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Teatro della Posta Vecchia

presenta

 

FILIPPO BUBBICO

in Sun Village

 

prima data del Tour Siciliano ad Agrigento – Venerdì 16 Novembre 2018 ore 21:00

 

ospite CAROLINA BUBBICO

 

in collaborazione con Aida Event

Presentazione del disco d’esordio di Filippo Bubbico “Sun Village”  uscito il 21 settembre per l’etichetta discografica Workin’ Label con il sostegno di Puglia Sounds Records e la distribuzione di I.R.D.

Polistrumentista, compositore, producer, Filippo propone musiche originali che esplorano nuovi sound da potenti groove funk a beat onirici alla ricerca del massimo potenziale espressivo. L’armonia, il ritmo e la melodia sono il fulcro pulsante del disco, insieme alla combinazione tra il background armonico proprio della musica “colta” e Jazz con la potenza del coinvolgimento sonoro della musica elettronica.

Filippo Bubbico mette in campo una contaminazione artistica e di stile, resa possibile anche grazie all’apporto di musicisti di provenienza internazionale e dalla sinergia creatasi con la sorella Carolina Bubbico che ha collaborato nella scrittura di alcune delle melodie e dei testi del disco.

Il titolo del disco “Sun Village” fa riferimento al nome del quartiere “Villaggio del sole” in cui è situato Workin’ Studio, centro di produzione e attività dell’etichetta Workin’ Label, dove tutti i processi di creazione e produzione sono avvenuti. Nella tracklist sono presenti 11 brani originali, con testi in lingua italiana e inglese, che compongono un lavoro omogeneo e dalla forte identità.

 

Info e prenotazioni Tel. 0922 26737

Ingresso € 10,00

La Polizia Provinciale del Libero Consorzio di Agrigento, diventa parte attiva nell’opera di controllo e monitoraggio del territorio contro l’abbandono indiscriminato di rifiuti.

A seguito dell’intesa raggiunta nei giorni scorsi tra  il commissario del Libero Consorzio Alberto di Pisa, il sindaco di Favara Anna Alba, l’assessore all’ambiente Giuseppe Bennica  sono già partiti i servizi di vigilanza con agenti in borghese, auto civetta e telecamere, lungo tutte le strade provinciali di accesso al comune di Favara che sono oggetto, ormai da tempo, dell’abbandono  di rifiuti di ogni tipo da parte di soggetti che, ancora oggi continuano a non seguire le regole della raccolta differenziata. Pattuglie congiunte, composte dagli uomini della Polizia provinciale, coordinati da Comandante Vincenzo Giglio e da quelli della Polizia Municipale di Favara, coordinati dal Comandante Gaetano Raia,  hanno già iniziato i servizi di controllo alla ricerca degli “abbandonatori seriali” di rifiuti, seguendo le direttive fornite dall’Amministrazione comunale di Favara.

A chi verrà sorpreso nell’atto di abbandonare i rifiuti lungo le strade o a coloro che verranno individuati come responsabili del gesto, saranno comminate sanzioni pecuniarie a partire da 600 euro.

Le giornate sciasciane si svolgeranno a Racalmuto il 20 e il 21 novembre ed avranno come tema l’approfondimento dell’unico testo di poesia scritto dallo scrittore: “La Sicilia, il suo cuore”. Il rapporto tra Sciascia ed il testo poetico fu segnato da un interesse e da una operosità durati ben poco, perché, come ebbe a sostenere lo stesso scrittore, il testo poetico richiede – naturalmente – un particolare impegno ed una operazione lenta di affinamento del linguaggio e delle strutture espressive. Pur con queste riserve da parte dello stesso scrittore, la rilettura de “La Sicilia, il suo cuore” ha comportato, nell’occasione del convegno, una coinvolgente e soddisfacente esperienza segnata dall’apprezzamento di uno stile poetico moderno, interessante, nutrito di profonde esperienze letterarie e poetiche, e segnato da una continua scoperta e valorizzazione dei temi che sono evidenti nelle opere in prosa. Anche con lo specifico linguaggio poetico la coscienza civile sciasciana è sempre vigile e attenta. I quasi cinquecento studenti delle scuole superiori della provincia di Agrigento, Caltanissetta e Catania che si sono cimentati con la lettura e l’approfondimento dei testi poetici parteciperanno alle due giornate proponendo i risultati delle loro ricerche in una sorta di full immersion nei temi poetici sciasciani col solo scopo di dare un contributo alla piena conoscenza di uno scrittore che ha saputo esprimere una forte coscienza civile nelle plurime esperienze di partecipazione alla vita culturale, sociale, letteraria e politica dell’Italia negli anni della sua attività. Le due giornate di studio, che saranno aperte da un indirizzo di saluto del Direttore Scientifico della Fondazione Prof. Antonio Di Grado, saranno coordinate dal prof. Zino Pecoraro. Proporranno le loro relazioni: il poeta Nino De Vita, la prof.ssa Rosalia Centinaro , la prof.ssa Lavinia Spalanca, oltre che lo stesso prof. Zino Pecoraro. I lavori si svolgeranno nella sala delle conferenze della Fondazione Sciascia, che in questo modo ottempera alla sua vocazione istituzionale: approfondire lo studio delle opere sciasciane e diffonderne la conoscenza tra i giovani.

A Favara, sabato prossimo, 17 novembre, al Castello Chiaramonte, sarà inaugurata la 27esima mostra internazionale di pittura “Premio Telamone – I colori della pace”, su iniziativa del Cepasa, presieduto da Paolo Cilona, in collaborazione con il comune di Favara e la sindaca Anna Alba. L’esposizione sarà visitabile fino al 24 novembre. La manifestazione, di cui è direttore artistico il pittore Gaetano Licata, intende evidenziare come la poesia, la pittura e l’arte in genere possano contribuire al progresso etico, civile e culturale della società. Alla rassegna parteciperanno pittori di fama nazionale e internazionale tra cui lo stesso Gaetano Licata, Carlo Rigano e Gerlando Meli, inserito recentemente, con ampio spazio, nell’Enciclopedia Mondiale D’arte Elite 2018.

 

Cimitero di Piano Gatta, l’emergenza continua. Mentre sono totalmente fermi i lavori per la costruzione di nuovi loculi prefabbricati, giacché il Comune ha rilevato che la ditta gestrice non avrebbe tutte le certificazioni necessarie (il riferimento è alla Soa, la quale attesta che l’impresa di costruzioni è in possesso di requisiti sufficienti ad eseguire un’opera pubblica di categorie e classifiche adeguati), la fila di bare conservate presso i magazzini della struttura si alunga. Trentuno, stando agli ultimi dati, le salme non ancora sepolte e nessuna prospettiva, al momento, di soluzione immediata.

Se gli uffici a più riprese hanno sostenuto di aver fatto la propria parte e che oggi solo la ditta che gestisce il cimitero avrebbe delle responsabilità per lo stallo esistente, in Consiglio comunale anche i morti diventano tema di scontro politico, con l’aula che alla fine, nel tentativo di riappacificare i toni e smorzare gli scontri, ha deciso di dedicare un minuto di silenzio ai corpi degli agrigentini che attualmente aspettano di essere sepolti.
 

Si è trattato di un tentativo di furto all’interno di una villa disabitata oppure c’è dell’altro dietro?

 E’ quello che si stanno chiedendo i poliziotti del Commissariato Frontiera di Canicattì, diretti da Cesare Castelli, che dalla scorsa notte sono sulle tracce di un gruppo di malviventi, probabilmente quattro, che hanno provato a fare irruzione in una villa in contrada Tre Fontane.

Probabilmente il forte rumore provocato dalla banda ha insospettito qualcuno che ha immediatamente chiamato la Polizia. Durante la fuga uno dei banditi ha perso – forse mentre scavalcava un muro, una pistola calibro 9 con matricola abrasa.

L’arma è stata sequestrata dagli agenti di Polizia che provvederanno ad effettuare gli accertamenti del caso per risalire al proprietario o se, eventualmente, è stata utilizzata per qualche crimine.

Continua il processo a carico di R.A., centralinista della Capitaneria di Porto Empedocle, finita a processo con l’accusa di truffa.

 Seconda l’accusa, infatti, la donna non sarebbe cieca al 100% come da lei fatto credere motivo per il quale sarebbe anche stata assunta. I sospetti nacquero in seguito a dei controlli sul personale voluti dall’allora comandane Massimo Di Marco.

I sospetti si fecero più concreti e la Procura riuscì ad ottenere il processo a carico della donna. Ieri, in aula, la testimonianza di due ufficiali della Guardia Costiera che hanno confermato le loro perplessità circa la disabilità della centralinista.

 Sul banco dei testi anche un medico oculista che ha confermato la gravità delle condizioni visive della donna che pare non possa portare lenti a contatto e che avrebbe bisogno continuo di collirio.

Sono state rese pubbliche le motivazioni per cui la Corte d’Appello di Palermo ha condannato, circa 45 giorni fa, Davide Bruccoleri, 32 anni, di Agrigento, ma residente a Favara, a 4 anni e 4 mesi di reclusione, e Sharon Trupia, 23 anni, di Agrigento, ma residente a Porto Empedocle, a 3 anni di reclusione.  

 La coppia era accusata di quattro episodi di rapina e scippi ai danni di donne anziane. I due avevo allarmato le popolazioni di Castrofilippo, Racalmuto e Grotte con le loro scorribande: l’uomo era stato arrestato mentre lei sottoposta all’obbligo di dimora.

Secondo quanto scrivono i giudici, a cui i due imputati si era appellati, “il quadro probatorio è inequivocabile e il trattamento sanzionatorio, oltre alla qualificazione giuridica dei fatti, è corretto.

Confermata, dunque, la sentenza emessa dal gup del Tribunale di Agrigento, Alessandra Vella, emessa l’anno scorso.

Le indagini esperite permettevano di accertare che i due giovani sempre con lo stesso “modus operandi” adocchiavano donne anziane che camminavano solo per strada, si accostavano con la loro macchina una Peugeot 206 grigia, condotta dal Bruccoleri con la Trupia seduta alla sua destra ed una bambina nel seggiolino sui sedili posteriori, con la scusa di chiedere qualche informazione stradale “ci siamo persi ci saprebbe indicare la strada per Agrigento” con gesto repentino la donna afferrava i monili d’oro indossati dalle malcapitate strappandoglieli dal collo mentre il conducente velocemente innestava la marcia per far perdere le loro tracce.

La coppia aveva messo a segno 4 colpi nei comuni della Compagnia CC di Canicattì creando un vero allarme sociale soprattutto tra le persone più anziane che non si sentivano più al sicuro di andare all’ufficio postale o in chiesa. In particolare:

Grotte 17 agosto ore 20.00 circa via Buonarroti avvicinavano signora 69enne appena uscita dalla Chiesa Madre che si stava recando presso quella piazza Marconi ove era posteggiata la propria autovettura, veniva avvicinata dall’autovettura dei due giovani, i quali attirata l’attenzione della donna con la scusa della fatidica domanda la Trupia gli afferrava il collier al collo, facendo cadere la signora rovinosamente a terra.

Racalmuto 19 agosto ore 10.50 circa via Carducci, si fermano nei pressi di un garage di un’abitazione privata, ove avvicinavano la proprietaria 77enne che stava chiudendo il portone, sempre con la scusa di chiedere informazioni stradali, la Trupia afferrava le collane (un collier in oro ed una in corallo) indossate dalla signora, riuscendo solo a rompere quella in corallo senza riuscire ad impossessarsi di nulla si dava alla fuga.

Racalmuto 24 agosto ore 10.00 circa via Soldato Cipolla, mentre una signora 74enne era per strada davanti la propria abitazione a parlare con una vicina i due giovani le si avvicinano e dopo averle chiesto informazioni la Trupia le strappava dal collo una collana in oro facendo cadere rovinosamente a terra, la donna veniva soccorsa dai vicini, mentre l’autovettura si allontanava con il bottino.

Castrofilippo 26 agosto ore 09.00 circa via Crocifisso, mentre una donna 63enne era intenta a fare una passeggiata, veniva affiancata da una macchina da cui una ragazza bionda seduta sul lato passeggero dopo averla fatta avvicinare con la scusa di chiedere un’informazione le afferrava la collana che aveva al collo, riuscendo a strappargliela e si allontanavano

“Avrebbe distratto beni per un valore di tre milioni di euro da due aziende che sono state oggetto di un provvedimento di sequestro.”

Il sostituto procuratore della Repubblica di Agrigento Cecilia Bavarelli, durante l’udienza di ieri che si celebra davanti il collegio di giudici presieduto da Giuseppe Miceli, ha proceduto a nuove contestazioni nei confronti dell’imprenditore racalmutese Lillo Romano, accusato insieme al figlio di bancarotta fraudolenta.

Romano, proprietario e socio di diverse aziende nel campo delle telecomunicazioni, era stato oggetto di un sequestro da parte del Nucleo Polizia Economico-Finanziaria di Palermo nell’ambito dell’operazione “Valle dei Templi” in cui furono apposti sigilli a beni per oltre 100 milioni di euro tra i quali anche l’omonimo autodromo presente nella Città dei Templi.

Nel 2016 Romano è stato condannato dal Tribunale di Agrigento alla pena di 6 anni e 6 mesi per concorso esterno in associazione mafiosa “per aver contribuito al rafforzamento di Cosa Nostra, seppur non ne facesse parte, fino a quando il suo principale punto di riferimento, Ignazio Gagliardo, non entrò a far parte del programma di protezione”.

La prossima udienza è stata fissata per il 7 dicembre.

Una brutale aggressione si è verificata negli scorsi giorni a Palma di Montechiaro: un 40enne del luogo, conosciuto dalle forze dell’ordine, avrebbe picchiato selvaggiamente con calci e pugni un suo compaesano.

La lite è avvenuta nei pressi di una farmacia del centro. La vittima dell’aggressione avrebbe anche tentato una fuga proprio all’interno dell’attività commerciale ma anche lì sarebbe stata raggiunta dal 40enne che, con l’ausilio di una sedia, avrebbe continuato ad aggredirlo.

L’aggressore si sarebbe anche rivolto nei confronti del titolare della farmacia intimandogli di farsi gli affari suoi e cancellare eventualmente le immagini di video-sorveglianza.

A nulla è servito perché l’aggressore è stato denunciato per l’ipotesi di reato di lesioni personali gravi. La vittima, finita in ospedale con ferite in tutto il corpo, non è in gravi condizioni.