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A nome del Consiglio Comunale di Favara, costernati dal tragico evento che ha colpito Ravanusa, esprimo cordoglio nei confronti di tutta la sua comunità, siamo vicini al dolore delle famiglie delle vittime, a tutti i cittadini , al Sindaco di Ravanusa, Carmelo D’Angelo e all’Onorevole Giusi Savarino. Certi che le forze dell’ordine e tutti gli addetti ai lavori stanno facendo del loro meglio, per procedere al ritrovamento delle persone coinvolte, continuiamo a pregare nella speranza che non ci siano altre vittime ma superstiti.
Apprezziamo il tempestivo impegno del Presidente della Regione, Nello Musumeci e del capo della protezione civile, Salvo Cocina, confidando nel loro fondamentale lavoro.

Purtroppo nel giro di meno di un’ora, la montagna dell’orrore di macerie ha partorito altri due cadaveri. Si tratta di due donne, una è stata estratta, l’altra sarebbe stata individuata. Ma i Vigili del Fuoco in tal senso non confermano.

Mancano all’appello ancora alcuni componenti di due famiglie che abitavano inaltrettanti appartamenti. Il corpo della quarta vittima, forse, lo sottolineamo,  potrebbe appartenere alla 30enne incinta, da poco sposata, il cui padre da ieri sera non si è staccato un solo istante dal luogo delle macerie con la speranza di ritrovare in vita la propria figlia e il nipotino che porta nella pancia.

“Scenario apocalittico” ha detto il sindaco di Ravanusa Carmelo D’Angelo che ha continuato: “Mezzo paese non esiste più”.

In arrivo nel luogo del disastro il Procuratore capo di Agrigento Luigi Patronaggio e Nello Musumeci presidente della Regione.

 

Secondo miracolo a Ravanusa. Una signora è stata estratta viva dalle macerie causate dal crollo di una palazzina in via Galilei a Ravanusa. I vigili del Fuoco e tutti gli altri soccorritori presenti sono riusciti a estrarre la donna dopo innumerevoli fatiche e tantissimi rischi. Sono due, fino ad ora, le persone estratte vive (ma ferite) dalle macerie.

Purtroppo, più passano le ore e meno si sentono le voci di eventuali feriti ingoiati dalle macerie.

“Sono vicino alla comunità di Ravanusa che sta vivendo momenti di apprensione in seguito all’esplosione causata da una fuga di gas. Prego per quanti si stanno impegnando nel contenere il pericolo e per accertare la sperata assenza di vittime. Il Signore ci mantenga forti nella tribolazione e aperti alla speranza”.

Così in una nota l’arcivescovo di Agrigento, Alessandro Damiano

Anche Agrigento aiuta Ravanusa. Dalla centrale operativa del 118 di Caltanissetta sono partiti i soccorsi verso Ravanusa. Sono cinque le unità mobili che stanno collaborando con i soccorsi presenti sul luogo della tragedia. Due ambulanze sono partite anche da Agrigento.  Una prima persona è stata estratta poco fa dalle macerie. E’ una anziana donna con le costole fratturate e gravi lesioni alla testa. E’ a bordo proprio dell’ambulanza della Gise di Agrigento.

Le ricerche in corso sono spasmodiche. Si lotta contro il tempo.

Lo ha appena reso noto il sindaco Pino Galanti: tre squadre di volontari di Licata sono già partite alla volta di Ravanusa per prestare i primi soccorsi in via Galilei, nel centro cittadino, dove meno di un’ora fa, in seguito ad un’esplosione, è crollato uno stabile, ma secondo voci insistenti il crollo potrebbe avere interessato addirittura tre palazzine.

“Non appena abbiamo appreso la notizia – annuncia il sindaco Galanti – ci siamo messi in movimento subito. Tre squadre di Procivis, Guardia Costiera Ausiliaria e Croce Rossa Italiana, sono già partite alla volta di Ravanusa per prestare soccorso. La situazione è molto grave, ed io sono in contatto continuo con il sindaco di Ravanusa. Faremo tutto ciò che è necessario per aiutare chi sta vivendo questo dramma”.

Castrofilippo partecipa al dramma. Una squadra di Giubbe Verdi è partita alla volta di Ravanusa per dare manforte ai soccorritori.

Carmelo D’Angelo ha lanciato un appello: “Chiunque abbia autobotti e mezzi meccanici ci dia una mano. È un disastro”. In via Galileo Galilei stanno arrivando in tanti per portare aiuto e cercare di salvare chi è rimasto sotto le macerie.
Nell’esplosione della bombola di gas a Ravanusa sarebbero coinvolti più edifici in via Galileo Galilei. In centro si sono radunati tante persone che non riescono a rintracciare i parenti che vivevano negli stabili.
Ci sarebbero diverse persone sotto le macerie.

Sono 13 i  casi accertati ed almeno una cinquantina di persone  in attesa dei risultati del molecolare. Uffici e scuole chiuse da venerdì scorso. Succede nel comune di Castrofilippo.  E’ una situazione esplosiva quella che si registra in queste ore a Castrofilippo dove il virus è tornato a colpire in maniera aggressiva. Uffici del comune e scuole chiuse da venerdì scorso e lo rimarranno anche nei prossimi giorni. Lunedì, tutti i dipendenti dell’ente saranno sottoposti a tampone dopo che tra gli impiegati si sono registrati dei casi positivi. Due classi delle medie sono in quarantena a causa di studenti che hanno contratto il virus. Il sindaco lancia un appello alla cittadinanza: “chiedo ai miei concittadini- dice Franco Badalamenti- di adottare tutte le precauzioni necessarie per prevenire l’infezione da Covid 19 nella consapevolezza di quanto sia elevato il rischio di contagio in questo preciso momento. Confido- conclude il sindaco- nell’aiuto di tutta la popolazione per affrontare con la dovuta responsabilità  questo delicato momento per la comunità castrofilippese” In paese è stato riattivato il Coc, centro operativo comunale della Protezione Civile.

Diversi tamponi rapidi effettuati non lasciano presagire nulla di buono. Si teme che ilnumero possa aumentare in modo esponenziale.

I volontari dell’associazione “Giubbe Verdi, capeggiati dal finanziere in pensione cav. Salvatore Graci, stanno dando manforte ai tanti cittadini che sono bloccati a casa per avere contratto il Covid o sono in attesa degli esiti del tampone molecolare che è stato effettuato. Intere famiglie, risultano contagiate.  Sono le Giubbe Verdi a portare farmaci, generi di prima necessità ed alimentari a domicilio. Il sindaco è in stretto contatto con i responsabili dell’Asp di Agrigento per seguire passo questa difficile situazione che si è venuta a creare in paese.

Lo scorso ottobre 2020, il Tribunale di Agrigento, dopo ben ventidue anni di giudizio, ha accolto il ricorso proposto nel lontano 1999 dall’ing. D.F. S., funzionario dell’U.T.C. del Comune di Agrigento, con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Mario La Loggia, riconoscendo allo stesso il diritto a trattenere il compenso aggiuntivo corrispostogli dall’amministrazione comunale a seguito della nomina ad ingegnere capo dei lavori di completamento e separazione della rete fognaria del Comune di Agrigento.
Con la suddetta pronuncia, è stata di fatto riconosciuta la legittimità del compenso percepito dal funzionario comunale per l’espletamento dell’incarico svolto, non trovando applicazione al caso di specie il principio di onnicomprensività della retribuzione in ragione della diversità e della estraneità delle mansioni svolte rispetto a quelle ordinarie di ufficio allo stesso attribuite in base alla categoria di inquadramento.
A questo punto, l’ing. D.F. S., decideva di agire nuovamente in giudizio, assistito dagli avv.ti Girolamo Rubino e Carmelinda Gattuso, al fine di ottenere l’indennizzo riconosciuto ai sensi della Legge n. 89/2001, cosiddetta  “Legge Pinto”, per l’eccessiva ed irragionevole durata del giudizio che lo aveva visto coinvolto e definito, nel caso di specie, dopo ben ventidue anni.
La Corte di Appello di Palermo, in aperta adesione alle difese formulate in giudizio dagli avvocati Girolamo Rubino e Carmelinda Gattuso, ha accolto la domanda di equa riparazione presentata ai sensi della citata L. n. 89/2001 dall’ing. D.F. S., riconoscendo allo stesso oltre 11 mila euro di indennizzo.