Home / Articoli pubblicati daRedazione Ag (Pagina 409)

Dopo una lunga battaglia della Uil confederale, con a capo il segretario generale della provincia agrigentina, Gero Acquisto, e della Uil PA e dei Vigili del fuoco, finalmente, a Lampedusa, si cominciano a muovere i primi passi per la costruzione della caserma terrestre dei Vigili del fuoco. Oggi il capo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, Fabio Dattilo, è volato a Lampedusa per un sopralluogo su un area che dovrebbe prevedere la costruzione della  nuova struttura. Il terreno, di proprietà dell’Enac, è stato individuato all’interno dell’area aeroportuale di competenza dello stesso ente di aviazione civile. Ad attendere il Capo del Corpo a Lampedusa il Comandante provinciale dei Vigili del Fuoco di Agrigento, Giuseppe Merendino e i dirigenti della Direzione regionale dei Vigili del Fuoco oltre che alti dirigenti dell’Enac. La questione del terreno per la costruzione della caserma dei Vigili del Fuoco va avanti ormai da un paio di anni ed è stata caldeggiata fortemente dai sindacati di categoria, in particolare proprio dalla Uil PA di Agrigento e dalla Uil dei Vigili del Fuoco di Agrigento.

“Finalmente – dice il segretario generale, Gero Acquisto – siamo riusciti a vincere questa battaglia. Ci sono voluti incontri con il Prefetto, con il sindaco di Lampedusa, Salvatore Martello con cui ci siamo scontrati più volte, ma l’importante è, che alla fine arrivino i risultati. E’ assurdo che si potesse rischiare di perdere un finanziamento, disponibile da tempo, perché non si riusciva a individuare un’area. I Vigili del fuoco a Lampedusa, da diversi anni, si sono visti moltiplicare i loro compiti anche per l’emergenza migrazione. Una nuova sede terrestre è necessaria per migliorare i servizi e rispondere alle esigenze della cittadinanza”.

I giudici della terza sezione penale della Corte d’appello di Palermo, presieduta dal giudice Antonio Napoli, ribaltando il verdetto di primo grado, hanno assolto con formula piena Francesco Curaba, 55 anni, di Agrigento, imputato di stalking a danno dell’ex moglie. Nel 2014 Curaba è stato condannato dal Tribunale di Agrigento a 6 mesi di reclusione per il reato di maltrattamenti, e poi una seconda volta dal Tribunale di Agrigento, nel 2016, ad 1 anno di reclusione per stalking dopo l’annullamento della sentenza con rinvio da parte della Corte d’Appello a cui hanno presentato ricorso i difensori, gli avvocati Angelo Farruggia e Annalisa Russello. Anche contro tale sentenza gli avvocati Farruggia e Russello hanno proposto appello, e i giudici hanno riformato la sentenza assolvendo Curaba “perché il fatto non sussiste”, disponendo, inoltre, la revoca della condanna al risarcimento del danno a favore della parte civile.

La pubblico ministero della Procura di Agrigento, Elenia Manno, ha chiesto al Tribunale il rinvio a giudizio di tre componenti una famiglia imputati di avere gestito alcune case di prostituzione nel centro storico della città, in particolare in via Saponara. Si tratta di Emanuele Pace, 66 anni, la moglie Pierina Miccichè, 52 anni, e il loro figlio, Vasilij Pace, 30 anni. L’udienza preliminare è in programma il 19 gennaio innanzi al giudice per le udienze preliminari, Stefano Zammuto. Gli imputati avranno facoltà di chiedere di essere ammessi al giudizio abbreviato o al patteggiamento della condanna.

Francesco Caccamo, 56 anni, è stato arrestato dalla Guardia di Finanza del comando provinciale di Catania per usura ed estorsione a danno di un imprenditore in difficoltà economiche al quale avrebbe prestato soldi con un tasso d’interesse superiore al 120% l’anno. Caccamo è stato ammanettato dalle Fiamme Gialle dopo avere ricevuto i soldi di una ‘rata’ dalla vittima, un ristoratore, in precarietà economiche anche a causa dell’emergenza Covid-19, e che avrebbe ricevuto in più rate un prestito di 19mila euro.

Report impietoso della Banca d’Italia sulla situazione congiunturale in Sicilia, aggravata dalla pandemia covid. I dettagli.

Dall’aggiornamento congiunturale della Banca d’Italia emerge in Sicilia un’economia in affanno, dopo la crisi economica e le misure di contenimento imposte dalla pandemia. Si registrano in particolare la riduzione del fatturato per le imprese, che hanno recuperato solo parzialmente in estate, il crollo del settore turistico e dell’occupazione, che ha interessato soprattutto le donne, gli autonomi ed i lavoratori a tempo determinato. Pietro Raffa, direttore regionale della Banca d’Italia, commenta: “Con il clima di diffusa incertezza che condiziona le aspettative a breve termine, ci si aspetta un ulteriore calo del fatturato, in particolare nel settore dei servizi. Nel frattempo la riduzione dell’occupazione ha colpito maggiormente l’universo femminile e quello dei contratti a tempo determinato, mentre la cassa integrazione e il blocco dei licenziamenti hanno attenuato gli effetti per l’occupazione a carattere permanente”. E se il comparto del turismo ha subito i contraccolpi più pesanti, con un meno 60 per cento delle presenze, trainato in basso dal meno 70 per cento del mercato straniero, l’industria, al contrario, ha registrato qualche settore in controtendenza, come quello agricolo e chimico, che hanno beneficiato nel primo semestre di un incremento delle vendite all’estero, in controtendenza rispetto al complesso dell’export regionale. Gravi sono state le ripercussioni sul mercato del lavoro, al riparo solo con la cassa integrazione. Nel secondo trimestre del 2020, il numero di occupati si è ridotto di circa 34mila unità (meno 2,5 per cento), in linea con il Sud Italia (meno 2,6 per cento) ma peggio rispetto al dato medio italiano (meno 1,7 per cento). A fronte di ciò al reddito di cittadinanza ricorrono l’11,5 per cento delle famiglie (230mila persone) ed a quello di emergenza il 2,2 per cento dei nuclei familiari. Ad inizio della scorsa primavera sono aumentati i prestiti alle imprese, anche sostenuti da misure del Governo come il decreto liquidità. E’ invece diminuito il credito alle famiglie, cresciuto negli ultimi anni a ritmi sostenuti. Patrizia Di Dio, presidente ConfCommercio Palermo, conclude: “La pandemia in Sicilia è stata una ‘circostanza aggravante’ che si è innestata su una situazione già drammatica. Bisogna intervenire presto e bene, con programmazione e coordinamento, facendo sistema con determinazione e facendo arrivare immediatamente gli aiuti a tutte le aziende che hanno cali significativi. Rabbia e disperazione stanno crescendo e non è più possibile sbagliare”.

Sono 1.698 i nuovi positivi al Covid19 registrati in Sicilia nelle ultime 24 ore, su 10.774 tamponi effettuati;
39 i decessi, che portano il totale a 971.

Con i nuovi casi salgono a 30.756 gli attuali positivi con un incremento di 991.
Di questi 1.732 sono i ricoverati, 7 in piu’ rispetto a ieri: 1.505 in regime ordinario e 227 in terapia intensiva con un aumento di 3 ricoveri. In isolamento domiciliare sono 29.024.
I guariti sono 668.

I nuovi positivi divisi per province:

Palermo 543,
Catania 456,
Ragusa 214,
Messina 184,
Trapani 46,
Siracusa 48,
Agrigento 81,
Caltanissetta 67,
Enna 59.

Al Comune di Agrigento il sindaco Franco Miccichè ha incontrato, sul tema del centro storico della città, la dottoressa Elvira Mangione, operatrice turistica e rappresentante della Social Street. Presenti anche l’assessore ai Lavori Pubblici Nino Costanza Scinta e all’Urbanistica Gerlando Principato. Dal Comune riferiscono: “La dottoressa Mangione ha illustrato quello che è stato fatto per il vecchio cuore della città, anche dalla sua associazione, e quello che si potrebbe fare a breve e medio termine. Alla fine è stato concordato di effettuare un sopralluogo nella zona in questi giorni con gli assessori, così da poter intraprendere al più presto le prime iniziative. Il sindaco ha manifestato l’intenzione di nominare la dottoressa Mangione referente per il centro storico”.

Anche questa mattina lunghe code nei pressi della tensostruttura allestita dalla Protezione Civile per effettuare i tamponi rapidi alla popolazione.

Intere famiglie si sono presentate al nosocomio di Agrigento fin dalle prime luci dell’alba.

Il personale addetto e l’ambulanza sono arrivate intorno alle ore 10:00, quando nello spiazzale erano già radunate centinaia di autovetture.

Una situazione che si è quindi ripetuta dopo le proteste della giornata di ieri e, proprio per questo motivo, i cittadini utenti chiedono di anticipare l’orario dell’inizio della somministrazione del test.

Dal canto nostro, nel raccogliere le lamentele e le proteste, le giriamo a chi di competenza, nella speranza che il disservizio possa essere risolto in tempi rapidi.

Il gruppo dirigente agrigentino di Fratelli d’Italia accoglie con soddisfazione la notizia annunciata dal sindaco di Agrigento, Franco Miccichè, di chiusura del centro d’accoglienza al Villaggio Mosè, e aggiunge: “Tale chiusura rappresenta indubbiamente una vittoria di Fratelli d’Italia, e del suo gruppo dirigente, che da anni si batte per la chiusura di tutti i centri di accoglienza presenti nella città dei templi, scendendo in piazza con apposite manifestazioni, flash mob e riuscendo a portare la tematica alla ribalta di testate giornalistiche e trasmissioni televisive nazionali, come il programma di Rete Quattro “Fuori dal coro”, del giornalista e conduttore Mario Giordano, con cui abbiamo collaborato, e che il 16 giugno scorso ha trasmesso un servizio, proprio, sulle strutture ubicate nella nostra provincia ed in particolare su quella di Viale Cannatello appunto. Importante, anche, l’apporto dato dal capogruppo al Consiglio comunale di Agrigento, Gerlando Piparo, che subito dopo il suo insediamento si è impegnato in maniera determinata e fattiva per il raggiungimento di questo importante obiettivo”.