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Domani, giovedì 23 maggio, in occasione dell’anniversario della strage di Capaci, la sezione agrigentina dell’Anm, l’Associazione nazionale magistrati, ha organizzato una cerimonia in memoria di Francesca Morvillo e delle vittime della strage di Capaci, alle ore 11, nell’aula numero 8 del collegio civile di Agrigento. Sarà inoltre intitolata un’aula del Tribunale civile alla memoria di Francesca Morvillo, già uditrice al Tribunale di Agrigento, con apposizione della relativa targa.

Il presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Agrigento, Alberto Avenia, interviene a seguito dell’approvazione del progetto esecutivo per il consolidamento del viadotto Morandi da parte del Genio Civile di Agrigento, e del conseguente avvio dei lavori. Avenia afferma: “L’Ordine degli Ingegneri già in tempi non sospetti aveva espresso la propria ferma contrarietà rispetto ad ogni ipotesi diversa dal recupero del viadotto ‘Akragas’. Oggi non possiamo che rappresentare il nostro compiacimento per l’imminente avvio dei lavori sull’opera. Auspichiamo che quanto avvenuto ad Agrigento per il viadotto Akragas diventi un sistema. Abbiamo più volte chiesto che sulle urgenze che riguardano il nostro patrimonio viario ed infrastrutturale si lavori soprattutto con la prevenzione, mettendo in campo un monitoraggio attento cui far seguire successivamente interventi manutentivi che consentano di preservare quanto più a lungo possibile gli stessi. Agrigento e la sua provincia, tanto in arretrato in termini di dotazione infrastrutturale, non possono più permettersi di rinunciare ad un solo chilometro di strade”.

Sulla assoluzione di Eugenio D’Orsi, ex presidente della Provincia in primo grado condannato a 4 mesi per la vicenda delle palme nane all’interno della sua villa, interviene il figlio Giuseppe, assessore al Comune di Palma di Montechiaro.

Dice:”Dopo otto anni di fango buttato in faccia alla mia famiglia e a mio padre Eugenio, oggi finalmente finisce un incubo. Ricordo l’umiliazione provata, senza alcun motivo, da certe trasmissioni nazionali, dalle Iene all’”Aria che Tira” la cui giornalista definì mio padre un balordo. Rai e Sky parlarono addirittura del “presidente delle palme”. Oggi giustizia è stata fatta”.

Genio Civile di Agrigento, diretto dall’architetto Rino La Mendola, annuncia che, nel corso dei lavori di ispezione avviati dallo stesso Genio Civile, è stato ritrovato un ipogeo innanzi alla chiesa di San Giuseppe. L’ipogeo, non ancora catalogato, si trova sotto la via Atenea, ed è stato probabilmente utilizzato come rifugio antiaereo durante la seconda guerra mondiale. Infatti, su una delle pareti dello stesso ipogeo, è ben visibile una fila di chiodi, che presumibilmente sosteneva punti di illuminazione sotterranea. Il Genio Civile di Agrigento rivolge un appello ai cittadini che siano a conoscenza dell’esistenza di ipogei sotterranei a segnalarli entro il prossimo 19 giugno all’indirizzo ipogeiag@gmail.com.

A Favara, domani, mercoledì 22 maggio, nella sala del Teatro San Francesco, alle ore 10:30 interverrà il giornalista e scrittore originario di Modica, Paolo Borrometi, vittima di gravi minacce di stampo mafioso e dall’agosto del 2014 sotto protezione. L’iniziativa è promossa dall’Ordine Francescano Secolare, insieme ai frati minori del convento di Favara. L’incontro con Paolo Borrometi è intitolato: “ Ogni volta che dici la verità sali uno scalino verso la libertà … il bene più prezioso”. Saranno presenti ed interverranno: il Prefetto di Agrigento Dario Caputo, il Procuratore Capo del Tribunale dei minori di Caltanissetta Laura Vaccaro, il Sindaco di Favara Anna Alba, il postulatore della causa di beatificazione del servo di Dio Rosario Livatino, don Giuseppe Livatino, le istituzioni politiche, militari e sociali di Favara. Le rappresentanze di tutti gli Istituti scolastici della città avranno, inoltre, uno spazio per rappresentare il “desiderio di una società più giusta e libera”. Carmelo Vitello, Ministro dell’Ordine Francescano Secolare di Favara ed organizzatore dell’evento, commenta: “E’ fondamentale ricordare a tutti l’importanza della legalità e del rispetto delle regole, il netto rifiuto di qualsiasi logica criminale e mafiosa e l’importanza di essere uomini e donne liberi. E’ per noi un onore accogliere Paolo Borrometi perché testimone concreto e credibile di questo impegno. Tutti insieme possiamo fare qualcosa: sensibilizzare per non dimenticare il valore della legalità ed aspirare con convinzione ad un futuro migliore libero da ogni condizionamento”.

Ad Agrigento è inutile che pregevoli e meritevoli soggetti privati acquistino di tasca propria i giochi pubblici per i bambini, come già accaduto nel centro città o a San Leone, perché purtroppo, ormai sistematicamente, tali giochi sono distrutti dai vandali. L’ultimo caso del genere ricorre a San Leone dove i delinquenti hanno distrutto un’altalena per disabili, frutto di una colletta privata, al Parco giochi dell’Isola dei Giganti, al lungomare. Ogni altro commento è superfluo, anche perché coloro che dovrebbero comprenderlo non ne sono in grado.

 

Oggi innanzi al GUP del Tribunale di Agrigento, dott.ssa Luisa Turco, si è tenuta l’udienza preliminare del procedimento a carico dei fratelli Salvatore e Maurizio Bulone che prese le mosse dalla querela sporta dal giornalista Lelio Castaldo.

La vicenda risale al 5 agosto del 2016 allorquando il Castaldo pubblicava sul quotidiano sicilia24h.it l’articolo dal titolo: “Favara e Porto Empedocle, due esempi di rara coerenza, stile ed efficienza”. In quell’articolo venivano mosse delle critiche relativamente alla scelta del Sindaco di Porto Empedocle di voler dichiarare a tutti i costi il dissesto finanziario del comune.

A seguito di tale articolo Salvatore Bulone, attivista del Movimento 5 Stelle di Porto Empedocle e fratello di Maurizio, già candidato al consiglio comunale con il movimento,  minacciava il Castaldo intimidendolo attraverso una terza  persona, di smetterla di scrivere articoli sul quotidiano online sicilia24h.it poiché in caso contrario lo avrebbe fatto cancellare dall’albo dei giornalisti con l’ausilio di suo cognato, in   servizio al ROS dei Carabinieri.

Nello specifico il militare dell’Arma dei Carabinieri avrebbe perseguitato e controllato il giornalista al fine di impedire allo stesso di svolgere la sua professione di giornalista.

Non contento, il Bulone, a seguito della denuncia querela di Lelio Castaldo per tali minacce e di un articolo che lo stesso pubblicava, pur sapendolo innocente, lo denunciava con l’ipotesi di reato di diffamazione, per il semplice fatto che Castaldo, attraverso l’articolo, informava i propri lettori di essere stato minacciato.

In sostanza, il Bulone Salvatore, avendo la consapevolezza di aver rivolto minacce al Castaldo nei modi prima narrati, lo denunciava per diffamazione affermando che quanto narrato dallo stesso Castaldo non corrispondesse al vero.

In quella stessa occasione, il fratello di Salvatore Bulone, Maurizio, ingiuriava   attraverso i social (facebook) il Castaldo pubblicando un post dove lo definiva “figlio di satana che con metodi mafiosi infangava, dietro lauti compensi con i suoi articoli falsi e violenti, l’onorabilità delle persone”.

A seguito di tali fatti Salvatore Bulone è imputato dei reati di minaccia e calunnia ai danni del Castaldo mentre il Maurizio Bulone per il reato di diffamazione.

Come detto oggi si è tenuta l’udienza preliminare dei due imputati, nella quale il Castaldo, difeso dall’avv. Giuseppe Aiello, si è costituito parte civile ai danni dei due fratelli chiedendo un risarcimento di 50 mila euro non prima di aver sottolineato che i Bulone, nel corso di questi anni, non hanno assolutamente mostrato alcun segno di pentimento.

Gli imputati Salvatore e Maurizio Bulone, attraverso il proprio difensore, hanno chiesto l’applicazione del giudizio immediato che è stato respinto dal GUP dott.ssa Luisa Turco la quale, a seguito delle richieste di rinvio a giudizio formulate dalla accusa, dalla parte civile e dal difensore, ha rinviato i fratelli Bulone a giudizio.

Il processo è stato fissato per il prossimo 7 ottobre innanzi al Tribunale Penale di Agrigento.  

 

Il Sindaco di Aragona Giuseppe Pendolino e l’assessore ai Lavori Pubblici, Francesco Morreale, annunciano con soddisfazione l’inizio dei lavori per la messa in sicurezza di scuole, strade, edifici pubblici e patrimonio comunale (ai sensi dell’art. 1 c. 107 legge 30/12/2018 n. 145). Il finanziamento destinato al Comune di Aragona è di 70 mila euro e i lavori in progetto riguardano: scarifica stradale e nuovo tappetino con asfalto delle vie Trieste, Borsellino e Fontes Episcopi; sistemazione delle caditoie nella parte nord della via Costa, sistemazione del marciapiede adiacente la Scuola media “Petrusella” e sistemazione del marciapiede est di via Caduti in Miniera. L’assessore ai Lavori Pubblici, Francesco Morreale commenta: “Abbiamo iniziato i lavori di decoro urbano di Aragona e sarà il primo di una serie di interventi che questa Amministrazione attuerà per migliorare la qualità della vita dei nostri concittadini. Stiamo trovando altre somme che destineremo alla sistemazione delle strade. Anche la Villa Comunale sarà messa in sicurezza e riaperta al più presto con le somme che l’amministrazione Pendolino ha ricavato dai trasferimenti statali. Ce la stiamo mettendo tutta per recuperare gli anni di abbandono del paese. Non è facile per un Comune in dissesto finanziario ma stiamo facendo del nostro meglio per riuscirci. Abbiamo ancora tre anni di tempo per attuare il nostro programma elettorale con una sola parola d’ordine lavorare solo ed esclusivamente per il bene della collettività”.

Anche quest’anno, in occasione dell’anniversario della strage di Capaci, il 23 maggio del 1992, l’Amministrazione comunale di Agrigento, presieduta dal sindaco, Lillo Firetto, ha organizzato la marcia contro la mafia e per la legalità. Il raduno è alle ore 9:30 di giovedì prossimo 23 maggio in piazza Vittorio Emanuele, innanzi alla Prefettura. La marcia proseguirà lungo via Atenea fino a piazza Pirandello, innanzi al Municipio, dove sarà allestito un palco per gli interventi conclusivi. E’ prevista una sosta di fronte al palazzo di piazza Gallo per ricordare il giudice Rosario Livatino.

Il Sindaco di Naro Maria Grazia Brandara ha inviato una lettera a tutti gli ex Sindaci della Città in cui li invita a dar vita a una consulta formata da ex amministratori così da mettere insieme idee e suggerimenti di coloro che hanno dedicato parte della loro vita al governo della città.

Dichiarazione del Sindaco:

“Ho deciso di scrivere ai miei predecessori con l’intento di creare una consulta che possa dare alla città idee e modi di pensare differenti di chi ha dedicato parte della propria vita all’amministrazione di Naro. 

In Italia esistono pochi comitati del genere, Naro potrebbe essere tra questi. 

In un momento storico delicato come quello che stiamo vivendo è importante anche guardare al passato per avere un futuro migliore”