Home / Articoli pubblicati daRedazione Ag (Pagina 388)

Si è tenuto, in un clima cordiale proficuo, l’incontro tra il Cartello Sociale della provincia di Agrigento e i vertici di AICA e ATI su richiesta del Cartello per fare il punto della situazione sul cammino intrapreso dalla Consortile per la gestione pubblica del servizio idrico integrato.

Da parte dei rappresentanti del Cartello sono state poste domande precise ai vertici del Servizio Idrico Integrato, presenti con il neo eletto Presidente dell’A.T.I. Mimmo Gueli, del Presidente dell’Assemblea dei Sindaci Alfonso Provvidenza e del Presidente del C.D.A. AICA Gerardino Castaldi.

In particolare, è stato chiesto se si ritiene sufficiente il tempo della proroga avuta dal Tribunale Fallimentare per quanto riguarda l’affitto del ramo di azienda; se c’è la sostenibilità del bilancio; quali azioni intraprese o da intraprendere per la riduzione dei costi per la gestione del servizio; quali progetti predisposti o finanziati per il miglioramento delle reti idriche e fognarie, che a causa delle loro condizioni vetuste provocano frequenti rotture e di conseguenza costi enormi sia per la riparazione che per la perdita di acqua comprata a caro prezzo; cosa si intende mettere in campo per obbligare i sindaci che hanno ricevuto il prestito da parte della regione e non lo versano all’Aica; come intervenire nei confronti di quanti non hanno ancora portato la delibera in consiglio comunale e/o nei confronti dei presidenti del Consiglio che non mettono il punto all’O.D.G. per deliberare; infine quando cominciare a discutere di una tariffa sociale per le fasce meno ambienti.

A tutte queste domande ha risposto il Presidente dell’AICA Castaldi il quale ha subito evidenziato che il contratto di affitto non va demonizzato perché il costo di 15 mila €. l’anno per tutto quanto è attualmente utilizzato è un prezzo accettabile. Rispetto alla situazione economica si presenta grave, come del resto in tutta l’Italia perché il rincaro dell’energia elettrica è raddoppiato passando da sei milioni a 12 milioni e certamente per una società appena nata con il deficit ereditato non è la condizione migliore per rilanciare l’azienda ma – ha aggiunto il presidente Aica – nonostante tutto questo si vede un raggio di sole e più di u elemento che fa sperare. Nel 2021 sono stati risparmiati 100 milioni di euro. Per l’acqisto dell’acqua, e questa è la seconda nota dolente, mentre a Catania il costo dell’acqua è meno di 30 centesimi ad Agrigento si paga  0,69 centesimi di euro. Adesso comunque si risparmierà ancora molto sia per l’acquisizione delle reti del tre sorgenti che per il nuovo ingresso nel sistema Idrico integrato di otto comuni. Inoltre, il finanziamento di progetti pronti a essere assegnati e con tempi celeri nella realizzazione tipo la rete idrica di Agrigento quella fognaria di Ribera e tanti altri progetti presentati che metteranno la Consortile nella condizione di ammodernare alcune reti attualmente fatiscenti. In questo senso è stata messo in campo un’azione per convincere i morosi e/o evasori a pagare il servizio. E’ allo studio un intervento a favore dei più bisognosi con isee inferiore a 8.700 €. attraverso una fattura con equa proporzionalità cioè in rapporto al nucleo familiare. Si è fatto anche un intervento a favore delle aziende per convincerli a dare fiducia alla nuova società perché indipendentemente dalle responsabilità del passato adesso sono stati pagati i debitori e lo saranno anche in seguito.

Il Cartello Sociale preso atto degli impegni assunti dai vertici del servizio idrico e sentito che solo 5 comuni hanno fatto quanto dovuto versando ad Aica il prestito ricevuto dalla Regione  e precisamente i comuni di Campobello di Licata, Castrofilippo, Grotte, Lucca Sicula e Sant’Angelo Muxaro, ringrazia questi comuni e invita i comuni di Raffadali e Joppolo Giancaxio a non indugiare nel dare le giuste direttive per girare il versamento ad Aica. Stigmatizza inoltre l’inerzia registrata volendo sperare che non ci siano motivi reconditi così come denunciano i Presidenti del Consigli di quei comuni che ricevuta la proposta di delibera da sottoporre al singolo consiglio comunale fanno trascorrere molto tempo. Deve essere chiaro conclude il Cartello Sociale che ognuno si assumerà la responsabilità con il proprio comportamento di ostruzionismo se si dovesse fare morire una creatura unica in Italia che i cittadini agrigentini con il proprio voto plebiscitario nel referendum del 2011 hanno fortemente voluto.

Si tratta ora di sostenere un percorso virtuoso affinché la nuova gestione possa procedere speditamente anche perché la scelta compiuta dalla maggioranza dei sindaci e dalla totalità della popolazione non consente di potere tornare indietro.

“Detto, fatto.
Il lavoro di approfondimento svolto dalla IV Commissione Ambiente e Territorio sulle problematiche connesse all’erosione costiera nell’agrigentino e al rischio idrogeologico ha portato i suoi frutti.
Il #governoMusumeci ha, infatti, confermato la pubblicazione in Gazzetta del bando di gara da 2,7 milioni di euro con cui si porterà a termine l’intervento di protezione del versante di contrada Caos, tra Agrigento e Porto Empedocle, dove avevano preoccupato i crolli di porzione della falesia.
In parallelo Anas, per le parti di sua competenza, si occuperà della regimentazione delle acque a tutela della ss 640.
Un altro impegno mantenuto, a conferma della concretezza della nostra azione politica che va ben oltre le mere intenzioni”.

Lo dichiara l’on. Giusi Savarino di Diventerà Bellissima.

Nel carcere di Agrigento tre detenuti hanno sfondato una parete per entrare in una sezione che è rimasta “occupata” per alcune ore. Un gesto di forza che ha richiesto il ricorso a personale penitenziario che non era in servizio per ristabilire la normalità e trasferire i tre in altri penitenziari.

A riferirlo è il Sindacato polizia penitenziaria. Spiega il segretario generale Aldo Di Giacomo: “Ormai non c’è più nulla da stupirsi perche’ in carcere accade di tutto e di più con i detenuti che continuano a manifestare il proprio controllo e a muovere l’attacco allo Stato sino a sfondare mura o a evadere come è accaduto in altri istituti. Un episodio che rileva la situazione esplosiva determinata nei penitenziari italiani con un clima di tensione alle stelle che sarà sempre piu’ incontenibile senza provvedimenti e strumenti di assoluta urgenza”.

5.594 nuovi contagi a fronte di più di 32 mila tamponi processati in Sicilia. E’ quanto emerge dal bollettino nazionale che fa registrare nell’Isola anche 32 decessi che fanno salire i casi totali a 740.613 e le vittime a 9.217. Gli attuali positivi sono 250.096; i guariti 481.300. I ricoverati con sintomi sono 1.200, 97 in terapia intensiva. 35.259 i tamponi effettuati. Indice di positivita’ al 15,8%.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo:1292; Catania:1079;Messina: 861;Siracusa: 763;Ragusa:386;Trapani: 463;Agrigento:424;Caltanissetta:295; Enna: 135

Positivo al Covid, e in quarantena, è stato trovato in giro come se nulla fosse. I poliziotti del Commissariato di Licata hanno denunciato, in stato di libertà, alla Procura della Repubblica di Agrigento, un trentenne licatese, resosi responsabile del reato di inosservanza delle restrizioni Covid-19. La scoperta nel corso della attività di controllo del territorio, per la prevenzione e repressione dei reati. Gli agenti hanno fermato un’autovettura, condotta dal giovane, che s’è mostrato agitato e nervoso.

Dopo alcuni accertamenti è stato verificato che il trentenne, essendo affetto da positività Covid-19, era stato posto in quarantena dall’Autorità sanitaria, con l’obbligo di permanere nella sua abitazione, e il divieto di allontanamento.

Pertanto, atteso che il licatese non ha fornito motivazioni valide a giustificare la grave inosservanza delle restrizioni previste dalla normativa anti-contagio, e peraltro trovato a diversi chilometri dalla propria residenza, il personale della polizia di Stato lo ha denunciato, per la violazione del divieto assoluto di allontanarsi dalla propria abitazione, o dimora per le persone sottoposte alla misura della quarantena, poiché risultate positive al virus.

La Delegazione Co.N.Al.Pa. di Agrigento, presieduta dal Cav. Domenico Bruno, ha chiesto un incontro congiunto con il Direttore del Parco Archeologico della Valle dei Templi e con il  Sindaco del Comune di Agrigento.

L’incontro avrà  lo scopo di individuare una o più aree del parco Archeologico o del territorio agrigentino per dare piena applicazione alla normativa che obbliga i Comuni, con oltre i 15.000 abitanti, a mettere a dimora una piantina per ogni nuovo nato, possibilmente privilegiando piante tipiche della macchia mediterranea e del territorio.

Il Comune di Agrigento ha sempre sostenuto di avere difficoltà a trovare un terreno idoneo per la messa a dimora di circa 300 piante l’anno e per tale ragione la Delegazione  Co.N.Al.Pa. si è rivolta, nel giugno scorso, alla Direzione del Parco, per  dare l’opportunità al Comune di applicare una legge che vige sin dal 1993 (legge Rutelli e successive modifiche ed integrazioni).

La Delegazione Co.N.Al.Pa. di Agrigento ha, inoltre, chiesto un incontro Al Comandante Provinciale dei Carabinieri di Agrigento e al Comandante dei Carabinieri Forestali e Ambientali con lo scopo d’iniziare una fattiva collaborazione per la difesa del patrimonio arboreo, forestale e boschivo che, purtroppo, ogni anno va in fumo a causa dei numerosi incendi di origine dolosa e colposa.

I nostri boschi sono afflitti anche dai danni da pascolo abusivo e dalle discariche di rifiuti che infestano l’interno dei demani forestali della Provincia, gestiti dall’Ex Azienda FF.DD. della Regione Siciliana. Alcune discariche sono già state denunciate dal Co.N.Al.Pa.  all’Autorità Giudiziaria.

La Delegazione Co.N.Al.Pa. di Agrigento (Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio onlus) fa parte anche del Coordinamento Regionale Salviamo i boschi di Sicilia che coinvolge numerose altre sigle ambientaliste.

La delegazione continua ad esprimere preoccupazione per lo stato del nostro patrimonio verde che ogni giorno viene trascurato o distrutto.

E’importante che tutte le forze in campo si coordino per la sua salvaguardia.

Non passa giorno senza che ci sia una vittima tra i nostri alberi, soggetti a capitozzature ingiustificate o all’abbattimento perché rappresentano un fastidio per le foglie che cadono, le radici che si infiltrano o per la vista che viene negata; tutto ciò si sarebbe potuto evitare con una programmazione sul territorio di potature effettuate nei tempi e con gli attrezzi opportuni negli anni ormai passati.

Dobbiamo fronteggiare questa atavica mancanza di sensibilità rispetto alle piante riconoscendone l’importanza per il territorio e combattere insieme il cinismo e la mancanza di civiltà come quella dimostrata da chi ha fatto sparire ben 120 piantine, appena messe a dimora dai volontari a Punta Bianca.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia-Palermo, Sez. II, Presidente M.C. Quiligotti, estensore il Consigliere A. Scianna, con sentenza n. 497/2022, pubblicata il 14/02/2022, ha annullato il provvedimento con il quale l’Ufficio Tecnico del Comune di S. Stefano di Quisquina ha revocato la concessione edilizia in sanatoria relativa ad un manufatto edilizio seminterrato destinato a magazzino deposito realizzato in difformità alla concessione edilizia e ubicato in contrada S. Elia di quel Comune.

La vicenda riguarda il ricorso proposto da G.C. – rappresentato e difeso dall’avvocato Gaetano Caponnetto –, diretto ad ottenere l’annullamento del provvedimento impugnato dopo che il Comune aveva emesso una ingiunzione di demolizione dell’opera e pertanto aveva revocato, in autotutela, la sanatoria precedentemente concessa.

Insorgeva il ricorrente, con il patrocinio dell’Avv. Gaetano Caponnetto, rilevando che per la presunta difformità lo stesso era stato sottoposto a giudizio presso il Tribunale di Sciacca e la pena era stata sospesa, a condizione della eliminazione della infrazione, ma essendo stata rilasciata la concessione edilizia in sanatoria, ed essendo, peraltro, intervenuto l’indulto, ogni provvedimento sanzionatorio era stato considerato decaduto.

Peraltro, il difensore contestava la violazione degli artt. 7 e 8 della legge n. 241/1990, in relazione agli artt. 8 e 9 della legge regionale n. 10/1991, il difetto di motivazione del provvedimento e la conseguente illegittimità di quest’ultimo.

In particolare il ricorrente ha evidenziato che l’atto impugnato riguarda la revoca di un provvedimento favorevole che comporta un pregiudizio evidente nella sfera giuridica del soggetto interessato e pertanto viene a configurarsi la mancata comparazione dell’interesse pubblico rispetto a quello del ragionevole affidamento del privato alla conservazione del bene.

Ed infatti, il Tribunale Amministrativo Regionale accogliendo il ricorso, ha annullato il provvedimento di revoca della concessione edilizia, statuendo che il Comune di S. Stefano Quisquina “non ha proceduto ad alcuna comparazione dell’interesse pubblico all’annullamento della ridetta sanatoria con il contrapposto interesse del privato al mantenimento del titolo e, tanto meno, ha dato conto delle ragioni della prevalenza del primo rispetto al secondo”.

Il Cartello Sociale della provincia di Agrigento, che più volte è intervenuto sullo stato di isolamento in cui versano diversi comuni del territorio anche per le conseguenze del maltempo, richiama l’attenzione sulle condizioni in cui versa la SP 32 che collega Cianciana e Ribera. In questo senso il Cartello Sociale sollecita i vertici di ANAS e il commissario del Libero Consorzio dei comuni agrigentini ad intervenire per ripristinare al più presto le condizioni per una normale e sicura mobilità. Inoltre il Cartello Sociale ritiene indispensabile che gli Enti competenti facciano una riflessione sulla fragilità delle infrastrutture viarie del territorio che si caratterizzano per la loro precarietà che spesso si traduce in pericolosità. Tutte le previsioni sull’evoluzione degli effetti climatici confermano infatti che episodi come quelli già registrati si manifesteranno sempre più spesso.
Per questo raccogliendo le sollecitazioni dei sindaci e dei parroci delle zone interessate, il Cartello aderisce alla manifestazione popolare del 26 febbraio per sollecitare le autorità competenti ad intervenire con tempestività per riportare alla normalità la SP 32.
Sottoscrivono i sindaci di:
Alessandria della Rocca
Cianciana
Menfi
Calamonaci
Ravanusa
Grotte
Aragona
Sciacca
S. Elisabetta
San Biagio
Agrigento
S. Margherita
Lucca Sicula
Montevago
Villafranca
Caltabellotta
Sambuca di Sicilia
Cattolica Eraclea
S. Giovanni Gemini
Bivona
Ioppolo Giancaxio
Cammarata
Siculiana
Burgio
S. Stefano Quisquina
Camastra
Montallegro
Campobello di Licata
Favara
Montallegro
Castrofilippo
Calamonaci
S. Biagio Platani
Naro
Realmonte
Sant’Angelo Muxaro

I Carabinieri di Sciacca hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa, su richiesta della Procura della Repubblica di Sciacca, dal G.I.P. del locale Tribunale, nei confronti di un 68enne residente in provincia di Trapani. L’accusa è grave: aver compiuto atti sessuali con la propria nipote di 6 anni e averle mostrato materiale pornografico.

La storia viene alla luce il 24 agosto dello scorso anno perché la piccola confida quel giorno ai genitori che erano andati a riprenderla dopo averla affidata al nonno, che quella stessa mattina lui le aveva fatto vedere dal suo telefonino foto di uomini e donne nudi che facevano l’amore e le aveva mostrato nel bagno di casa le proprie parti intime. La bambina racconta ai genitori anche altri particolari avvenuti l’anno prima, quando il nonno l’aveva molestata.

A quel punto, i genitori si rivolgono subito a una psicologa per farle valutare la storia e poi, credendo alla versione della piccola, nell’autunno del 2021 decidono di raccontare tutto ai magistrati della Procura della Repubblica di Sciacca. La bimba davanti agli psicologi nominati dall’Autorità Giudiziaria ricostruisce con lucidità i comportamenti del nonno, descrive fatti e particolari in maniera puntuale. Partono immediatamente le attività investigative e i risultati degli accertamenti consentono di appurare che nei due smartphone dell’uomo vengono trovati link che riconducono a siti pornografici e la cronologia delle ricerche via web di uno dei due apparati conferma la versione della piccola: il 24 agosto 2021 su quel telefono sono scorse le immagini di video pornografici il cui contenuto corrisponde al racconto della vittima.

All’esito delle indagini compiute dai Carabinieri, la Procura della Repubblica di Sciacca – come già detto – richiede al G.I.P. del Tribunale la misura cautelare in carcere per l’uomo.

Ad Agrigento, a sud est, a Punta Bianca, ignoti vandali o, più esattamente, ladri, hanno rubato centinaia di piante seminate lo scorso 28 gennaio dall’associazione ambientalista MareAmico, a cui le ha donate la Forestale per valorizzare di verde la zona. Il coordinatore di MareAmico, Claudio Lombardo, commenta: “Con tanto amore e fatica avevamo messo a dimora a Punta bianca un centinaio di piantine: tamerici, palme nane, carrubi e lentisco. Andati lì per portare loro un po’ d’acqua, abbiamo avuto la brutta sorpresa di constatare che erano state rubate. Presentata una denuncia ai Carabinieri”.