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Stabile la curva dei contagi in Sicilia. Sono complessivamente 890 su 29.038 tamponi processati i nuovi casi di Covid-19 registrati nelle ultime 24 ore nell’Isola, dove gli attuali positivi sono 16.412, appena nove in più rispetto a ieri.

Il dato è contenuto nel bollettino quotidiano del ministero della Salute, da cui emerge che le vittime in un solo giorno sono state 23 (4.558 dall’inizio dell’emergenza sanitaria)  e i guariti 858.

Degli attuali positivi i ricoverati con sintomi sono 813, mentre si trovano in terapia intensiva 127 pazienti.

I nuovi contagi per province:

Palermo 286

Catania 121

Messina 83

Ragusa 109

Trapani 20

Siracusa 98

Camtanissetta 78

Agrigento 70

Enna 25

Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, la giudice per le udienze preliminari, Alessandra Vella, accogliendo le istanze del difensore, l’avvocato Giuseppina Ganci, ha assolto dall’imputazione di falso ideologico in atto pubblico C D, sono le iniziali del nome, 45 anni, di Agrigento, alla quale è stato contestato di avere denunciato falsamente ai Carabinieri lo smarrimento del libretto di circolazione di un’automobile che aveva invece venduto diversi anni prima. Tuttavia, l’autovettura era stata sequestrata al nuovo proprietario dalla Polizia Stradale di Agrigento e il libretto non era da tempo nella disponibilità della donna. L’avvocato Ganci ha però dimostrato come l’azione della donna non fosse finalizzata ad ottenere un duplicato del documento che la donna aveva.

E’ stato approvato all’Assemblea Regionale l’articolo della finanziaria che autorizza la Regione all’avvio di progetti per la produzione e la fornitura di marijuana terapeutica in convenzione con le imprese presenti sul territorio. Angela Foti, vicepresidente dell’Assemblea regionale e deputata regionale di Attiva Sicilia, commenta: “La questione della cannabis ad uso terapeutico, più che di norme regionali, ha la necessità di azioni amministrative, che rendano prima di tutto operativo il Decreto Assessoriale approvato nel gennaio 2020 e che prevede le Linee di indirizzo per l’utilizzo e la rimborsabilità a carico del Servizio sanitario regionale, quindi la gratuità dei farmaci a base di cannabis medica per i pazienti affetti da dolore cronico. Al momento la fornitura gratuita del farmaco è ostacolata dall’assenza, nella maggior parte delle province siciliane, delle necessarie convenzioni fra Azienda sanitaria e farmacie”. Soddisfazione per l’approvazione dell’articolo in finanziaria sulla cannabis terapeutica esprime l’avvocatessa agrigentina Roberta Zicari, componente del comitato “Esistono i diritti”.

La vicenda risale al lontano 2005, allorquando il sig. A.M. di anni 36, originario di Agrigento, Carabiniere ausiliario presso l’8° Battaglione Carabinieri Lazio, a causa dell’infortunio accidentalmente subito all’interno del presidio di appartenenza, aveva beneficiato di un periodo di convalescenza e, contestualmente, aveva inoltrato al Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri rituale istanza volta ad ottenere il riconoscimento dell’infortunio subito dipendente da causa di servizio; istanza che, tuttavia, veniva respinta con dimissione del sig. A.M. dall’Arma dei Carabinieri.

Quest’ultimo, pertanto, decideva di proporre un ricorso giurisdizionale, con il patrocinio degli avv.ti Girolamo Rubino e Daniele Piazza, definito solamente nel 2019 in appello con sentenza del Consiglio di Stato, il quale, richiamati i precedenti giurisprudenziali citati dagli avv.ti Rubino e Piazza e le difese dagli stessi espletate, in parziale riforma della sentenza di primo grado, accoglieva il ricorso proposto dal sig. A.M.

A questo punto, il sig. A.M., considerata l’irragionevole attesa che lo stesso aveva dovuto subire per la definizione del suddetto giudizio conclusosi dopo ben quattordici anni dalla sua instaurazione, decideva di agire nuovamente in giudizio, assistito dagli avv.ti Girolamo Rubino e Carmelinda Gattuso, al fine di ottenere l’indennizzo riconosciuto ai sensi della Legge n. 89/2001, meglio nota come “Legge Pinto”, per l’eccessiva ed irragionevole durata del processo; nel caso di specie, del giudizio amministrativo.

Con i motivi di ricorso, i legali del ricorrente ribadivano infatti come la durata del giudizio del suddetto processo non potesse trovare giustificazione alcuna né nella complessità della questione né nella condotta della parte che nessuna condotta negligente aveva posto in essere.

La Corte di Appello di Roma, condividendo le censure sollevate dagli avv.ti Rubino e Gattuso, ha accolto la domanda di equa riparazione presentata dal sig. A.M. ai sensi della citata L. n. 89/2001, il quale, pertanto, per effetto di tale pronuncia, potrà così ottenere ristoro per i danni subiti a causa delle lungaggini della giustizia italiana.

Ecco il programma delle Celebrazioni ad Agrigento in occasione della Settimana Santa:

– La Domenica delle Palme la celebrazione presieduta dall’Arcivescovo il cardinale Francesco Montenegro avrà inizio alle ore 11,30. Il parroco della Cattedrale invita i fedeli ad arrivare in Chiesa almeno entro le 11,15 per garantire gli accessi con le dovute precauzioni e nel rispetto del protocollo COVID.
I fedeli dovranno portare la palma o il ramoscello di ulivo, poiché non sarà effettuata la distribuzione per motivi di prevenzione.

– Lunedì, martedì e mercoledì santo saranno proposti gli esercizi spirituali con la celebrazione eucaristica alle ore 18,00 e alle 18,30 la riflessione proposta da don Baldo Reina che ci aiuterà a meditare sul mistero di Cristo e il dono della vita alla luce della beatificazione del Giudice Rosario Livatino.

– Il Giovedì santo alle 9,30 sarà celebrata la Messa del Crisma con la benedizione degli olii santi presieduta dall’Arcivescovo con la presenza del presbiterio e di una rappresentanza di fedeli.
Nel pomeriggio del Giovedì Santo inizierà il triduo pasquale con messa della «Cena del Signore», sarà omessa la lavanda dei piedi. La celebrazione proseguirà con un momento di preghiera davanti all’Eucaristia nella cappella del Redentore con riflessioni sulla Fratelli tutti di Papa Francesco. La Cattedrale chiuderà alle 21,30.
potrà prolungarsi oltre le 21.30. Si ricorda che bisognerà evitare lo spostamento tra le chiese.

– Il venerdì santo, a partire dalle ore 9,00 la Cattedrale sarà aperta per consentire ai fedeli la visita a Gesù Redentore. L’ingresso in Cattedrale sarà contingentato, nel rispetto del protocollo di prevenzione e seguendo percorsi specifici all’interno della Chiesa. L’Arciconfraternita del Ss. Redentore garantire il servizio di accoglienza e l’animazione della preghiera.

– Alle ore 16,00 del Venerdì Santo sarà celebrazione l’Azione liturgica della Passione del Signore che sarà presieduta dall’arcivescovo e seguiranno diversi momenti di preghiera fino alle 20,00 quando sarà esposto alla venerazione il Cristo morto è il cardinale Francesco Montenegro proporrà il messaggio all’Arcidiocesi e alla Città.

– La Veglia pasquale il sabato santo inizierà alle ore 19,30 per permettere a tutti il rientro nel rispetto delle indicazioni governative.
La Veglia pasquale non si anticipi prima delle ore 19.00 e non si concluda oltre le ore 21.30.

– Le celebrazioni saranno trasmesse sul canale YouTube dell’Arcidiocesi di Agrigento per permettere a quanti non potranno partecipare per motivi di salute di potere seguire da casa.

Per i dettagli si rimanda ala programma allegato o a collegarsi sul sito www.cattedraleagrigento.com dove si possono trovare le indicazioni per il protocollo di prevenzione COVID e gli orari della celebrazioni e delle dirette.

La Confasi Sicilia ha chiesto all’assessore regionale alla Pubblica Istruzione Roberto Lagalla che nel programma di vaccinazione venga data priorità a tutti i nuclei familiari conviventi con studenti, docenti, personale ATA coinvolti nella apertura delle scuole”. ” Tutto ciò– dichiara il Presidente di Confasi Davide Lercara-  considerata l’intenzione del Governo di aprire le scuole fino alla prima media anche in zona rossa. Tale richiesta viene avanzata tenuto conto della necessità di tutelare la salute di tutto il mondo della scuola e del  piano vaccinale attualmente vigente per età e vulnerabilità”.  Confasi ha indirizzato la lettera anche al Presidente del Consiglio Draghi e ai ministri Bianchi e Speranza.

Con ricorso ritualmente depositato, il sig. A.S. dipendente dell’Università degli Studi di Palermo, assunto a far data dal 1.3.2002 con inquadramento nella posizione EP1 dell’Area Tecnica del CCNL del Comparto Università ed assegnato all’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico “Paolo Giaccone” di Palermo, conveniva in giudizio la medesima Azienda Ospedaliera e l’Università di Palermo, per sentir dichiarare il proprio diritto ad ottenere l’equiparazione del proprio trattamento economico stipendiale a quello del personale dirigente del Comparto Sanità in forza dell’art. 31 del DPR 761/79, con condanna delle amministrazioni resistenti alla corresponsione delle relative differenze retributive maturate in conseguenza della mancata equiparazione economica alla dirigenza.
Si costituiva in giudizio, oltre all’Università degli Studi di Palermo, anche l’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico “Paolo Giaccone”, con il patrocinio dell’Avv. Girolamo Rubino, contestando nel merito la fondatezza del ricorso  e chiedendone il rigetto.
In particolare, secondo quanto sostenuto dalla difesa dell’azienda ospedaliera, la normativa richiamata dal ricorrente in materia di equiparazione del trattamento economico complessivo del personale universitario in servizio presso i policlinici e le unità sanitarie locali  a quello del personale sanitario, aveva mantenuto la propria efficacia fino alla ridefinizione del nuovo meccanismo di equiparazione introdotto con l’entrata in vigore del nuovo CCNL 2002-2005.
Pertanto, considerata l’avvenuta assunzione del sig. A.S., da parte dall’università resistente, a decorrere dal marzo 2002, ossia successivamente all’entrata in vigore del ccnl, ai fini dell‘inquadramento dello stesso non poteva che trovare applicazione il nuovo meccanismo di equiparazione delle retribuzioni tra il personale universitario e quello sanitario introdotto dalla nuova contrattazione collettiva (ccnl 2002-2005) in forza della quale il dipendente va collocato nella rispettiva fascia di inquadramento “con riferimento al trattamento economico in godimento” e senza tener conto della professionalità della categoria di provenienza o comunque acquisita in forza delle mansioni in concreto svolte, come invece preteso dal ricorrente.
Il Giudice del Lavoro del Tribunale di Palermo, richiamata anche la recente giurisprudenza pronunciatasi sulla tematica in questione, in adesione alle tesi espresse dall’avv. Girolamo Rubino, legale dell’azienda ospedaliera policlinico “Giaccone”,  ha respinto il ricorso del dipendente A.S., ritenendo infondate le pretese avanzate dallo stesso in giudizio.
Per effetto di tale pronuncia, dunque, né l’Università degli Studi di Palermo né l’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico “Paolo Giaccone” di Palermo dovranno corrispondere alcuna differenza retributiva al proprio dipendente giacché nessuna equiparazione economica stipendiale spetta allo stesso in applicazione della normativa e della contrattazione collettiva vigenti.

Altri 33 chili di hashish sono stati ritrovati sulle coste siciliane, sul lungomare tra Capaci e Isola delle Femmine, nel Palermitano. Il sequestro è avvenuto grazie alla segnalazione di un cittadino ai carabinieri. E’ stato scoperto un involucro contenente complessivamente 300 panetti di hashish, confezionati con cellophane e nastro adesivo in modo da rendere impermeabile lo stupefacente. Il carico, venduto al dettaglio, avrebbe fruttato oltre 300mila euro. Nel corso degli ultimi cinque anni sono stati recuperati oltre 900 chili di droga abbandonata, tra hashish e marijuana. Le indagini sono coordinate dalle procure di Palermo, Agrigento, Trapani, Termini Imerese, Patti e Messina, interessate dai ritrovamenti

I Carabinieri della Tenenza di Misterbianco, in provincia di Catania, hanno arrestato per sconto pena, con l’imputazione di violenza sessuale di gruppo, Agatino Sapuppo, 37 anni, ed Emanuele Santangelo, 26 anni. Durante la notte del primo ottobre del 2017, dopo una serata trascorsa in discoteca, avrebbero attirato con il pretesto di riaccompagnarla a casa una donna di 25 anni conosciuta all’interno del locale. Invece, i due, insieme ad un terzo complice, avrebbero posteggiato l’automobile in una zona appartata di Misterbianco, ed a turno l’avrebbero violentata registrando il video con il cellulare di alcune fasi degli abusi sessuali. La vittima ha poi denunciato quanto accaduto. Sapuppo e Santangelo sono stati condannati a 5 anni e 3 mesi di reclusione, che sconteranno nel carcere di Catania in piazza Lanza.