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Si consegnano questa mattina i lavori del cantiere per la costruzione del viadotto Petrusa; “un’opera – ha detto il sindaco Lillo Firetto – essenziale per la città di Agrigento”.

I lavori di ricostruzione del ponte, in corrispondenza della S.S.122, tanto attesi dalla cittadinanza, per un importo di oltre 2 milioni e 736 mila euro, verranno realizzati in 300 giorni dal raggruppamento temporaneo d’imprese che si è aggiudicato la realizzazione dell’opera.

“Un’opera di pubblica utilità che pone fine a tanti disagi – continua il sindaco di Agrigento, Firetto. – Il nuovo ponte, che ricongiunge la strada statale 122 dopo l’interruzione di molti mesi che ha di fatto “spezzato” i collegamenti diretti tra Agrigento e Favara, adesso è una moderna realtà, ricostruito in acciaio con tre piloni a campate più lunghe, rispetto cinque vecchie campate”.

 

 

Il sostituto procuratore della Repubblica di Agrigento Alessandra Russo ha chiesto -al termine della sua requisitoria – la condanna di tre dipendenti del Comune di Palma di Montechiaro accusati di essersi allontanati durante il turno di lavoro causando un danno all’Ente.

Il magistrato agrigentino, in particolare, ha chiesto la condanna ad 1 anno di reclusione  per Giuseppe Bellia, 63 anni, mentre 10 mesi di reclusione sono stati richiesti nei confronti di Pino Scerra, 66 anni,  Gaetano Castronovo, 51 anni, e Giuseppe Amato, 51 anni.

Sconfessato, dunque, il racconto dei testi che l’udienza precedente avevano tentato di scagionare gli imputati. Per l’accusa questi ultimi vanno condannati.

Sarà il Gup del Tribunale di Agrigento Stefano Zammuto a pronunciarsi il prossimo 9 aprile quando dopo aver ascoltato le difese – gli avvocati Santo Lucia e Francesco Scopelliti – si ritirerà in camera di consiglio.

Il Comune di Palma di Montechiaro si è costituito parte civile al processo.

 

 

 

Ammonta ad oltre seicentoventimila euro l’ultimo, corposo investimento deliberato dalla direzione strategica dell’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento per la sostituzione dei tomografi assiali computerizzati (TAC) in uso presso gli ospedali di Agrigento e Sciacca. Il provvedimento, da tempo atteso, mira a rimpiazzare le vecchie dotazioni strumentali dei reparti con apparecchiature di ultima generazione. Con la recentissima deliberazione dello 14 gennaio, l’Asp ha già dato il via alle procedure per perfezionare l’acquisto “chiavi in mano” dei macchinari aderendo all’accordo quadro stipulato tra la Consip, per conto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, e la ditta GE Medical Systems. Più in generale l’intera diagnostica per immagini dei nosocomi Asp si accinge ad effettuare un deciso balzo in avanti sia sotto il profilo della qualità degli esami che dell’efficienza operativa dato che l’acquisto delle due nuove apparecchiature fa seguito a quello di altre due modernissime TAC già in precedenza disposto anche per gli ospedali di Canicattì e Licata e di una risonanza magnetica ad Agrigento. Anche per questa fornitura si prospettano tempi brevi dato che le  procedure di gara sono in fase di avanzata definizione.  

“Rispetto alla precedente dotazione strumentale – afferma il direttore del Dipartimento di scienze radiologiche Asp, Angelo Trigona – si arriverà ad un deciso miglioramento sul piano della performance sia per  quanto riguarda il tempo di acquisizione ed elaborazione delle immagini che per la completezza generale degli esami. Le Tac a due e quattro strati in uso, rispettivamente, a Sciacca ed Agrigento, così come quelle ad otto slice di Licata e Canicattì, sono spesso soggette a guasti delle componenti hardware e software e a ripetuti interventi di manutenzione. Saranno sostituite da macchine con almeno 64 strati in grado di offrire continuità d’esercizio ed elevate prestazioni. Anche la RMN dell’ospedale di Agrigento, acquistata nel 2009, non risulta pienamente soddisfacente e necessita di un rimpiazzo con un apparecchio, dotato di lettino mobile, capace di eseguire anche indagini specifiche come la  RM addome-body, prostatica, della ghiandola ipofisaria, prestazioni di cardio-RM ed altri esami muscolo-scheletrici”. 

 “E’ certamente un motivo di grande soddisfazione oltre che un obiettivo strategico – dichiara il commissario Asp, Giorgio Giulio Santonocito – poter incrementare costantemente gli standard qualitativi dell’offerta sanitaria con provvedimenti che sortiscono migliorie nei percorsi di diagnosi e cura. L’utenza degli ospedali della provincia, potrà dunque contare, a breve, su efficienti indagini tomografiche grazie alle nuove dotazioni in arrivo”.

La Procura della Repubblica di Palermo ha chiesto al giudice per le indagini preliminari del Tribunale l’archiviazione del fascicolo d’indagine per la scomparsa, il 3 agosto 2007, degli imprenditori Antonio, 47 anni, e Stefano Maiorana, di 22 anni, padre e figlio. Gli inquirenti ritengono di non avere gli elementi sufficienti per sostenere in un processo l’accusa di omicidio a carico del costruttore Paolo Alamia e dell’imprenditore Giuseppe Di Maggio. La richiesta di archiviazione è stata notificata anche a Rossella Accardo, ex moglie di Antonio Maiorana, che un anno e mezzo dopo la scomparsa dei congiunti ha perso anche l’altro figlio, Marco, morto suicida.

Intervista a Rossella Accardo

La Procura della Repubblica di Agrigento, tramite il procuratore aggiunto Salvatore Vella e la sostituto Antonella Pandolfi, ha disposto il giudizio immediato a carico di tre imputati di falso e truffa perchè avrebbero venduto false assunzioni alle dipendenze della Regione Sicilia in cambio di 15.000 euro ciascuno. Si tratta di Giuseppe Lo Brutto, 43 anni, di Canicattì, Michele Ferro, 57 anni, e Giuseppa Pullara, 57 anni, entrambi di Favara. L’oggetto del processo, che inizierà il 15 aprile, comprende sette presunti episodi di falso e truffa risalenti al periodo tra aprile e maggio del 2015.

Ad Agrigento, all’Istituto tecnico commerciale “Leonardo Sciascia”, si è svolto un seminario di orientamento sul progetto “Yes I Start Up”, a cura di ConfImpresa Euromed. Si tratta di un’iniziativa di sostegno alle imprese giovanili, finanziata dalla misura europea di Garanzia Giovani, per avviare progetti in svariati settori e anche nell’ambito delle tecnologie e del business digitale.

L’Associazione Nazionale Antimafia, Antiracket e Antiusura ” In Movimento per la legalità” ritiene come l’Associazione antiestorsione “Libero Grassi” che si può fare attività anche senza fondi pubblici. Secondo il presidente nazionale dell’Associazione, il giornalista Nino Randisi, ” noi tutt’oggi continuiamo ad operare con le modeste e libere donazioni che provengono sia da privati cittadini che da imprenditori che sposano in pieno i nostri obiettivi,  la nostra mission”.” Siamo convinti, come l’ASAEC di Catania- conclude Randisi- che i finanziamenti statali e regionali dovrebbero essere quasi del tutto destinati a potenziare gli sportelli antiracket ed antiusura presenti nelle Prefetture”.

Domani, mercoledì 16 gennaio 2019, alla presenza di alcune classi del Liceo Scientifico, Linguistico e Scientifico con opzione Scienze applicate, sarà collocato, a cura di questo Istituto, nell’abside della Chiesa di San Giorgio di Agrigento un Pannello allestito in Mosaico con maioliche antiche che rappresenta l’immagine di San Giorgio. L’opera è stata realizzata dagli allievi del Liceo guidati dal Prof. Arch. Giuseppe Callea che ne ha curato anche la progettazione. La cerimonia avrà inizio alle ore 10.00 nel sagrato della Chiesa con una esibizione in prologo della Banda e del Coro dell’Istituto. Seguirà una visita guidata curata dagli allievi. Interverranno Don Pontillo direttore dell’Ufficio Diocesano BB.CC.EE. ed il Dirigente Scolastico Dott.ssa Enza lerna. La Chiesa di San Giorgio, di alto valore storico ed architettonico, nel corso dall’anno scolastico 2016-2017 è stata “adottata” dal Liceo Statale “Leonardo” per svolgere attività culturali e di accoglienza Turistica ed ha svolto con i suoi studenti numerose iniziative rivolte ai visitatori italiani e stranieri dando prova di una costante ed eccellente collaborazione con la Curia Arcivescovile di Agrigento.

Sport e solidarietà saranno presto un binomio vincente ad Agrigento. E’ questo l’obiettivo che Volontari di Strada e Real Basket si propongono per portare avanti, da una parte, i valori che legano il volontariato al mondo dello sport e, dall’altra, l’impegno dei volontari nelle società sportive.

Volontari di Strada e Real Basket rappresentano, ormai, da alcuni lustri, ad Agrigento, due bellissime realtà, ciascuna nel proprio campo di azione: solidarietà e sport. Due realtà che dialogano da tempo e che adesso hanno deciso di spendersi maggiormente nel territorio agrigentino, attraverso l’avvio di una serie di iniziative che promuovano una sorta di “progetto sociale” con al centro la valenza formativa dello sport in direzione di una maggiore sensibilità e cultura della solidarietà.

A saldare questo “patto”, nel corso di un incontro svoltosi nella sede dell’Associazione Onlus Volontari di Strada, sono stati la nostra presidente, Anna Marino, e i responsabili della società sportiva Real Basket, Gianni Portannese, Alessandro Bazan, Silvio Torregrossa e Gigi Piazza, particolarmente sorpresi ed entusiasti del lavoro e delle attività che i Volontari di Strada svolgono a favore delle famiglie bisognose di Agrigento.

Questo accordo segna un momento importante – sottolinea Anna Marino – perché intendiamo lavorare insieme per offrire servizi migliori ai cittadini e alla comunità. Un progetto di riqualificazione sociale e formazione di ragazzi, in una città che grida al proprio riscatto. Lo sport che non fa crescere nell’ egoismo o nelle iniziative individuali , ma nel gioco di squadra, nel fare rete. Se poi si associa alla solidarietà, diventa forza vincente contro tutti i mali di una società indifferente, apatica ed egoista. E tra i principi cardini dei volontari di strada c’è un grande progetto che abbraccia tutto, il vivere e crescere bene, nella realtà di una collettività che antepone l’aiuto reciproco ed il bene di tutti. Nessuno escluso. Valori che, grazie anche al mio vissuto nello sport, mi hanno aiutato a capire e che hanno rappresentato un passaggio fondamentale della mia vita per l’aiuto concreto ed una maggiore sensibilità verso i meno fortunati”.

Intorno le ore 3.30, sulla A18 Catania – Messina, all’altezza di Itala, in direzione Messina, si è verificato un tamponamento a catena che ha causato la morte di tre persone, tra cui un poliziotto e sei feriti.  All’origine dell’incidente mortale ci sarebbe un Tir che ha perso olio in autostrada. Il manto era infatti inondato di olio fino all’uscita di Tremestieri, dove ci sono gli imbarchi per la Calabria.

Sarebbe stato il gasolio, secondo le ricostruzioni della Stradale, presente sul manto stradale, a causare il primo incidente. Il conducente del Tir ha perso il controllo e il suo autotreno ha occupato tutto lo spazio stradale. Proprio per andare in soccorso al Tir si è fermata la pattuglia della Stradale. Un altro Tir in arrivo ha però travolto l’auto della polizia, che è stata sbalzata di 200 metri. Morto nell’impatto uno dei due agenti, Angelo Spadaro, 53 anni, di Giardini Naxos. L’altro poliziotto è riuscito a saltare oltre il guardrail, nella scarpata sotto l’autostrada, salvandosi.

Subito dopo, sono sopraggiunti altri quattro mezzi rimanendo coinvolti nel tamponamento. Bloccate dall’incidente, due vetture si sono fermate nella corsia di sorpasso, i conducenti sono scesi dai propri veicoli ma sono stati entrambi investiti da un’altra auto in arrivo. In un ulteriore tamponamento è stata travolta una Panda a bordo della quale viaggiava un’anziana calabrese, morta nell’impatto.

Le altre due  vittime sono un operaio e l’anziana signora di 80 anni. Difficili i soccorsi. I mezzi del 118 hanno dovuto utilizzare la corsia in senso opposto, e un medico è stato costretto a passare sotto un Tir per poter raggiungere le vittime. I feriti sono stati trasportarti al San Vincenzo di Taormina e al Policlinico di Messina. Le indagini della Stradale sono andate avanti tutta la notte e ancora proseguono per ricostruire l’esatta dinamica del sinistro.

L’autostrada è stata chiusa al traffico in direzione Messina: uscita obbligatoria a Giardini.