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L’amministrazione comunale informa che i prossimi 12 – 16 – 20 e 23 novembre, tramite il comando della polizia locale, è stato predisposto un servizio di controllo con “street car” mirato ad arginare la sosta selvaggia e accertare le auto prive di copertura assicurativa e non revisionate. Ecco l’elenco delle vie interessate:

 CENTRO CITTA’

via panoramica dei templi, passeggiata archeologica, Crispi, Demetra, Gramsci, viale della Vittoria, via Papa Luciani, Cicerone, san Vito, De Gasperi, Imera,25 aprile,Empedocle,piazza Ravanusella, via Duomo, Matteotti, Bac Bac, Amendola, Acrone, Esseneto, Sturzo, Callicratide, Dante, Manzoni, Caruso Lanza, Monti, Rapisardi, degli Svevi, Solferino, Graceffo, ponte Morandi,via Mazzini,Unità d’Italia e tutte le strade che intersecano le predette vie.

QUARTIERI PERIFERICI:

OSPEDALE “S. GIOVANNI DI DIO”, piazzale e strade interne.

VILLAGGIO MOSE’ – SAN LEONE

Via Bonfiglio, Efebo, La Loggia, Leonardo Sciascia,viale Cannatello,via Magellano,  viale delle dune, dei Pini, Viareggio, via Maddalusa, viale Falcone – Borsellino, dei Giardini e tutte le strade che intersecano le predette vie.

MONSERRATO – VILLASETA

via caduti di Marzabotto,della Concordia,Zunica,Lipari,viale Monserrato,

e tutte le strade che intersecano le predette vie.

FONTANELLE

viale Sicilia, via Di Giovanni e tutte le strade che intersecano le predette vie.

Udienza, ieri in Tribunale, del processo a carico di Calogero Condello, l’empedoclino arrestato nell’aprile dello scorso anno per lesioni personali aggravate e interruzione di pubblico servizio.

L’uomo è accusato di aver picchiato un 55enne di Raffadali, segretario di una commissione per invalidi civili dell’Asp, e di avergli provocato una frattura al cranio.

Nella seduta di ieri, sono stati sentiti tre poliziotti del Commissariato di Porto Empedocle.

Condello riferì, dopo l’arresto, di essersi sentito preso in giro per non avere ottenuto quanto, a suo dire, gli sarebbe spettato alla luce della sua invalidità.

 

Gianfranco Infantino, l’agrigentino di 32 ani, finito in manette per violazione degli obblighi derivanti dalla misura della sorveglianza speciale, va agli arresti domiciliari.

Lo ha disposto il gip del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto dopo la richiesta del pm Alessandra Russo che aveva chiesto la convalida dell’arresto.

Infantino fu fermato dalle forze dell’ordine, la sera della festività di Ognissanti, in via XXV Aprile in orario non consentito.

 

Ancora un crollo nel centro storico di Agrigento. A cedere è stato il tetto di una palazzina fatiscente, e dunque disabitata, frapposto tra le vie Neve e Sanso, e il cortile Coniglio, a due passi dalla via Atenea.

 Il fatto è accaduto ieri, intorno all’ora di pranzo, quando un boato a spaventato i residenti della zona che hanno lanciato l’allarme.

Sul posto sono giunte pattuglie della polizia e dei vigili del fuoco che hanno effettuato alcune verifiche sull’immobile abbandonato all’incuria già da diversi anni.

Il proprietario della palazzina è stato diffidato a mettere lo stabile in sicurezza.

 

Ad Agrigento, gli agenti della sezione Volanti della Questura sono dovuti intervenire in una traversa di viale Leonardo Sciascia, al Villaggio Mosè, per sedare una lite fra due persone, una giovane di 29 anni e un pensionato.

Sembra che poco prima dell’arrivo della pattuglia i due abbiano dato origine ad una vera e propria baruffa con la ragazza che avrebbe tirato un mastello, utile alla raccolta dei rifiuti, in testa all’uomo. A scatenare la lite sarebbe stata la musica troppo alta proveniente dall’abitazione della 29enne e le rimostranze del pensionato. A lanciare l’allarme una telefonata al 113.

 

Al Villaggio Mosè, popoloso quartiere a sud della Città dei Templi, ignoti hanno danneggiato un ristorante chiuso da un anno. Ad essere distrutte tutte le vetrate dell’esercizio commerciale che si trova in una zona periferica del quartiere.

Sul posto sono giunti gli agenti della Sezione Volanti della Questura che hanno verificato quanto accaduto. Ora, dopo la conta de danni, si cerca di capire la motivazione del gesto e se si tratta di un danneggiamento voluto e dell’azione di qualche balordo.

 

Dovrà scontare il carcere, Salvatore Camilleri, 21 anni, di Agrigento. Il giovane era stato arrestato nei giorni scorsi dai poliziotti della sezione Volanti della Questura della Città dei Templi.

Per il giovane, la difesa aveva chiesto l’applicazione di misure alternative, ma l’istanza dell’avvocato Serena Gramaglia è stata respinta.

Camilleri, noto alle forze dell’ordine per diversi fatti di cronaca, sconterà la pena nel carcere minorile “Malaspina” di Palermo.

 

La Squadra Mobile di Agrigento, guidata da Giovanni Minardi, ha arrestato in flagranza di reato Giovanni Volpe, 35 anni di Agrigento, e Angelo D’Antona, 35 anni di Raffadali, con l’accusa di ricettazione. 

 I due avrebbero venduto, per un iniziale corrispettivo di 1500 euro poi sceso a soli 500 euro ma con l’aggiunta di 100 euro validi come pagamento dell’intermediazione, un Piaggio Porter e un autocarro frutto però di una truffa ai danni di una coppia agrigentina. 

Le operazioni della Squadra Mobile, coordinate sul campo dal commissario capo Giovanni Franco, sono durate diverse ore con alcune perquisizioni svolte sia ad Agrigento che a Raffadali.

Volpe e D’Antona, difesi dagli avvocati Daniele Re e Alba Raguccia, si trovano attualmente agli arresti domiciliari. In sede di perquisizione, disposta dal sostituto procuratore della Repubblica Chiara Bisso, sono anche stati trovati (e sequestrati) 300 euro.

 

 
Questa mattina, dinanzi il Il Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Palermo, Dott. Marco Gaeta, si sono presentati numerosi imprenditori capaggiati dal Presidente di Libero Futuro Agrigento Gerlando Gibilaro i quali hanno chiesto di costituirsi parte civile.
Dichiara il Presidente Gerlando Gibilaro: <<Oggi è iniziato il processo contro quella parte della mafia agrigentina coinvolta nell’operazione “Montagna” realizzata dai Carabinieri nel gennaio di quest’anno.
L’associazione Libero FUTURO Agrigento ha assistito numerosi imprenditori di varie provincie siciliane coinvolti come vittime con l’aiuto anche delle altre associazioni della Rete NOMAFIE.
Il numero elevato di imprenditori che hanno collaborato con gli investigatori, ci incoraggia a proseguire l’azione di sensibilizzazione che da oltre due anni la nostra associazione, composta da numerosi imprenditori denuncianti, svolge con grande sacrificio e impegno.
Invitiamo tutti gli imprenditori agrigentini che non sono più disposti a sottostare alle prepotenze mafiose a prendere esempio dai colleghi che oggi si sono costituiti parte civile con il sostegno della nostra associazione e di mettersi a disposizione delle Forze dell’Ordine e della Magistratura denunciando i mafiosi e facilitando le indagini.
Naturalmente noi di LiberoFUTURO Agrigento siamo sempre disponibili a dare una mano e un incoraggiamento a tutti coloro che vorrebbero denunciare ma non trovano il coraggio per farlo. In questi ultimi tre anni abbiamo già assistito numerosi imprenditori sviluppando una collaborazione costante con le Forze dell’ordine e
auspichiamo che molti altri si aggiungano nel prossimo futuro>>.
Questa mattina, assistiti dall’Avv.Luigi Troja, si sono costituiti parte civile l’Associazione Libero Futuro Agrigento e Palermo, nonché gli imprenditori Giuseppe Milioti e Antonino Pollara.