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La segreteria provinciale della Uil di Agrigento interviene ancora una volta sulla drammatica situazione di infrastrutture viarie, edifici pubblici e del territorio interno e della fascia costiera nell’agrigentino diventato un problema, che nei numeri è devastante.
“Non vogliamo creare nessuna psicosi, anche dopo i fatti del crollo del costone di Zingarello che fortunatamente non ha provocato danni per i bagnanti. Ma la situazione in Sicilia e in provincia di Agrigento non può essere solo motivo di discussione o di approfondimento su social e altri mezzi di comunicazione, bisogna intervenire e cambiare passo e ammettere che non ha funzionato quasi nulla per la messa in sicurezza di scuole, ospedali e strade e salvaguardia di spiagge e fiumi e centri storici.
Dal report si evince che ci sono 25 opere incompiute in provincia, un dato che onestamente non stupisce, è assurdo che le opere pubbliche dalle nostre parti hanno un inizio e non hanno una fine, tra progetti esecutivi, blocco dei lavori e ritardi e lungaggini che non hanno eguali.
Ci sono da rivedere le procedure di progettazione, il sistema dei controlli, i collaudi, la tempistica, i contenziosi, in questo si devono riaggiustare le falle del codice degli appalti, come del resto il sistema di cofinanziamenti assume ritardi che sono inspiegabili.
Non si può rischiare la propria vita per ritardi burocratici e per mancanza di responsabilità su interventi soprattutto su opere datate che non sono procrastinabili.
Le ultime immagini sul ponte Salsetto e altri viadotti e strade non possono che essere più che un campanello d’allarme e non si può far finta di nulla.
E’ incredibile che prima di chi ha il dovere di controllare, arrivino le associazioni ambientaliste e i privati che mettono in evidenza le criticità.
In provincia di Agrigento il sistema infrastrutturale e delle opere pubbliche ha bisogno un netto scossone, più che un Piano Marshall serve un cambio di passo da parte delle Istituzioni che hanno competenza su manufatti e strade; non si può solo aspettare che avvengano disastri per muoversi, in questo la Uil di Agrigento sollecita un report su tutte le criticità e le soluzioni e gli interventi prima che succedano altri disastri”.

Un incidente stradale lungo la Catania-Gela in territorio di Mineo ha provocato la morte di un uomo di 49 anni, Antonio Nicosia, alla guida di una Fiat Multipla che si è scontrata con un autocarro carico di ortaggi. Sono cinque le persone ferite, e si tratta degli altri quattro passeggeri a bordo dell’automobile. Sono ricoverati nell’ospedale di Caltagirone. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, carabinieri e polizia stradale. La Procura di Caltagirone ha disposto l’avvio di un’inchiesta. E poi, sabato sera, Drin Costi Ghimbu, 42 anni, romeno, è morto lungo la strada provinciale Comiso-Santa Croce Camerina. L’uomo, alla guida di un ciclomotore, si è scontrato con una Bmw che procedeva da Santa Croce verso Comiso. Poco prima, all’ospedale Cannizzaro di Catania è morto un diciottenne, Jason Buglio, deceduto per i postumi delle ferite subite in un incidente stradale ad Aci Bonaccorsi: sul suo scooter si è scontrato contro un’auto. Sono complessivamente 18 i morti ad agosto in Sicilia vittime di incidenti stradali.

Spazio alle segnalazioni dei cittadini. Ad Agrigento alcuni residenti della via Gaglio denunciano che l’acqua non è erogata. E’ saltato già un turno. Gli stessi residenti aggiungono che al telefono la società Girgenti Acque ha offerto un’eventuale autobotte il cui scarico idrico dei metri cubi è però a spese dei cittadini. In via Gaglio commentano: “Per cosa paghiamo la bolletta noi agrigentini? Per non avere servizi? Se l’acqua non si paga la staccano. Se paghi non la erogano.
Chiediamoci per quale motivo siamo una delle ultime province italiane”.

Il professore di comunicazione dell’Università di Messina si è confrontato sul suo ultimo libro “Giornalismi” con esperti di vari settori. Presenti molte autorità Lions. Il sindaco Ida Carmina: “Anche io vittima delle minacce e delle bufale sul web”

Sono stati davvero in tanti a sfidare il caldo e a presenziare al riuscitissimo e seguitissimo Service del Lions Club Agrigento Chiaramonte presieduto da Pippo Freni alla Torre Carlo V di Porto Empedocle. Il tema delicato e di grande attualità “Fake news e comunicazione social”. Il pretesto l’uscita del libro del sociologo Francesco Pira intitolato “Giornalismi” scritto a quattro mani con Andrea Altinier. E così la Torre Carlo V di Porto Empedocle, una location ricca di storia diventato luogo di cultura e di confronto ancora una volta. Oltre al sindaco empedoclino, Ida Carmina, che ha fatto gli onori di casa, il Presidente del Lions Agrigento Chiaramonte, Pippo Freni, la cerimoniera  Mariella Antinoro, la segretaria, Francesca Paratore ed i dirigenti presenti hanno accolto le autorità lionistiche presenti:  il Vice Governatore, Angelo Collura, la Presidente e Segretario della IXi Circoscrizione Anna Sparacino e Loredana Giudice, il Presidente di Zona 24 Giovanni Volpe e  il Delegato al Lions Day Daniela Cannarozzo. Ospiti graditi il  Segretario del Lions Caltagirone, Ugo Ciulla  e il Presidente del Leo Club di Torino, il giovane agrigentino Marco Sessa.

Gli argomenti trattati e discussi e, soprattutto, l’alta qualità ed attualità del libro di Francesco Pira hanno animato un dialogo e dibattito per oltre due ore, catturando l’attenzione e l’interesse delle tante persone intervenute. 

L’evento è stato magistralmente moderato dalla giornalista Margherita Trupiano, ad introdurre gli indirizzi di saluto e gli interventi istituzionali la cerimoniera del Lions Agrigento Chiaramonte, Mariella Antinoro.

Dopo gli indirizzi di saluto di Pippo Freni, presidente del Lions Club Agrigento Chiaramonte e del Sindaco di Porto Empedocle e di Ida Carmina, autorevoli discussant sono stati i Salvatore Puma, medico e Consigliere dell’Ordine dei Medici di Agrigento, Danilo Verruso, Presidente dell’Associazione Culturale “Oltre Vigata”, Stefania La Porta, psicologa e assessore alla cultura di Porto Empedocle e Gaetano Salemi, avvocato e Delegato del Governatore Lions Sicilia per l’Immagine.

“Le Fake news rappresentano un nuovo allarme sociale”  – ha affermato con vigore il sociologo Francesco Pira, riportando ai presenti l’episodio definito di cannibalismo mediatico della finta lettera del padre della ragazza siciliana vittima della tragedia di Genova (è stato osservato un minuto di silenzio per ricordare tutte le vittime nel corso dell’incontro).

Il primo cittadino di Porto Empedocle, Ida Carmina, ha raccontato al pubblico presente come lei stessa è stata vittima sul web di minacce e di fake news.

Molti gli interventi dal pubblico. Le conclusioni sono state affidate al Vice Governatore del Distretto Lions, Angelo Collura.

“Siamo molto soddisfatti – ha detto il Presidente Freni – della riuscita del nostro Service. E’ il nostro modo di essere presenti nel territorio. I tanti applausi raccolti dai relatori ci fanno capire che abbiamo colto nel segno. Un momento interessantissimo di confronto su un argomento scottante”.

Al termine il Presidente Freni ha consegnato, insieme alle autorità lionistiche, delle targhe ai relatori.

Con la collaborazione di Stefan Luca Mangione 

“Il carcere e non solo il carcere deve essere un palazzo di vetro. Palazzo di vetro significa che tutta la comunità deve sapere come lavoriamo, in che condizioni lo facciamo, che cosa offriamo e che criticità abbiamo. Io considero una carcerefollia l’atteggiamento  di chiusura o di conservatorismo nelle stanze delle segrete. Io sono un dirigente pubblico e devo fare conoscere le difficoltà in cui opero e devo interagire con le istituzioni. Il carcere non è mio è della comunità. Il carcere è un luogo di scommessa, vincere la recidiva è un grandissimo risultato per lo Stato”.

E’ l’inizio della amabile chiacchierata, una splendida intervista a tutto campo con il dottore Valerio Pappalardo nuovo direttore del carcere della Petrusa.

Un’occasione per conoscere l’istituto di pena che fa parte del tessuto sociale della collettività.

Con la precedentecarcere 1 direzione, il carcere interagì, per citarne una, in occasione del Natale 2017 e con le iniziative legate ad “Un’aiola per Natale”. Si parlò della struttura e occupò i dovuti spazi sulla stampa, perché non ci sono e non dovrebbero esserci due mondi diversi, quello dei reclusi e l’altro della società civile se davvero si scommette sul rinserimento di chi ha sbagliato e sta scontando la pena.

“Da direttore del carcere di Trento – continua – ho fatto realizzare un sacco di cose, per esempio abbiamo fatto un  progetto che ha ottenuto un finanziamento di 60mila euro per aprire un’officina meccanica. Si prende personale in grado di insegnare un mestiere dando la possibilità ai carceredetenuti di lavorare e di apprendere un mestiere e poi quando escono hanno un titolo, hanno una opportunità in più”.

Avverte la sensazione di esservi chiusi dentro, quando alla fine della fiera la gente fuori vorrebbe conoscere la vostra realtà?

“Le iniziative sporadiche, tipo il teatro pur essendo utili non riescono a collegare stabilmente l’istituto al mondo esterno, per questo penso di dare vita a progetti capaci della continuità, ad un’apertura che dia un valore in più a tutti”.

Cos’è un carcere?

“Il carcere è un luogo nel quale bisogna dare la possibilità alla gente di rinvestire se stessi. Nella vita si può sbagliare, il carcere deve essere una opportunità per il rinserimento”.

Con il dottore Valerio Pappalardo sono convinto che avremo altre occasioni per meglio conoscere quel mondo del quale attualmente conosciamo solo le mura esterne ed è una realtà viva e piena di iniziative già in essere ed altre se ne aggiungeranno. Dentro quelle mura si spendono tutti i giorni professionalità, gli educatori e la polizia penitenziaria, con l’obiettivo di dare sicurezza alla società civile, che, a sua volta, ha una grande voglia di conoscere.

Buon lavoro dottore Pappalardo, restiamo in attesa di notizie.

Franco Pullara 

Fonte Siciliaonpress 

Ad Agrigento, a San Leone, all’incrocio di ingresso alla frazione balneare provenendo dal Villaggio Peruzzo, un’automobile ha travolto e investito un’altra automobile in sosta innanzi al segnale dello stop. Il conducente dell’automobile investitrice è fuggito senza prestare soccorso. L’automobilista travolto, un uomo di 66 anni, è stato condotto dal 118 al pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni di Dio” ad Agrigento. Indagini sono in corso.

Il vescovo di Agrigento, cardinale Francesco Montenegro, presidente di Caritas Italiana, è intervenuto nel merito dei recenti e numerosi accadimenti di aggressioni di stampo razzista. Montenegro ha affermano: “Non dobbiamo meravigliarci di questa deriva, fa difficoltà parlare di razzismo ma è chiaro un rifiuto dell’altro soprattutto se ha il colore della pelle nera, frutto di questo clima di tensione che si è voluto creare. Richiama Manzoni quando si gridava ‘dagli all’untore’. La responsabilità è di noi adulti e soprattutto di chi occupa posti istituzionali che deve pensare che le sue parole avranno una ricaduta. Noi cristiani abbiamo il dovere di attenerci al Vangelo e il Vangelo mi dice con estrema chiarezza che, da credente, non posso escludere nessun uomo perché escludere un uomo è escludere Dio. Per cui, pur sentendomi credente, rischio degli atti di ateismo. Credo che la responsabilità è di noi adulti e soprattutto di chi occupa posti istituzionali che non può liberamente dire ciò che pensa perché chi occupa certi posti deve pensare che le sue parole avranno una ricaduta anche su gente che non ha la stessa maturità e quindi possono prendere quelle parole in qualunque maniera e in questo caso, anche con un dito, fare male a chi è diverso”.

A Favara la comunità ecclesiale che opera nella località cosiddetta “Muntagnè” è stata ferita da alcuni gravi atti vandalici a danno di statue sacre. In proposito l’arciprete di Favara, don Giuseppe D’Oriente, commenta: “Certamente gli autori di tali vili atti oltre che squalificare se stessi e dimostrare i loro più bassi istinti e livelli culturali offendono i sentimenti di tutta la comunità favarese che nutre un particolare rispetto e riverenza a tutto ciò che riguarda il sentire religioso. Non posso fare altro che esprimere la mia costernazione e quella di tutta la comunità cittadina di fronte a un simile atto. Mi auguro che gli autori di tale gesto possano prendere coscienza dell’insano atto compiuto e dell’offesa arrecata a tutta la comunità favarese”.

Secondo quanto emerge dall’anagrafe studenti del Ministero della Pubblica istruzione, in 10 anni sono 300 gli agrigentini che hanno rinunciato ad iscriversi all’università e oltre 2000 gli studenti che si sono ritirati dagli studi. In riferimento al periodo 2006-2016, gli immatricolati, quindi gli iscritti al primo anno, sono stati 2.648. E nel 2016 2.348. Tutti gli iscritti, e quindi non solo al primo anno, nel 2006 sono stati 9.836. E nel 2016 sono stati 7.713, quasi tutti agrigentini che frequentano i corsi palermitani. Dunque, tra il 2006 e il 2016 vi è stata una riduzione di iscritti di oltre 2100 studenti. In aumento, invece, sono università più vicine ad Agrigento, come ad esempio la Kore ad Enna, dove gli iscritti nel 2006 sono stati 60 e nel 2016 sono stati 795.