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Sentenza di condanna definitiva per una donna agrigentina, F.C., di 49 anni.

La Cassazione ha infatti confermato le sentenze di primo e secondo grado per la donna accusata di una rapina consumatasi a Messina, anni orsono, in danno di una persona anziana.

La donna dovrà scontare 2 anni e 4 mesi di carcere perchè ritenuta responsabile di aver aggredito una donna di 72 anni a cui avrebbe portato via più di 12 mila euro e gioielli.

“Fatti come quelli denunciati oggi da un’utente dell’ ospedale non devono più ripetersi. Il pronto soccorso è il luogo in cui ci rechiamo e dove accompagniamo i nostri familiari per ricevere aiuto, assistenza, conforto, sollievo. Per molti aspetti l’ospedale di Agrigento rappresenta un’eccellenza e nel salvare vite o nel riportare serenità a una famiglia, come accade spesso, non fa mai notizia.  Ho preso contatti subito con la direzione sanitaria che assicura si sia trattato di un singolo episodio e fuori dall’area di degenza. Resta l’amarezza per la pessima immagine che si riverbera su quanti dentro l’ospedale lavorano ogni giorno con professionalità,  sacrificio e rispetto per il malato. Un fatto è certo: la disattenzione e l’incuria non possono essere ammessi laddove ci sono utenti ansiosi in attesa del proprio turno, preoccupati per la diagnosi o sottoposti a stress di ogni tipo, che sono lì per esercitare un loro diritto fondamentale, il diritto alla salute”.

Sono aperte le iscrizioni per gli appuntamenti formativi tesi a dotare il territorio di una capillare “rete dell’emergenza” a supporto di quella già esistente. Come annunciato da Salvatore Occhipinti, presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Agrigento, il “corso full D” addestrerà, gli iscritti dell’Opi che alla fine del percorso saranno in grado di effettuare manovre salvavita in qualunque posto essi si trovino.  

Inoltre, proprio per concretizzare uno dei punti cardine dell’azione dell’Opi agrigentino a garanzia della salute pubblica, 310 studenti del liceo di Bivona il giorno 15 e 23 gennaio parteciperanno al corso di formazione teorico pratico sulle “Tecniche di primo soccorso e antisoffocamento”, nell’ambito del progetto “La vita mi sta a cuore: impara a salvarla”. “Contribuire al benessere di una società significa per noi contribuire anche alla sua crescita in termini culturali: la prevenzione e le necessarie nozioni in fatto di primo soccorso trasferite ai più giovani, di certo costituiscono un importante tassello. E’ importante che anche le nuove generazioni apprendano i primi rudimenti che, in caso di emergenza, potrebbero salvare una vita”, ha detto Occhipinti.

Mentre il 22,26,30 e 31 gennaio prenderanno il via i corsi, gratuiti per i professionisti iscritti, si terranno nella sede dell’Opi al Villaggio Mosè. Il corso è aperto, a pagamento, anche al resto della cittadinanza.

Nelle scorse settimane il presidente Opi di Agrigento aveva annunciato l’importante iniziativa.

“L’obiettivo minimo è di almeno 500 infermieri”, ha detto Occhipinti, che in precedente intervento aveva spiegato che per “salvaguardare la salute degli agrigentini uno dei modi migliori riteniamo sia quello di fornire loro dei professionisti formati per prevenire eventi drammatici o di certo a contrastare tristi epiloghi. Il corso certificherà reali competenze alla rianimazione cardiopolmonare con defibrillazione sia in età adulta che pediatrica, e fornirà l’opportuna competenza riguardo le manovre di disostruzione. Un’ azione concreta di attenzione nei confronti dei cittadini che, seppure ci si auguri non ne debbano usufruire, saranno circondati da migliaia di ‘angeli custodi’ pronti a intervenire con tempestività e professionalità” aveva concluso concluso il presidente provinciale Opi.

Tutte le info necessarie sul sito istituzionale: www.infermieriag.it.

La Uila di Agrigento interviene con Gero Acquisto e Giuseppe Plicato per comunicare che finalmente si sono sbloccati gli stipendi per il comparto forestale, dopo un fine anno per i lavoratori da dimenticare, a causa dei ritardi dell’amministrazione regionale ad appostare le somme sotto le festività natalizie e con la relativa chiusura della cassa regionale.

 

“Dobbiamo segnalare che, finalmente, si è sbloccata la vicenda degli stipendi dei lavoratori della forestale che, loro malgrado, si sono ritrovati con enormi difficoltà sotto le festività nel percepire gli stipendi. Per gli Operai a Tempo Determinato da questa settimana il salario sarà alla cassa regionale e verrà pagato il mese di novembre, mentre per gli Operai a Tempo Indeterminato sarà esigibile l’acconto di dicembre. Si tratta di una prima risposta dopo tanti disagi che non sono più accettabili.

La novità positiva, quest’anno, è che quasi sicuramente gli operatori (i 151sti) dovrebbero (il condizionale è d’obbligo), con l’approvazione del bilancio regionale in tempi celeri, partire col lavoro entro marzo.

Nel 2018, abbiamo registrato il rinnovo contrattuale, dopo 18 anni. Un grande risultato raggiunto da parte di tutti. Per il 2019 il tema centrale dell’azione sindacale unitaria di UILA FLAI e FAI è la riforma del comparto, auspicando che sia coeva con i tempi e che sia condivisa con il sindacato; altrettanto auspicabile è che detta riforma sia di ampio respiro per i servizi essenziali e primari che i lavoratori di questo settore garantiscono ai siciliani, anche per la fragilità morfologica del nostro territorio e per una stabilizzazione del personale che ormai è indispensabile.

In primis perché si possa chiudere definitivamente la pagina del precariato e in secundis per l’età anagrafica del personale che con azioni incentivanti può essere svecchiato, permettendo un ricambio senza aumentare i costi complessivi della dotazione organica.

Urge per i lavoratori siciliani avere risposte adeguate attraverso una riforma che metta al centro la sicurezza e le competenze dell’organico che possono fare la differenza per la difesa del bosco e del territorio circostante.”

Ad Agrigento, al Consorzio universitario, la professoressa Gaia Piccarolo, docente di Storia del giardino e del paesaggio al Politecnico di Milano ed editorialista di “Lotus”, è stata impegnata in un seminario sul tema: “Tra urbano e rurale: periferie, resti archeologici e preesistenze agricole”. L’incontro è stato anche l’occasione per presentare “Lotus” e la ricerca del suo fondatore Pierluigi Nicolin.

Le interviste

Dopo quasi otto anni da quel 25 aprile 2011 il processo scaturito dal crollo del Palazzo Lojacono-Maraventano sembra essere agli sgoccioli. Questa mattina è comparso sul banco dei testimoni – davanti al giudice Giuseppe Melisenda Giambertoni, applicato per questo processo dopo il trasferimento in Corte di appello a Caltanissetta – uno dei consulenti tecnici della difesa che ha riferito in merito ad alcuni interventi effettuati sull’edificio.

Sul banco degli imputati – dopo l’assoluzione dell’ex sindaco di Agrigento Marco Zambuto (che aveva scelto il rito abbreviato) – siedono il dirigente dell’Ufficio tecnico del Comune di Agrigento, Giuseppe Principato; Calogero Tulumello, funzionario di Palazzo dei Giganti; Attilio Sciara, capo della Protezione civile comunale; Gaspare Triassi, Marcello Cappellino e Andrea Patti, componenti del collegio di progettazione e di direzione dei lavori urgenti per la messa in sicurezza dell’edificio del centro storico; Calogero, Carmelo e Giuseppe Analfino, responsabili della ditta “Edil.Co.A”.

Il processo – a distanza di quasi otto anni dal crollo – va verso la conclusione. Il 4 febbraio, infatti, il pubblico ministero Alessandra Russo inizierà la requisitoria. Il 18 febbraio, invece, toccherà discutere alla parte civile in attesa poi della sentenza.

Per un difetto di notifica – cioè l’omessa citazione a una delle parti offese – ha fatto slittare l’udienza che si sta celebrando davanti il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Agrigento Luisa Turco. Il sostituto procuratore della Repubblica Chiara Bisso aveva avanzato la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di Giuseppe Castaldo, 44 anni di Agrigento, Calogera Graceffa, 35 anni di Palma di Montechiaro e Carmelo Russo, 46 anni di Agrigento ma domiciliato in Germania, accusasti di aver gestito vere e proprie case di prostituzione in pieno centro dal dicembre 2012 fino al luglio 2013.

I tre, difesi dagli avvocati Salvatore Pennica, Alfonso Neri e Alberto Seggio, sarebbero stati i gestori di due case di appuntamenti sponsorizzate sul noto sito di incontri “bekeca. it” come centro massaggi. Secondo gli inquirenti, invece, i tre avrebbero dato vita ad un vero e proprio giro di prostituzione reclutando almeno cinque donne tra Agrigento e Palermo (oggi parti offese)  sfruttando le loro prestazioni sessuali con un guadagno del 40%  su ogni incontro. I prezzi variavano da 80-100€ fino ad arrivare anche a 200-250€.

Il processo riprenderà il 18 febbraio.

Ad Agrigento il movimento “Mani Libere”, coordinato da Giuseppe Di Rosa, segnala la presenza di una discarica abusiva in area archeologica, appena a fianco del cimitero di Bonamorone, lungo il percorso che conduce al Santuario di Demetra e alla chiesa di San Biagio. “Mani Libere” commenta: “Quanto testimoniato dalla fotografia non è bisognevole di alcun commento, ma una domanda sorge spontanea: su quali dati viene effettuata la percentuale della differenziata ad Agrigento?”.

Una donna di 60 anni, originaria di un paese dell’hinterland agrigentino, ha tentato di suicidarsi gettandosi nelle acque gelide del mare di San Leone. Il fatto è avvenuto sabato in piena serata.

La donna, probabilmente affetta da forte depressione, ha prima chiamato un amico di famiglia comunicando l’insano gesto che si sarebbe apprestata a compiere da lì a poco. E così è stato. L’uomo ha immediatamente avvisato i carabinieri e gli operatori del 118 che, tempestivamente, sono giunti sul posto.

Due carabinieri non ci hanno pensato due volte e si sono tuffati in acqua riuscendo a salvare la donna e riportarla sulla terra ferma. La signora era in uno stato evidente di ipotermia e per questo ricoverata all’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento.

Il sindaco Lillo Firetto e l’assessore all’ecologia, Nello Hamel, hanno disposto l’applicazione di una sanzione all’ impresa che gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti per la mancata raccolta dell’umido nella frazione di Fontanelle e in alcune altre vie della città. La RTI tra l’altro, ha omesso di comunicare questa circostanza agli uffici del Settore Ecologia non consentendo di adottare interventi preventivi per evitare il disagio delle utenze non servite. Per Firetto e Hamel non è assolutamente ammissibile che le carenze organizzative e la mancanza di coordinamento tra le imprese che gestiscono l’appalto, si debbano tradurre in situazioni di gravissimo disagio per l’utenza e di danno per l’ambiente.