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Tragica notte ad Adrano, in provincia di Catania, dove un uomo di 51 anni, Luigi Vivona, è morto vittima di un incendio nella propria abitazione in via Cariola. La moglie, una donna di 49 anni, , è stata condotta all’ospedale Cannizzaro di Catania. L’incendio è avvenuto poco dopo la mezzanotte e mezza tra sabato e domenica. I primi a prestare soccorso sono stati i poliziotti del locale Commissariato e subito dopo i Vigili del fuoco. Le operazioni sono state difficoltose a causa delle strade strette nella zona. La donna è stata tratta in salvo dai pompieri attraverso una .

A Siracusa un ciclista sarebbe stato travolto e ucciso da un’automobile, in contrada Santa Teresa Longarini. La vittima è , 60 anni, ex consigliere provinciale di Siracusa. Lui, fuori casa in bicicletta per una passeggiata, è molto conosciuto in città. Ha lavorato in cooperative, una delle quali si è recentemente occupata della gestione di un centro per migranti. I mezzi coinvolti sono stati sequestrati e la Procura ha avviato un’inchiesta per omicidio stradale. Si ipotizza che l’automobile viaggiasse a velocità sostenuta.

Grave incidente stradale a Taormina durante la notte tra sabato e domenica, intorno alle ore 3. Un’automobile con a bordo quattro persone, di rientro a casa dopo una serata trascorsa a Taormina, si è ribaltata nei pressi del parcheggio Lumbi. L’impatto ha provocato la morte di Roberto Spadaro, 32 anni, deceduto non appena giunto in ospedale. Poche ore dopo è morto anche Antonio Russo, 35 anni, alla guida dell’auto, ferito gravemente e trasferito in elisoccorso al policlinico di Catania. Spadaro, messinese come gli altri tre, ha viaggiato seduto a fianco di Russo. Non sono preoccupanti le condizioni degli altri due passeggeri. Secondo le prime ricostruzioni, si tratterebbe di un incidente autonomo. Poco dopo l’uscita dalla galleria Monte Tauro, l’auto, una Fiat Panda, si è schiantata contro un palo per poi ribaltarsi.

la direzione generale ASP è lieta di invitarvi a partecipare all’inaugurazione della nuova TAC in programma lunedì prossimo, 18 ottobre, alle ore 15 presso il reparto di radiologia del presidio ospedaliero “San Giacomo d’Altopasso” di Licata. In coincidenza con il taglio del nastro saranno illustrati i dettagli tecnici e le caratteristiche dell’apparecchiatura di ultima generazione. Presenziaranno il commissario straordinario ASP,  Mario Zappia, il direttore sanitario di presidio, Alfonso Aveniaed il direttore del Dipartimento di Scienze Radiologiche ASP, Angelo Trigona.

Nel nuovo decreto Recovery arriveranno delle novità per sostenere il turismo: un ecobonus all’80% fino al 2024, e un contributo a fondo perduto fino a 100mila euro per la ristrutturazione degli alberghi (dall’efficienza energetica all’eliminazione delle barriere architettoniche, alle piscine termali).

Ma anche un contributo diretto del 35% per i lavori tra i 500mila euro e i 10 milioni. Prevista anche una «Sezione Speciale Turismo» del Fondo di garanzia per le Pmi, con 100 milioni, e un credito d’imposta del 50% per agenzie e tour operator per lo sviluppo digitale.

Il prossimo 9 novembre la prima udienza che vede sul banco degli imputati l’Asp di Agrigento per una richiesta di risarcimento di 850 mila euro per una diagnosi errata.

Si tratta di una donna che dopo essere stata all’ospedale di Canicattì e dimessa poche ore dopo con una diagnosi di epilgastralgia. La donna è poi tornata nella struttura sanitaria e un altro medico ha diagnosticato un infarto del miocardio acuto.

A quell’episodio, avvenuto nel 2020, ha fatto seguito un esposto per accertare e dichiarare la responsabilità solidale dell’Asp, seguito poi da una richiesta al risarcimento danni di 850 mila euro, la maggiore o minore somma da quantificarsi nel corso del giudizio. L’Asp di Agrigento ha già nominato un avvocato esterno all’ente per essere rappresentata e difesa in giudizio.

Sono 229 i nuovi casi di Covid19 registrati nelle ultime 24 ore in Sicilia a fronte di 9.789 tamponi processati in Sicilia. L’incidenza torna a salire e rispetto a ieri, che era al 2%, oggi si trova al 2,3%.

La Sicilia si trova al settimo posto fra le regioni italiane più colpite, gli attuali positivi sono 7.696, i guariti 258 mentre si registrano altre 2 vittime che portano il totale dei decessi a 6.937.

Sul fronte ospedaliero sono adesso 288 i ricoverati mentre in terapia intensiva sono 42.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo 35 casi, Catania 63, Messina 44, Siracusa 31, Ragusa 25, Trapani 10, Caltanissetta 12, Agrigento 8,Enna, 1.

Era diventato l’incubo di turisti, marsalesi e commercianti, furti, rapine e aggressioni in pieno centro, di giorno e di notte. È stato arrestato nella mattinata odierna, dai Carabinieri della Compagnia di Marsala, Z.A. marsalese per il  reato di rapina.
Lo scorso settembre il ragazzo era stato denunciato dai Carabinieri di Marsala in quanto resosi responsabile di una rapina ai danni di un turista suo coetaneo al quale, dopo averlo aggredito con pugni e schiaffi,  ha strappato dalle mani un telefono cellulare “i-phone x” nella centralissima Piazza della Vittoria. A seguito di una serrata attività investigativa e alla visione di filmati estrapolati da impianti di videosorveglianza pubblica e privata, supportati dalla precisa descrizione fornita dalla vittima e dalla compagna, che ha assistito incredula alla violenta scena, si riusciva a identificare e denunciare l’autore avanzando la richiesta di una misura più afflittiva.
Nella mattinata odierna i militari dell’Arma di Marsala hanno arrestato il malvivente in esecuzione di un’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari emessa dal Tribunale di Marsala.
Z. si era reso protagonista i primi mesi dell’anno in corso di altri gravi comportamenti quando è stato arrestato e condannato in via definitiva per lesioni aggravate dall’odio razziale dopo aver aggredito verbalmente, minacciato con una pistola ed infine picchiato un giovane gambiano in pieno centro a Marsala.
L’odierno risultato è frutto dell’immediata attivazione delle indagini da parte dei Carabinieri della Compagnia di Marsala i quali tramite l’escussione della vittima, ricognizione fotografica e visione delle telecamere di videosorveglianza sono riusciti a dare in brevissimo tempo un volto a colui che stava creando il panico in città terrorizzando chiunque incontrasse lungo il suo cammino, in risposta anche ad alcuni spiacevoli commenti apparsi sui social che chiedevano a gran voce l’identificazione del rapinatore. Al termine delle formalità di rito veniva tradotto presso la propria abitazione agli arresti domiciliari.

Con un minuto di silenzio e un applauso per ricordare Lucrezia Di Prima, la volontaria di Protezione civile di San Giovanni La Punta uccisa, si è aperta la terza e ultima delle Giornate di volontariato siciliano, organizzate dalla Regione all’Università Kore di Enna, e dedicata proprio alla preziosa attività degli operatori di Protezione civile, che nell’Isola conta 9.150 iscritti nelle varie province, impegnati specialmente nelle situazioni di rischio e calamità. «Il volontariato rimane uno dei valori più importanti della nostra società – ha affermato il presidente della Regione Nello Musumeci – per il servizio gratuito che offre, per la rivendicazione e riaffermazione del principio di solidarietà, per la partecipazione democratica alla formazione di una coscienza sociale. Tutto questo non è stato sufficientemente valorizzato negli ultimi trent’anni anche in Sicilia. Oggi vantiamo una struttura sul territorio autonoma, fatta di associazioni, di gruppi più o meno organizzati, a cui guardiamo con grande interesse. Siamo intervenuti per dotarli di mezzi, strumenti e dobbiamo fare ancora di più, rivedere la normativa che ci sembra superata, sia quella nazionale che quella regionale. Abbiamo puntato per tre giorni i riflettori su questo enorme capitale umano che si impegna negli ambiti sociosanitario, ambientale e delle calamità naturali». Grande apprezzamento è stato espresso dal governatore nei confronti del dipartimento regionale della Protezione civile, guidato da Salvatore Cocina, per avere organizzato un’esercitazione della colonna mobile sulle rive del lago di Pergusa, «che dimostra in maniera plastica come ci siano in Sicilia volontari pronti, motivati, carichi di adrenalina, per intervenire dove serva, nell’Isola e nel resto d’Italia» ha concluso Musumeci. Presenti alla mattinata, moderata dalla giornalista Elvira Terranova e arricchita anche da numerose testimonianze di volontari impegnati in Sicilia, il prefetto di Enna Matilde Pirrera, il comandante regionale dei vigili del fuoco Ennio Aquilino, gli assessori regionali Toni Scilla, Marco Falcone e Daniela Baglieri, il dirigente generale del Corpo forestale della Regione, Giovanni Salerno, e alcuni sindaci del territorio. All’importanza del servizio dei volontari nella prevenzione del rischio e nelle calamità, dagli incendi ai terremoti, alle alluvioni, ha dedicato il suo intervento Fabrizio Curcio, capo del dipartimento nazionale della Protezione civile, che ha sottolineato l’indispensabile ruolo assunto nella lunga emergenza del Covid. «In questo periodo è stato il volontariato ad accompagnare questo difficile percorso – ha sottolineato Curcio – Dovremo concentrarci su alcune sfide che ci attendono: aumentare le capacità di formazione, perché il volontario non è più “l’angelo del fango” ma un pezzo dell’istituzione; migliorare la pianificazione perché proprio il volontario è il primo sensore sul territorio, conosce i rischi; spingere sul rapporto con i cittadini». Il capo del dipartimento regionale, Cocina, ha illustrato l’organigramma e la distribuzione territoriale in Sicilia dei volontari, che vedono la più alta incidenza in rapporto alla popolazione nella provincia di Enna, ma anche lo spiegamento di forze durante l’emergenza pandemica e la campagna vaccinale, con presidi in porti, aeroporti e hub. In videocollegamento Laura Lega, capo del dipartimento dei Vigili del fuoco del ministero dell’Interno, ha esaltato l’aspetto del valore sociale che ha il volontariato, «testimonianza di civiltà di un Paese, di una democrazia matura, dove i singoli cittadini vogliono donarsi. Scegliere il volontariato è una strada di etica, consapevolezza di una cittadinanza attiva». Commemorando i volontari e i vigili del fuoco morti in servizio e le tante vittime delle calamità, la Lega ha ricordato la grave emergenza incendi: «La scorsa estate ho sorvolato i territori della Sicilia e della Calabria e ho visto una devastazione inaccettabile. La prevenzione deve essere la strada da percorrere».