Home / Articoli pubblicati daRedazione Ag (Pagina 413)

“Perché nell’ambito della programmazione della spesa dei fondi del recovery plan, non può entrare a pieno titolo un aeroporto nel quadrante sud-occidentale della Sicilia, ovvero nella lontana e disastrata provincia di Agrigento?
Questa infrastruttura diventerebbe il trampolino di lancio per un territorio che dal turismo deve ricavare il suo futuro!!!!!
Non lasciatevi ingannare da chi mette in avanti i costi di gestione ed altre varie scuse.
Comiso, Lampedusa hanno un aeroporto come Pantelleria e come decine di “piccole” Città Italiane, da Salerno a Vicenza, da Parma a Crotone e cosi via dicendo.
La politica agrigentina si faccia sentire e si faccia promotrice attraverso un progetto che possa realizzare un sogno che questa città non solo ha sempre avuto ma del quale avrebbe tanta necessità”.

La polizia di Catania ha effettuato 9 arresti, nell’ambito di un’operazione contro un presunto gruppo criminale dedito al traffico di sostanze stupefacenti. Otto di loro si trovano tradotti in carcere e uno ai domiciliari.

Tra i destinatari del provvedimento restrittivo emesso dal Gip, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia etnea, anche i presunti responsabili di un tentato duplice omicidio commesso nel popolare rione Librino nel maggio del 2019. Il movente, ha ricostruito la Procura distrettuale, sarebbe stato legato alla gestione delle piazze di spaccio. Durante le indagini, la squadra mobile della Questura di Catania ha sequestrato armi e droga. Una conferenza stampa sull’operazione si terrà alle 10.30 nella sala riunioni del X Reparto Mobile della polizia di Catania.

Il deputato regionale di Sciacca, Matteo Mangiacavallo, di “Attiva Sicilia”, annuncia che la giunta regionale ha stanziato oltre 8 milioni di euro per due progetti a Sciacca. Si tratta della realizzazione del Museo multi-disciplinare di Sciacca che ha ricevuto un finanziamento di 7 milioni di euro, con stazione appaltante la Soprintendenza di Agrigento. E la riattivazione del Teatro Samonà, che riceverà 1 milione e 300mila euro, con stazione appaltante il Dipartimento regionale tecnico. Lo stesso Mangiacavallo commenta: “ Sono particolarmente soddisfatto per questi due finanziamenti perché si tratta di somme che consentiranno di valorizzare due risorse importanti di Sciacca per una sua necessaria crescita culturale e turistica. In particolare, il museo multi-disciplinare arriva dopo un iter lunghissimo che risale al 1991, quando fu istituito con una legge regionale. A Sciacca ci sono sia la struttura per ospitarlo, cioè il complesso Santa Margherita, che le opere da esporre. Adesso, la realizzazione di questo progetto, che rappresenta una battaglia che porto avanti da sempre nell’interesse della mia città, appare finalmente più vicina

I poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento, coordinati dal vicequestore aggiunto Giovanni Minardi, hanno arrestato dieci tunisini, sbarcati negli scorsi giorni a Lampedusa, perché, nonostante fossero già stati espulsi con decreto di respingimento, sono rientrati nel territorio nazionale, dalla frontiera di Lampedusa, prima del decorso dei tre anni dalla data del respingimento. Adesso, su disposizione della Procura di Agrigento, i dieci migranti sono ristretti ai domiciliari nel centro d’accoglienza dell’isola.

Cassa Depositi e Prestiti ha stipulato con il Comune di Palma di Montechiaro un prestito di 5 milioni e 500mila euro per progetti di riqualificazione energetica e gestionale degli impianti di pubblica illuminazione e dei dispositivi di sensoristica ambientale e di lettura contatori. In particolare, il progetto mira al riammodernamento degli impianti, all’efficientamento energetico, al rispetto degli standard di sicurezza e al contenimento dell’inquinamento luminoso. Il Comune commenta: “Da questi interventi di efficientamento e ammodernamento, il risparmio energetico annuale sarà di oltre 1 milione e 800mila chilowatt, con un risparmio in percentuale del 66%, che si traduce in un risparmio economico annuale atteso di oltre 400mila euro”.

La Procura della Repubblica di Agrigento, tramite la pubblico ministero Gloria Andreoli, ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a carico di cinque rom, tutti provenienti dall’ex Jugoslavia, presunti responsabili di decine di furti in appartamenti in Sicilia, tra Agrigento, San Leone, Montaperto, Villaggio Mosè, altri Comuni agrigentini e delle province di Caltanissetta ed Enna. I Carabinieri, nel corso delle perquisizioni, hanno recuperato parecchia refurtiva. I cinque rispondono di associazione a delinquere, furto e ricettazione.

Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, a conclusione del giudizio abbreviato, il giudice per le udienze preliminari del Tribunale, Stefano Zammuto, ha inflitto 10 mesi di reclusione a carico di Francesco Bonsignore, 55 anni, di Palma di Montechiaro, già arrestato il 3 marzo del 2018 dai Carabinieri perché sorpreso in possesso di 100 grammi di marijuana. Il giudice ha riconosciuto la “lieve entità” del reato, a fronte, invece, della condanna a 2 anni e 2 mesi proposta dalla pubblico ministero Chiara Bisso. La droga fu scoperta nel corso di una perquisizione domiciliare nascosta all’interno di un cesto per la raccolta della spazzatura.

Il “punto” sull’evoluzione della pandemia covid in Sicilia, tra contagi, l’eventualità della zona gialla e la campagna vaccinale in corso.

Continua a diminuire, anche se lentamente, il numero dei contagi Covid in Sicilia. Secondo il bollettino quotidiano diffuso dal Ministero della Salute sono 695 i nuovi positivi (nel precedente erano 744) su 22.360 tamponi processati, con una incidenza di circa il 3,1%, ancora in calo e al di sotto della media nazionale ferma al 4,1%. La regione adesso è la settima in Italia per numero di nuovi casi. In aumento le vittime che sono state 29 e portano il totale a 3.757. Le persone attualmente contagiate sono 37.587, con una diminuzione di 934 casi grazie a 1600 guariti. Buone notizie anche sul fronte dei ricoveri ospedalieri di pazienti Covid che adesso sono 1.278, 59 in meno. Diminuiscono anche quelli in terapia intensiva che sono 170, sei in meno. La distribuzione nelle province vede Palermo con 218 casi, Catania 197, Messina 93, Agrigento 58, Siracusa 38, Trapani 33, Ragusa 23, Caltanissetta 22, Enna 13. Nel frattempo, sulla base di questi dati, c’è già chi sollecita il passaggio della Sicilia a zona gialla fin da domenica prossima, 14 febbraio, come hanno fatto i deputati all’Assemblea Regionale di Fratelli d’Italia e il segretario regionale della Lega, Nino Minardo, con l’obiettivo di dare un po’ di fiato ad alcune attività commerciali per San Valentino e per i successivi giorni quando ci si avvicinerà a Carnevale. Ma il Governatore Nello Musumeci, pur non escludendo questa eventualità, ha tuttavia invitato alla prudenza così: “Aspettiamo i dati di domani, venerdì. Per cambiare colore dovremmo avere la metà dei contagi di oggi”. Nell’attesa prosegue a pieno ritmo la campagna vaccinale che ha ormai superato quota 100mila per quanto riguarda le persone che hanno completato il ciclo col richiamo. A questo proposito c’è da registrare la disponibilità manifestata dall’Aiop, l’Associazione italiana ospedalità privata, attraverso la sua presidente, Barbara Cittadini, a mettere a disposizione le strutture associate per la somministrazione del vaccino sui territori, tramite accordi con le sedi regionali.

“Quanto è emerso nel corso del processo per la cd “Trattativa Stato-mafia”, riguardo le dichiarazioni rese al Csm il 30 luglio del ‘92 da Maria Falcone, sorella del giudice Giovanni Falcone, in merito a quanto le avrebbe detto Paolo Borsellino dopo la morte del fratello, pone interrogativi in merito alla competenza – o quantomeno all’opportunità – che sia la Procura di Palermo a gestire processualmente la vicenda che riguarda i verbali delle audizioni dei magistrati dell’allora Procura”.
Ad affermarlo è Giuseppe Ciminnisi, coordinatore nazionale dei familiari delle vittime di mafia dell’Ass. “I Cittadini contro le mafie e la corruzione”.
“Si tratta di verbali di recente acquisiti dal procuratore generale Roberto Scarpinato, dopo che alcuni di questi verbali erano stati già depositati dagli avvocati Basilio Milio e Francesco Romito, difensori legali degli ex Ros Mario Mori e Giuseppe De Donno.
Anna Falcone, in particolare ha reso dichiarazioni in merito a quanto appreso dal fratello Giovanni prima che questi venisse ucciso, relativamente ai problemi che il giudice aveva con l’allora Procuratore Giammanco, tanto da essere costretto a lasciare la Procura.
In particolare – prosegue Ciminnisi – al Csm narrò un episodio raccontatole dal fratello lo stesso giorno che aveva lasciato la Procura di Palermo, dopo una scenata rivolta a Giammanco dinanzi  a tutti i Sostituti.
Di questo episodio ne aveva narrato a Paolo Borsellino, il quale aveva suggerito a lei e alla sorella di avere calma e aspettare il momento opportuno per parlarne, poiché era molto vicino a scoprire delle cose tremende.
Le “cose tremende” che stava per scoprire Borsellino, erano relative ad aspetti che riguardavano l’allora Procura di Palermo?
Considerata questa ipotesi – che appare tutt’altro che peregrina – e considerata la possibilità che magistrati dell’allora Procura possano essere sentiti come testi, mi trovo a chiedere se non si ritenga opportuno, se non doveroso, trasferire gli atti a Caltanissetta in quanto sede competente per indagini che possono riguardare i magistrati di Palermo.
Peraltro, in considerazione del fatto che la cd “Trattativa Stato-mafia”, a parere dei magistrati di Palermo che se ne occupano, avrebbe accelerato l’uccisione del giudice Borsellino, mi chiedo anche come mai avendola collegata in qualche modo alla strage di Via D’Amelio gli atti non siano stati trasmessi già a suo tempo a Caltanissetta, sede deputata a condurre le indagini.
Una scelta oggi più che mai necessaria – conclude Giuseppe Ciminnisi – a seguito delle motivazioni della sentenza di secondo grado del Borsellino Quater, che induce ad approfondire quali furono le cause che portarono alla strage di Via D’Amelio, individuando nell’indagine mafia-appalti una delle importanti concause che indussero “cosa nostra” ad accelerare i tempi dell’uccisione di Borsellino, forse troppo vicino a scoprire delle “cose tremende”.

Oggi, Palma di Montechiaro ha voluto celerare, con una cerimonia sobria per via della pandemia Covi 19, la Giornata del Ricordo delle Foibe per omaggiare la memoria di migliaia di italiani che persero la vita per mano del maresciallo killer comunista Tito.
Il sindaco, Stefano Castellino e il presidente del Consiglio comunale, Domenico Scicolone, e il corpo dei Vigili urbani si sono recati proprio in via Martiri delle Foibe che alcuni anni fa ha cancellato proprio la via Tito con sottofondo l’Inno di Mameli. Prima della deposizione della corona di alloro, è stato eseguito “Il Silenzio”.
“Anche nella nostra città è stata una giornata di lutto – dice il sindaco Stefano Castellino – tanto che le bandiere di Palazzo degli Scolopi sono state poste a mezzasta. Abbiamo voluto rispettare la memoria di tanti nostri connazionali trucidati dalla furia assassina del maresciallo Tito a cui Palma, purtroppo, aveva anche dedicato una via. Una via che era considerata un obbrobrio tanto che alcuni fa è stata eliminata e ribattezzata Martiri delle Foibe”.