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Giovedì 15 novembre 2018, a conclusione delle iniziative per il Centenario della fine della Grande Guerra organizzate dal Comitato Provinciale Acsi di Agrigento in collaborazione con il Comune di Siculiana, si svolgerà un corteo commemorativo che vedrà protagonisti gli alunni delle terze medie dell’Istituto Comprensivo  Garibaldi – Realmonte, sezione staccata di Siculiana.

Il corteo si muoverà alle ore 10,30 da Piazza Pio La Torre e, attraversando alcune delle vie dedicate ai Caduti, giungerà in Piazza Umberto Primo, dove gli alunni, alla presenza delle Autorità civili, militari e religiose, deporranno un omaggio floreale ai piedi del Monumento ai Caduti.

Durante lo svolgimento del corteo, a cura degli alunni delle terze medie, verranno lette le biografie di alcuni dei Caduti a cui sono intestate le vie cittadine.

A conclusione della manifestazione sarà svelata una targa marmorea celebrativa del Centenario, consegnate le nuove targhe toponomastiche intestate ai Caduti e recitato un componimento poetico della poetessa Giuseppina Mira.

 

Duro colpo inferto alla criminalità organizzata pugliese, calabrese e siciliana che controllava il mercato delle scommesse online. Le indagini, partite dalle procure di Bari, Reggio Calabria e Catania, hanno portato all’arresto di 68 persone e al sequestro di beni in Italia e all’estero per oltre un miliardo. Il volume delle giocate, riguardanti eventi sportivi e non solo, scoperto dagli investigatori, è superiore ai 4,5 miliardi.

Un’imponente operazione internazionale, coordinata dalla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo, che ha visto impegnati uomini della Guardia di finanza, Polizia di Stato, Carabinieri e Direzione investigativa antimafia.
I reati contestati sono riconducibili all’associazione mafiosa, al trasferimento fraudolento di valori, al riciclaggio e autoriciclaggio, all’illecita raccolta di scommesse online ed alla fraudolenta sottrazione ai prelievi fiscali dei relativi guadagni.

Dalle indagini è emerso che i gruppi criminali si erano spartiti e controllavano, con modalità mafiose, il mercato delle scommesse clandestine online attraverso diverse piattaforme gestite dalle stesse organizzazioni. Il denaro accumulato illegalmente, il cui percorso è stato monitorato dalla Guardia di Finanza, veniva poi reinvestito in patrimoni immobiliari e posizioni finanziarie all’estero intestati a persone, fondazioni e società, tutte ovviamente schermate grazie alla complicità di diversi prestanome.

“Cerco chi clicca, non chi spara”. Dalle intercettazioni è emerso un cambio di mentalità delle organizzazioni criminali. Le nuove mafie hanno infatti bisogno di “quelli che cliccano” e “che movimentano i soldi” facendoli transitare da un Paese all’altro senza lasciar traccia delle transazioni online, non di quelli che fanno “bam bam”, cioè di quelli che sparano. “Io cerco i nuovi adepti nelle migliori università mondiali, dice uno degli indagati intercettato dai finanzieri, e tu vai ancora alla ricerca di quattro scemi in mezzo alla strada vanno a fare così: “bam bam”. Io invece, aggiunge l’uomo, cerco quelli che fanno così: “pin pin”, che cliccano, quelli che cliccano e movimentano. E’ tutta una questione di indice, capito?”.

Sessantotto provvedimenti restrittivi a carico di importanti esponenti della criminalità organizzata pugliese, reggina e catanese, oltre a diversi imprenditori e prestanome. Guardia di Finanza, Polizia e Carabinieri hanno inoltre eseguito circa 80 perquisizioni; sequestri in Italia ed in numerosi Stati esteri per circa un miliardo di euro.

 

I carabinieri della Tenenza di Favara hanno arrestato Ignazio Sicilia, 43 anni, già coinvolto in passato nell’operazione antimafia San Calogero eseguita nel 2005, per l’incendio degli arredi del ristorante “Maccicuni” di Favara, proprio dietro la centralissima piazza Cavour

Sicilia è stato immortalato dalle telecamere di video-sorveglianza poste in quella zona dare fuoco agli arredamento dell’esercizio commerciale e dileguarsi a piedi.

Ma c’è dell’altro. Gli inquirenti stanno procedendo a contestazione nei confronti di Ignazio Sicilia anche per un altro episodio incendiario: si tratta dell’intimidazione ai danni di Gaspare Volpe, alias “Baddari”, ex datore di lavoro della scomparsa Gessica Lattuca. Il 23 settembre scorsa la Audi di Volpe era stata bruciata davanti casa.

Secondo gli inquirenti l’autore del gestore – immortalato ancora una volta dalle telecamere e per questo denunciato all’autorità giudiziaria – sarebbe Ignazio Sicilia che avrebbe agito con un complice la cui identità è al vaglio degli inquirenti.

Intanto il giudice Alessandro Quattrocchi non ha convalidato l’arresto di Ignazio Sicilia – difeso dall’avvocato Giuseppe Barba ma sostituito in udienza dall’avvocato Tatiana Pletto –  poiché il titolo di reato contestato – ovvero violazione degli obblighi della sorveglianza speciale – contemplava una prescrizione generica rispetto al titolo di reato – danneggiamento aggravato a seguito di incendio – non contestato dal pm Antonella Pandolfi nella richiesta di convalida. Il giudice non ha ritenuto opportuno, dunque, neanche applicare qualsiasi misura cautelare accogliendo le istanze del difensore non ravvisando esigenze cautelari. Pertanto Ignazio Sicilia è stato immediatamente rimesso in libertà e scarcerato.

E’ stato ammesso al rito abbreviato l’ex direttore delle Poste di Agrigento – S.C. – accusato di essersi appropriato di circa 300 mila euro mediante prelievi effettuati sui libretti giudiziari in custodia a Poste italiane s.p.a..

Il Gup del Tribunale di Agrigento Stefano Zammuto ha, dunque, accolto il rito alternativo chiesto  dalla difesa dell’ex direttore delle Poste di Agrigento.

Il caso, tuttavia, appare singolare poiché le somme di cui si sarebbe appropriato l’imputato, assistito dagli avvocati Angelo Farruggia e Annalisa Russello, sembrerebbero, così emerge dagli atti di indagine, essere stati interamente destinati al consumo di Gratta e vinci, all’epoca dei fatti venduti anche presso le Poste.

Per tale motivo sono stati anche nominati due consulenti per effettuare perizia psichiatrica sull’imputato e valutare se realmente fosse affetto da ludopatia, condizione questa, che porterebbe ad una incapacità di intendere e di volere al momento del fatto: si tratta della d.ssa Cristina Camilleri, nominato dal Gup, mentre il professore Eugenio Aguglia, direttore del reparto psichiatria del Policlinico di Catania è il perito nominato dalle difese.

Gli esami peritali inizieranno il prossimo 26 novembre mentre per il 26 febbraio sarà escusso proprio il consulente del Tribunale.

Ad Aragona questa mattina intorno alle 10, in via Salvatore Rosa una coppia di signori preoccupati per la loro vicina che non rispondeva alla porta hanno chiamato la locale stazione dei Carabinieri, che sono andati sul posto per verificare la situazione.

Con l’aiuto di un fabbro, i Carabinieri sono riusciti a sfondare la porta e hanno trovato la donna di 88 anni,   riversa a terra, probabilmente a causa di un malore.

Sul posto anche il 118 che ha trasferito la donna in ospedale.

 

 

“Il lavoro degli operatori ecologici di Agrigento, è un lavoro faticoso che merita rispetto e collaborazione da parte di tutti, a partire da singoli cittadini che, prove documentali alla mano, non fanno nulla per migliorare la qualità del servizio stesso”. Lo chiarisce l’amministratore delegato dell’Iseda Giancarlo Alongi intervenendo a margine delle recenti dichiarazioni dell’assessore all’ambiente del Comune Nello Hamel che si è detto pronto “ad intervenire verso gli operatori inadempienti”.
“I nostri lavoratori – aggiunge Alongi – non sono inadempienti, svolgono il lavoro sotto la pioggia e sotto il sole cocente per tenere pulita al meglio la città. Non sono loro che rompono i mastelli, come paventato nelle scorse settimane e non sono neanche loro che ogni mattina, ad ogni angolo di strada e di marciapiede, lasciano ogni genere di rifiuti che gli operatori ecologici non possono e non devono raccogliere”.
Questa mattina ad esempio, giorno di raccolta della plastica, lungo tantissime strade, come riportato dal report fotografico effettuato, sono state abbandonate quantità importanti di umido e indifferenziato. Rifiuti che vengono poi sparpagliati anche a causa della massiccia presenza di animali randagi che completano l’opera.
“Gli operatori ecologici – aggiunge Alongi – non hanno modo di effettuare anche lo spazzamento perchè la raccolta porta a porta assorbe tantissimo tempo. Loro devono raccogliere il rifiuto previsto per il giorno fissato accertandosi che sia conforme alle normative. Se poi i soliti incivili lasciano per strada qualsiasi tipo di spazzatura, in barba a controlli e sanzioni, non può diventare questo un problema dei lavoratori e nemmeno può essere motivo di accuse nei confronti degli operatori ecologici stessi. Non bisogna fare di tutta l’erba un fascio. Se ci sono lavoratori che sbagliano, che ci vengano segnalati e noi interverremo ma non ci pare assolutamente corretto sparare sul mucchio e far passare il messaggio che il problema siano gli operatori ecologici e non gli incivili che fanno come gli pare”.
Dall’amministratore delegato di Iseda, infine, parole di plauso per il lavoro degli operatori ecologici anche in virtù del carico di lavoro che affrontano quotidianamente. “A chi se la prende con questi lavoratori – conclude Giancarlo Alongi – ricordiamo che proprio loro stanno sopperendo con abnegazione e spirito di servizio, alla riduzione del personale che è stata effettuata dall’amministrazione comunale che ha sensibilmente diminuito il numero degli operatori ecologici che si sono visti e aumentato il carico di lavoro. Non vogliamo essere premiati per quello che facciamo perchè è nostro dovere e per questo veniamo pagati, ma nemmeno possiamo accettare di essere causa della massiccia presenza di animali randagi che completano l’opera.
“Gli operatori ecologici – aggiunge Alongi – non hanno modo di effettuare anche lo spazzamento perchè la raccolta porta a porta assorbe tantissimo tempo. Loro devono raccogliere il rifiuto previsto per il giorno fissato accertandosi che sia conforme alle normative. Se poi i soliti incivili lasciano per strada qualsiasi tipo di spazzatura, in barba a controlli e sanzioni, non può diventare questo un problema dei lavoratori e nemmeno può essere motivo di accuse nei confronti degli operatori ecologici stessi. Non bisogna fare di tutta l’erba un fascio. Se ci sono lavoratori che sbagliano, che ci vengano segnalati e noi interverremo ma non ci pare assolutamente corretto sparare sul mucchio e far passare il messaggio che il problema siano gli operatori ecologici e non gli incivili che fanno come gli pare”.
Dall’amministratore delegato di Iseda, infine, parole di plauso per il lavoro degli operatori ecologici anche in virtù del carico di lavoro che affrontano quotidianamente. “A chi se la prende con questi lavoratori – conclude Giancarlo Alongi – ricordiamo che proprio loro stanno sopperendo con abnegazione e spirito di servizio, alla riduzione del personale che è stata effettuata dall’amministrazione comunale che ha sensibilmente diminuito il numero degli operatori ecologici che si sono visti e aumentato il carico di lavoro. Non vogliamo essere premiati per quello che facciamo perchè è nostro dovere e per questo veniamo pagati, ma nemmeno possiamo accettare di essere causa della massiccia presenza di animali randagi che completano l’opera.
“Gli operatori ecologici – aggiunge Alongi – non hanno modo di effettuare anche lo spazzamento perchè la raccolta porta a porta assorbe tantissimo tempo. Loro devono raccogliere il rifiuto previsto per il giorno fissato accertandosi che sia conforme alle normative. Se poi i soliti incivili lasciano per strada qualsiasi tipo di spazzatura, in barba a controlli e sanzioni, non può diventare questo un problema dei lavoratori e nemmeno può essere motivo di accuse nei confronti degli operatori ecologici stessi. Non bisogna fare di tutta l’erba un fascio. Se ci sono lavoratori che sbagliano, che ci vengano segnalati e noi interverremo ma non ci pare assolutamente corretto sparare sul mucchio e far passare il messaggio che il problema siano gli operatori ecologici e non gli incivili che fanno come gli pare”.
Dall’amministratore delegato di Iseda, infine, parole di plauso per il lavoro degli operatori ecologici anche in virtù del carico di lavoro che affrontano quotidianamente. “A chi se la prende con questi lavoratori – conclude Giancarlo Alongi – ricordiamo che proprio loro stanno sopperendo con abnegazione e spirito di servizio, alla riduzione del personale che è stata effettuata dall’amministrazione comunale che ha sensibilmente diminuito il numero degli operatori ecologici che si sono visti e aumentato il carico di lavoro. Non vogliamo essere premiati per quello che facciamo perchè è nostro dovere e per questo veniamo pagati, ma nemmeno possiamo accettare di essere sempre più spesso accusati di non effettuare il servizio per come si deve”. 

Nella serata tra sabato e domenica un incendio, la cui origine è ancora al vaglio degli inquirenti, ha bruciato tavoli e sedie posizionati all’esterno di un noto ristorante dietro p.zza Cavour, a Favara.

Sulla vicenda stanno indagano i carabinieri della locale Tenenza: dubbi sulla natura dell’incendio anche se, con il passare delle ore, aumenta sensibilmente la possibilità che sia doloso.

Sono stati gli stessi proprietari del ristorante ad accorgersi del rogo e spegnere le fiamme.

Niente da fare: gli accertamenti irripetibili da effettuarsi stamani nei locali della sezione regionale di Polizia scientifica riguardanti, soprattutto, Gerlando Russotto e quanto a lui sequestrato, verranno effettuati in altra data, ancora da individuare e che verrà comunicata mediante rituale notifica.

L’impedimento certificato (doveva partecipare all’udienza preliminare del processo “Montagna” per assistere un cliente, dell’avvocato) Totò Virgone ha fatto saltare il calendario dei lavori. Verrà fissata un’altra data.

L’accertamento scientifico disposto dai pubblici ministeri di Palermo, Claudio Camilleri, Calogero Ferrara e Alessia Sinatra, tutti della Direzione distrettuale antimafia di Palermo si inquadra nell’inchiesta riguardante il tentato omicidio di Carmelo Nicotra, 36 anni, avvenuto il 23 maggio del 2017, in via Torino, a Favara e che vede indagato proprio Gerlando Russotto al quale, grazie alla soffiata dell’ex cognato, Mario Rizzo viene accusato di possesso illegale di armi e munizioni e su queste armi saranno comparati i reperti acquisiti per verificarne l’eventuale utilizzo nell’agguato. Immediatamente dopo sono stati anche indagati i favaresi Francesco Di Benedetto, 28 anni, e Michelangelo Bellavia, 30 anni, tutti legati ad un altro favarese, forse il personaggio di maggior peso del sodalizio, ossia Calogero Bellavia, 27 anni, perché il primo è il fidanzato della sorella di quest’ultimo mentre il secondo è suo dipendente nella ditta di vendita al dettaglio di bibite e bevande in genere.

Sempre per il mancato omicidio di Nicotra sono indagati anche lo zio di Calogero Bellavia, Antonio, 47 anni; Carmelo Vardaro, 39 anni e Calogero Ferraro, 39 anni, fratello di un altro indagato fuoriuscito tragicamente dall’inchiesta perché assassinato, ovverosia Emanuele Ferraro, trucidato a colpi di armi da fuco nelle vicinanze di casa.

A Palermo oggi era presente l’avvocato Franco Mirabile dello studio Neri e Pennica che assiste sia gli ultimi due indagati che Calogero Bellavia. Mirabile ha subito messo in chiaro che i prelievi salivari effettuati recentemente dalla Squadra mobile di Agrigento su Michelangelo Bellavia sono da ritenersi nulli perché effettuati in assenza del difensore.

E’ accaduto a Canicattì, nell’agrigentino, dove è finito in manette un 37enne. L’uomo era entrato in una nota tabaccheria del centro di Canicattì armato di coltello e completamente incappucciato.

Dopo aver quindi minacciato il cassiere, ha arraffato tutte le banconote presenti all’interno del registratore di cassa, dileguandosi a piedi indisturbato. Il gestore della tabaccheria non si è però perso d’animo ed ha dato subito l’allarme al “112”.

I Carabinieri della Compagnia di Canicattì sono giunti velocemente sul posto, in piazza IV Novembre, con due gazzelle ed hanno immediatamente ascoltato alcuni passanti, effettuando un minuzioso sopralluogo sulla scena del crimine. Grazie alle testimonianze raccolte ed alla visione delle telecamere a circuito chiuso dell’esercizio commerciale, i militari hanno realizzato un identikit dell’autore del fatto, attivando subito le ricerche del fuggitivo con un piano di posti di blocco in vari angoli della città.

Dopo circa 20 minuti, proprio durante uno di questi posti di blocco, è incappato al controllo un soggetto che era vestito esattamente come descritto nell’identikit. A quel punto i militari di pattuglia si sono insospettiti ed hanno deciso di far scattare un’immediata perquisizione. Dalle tasche del giubbino dell’individuo, è subito saltato fuori il bottino esatto dei soldi contanti che erano stati asportati dalla cassa della tabaccheria, circa 1150 euro.

Così, in una mezz’ora di frenetiche ricerche, i Carabinieri della Compagnia di Canicattì hanno chiuso il cerchio delle indagini e risolto il caso, stringendo le manette ai polsi di un 37 enne del luogo con l’accusa di rapina a mano armata ed evasione.

Infatti, nel corso delle procedure di identificazione, è anche emerso che l’uomo in questione, Vincenzo Tiranno, era evaso dalla propria abitazione dove si trovava già agli arresti domiciliari. Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, il 37 enne è stato subito trasferito in carcere.