Home / Articoli pubblicati daRedazione Ag (Pagina 40)

 

auto

L’estate è arrivata e con essa cominciano per molti anche le vacanze. La maggior parte degli italiani non vede l’ora che arrivino luglio e agosto per godersi il mare, anche se sempre di più sono quelli che prediligono la montagna, per prendere un poco di fresco. Molti trascorrono le vacanze presso le città d’arte e le capitali europee, o addirittura al di fuori dell’unione, in Paesi lontani. Ma come ci vanno gli italiani in vacanza? Alcune ricerche hanno dimostrato che l’automobile è ancora il mezzo di trasporto preferito da più di metà degli italiani.

Perché si utilizza l’automobile
Tra coloro che preferiscono l’auto, una buona fetta lo fa perché viaggia con l’intera famiglia e si sposta verso mete non troppo lontane, per una vacanza pressoché stanziale. Arrivare in una località di mare in 4 o 5 persone è più conveniente se il viaggio si fa in automobile; il treno e l’aereo sono in estate mezzi di trasporto abbastanza costosi e il secondo non consente di raggiungere tutte le più classiche mete marine italiane. Si perché per la gran parte degli italiani la vacanza si fa non tropo distante da casa, in una delle mille spiagge della penisola, o al massimo ci si sposta verso la Croazia, comunque in automobile.

Una vacanza itinerante
Seppur siano moltissimi coloro che fanno una vacanza stanziale, in una delle mete classiche per l’estate, stanno aumentando anche gli appassionati delle vacanze on the road. Si arriva in una località di particolare interesse e ogni giorno si viaggia verso una nuova meta, alla scoperta della cultura e della storia di un luogo. Per farlo tanti usano l’auto di proprietà, ma sempre più spesso, come ci dice anche l’indagine Liligo, i viaggiatori italiani si affidano alle auto a noleggio. Grazie a prezzi che stanno diventando sempre più concorrenziali oggi noleggiare un’auto non è così costoso quanto un tempo. Per altro l’autonoleggio ci permette di raggiungere una meta lontana con l’aereo o il treno e di muoverci poi in totale autonomia.

Quanto costa il viaggio
La scelta dell’auto di proprietà viene fatta spesso per contenere i costi del viaggio, che incide in modo importante sull’intera spesa per la vacanza, al mare o in una città d’arte poco importa. Sotto questo punto di vista il treno è un mezzo abbastanza economico, ma si deve sempre considerare che tipo di treno si desidera prendere, visto che oggi circolano anche convogli dai prezzi decisamente alti. Tanto che a volte l’aereo risulta più economico. L’importante sta nel prenotare con un certo anticipo e nell’evitare le date più “affollate”. La gran parte dei viaggiatori infatti parte di venerdì o di sabato, e torna nel fine settimana, per sfruttare al massimo i giorni di vacanza. Partendo in date infrasettimanali si risparmia molto sul prezzo dell’aereo e, in alcuni casi, anche sul treno. Per quanto riguarda l’eventualità di affidarsi ad una compagnia di auto a noleggio grazie a Liligo, motore di ricerca per il noleggio auto, trovare le offerte del momento è molto più semplice e immediato.

L’ex presidente della sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Palermo, Silvana Saguto, è stata assolta, “perchè il fatto non sussiste”, dall’imputazione di abuso d’ufficio. La sentenza è stata emessa dalla sezione penale del Tribunale di Caltanissetta presieduta dal giudice Francesco D’Arrigo. La Procura ha proposto la condanna ad 1 anno e 4 mesi di reclusione. Silvana Saguto, difesa dagli avvocati Ninni e Giuseppe Reina, è ritenuta al centro di un sistema illecito di gestione dei beni confiscati alla mafia, e nel processo appena concluso in primo grado le è stato contestato di avere nominato un coadiutore giudiziario in aggiunta ad un amministratore giudiziario nella gestione del complesso Torre Artale, un hotel di Trabia. Gli avvocati Reina commentano: “Siamo soddisfatti, è il primo riconoscimento alla legittimità dell’operato della dottoressa Saguto”.

La Direzione distrettuale antimafia di Palermo ha proposto la confisca dei beni per diversi milioni di euro già sequestrati nel febbraio scorso, e l’applicazione della misura di prevenzione della sorveglianza speciale per 3 anni, a carico di Calogero Romano, 63 anni, di Racalmuto, imprenditore, ritenuto contiguo alla mafia. Alla proposta della Procura risponderà il collegio dei giudici del Tribunale di Agrigento presieduto da Wilma Mazzara, non prima di avere ascoltato il prossimo 24 ottobre i difensori di Romano, gli avvocati Salvatore Pennica e Lillo Fiorello.

Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, a conclusione del giudizio abbreviato, la giudice per le udienze preliminari del Tribunale, Alessandra Vella, nell’ambito di uno stralcio antidroga dell’inchiesta cosiddetta “Kerkent”, ha condannato, anche per il possesso illegale di oltre 500 cartucce, Salvatore Sicilia, 34 anni, di Favara, a 2 anni e 1 mese di reclusione. Il non doversi procedere, perché già giudicato per lo stesso reato, è stato pronunciato a favore di Angelo Schillaci, 23 anni, di Agrigento.

Ad Agrigento al palazzo di giustizia la pubblico ministero Sara Varazi, a conclusione della requisitoria, ha chiesto la condanna a 6 anni e 6 mesi di carcere ciascuno a carico di Domenico De Battista e Agostino Famularo, entrambi di 23 anni, di Lampedusa, imputati di una presunta violenta aggressione, il 18 settembre del 2011, a danno di un poliziotto, che ha subito lo spappolamento della milza ed un conseguente impegnativo intervento chirurgico. I due, difesi dall’avvocato Arnaldo Faro, rispondono di lesioni personali gravissime. Il poliziotto è parte civile tramite l’avvocato Emanuele Dalli Cardillo.

E’ risultato positivo all’alcol test e anche al test sull’assunzione di droga il conducente del Suv che ieri sera ha investito due ragazzini seduti sul marciapiede di casa a Vittoria, in provincia di Ragusa, in via 4 aprile. L’uomo, Rosario Greco, 34 anni, con precedenti penali, è stato arrestato per omicidio stradale. Uno dei due ragazzini, Alessio D’Antonio, 11 anni compiuti nel mese di maggio, è morto sul colpo. L’altro, Simone, coetaneo, primo cugino, non ha più le gambe, è stato ricoverato, intubato, al “Guzzardi” di Vittoria prima di essere trasferito nel reparto di Rianimazione pediatrico di Messina dove in nottata è stato sottoposto un delicato intervento chirurgico. E’ in gravissime condizioni. Greco è fuggito senza prestare soccorso. Poi si è costituito in Commissariato.

Ieri in Consiglio comunale si è svolta l’ennesima farsa. La presunta maggioranza, gonfiata dalla terra di mezzo, non è riuscita a raggiungere per ben 2 volte il numero legale e a far cominciare la seduta sulle direttive generali del PRG. Tutto ciò dopo aver chiesto il rinvio ma soprattutto dopo aver contestato, la scorsa settimana,  all’opposizione di aver abbandonato l’aula, criticando un atto politico volto a misurare i numeri degli arroganti firettiani.

In pratica la rude richiesta presentata in aula è quella della ratifica supina dei vari punti proposti dalla Giunta senza colpo ferire, senza fiatare né battere ciglio altrimenti si viene investiti da puro livore e ridicole e bambinesche schermaglie che fanno perdere la voglia di andare ad occupare gli scranni.

Sempre più Consiglieri agiscono svogliatamente e disertano le sedute.  Anche gli eccitati firettiani, ansiosi di recitare al più presto il loro si e andare via non sono disposti a restare seduti a lungo e qualche pettegolo sussurra che affrontino le poche ore di consiglio giocando con il cellulare.

Questa amministrazione sta sfiancando la città ma anche i consiglieri con le sue ottuse pretese e gli atti di prepotenza. Dopo un’ora di niente si è tornati a casa e oggi si riconvoca con numero legale più basso ma è venerdì, è estate, è San Calogero e magari si rinvierà ancora l’esercizio della democrazia. Al prossimo anno più probabilmente, quando questa amministrazione (forse) non ci sarà più.

Come prevedibile, l’isola ecologica di prossimità, allestita nella frazione di Zingarello, a sud est di Agrigento, dopo solo 12 ore è stata trasformata in una maxi discarica. In proposito interviene il coordinatore dell’associazione ambientalista “MareAmico”, Claudio Lombardo, che ha diffuso un video testimonianza e afferma: “La scelta scellerata di posizionare i cassonetti a Zingarello ha prodotto in meno di 12 ore una gigantesca discarica. In poche ore abbiamo buttato al vento 1 anno di esperienza positiva della raccolta differenziata porta a porta. E’ una scelta folle. Presto sarà promossa un’azione legale da parte dei cittadini che subiscono questo disservizio”.

La scelta scellerata di posizionare i cassonetti a Zingarello ha prodotto in meno di 12 ore una gigantesca discarica.In poche ore abbiamo buttato al vento 1 anno di esperienza positiva della raccolta differenziata porta a porta…UNA SOLUZIONE FOLLE!!!

Pubblicato da Claudio Lombardo su Giovedì 11 luglio 2019

I Carabinieri del Comando Provinciale di Agrigento hanno eseguito 9 ordinanze di custodia cautelare emesse nei confronti di vertici ed affiliati delle famiglie mafiose di “Cosa Nostra” di Licata (Ag) e Campobello di Licata (Ag). L’operazione, eseguita su input della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo con il nome in codice Assedio, fa seguito all’indagine che, il 19 giugno scorso, aveva già fatto scattare 7 fermi di indiziato di delitto per associazione mafiosa armata.

Nuovamente arrestato a Licata l’ex consigliere comunale Giuseppe Scozzari, 47 anni finito nella rete di nel blitz antimafia “Assedio”,  lo scorso 19 giugno.  Scozzari, è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa.

A riportare agli arresti (domiciliari con obbligo di braccialetto elettronico) è stato ieri il Gip del Tribunale di Palermo Fabio Pilato (come riporta il quotidiano La Sicilia nell’edizione di oggi).

Il Gip ha anche disposto il ritorno in carcere Raimondo Semprevivo, 46 anni di Licata (era ai domiciliari) e la conferma dell’arresto in carcere di Angelo Occhipinti, 64 anni di Licata, inteso “piscimoddru”, considerato il capo della famiglia mafiosa di Licata; Vincenzo Bellavia, 34 anni di Licata considerato membro della locale famiglia;  Giuseppe Puleri, 40 anni di Campobello di Licata, considerato autorevole esponente del clan di Campobello di Licata; Angelo Graci, 32 anni di Licata, ritenuto dagli inquirenti uno dei più stretti collaboratori di Angelo Occhipinti; Giuseppe Salvatore Spiteri, 46 anni di Licata, considerato membro del clan di Occhipinti.

Il consigliere Scozzari è tornato agli arresti, dopo che la scorsa settimana il Gip del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto ne aveva disposto la scarcerazione per mancanza di gravi indizi.

Le indagini, svolte dai carabinieri del Nucleo operative di Agrigento  e dai militari di Licata avrebbero permesso di sgominare, individuando boss e gregari, le “famiglie” di Licata e Campobello di Licata.