Home / Articoli pubblicati daRedazione Ag (Pagina 393)

“Anziché approntare le misure necessarie per il sistema sanitario regionale ha fatto passare l’estate e poi è arrivato l’autunno. Ieri chiedeva a gran voce misure più restrittive.
Oggi esorta i prefetti a maggiori controlli e chiede l’intervento dell’Esercito. No, presidente, non è così che si governa”.
Lo dice l’ex sindaco di Agrigento, oggi consigliere comunale, Lillo Firetto.
“Già la Sicilia ha attività al collasso, licenziamenti alle porte, economia in crisi, famiglie alla fame e ci si aiuta come si può – continua Firetto – le pensioni dei nonni, il reddito di cittadinanza, la Caritas. Fino a quando? Le altre regioni cambiano colore. Guardano alla ripresa, lenta, faticosa, ma pur sempre una ripresa”.

E’ caccia al nuovo milionario nel piccolo centro di Cattolica Eraclea. Infatti, sono stati vinti ben due milioni di euro con un tagliando del gratta e vinci “Miliardario maxi”. In questo periodo di zona rossa, sono poche le persone di fuori che arrivano nel centro agricolo della provincia agrigentina, quindi, si ha la quasi certezza che a vincere sia stata una persona del posto.

«Zona arancione per tutta la Sicilia, controlli serrati per il rispetto delle regole, mettendo in campo ogni forza locale o nazionale disponibile; zone rosse solo quando necessarie, mirate e territorialmente individuate per affrontare le specifiche situazioni di emergenza. Questa è la soluzione proposta dalla Lega, in un’ottica di leale collaborazione con il governo regionale e richiamando alle proprie responsabilità il governo nazionale». Lo ha detto il segretario regionale della Lega Nino Minardo.

«La Lega vuole stigmatizzare le fughe in avanti di chi propaganda un improbabile ed inaccettabile “liberi tutti”, (magari accontentandosi di fomentare gli animi dei cittadini) ma ricorda anche, a distanza di una settimana, i limiti della zona rossa nella nostra Regione, limiti che si stanno evidenziando in tutta la loro drammaticità- aggiunge – Vi sono condizioni di disparità evidente tra le categorie produttive e anomalie nei criteri di prosecuzione delle attività che non sono più sostenibili. Chiaramente la Lega condivide in pieno la preoccupazione espressa dal Presidente della Regione sulla necessità di limitare al massimo la diffusione dei contagi così come riconosce il grande impegno profuso da Musumeci e Razza per dotare la rete regionale di un efficiente sistema di terapia intensiva superando le gravissime criticità di sistema accumulatesi da tanti, troppi anni». «Ora però – dice – ci vogliono soluzioni nuove che garantiscano tanto l’interesse pubblico supremo, quello alla salute, quanto gli interessi economici di intere categorie ormai allo stremo. Per questa ragione riteniamo opportuna che il governo regionale chieda al governo nazionale la riclassificazione della Sicilia in zona arancione».

Una proposta sposata anche dal Pd: «Ora anche la Lega, attraverso il suo segretario regionale, sposa le ragioni che il Pd aveva illustrato già fin dallo scorso 18 gennaio, e richiama alla responsabilità il presidente della Regione Musumeci affinchè venga revocata una irragionevole zona rossa regionale, circoscrivendo invece l’estrema limitazione solo alle aree dove maggiore è il numero di contagi» ha detto Nello Dipasquale parlamentare regionale del Partito democratico e deputato segretario all’Ars.

«Certo appare quantomeno strano che una forza di governo sia costretta a presentare un ordine del giorno, invece di confrontarsi con il presidente nelle adeguate sedi istituzionali. Sembra l’ennesima conferma – continua – di come il presidente Musumeci si ostini a rifiutare il confronto non solo con le opposizioni ma anche con le forze che sostengono il suo esecutivo. Il Pd con grande senso di responsabilità sosterrà l’ordine del giorno della Lega – conclude Dipasquale – per recuperare l’immenso e gravissimo errore commesso dal presidente della Regione».

Anche i centri vaccinali della Sicilia affermano: “Se avessimo quelle potremmo sempre avere sei dosi per fiala e non 5, così come ha suggerito l’Aifa, e tentare di colmare il gap”. Questo perché oltre alle meno dosi di vaccino Pfizer consegnate, il problema altrettanto serio è il mancato arrivo delle siringhe che consentano di estrarre dalle fiale la giusta quantità di vaccino. Insomma, mancano le siringhe di precisione.

In assenza di queste, le strutture riferiscono che si stanno utilizzando le siringhe per la tubercolina, che però non permettono di estrarre sei dosi.

E da altri centri vaccinali aggiungono: “Mentre per i vaccini c’è un calendario, per le siringhe di precisione non sappiamo quante aspettarcene a quando arriveranno”.

Un assicuratore di 62 anni che ha continuato a esercitare la sua attività, incontrando clienti, e continuando a fare vita normale nonostante fosse positivo al Covid-19 è stato arrestato da carabinieri della stazione di Linguaglossa. La Procura di Catania ha disposto i domiciliari per violazione delle norme emanate per il contenimento della pandemia.

L’uomo, che risultato positivo da alcuni giorni al Covid 19, secondo indagini di militari dell’Arma e della polizia locale, ha continuato a svolgere la propria attività lavorativa, recandosi anche a fare la spesa all’interno di alcuni supermercati. Con questo atteggiamento, secondo la Procura di Catania, avrebbe “messo a repentaglio l’incolumità pubblica, sottoponendo i soggetti terzi con i quali è venuto a contatto e non, a rischio di contrarre il virus”. L’uomo è stato bloccato da carabinieri nella sua sede di lavoro subito dopo aver ricevuto un cliente, che era ignaro della positività del 62enne.

Ai Giornalisti

e agli Operatori

della Comunicazione

dell’Arcidiocesi di Agrigento

 

Carissimi tutti e tutte che siete impegnati nel mondo della comunicazione al servizio della verità,

vi giunga il mio saluto e il mio abbraccio  nella memoria di san Francesco di Sales, vostro patrono.

A causa dell’emergenza sanitaria in corso, il tradizionale momento di fraternità e riflessione sul messaggio del Santo Padre per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni è stato rimandato. Sarebbe stato bello ritrovarci insieme per considerare il ruolo centrale dei mass media e le sfide che anche questo tempo pandemico pone.

Il 24 gennaio , festa del vostro Patrono, viene reso pubblico il messaggio

“Vieni e vedi” (Gv 1,46). Comunicare incontrando le persone come e dove sono” che Papa Francesco indirizza in occasione della 55ma giornata delle comunicazioni sociali che celebreremo il prossimo maggio. Sullo sfondo del testo ci sono le parole che l’apostolo Filippo rivolge su Gesù a Natale, scettico sull’identità del Maestro proveniente dal villaggio di Nazareth.

L’obiezione di Filippo “Vieni e vedi” è illuminante tanto per l’impegno di annunciare la gioia del Vangelo quanto per il lavoro di raccontare le notizie.

“L’annuncio cristiano – come ricorda il comunicato della sala stampa vaticana – prima che di parole, è fatto di sguardi, testimonianze, esperienze, incontri, vicinanza. In una parola, vita”.

Anche il dovere di cronaca e la necessità dell’informazione nascono dall’incontro con la vita vera delle persone, dall’incrocio degli sguardi, dalla condivisione delle gioie e dei dolori del mondo, dal desiderio di verità che alberga del cuore di ogni uomo! Il tempo della pandemia ci sta facendo prendere coscienza che la comunicazione  in maniera immateriale – ma non per questo meno reale – permette di superare ogni distanziamento sociale imposto per contrastare i contagi, rende vicini, fa incontrare i volti e fa conoscere le storie della gente la dove vivono, lavorarono, soffrono, lottano e sperano.

L’attuale scenario economico e sociale ci sprona a costruire una informazione corretta e libera, verificata e attendibile, coraggiosa e profetica, limpida e adeguata, capace di coniugare il diritto di cronaca con la privacy delle persone, di mettersi a servizio del bene comune e di rifuggire a ogni forma di compromesso e manipolazione. Informare in un tempo inedito e pieno di incertezze richiede un supplemento d’impegno che, ne sono certo, non farete mancare al nostro territorio!

Oggi, più che mai, il vostro lavoro aiuta il formarsi delle opinioni e delle coscienze, ma anche contribuisce a dare voce a quella platea di nuovi poveri che non hanno voce e sono vittime di disuguaglianze e indifferenza.

So bene che la vostra professione – in un settore, quello editoriale, che sta attraversando una crisi senza precedenti – è mortificata dalla precarietà lavorativa e dai compensi inadeguati. Il tutto non solo crea un danno all’informazione, impareggiabile bene pubblico di rilevanza costituzionale, ma anche rende cupo l’orizzonte dei giovani che compiono i primi passi nel mondo della comunicazione.

Carissimi amici, l’annuale ricorrenza della memoria liturgia di San Francesco di Sales coincide con la domenica della Parola voluta da Papa Francesco per aiutarci a riscoprire la forza e la centralità della parola di Dio nella vita della Chiesa. Mi piace pensare che la parola di Dio, al medesimo tempo dolce e amara, possa ispirare le vostre parole dette e scritte! “La comunicazione – ricordava Papa Francesco il 29 settembre del 2019 ai giornalisti in occasione del 60° anniversario dell’Ucsi – ha bisogno di parole vere in mezzo a tante parole vuote. E in questo avete una grande responsabilità: le vostre parole raccontano il mondo e lo modellano, i vostri racconti possono generare spazi di libertà o di schiavitù, di responsabilità o di dipendenza dal potere… solo con l’uso di parole di pace, di giustizia e di solidarietà, rese credibili da una testimonianza coerente, si possono costruire società più giuste e solidali. Purtroppo però vale anche il contrario. Possiate dare – concludeva Papa Francesco –  il vostro contributo per smascherare le parole false e distruttive”.

A nome della Chiesa agrigentina, unitamente all’Arcivescovo Francesco desidero, esprimere la gratitudine per il vostro impegno quotidiano a servizio del nostro territorio e della Chiesa agrigentina.

In attesa di incontrarvi personalmente, assicuro il mio ricordo nella preghiera per voi, le vostre famiglie e la vostra professione.

 

Agrigento, 23 gennaio 2021

+ Alessandro

Arcivescovo coadiutore

Nel 2016, I’Ente di formazione professionale “Centro Studi Pirandello”, con sede a Bivona, partecipava con due distinte istanze alla nota procedura di finanziamento per le attività formative di cui all’Avviso 8/2016 indetta dall’Assessorato regionale alla formazione, dalla quale, tuttavia, l’Ente di formazione veniva escluso per il presunto mancato conseguimento del requisito dell’accreditamento.
Il Centro Studi Pirandello, pertanto, ritenendo illegittima l’esclusione dalla suddetta procedura, con il patrocinio degli Avv.ti Girolamo Rubino e Massimiliano Valenza, proponeva un ricorso giurisdizionale innanzi al TAR Sicilia, sede di Palermo, proseguito poi dinanzi al Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, al fine di ottenere l’annullamento del provvedimento con il quale l’Amministrazione regionale aveva ritenuto inammissibili le istanze di partecipazione alla procedura di cui al predetto Avviso 8/2016.
Con ordinanza n. 441/2020, il C.G.A. accoglieva il ricorso in appello proposto dall’Ente di Formazione e, per l’effetto, il Centro Studi Pirandello veniva reinserito nella procedura concorsuale per l’accesso ai finanziamenti riguardanti le attività di formazione professionale di cui al citato Avviso.
L’Amministrazione Regionale, tuttavia, a causa di un errore materiale commesso nell’indicazione dei corsi valutabili, attribuiva erroneamente un punteggio inferiore, rispetto a quello spettante allo stesso Ente proprio alla luce dei progetti presentati, che non permetteva al Centro Studi Pirandello di collocarsi in posizione utile per l’accesso ed ottenere così l’erogazione ai finanziamenti previsti con la procedura del predetto Avviso.
L’Ente di formazione, pertanto, si vedeva costretto ad instaurare un nuovo contenzioso dinanzi al T.A.R., con il patrocinio degli Avv.ti Girolamo Rubino, Massimiliano Valenza ed Ina Glorioso, al fine di ottenere l’annullamento, previa sospensione, della graduatoria definitiva relativa all’avviso n. 8/2016, nella parte in cui i progetti della ricorrente erano stati erroneamente collocati in posizione non utile.
Secondo la difesa dell’Ente, infatti, l’Amministrazione avrebbe dovuto tenere conto dell’errore materiale commesso nell’indicazione dei corsi valutabili, in quanto conclusi e finanziati.
Con ordinanza n. 20/2021, il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia, definendo la fase cautelare del giudizio, ha accolto l’istanza presentata dagli Avv.ti Rubino, Valenza e Glorioso ai fini del riesame del punteggio attribuito ai due progetti presentati dall’Ente di Formazione, fissando per la trattazione di merito del ricorso la prima udienza pubblica del mese di gennaio 2022.
Nelle more, in ottemperanza alla suddetta pronuncia, l’Amministrazione dovrà procedere alla correzione del punteggio attribuito ad entrambi i progetti presentati dal Centro Studi Pirandello, i quali, per effetto della nuova quantificazione, potranno così accedere al finanziamento di cui all’Avviso 8/2016.

Tre tredicenni trovano un’auto con le chiavi attaccate e dopo qualche tentativo riescono a metterla in moto, senza però riuscirla a spostare dal luogo dove è parcheggiata. Nella zona qualcuno si accorge di quello che sta accadendo e chiama il 112. Ma nella zona, a Fontanelle, una pattuglia della polizia municipale è di ronda e così impediscono ai ragazzini di combinare un guaio e dopo averli rimproverati a dovere li hanno riconsegnati alle famiglie.

L’auto in questione era stata rubata e il proprietario aveva regolarmente sporto denuncia ai carabinieri.
Lo stesso ha poi spiegato che le chiavi erano rimaste attaccate al cruscotto perché doveva svolgere una commissione di pochissimi minuti, ma quando è andato a riprenderla, l’auto non c’era più.

 

 

Nella bozza di monitoraggio dell’indice di trasmissibilità dell’Istituo Superiore di sanità e del minustero della Salute si legge che nel periodo dal 30 dicembre 2020 – 12 gennaio 2021, l’indice di trasmissibilità Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,97 (range 0,85-1,11), in diminuzione dopo cinque settimane di crescita. Ma le differenze tra le varie regioni restano significative e la Sicilia continua a essere classificata “ad alto rischio”, con un rt di 1.27

Si osserva una “diminuzione del rischio di una epidemia non controllata e non gestibile nel Paese dovuta principalmente a una diminuzione della probabilità di trasmissione di SARS-CoV-2 ma in un contesto in cui l’impatto sui servizi assistenziali rimane alto nella maggior parte delle Regioni/PPAA”.

Complessivamente, sono quattro le Regioni con una classificazione di rischio alto,  11 con rischio moderato e sei con rischio basso. Due Regioni Sicilia e Puglia hanno un Rt puntuale maggiore di 1 anche nel limite inferiore, compatibile quindi con uno scenario di tipo 2. Le altre hanno un Rt puntuale compatibili con uno scenario tipo uno.Una Regione (Umbria) e una Provincia Autonoma (Bolzano) sono state classificate a rischio alto per la terza settimana consecutiva; “questo prevede specifiche misure da adottare a livello provinciale e regionale”.

Sono 12 le Regioni che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche sopra la soglia critica (stesso numero della settimana precedente). Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale, invece, è sceso sotto la soglia critica (30%).L’epidemia resta in una fase delicata – si legge nella bozza del monitoraggio – e un nuovo rapido aumento nel numero di casi nelle prossime settimane è possibile, qualora non venissero mantenute rigorosamente misure di mitigazione sia a livello nazionale che regionale. Tale tendenza a livello nazionale sottende infatti forti variazioni inter-regionali con alcune regioni dove il numero assoluto dei ricoverati in area critica ed il relativo impatto, uniti all’elevata incidenza impongono comunque incisive misure restrittive.