettive sottoscrizioni . Pertanto, per effetto della sentenza resa dal Tar la commercialista agrigentina potrà continuare regolarmente la propria attività lavorativa mentre l’Università degli Studi di Palermo dovrà provvedere alla refusione del contributo unificato alla ricorrente. 

Doppio appuntamento, stamani, per i Volontari di Strada: a Villaseta per proseguire le iniziative legate alla rassegna “C’è il Natale a Villaseta” e nel quartiere di Bonamorone, raccogliendo l’appello e il grido i dolore dell’operatore culturale Mario Pardo, per dare un segnale di vicinanza e solidarietà alle decine di residenti che vivono in una situazione di disagio economico.

A Villaseta l’appuntamento odierno ha visto protagonista il noto e bravissimo vignettista Sergio Criminisi che ha realizzato un bellissimo murales. Un disegno molto significativo, nel quale, oltre al nostro logo, spiccano anche tante mani e braccia levate al cielo. Per l’occasione c’è stata la gradita visita del Questore Maurizio Auriemma che ha particolarmente apprezzato l’opera di Sergio Criminisi.

Ho accolto con immenso piacere – sottolinea l’artista – l’invito che mi è stato rivolto dai soci dell’Associazione Volontari di Strada per realizzare un murales nel centro commerciale di Villaseta. Una iniziativa quella mia, unita a quelle che si sono realizzate nei giorni scorsi, che hanno acceso i riflettori su un quartiere difficile”.

Altro appuntamento, come detto, nel quartiere di Bonamorone, dove decine di volontari hanno creato un momento di festa per i bambini residenti, distribuendo giocattoli, vestiario e alimenti.

Nel corso della mattinata, ha fatto visita al quartiere, nel bel mezzo delle iniziative, il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto, che ha ricolto parole di apprezzamento per l’iniziativa.    

Due momenti di grandissimo coinvolgimento – sottolinea la presidente Anna Marino ­ che ci ha riempito il cuore, come peraltro testimoniato dal bellissimo murales di Sergio Criminesi. Alla domanda che parte col cuore di quanti hanno bisogno, noi rispondiamo offrendo le nostre mani piene di cuore e di solidarietà. A Bonamorone abbiamo voluto raccogliere l’appello, quasi una sorta di grido di allarme e di dolore di Mario Pardo, per dare un segnale di vicinanza, appoggio e di assistenza alle diverse famiglie bisognose del quartiere”

Giovedì 20 Dicembre, appuntamento ancora con l’iniziativa “C’è il Natale a Villaseta”. Dalle 16,30, incontro con le Istituzioni e scambio degli auguri di Natale con animazione musicale natalizia. Prevista l’esibizione del gruppo “I Tammurinara di Girgenti”, il Gruppo folk “I Fiori del mandorlo” di Tiziana Barone e Filippo Mandracchia e distribuzione di regali ai bambini.

Indagini in corso dei carabinieri della Tenenza di Favara per risalire alla natura e al perché qualcuno, nella notte tra giovedì e venerdì, abbia dato fuoco al portone di casa – in via Ancona – di un imprenditore di 37 anni.

E’ stato proprio quest’ultimo ad accorgersi del rogo che aveva cominciato a propagarsi. Sceso subito davanti l’ingresso di casa il 37enne ha immediatamente avvisato le forze dell’ordine. I carabinieri della Tenenza di Favara hanno sentito l’imprenditore e raccolta la sua testimonianza.

Intimidazione, una ragazzata? Sarà compito degli inquirenti stabilirne la natura.

Le feste natalizie sono ormai alle porte ma i residenti di Favara Ovest, questione ultra decennale aperta come una ferita, non stanno certamente trascorrendo dei giorni felici.

Negli ultimi giorni, infatti, sono state recapitate a casa di quasi 800 famiglie che da anni si trovano nella “assurda” condizione di essere abitanti sia di Favara che di Agrigento, le cartelle della Tari. In particolare è arrivato il conto della tassa sui rifiuti che fa riferimento al 2011 mentre a giorni arriverà anche quella del 2013 con cartelle che in alcuni casi sfiorano anche i 3 mila euro.

Una situazione davvero difficile se si consideri che molte delle famiglie in questioni hanno già versato – per la stessa tassa – soldi al comune di Favara. E così si ricomincia il solito andirivieni degli sfortunati residenti nei vari uffici tecnici dei due comuni. Un accordo era stato già trovato in passato – dopo diverse battaglie legali – ma nella sostanza nulla è cambiato.

A farsi portatore di questa “battaglia” – come già peraltro avvenuto in passato – è l’avvocato Giuseppe Fanara che dichiara: “Non si può costringere un cittadino che ha già pagato la Tari ad affidarsi ad uno studio legale, con i relativi costi. E’ una pretesa illogica”.