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E’ stato assegnato un porto sicuro alla nave Sea Watch 4. E’ approdata questa mattina nel porto di Trapani, con 455 migranti a bordo. Si tratta di uomini, donne e bambini tratti in salvo in sei distinte operazioni in mare operate dalla Ong tedesca a largo delle coste libiche. I minori sono 194 tra cui 6 bambini. Volontari della Croce Rossa, medici della sanità marittima e della Polizia hanno praticato ai migranti il tampone rapido. E poi sono stati condotti sulle navi quarantena Splendid e Azzurra alla fonda, l’una di fronte la costa meridionale, l’altra della costa settentrionale.

Il presidente della Regione, Nello Musumeci, annuncia due importanti novità in ambito vaccini. Si avvia la campagna vaccinale di massa nelle isole minori. Saranno somministrate le dosi a tutti i cittadini dai 18 anni in su: si inizia nel fine settimana a Lampedusa e Linosa, e da lunedì nel resto delle isole. E poi da domani, mercoledì 5 maggio, è possibile prenotare la vaccinazione anche alla fascia d’età compresa tra i 50 e i 60 anni, compresi i nati nel 1971.

La provincia agrigentina e l’indifferenza assoluta verso le istanze legittime della popolazione: è il caso della frana di terriccio che si è abbattuta da mesi lungo parte di una carreggiata della strada statale 115, in territorio di Porto Empedocle, in contrada Ciuccafa, e che da mesi costringe i veicoli a transitare attraverso una sola carreggiata, con semaforo e senso alternato, con i disagi e i rallentamenti che ne derivano. In proposito sono intervenuti i sindacati, diversi consiglieri comunali di Porto Empedocle, ma nessuno degli organi preposti ancora ha testimoniato dignità intervenendo a rimedio. Oggi abbiamo ricevuto l’ennesima segnalazione da parte di un cittadino utente che invoca la rimozione del terriccio. Quanto accade è vergognoso. Inutile commentare oltre.

Con i poteri sostitutivi del consiglio comunale di Agrigento, il commissario straordinario dell’ATI Mariannunziata Di Francesco ha approvato l’adesione del capoluogo all’azienda consortile che, in prospettiva, dovrà gestire impianti e risorse idriche in provincia.

Con una precedente deliberazione il consiglio comunale agrigentino aveva subordinato il via libera alla società consortile alla disponibilità di aspetti economici che, tuttavia, saranno disponibili solo nel momento in cui bisognerà costituire il nuovo sodalizio. Manca ancora Favara che deve formalizzare l’ok all’adesione alla società consortile.

350 uomini della Polizia di Messina hanno eseguito decine di misure cautelari nei confronti degli appartenenti a due organizzazioni criminali di trafficanti di droga attive nel rione di Giostra, in passato teatro di una guerra tra i clan degli Arrigo e dei Bonanno per il controllo del territorio e del mercato degli stupefacenti. Le indagini, condotte dalla Squadra mobile diretta da Antonio Sfameni e coordinate dalla Dda guidata da Maurizio De Lucia, hanno consentito di far luce anche su una serie di tentati omicidi avvenuti proprio per contrasti nel mondo del traffico e dello spaccio di droga.

 L’operazione, denominata ‘Market Place’, ha consentito di scoprire due organizzazioni criminali in grado di movimentare grosse quantità di droga (cocaina, marijuana, hashish e skunk) e di gestire una capillare distribuzione attraverso numerosi pusher attivi in città e in provincia. Le intercettazioni telefoniche ed ambientali, la visione delle immagini delle telecamere di osservazione, i servizi sul territorio e i tanti riscontri all’attività di vendita (oltre 1.000 gli episodi documentati) hanno svelato una vera e propria ‘centrale dello spaccio’ organizzata negli edifici delle case popolari di via Seminario Estivo. Diversi i pentiti che hanno collaborato all’indagine. Alcuni indagati sono finiti in carcere, altri ai domiciliari, ad altri ancora è stato notificato l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Sequestrati appartamenti, garage, auto, moto e denaro

Il responsabile del Dipartimento Giustizia dell’Udc di Agrigento, Giovanni Umile, interviene nel merito della imminente beatificazione del giudice Rosario Livatino, e afferma: “La vita di Livatino è stata interamente dedicata al servizio della collettività e della sua professione, vista non come prerogativa di superiorità, ma come servizio per la comunità. Livatino vedeva nella Giustizia la dedizione di sé a Dio. Rosario Livatino è stato non soltanto un ottimo professionista ma anche un vero servo del Signore, che ha scelto di mettere la Fede e la Giustizia davanti a tutto, anche davanti alla sua stessa vita, pur di restare fedele ai suoi valori retti e giusti ed al servizio di quella società civile che, con il suo sacrificio ha saputo egregiamente difendere, ed il suo ricordo ed esempio resterà sempre luminoso e vivido in noi”.

L’Ufficio scolastico regionale, come avviene periodicamente, ha diffuso i dati relativi ai contagi nelle scuole dell’Isola. In particolare, nella provincia agrigentina gli studenti contagiati dal coronavirus sono 190, con una incidenza dello 0,33%. Più nel dettaglio, 11 positivi sono nelle scuole dell’infanzia, con una incidenza dello 0,13% su 8.341 alunni. Poi 66 sono i positivi nella scuola primaria, con una incidenza dello 0,38% su 17.310 alunni. Poi 46 i positivi nelle scuole di primo grado, con una incidenza dello 0.39% su 11.773 alunni. E 67 sono i positivi nelle scuole di secondo grado, con una incidenza dello 0,34% su 19.696 alunni.

Gruppi legati a Cosa nostra sono stati disarticolati da un’operazione dei Carabinieri del Comando provinciale di Catania con l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 40 persone nel capoluogo etneo, a Siracusa, Cosenza e Bologna.
I reati ipotizzati, a vario titolo, sono associazione mafiosa, traffico di sostanze stupefacenti, estorsioni e associazione per delinquere finalizzata alla commissione di falsi e truffe ai danni dell’Inps.

Le indagini, coordinate dalla Dda di Catania, hanno permesso di ricostruire gli organigrammi di gruppi mafiosi della famiglia Santapaola-Ercolano a Paternò e Belpasso. Secondo l’accusa, gestivano un fiorente traffico di stupefacenti, in particolare marjuana e cocaina, ma anche estorsioni, riciclaggio, ricettazione e avrebbero creato una situazione di grave condizionamento del tessuto economico locale. Tra gli elementi di vertice, ricostruisce la Dda, c’era il boss Santo Alleruzzo che, nonostante una condanna all’ergastolo per duplice omicidio, mafia e traffico di droga che sta scontando detenuto a Rossano (Cosenza), approfittava dei permessi premio per ritornare nel paese d’origine, Paternò (Catania), dove durante di summit mafiosi continuava ad impartire ordini e direttive per la gestione degli affari del clan (Ansa)

Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, la giudice per le udienze preliminari del Tribunale, Luisa Turco, ha rinviato a giudizio, all’udienza del 13 luglio, Gian Piero Lo Giudice, 35 anni, e Alessio Taibbi, 27 anni, entrambi di Canicattì, arrestati dalla Polizia il 17 dicembre scorso al culmine di un rocambolesco inseguimento dopo una rapina al distributore di benzina Q8 lungo la strada statale 112. A Lo Giudice e Taibbi sono contestati i reati di rapina, resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento, lesioni personali aggravate e detenzione illegale di arma. Le lesioni e il danneggiamento sono contestati perché i due, fuggendo con un furgone, hanno speronato una volante della Polizia, provocando il ferimento di un poliziotto, e poi avrebbero tamponato, aggredito e colpito alla testa un anziano di 70 anni per impossessarsi della sua Fiat Stilo e proseguire la fuga dopo avere abbandonato il furgone.