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Vigili del fuoco a lavoro tutta la notte per spegnerlo

Un incendio si è propagato la notte scorsa all’interno della discarica di rifiuti di Sciacca (Agrigento), in contrada Saraceno Salinella, a 5 km dal centro abitato. Le fiamme hanno interessato un’ampia porzione dell’impianto, al servizio di diciassette comuni dell’ex Ato Agrigento 1, anche se da qualche tempo la discarica non è in funzione ed è in attesa di una nuova autorizzazione da parte della Regione. I vigili del fuoco di Sciacca hanno lavorato tutta la notte per spegnere le fiamme. Si temono conseguenze per l’ambiente. Sono in corso accertamenti specifici per risalire alle cause dell’incendio, e non si esclude alcuna pista.
    Indagano i carabinieri.

Il pubblico ministero Nino Di Matteo, attualmente sostituto procuratore alla Direzione distrettuale antimafia, è stato convocato dal Csm, il Consiglio superiore della magistratura, nel merito delle indagini deviate a seguito della strage di Via D’Amelio. Di Matteo ha chiesto e ha ottenuto che la seduta fosse pubblica e, tra l’altro, ha affermato: “Il primo processo Borsellino non l’ho seguito io, e del bis mi sono occupato solo della fase dibattimentale. E non è vero che quel processo é basato solo sulle dichiarazioni di Scarantino. Ci siamo resi conto che l’attendibilità di Scarantino era limitata e nei confronti di 3 dei 7 soggetti che chiamava in causa abbiamo chiesto l’assoluzione, e lui non lo abbiamo inserito tra i testimoni. Sulla strage di via d’Amelio siamo a un passo dalla verità. E questo grazie a me e ad altri magistrati. Ecco perché non è giusto che questi magistrati siano oggi accostati a depistaggi, e questa accusa è strumentale a chi non vuole che si vada avanti. Rivendica il risultato del Borsellino ter, mai messo in discussione, con 26 condanne passate in giudicato per i boss della Cupola. La prima azione di depistaggio è stata la sottrazione dell’agenda rossa. Questo è il primo tema da analizzare, perché di certo quell’azione non è stata commessa da chi ha schiacciato il telecomando. Non ho visto chiamare qui i magistrati che hanno fatto le indagini che hanno portato all’arresto di Scarantino. Si tratta di Ilda Boccassini, Fausto Cardella e Francesco Paolo Giordano. Invito a sentirli. Erano loro che si occuparono delle prime indagini sulla strage di via d’Amelio e con me, giovane magistrato, nemmeno parlavano. Non ho mai parlato nemmeno con La Barbera allora a capo del pool investigativo”.

#LampedusaSenzaPlastica va avanti: dopo la messa al bando delle plastiche monouso non biodegradabili e gli interventi di pulizia “in superficie” avviati a partire da quest’estate in diverse aree dell’isola, nel corso di questo fine-settimana abbiamo iniziato a ripulire i nostri fondali”. Lo dice il sindaco di Lampedusa, Totò Martello.
    La prima immersione, organizzata dall’amministrazione Comunale e dall’Area marina protetta di Lampedusa e Linosa in collaborazione con i “centri diving” dell’isola “Blue Dolphins”, “Marina Diving”, “Pelagos 2.0” e “Moby Diving”, è stata effettuata nei fondali della “Tabaccara”. I sub dei centri diving, insieme con alcuni volontari e sommozzatori dell’isola, hanno raccolto dai fondali 15 sacchi di plastiche e rifiuti.
    Si è trattato di un intervento complesso che richiederà altre immersioni, dal momento che parte delle plastiche che si sono depositate sul fondo marino sono in stato di decomposizione e serviranno dunque appositi strumenti per l’individuazione e la raccolta.

A Ribera i Carabinieri della locale Tenenza hanno arrestato S L, sono le iniziali del nome, 60 anni, di Favara, inseguito da un provvedimento restrittivo emesso dal Tribunale di Sorveglianza di Palermo per scontare un anno di reclusione.
A Sciacca ancora i Carabinieri hanno arrestato una donna di 44 anni, S L sono le iniziali del nome, originaria della Slovacchia, per evasione dagli arresti domiciliari allorchè sorpresa alla guida di uno scooter.
Un’altra donna, A I, di 30 anni, è stata arrestata a Canicattì per evasione dagli arresti domiciliari allorchè sorpresa dai Carabinieri fuori dalla sua abitazione.

Sono iniziati i lavori di nuova stagione della delegazione di Agrigento dell’Ais, l’Associazione italiana Sommelier, coordinata dal delegato provinciale Francesco Baldacchino. E’ tempo di vendemmia e di raccolto per i produttori ed è tempo di riorganizzazione per i sommelier. A San Leone, nei locali della “Trattoria Caico”, si è svolta la riunione dei soci della delegazione. Sono state affidate le nuove cariche e altre sono state confermate. Lo stesso Baldacchino afferma: “Un’importante novità è l’affiancamento della delegazione di Caltanissetta, con il primario obiettivo di diffondere e compenetrare al meglio anche in questo territorio la passione per il vino. Vario e corposo è il programma per tutto l’anno: sono già stati fissati diversi appuntamenti, tra cui l’attivazione nei mesi di novembre e dicembre dei corsi di secondo livello sul territorio di Sciacca e Menfi, e di primo livello a metà gennaio ad Agrigento. Tante sono le attività in collaborazione con i comuni della provincia, nei quali quasi ogni mese la delegazione sarà presente con eventi e manifestazioni, anche a scopi benefici, finalizzate alla conoscenza del vino come forma di comunicazione, aggregazione sociale e arricchimento culturale”.

 
Opi Agrigento sul piede di guerra nei confronti di aggressioni, verbali o fisiche, e di minacce in danno dei propri iscritti: l’Ordine pronto a costituirsi parte civile arrivando, se necessario, fino all’ultimo grado di giudizio. 
 
A dichiarare la “tolleranza zero” a seguito di recenti fatti di cronaca è il presidente Salvatore Occhipinti, che interviene anche in merito alla vicenda di cui è protagonista il nosocomio licatese. “L’assenza per malattia è un diritto sancito da norme contrattuali e legislative: il nostro ufficio legale è pronto a portare nelle sedi opportune la vicenda per garantire questo diritto agli infermieri che operano nel presidio ospedaliero di Licata”.
 
È quanto ha detto il presidente provinciale dell’Ordine delle professioni infermieristiche, in merito alla paventata “assegnazione a nuova Unità operativa per quanti dovessero assentarsi per più di 10 giorni a seguito di malattia o infortunio”. 
 
“Ci sembra non solo un provvedimento contra legem ma anche alquanto discriminatorio – ha aggiunto Occhipinti – motivo per cui siamo pronti ad adire le vie legali in difesa dei colleghi infermieri se la disposizione non dovesse essere rivista o, cosa che auspichiamo, revocata”, ha concluso il presidente dell’Opi.

Farà tappa anche ad Agrigento, il prossimo 30 settembre, l’iniziativa “Diamoci una scossa”, prima giornata nazionale della prevenzione sismica.

L’evento, promosso e patrocinato da Inarcassa, vedrà la presenza, in piazza Cavour, di architetti e ingegneri esperti in materia che, con la loro professionalità e competenza tecnica, saranno a disposizione dei cittadini per spiegare in modo chiaro il rischio sismico, le variabili che possono incidere sulla sicurezza di un edificio (ovvero le modalità costruttive, l’area di costruzione, la normativa esistente al momento della costruzione) e le agevolazioni finanziarie oggi a disposizione per migliorare la sicurezza della propria abitazione (come il Sismabonus e l’Eco Bonus).

Ai cittadini, ma anche ai professionisti, sarà distribuito del materiale informativo, e, sempre durante la giornata, sarà possibile prenotare un sopralluogo gratuito da parte di tecnici qualificati che potranno fornire delle primarie informazioni sulle condizioni di un immobile, individuando quindi eventualmente la necessità di successivi approfondimenti.

Un’occasione di lavoro per i tecnici, sottolineano gli Ordini provinciali degli Ingegneri e degli Architetti, ma anche una opportunità per aumentare il livello di sicurezza delle nostre città, in un territorio che è cresciuto urbanisticamente quasi senza tener conto del rischio sismico.

Alla riunione organizzativa hanno partecipato, tra gli altri, il presidente dell’Ordine degli Architetti Alfonso Cimino, il segretario dell’Ordine degli Ingegneri Maria Micciché, il delegato Inarcassa per gli architetti, Paolo Morreale, alcuni consiglieri dei rispettivi Consigli degli Ordini professionali, Gabriella Miceli, presidente nazionale dell’associazione Ami, Pasquale Palumbo, presidente regionale dell’Acap e Matteo Catanese, presidente della sezione di Agrigento di Inbar.

 

Link video interviste https://we.tl/t-09sGw3bl01

Parlano, nell’ordine

Maria Micciché, segretario del Consiglio dell’Ordine degli Ingegneri di Agrigento

Alfonso Cimino, presidente dell’Ordine degli Architetti di Agrigento

Paolo Morreale, delegato provinciale Inarcassa per gli architetti

Garbriella Miceli, presidente nazionale Ami

Per iniziativa dell’Amministrazione Comunale, giovedì 20 settembre alle ore 10.00 si terrà, nel cortile dell’Accademia di Belle Arti di Agrigento (via Bac Bac) una cerimonia a ricordo del giudice Rosario Livatino ucciso dalla mafia il 21 settembre 1990. Ventotto anni dopo l’agguato mafioso la figura del giudice verrà ricordata dall’ex presidente di Corte d’Appello, Salvatore Cardinale che lavorò fianco a fianco di Livatino alla Procura della Repubblica di Agrigento, da padre Giuseppe Livatino, postulatore della causa di canonizzazione oltre che dal sindaco Lillo Firetto, dal Presidente del Tribunale, Pietro Maria Falcone e dal Procuratore della Repubblica, Luigi Patronaggio. Al termine delle testimonianze, è prevista una visita alla “Stanza della memoria” al primo piano dell’edificio di piazza Gallo un tempo sede del palazzo di giustizia.

La consigliere Carmela Palermo di “Lega – Salvini premier”, ha inviato all’assessorato regionale degli enti locali, al prefetto di Agrigento e al segretario generale del comune, una richiesta di intervento per “violazione dell’articolo 30 del regolamento del consiglio comunale”.

Ecco la sua nota:

“Sul diritto di presentazione di interrogazioni e mozioni, scrive la consigliere Palermo, il regolamento del consiglio comunale, riporta testualmente che: “Il presidente riferisce trimestralmente al consiglio sulla situazione relativa alle interrogazioni presentate non a risposta immediata nel periodo che intercorre fra la data oggetto dell’ultima comunicazione e il trentesimo giorno precedente quella in atto”. Lo stesso articolo – continua la consigliere, specifica che la relazione, che il presidente del consiglio comunale deve esplicare in sede consiliare, deve essere articolata con indicazione del numero di interrogazioni ripartite per componente della giunta cui sono state indirizzate e per gruppo consiliare proponente;deve indicare quante hanno ottenuto risposta, secondo la medesima ripartizione di cui al precedente punto. Deve indicare a quante non è stato possibile rispondere per assenza dei proponenti specificando il nominativo degli stessi; deve indicare, altresì, le interrogazioni oggetto di segnalazione dell’assessorato regionale agli enti locali per l’eventuale intervento per mancata risposta entro il termine di trenta giorni. Considerato che mai alcuna relazione questa presidenza ha prodotto in sede di consiglio comunale. Che sono già trascorsi 39 mesi ed ovvero 3 anni e 3 mesi della consiliatura sotto la guida politico-amministrativa del sindaco Firetto e che sono già trascorsi ben tredici trimestri e che quindi il regolamento è stato violato per ben tredici volte non avendo mai, questa presidenza, prodotto relazione in merito all’azione ispettiva dei consiglieri così come previsto dall’art. 30 del regolamento comunale del comune di Agrigento, chiedo un immediato intervento al fine di poter ripristinare il diritto alla trasparenza e alla conoscenza degli atti ispettivi, nella forma di interrogazioni scritte, posti in essere dai consiglieri comunali e il relativo esito”.

 

 

 

Il sistema di raccolta Differenziata nella nostra città è assolutamente carente in ogni sua logica e parte.
Manca la capacità amministrativa per migliorare il sistema di raccolta , non solo nelle zone centrali e nelle vie salotto, soprattutto nel territorio periferico ,dove insistono discariche nocive per la salute dei cittadini e poco edificanti per chi arriva nella nostra città. Il nuovo assessore arch. Bennica non riesce ad essere incisivo nell’organizzare un servizio decente e degno di una città moderna.
Spesso scambia il suo ruolo istituzionale con quello più semplice di soggetto cinematografico, dimenticando, che quando si amministra come delegato ai rifiuti bisogna essere meno propenso al cortometraggio e maggiormente attore protagonista nel proporre soluzioni adeguate e migliorative.
La nostra è una società dell’immagine comunicatica….ma bisogna avere qualcosa da comunicare, altrimenti meglio tacere, ed evitare inutili e ridicole citofonate.
Come diceva Pirandello stiamo incontrando più maschere che visi.
Giusto togliere i sacchi IMPICCATI, siamo daccordo, ma manca un proseguimento dell’azione.
Non è pensabile lasciare la spazzatura in strada ogni qualvolta i meno virtuosi, involontariamente o furbescamente, differenziano male, bisogna raccogliere e SANZIONARE, senza titubanza alcuna, con il coraggio che si addice al bravo amministratore.
Esiste, poi, una certezza sulla quale l’assessore dovrebbe dedicarsi ,ed quella di verificare che ad ogni incivile corrisponde un evasore. Il costo in bilancio (?)del conferimento dei rifiuti è troppo esoso rispetto ad un servizio deprecabile.
La lavagna caro assessore…si ricordi la lavagna tanto attiva in campagna elettorale dal suo predeccessore, tutto questo è CONTINUITA’ AMMINISTRATIVA rispetto ad un programma elettorale ridotto ad una bufala.
Senza una seria lotta all’evasione non le resta che citofonare sempre alle solite persone…il resto come sempre è noia.
Si attivi a fare pulire la città, indecorosa ed impresentabile agli avventori che arrivano da fuori, noi ci abbiamo fatto il callo, ma non ci rassegniamo a pensare di essere gestiti
da amministratori inadeguati.
Due sono le vie …la terza non esiste, anche se lei la sta percorredo in pieno .