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Il CEFPAS, che ospita il primo hub vaccinale di Caltanissetta, partecipa a “Influ Day”, la giornata promossa dall’Assessorato regionale della Salute e dal Dipartimento regionale per le Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico (Dasoe), che si svolgerà il 14 gennaio, per promuovere i valori della salute e della prevenzione vaccinale antinfluenzale tra la popolazione.

La campagna antinfluenzale di sensibilizzazione è realizzata in sinergia con le nove Aziende sanitarie provinciali e si pone l’obiettivo di incrementare le somministrazioni di vaccino contro il virus stagionale, in particolare per proteggersi dalle infezioni da pneumococco e da altre patologie virali. Grazie alla campagna di comunicazione “Influ Day”, la Sicilia punta a confermare il trend degli anni scorsi che ha visto un aumento delle persone vaccinate contro l’influenza, contribuendo a garantire una copertura soprattutto nei soggetti fragili, nella popolazione anziana e tra coloro i quali soffrono di gravi patologie.

“L’Influ Day in Sicilia rientra tra gli obiettivi di salute che il CEFPAS si pone nella sua strategia di supporto alle politiche sanitarie regionali – dice Roberto Sanfilippodirettore generale del CEFPAS -. La presenza dell’hub vaccinale per il Covid-19 ospitato al Centro è la conferma dell’impegno orientato a favorire i corretti stili di vita con ogni strumento di prevenzione. Vaccinarsi contro il virus stagionale significa ridurre ogni complicanza derivante dall’influenza sulle persone, salvaguarda la collettività e contribuisce ad alleggerire la pressione che in questo momento di emergenza, con grandi sforzi, stanno attraversando tutti gli operatori e le strutture del Servizio sanitario nella prevenzione e nelle cure dei pazienti affetti dal coronavirus”.

A Marina di Palma di Montechiaro una bottiglia contenente liquido infiammabile è stata lanciata nottetempo contro l’abitazione di un uomo di 55 anni. La molotov è esplosa contro il prospetto della villetta e poi si è incendiata in giardino. Le fiamme non sono divampate estinguendosi. Il 55enne, in casa con la famiglia, ha telefonato alla Polizia. Indagini sono in corso da parte degli agenti giunti subito sul posto.

A carico dell’ex sindaco di San Biagio Platani, Santino Sabella, già condannato in primo grado a 6 anni e 8 mesi per concorso esterno in associazione mafiosa nell’ambito dell’inchiesta antimafia cosiddetta “Montagna”, è stata applicata la misura preventiva della sorveglianza speciale con obbligo di dimora nel Comune di residenza per la durata di 1 anno e 3 mesi. Sabella, che è stato anche interdetto dai pubblici uffici, risarcirà le persone offese che sono state riconosciute come parte civile. L’ex sindaco avrebbe stretto un patto di scambio di favori, in particolare appalti, con il presunto boss del paese, Giuseppe Nugara, che avrebbe poi favorito la sua elezione.

di Danila Bonsangue

A Delia in via Diaz, questa sera, 11 gennaio, intorno alle 20.20 è crollata una casa abbandonata. Via Diaz è una strada molto trafficata, fortunatamente nessun veicolo è stato coinvolto e non ci sono stati feriti. Intervenuti i carabinieri, la protezione civile e i vigili del fuoco. L’immobile era fatiscente ed era già stato segnalato dal comune. I proprietari risiedono fuori e tramite una ditta si sta procedendo a rimuovere i detriti. Probabilmente il crollo è stato causato dal maltempo di questi giorni.

Trentatré persone sono state arrestate dai carabinieri e organismi di polizia stranieri in diverse province italiane tra cui anche Agrigento e Messina (ma anche Salerno, Ascoli Piceno, Avellino, Brindisi, Caserta, Catanzaro, Latina, Lecce, L’Aquila, Napoli, Potenza, Ravenna, Roma, Varese e in diversi stati esteri, in particolare Panama, Romania e Malta).

Il provvedimento è stato emesso dal Giudice per le indagini preliminari su richiesta di questa Direzione Distrettuale Antimafia.

Sono accusati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di una serie di delitti in materia di giochi e scommesse illegali, intestazione fittizia di beni, riciclaggio, reimpiego di denaro provento di delitto in attività economiche, autoriciclaggio, con l’aggravante, per taluni di questi reati, di aver commesso il fatto al fine di agevolare il clan dei “Casalesi”.

Contestualmente è stato eseguito sequestro preventivo di 11 siti internet e di società con sede legale a Mercato San Severino (Salerno), nonché di 3 milioni nei confronti di colui che è ritenuto il capo e promotore del sodalizio criminale. E’ accusato di aver costituito una vera e propria holding dedita al gaming on line illecito sul territorio nazionale ed estero, avvalendosi anche dei legami con i vertici dei Casalesi. Gli introiti stimati dall’asset criminoso nel suo complesso sono stati quantificati – nell’arco temporale di circa due anni in oltre 5 miliardi di euro. Qualora i giochi fossero stati svolti in forma lecita, le entrate per l’erario sarebbero state di circa 500 milioni di euro.

I Carabinieri della Compagnia di Canicattì hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Agrigento un uomo di 25 anni di Naro perché lo scorso 31 dicembre, sotto effetto di cocaina, ha provocato un incidente stradale. All’autorità giudiziaria risponderà del reato di guida sotto l’influenza di sostanze stupefacenti. A Canicattì, all’incrocio tra le vie Inghilterra e Ungheria, il 25enne, alla guida della sua Fiat Punto, si è scontrato con una Lancia Y. Il narese è stato sottoposto all’esame tossicologico, con esito positivo alla cocaina.

A Sciacca i Carabinieri della locale Compagnia hanno arrestato un saccense di 26 anni e un immigrato dal Senegal di 22 anni, sorpresi in possesso, nel corso di un controllo stradale, di 14 grammi di cocaina. L’arresto è stato convalidato dal Gip del Tribunale di Sciacca, Antonino Cucinella, che per entrambi ha disposto l’obbligo di dimora.

La variante Omicron sta mettendo a dura prova il corpo, soprattutto in Sicilia, dove l’organico risulta già sottodimensionato – come da anni denunciato.

“Sono tantissimi i positivi o coloro che sono costretti a fare la quarantena di chi ha avuto contatto con i positivi – vogliamo maggiori tutele! Mancano i DPI, come ad esempio le mascherine ffp2, abbiamo in assegnazione mascherine scadenti e di poca durata! Siamo costretti a pagarci i tamponi per poter rientrare in servizio ( chi proviene da positività o quarantena) perché le attese sono interminabili! Abbiamo sollecitato la direzione regionale e, Domani avremo un incontro per discutere tali problemi.
Sulla questione tamponi, più volte abbiamo sollecitato l’utilizzo di quelli depositati nei nostri magazzini, abbiamo chiesto una convenzione con personale specializzato e qualificato all’effettuazione, tale procedura, permetterebbe; celerità e sicurezza! Non vogliamo che finiscano buttati, sarebbe uno spreco di denaro! Oltre ciò, non è da sottovalutare l’aspetto psicologico che, negli anni, è stato sempre sottovalutato per la figura del vigile del fuoco – siamo di carne e ossa anche noi-  non trova pedissequa applicazione il fatto che ci sono i non vaccinati e di conseguenza i tamponi ammuffiscono nei magazzini! Magari, con più accortezza verso i lavoratori, con le tutele richieste, chissà se quel 5% non si convinca ? Lasciamo il senno del dubbio ma, la speranza che la tutela completa arrivi, e sempre di buon auspicio.
Il problema covid-19 e varianti, porta l’organico a essere sottodimensionato ancora più del solito e rappresenta un problema per il dispositivo di soccorso. Come Usb stiamo sollecitando i sindaci e il dipartimento per fare sì che le sedi non abbiano organico limitato per interventi ordinari”. Serietà, chiarezza: queste le richieste dell’Usb Vigili del fuoco.

Il personale stradale del Libero Consorzio Comunale di Agrigento ha provveduto oggi allo spargimento di sale lungo la S.P. n. 24 Santo Stefano Quisquina – Cammarata a causa della presenza di neve sul manto stradale. Utilizzati allo scopo i mezzi del Libero Consorzio per rendere sicura la transitabilità. Si consiglia l’uso delle catene a bordo.

Il Settore Infrastrutture stradali invita gli automobilisti alla massima prudenza specie nelle ore serali e notturne durante il transito lungo la strada provinciale con il rispetto dei limiti di velocità.

 

Rosario Santanastasio ( Presidente nazionale di Archeoclub D’Italia): “In Sicilia, in queste ore, è nato un modello innovativo di partecipazione civile, di protezione civile a vantaggio dei Beni Ambientali, che sono anche Beni Culturali.  La Scala dei Turchi è subito ritornata al suo splendore affermato nel mondo grazie alla rete che ha visto insieme: istituzioni regionali, locali, volontari, associazioni, cittadini, subito in campo per condannare l’atto vandalico, ma anche per ricondurlo allo splendore!”.

“Possiamo dire che in Sicilia, in queste ore, è nato un modello innovativo di protezione civile dei beni culturali. Una rete di associazioni, volontari, cittadini, istituzioni regionali e comunali, in campo per condannare l’atto vandalico ma anche per riportarlo subito al suo antico splendore. Questo è il modello per il quale da decenni Archeoclub d’Italia si batte con orgoglio. E vorrei citare Peppino Impastato quando dice: “Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà”. La Scala dei Turchi è già ritornata al suo splendore grazie all’intervento immediato della Regione Sicilia e della Soprintendenza ai Beni Culturali di Agrigento che hanno fatto squadra con i cittadini in difesa del Patrimonio Ambientale.

Ora in Italia bisognerebbe andare oltre, infatti è evidente che le responsabilità sono sicuramente anche da attribuire al legislatore del recente passato, che da troppo tempo si attarda sull’inasprimento delle sanzioni penali rispetto ai beni culturali. Pare infatti che dal 2015 siamo ancora in attesa del passaggio definitivo alla camera dei deputati della normativa che amplia i reati relativi ai beni culturali e trasferendoli dal Codice Urbani al Codice Penale.

Un qualsiasi luogo che conserva siti archeologici, rifugi di guerra, testimonianze storiche e culturali, ma anche qualsiasi sito naturalistico anche di costa che narra mitologia, storia, tradizione, deve essere considerato Patrimonio Culturale alla pari di un museo!”. Lo ha affermato Rosario Santanastasio, Presidente Nazionale di Archeoclub D’Italia.