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894 i nuovi casi di Covid19 registrati in Sicilia nelle ultime 24 ore su 6.216 tamponi eseguiti. I decessi sono 22, che portano il totale a 2.203.

Con i nuovi casi sono a 33.492 gli attuali positivi, con un decremento di 411 casi rispetto a ieri. Di questi sono ricoverati 1.235 siciliani, 32 in piu’ rispetto al dato complessivo di ieri; 1.059 dei quali in regime ordinario, 27 in meno rispetto a ieri; 176 in terapia intensiva 5 in meno sempre rispetto a ieri. I guariti sono 1283.

I nuovi casi divisi per province:

Catania 285,

Palermo 150,

Messina 199,

Ragusa 21,

Trapani 42,

Siracusa 72,

Agrigento 36,

Caltanissetta 48,

Enna 41.

 

 

Sarà la Protezione Civile del Libero Consorzio Comunale di Agrigento a supportare l’ASP di Agrigento nel drive-in allestito dalla stessa Azienda Sanitaria in contrada Caos per l’esecuzione dei tamponi rapidi quale misura di contenimento dei contagi da Covid-19, ai sensi dell’Ordinanza 64/2020 del Presidente della Regione Siciliana. Su richiesta della direzione del Dipartimento di Prevenzione dell’ASP il Commissario Straordinario del Libero Consorzio dr. Girolamo Alberto Di Pisa ha autorizzato, infatti, l’Ufficio Provinciale di Protezione Civile a gestire l’afflusso, prevedibilmente molto alto, di quanti, rientrando per le ferie natalizie sul nostro territorio, effettueranno i tamponi rapidi nel nuovo drive-in allestito dall’ASP in contrada Caos.

Il servizio, coordinato dal funzionario responsabile del Gruppo Protezione Civile dr. Marzio Tuttolomondo, è già iniziato e sarà effettuato quotidianamente e sino al prossimo 7 gennaio 2021 dalle ore 8.00 alle ore 14.00, giorni festivi compresi, dal personale dello stesso Ufficio e dai volontari delle Associazioni che hanno dato la loro disponibilità, ovvero Giubbe d’Italia di Santa Elisabetta, Giubbe d’Italia di Aragona, GISE di Agrigento, Associazione Europea Operatori di Polizia di Porto Empedocle, Associazione Nazionale Finanzieri d’Italia di Agrigento, Grifoni di Favara e Misericordia di Realmonte.

La Confasi Sicilia ha inviato una lettera- diffida al Presidente del Consiglio Conte e alla ministra dell’Istruzione Azzolina con la quale si chiede “di  programmare il rientro scolastico previsto per il prossimo 7 gennaio nella massima sicurezza a tutela degli insegnanti, del personale scolastico e degli alunni“. In particolare Confasi  ritiene che si possa tornare fra i banchi solo se ” se si sia  provveduto ad una verifica degli impianti di areazione delle aule  onde scongiurare contagi da effetto aero-sol, al  monitoraggio obbligatorio e periodico per docenti, studenti e personale  con tamponi molecolari (più attendibili dei tamponi antigenici), al potenziamento dei trasporti dedicati al pendolarismo scolastico e alla pubblicazione del numero effettivo dei contagi nei singoli istituti”. In assenza di queste azioni- scrivono nella lettera il Presidente regionale di Confasi Davide Lercara e i responsabili Scuola Ida Vasta, Francesco Tulone, Salvatore Liotta e Ornella Rizzo- saremo pronti a tutelare legalmente la classe docente che possa avere contagi riconducibili al lavoro svolto in ambito scolastico“. Secondo Confasi, infatti, i recenti dati del Piemonte  hanno evidenziato inequivocabilmente che il personale è maggiormente esposto al Covid -19  che ha causato decessi di insegnanti e collaboratori avvenuti, per l’appunto, dentro le mura scolastiche.

La Guardia di Finanza del Comando provinciale di Catania ha arrestato Giuseppe Raneri, 48 anni, presunto esponente del clan Cintorino, articolazione della cosca Cappello a Calatabiano, per lesioni personali aggravate e violenza privata aggravata dal metodo mafioso. Secondo quanto emerso dalle indagini, a fronte del mancato pagamento di una somma di denaro, Raneri avrebbe compiuto gravissimi atti di intimidazione e di violenza nei confronti del suo debitore. La prima volta, assieme a due spalleggiatori, ha minacciato l’uomo di gravissime ritorsioni, compresa la “gambizzazione” se non avesse onorato il pagamento. La seconda volta Raneri, assieme a un complice, ha prima investito con l’auto e ha poi violentemente percosso il debitore, procurandogli un trauma cranico-facciale e un altro trauma al torace e all’addome. La terza volta, con l’aiuto di due complici, l’ha aggredito con una spranga di ferro e poi lo ha inseguito fino a casa per minacciarlo.

La deputata nazionale del Movimento 5 Stelle, Rosalba Cimino, annuncia che nella manovra di bilancio è stato inserito il contributo economico a favore dei Comuni di frontiera e costieri, per sostenerli nella gestione del fenomeno migratorio. Tra tali Comuni rientra anche Porto Empedocle. La stessa Rosalba Cimino commenta: “Avevamo detto che avremmo aiutato concretamente questi territori, e oggi manteniamo alta l’attenzione sulle problematiche che stanno affrontando. Queste risorse potranno essere utilizzate per strutturare al meglio l’accoglienza dei flussi migratori, per i sindaci e per quelle comunità che hanno affrontato l’emergenza, senza distinzione di colore politico e provenienza geografica”.

E’ morto ad Agrigento dopo una lunga e sofferente malattia Pino Catalano, rinomato e storico ristoratore della città dei Templi. E tra i Templi, lungo la panoramica, Pino Catalano fu conosciuto e apprezzato, tra gli anni ’60 e ’70, come gestore del ristorante “Le Caprice”. Tanti ricordano ancora uno dei suoi piatti più prelibati, la carbonara o, meglio, come è stata tramandata da diverse generazioni, la “carbonara di Pino Catalano”, per distinguerla dalle altre. Dopo “Le Caprice”, Pino Catalano ha avviato un altro ristorante destinato a trasformarsi nel corso del tempo in una vera e propria “istituzione” della ristorazione ad Agrigento, la “Taverna Mosè”, meta privilegiata soprattutto da tanti personaggi dello spettacolo. Pino Catalano, amante delle passeggiate a San Leone, è padre di un altro rinomato e conosciuto ristoratore agrigentino, Giovanni Catalano, al quale www.sicilia24h.it rivolge le più sentite condoglianze estendendole alla famiglia tutta.

L’imprenditore agrigentino Giovanni Parisi lo ricorda così:

Oggi è venuto a mancare il Sig. Catalano, uno dei più importanti ristoratori della nostra città. per oltre 50 anni prima con le Caprice, poi, con la Taverna Mosè, e poi ancora con la Taverna Mosè Mare, ha scolpito pagine indelebili nell’ambito della ristorazione Agrigentina. Ha servito presidenti, grandi politici, grandi artisti e gente comune con la stessa professionalità appresa fin da ragazzo e poi trasmessa al figlio Giovanni. Andare a mangiare al caprice era davvero un privilegio non solo per la buona cucina espressione della moglie ma per il servizio inappuntabile che i collaboratori diretti sapientemente da Lui davano alla clientela. E’ stato anche l’antesignano degli organizzatori per i ricevimenti nuziali, aprendo negli anni 70′ un locale magnifico sotto la collina di san Calogero. Quasi tutta la borghesia agrigentina e della provincia fece il trattenimento nuziale nel suo locale per molti anni. Infine aprì la Taverna Mosè mare a san Leone dando una svolta determinante al turismo di prossimità del borgo marinaro con un locale bellissimo e di nuova concezione. Ho avuto modo di essere stato in tutti i suoi locali dove veniva servita la famosa pasta alla carbonare inimitabile, e assaggiando per la prima volta il cocktail di Gamberi cavallo di battaglia inimitabile dei banchetti nuziali ed di essere stato un suo amico. Esprimo un grande cordoglio all’amico Giovanni e a tutta la famiglia per la grave perdita. Il sig. Catalano oggi ha raggiunto la moglie e insieme proseguiranno la loro missione in un altro mondo.
RIP grande uomo!

Giovanni Parisi

 

Anche quest’anno Poste Italiane ha messo a disposizione la propria rete logistica per il consueto appuntamento natalizio de “La Posta di Babbo Natale” dedicata a tutti i bambini. In pochi giorni sono arrivate 180 mila letterine che i cosiddetti “Postini di Babbo Natale” consegneranno tramite i 73 Uffici Postali della provincia di Agrigento e le 271 cassette rosse di impostazione.

In questo 2020 segnato dalla pandemia globale Poste Italiane ha deciso di rinnovare l’appuntamento con la tradizione e raccogliere “speranze e desideri” dei bambini. Come ogni anno, sono migliaia le missive che i portalettere intercettano nel circuito postale e alle quali Babbo Natale risponde con un pensiero.

Molte le frasi e i pensieri dedicati all’emergenza sanitaria: “Caro Babbo Natale come stai, il virus è arrivato anche da te? I tuoi elfi stanno bene?”, “Quest’anno il regalo più grande saranno la compagnia e l’amore delle persone che amiamo”.

Navigando fra le pagine del sito www.lapostadibabbonatale.posteitaliane.it sarà possibile scaricare i disegni da colorare e stampare la lettera di risposta di Babbo Natale.

E’ stata anche attivata l’App “Zen e Zero” (disponibile su Google Play e Apple Store) con il cooking game più divertente delle feste. Per ciascun partecipante, la missione sarà quella di scoprire se il sapore del Natale è lo stesso in tutto il mondo, grazie ai due chef di Babbo Natale, Zen e Zero, che aiuteranno i bambini durante il gioco.

Il progetto, che ha come sempre una finalità educativa e sostenibile, quest’anno ha lo scopo di sensibilizzare grandi e piccoli sul tema della corretta alimentazione. Per questo Poste Italiane ha deciso di sostenere Unicef e tramite il link presente sia sul sito che sull’App sarà possibile donare una piccola somma per garantire latte e alimenti terapeutici ai bambini che ne hanno bisogno.

A Siculiana, al Santuario del Santissimo Crocifisso, in occasione del Santo Natale 2020, sono stati addobbati sei altari e sono stati curati dalla Caritas, dal Comitato Territoriale ACSI di Agrigento, dalla Confraternita Ecce Homo e Consorelle Addolorata Maria, dai ministri straordinari della comunione e gruppo liturgico, dal gruppo di preghiera Regina della Pace e dal gruppo catechisti.
Il presepe monumentale è stato allestito dal gruppo Giovani Presepisti Unità Pastorale di Siculiana.
Ogni gruppo ha realizzato un segno seguendo le linee della propria spiritualità. Il Presepe centrale è stato realizzato secondo la tradizione dei presepi siciliani. Tutti gli addobbi sono stati realizzati a costo zero, sfruttando solo la creatività e i materiali riciclati che sono
stati donati dalle attività commerciali.

“Li avete visti? I dati diffusi dall’Istat sono preoccupanti perché, la distanza culturale, crea distanza sociale. Ho letto post di grande rammarico, ma, mi chiedo, ha senso puntare il dito verso chi non legge o non va per musei? Cosa possiamo fare, invece? E se provassimo a spiegare meglio cos’è la cultura? Se davvero ci sta a cuore abbiamo il dovere di fare innamorare gli altri con il nostro racconto. Dobbiamo farlo perché è il punto da cui partire e ripartire”.
Lo sostiene l’ex sindaco di Agrigento, Lillo Firetto.
“Andare al museo – continua Lillo Firetto – non è una tappa obbligata solo quando si è in una città straniera, in viaggio. Non è la figurina mancante dell’album di instagram, tipo “il Louvre? L’ho visto”. Visitare un museo è una esperienza, che se va bene, riesce a cambiarci. Se entri nella Valle dei Templi (il nostro patrimonio dietro casa) e pensi a cosa è accaduto, cosa ha spinto a costruirla, la tua autostima ne esce rafforzata. Certi giorni, io ho visitato la Valle con questo spirito: riflettere e raccogliere idee. Perché siamo le nostre radici, i gesti che ci hanno preceduto, perché attraversarla è imparare la storia in un modo diverso, basta osservare intorno. Adesso andare per musei, lo so, è complicato. Possiamo farlo virtualmente. Se avete uno smartphone, con qualche click, entriamo in quasi tutti i grandi musei del mondo. Ma se avete un regalo da fare, comprate un libro. Anche per chi non è un lettore. Anche per chi non frequenta le librerie. Anzi, segnate voi la svolta. Fate il primo passo, chi legge non tenga mai i libri distanti dagli altri, come oggetti sacri o difficili. Sono fondamentali come il caffè la mattina, come il pane, come le vitamine. Aiutano a crescere. Nei momenti felici, come in quelli tristi, io ho aperto un libro. Aprire un libro mi ha sempre confortato, divertito, mi ha dato risposte e punti di domanda. Perché leggere è come inventare un mondo, seduti in un angolo di casa. Prepara all’ascolto, ci fa immaginare, ci fa vedere cose e vivere sensazioni infinite. Un libro non chiede niente e dà tantissimo. Basta solo aprirlo. Innamoratevi della cultura”.

“Uomo giusto e anche beato”.

L’ex sindaco di Agrigento, Lillo Firetto interviene a proposito di Rosario Livatino  che presto verrà dichiarato santo. “Si è detto di Rosario Livatino che fosse un eroe del nostro tempo, un eroe del quotidiano, un eroe da ricordare sempre, un eroe umile. Da oggi – dice Lillo Firetto – sappiamo con certezza che il suo essere scrupoloso e sapiente interprete della fede lo ha reso beato, martire di carità e giustizia al servizio della comunità civile. Questi i pensieri che ci spinsero a realizzare nel vecchio Palazzo di Giustizia la “stanza della memoria”, in quello  che fu il suo posto di lavoro, tra le sue cose. Abbiamo voluto che fosse sempre fulgido esempio per tutti  e soprattutto per gli alunni delle scuole di Agrigento. Abbiamo ancora bisogno di santi, di esempi luminosi tra le ombre di questo nostro presente”.