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Proprio pochi minuti fa è avvenuto un altro crollo dei cornicioni nel palazzo Liberty.

Con questo ennesimo crollo è stata evitata un’altra ipotetica tragedia in quanto il cornicione sud caduto ha letteralmente diverto e raso al suolo la struttura esterna di vetro del Bar pasticceria Sajeva.

Un forte boato è stato sentito dai vicini e ha spaventato le persone che si trovavano nei paraggi.

Si spera nel tempestivo ripristino di questa situazione in quanto ormai quasi ogni giorno sembra farsi sempre più grave.

 

E’ stato interrogato in carcere, al “Di Lorenzo” di Agrigento, Carmelo Rubino, l’agricoltore di 68 anni di Canicattì già reo confesso innanzi alla sostituto procuratore di Agrigento, Paola Vetro, dell’omicidio di un altro agricoltore di Canicattì, Vincenzo Sciascia Cannizzaro, 69 anni, ucciso a colpi d’arma da fuoco venerdì scorso 27 settembre in contrada Calici a Canicattì. Carmelo Rubino, innanzi alla giudice per le indagini preliminari del Tribunale, Luisa Turco, ha ribadito: “Sono stato io, mi è venuto incontro in maniera violenta e ho sparato. Sono distrutto per quello che ho fatto, non ricordo bene”. Carmelo Rubino è difeso dagli avvocati Diego Guadagnino e Marcella Bonsangue.

Il coordinatore del movimento Mani Libere di Agrigento, Giuseppe Di Rosa, segnala e documenta con fotografie che la piazzola di sosta soprastante il Parco dell’Addolorata o Icori, destinata a isola ecologica, “è – a suo avviso – ridotta ad una discarica con tanto di tracce e odore nauseabondo di percolato. Il tutto, peraltro, in una zona con il più elevato rischio di crolli e frane che vi è ad Agrigento. E nessuno se ne preoccupa” – conclude Di Rosa.

Ancora sbarchi sulle coste italiane. Nelle ultime 48 ore sono giunti oltre 200 migranti: 33 tunisini soccorsi a largo di Pantelleria, una quarantina di algerini con barchini di 5 metri sulle coste del sud della Sardegna e oltre 150 a Lampedusa, con 7 barchini. Si tratta di mini – sbarchi a conferma di un fenomeno che gli esperti hanno segnalato da mesi, ovvero il traffico con le ‘navi madre’, i grossi pescherecci partiti da Libia e Tunisia carichi di migranti che a poche miglia dalle acque territoriali italiane trasbordano le persone sui barchini diretti poi verso costa. Dei 7 arrivati a Lampedusa, il più grande è un guscio di legno di 8 metri: è impossibile che siano partiti in modo autonomo dalle coste africane.

A Racalmuto è stata collocata dall’associazione “Strada degli Scrittori”, su una delle pareti della casa di Largo Monte a Racalmuto in cui Leonardo Sciascia visse per diversi anni, una targa che ricorda il “Maestro di Regalpetra”. L’affissione è stata compiuta in presenza di Felice Cavallaro, direttore della “Strada degli scrittori”, e di Pippo Di Falco, l’intellettuale che ha recentemente acquistato la “casa delle zie” di Sciascia per renderla una Casa museo. La targa riporta una frase di Sciascia che rievoca l’importanza per la sua formazione di tale luogo, inserito nel 2014 tra i luoghi della Memoria e dell’Identità siciliana della Regione Siciliana. Le interviste a Cavallaro e a Di Falco sono in onda oggi al Videogiornale di Teleacras.

Ad Agrigento all’Hotel della Valle l’associazione Giovani Farmacisti di Agrigento, presieduta da Silvia Nocera, e FederFarma di Agrigento, presieduta da Claudio Miceli, hanno organizzato un corso Bls-d, ovvero un corso di rianimazione con defibrillatore, rivolto ad operatori laici, quindi non sanitari. Si sono svolte anche delle prove su manichini e a termine è stato consegnato un attestato che riconoscerà la qualifica di operatore. In proposito oggi al Videogiornale di Teleacras sono in onda le interviste a Silvia Nocera, poi Pietro Amorelli, vice presidente FederFarma Agrigento, e poi Diego Vitello, istruttore Bls-d.

L’ex presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, è stato condannato dal Tribunale di Catania per avere diffamato il giornalista Gregorio Arena, già in servizio a Bruxelles, tacciandolo di “assenteismo” durante la sua partecipazione alla trasmissione L’Arena, su Rai 1, il 18 novembre del 2012. La difesa di Rosario Crocetta commenta: “Le dichiarazioni di Crocetta erano basate su una nota della dottoressa Stimolo, dirigente degli uffici di Bruxelles, che rappresentava l’assenza del giornalista. Vedremo cosa ne penserà la Corte d’Appello di Catania”. Gregorio Arena afferma: “Nessun assenteismo, nessun favoritismo quindi. Solo accuse che hanno segnato la mia vita e quella della mia famiglia. Crocetta è stato condannato ad una multa di 800 euro e ad un risarcimento dei danni che saranno liquidati in sede civile. A titolo di provvisionale pagherà 20mila euro, oltre tutte le spese processuali nonché gli onorari della parte civile”.

E’ morta, a 57 anni di età, l’ex assessore regionale ai Beni Culturali, Mariarita Sgarlata. Nelle ultime settimane ha combattuto contro un tumore. Professoressa associata di archeologia cristiana e medievale, già ispettrice della pontificia commissione di archeologia sacra, più di recente ha ricoperto l’incarico di consulente del ministro Bonisoli ed è stata consigliere delegato della Fondazione Inda.

Da assessore, e poi successivamente, Mariarita Sgarlata è stata protagonista di una battaglia a difesa del paesaggio, con la consapevolezza della necessità di recuperare la vocazione turistico-culturale del territorio attraverso scelte sostenibili. Non a caso ha condiviso le linee guida del piano paesaggistico della provincia di Siracusa. Ha scritto “L’eradicazione degli artropodi. La politica dei beni culturali in Sicilia”, un libro-denuncia sui siti storici in Sicilia.

Ci sarebbe un’eredità contesa tra due anziani fratelli, entrambi settantenni, alla base di una rissa culminata nel sangue due giorni fa a Realmonte. Uno dei due anziani ha riportato ferite alla testa dopo esser stato aggredito dal fratello con un piede di porco. Attualmente si trova ricoverato all’ospedale San Giovanni di Dio ma non è in pericolo di vita. Al vaglio la posizione dell’altro fratello.

La vicenda nasce da una somma lasciata in eredità ai due anziani che avrebbero dovuto trovare un accordo sulla spartizione. Accordo che, evidentemente, non è stato raggiunto e dopo una discussione verbale si è passati alle vie di fatto. Mentre sembrava che tutto fosse rientrato uno dei due fratelli ha preso un tubo di ferro colpendo alla testa il fratello che è stramazzato al suolo.