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Due bambini di appena 11 mesi sono stati ricoverati nell’arco di poche ore all’ospedale ‘Di Cristina’ a Palermo per overdose di sostanze stupefacenti. Sono giunti in condizioni gravi. E sono stati trasferiti in rianimazione. Non sono in pericolo di vita. I casi del genere accaduti a Palermo sono provocati dalla disattenzione dei genitori assuntori di droghe. I due appena ricoverati hanno assunto hashish e cocaina. La Procura dei minori ha disposto perquisizioni nelle abitazioni. Non è stata trovata alcuna traccia di sostanza stupefacente, ma sono scattati dei provvedimenti: i bimbi sono stati affidati al direttore sanitario dell’ospedale. Adesso si attendono gli accertamenti sul contesto familiare.

Sono tante le attività che hanno subito danni a seguito dell’ondata di maltempo che ha colpito il territorio agrigentino ed in particolare Sciacca nelle scorse ore.

“Mentre – dice il presidente provinciale di Confcommercio Giuseppe Caruana – si sta facendo una ricognizione dei danni nelle diverse aree vorrei esprime solidarietà ai titolari dei negozi e alle attività colpite dal maltempo dicendo loro che Confcommercio c’è ed e non li lascerà soli. Il primo pensiero continua Caruana “va agli operatori che si sono trovati a dover fronteggiare l’emergenza con i locali allagati e la merce danneggiata. A loro, oltre la solidarietà va dato un aiuto concreto: un contributo in ragione dei danni subiti. Da parte di Confcommercio stiamo predisponendo subito un fondo per dare loro un ristoro. Nei prossimi giorni, Nei prossimi giorni…..così come già fatto 5 anni fa con l’aiuto economico a fondo perduto alle aziende allora colpite attingendo alla Fondazione Orlando, renderemo noti i dettagli e le modalità per farne richiesta. “Oggi il sistema commerciale” puntualizza il presidente provinciale di Confcommercio “è fragile e non può sopportare traumi quali quelli che le derivano della distruzione di merce in negozio o nei magazzini che si ripetono ciclicamente. Ormai siamo di fronte ad eventi meteo che definiamo eccezionali ma che tali non lo sono. Non possiamo più parlare di evento imprevisto. Purtroppo è prevedibile. E in questi casi occorre il massimo impegno per evitare che si verifichino fatti gravi. Di fronte al ripetersi sempre più frequentemente di eventi eccezionali “la manutenzione deve essere una priorità E per manutenzione intendiamo, la pulizia dei fossi, delle caditoie e dei tombini. Al tempo stesso dovrà essere urgente intervenire laddove, ad esempio, si presentano gli stessi problemi in caso di piogge intense. Servono interventi straordinari che risolvano i problemi idraulici. Insomma Per il futuro, sarà fondamentale affrontare il rischio di esondazioni e calamità legate al maltempo con interventi mirati non solo alla manutenzione ma anche con opere infrastrutturali capaci di mettere in sicurezza i corsi d’acqua e le strade. Comune, Regione e Governo, si mettano d’accordo in fretta; per dare a un settore fortemente colpito il giusto ristoro”. 

Dopo tre giorni di attività, si è conclusa la campagna di sicurezza condotta dalla Polizia stradale agrigentina per riscontrare l’efficienza degli pneumatici. Su un totale di 79 veicoli controllati, sono state contestate 37 violazioni amministrative al Codice della strada. Nel dettaglio, 27 sanzioni sono state contestate per battistrada inferiore a quello prescritto mentre 10 sanzioni per tagli o incisioni al battistrada. La stessa Polizia stradale commenta: “E’ importante controllare periodicamente lo stato delle gomme, soprattutto adesso con l’approssimarsi della stagione invernale. Ciò per verificare, nello specifico, l’usura del battistrada, l’omologazione, la corrispondenza delle misure montate rispetto a quanto riportato dalla carta di circolazione, l’eventuale presenza di tagli, abrasioni, danneggiamenti che, assieme al sotto-gonfiaggio, potrebbero comportare un cedimento improvviso della struttura dello pneumatico e di conseguenza gravi incidenti stradali”.

Il 26 luglio del 2018, il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano, a conclusione del giudizio abbreviato, ha inflitto quattro condanne per lottizzazione abusiva e violazione della normativa edilizia in riferimento alla costruzione del “Borgo Scala dei Turchi”, un villaggio residenziale a Scala dei Turchi. Nel dettaglio: 8 mesi di reclusione e 14mila euro di ammenda ciascuno a Gaetano Caristia, 75 anni, presidente della società siracusana Co.Ma.Er titolare del progetto, ed a Sebastiano Comparato, 86 anni, legale rappresentante e socio maggioritario della stessa società. E poi Antonino Terrana, 63 anni, dirigente della Soprintendenza ai Beni culturali di Agrigento, e Giovanni Francesco Barraco, 60 anni, direttore dei lavori, sono stati condannati a 4 mesi di reclusione e 4mila euro di ammenda ciascuno. Ebbene, adesso la Corte d’Appello ha ridotto le condanne da 8 mesi a 4 mesi ciascuno a Gaetano Caristia e a Sebastiano Comparato. Sono stati assolti Giovanni Francesco Barraco e Antonino Terrana. Altri 8 imputati rinviati a giudizio sono tuttora sotto processo ordinario innanzi al Tribunale di Agrigento.

A Messina, all’incrocio tra le vie del Vespro e Centonze, una donna di 46 anni, Olga Cancellieri, avvocato, madre di due figli, è morta vittima di un incidente stradale nell’impatto tra il suo scooter e una moto guidata da un uomo di 25 anni, illeso. Olga Cancellieri, come avvocato, oltre ad esercitare soprattutto nel penale, è stata da parecchi anni impegnata sul fronte antimafia come legale di riferimento del Comitato “Addiopizzo” di Messina, per il quale si è molte volte costituita in giudizio come parte civile nei processi di mafia e criminalità organizzata. E il Comitato Addio Pizzo la saluta così: “Il Comitato Addiopizzo Messina, in tutte le sue componenti, soci, simpatizzanti, ufficio legale, esprime incredulità, sgomento e rabbia per la perdita improvvisa e violenta della nostra vice presidente, avvocato Olga Cancellieri. Olga ha impresso, con la sua passione, grinta e voglia di cambiare il mondo, un rinnovato slancio alle attività legali ed associative di Addiopizzo”.

Rosalba Cimino, deputata del Movimento 5 Stelle, presenta una interrogazione sullo stato del Viadotto Fontanelle, il ponte della Ss.189 Palermo-Agrigento che versa in cattive condizioni e crea preoccupazione nei tanti automobilisti che ogni giorno lo attraversano e nei cittadini di Agrigento.

“Come denunciato dall’associazione ambientalista MareAmico – scrive Cimino nell’atto indirizzato al ministro alle Infrastrutture Enrico Giovannini- il viadotto, situato nei pressi dello svincolo di Fontanelle, risulta ammalorato nella zona di appoggio delle travi. In questi punti si esercita la massima sollecitazione a taglio che ha determinato lo sgretolamento della compagine esterna del calcestruzzo, facendo saltare il copriferro. Probabilmente questo fenomeno, di evidente ossidazione, è amplificato dal frequente passaggio delle acque meteoriche mal drenate. Il viadotto, dunque, sarebbe estremamente pericoloso. Il permanere nel tempo di questa situazione, comporterebbe lo sgretolamento di tutta l’area di appoggio, con il possibile cedimento dell’impalcato della SS189”. Le situazioni del viadotto, infatti, fanno temere per l’incolumità delle persone in quanto lo sgretolamento potrebbe portare a cedimenti strutturali. «Urge una verifica dello stato di salute del viadotto – ha aggiunto la deputata Cimino – per questo motivo abbiamo presentato questo documento al fine di capire se la situazione può trasformarsi in un potenziale pericolo per la vita dei cittadini, informando il ministro di questo problema”.

“In Sicilia da decenni la politica per obiettivi più o meno velati crea precariato nella pubblica amministrazione. Ci rendiamo conto che fare politica creando speranze di un futuro lavoro stabile e sicuro  rende facile ottenere il consenso.

Vivere in una terra dove il precariato, la mancanza del lavoro, e lo sfruttamento vergognoso di chi vuole solo lavorare dignitosamente per sfamare la propria famiglia, permette al politico di turno di poter avere facile presa sulle speranze e le illusioni di chi si aggrappa a tutto pur di sopravvivere e rimanere in Sicilia.

Questo agire, nei decenni, ha creato il vergognoso pantano del precariato ASU, PIP, CONTRATTISTI, FORESTALI, AMMINISTRATIVI E SANITARI NELLE ASP e per ultimo abbiamo anche i NAVIGATOR per un totale di circa 50 mila schiavi del nuovo millennio che non sanno più quale sarà il loro futuro.

Poi quando finalmente un Governo Regionale decide almeno di intervenire in un comparto di precariato come gli ASU per porre fine a questo vergognoso pantano di illegalità e sfruttamento dei lavoratori, interviene il Governo Nazionale dichiarando che le competenze in merito alla loro stabilizzazione non sono della Regione Siciliana ma dello Stato.

Nel mentre gli altri lavoratori precari, forti della sentenza della Consulta n. 279 del 2020 con la quale  sono state dichiarate inammissibili le questioni di legittimità costituzionale dichiarate dal Presidente del Consiglio dei Ministri che fa cadere, di fatto, il blocco alle stabilizzazioni, continuano a chiedere a gran voce di essere stabilizzati.

Ma i nodi si fanno sempre più complessi e di difficile soluzione vista la contrapposizione che si è ormai creata tra Stato e Regione.

Contrapposizione tutta politica che sta ottenendo solo il risultato ben poco lusinghiero di uccidere per l’ennesima volta i sogni di cittadini che, sottopagati e sfruttati in maniera indegna,  lavorano e reggono le sorti della Pubblica Amministrazione.

Oggi con la pandemia, ennesima piaga che affligge la Sicilia, il Governo Nazionale ha dato vita ad ulteriore precariato che si andrà a sommare a quello già esistente.

I tanti precari contrattisti assunti dalle ASP matureranno a breve il diritto alla stabilizzazione e chiederanno giustamente che gli venga riconosciuto quanto dovuto.

Potremmo elencare intere pagine di precariato che chiede che gli venga riconosciuto il diritto al lavoro come dignità personale e sociale, e per questo come SINALP chiediamo che il Governo Musumeci faccia tutto quanto è possibile affinchè questo dualismo Stato Regione venga superato e si dia attuazione alla stabilizzazione di  tutti i Precari Siciliani.

Già nel comparto forestali abbiamo avuto la Sentenza del Tribunale di Ragusa che ha condannato la Regione Siciliana a riconoscere ai lavoratori ben 10 mensilità come risarcimento per la mancata stabilizzazione.

Sentenza pesantissima che se darà la sveglia a tutti i forestali, solo loro saranno in grado di far “fallire” la Regione Siciliana.

Gli ASU sono anch’essi sul piede di guerra e non possono più attendere che il Ministero del Lavoro e con esso il Governo Draghi si esprima su chi spetta la competenza per la loro stabilizzazione.

I Precari OSS  attendono anch’essi nel rispetto della Legge Madia che si dia il via alla loro stabilizzazione.

Tutti i precari assunti per l’emergenza COVID stanno per maturare anche loro il diritto al riconoscimento giuridico all’assunzione.

Purtroppo sempre più ci rendiamo conto che viviamo sopra  ad una polveriera sociale che può esplodere in qualsiasi momento con danni sociali ed economici incalcolabili.

Chi ha la responsabilità di Governo deve agire affinchè non succeda l’irreparabile.

Firmato Sinalp.

“Le imprese artigiane che hanno subito danni potranno accedere ad un contributo a fondo perduto, pari al 30%, delle spese di ripristino”. I vertici provinciali della CNA di Agrigento aprono le porte della struttura per offrire strumenti di aiuto a beneficio delle aziende colpite dall’ondata di forte maltempo, abbattutasi nel territorio, che ha portato all’esondazione di fiumi, crolli e allagamenti. “In caso di eventi meteorologici di questa portata – affermano il presidente Francesco Di Natale e il segretario Claudio Spoto – interveniamo con azioni concrete. Nella fattispecie lo facciamo attraverso l’Ebas che è il nostro ente bilaterale dell’artigianato in Sicilia, E’ previsto un indennizzo fino ad un massimo di 5 mila euro a favore dell’impresa danneggiata e un contributo di 30 euro giornaliere destinato ai propri dipendenti, per un massimo di 30 giornate lavorative nell’arco di 12 mesi.  Questi fondi saranno erogati anche alle aziende che si apprestano ad iscriversi, regolarizzando la posizione pregressa. Inoltre, nel caso di sospensione delle attività lavorative, potrà essere richiesta la cassa integrazione ordinaria tramite l’Fsba. Sia nella struttura provinciale di Agrigento che nelle sedi CNA presenti nei diversi comuni della provincia- concludono Di Natale e Spoto – il nostro personale è a disposizione per dare notizie e informazioni sulle procedure e modalità rispetto alla fruizione di queste e di altre importanti agevolazioni, misure e opportunità che l’Ebas mette puntualmente in campo, in quanto strumento efficace, capace di coniugare in maniera ottimale  e condivisa le esigenze dell’impresa artigiana e quelle del lavoratore”.

Nella mattinata odierna il Prefetto Maria Rita Cocciufa ha presieduto una riunione, in modalità videoconferenza, del Centro di Coordinamento Soccorsi (C.C.S.) convocata a seguito delle condizioni meteo climatiche avverse registrate nella serata di ieri e delle conseguenti situazioni problematiche verificatesi in vaste area del territorio della provincia, tali da richiedere l’immediato ed incessante intervento delle unità dei Vigili del Fuoco e di tutta la macchina della Protezione civile, non solo regionale ma anche provinciale.

All’incontro hanno partecipato oltre ai vertici provinciali delle Forze di Polizia, anche il Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco, il Comandante della Capitaneria di Porto  di Porto Empedocle, il Dirigente della Sezione Polizia Stradale della Questura di Agrigento, i Sindaci dei Comuni di Sciacca, Menfi e Agrigento, il Dirigente del Dipartimento di Protezione Civile del Libero Consorzio dei Comuni di Agrigento, il Dirigente del Dipartimento di Protezione Civile Regionale e i rappresentanti di Enel Distribuzione, AICA e ANAS.

Nel corso dell’incontro è stato fatto preliminarmente il punto degli interventi effettuati dagli uomini e le donne delle Forze dell’Ordine, dei Vigili del Fuoco, della Protezione Civile regionale e provinciale, i quali si sono concentrati principalmente nelle zone di Sciacca e di Menfi dove, grazie al supporto delle Polizie Locali, è stato possibile evacuare e mettere in salvo alcune famiglie rimaste bloccate nelle proprie abitazioni.

Grazie all’immediato coordinamento dei soccorsi e alla presenza di molteplici squadre di Vigili del Fuoco e di volontari, tutt’ora in campo, molte delle situazioni di criticità verificatesi nel corso della notte sono al momento sotto controllo.

Nonostante i tentativi di intervento, resi difficili dalle impraticabili condizioni di molte strade e stradelle del territorio, rimangono attualmente fuori uso alcuni pozzi e impianti di sollevamento necessari per la distribuzione idrica nella zona nord della Provincia. Nel corso della riunione è stato garantito il massimo supporto ad AICA per lo svolgimento dell’attività di ripristino della funzionalità momentaneamente ridotta, che verranno effettuate il prima possibile garantendo priorità alle zone maggiormente colpite.

Il Prefetto Maria Rita Cocciufa, all’esito della riunione del citato comitato, appresa la situazione di totale impercorribilità di numerose strade provinciali e comunali presenti su tutto il territorio provinciale, rivolge un sentito invito a tutta la cittadinanza a limitare al minimo gli spostamenti per il tramite di tali collegamenti stradali, attesi gli elevati rischi di incidenti ed il conseguente aggravio sulla macchina dei soccorsi già ampiamente impegnata.

Considerata la situazione metereologica in costante evoluzione e il perdurare di uno stato di massima prudenza, a conclusione del citato incontro è stato deciso che il Centro di Coordinamento Soccorsi rimarrà virtualmente aperto per monitorare l’evolvere degli eventi ed il sopraggiungere di eventuali situazioni di particolare criticità, potendosi ove necessario immediatamente riunire per porre in essere tutti gli interventi ritenuti indispensabili.

Sono 604 i nuovi casi di coronavirus registrati in Sicilia nelle ultime 24 ore a fronte di 26.251 tamponi processati. Le vittime sono 9 mentre i guariti sono 419. Attualmente in Sicilia ci sono 8.859 persone positive, 188 in più rispetto a ieri.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Catania 243; Messina 132; Palermo 80; Siracusa 68; Trapani 30; Agrigento 26; Caltanissetta 20; Ragusa 11; Enna 6.