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Il Covid 19 ci ha tolto tante cose, per un periodo persino la libertà.

Fra le tante cose tolte a noi agrigentini mancherà tanto la più importante festa religiosa, fra le più note in Sicilia e oramai un vero e proprio punto di riferimento per fedeli e tantissimi turisti.

Non vogliamo interrompere questa tradizione, almeno virtualmente, ed è per questo che abbiamo deciso di regalare ai nostri lettori una quasi ventennale puntata della trasmissione Opinioni, per l’occasione condotta da Claudia Badalamenti (riprese e montaggio Giacomo Fattori), che ripercorre in venti minuti tutto quanto accade attorno alla festa di San Calogero.

Tra l’altro, in alcune interviste, si vedono personaggi storici agrigentini che sono stati davvero l’anima e da sempre promotori della festa di San Calogero: Gigi Casesa e Lillo Salsedo che oggi non ci sono più. Così come, appena due giorni fa, ci ha lasciati mons. Lucio Li Gregni che per tanti anni è stato il rettore del Santuario di San Calogero.

Buona visione.

Il candidato a sindaco alle prossime amministrative di Siculiana Vita Mazza, dopo avere appreso la notizia che ieri sera un uomo dello Stato, a servizio dello Stato, è stato aggredito da un migrante durante l’ennesima fuga dal centro di accoglienza di Villa Sikania, dichiara: “Mi lascia sgomenta quanto accaduto nel mio paese. Ribadisco con convinta fermezza che la politica europea scellerata e fallimentare sui flussi migratori sta mettendo a serio rischio non soltanto le comunità ove insistono i centri d’accoglienza ma anche, e soprattutto, le forze dell’ordine impegnate ogni giorno a garantire la sicurezza dei cittadini.
Ma dopo questo ennesimo episodio di guerriglia urbana che vede coinvolti i migranti ospiti dei centri di accoglienza, mi chiedo: CHI TUTELA I CITTADINI E I NOSTRI POLIZIOTTI DALLE CONTINUE RIVOLTE DEI MIGRANTI CHE ANCORA UNA VOLTA SI MANIFESTANO INSOFFERENTI ALLE LEGGI DELLO STATO CHE LI OSPITA ? Tutto ciò ha profondamente toccato la nostra piccola comunità.
Non è pensabile continuare a mantenere queste strutture in pieno centro abitato; strutture che non soltanto annichiliscono un territorio che da sempre mira ad un serio sviluppo turistico, ma che generano un allarme sociale ormai difficilmente contenibile.
Le istituzioni, a tutti i livelli, non possono limitarsi a tranquillizzare i cittadini, ma devono immediatamente agire attraverso UNA SERIA RIVISITAZIONE DELLA POLITICA SULL’IMMIGRAZIONE CHE GARANTISCA LA SICUREZZA DI TUTTI , SOPRATTUTTO IN PIENA EMERGENZA SANITARIA.
Auspico che il Ministro dell’Interno appresti seri provvedimenti per la nostra e per tutte le piccole comunità che vivono da vicino il dramma e la paura per il contagio da Covid -19, visto anche il numero elevato di migranti affetti da Covid19  presenti  sulla nave MobyZaza’ ormeggiata a Porto Empedocle”.

“L”emendamento approvato ieri dalla Camera dei Deputati nell’ambito del decreto Rilancio,  modifica significativamente la misura Resto al Sud per quanto riguarda la dotazione e l’aumento della percentuale della quota a fondo perduto. Si tratta di una grande opportunità per avviare un’impresa nel Sud Italia. Per tutti gli under 46 si presenta un”occasione per dare vita alla propria attività economica e guardare con fiducia al futuro. Nello stesso tempo, tuttavia, occorre che il Governo non dimentichi le tante imprese che si trovano in una situazione di grande difficoltà perché vanno sostenute senza lasciare indietro nessuno. Questo significa aiutare sistematicamente chi è già presente sul mercato e chi è pronto ad affacciarsi con nuove intraprese economiche.

Lo dichiara il presidente di Confesercenti Sicilia Vittorio Messina.

La problematica della tracciabilità è di estrema attualità e rientra nel contesto generale della sicurezza alimentare. E’ in gioco la qualità dei prodotti alimentari proposti sul mercato dalle aziende del commercio e della ristorazione. Anche da questo dipende la forza e la credibilità dell’offerta turistica del territorio agrigentino.
A questo proposito nella sede di Confcommercio si terrà un incontro utile ad illustrare le linee guida. A relazionare è stato inviato il comandante della capitaneria di Porto di Porto Empedocle Gennaro Fusco. All’incontro prenderà parte anche il presidente di Confcommercio Francesco Picarella. E’ previsto un collegamento live con gli associati.

La burocrazia e l’inefficienza della P.A. Uccide. Il Sinalp Sicilia chiede di incontrare il Presidente Musumeci per la definitiva chiusura dell’assurdo giuridico degli ASU negli enti locali siciliani. Ennesime assemblee al Comune di San Piero Patti ed al Comune di Aragona.

Ormai anche chi ha appena imparato a leggere e scrivere intuisce che in Italia ed in Sicilia in particolare c’è un qualcosa che non solo impedisce la crescita economica del territorio ma rema verso la distruzione della nostra società così come l’abbiamo conosciuta e come i nostri avi c’è l’hanno consegnata.

Esiste la legge ma mancano le norme attuative, se anche queste ci sono allora mancano i vari pareri degli enti coinvolti a vario titolo nell’esplicazione di un qualsiasi provvedimento e infine si trova sempre un qualche Dirigente che “vuol vederci chiaro” e su questa pretesa, supportata da ulteriore normativa, si blocca tutto in attesa che prima si capisca quale sia l’organo preposto a  decidere  su come superare l’impasse per andare avanti e appurato ciò il nuovo ufficio con relativo  Dirigente prima di emanare una qualsiasi decisione dovrà “studiare” per l’ennesima volta l’intero carteggio.

Questo assurdo modo di operare è cresciuto sempre più fagocitando tutti, dai politici che l’hanno creato, fino all’ultimo dei cittadini che vuole , “chissà perchè”  semplicemente lavorare.

Questa assurda filiera normativa, amministrativa ed operativa, sta uccidendo poco meno di 5.000 lavoratori ASU che chiedono soltanto dignità e lavoro.

Il Sinalp Sicilia con il suo Segretario Regionale Andrea Monteleone sta raccogliendo le proteste, gli inviti e la disperazione di madri e padri di famiglia che sono stati fagocitati dall’assurdo giuridico che è il Bacino ASU.

Come Sinalp stiamo organizzando, anche su semplice richiesta degli stessi lavoratori, assemblee in tutti i Comuni dove siamo presenti con nostri iscritti per mantenere vivo un confronto  con i lavoratori siciliani che vengono giornalmente mortificati ed offesi da chi si arroga il diritto, forte di una assunzione regolare, di poter offendere e sminuire continuamente la loro semplice presenza dentro le mura di un qualsiasi Municipio.

Nelle ultime due assemblee svoltesi nei Comuni di San Piero Patti ME e Aragona AG si è discusso per l’ennesima volta della nostra proposta di stabilizzazione del comparto che ormai da quasi due anni giace in chissà quale cassetto del Dipartimento Lavoro dell’Assessorato alla Famiglia della Regione Siciliana.

Ad Aragona, presente anche la responsabile dell’Ufficio legale del Sinalp Sicilia Avv. Stefania Virga, si è ragionato anche sulla eventuale necessità di organizzare un altro sciopero regionale come i due di febbraio ed aprile 2019 che avevano bloccato l’operatività di molti comuni che ormai sopravvivono esclusivamente grazie alla presenza dei lavoratori ASU.

Il Segr. Dr. Andrea Monteleone si augura che le continue pressioni del Sinalp verso la Presidenza della Regione  Siciliana per un incontro risolutore dell’assurdo giuridico di lavoratori di fatto “in nero” all’interno della P.A.  possa scongiurare questo evento che creerà ulteriore caos ad un sistema amministrativo già duramente provato dalla pandemia dalla quale, con fatica, ne stiamo uscendo.

Purtroppo, pur consapevoli dei tanti impegni, emergenze, e crisi costanti presenti nel territorio che investono giornalmente la nostra Regione, non è possibile continuare a far finta di niente, non è possibile che il Governo Regionale continui a rinviare l’incontro richiesto trincerandosi su fantomatici problemi normativi e sulla mancanza ormai cronica di fondi che limitano la stabilizzazione degli ASU.

Tutti i lavoratori che abbiamo incontrato nelle molteplici assemblee organizzane nelle città dell’isola, sono stanchi di subire, hanno abbondantemente superato la soglia di sopportazione e non accettano più scuse di qualsiasi natura, ma chiedono che chi ci governa faccia il suo lavoro, Decida di stabilizzare questi cittadini che per un misero assegno sociale e senza un solo euro di contributi previdenziali versato, da 23 anni reggono interi uffici della P.A. ricevendo in cambio solo accuse vergognose ed offensive di lassismo, indifferenza e indolenza, accuse che il Sinalp reinvia al mittente ed è pronto a scendere in piazza per combattere questo infamante atteggiamento.

La società “S. C. s.n.c.”, esercente attività di cava nel territorio di Siculiana (AG), venuta a conoscenza della procedura di aggiornamento del “Piano regionale dei materiali da cava” (c.d. “Piano cave”) da parte della Regione Siciliana, chiedeva al comune di Siculiana ed all’Assessorato regionale per l’energia l’inserimento dei lotti di sua proprietà tra le aree utilizzabili per l’attività estrattiva di cava, in forza dell’autorizzazione quattordicennale già alla stessa rilasciata per l’attività estrattiva.

L’Assessorato regionale all’energia, tuttavia, nell’adottare il nuovo “Piano regionale dei materiali da cava”, approvato con decreto presidenziale del 3 febbraio 2016, non includeva i lotti della “S. C. s.n.c.”, nonostante le istanze presentate a tal fine dalla società ed i pareri favorevoli resi sia dal comune di Siculiana sia dall’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste di Agrigento.

La società “S. C. s.n.c.”, allora, decideva di proporre un ricorso straordinario al Presidente della Regione siciliana, con il patrocinio dell’ avvocato Girolamo Rubino, per l’annullamento del decreto presidenziale e degli atti della procedura volta all’aggiornamento del c.d. “Piano cave” nelle parti in cui avevano escluso i terreni di sua proprietà dalle aree sfruttabili per l’attività estrattiva di cava.

In particolare, l’avvocato Rubino ha censurato i provvedimenti impugnati, deducendo: sotto un primo profilo, la violazione e falsa applicazione della normativa di settore, non rientrando, la richiesta avanzata dalla società, nella fattispecie descritta dalla normativa richiamata dall’Assessorato a sostegno del provvedimento di diniego, volta a regolare le ipotesi in cui l’autorizzazione fosse scaduta (o in scadenza) e la ditta interessata ne chiedeva la proroga o il rinnovo, laddove invece, nel caso di specie, la prescritta autorizzazione era già stata rilasciata ed era ancora efficace al momento della redazione del nuovo Piano Cave; ciò al fine di evitare un formale contrasto con il nuovo strumento programmatorio ed un provvedimento autorizzativo ancora efficace. Sotto un secondo profilo, inoltre, il legale della società ha rilevato l’inapplicabilità alla fattispecie delle norme tecniche del “Piano Cave” poste a sostegno del provvedimento di diniego, essendo state pubblicate successivamente alla formulazione della richiesta di inserimento inoltrata dalla società ricorrente. Infine, l’avvocato Rubino ha censurato la mancata valutazione sia del parere favorevole reso dal Comune di Siculiana sia dell’autorizzazione quattordicennale già rilasciata dal Distretto minerario

Il Consiglio di giustizia Amministrativa per la Regione siciliana, a sezioni riunite, condividendo le tesi difensive dell’Avvocato Rubino, ha reso il proprio parere, ritenendo meritevole di accoglimento il ricorso proposto dalla società  “S. C. s.n.c.” in relazione alla mancata inclusione nel c.d. “Piano Cave” dei terreni di proprietà della medesima.

Sulla scorta del suddetto parere, con proprio Decreto, il Presidente della Regione Siciliana ha pertanto annullato i provvedimenti impugnati nelle parti in cui è stato precluso alla “S. C. s.n.c.”  l’esercizio dell’attività di sfruttamento della cava, già precedentemente autorizzata.

Di conseguenza, la società “S. C. s.n.c.” potrà portare a completamento la sua attività di sfruttamento della cava, fino alla naturale scadenza del titolo autorizzativo, in mancanza di una espressa revoca dello stesso.

 

Anche in provincia di Agrigento, Fratelli d’Italia scende in piazza per chiedere le dimissioni del Governo Conte e di indire le elezioni a settembre.

In contemporanea alla manifestazione nazionale di Roma del centro destra, Fratelli d’Italia sarà presente, nel rispetto delle prescrizioni anti covid 19, nelle seguenti piazze per la raccolta firme:

⁃    Oggi, Sabato 4 Luglio a Naro, in Piazza Cavour dalle ore 10.00;

⁃    Domani, Domenica 5 Luglio a San Leone, Agrigento, in Piazzale Giglia dalle ore 18.00.

Alla raccolta di firme saranno presenti, tra gli altri, il dirigente nazionale Lillo Pisano, il coordinatore cittadino Paola Antinoro e il suo vice Giuseppe Milano.

Si ricorda a tutti i cittadini che per potere firmare è necessario esibire un documento d’identità valido.

Presunte scene da “Arancia Meccanica” in una casa di Licata. Shiaffi, pugni, spintoni e persino torture con un secchio pieno di acqua gelida lanciato addosso mentre dormiva per costringerla a restare su una sedia. Sevizie che sarebbero andate avanti per anni. A farne le spese un’anziana e la figlia disabile oltre al loro cane che sarebbe stato brutalmente bastonato in maniera gratuita.
Pochi mesi dopo il provvedimento cautelare del gip che stabiliva il divieto di avvicinamento e l’allontanamento dalla casa, la vicenda approda in aula per l’udienza preliminare. Il pubblico ministero Gloria Andreoli ha chiesto il processo per una donna licatese di 48 anni – Maria Concetta Lo Iacono – e per il figlio Antonino Mulè di 21 anni. L’accusa, per entrambi, è di maltrattamenti, lesioni personali, lesioni colpose e maltrattamenti di animali. Vittime delle presunte sevizie la madre e la sorella dell’imputata.

L’udienza preliminare, davanti al giudice Stefano Zammuto, è iniziata oggi e le vittime – assistite dagli avvocati Angelo Benvenuto e Lucia Amoroso – si sono costituite parti civili. Il difensore degli imputati, l’avvocato Giuseppe Glicerio, ha chiesto, invece, un breve rinvio per valutare il rito abbreviato o il patteggiamento e il giudice lo ha concesso aggiornando l’udienza a martedì. Le violenze si sarebbero consumate dal gennaio del 2018 all’ottobre del 2019. Le due donne, secondo quanto ipotizza il pm che ha raccolto le loro denunce, sarebbero state ripetutamente percosse e aggredite con schiaffi, pugni e spinte. L’atteggiamento intimidatorio, inoltre, sarebbe consistito nel prospettargli di farle ricoverare in manicomio.

Una bottiglia di plastica contenente benzina, e alcuni fiammiferi legati al tappo. Un messaggio inequivocabile trovato fuori al cancello della sua abitazione da un libero professionista di Aragona.
I carabinieri hanno avviato le indagini. Non è escluso – ma non ci sono affatto certezze al riguardo – che come primissimo passo, gli investigatori possano già aver setacciato l’area di rinvenimento della bottiglia per provare ad appurare se siano o meno presenti delle telecamere di video sorveglianza pubbliche o private. Gli eventuali filmati potrebbero infatti dare il giusto input all’attività investigativa che è indirizzata ad identificare il mittente di quell’avvertimento. Fitto il riserbo di investigatori. Un fascicolo d’inchiesta è stato aperto alla Procura di Agrigento.

Momenti di grande apprensione ieri sera a Giardina Gallotti, frazione di Agrigento per un vasto incendio divampato nelle terre della zona. A fornire un contributo determinante nell’azione di spegnimento stati alcuni residenti armati di pompa e secchi. Una collaborazione che raramente si vede da queste parti. Per diverse ore la situazione è stata assai difficile anche a causa del vento.

Sul posto anche gli uomini del Corpo Forestale che se pur arrivando ad incendio già domato è riuscito a raggiungere la casa più minacciata dalle fiamme.