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Il parlamentare regionale del Partito Democratico Michele Catanzaro ha predisposto è presentato questa mattina un’interrogazione al Presidente della Regione e al dipartimento regionale per la protezione civile sollecitando l’immediata messa in pagamento dei contributi al risarcimento dei fatti alluvionali del 2016.

“Nell’immediato seguito dei fatti occorsi, oggetto dell’interrogazione” scrive Il deputato Dem “la macchina della protezione civile si è immediatamente messa, all’opera, al fine di accertare e quantificare l’entità dei danni subiti dai cittadini colpiti dall’alluvione del 25 e 26 Novembre 2016, riconoscendo loro il diritto ad essere risarciti; tuttavia, ad oggi, non sia alcuna notizia dell’effettivo e concreto pagamento di tali indennità, spettanti ai cittadini danneggiati”.

“Questi ritardi appaiono inaccettabili ed ingiustificabili” scrive deputato regionale del PD “Specialmente per uno Stato che è bravissimo a pretendere quando quando ritiene di essere in credito con i cittadini (come non pensare al caso Cutrò??), salvo infischiarsene altamente quando sono gli stessi cittadini a dover essere risarciti e a dover pagare le conseguenze di disagi e del malfunzionamento della macchina statale” conclude Catanzaro, il quale invita il governo regionale ad attivare tutte le misure necessarie ad accelerare in modo determinato il pagamento delle spettanze dei cittadini alluvionati, mettendo fine ad una vicenda che non fa onore alle istituzioni siciliane e italiane.

Mercoledì 12 febbraio, alle ore 12, la commissione Salute dell’Ars tornerà ad affrontare la questione dell’ospedale “Fratelli Parlapiano” di Ribera. Lo annuncia la presidente della sesta commissione Margherita La Rocca Ruvolo a margine di un incontro con l’assessore regionale per la Salute Ruggero Razza al quale hanno partecipato anche i deputati agrigentini Giusy Savarino e Riccardo Gallo.

Saranno convocati per un’audizione  dodici sindaci del comprensorio che hanno sottoscritto una lettera inviata oggi alle autorità provinciali, regionali e nazionali e indirizzata anche alle Corte europea dei diritti dell’uomo. Si tratta dei primi cittadini di: Ribera, Calamonaci, Burgio, Villafranca Sicula, Lucca Sicula, Cianciana, Alessandria della Rocca, Bivona, Santo Stefano Quisquina, Caltabellotta, Montallegro e Cattolica Eraclea.

“La vicenda dell’ospedale di Ribera mi sta particolarmente a cuore e da parte mia – afferma La Rocca Ruvolo – continuerà ad esserci il massimo impegno fatto di ascolto, dialogo e collaborazione nella ricerca di soluzioni per garantire ai cittadini servizi sanitari di qualità. In virtù di un percorso condiviso con i colleghi Giusy Savarino e Riccardo Gallo e con l’assessore Razza, sentiremo in  commissione Salute le ragioni dei sindaci firmatari della lettera, ma nessuno pensi di farne una questione di campagna elettorale, anche in considerazione del fatto che la nuova rete ospedaliera è frutto di un lavoro fatto dalla precedente amministrazione in applicazione del decreto Balduzzi e proseguito da quella attuale che ha, di fatto, recepito tutte le indicazioni provenienti dal ministero della Salute”.

Si svolgerà il prossimo 23 marzo un’altra udienza del processo d’appello in corso innanzi alla Corte d’Appello di Palermo, presieduta dal giudice Antonio Napoli, a carico dell’ex sindaco di Agrigento e pluripregiudicato Calogero Sodano, già assolto in primo grado dall’imputazione di concorso esterno in associazione mafiosa.
Il rinvio dell’udienza di oggi, mercoledi 22 gennaio, si è reso necessario allorchè l’avvocato Daniela Principato, rappresentante delle parti civili Giuseppe e Giosuè Arnone, ha rivolto alla Corte varie richieste istruttorie, tra acquisizione di documenti e audizione di diversi soggetti, tra i quali il collaboratore di giustizia di Agrigento Daniele Sciabica.
Pubblichiamo copia integrale dei due atti depositati dall’avvocato Principato attinenti alle sue richieste.

ATTIVITA’ INVESTIGATIVA DANIELE SCIABICA 12.01.2020(1)

ProcessoSodano

Sul presunto furto d’acqua segnalato da un dipendente della società Girgenti Acque che sarebbe avvenuto per alimentare una pubblica fontana a Raffadali, interviene il sindaco Silvio Cuffaro che dichiara testualmente:

 “Sono rimasto basito! Non so se piangere o ridere!

Questi i fatti:

Girgenti Acque per un’inesistente presunta presa idrica abusiva di una pubblica fontana, adombra la sussistenza di furto d’acqua e paventa la responsabilità del Comune, dimenticando o facendo finta di non sapere che:

  • La fontana è a ciclo continuo, quindi non ha bisogno di nessuna presa idrica;
  • Il comune ha sempre riempito la vasca di compensazione con le autobotti, come facilmente dimostrabile e pubblicato anche su Facebook dalla ditta fornitrice in occasione del “fastuca fest”;
  • La presa da loro segnalata, se esistente, sicuramente non è stata realizzata da questa amministrazione e neanche dalle amministrazioni in cui io rivestivo cariche pubbliche; tanto che durante la sindacatura degli anni 2002/2007 per mettere in funzione la fontana il Comune ha realizzato un collegamento idrico tra la stessa e il palazzo municipale, conduttura ancora esistente, anche se non in funzione a causa delle continue rotture verificatesi nell’attraversamento della via nazionale;
  • Il comune negli anni ha messo in funzione la fontana solo nelle principali feste di paese.

Di contro il Comune di Raffadali nel 2015, all’inizio del mio mandato, ha accertato un utilizzo improprio da parte di Girgenti Acque, sin dal 2010, di tutte le utenze elettriche a supporto degli impianti idrici e fognari, intestati al comune di Raffadali.

Utenze che il comune di Raffadali, nel tempo, ha regolarmente pagato per un importo di euro 378.500,00, cosi come accertato con sentenza del Tribunale di Agrigento n° 1267 del 2017 che ha condannato Girgenti Acque al rimborso di dette somme.

Rimetto pertanto al giudizio dei cittadini i comportamenti adottati dalla mia amministrazione e da Girgenti Acque.

Tutto ciò è servito comunque a dimostrare che Girgenti Acque continua ad accanirsi e denigrare la collettività raffadalese, e questa ingiusta accusa di furto ne è un chiaro e lampante esempio.

Sembra alquanto strano, infatti, che la segnalazione del presunto furto d’acqua ai Carabinieri, sminuita tra l’altro verbalmente dagli stessi operatori di Girgenti Acque, sia avvenuta il 3 gennaio scorso e la pubblicazione da parte di alcuni organi di stampa sia avvenuta in data odierna, esattamente due giorni dopo il rilascio della mia intervista, in cui segnalavo alcune anomalie sull’attuale gestione del servizio idrico integrato.

Vorrei concludere con una frase che Cicerone rivolse a Catilina: Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra? (Fino a quando abuserai della nostra pazienza?).

Silvio Cuffaro

E’ stato l’unico assessore non confermato dopo l’azzeramento della giunta del sindaco di Palma di Montechiaro, Stefano Castellino. Roberto Onolfo, ha comunque voluto ringraziare lo stesso cittadino, gli altri assessori, i consiglieri comunali tutti e i dipendenti e dirigenti dell’ente perché ritiene sia stata una esperienza unica e indimenticabile.

“Tanti sono i ricordi splendidi che mi rimarranno di questa esperienza – dice Onolfo – mi emoziono, ancora, quando penso alla consegna del Premio Gattopardo a Roberto Farruggia, Salvo Petrucci, Jessica Zarbo, Filippo Scerra ed il premio alla carriera a Samuele Mazza e Luca Condello. Ed ancora, l’avere preso parte all’organizzazione della sfilata di moda di Dolce e Gabbana, un evento che ha segnato per sempre la nostra comunità.Ho avuto l’onore e il piacere di avere contribuito alla prima edizione della Sagra dei grani antichi dove ho conosciuto uno chef straordinario come Silvio Saracco. Ho predisposto tutti gli atti necessari per far riconoscere Palma di Montechiaro come città, Borghi magazine ci ha perfino dedicato due pagine. Sono stato in prima linea per la costituzione di un rapporto tra tutte le città che hanno a che fare con il Gattopardo che di sicuro ci porterà ad ospitare sempre più turisti. Insomma, ho dato tutto me stesso e, anche dall’esterno continuerò a dare il mio contributo alla città ed a questa amministrazione”.

L’istruttore agrigentino, Giancarlo Giuliana, è stato insignito della qualifica di “Maestro nazionale” dalla Fit, la Federazione italiana tennis. Adesso sarà a lavoro per allenare e sostenere i giovani promettenti tennisti e tutte le nuove attività che la Fit promuove ogni anno. Il delegato provinciale Fit, Pippo Cellura, commenta: “Quello attuale è un momento felice per il tennis nazionale con ben 8 italiani di cui 2 siciliani (Cecchinato e Caruso) e della licatese Dalila Spiteri che trainano e stimolano a 360 gradi il nostro mondo. Il neo maestro Giancarlo Giuliana è un professionista di altissimo spessore tecnico e umano che porterà, a beneficio di tutti, crescita del settore. Tanti sono i giovanissimi ‘under’ che alla guida delle sue sapienti mani sono stati sempre ai primi posti nelle classifiche siciliane. Oggi possiamo vantare, nella nostra provincia agrigentina, uno staff di insegnanti e strutture in forte aumento che daranno risultati importanti” conclude Cellura.

Al Garante Nazionale dei Detenuti Palma che, un giorno sì e uno no, parla di sovraffollamento delle carceri (in Sicilia 6.443 detenuti e 6.497 posti) e dell’esigenza di svuotare le celle, sino a mettere in discussione il 41 bis che – a suo dire – sarebbe “una misura afflittiva inutile e dannosa”, è necessario chiarire le idee perché le sue proposte non garantiscono né i detenuti e né i cittadini. Anzi, se malauguratamente fossero attuate, ci troveremmo con i capi mafia ancora più potenti e con alcune migliaia di affiliati ammessi alle cosiddette misure alternative senza possibilità di controllo. Il Garante dovrebbe sapere che agli arresti domiciliari, durante permessi premio o in occasione dell’uscita dal carcere per lavoro, nel giro di tre anni solo in Sicilia si registra un incremento del 225% di reati commessi, oltre all’incremento del 120% dei casi di fuga. Ad affermarlo è il segretario generale del Sindacato di Polizia Penitenziaria (S.PP.) – Aldo Di Giacomo – in tour tra le carceri italiane e in sciopero della fame per accendere l’attenzione di Parlamento e politica sull’emergenza del sistema carcerario e sulla sicurezza dei cittadini. Dopo Napoli-Poggioreale, Campobasso e Foggia, Di Giacomo sta organizzando per la prossima settimana una tappa del tour nelle carceri siciliane e un sit-in davanti al Parlamento. In questi giorni che seguono l’arrivo a casa sua di una lettera contenente due proiettili di arma da fuoco e un messaggio di minacce dirette a lui e alla sua famiglia, sono già oltre 8 mila i messaggi di solidarietà e sostegno arrivati nel giro di pochi giorni da cittadini. Sono questi – evidenzia Di Giacomo – l’incoraggiamento migliore a continuare. Se lo Stato ha ammainato bandiera bianca e delegato il controllo degli istituti penitenziari ai capi clan, noi non ci rassegniamo affatto, siamo e saremo a tutela della legalità, dell’autentica giustizia, della sicurezza dei cittadini. L’assenza della politica – commenta Di Giacomo – non mi sorprende perché la politica sta dando il peggio di sé con i giochetti sulla prescrizione. Come non mi sorprende l’assenza degli altri sindacati che pensano solo a mantenere posizioni acquisite tra i tesserati. Piuttosto, in riferimento al sovraffollamento, il Garante dei detenuti farebbe bene a sostenere la battaglia del nostro sindacato sul nuovo carcere a Catania. Ci sono 27 milioni – spiega Di Giacomo – messi da parte per realizzare una nuova struttura a Bicocca ma l’allora ministro della Giustizia Orlando ha bloccato il progetto poiché si pensava non fosse più necessaria. Invece oggi siamo con diecimila detenuti in più e la mancata costruzione la dice tanto sul disinteresse della politica sulla questione carceraria. Se ci fosse bisogno di ulteriore dimostrazione, con il nostro impegno riferito a Bicocca e all’annosa questione dell’edilizia carceraria, siamo più garanti noi dei detenuti di Palma.