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E’ stato arrestato il presunto autore dell’omicidio di un nigeriano di 30 anni, ucciso a coltellate a Siracusa lo scorso 12 luglio. Si tratta di un altro nigeriano di 23 anni, identificato tramite il racconto di alcuni testimoni e l’analisi dei filmati dei sistemi di video-sorveglianza installati nella zona teatro di quanto accaduto. Dalle indagini è emerso che tra la vittima e l’aggressore si è scatenata una lite. Il nigeriano di 23 anni ha subito un pugno al volto che gli ha procurato una ferita all’arcata sopraciliare. Allora lui si è allontanato, poi è ritornato armato con un grosso coltello, e ha sferrato contro il nigeriano di 30 anni alcuni fendenti, uno dei quali mortali. Poi è fuggito. L’uomo, che è stato riconosciuto anche per i suoi precedenti e per la sua personalità aggressiva, si è rifugiato a Catania dove però è stato intercettato e arrestato grazie alla segnalazione di un assistente capo della Questura di Catania, libero dal servizio, che si è accorto di lui in via De Pasquale e ha telefonato ai colleghi.

La Guardia di Finanza e la Polizia hanno eseguito a Milazzo, in provincia di Messina, un’ordinanza cautelare a carico di 12 indagati, a vario titolo, di essere parte di un’associazione a delinquere impegnata nel traffico e nello spaccio di sostanze stupefacenti. L’organizzazione avrebbe operato nella fascia tirrenica della provincia di Messina, con propaggini su Roma. Nell’ambito dell’inchiesta, cosiddetta “Drug Express”, quattro persone sono state ristrette in carcere, altre cinque ai domiciliari, e a due è stato imposto l’obbligo di dimora nel Comune di residenza. Gli indagati avrebbero intrattenuto rapporti con numerosi clienti, oramai fidelizzati, con richieste quasi quotidiane di droga, soprattutto cocaina e crack. Inoltre sono stati escogitati dei diversivi per non incorrere in sequestri. Ad esempio attraverso il sistema delle consegne “porta a porta” e della spedizione di pacchi postali contenenti sostanze stupefacenti. Ecco perché l’operazione è stata intitolata “Drug Express”. Le indagini hanno documentato l’utilizzo di un linguaggio criptico convenzionale nelle conversazioni, come il termine “pizza” per indicare le dosi di crack. Attivo anche un canale di approvvigionamento romano gestito da un uomo di 37 anni di Bracciano, che avrebbe trasferito la droga ai messinesi tramite il sistema delle spedizioni. A Messina gli investigatori hanno intercettato, nel deposito di un noto spedizioniere, un pacco che avrebbe dovuto contenere un “termos”, e in cui, invece, sono state nascoste 15 pasticche di anfetamine e 38 grammi di etilmorfina.

Secondo i dati riportati dall’Inps, a Bagheria, in provincia di Palermo, le istanze accolte per il reddito di cittadinanza, riferite ai nuclei familiari, sono state 3.117, mentre i beneficiari sono non meno di 7.000. In proposito, Cittadinanza Attiva ha inviato una nota al direttore del Distretto sanitario 39 e ai sindaci dei Comuni di Bagheria, Ficarazzi, Santa Flavia, Casteldaccia e Altavilla Milicia, e ha chiesto di varare i progetti di pubblica utilità per svolgere prestazioni di lavoro a favore dei disabili, ammalati, anziani e minori in difficoltà. Letizia Ferrante, di Cittadinanza Attiva, spiega: “Nessuno se la sta prendendo con i fruitori del reddito onesti. A quanto pare, a parte i navigator, di assunzioni se ne sono viste pochissime o quasi, e i progetti utili, che dovevano partire dopo 6 mesi, non hanno reso utili l’esercito dei fruitori del reddito, mentre tanti volontari, tra associazioni, professionisti e tantissimi liberi cittadini, sono scesi in campo in aiuto di tanti altri concittadini in difficoltà a titolo totalmente volontario”.

I nuovi 404 casi di positività in terra di Sicilia fanno schizzare vertiginosamente l0indice di positività a quasi il 7%, stabilendo un nuovo record.

La Sicilia, con i nuovi dati, scatta al secondo posto in Italia per numero di contagiati giornalieri, essendo secondo solo al Lazio. Per il terzo giorno di fila non si registrano vittime e i guariti dimessi sono 68.

Sono 404 i nuovi casi di coronavirus registrati in Sicilia nelle ultime ventiquattro ore su un totale di 5.832 tamponi processati. L’indice di positività schizza al 6.93%, stabilendo così un nuovo record. Per il terzo giorno di fila non si registrano nuove vittime e i guariti/dimessi sono 68.

Questi i numeri nei Comuni capoluogo: Caltanissetta 76; Palermo 67; Ragusa 63; Agrigento 59; Catania 44; Siracusa 28; Trapani 28; Enna 21; Messina 18

Proseguono le iniziative di protesta delle imprese creditrici che si occupano della manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti idrici, fognari e della depurazione nel territorio agrigentino nell’ambito del Servizio Idrico Integrato. Dopo il sit-in di giovedì e il successivo incontro di una delegazione in Prefettura, domani, 19 luglio, le imprese torneranno a farsi sentire per tenere alta l’attenzione e per sensibilizzare Istituzioni e Autorità competenti rispetto alla grave situazione che si è venuta a creare dopo la dichiarazione di fallimento di Girgenti Acque e in vista dell’ormai prossima scadenza della gestione commissariale, fissata per il 2 agosto.

La manifestazione si terrà domani, a partire dalle ore 9,30 e fino alle ore 13, davanti agli uffici della sede di Girgenti Acque. I titolari delle imprese porteranno al seguito i mezzi di lavoro, simbolo di attività costrette, loro malgrado, a restare ferme ed improduttive, fortemente preoccupati a causa della pesante sofferenza economico-finanziaria in cui versano per i crediti vantati, regolarmente commissionati e maturati, a cui fanno da contraltare i debiti per impegni assunti con fornitori e banche. Debiti contratti per acquisto di materiale utilizzato per l’esecuzione di interventi di pubblico servizio nei vari Comuni della provincia: opere essenziali per garantire l’erogazione dell’acqua nelle case dei cittadini e la salute pubblica alle comunità agrigentine.

“Una situazione difficile, complessa che rischia di assumere pesanti risvolti negativi sulla tenuta sociale ed economica del territorio, ma anche occupazionale per via della possibile e concreta perdita dei posti di lavoro. Il fallimento di Girgenti Acque non può portare al fallimento delle imprese creditrici, al licenziamento del personale e all’emergenza idrica ed igienico sanitaria. Chi ha responsabilità di governo del territorio, a vario livello, si adoperi con azioni mirate ed immediate per scongiurare questo possibile drammatico scenario”, chiosa la CNA.

42 nuovi positivi, 2 ricoveri, 5 guariti e una nuova vittima a Palma di Montechiaro, dove il numero di morti a causa del Covid sale a 15. Questi i dati del consueto report dell’Azienda sanitaria provinciale riferiti alla giornata di ieri 17 luglio.

Otto al momento i ricoverati in degenza ordinaria (1 in più del giorno precedente), restano in tre in terapia intensiva. Una persona, infine, è ricoverata allo Sciacca Covid hotel, struttura lowcare.

I dati Comune per Comune
Ad Agrigento ci sono 40 positivi (+5). Di questi, 11 sono da attribuire a migranti isolati in una struttura di accoglienza. Aragona: 2 (dato invariato); Cammarata: 12 (+4); Caltabellotta: 7 (+3); Camastra 1 (+1), Campobello di Licata: 11 (-1); Canicattì: 5 (dato invariato); Casteltermini 1 (+1), Favara: 48 (+6); Licata: 19 (-1); Naro: 17 (dato invariato); Palma di Montechiaro: 86 (+4); Porto Empedocle: 32 (+3); Racalmuto: 1 (dato invariato); Raffadali: 3 (+1); Ravanusa: 22 (dato invariato); Realmonte: 2 (+1); San Giovanni Gemini: 14 (+4); Santo Stefano Quisquina 5 (+4); Sciacca: 9 (+3); Siculiana: 28 (dato invariato, 27 sono migranti ospitati a “Villa Sikania”).

Ma ci sono anche comuni “Covid free” che sono: Alessandria della Rocca, Bivona, Burgio, Calamonaci, Castrofilippo, Cattolica Eraclea, Cianciana, Comitini, Grotte, Joppolo Giancaxio, Lucca Sicula, Menfi, Montallegro, Montevago, Ribera, Sambuca di Sicilia, San Biagio Platani, Sant’Angelo Muxaro, Santa Elisabetta, Santa Margherita di Belìce e Villafranca Sicula.

Ignoti hanno scagliato delle grosse pietre, all’indirizzo di un’abitazione, e danneggiato alcune finestre, e una tenda. Paura tra i proprietari dell’immobile. Gli autori del fatto, che avrebbe potuto provocare anche delle gravi conseguenze, sarebbero stati alcuni ragazzini, a cui adesso danno la “caccia” gli agenti della sezione Volanti del Commissariato di Canicattì.

L’episodio si è verificato in via Vittorio Veneto, una strada adiacente allo stadio comunale “Carlotta Bordonaro”. I responsabili sono saliti sul tetto della biglietteria dell’impianto sportivo, e dall’alto hanno iniziato il lancio di sassi verso un edificio.

La “pioggia” di pietre ha raggiunto il primo piano della palazzina. Danneggiate due finestre, e si è strappata la tenda in stoffa a protezione del balcone di un’abitazione. Per fortuna nessuno si è fatto male, ma per quanti si trovavano all’interno della casa, sono stati attimi di autentico panico.

Il proprietario della casa danneggiata, un quarantaquattrenne di Canicattì, ha chiamato il 112, ma prima dell’arrivo delle Volanti, i responsabili sono riusciti a fuggire.

Parla il prof. Francesco Vitale, ordinario di Igiene e medicina preventiva all’Università di Palermo e responsabile dell’Uoc (Unità Operativa Complessa) di Epidemiologia clinica del Policlinico “Paolo Giaccone”, nonché responsabile del laboratorio di riferimento regionale per la Sicilia occidentale, in prima linea per il contrasto al Covid.

Abbiamo un aumento di casi di variante Delta in Sicilia che sta diventando largamente prevalente e si avvia ad avere percentuali importanti”

Poi continua dicendo che si è già al 60 percento, che ci si contagia anche con la Variante Delta ma che si deve fare in modo che le persone si vaccinino in massa, e c’è bisogno di vaccinarsi con le due dosi.

“Dobbiamo chiederlo, dobbiamo convincere i recalcitranti”

Poi aggiunge:

“Lo sintetizzo con brutale chiarezza, partendo da una premessa: tutte le persone gravemente ospedalizzate o morte di Covid erano soggetti non vaccinati o vaccinati con una sola dose. Qualcuno è stato male con due dosi, ma avendo preso il contagio prima della somministrazione o subito dopo, quando non era del tutto immunizzato”.

In estrema sintesi il prof. Vitale è chiaro:

“Muoiono i non vaccinati. Questo è un elemento di realtà”.

Poi fa una raccomandazione:

“Ricordiamoci di essere prudenti. Indossiamo la mascherina al chiuso, sempre, e all’aperto in presenza di assembramenti”.

Alla fine aggiunge:

“Non servono più obblighi, serve di più il senso di responsabilità”.

Gentili On.li Deputati

Sono sotto gli occhi di tutti gli agrigentini e favaresi, le inadempienze da parte dell’ATI ISEDA, imprese affidatarie, responsabili della raccolta dei rifiuti nei territori della provincia di  Agrigento ivi compreso il comune di Favara. Lo sciopero dei netturbini a Favara,conseguenza del mancato pagamento delle sacrosante spettanze, è l’emblema di una cattiva gestione dell’appalto rifiuti. Nel caso specifico di Favara è drammatica, in quanto aggravata dai numeri della pandemia da Covid 19 e dalle condizioni igienico sanitarie,ancora persistenti.

Alla luce dei gravi fatti accaduti, ed all’obbligo SOCIALE di approfondire quanto su esposto, la scrivente Organizzazione sindacale chiede l’avvio di una inchiesta parlamentare, utile ad accertare le gravi responsabilità.   Distinti saluti

SGB Direttivo nazionale

Nonostante il calo delle temperature, e addirittura per oggi è stata diramata dalla Protezione civile regionale, l’allerta arancione-giallo per un’ondata di maltempo, non si fermano gli incendi in tutta la provincia di Agrigento. Due in particolari i roghi, tra venerdì e ieri, che hanno tenuto impegnati per ore e ore i vigili del fuoco e il personale della Forestale.

Ci sarebbe la mano di un piromane dietro all’incendio scoppiato, l’altro pomeriggio, nell’area boschiva di Fondacazzo, a pochi metri dal Parco “Icori” di Agrigento, che, per diverse ore, ha tenuto impegnati gli uomini della Forestale, nel tentativo di domare le fiamme, prima ancora che si potessero estendersi in maniera considerevole. Il rogo è divampato dalla sterpaglia, e in poco tempo si è esteso, attaccando il versante collinare per arrivare a colpire il bosco. Carbonizzate decine di alberi.

E un incendio, partito da un campo di erba secca, propagandosi ha raggiunto il piazzale di un’azienda agricola. Si registrano danni. Avvolti dalle fiamme più mezzi agricoli. Il tempestivo e provvidenziale intervento di vigili del fuoco ha evitato al rogo di bruciare altre cose, e aggredire il capannone.

Tutto quanto è accaduto, ieri notte, in contrada “Comete”, alla periferia di Racalmuto. Secondo la ricostruzione dei fatti, l’incendio ha avuto origine da un terreno, completamente avvolto dalla sterpaglia, e le fiamme rapidamente si sono estese per chilometri fino a raggiunge l’azienda commerciale. Fiamme che hanno aggredito un’area dove si trovavano diversi mezzi agricoli.

Sul posto hanno operato ben 5 squadre di vigili del fuoco e Forestale. Un’opera di spegnimento durata oltre 10 ore.