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vota compatto e lo sfiducia, 26 sì e solo due astenuti

Domenico Messinese, sindaco del M5S,

A sorpresa, il sindaco di Gela, Domenico Messinese, ex M5s, si è dimesso. L’ha fatto con una pec inviata, dal suo letto d’ospedale, alla posta elettronica del segretario generale del comune. Messinese è in osservazione per un improvviso abbassamento di pressione avuto mentre il Consiglio discuteva la mozione di sfiducia nei suoi confronti, presentata da 21 consiglieri su 30. Messinese avrebbe avuto venti giorni di tempo per confermare o ritirare le dimissioni. Nonostante le sue dimissioni il consiglio comunale lo ha sfiduciato ugualmente: 26 i voti a favore della mozione su 28 consiglieri presenti, due gli astenuti.

 

Sono stati i Carabinieri, alle 17.41 di questo pomeriggio, a consegnare al Ministro degli Interni Matteo Salvini, una busta contenente l’avviso di garanzia per l’inchiesta relativa alla vicenda dei migranti della nave Diciotti.
Il reato contestato dalla Procura di Palermo a Matteo Salvini , dopo la trasmissione degli atti del Procuratore di Agrigento, è “sequestro di persona aggravato”. Il capo di Gabinetto Piantedosi non risulta indagato.

La busta è stata aperta dallo stesso Ministro Salvini nella sua diretta sul social Facebook. VEDI VIDEO
Dopo aver ricevuto l’avviso di garanzia dalla procura di Palermo, il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, si avvarrà della difesa dell’Avvocatura dello Stato.

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=243314566375207&id=252306033154

 

Può finalmente entrare nel vivo l’efficacia della convenzione tra l’Azienda sanitaria provinciale ed il Comune di Agrigento volta a disciplinare il traffico veicolare e le modalità di sosta delle autovetture nell’area del presidio ospedaliero “san Giovanni di Dio” di Agrigento. L’Asp ha infatti recentemente completato tutti gli interventi di realizzazione e adeguamento della segnaletica orizzontale e verticale richiesti dal Comando di Polizia municipale e propedeutici all’attivazione del protocollo operativo sottoscritto lo scorso mese di novembre. Da questo momento gli agenti della Municipale e, più in generale, tutte le forze dell’ordine contemplate nell’articolo 12 del codice della strada, potranno intervenire con sanzioni in caso di comportamenti non conformi al buon senso civico e di infrazioni alle prescrizioni del codice della strada. Gli automobilisti indisciplinati, in caso di parcheggio del mezzo al di fuori degli spazi consentiti, andranno incontro alla rimozione coatta del veicolo e alle sanzioni pecuniarie previste in questi casi.
Si profila dunque un drastico stop al parcheggio selvaggio che, presso l’area esterna dell’ospedale, ha reso spesso difficoltoso il transito ai mezzi di soccorso così come ai bus del trasporto pubblico.

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Il Sindaco di Raffadali Silvio Cuffaro  interviene sulla viabilità in provincia di Agrigento, dopo gli ultimi accadimenti,  che hanno messo ancora di più a serio rischio le condizioni generali dei trasporti e della viabilità causando un serio arresto alla  mobilità dei  residenti, imprese e flussi turistici.

“Non piace alimentare polemiche, ma nella qualità di Sindaco di un’importante comunità agrigentina, quale Raffadali, mi preme intervenire su una tematica che, al di là dei confini territoriali e di vitale interesse per tutta la provincia.

Calcare l’onda emotiva scaturita dalle recenti tragedie crea solo confusione e prese di posizioni fini a se stesse. Mi riferisco a tutto il fermento intorno alla casistica del Ponte Morandi che, improvvisamente, ha trasformato tutti in tecnici ed esperti di settore attraendo un entourage che può solo fomentare stati d’animo e discussioni che non portano a niente.

Visto che sono stati stanziati 30 milioni di euro per il ripristino,  abbattimento od  un piano “B”  con strade a rasoterra, ritengo che è dovere dell’ANAS   valutare e redigere “per  tabulas”  la reale situazione e prospettare le diverse soluzioni possibili, al fine di fare una attenta analisi costi-benefici per la soluzione condivisa, sotto l’aspetto della sicurezza e  della praticabilità, nell’interesse della sicurezza dei cittadini e della tempistica per il ripristino di  una viabilità quanto meno civile.

Il cahiers de doleances in provincia di Agrigento è lunghissimo. In  qualsiasi posto del mondo la soluzione per abbattere e ricostruire un ponte di 200 metri si sarebbe chiusa in pochi mesi, in provincia di Agrigento, mi riferisco al  Ponte Petrusa, in più di due anni non siè ancora realizzato, ed ha messo in serie difficoltà le due grosse comunità di Favara e Agrigento, ed un tratto di autostrada che non ha una via di uscita.

Sul viadotto Akragas,  da autorevoli Assessori del Governo Musumeci,  prima di una presa di posizione sull’abbattimento del viadotto, mi sarei aspettato una maggiore cautela stante che ancora non cè una relazione tecnica definitiva, e neanche una seria analisi sulle possibili soluzioni da adottare.

Fino a prova contraria  non siamo tutti strutturisti, ingegneri civili ed  esperti di staticità di ponti e/o  altre infrastrutture. Le responsabilità di una soluzione  sono in carico all’ANAS che “DEVE”  essere in grado di presentare un progetto credibile, fattibile, dove i finanziamenti e la realizzazione abbiano una tempistica definita e tempi ragionevoli.

Io mi sento di affermare che l’unico intervento che NOI TUTTI   possiamo fare è quello di  sollecitare, stimolare e controllare  l’ANAS, affinché  si adoperi ed intervenga con sollecitudine.

La chiusura della canna nord della galleria Santa Lucia in direzione Raffadali,  chiusa temporaneamente fino al 30 novembre solo  per verifiche sullo stato di vetustità,  ha già congestionato il traffico in entrata e uscita di Agrigento e danneggiato il collegamento con la città di Raffadali.

Sono amareggiato, perché già un anno fa, avendo appreso che era nei programmi la chiusura delle gallerie per effettuare un serio intervento di manutenzione straordinaria,  mi ero adoperato  sollecitando l’ANAS  a trovare una soluzione alternativa lanciandogli una proposta praticabilissima. Avevo, infatti, portato a conoscenza l’ANAS che completando un tratto di strada  che si trova lungo la S.S 118 ,  avrebbe permesso  il collegamento della S.S. 118 con la S.S. 189 creando una strada di collegamento che sarebbe servita per raggiungere  il quartiere di Fontanelle, che avrebbe favorito ed agevolato tutti gli  abitanti dei paesi dell’entroterra per recarsi all’ospedale civile di Agrigento nonché tutta l’utenza che quotidianamente deve raggiungere la S.S.189 , evitando le gallerie suddette e quindi gli attuali disagi dell’utenza con la chiusura della galleria.

Il mio appello è rimasto inascoltato, oggi siamo costretti a curarci le ferite subendo un forte disagio ed un notevole danno per la nostra economia. Il Governatore Musumeci ha più volte detto, sia in campagna elettorale che nel tempo, che la ricreazione era finita e che il governo avrebbe preso decisioni drastiche su incuranze dell’ente preposto alla normale viabilità delle maggiori arterie Siciliane. Questo è un forte segnale di disservizio, al nostro Governatore la responsabilità di intervenire incalzando l’ANAS  ad ascoltare i Sindaci presenti nel territorio ed a condividere le scelte che interessano la comunità che amministrano.

Chiederò un incontro urgente con i tecnici dell’ANAS  per avere la reale contezza della situazione della galleria Santa Lucia la quale chiusura sta recando gravi disaggi quotidiani ai traffici economici, al raggiungimento dell’ospedale,  ai pendolari. Si devono avere tempi certi per la riapertura e la prospettiva di una via alternativa evidente e di facile percorrenza.

Non è possibile che i CITTADINI  debbano continuare a pagare le tasse che servono a mettere in sicurezza le strade e la loro percorribilità, quando invece ciò non si verifica, e sono costretti a subire disaggi e disservizi oltre misura, per mancanza di interventi dovuti dall’ANAS e  dagli altri  enti preposti.”

Ancora interventi nell’ambito del dibattito sulle prospettive del viadotto Morandi di Agrigento. Legambiente di Agrigento, tramite il Circolo Rabat e il suo vice presidente, Daniele Gucciardo, afferma: “Il viadotto Morandi non sembra essere in pericolo di crollo: non ci sono studi o indagini che sostengano il contrario. Il viadotto Morandi necessita di importanti lavori di manutenzione straordinaria e di ammodernamento. Si demolisce ciò che non può più essere utilizzato e il viadotto Morandi è più che mai necessario alla vita della città e dei centri urbani limitrofi ed è – può sembrare paradossale e provocatorio, ma non lo è – di vitale importanza per la Valle dei Templi perché senza di esso non si può portare a termine la chiusura al traffico della ‘passeggiata archeologica’ : la viabilità carrabile attorno alla Valle dei Templi pedonalizzata non può prescindere dal viadotto Morandi. E poi, siamo così sicuri che il “Morandi” rappresenti un disvalore – al pari delle case abusive – per il paesaggio della Valle dei Templi? Se ben ricordiamo l’Unesco ha dichiarato la Valle dei Templi patrimonio dell’Umanità nel 1997, ponendo l’attenzione sul fenomeno dell’abusivismo edilizio presente al suo interno senza censurare o criticare la presenza del viadotto Morandi”.

Ad Agrigento il cosiddetto “protagonismo civico”, ovvero il cittadino, il privato, che per amor del territorio in cui vive si prodiga a favore di esso in sostituzione del pubblico, ricorre anche a rimedio dell’emergenza rifiuti provocata soprattutto da incivili che alimentano discariche di rifiuti indifferenziati ovunque. A Zingarello, frazione marina a sud est di Agrigento, un imprenditore che opera nel settore dello smaltimento dei rifiuti, Dario Vella, ha deciso di adoperarsi come volontario nella rimozione della purtroppo perenne maxi discarica nel quartiere.

In proposito, un video è di Teleacras.

Il consigliere comunale di Agrigento, Marco Vullo, tuona contro gli uffici comunali preposti perché a Villaseta le vie della Primavera e Kennedy sono al buio da tempo, nonostante segnalazioni e solleciti all’impresa che gestisce la pubblica illuminazione in città. Vullo afferma: “Quanto accade è molto grave. I residenti sono esposti a tanti pericoli, tra il rischio di incidenti o di essere vittime di atti criminali. Gli uffici comunali si attivino intervenendo sull’impresa Gemmo affinchè si provveda subito alla riparazione del guasto”.

Ancora interventi nell’ambito del dibattito sulle prospettive del viadotto Morandi ad Agrigento. La consigliere comunale di Diventerà Bellissima, Rita Monella, afferma: “Il consiglio comunale di Agrigento e i cittadini hanno il diritto di conoscere, attraverso una perizia tecnica, lo stato di salute strutturale dell’opera e, a secondo del risultato, valutare il mantenimento o l’abbattimento del ponte. Dispiace che all’invito del presidente della Commissione Lavori pubblici, di cui faccio parte, i dirigenti dell’Anas abbiano fatto sapere di non essere disponibili a partecipare. Pertanto, invito tutti i soggetti che ad oggi sono intervenuti sulla vicenda, a valutare le argomentazioni tecnico-normative e prendere in esame eventuali e futuri suggerimenti. Infine, auspico che su tale questione di notevole rilevanza siano coinvolti tutti gli organi professionali preposti e gli Enti di competenza”.

La vice sindaco di Agrigento con delega all’Urbanistica, Elisa Virone, annuncia che lunedì prossimo, 10 settembre, nei locali della biblioteca comunale La Rocca, tutta la cittadinanza interessata, e poi amministrazione, ordini professionali enti e associazioni, sono invitati a partecipare alle ore 17 ad un confronto sulle direttive al Piano regolatore generale della città. La stessa Virone afferma: “Il prossimo incontro segue le fasi preliminari di confronto che hanno già dato importanti risultati. E’ emersa chiaramente, nel corso delle prime riunioni, la forte e comune volontà di revisione del Piano regolatore affinché sia uno strumento concreto di sviluppo economico sociale ed in particolar modo turistico. Abbiamo certezza che la concertazione stia funzionando e che sia emersa la volontà delle forze coinvolte di far crescere e cambiare Agrigento. Questo ci invita ad andare avanti nel condividere ancora in futuro occasioni di costante promozione del dibattito cittadino sui temi della pianificazione urbanistica”.

E’ stato confermato il carcere a carico di Gaetano Fagone, 52 anni, di Palagonia, indagato di avere volontariamente investito, la sera del 31 agosto scorso a Palagonia, un gruppo di vicini di casa, a bordo della Fiat Punto del padre, uccidendo una donna di 87 anni, Maria Napoli, e ferendone sette. Così ha deciso il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Caltagirone che ha convalidato l’arresto eseguito dai Carabinieri ed ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare per il reato di strage. Durante l’interrogatorio di garanzia, l’indagato, assistito dall’avvocato Adelina Maria Cappello, si è avvalso della facoltà di non rispondere. L’uomo dopo oltre due giorni di serrate ricerche è stato poi rintracciato al rientro a casa. L’inchiesta è coordinata dal procuratore di Caltagirone, Giuseppe Verzera.