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   Porto Empedocle: e’ salito a quota 100 il numero delle multe elevate dai Vigili urbani. Continua la sinergia con la Realmarina

 

E’ arrivato a 100 il numero delle multe elevate dai Vigili urbani di Poro Empedocle, impegnati, ormai da mesi e mesi, in una vera e propria lotta senza quartiere per contrastare il fenomeno dell’abbandono indiscriminato dei rifiuti.

Negli ultimi dieci giorni, insieme agli operatori ecologici della Realmarina, sono stati individuati decine e decine di soggetti nell’atto di abbandonare la spazzatura ai bordi delle strade o lungo i marciapiedi e altre decine di persone sono state individuate e successivamente multate dopo essere risaliti alla loro identità attraverso lo “spacchettamento” dei rifiuti che ha portato all’individuazione dei trasgressori. Molte di queste sanzioni, sono state elevate grazie all’ausilio delle telecamere di videosorveglianza installate in diverse aree della città e delle periferie urbane. “Non possiamo essere soddisfatti di tutte queste multe elevate – ha commentato il Comandante dei Vigili Calogero Putrone – perchè vuol dire che nonostante l’impegno delle imprese e della gran parte della popolazione, ci sono ancora intere sacche di cittadini, che non si curano dei danni che provocano all’ambiente e al decoro della città stessa. A noi non piace elevare le multe e soprattutto non ci fa bene come Corpo, distrarre tante unità da lavori importanti riguardanti l’ordine e la sicurezza pubblica, ma dobbiamo farlo nella speranza ch esia di insegnamento. Adesso, speriamo e confidiamo nel finanziamento del Pon Sicurezza per l’acquisto di ulteriori videocamere che ci possano essere di aiuto in questi servizi”.

Anche questa volta, i lanciatori seriali hanno preso di mira la zona dei Grandi lavori, di Villaggio Bellavista, Piano Lanterna, nel centro storico, a Ciuccafa. Multe e sanzioni anche in via San Calogero Napolitano, via Costantino e Masseria.

Anche durante questi ultimi servizi, gli uomini del comandante Putrone sono stati strategicamente appostati e via via che gli “incivili” lasciavano il loro carico di rifiuti, li hanno fermati, identificati, gli hanno contestato l’infrazione e poi multati. Dopo il verbale, hanno anche costretto queste persone a ricaricare le auto dei loro stessi rifiuti.

“Purtroppo – commenta l’amministratore delegato di Iseda Giancarlo Alongi – siamo costretti a continuare i nostri servizi di controllo e appostamento insieme alla Polizia Municipale empedoclina, perchè il malcostume di abbandonare i rifiuti ovunque e in qualsiasi momento, non è ancora stato debellato. Vigili ed operatori ecologici continueranno inoltre a cercare di individuare, attraverso il contenuto dei sacchetti, elementi che possano ricondurre all’identità del trasgressore e di conseguenza a multarlo. A Porto Empedocle, è stato accertato che ci sono zone più interessate di altre da questo triste fenomeno di inciviltà che per quanto minimo, riesce a sporcare la città fornendo un’immagine falsata di quella che è la partecipazione degli empedoclini alla raccolta differenziata”.

 

 

 

 

 

 

 

L’evento organizzato dal Lions Club Agrigento Chiaramonte con il Patrocinio del Comune

sabato 18 agosto 2018 presso la Torre Carlo V alle ore 18,30 nell’ambito dell’Estate Empedoclina

 

Porto Empedocle, Francesco Pira presenta

 

GIORNALISMI il nuovo libro sulle fake news

 

L’autore, che firma il saggio con Andrea Altinier, converserà con la giornalista Margherita Trupiano

Previsti gli indirizzi di saluto di Pippo Freni e Ida Carmina e  gli interventi di Stefania La Porta, Salvatore Puma, Danilo Verruso e Gaetano Salemi

 

Agrigento –  Il sociologo Francesco Pira, docente di comunicazione e giornalismo all’Università di Messina presenterà a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento,  sabato 18 agosto 2018, alle 18,30 presso la Torre Carlo V, il libro, fresco di stampa, scritto a quattro mani con Andrea Altinier, “GIORNALISMI – La difficile convivenza con Fake News e Misiformation” (LibreriaUniversitaria.it pagg 152 euro 12,90).

L’evento è organizzato dal Lions Club Agrigento Chiaramonte presieduto da Pippo Freni. Converserà con l’autore la giornalista Margherita Trupiano che modera l’incontro letterario. Dopo gli indirizzi di saluto del Presidente del Lions Club Agrigento Chiaramonte, Pippo Freni e del Sindaco di Porto Empedocle, Ida Carmina, sono previsti gli interventi di Salvatore Puma, medico e Consigliere dell’Ordine dei Medici di Agrigento, Danilo Verruso, Presidente dell’Associazione Culturale “Oltre Vigata”, Stefania La Porta, psicologa e assessore alla cultura di Porto Empedocle e di Gaetano Salemi, avvocato e Delegato del Governato Lions Sicilia per l’Immagine.

 

L’evento Lions è programmato con il Patrocinio del Comune di Porto Empedocle presso la Torre di Carlo V edificata nel 1554 a difesa del caricatore più importante dell’isola; la massiccia struttura, dalla forma tronco-piramidale, è sovrastata dal cosiddetto “terrazzo delle cannoniere”. Le dimensioni e le difese della fortificazione, ancora oggi danno l’idea dell’importanza rivestita dal caricatore nell’economia dell’epoca. La torre è stata a lungo adibita a carcere: nel 1848 fu teatro del massacro di 114 detenuti inermi, reso noto dal celebre scrittore empedoclino Andrea Camilleri nell’opera “La strage dimenticata“. Oggi è adibita a centro artistico-culturale.

 

“Siamo molto felici di promuovere questo evento culturale – ha dichiarato il Presidente del Lions Club Agrigento Chiaramonte Pippo Freni – perché crediamo che la presenza nostra sul territorio passa anche da momenti di confronto su grande temi di attualità come quello proposto dal libro del professor Francesco Pira”.

 

E’ l’ottavo appuntamento di un tour siciliano del sociologo Francesco Pira iniziato lo scorso venerdì 6 luglio e si conclude il 25 agosto. Dopo il successo delle presentazioni  a Milazzo e Capo d’Orlando nell’ambito di due importanti rassegne letterarie, e Gela presso la Libreria Mondadori,  Pozzallo presso Villa Barone Alfieri,  a S. Teresa di Riva presso la Biblioteca Comunale, a Realmonte presso Kaos d’Estate Festival Letterario e a Favara presso Farm Cultural Park,  il saggista e giornalista, Francesco Pira, ritorna nella sua provincia di origine Agrigento per far conoscere il suo ultimo lavoro. In agosto già in programma un’altra presentazione  il 25 ad Avola. Si tratta di un primo ciclo di presentazioni che Francesco Pira farà nella sua Sicilia. A  fine agosto sarà all’Isola d’Elba e asettembre e ottobre insieme ad Andrea Altinier toccheranno varie città d’Italia, dalla capitale a Milano, Torino, Venezia, Treviso e Verona.

 

 

I due autori hanno racchiuso in un esagono le fake news: appeal, flussi, viralità, velocità, crossmedialità e forza. È solo il 22% a non essere caduto nella trappola. La soluzione, però, non è solo il controllo delle fonti, ma costruire un controflusso di informazioni e contenuti in grado di sconfiggere le menzogne. 

È un progetto – spiegano i professori Francesco Pira e Andrea Altinier autori del volume-  che parte non solo dall’amore verso la comunicazione, ma da un lavoro di analisi e ricerca durato quasi due anni per individuare case history, teorie nuove, ricerche sui trend e sul consumo dei media per accendere le luci su un mondo in costante cambiamento e che richiede sempre più competenza e professionalità. I media tradizionali non sono morti, ma si possono salvare solo puntando su qualità, inchieste e approfondimento” .

Un libro scritto e pensato non solo per gli studenti, ma anche per tutti quelli operatori della comunicazione e dell’informazione che ogni giorno operano in un settore sempre più complesso e articolato. Un testo che nella sua prefazione porta la firma del Professor Mariano Diotto, Direttore del Dipartiment di Comunicazione dell’Università Salesiana di Venezia e Verona IUSVE, responsabile della collana Comunicazione, marketing e new media che ospita l’opera.

“L’opera di Francesco Pira ed Andrea Altinier   – sottolinea il professor Mariano Diotto nella prefazione – vuole fornire strumenti efficaci per disinnescare le fake news e la misinformation attraverso teorie riportate in modo chiaro e con l’utilizzo di numerose case history che rappresentano un benchmark efficace. 

Il linguaggio del volume è preciso, grazie anche all’impiego di un apparato terminologico scientifico, e fornisce a chi si avvicina a questo mondo, neofita, studente o professionista, un background solido ed approfondito sulle tematiche affrontate”.

Il testo è suddiviso in cinque capitoli: il primo che fotografa la dieta mediatica degli italiani, il secondo che illustra i modelli ed i processi che stanno dietro il mondo dell’informazione, il terzo che individua il ruolo dell’ufficio stampa, il quarto capitolo sui nuovi trend o generi del giornalismo ed, infine, il quinto sulle contromisure alle fake news che non si esaurisce nel fact checking, ma richiede oggi la creazione di un controflusso.

Il saggio delinea il profilo di un italiano sempre più orientato all’informazione disintermediata, ma che consuma su molteplici piattaforme: un consumatore multitasking che, mentre, guarda la televisione posta su facebook e lascia commenti su Twitter.

In questo contesto mediale è cambiato il ruolo dell’ufficio stampa  che si è trasformato in un’ attività di reputation management, quindi alle attività classiche si deve aggiungere « la capacità di gestire i diversi fl ussi di comunicazione»39. La vera sfi da è costruire, valorizzare e difendere la reputazione attraverso la gestione dei diversi strumenti a disposizione.

Il testo, inoltre, individua la nascita di due nuovi sezioni all’interno dei contenitori di informazione: il food ed il social gossi su tutti. La politica rimane tra i temi seguiti, ma oggi si declina sui social con Di Maio e Salvini che hanno danno una vita ad una corsa che li ha vista twittare e postare anche 30 messaggi in un giorno.

La motivazione – concludono gli autori Francesco Pira e Andrea Altinier –  che ci ha spinto a scrivere questo libro parte da un presupposto molto semplice: le fake news si possono sconfiggere. Si tratta di un fenomeno sempre esistito e che oggi ha sicuramente più strumenti, ma la comunicazione ha tutte le carte in regola per sconfiggere la misinformation. È questione di modelli, tecniche e professionalità che questo libro cerca di tracciare con chiarezza e responsabilità ”

 

 

Evento organizzato dal Comune con il Patrocinio dell’Assessorato Turismo, Sport e Spettacolo della Regione Siciliana

Joppolo Giancaxio, stasera ore 21.00, il Premio Nazionale Sipario D’Oro

Il prestigioso riconoscimento assegnato a personalità del mondo dell’arte, la cultura, del giornalismo, dello sport, dell’associazionismo, della medicina, l’imprenditoria, la scuola e lo spettacolo. Verranno premiate personalità che si sono distinte nelle loro attività

 

Joppolo Giancaxio (Agrigento) – Conto alla rovescia. Ormai mancano poche ore per l’attesa dodicesima edizione del Premio Nazionale Sipario D’Oro 2018. L’evento è organizzato dal Comune di Joppolo Giancaxio, nell’ambito delle manifestazioni estive, con il Patrocinio della Regione Siciliana, Assessorato al Turismo, Sport e Spettacolo. A condurre la serata saranno Simona Stammelluti e Claudia Badalamenti con Giuseppe Portaennese, con incursioni del Patron della manifestazione il giornalista Lelio Castaldo, Direttore Responsabile di Sicilia 24h.  L’organizzazione è affidata a Mario Gaziano.

A ritirare il Premio questa sera saranno: Ing. Francesco Vitellaro, già presidente Rotary Club Agrigento; Dott. Luca Gazzara, Commissario Parco dei Monti Sicani; Ing. Angelo Taibi,  scienziato della ricerca italiana nel campo della fisica medica; Prof. Francesco Pira, Sociologo, Giornalista; D.ssa Ivana Sicurelli, giurista, economista, giornalista ; Ing. Ferdinando Macedonio, Manager Internazionale; Irina Zobaceva, Cantante lirico-leggera russa; Simona Vita e Fernando Cinquemani, Direttori Artistici e Coreografi scuola di Ballo Luna Rossa; Rosario Matina, chef internazionale.

Il Premio viene assegnato a personalità del mondo dell’arte, la cultura, del giornalismo, dello sport, dell’associazionismo, della medicina, l’imprenditoria, la scuola e lo spettacolo. Verranno premiate personalità che si sono distinte nelle loro attività. Sono previsti momenti di intrattenimento e spettacolo.

seguito dell’udienza che si è svolta nella tarda mattinata presso il Tribunale di Agrigento, il giudice, condividendo pienamente l’attività svolta da personale di quest’Ufficio ed accogliendo le richieste del PM, ha convalidato l’arresto applicando alla ragazza la misura cautelare degli arresti domiciliari presso la sua dimora di Canicattì, con autorizzazione ad uscire di casa per quattro ore al giorno la mattina, al fine di poter provvedere alle proprie indispensabili esigenze di vita, sue e del figlio minore.
Detta misura è stata tempestivamente eseguita da personale del Commissariato.
 
Si coglie l’occasione per segnalare una ulteriore notizia: quest’Ufficio di P.S. ha denunciato a p.l. quattro rumeni (di cui una mamma ed i suoi due giovani figli), tutti residenti nello stessa abitazione sita in Canicattì, che in atto sono sottoposti alla misura cautelare dell’obbligo di dimora (misura scaturita a seguito di arresto in flagranza di reato effettuato dal Commissariato PS di Gela per furto aggravato avvenuto il 2 maggio 2018) con prescrizione di permanere a casa nelle ore serali e notturne.
Gli stessi, durante alcuni controlli effettuati da personale della Sezione Volanti, non venivano trovati a casa nelle ore stabilite dal provvedimento giudiziario.
Pertanto, quest’Ufficio di P.S. ha contestato il reato di inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità. 

 

NO ALL’AUMENTO DELLE TARIFFE CIMITERIALI

 

E’ inaccettabile, nonché, incomprensibile il provvedimento che la Giunta Comunale ha approvato con la delibera n. 108 del 24.07.2018 riguardante l’aggiornamento del canone di concessione del loculo cimiteriale esistente o da realizzare, scaricandone il peso sulle tasche dei cittadini.

In particolare, il canone di concessione dei loculi cimiteriali è stato rideterminato nel seguente modo:

–        per la durata dei primi trent’anni si passa da Euro 800,00 a Euro 1.100,00 (AUMENTO DEL 40%!);

–        per i rinnovi (successivi ai primi trent’anni) l’AUMENTO E’, ADDIRITTURA, DEL 100%: infatti, con la delibera, il nuovo canone aumenterà:

–         da Euro 800,00 a Euro 1.650,00 per anni trenta;

–        per anni venti da Euro 550,00 a euro 1.100,00;

–         per anni dieci da 226,00 a 550,00 Euro.

Trattasi, Sig. Sindaco, di AUMENTI ESORBITANTI, rispetto alle tariffe vigenti prima dell’emanazione della delibera richiamata, con inevitabili riflessi negativi in capo ai cittadini, i quali, dovranno, da ora in avanti, sopportare il conseguente aumento dei costi dei servizi cimiteriali e dell’acquisto dei loculi.

Pertanto, alla luce delle difficoltà economiche in cui versa oggi il paese si

CHIEDE

All’Amministrazione comunale di revocare la delibera n. 108 del 24 Luglio 2018

 al fine di evitare un aggravio di costi in capo ai Raffadalesi

Sabato 11 e domenica 12 agosto l’Associazione Indàra presieduta dall’arch. Salvatore Todaro ha organizzato, per il quinto anno consecutivo, la “Festa delle arti 2018”, l’appuntamento con la cultura, l’arte e l’enogastronomia che caratterizza le estati naresi. Nell’edizione di quest’anno sono in programma passeggiate guidate alla scoperta dei monumenti, street food, opera dei pupi, rappresentazioni teatrali, un weekend pieno di cibo e attrazioni per scoprire Naro, il suo patrimonio, la sua storia e le sue tradizioni.

Anche in questa estate il Club per l’Unesco di Agrigento, presieduto dall’arch. Paolo Licata, ha dato il suo piccolo contributo culturale e parteciperà all’iniziativa, che ha il patrocinio del Comune di Naro e degli Ordini degli architetti e degli ingegneri della provincia di Agrigento. Questi ultimi riconosceranno i crediti formativi per l’aggiornamento professionale, agli iscritti dei relativi ordini, che parteciperanno alla visita guidata di giorni 11 agosto.

Il programma del fine settimana prevede:

Sabato 11: “In giro per Naro”, ore 17:30, con partenza dalla chiesa di San Nicolò di Bari, si svilupperà un percorso guidato e raccontato fra i monumenti della città: palazzo conte Gaetanilargo torrettacastello chiaramontano in tutte le sue parti, quarto nobilebalcone della maschere, museo civico, chiesa madre.

Al termine della passeggiata, alle 20.30, nella piazzetta Comizi, davanti la chiesa Madre, si aprirà la “Festa del cibo di strada” dove oltre a poter gustare le specialità della cucina narese e siciliana, sarà possibile assistere all’esibizione dell’opera dei Pupi”La Fulgentissima” del maestro Fonso con lo spettacolo “I non si parte”.

Domenica 12 agosto: “Tra cunti e stiddri”, ore 20.30 da piazza Roma, presso il Santuario di San Calogero, partirà la visita guidata notturna con un inedito percorso che attraverso la visita al calvario, la cruci di petra, la chiesa del SS. Salvatore, si svilupperà all’interno del centro storico di Naro e terminerà nel cortile dell’ex pretura, dove sarà possibile gustare la granita narese.

Durante il percorso guidato si assisterà allo spettacolo teatrale, a cura della “Compagnia del tempo relativo”, che metterà in scena alcuni episodi del “Don Chisciotte”.

I percorsi delle passeggiate potranno essere seguiti tramite “Monumenta”, la nuova app voluta da Indara per lo sviluppo turistico di Naro.

Quest’anno, grazie alla collaborazione dell’associazione Igers di Agrigento sarà lanciato il primo contest Instagram con l’hashtag #InGiroperNaro e tra i partecipanti al concorso fotografico sarà premiata la foto più bella che sarà pubblicata su instagram, in ciascuna delle due serate, e postata contemporaneamente con i due hashtag #INGIROPERNAROe#IGERSAGRIGENTO.

Mareamico esprime soddisfazione per l’approvazione delle opere finanziate dalla regione Sicilia per salvare la spiaggia di Eraclea minoa aggredita dall’erosione costiera, ma nutre parecchie perplessità sulle modalità progettuali. Le tre barriere (pennelli sub-ortogonali alla linea di costa) rappresentano una struttura rigida di vecchio stampo ad alto impatto visivo, che stravolgerà le caratteristiche paesaggistiche di Eraclea.

Sarebbe stato meno impattante collocare delle barriere soffolte a distanza dalla costa e rendere il sistema più dinamico. E poi l’ottima idea del ripascimento artificiale, praticata utilizzando 184 mila metri cubi delle sabbie provenienti dal dragaggio del porto di Siculiana, in assenza di modifiche strutturali del porto rischiano di essere solo un palliativo temporaneo e spreco di denaro pubblico.

Ecco l’ultima mareggiata ad Eraclea minoa:https://www.facebook.com/835808973122116/videos/1605221319514207

A dirlo è la Svimez. Dai dati del Miur emerge come negli atenei isolani ci siano quasi solo siciliani, mentre quelli del Centro-Nord accolgano molti meridionali già a partire dalle triennali. Il motivo non starebbe nei programmi, ma nelle opportunità post-laurea

 

Più di un siciliano su quattro sceglie di andare fuori per frequentare l’università. Non solo per conseguire particolari specializzazioni, ma già dal principio del percorso accademico. Il racconto della Sicilia che si spopola passa anche dai corridoi degli atenei isolani, un tempo luogo dove allevare sogni e aspettative con la consapevolezza che la loro realizzazione molto probabilmente sarebbe passata per la partenza verso altre terre. Forse Roma, magari in Continente, quasi certamente al di là dello Stretto. Negli ultimi anni, però, quei corridoi sono meno frequentati già a partire dagli anni successivi al diploma. A dirlo sono i dati dell’Anagrafe nazionale degli studenti curata dal Miur, ripresi negli scorsi mesi dalla Svimez, l’agenzia per lo sviluppo del Mezzogiorno, in un rapporto in cui emerge come oltre un siciliano su quattro faccia le valigie ancora prima della laurea

Stando all’ultimo aggiornamento dei dati ministeriali relativi all’anno accademico 2016-2017, i siciliani iscritti all’università sono stati oltre 155mila, dei quali più di42mila nei corsi offerti dagli atenei del Centro-Nord. A Bologna, per esempio, i siciliani rappresentano il 4,31 per cento degli studenti universitari. Percentuali ancora maggiori a Milano, dove la popolazione siciliana della Cattolica è del 4,4, mentre gli iscritti alla Bocconi superano il 5 per cento. L’ateneo di Pisa beneficia invece del 7,43 per cento di iscrizioni provenienti dalla Sicilia. Guardando alla Capitale, la maggior parte dei siciliani si iscrive a La Sapienza (2,21% della popolazione studentesca), mentre a Tor Vergata e Roma Tre i dati sono del 3,22 e 1,23. La percentuale più alta, tra gli atenei più importanti, è quella del Politecnico di Torino con più di tremila studenti, pari al 10,21 per cento degli iscritti. Davanti a questi numeri, se è naturale pensare alle perdite economiche derivanti dal fatto che raramente i laureati torneranno al Sud, un aspetto sottovalutato secondo la Svimezsta nel fatto che la perdita di una tale quota di giovani «implica che nel Sud vi sia una minore spesa per istruzione universitaria da parte della pubbliche amministrazioni». In altre parole, meno studenti si iscrivono alle università siciliane e meno soldi saranno investiti dalle istituzioni, con la possibile conseguenza che la qualità dei servizi peggiori. 

Ma qual è il motivo per cui si sceglie di anticipare le partenze dalla Sicilia? Per la Svimez non starebbe nell’offerta formativa meno appetibile – e questo nonostante le ultime classifiche sulle università italiane vedano le siciliane relegate agli ultimi posti – ma nella volontà da parte dei giovani di «anticipare la decisione migratoria già al momento della scelta universitaria, con l’obiettivo di avvicinarsi a mercati del lavoro che vengono ritenuti maggiormente in grado di assorbire capitale umano ad alta formazione». Ovvero una decisione frutto della consapevolezza che, visto che prima o poi bisognerà partire, tanto vale farlo prima così da avere più tempo per stringere relazioni utili a quello che gli amanti degli anglicismi definiscono self marketing. «I partecipanti ai master con cui collaboro sono perlopiù giovani del Meridione – dichiara a MeridioNews Claudio Achilli, formatore e docente alla Business School de Il Sole 24 ore -. Ma è una scelta che io per primo suggerisco ai giovani laureati che partecipano agli incontri di formazione che mi capita di fare al Sud, Sicilia compresa. I motivi sono tanti, ma su tutti il fatto che frequentare un corso al Nord significa avere stage con un tessuto imprenditoriale più vivo. Tirocini che possono realmente diventare un lavoro». Per Achilli, però, partire significa anche altro: «Amo la Sicilia, ma nel Sud purtroppo il concetto di professionalità funziona ancora molto poco. Contano l’amicizia e altre cose che inevitabilmente sviliscono gli sforzi di chi si vorrebbe impegnare nella propria terra – continua l’esperto -. Al Nord c’è un livello di rigore che non trovo da altre parti».

«Farei distinzioni tra le triennali e le magistrali – commenta Salvatore Zappalà, docente di Psicologia del lavoro e delle organizzazioni all’Università di Bologna -. Nel primo caso l’iscrizione al Nord deriva spesso dal desiderio di fare un’esperienza di vita lontano da casa, che esula dalla formazione in sé. Per quanto riguarda le magistrali, la scelta è influenzata dalla necessità di trovare un corso di studi più attinente possibile ai propri interessi». I dati ministeriali confermano che l’aumento delle partenze nel recente passato ha riguardato sia le magistrali che i corsi triennali: facendo, per esempio, un raffronto tra il numero di immatricolazioni alle triennali a La Sapienza e al Politecnico di Torino, negli anni 2001-2012 e 2016-2017, si scopre che il numero di siciliani è cresciuto in maniera sostanziosa. «Se una università dà la possibilità di fare stage prestigiosi – continua Zappalà – ma anche l’opportunità durante le lezioni di confrontarsi con figure provenienti da aziende importanti è naturale risulti più appetibile per gli studenti. Oggi più di un tempo pensano al mondo del lavoro sin dal momento della scelta dell’ateneo». In questo starebbe anche il motivo per cui è molto raro che un ragazzo cresciuto al Nord decida di andare al Sud per studiare. Anche in questo caso a fotografare la situazione è il Miur: oltre il 99 per cento degli iscritti nelle università di Palermo, Catania ed Enna è siciliano, percentuale che si abbassa al 75 per cento a Messina, complice la vicinanza allo Stretto (i calabresi sono oltre il 23 per cento). «Un primo passo per ridurre l’esodo – propone Zappalà – sarebbe quello da parte delle università di coinvolgere maggiormente il mondo del lavoro del Sud, ma bisogna anche riconoscere che entrano in gioco questioni che vanno oltre la volontà degli atenei».

Ma come la pensano i diretti interessati? Tra chi ha fatto le valigie per andare a studiare fuori dalla Sicilia c’è anche chi – la minoranza – dopo avere ottenuto la laurea ha trovato il modo per ritornare a casa. Per cercare lavoro o tutt’al più inventarselo. È il caso di Francesco Armato, palermitano che dopo avere frequentato l’università a Roma ha fatto il percorso inverso dando vita alla casa editoriale Il Palindromo. Anche per lui a fare da ago della bilancia è il contesto lavorativo. «Il Centro-Nord continua a essere un bacino che assorbe meglio e più diffusamente la domanda di lavoro. Più che dove ottieni la laurea, il punto fondamentale è dove sei disposto e puoi permetterti di andare per cercare il lavoro – commenta -. Ciò non significa che bisogna necessariamente scappare al Nord, o ancor meglio all’estero, per trovare lavoro, ma sicuramente i tempi di questa ricerca al Sud sono sempre più lunghi e la possibilità di ottenere un posto retribuito, che corrisponda al grado di competenze ed energie intellettuali offerte da un giovane specializzato, è davvero arduo». Difficile ma non impossibile. «Sono tornato in Sicilia consapevole che per fare quello che volevo, insieme al mio socio Nicola Leo, dovevamo inventarci il lavoro – continua Armato -. Era una scommessa in cui credere. Ma nel nostro caso sarebbe stato così dovunque in Italia, quindi siamo tornati nella nostra città che è e resta la nostra finestra privilegiata sul mondo. A Palermo abbiamo costruito la nostra rete di contatti, coinvolgendo nei nostri progetti decine di giovani tra autori, illustratori e collaboratori. Solo qui possono e potranno nascere la maggior parte dei nostri libri. Resta sempre una scommessa, ma dopo cinque anni – conclude – sappiamo già che ne è valsa la pena». 

Diversa è la storia invece di Valerio Cassarino, fisioterapista gelese tornato in Sicilia dopo avere studiato in Liguria. «Quando sono partito l’ho fatto innanzitutto per fare un’esperienza di vita in una realtà diversa da quella della provincia siciliana – racconta -. Poi, dopo un periodo di lavoro al Nord, ho trovato posto qui nell’Isola, dove da poco sono stato assunto a tempo indeterminato in una struttura privata». Nel caso di Cassarino entra in gioco la particolarità del settore sanità e le differenti situazioni tra la Sicilia e il resto del Paese. «Al Centro-Nord il contratto a tempo indeterminato lo si ottiene con i concorsi, da noi sono bloccati – continua -. In Sicilia, invece, molto più che altrove è possibile avere l’indeterminato lavorando per i privati. La struttura in cui sto lavorando è alla ricerca di cinque fisioterapisti. Ciò non toglie – conclude – che a parità di condizioni contrattuali mi piacerebbe ritornare a lavorare al Nord». 

La sezione misure di prevenzione del Tribunale di Agrigento, presieduta da Luisa Turco, ed a latere Giuseppe Miceli e Antonio Genna, dopo avere risposto no alla richiesta di sequestro, adesso ha risposto no anche alla richiesta di confisca, da parte della Questura di Agrigento e della Procura antimafia di Palermo, di 10 supermercati R7 in provincia di Agrigento di cui è titolare una società riconducibile alla famiglia Alongi di Aragona. I giudici, nel motivare il provvedimento di diniego, scrivono: “La disponibilità in capo alla famiglia Alongi di una società di così elevato rilievo economico appare molto sospetta, tuttavia al di là delle congetture non ci sono sufficienti elementi per disporne la confisca”. La richiesta di sequestro trae origine dalla presunta contiguità a Cosa Nostra dell’ottantenne Giovanni Alongi, di Aragona, condannato al maxi processo “Akragas” a 4 anni e 6 mesi per associazione mafiosa. Ancora più nel dettaglio, è stato chiesto il sequestro e poi la confisca della società Al.Ca. srl, costituita nel 2012, gestita dai figli di Alongi, e proprietaria di 10 supermercati R7. La famiglia Alongi è difesa dagli avvocati Daniela Posante, Antonino Gaziano e Vincenza Gaziano.