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Ancora maremoti in tema di PRG ed in particolare sulle imposte generate dallo stesso in aree ad oggi considerate, almeno sulla carta, edificabili.

 Ad entrare a gamba tesa su Imu ed ICI, da sempre oggetto di ricorso da parte di molti agrigentini da anni sotto la morsa fiscale di tributi altissimi, è il Capogruppo della LEGA ad Agrigento, Nuccia Palermo.

All’interno del documento Norme tecniche di attuazione c’è qualcosa che mi sfugge – commenta il Capogruppo della LEGA – Ad esempio, e non è detto che sia un caso isolato, la sottozona D3.3, ovvero la zona lungo la riva orientale del fiume Naro e lungo la spiaggia, per essere considerata edificabile necessita di uno studio sulla quantità e tipologia del flusso turistico. Studio che non sembra esistere e per il quale abbiamo chiesto verifica con accesso agli atti.” 

“Questa falla, qualora venisse confermata ufficialmente – continua Nuccia Palermo – insospettisce ed incuriosisce poichè potrebbe aprire la porta a tutta una serie di impugnazioni e ricorsi contro l’Ente che avendo considerato le aree edificabili risulterebbe responsabile per l’emanazione di cartelle più alte rispetto al dovuto per terreni da considerare agricoli anziché edificabili. Insomma per il caso Naro Sud, senza uno studio sul flusso turistico approvato dal Consiglio Comunale, ad oggi per quelle aree valgono i contenuti delle norme relative alla sottozona agricola E1“.

La LEGA , nella mia persona – conclude Nuccia Palermo – ha intenzione di approfondire la tematica entrando nel merito della questione più sentita dai cittadini: Le cartelle IMU ed ICI. Siamo già a lavoro in collaborazione con esperti legali”.

Un incendio, l’altra notte, ha distrutto una Jeep parcheggiata in via Vespucci, nel centro storico di Canicattì.

 Il mezzo è di proprietà di un uomo residente in un altro comune agrigentino e che da qualche tempo aveva preso in affitto un’abitazione nel paese dell’Uva Itali

Scattato l’allarme, sul posto si sono portati i vigili del fuoco che hanno provveduto a spegnere il rogo.

Indagini sono in corso da parte dei degli agenti del locale Commissariato di Polizia per accertare la causa che ha originato le fiamme. Nessuna pista è esclusa.

Un incidente stradale si è verificato, ieri pomeriggio, in via Guido D’Arezzo, bretella che collega il quartiere di Fondachello con il ponte da cui si accede al corso Argentina, a Licata.

 A scontrarsi tra loro un furgone e uno scooter. Ad avere la peggio i passeggeri del mezzo a due ruote che sono stati sbalzati di sella e che hanno riportato diverse ferite.

Sul posto un’ambulanza del 118 che ha trasportato i malcapitati all’ospedale San Giacomo d’Altopasso. Uno dei due feriti ha riportato una frattura, all’altro sono stati applicati diversi punti di sutura.

Oltre 40 mila mail con richieste di informazioni nel giro di poche ore; il centralino del Comune intasato dalle telefonate provenienti da tutto il mondo, in particolare dagli Stati Uniti; l’interesse di un gruppo di investitori arabi pronti ad acquistare in blocco tutte le case.

E’ bastato un servizio della Cnn con le immagini di Sambuca di Sicilia, il paese della Valle del Belice che nel 2016 ha conquistato il titolo di Borgo piu’ bello d’Italia, per fare scoppiare la “febbre” delle case in vendita a 1 euro. L’iniziativa, lanciata nei mesi scorsi dall’amministrazione comunale per riqualificare il patrimonio urbanistico e architettonico del centro storico e impedire lo spopolamento, e’ stata ripresa anche da altri importanti media internazionali.

Ne ha infatti parlato non solo il popolare network americano, nella rubrica Cnn Travel, ma anche il quotidiano britannico Guardian. Il servizio televisivo dedicato a Sambuca di Sicilia, dal titolo “Italian town of Sambuca in Sicily sells homes for a dollar”, ha cosi’ scatenato una vera e propria caccia all’acquisto di case nell’antico borgo arabo. Tanto da costringere il sindaco Leo Ciaccio, in partenza per essere intervistato anche dalla trasmissione televisiva di Rai1 “Italia si’”, a creare una sorta di task force, formata da un gruppo di dipendenti comunali, per rispondere alle migliaia di richieste giunte da tutto il mondo. “Vogliamo fornire tutte le informazioni necessarie – dice il sindaco – e invitare queste persone a visitare Sambuca per rendersi conto della bellezza del nostro borgo che intendiamo valorizzare ulteriormente con questa iniziativa”.

Gia’ da alcuni anni il paese sta conoscendo una sorta di rinascita, grazie all’acquisto e alla ristrutturazione di immobili tra i vicoli del centro storico, da parte di alcuni cittadini stranieri. Una comunita’ formata da svizzeri, tedeschi, francesi, inglesi, lituani che adesso rischia di allargarsi anche fuori dai confini dell’Europa.

Ho appena ricevuto una telefonata da Dubai da parte di un gruppo di investitori arabi che si dicono disposti ad acquistare tutte le case in vendita”, spiega il vicesindaco e assessore alla Cultura Giuseppe Cacioppo, che sta coordinando il progetto “Case a 1 euro”.

L’iniziativa, lanciata la prima volta nel 2010 a Salemi dal critico d’arte e allora sindaco della cittadina trapanese Vittorio Sgarbi, e’ stata successivamente adottata, con alterne fortune, anche da altri comuni siciliani.

Ma, tiene a precisare il vicesindaco Cacioppo, “al contrario di altri che hanno semplicemente fatto propaganda, questo Comune possiede tutte le case che sono state messe in vendita a 1 euro. Non siamo intermediari tra vecchi e nuovi proprietari. Tu vuoi quella casa, noi te la diamo“.

Anche a Sambuca pero’ – cosi’ come negli altri comuni – ci sono delle condizioni ben precise che gli aspiranti proprietari devono rispettare: bisogna versare un deposito cauzionale di 5mila euro e impegnarsi a ristrutturare le dimore (che vanno dai 40 ai 150 metri quadri) per lavori il cui costo dovra’ partire dai 15mila euro. Una volta completati i lavori, il deposito sara’ restituito. Intanto, in attesa dei primi rogiti, la task force del Comune sta gia’ cominciando a rispondere alle migliaia di richieste invitando gli interessati a visitare direttamente sul posto gli immobili a disposizione.

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Cittadini e Amministrazione comunale sul piede di guerra contro Poste Italiane a causa della mancata consegna della corrispondenza. Un disservizio che è ormai divenuto cronico ad Aragona dove da settimane, in modo sistematico, si registrano ritardi nella consegna di bollette, lettere e corrispondenza varia, soprattutto nelle contrade. C’e’ chi non riceve posta da un paio di mesi e ha subito il taglio di luce e telefono per morosità. Il malumore degli abitanti, intanto, cresce e per dire basta a tutto ciò, il Sindaco Giuseppe Pendolino lancia un appello alle Poste Italiane affinché si intervenga per mettere fine ad un disservizio che continua ad arrecare danni ai cittadini aragonesi: “La Poste Italiane, senza avvisare l’amministrazione comunale, ha improvvisamente interrotto il servizio di consegna della corrispondenza nelle contrade a causa della mancata denominazione della via e dell’assenza del numero civico. Centinaia di famiglie vivono in queste borgate da decenni ed hanno sempre ricevuto la posta. Adesso, invece, c’è chi non riceve più le bollette e la corrispondenza varia. Una situazione non più sostenibile. Lunedì prossimo interpellerò Poste Italiane per capire quali sono i reali motivi del disservizio e risolverlo al più presto. Dobbiamo mettere la parola fine a questo caos”.

La sig.ra C.M. Di 53 titolare dell’omonima ditta individuale con sede in Favara , esercente l’attivita’ di estrazione, fornitura e trasporto di terra e materiali inerti aveva chiesto alla Prefettura di Agrigento l’iscrizione nell’elenco di fornitori di beni e prestatori di servizi (cd. White List) nel 2016; non avendo ricevuto alcun riscontro nel 2017 reiterava l’ Istanza e nel mese di dicembre del 2017 riceveva una nota di carattere interlocutorio. Pertanto la signora proponeva un ricorso davanti al TAR Sicilia, con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Calogero Marino, per la declaratoria di illegittimita’ del silenzio serbato dalla Prefettura sull’istanza presentata;  Il TAR accoglieva il ricorso ordinando alla Prefettura di provvedere sull’istanza e condannando l’amministrazione al pagamento delle spese giudiziiali. A questo punto la Prefettura rispondeva, negando l’iscrizione alla white list, ed emettendo un’informativa interdittiva basata su alcuni presupposti: la richiedente è figlia di C.C., pregiudicato per associazione mafiosa, sorella di C.G. Sottoposto ad una condanna di primo grado per associazione mafiosa e coniugata con S.S. Cui era stata irrogata una condanna in primo grado per associazione mafiosa. La signora C. M ha allora proposto un nuovo ricorso davanti al TAR Sicilia, sempre con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Calogero Marino, contro la Prefettura di Agrigento per l’annullamento, previa sospensione, dell’informativa interdittiva. In particolare gli avvocati Rubino e Marino hanno censurato il provvedimento impugnato sotto il profilo dell’eccesso di Potere per difetto d’istruttoria e carenza di motivazione, giacché il padre della ricorrente era deceduto nel 2015, il fratello della ricorrente era stato assolto in secondo grado con sentenza della Corte d’Appello di Palermo dall’accusa di associazione mafiosa ed infine il marito della ricorrente non risulta più convivente con la stessa essendo intervenuta una separazione legale tra i coniugi risalente al 2008. Si è costituita in giudizio la Prefettura di Agrigento, con il patrocinio dellAvvocatura Distrettuale dello Stato di Palermo, per chiedere il rigetto del ricorso, previa reiezione della richiesta cautelare avanzata dai difensori. Il TAR Sicilia, Palermo, sezione prima, ritenendo fondare le censure formulate dagli avvocati Rubino e Marino, ha accolto la richiesta cautelare di sospensione dell’esecuzione dei provvedimenti impugnati; pertanto, alla luce dell’ordinanza cautelare emessa dal TAR, nessun ostacolo si frappone all’iscrizione della ditta favarese nella white list.

Il sindaco di Agrigento, Calogero Firetto, che, come tutti i sindaci della provincia agrigentina è componente dell’Ati, l’Assemblea territoriale idrica, ha scritto una lettera alla presidente dell’Ati, la sindaca di Sciacca, Francesca Valenti, invitandola ad adottare le iniziative necessarie e urgenti affinchè non siano sottratti ad Agrigento i fondi per la ricostruzione della rete idrica. Firetto spiega: “Bisogna rimodulare lo stralcio del progetto da trasmettere all’assessorato regionale ai Servizi primaria affinchè sia emesso il decreto di finanziamento. E poi l’Ati deve assumere il ruolo di soggetto attuatore inserendo nel proprio piano finanziario circa 6 milioni di euro. Infatti, il progetto ammonta complessivamente a circa 31 milioni di euro, di cui 25 milioni sono fondi europei, e gli altri 6 milioni li avrebbe dovuti anticipare il gestore Girgenti Acque, recuperandoli poi nelle tariffe. Adesso pero la risoluzione del contratto con Girgenti Acque, e il caso “interdittiva antimafia”, impediscono ciò. Ecco perché l’Ati deve assurgere a soggetto attuatore, investendo i 6 milioni di euro mancanti all’appello, altrimenti si rischia di perdere anche i 25 milioni di euro di fondi europei”.

Lo scorso 12 luglio 2018 il giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Giuseppe Miceli, ha condannato ad 1 anno di reclusione ciascuno il dirigente dell’Ufficio tecnico comunale di Agrigento, Giuseppe Principato, 62 anni, ed il funzionario, Gaspare Triassi, 53 anni, responsabile del servizio strade comunali, imputati di omicidio colposo a seguito della mancata riparazione, o di un’adeguata segnalazione, di una profonda buca stradale in via Cavaleri Magazzeni, ad Agrigento, tra San Leone e Cannatello, che intorno alle ore 18 del 30 dicembre 2013 ha provocato un incidente stradale e la morte di Chiara La Mendola, 24 anni di età. Ebbene, adesso sono state depositate le motivazioni della sentenza di condanna. Il giudice Miceli, tra l’altro, scrive: “Al di là della fin troppo dichiarata mancanza di fondi, il Comune di Agrigento disponeva comunque di quelli necessari, oltre che del personale, della struttura e dei mezzi, per compiere quanto meno i piccoli lavori di manutenzione ordinaria, quali la copertura di una buca sull’asfalto o quanto meno anche solo, appunto, per segnalare l’insidia agli utenti della strada”.

La vicenda del rinvio dell’Assemblea dei Soci del Consorzio Universitario per la Provincia di Agrigento palesa in modo evidente come vi sia uno scontro di potere sulla pelle degli studenti, delle famiglie, dei Dipendenti del CUPA e del “diritto allo studio” di questa nostra terra.

Si gioca a fare i furbetti e le scelte fatte o che si vogliono fare contraddicono apertamente le cose che si sostengono pubblicamente.

A cosa intendiamo riferirirci?

A Noi non interessa e non è mai interessato il nome ed il cognome del Presidente o del Vice Presidente o del Presidente del Collegio dei revisori, abbiamo espresso, sempre in assoluta libertà, i nostri giudizi, a volte positivi e a volte meno, sui vari Amministratori.

Ovviamente altri hanno, legittimamente per carità, altri interessi e questo va benissimo fino a quando non diventa un atteggiamento che blocca lo sviluppo del CUPA.

Per Noi è chiaro ed evidente che se, in ossequio alle nuove impostazioni sulla “governance” se alla Regione (Lagalla) spetta il Presidente ed al Territorio (Firetto) spetta il Vice Presidente all’altro Socio del territorio (la Camera di Commercio) spetta il Capo dei revisori. Ed è chiaro che se c’è qualcuno che vuole fare il furbo le sedute slittano!

Così come non ci è possibile silenziare la nostra indignazione quando vediamo (art. 6 delle proposte di modifica dello Statuto) che al Comune di Agrigento viene concesso esattamente quello che, con veemenza, abbiamo impedito al Libero Consorzio, ovvero quello di “barattare” la propria quota con gli immobili di cui  la ex Provincia rivendicava la proprietà.

Noi comprendiamo le difficoltà del bilancio comunale, ma delle spese di funzionamento del CUPA chi se ne fa carico se ognuno o fugge o tende a ridurre la propria quota???

Altra questione sono i tempi. A Noi serve un Presidente eletto con le modifiche necessarie allo Statuto che entro il 31.1.2019 firmi col Rettore l’Offerta Formativa per l’anno accademico 2019/2020.

 Il 22 non si continui questo giochetto e si elegga il Presidente!

Possibile che solo a Noi interessi che non si perda un altro anno?

Ognuno si assuma le proprie responsabilità!

Sabato 26 Gennaio, ad Agrigento, a partire dalle ore 17.00, presso Porta di Ponte, avrà luogo il presidio ” Mai più fascismi, mai più razzismi, restiamo umani.”

Il presidio antifascista e antirazzista e’ promosso da un cartello di sigle : ANPI, ARCI, LEGAMBIENTE, LIBERA, CGIL, CISL , UIL, CARITAS DIOCESANA MONDO ALTRO AGRIGENTO, LEGACOOP SICILIA OCCIDENTALE,LAICI COMBONIANI, CENTRO CULTURALE PIER PAOLO PASOLINI, ISTITUTO CALOGERO MARRONE, UNIONE DEGLI STUDENTI,ASSOCIAZIONE ONLUS DINO  VARISANO.

Nel corso del presidio vi saranno interventi musicali e culturali.

” Siamo convinti “, hanno dichiarato gli organizzatori ,” che nel nostro Paese si stia diffondendo ad arte un clima di paura teso a fomentare intolleranza, clima che mal si concilia con la storia democratica dell’ Italia del dopoguerra. ”

” Questo clima viene per lo più alimentato da diverse organizzazioni di matrice neo fascista che , a vario titolo, stanno contribuendo a disseminare, in Italia ed in Europa, il virus dell’odio , della violenza verbale e non poche volte fisica, della discriminazione, del razzismo e del rifiuto nei confronti di chi è considerato diverso.”

” A settantuno anni di distanza dalla promulgazione delle leggi razziali vogliamo affermare con convinzione che esiste una sola razza , la razza umana, e vogliamo farlo ribadendo i valori inclusivi, solidali  ed  universali contenuti nella nostra  Carta Costituzionale  che custodisce l’eredità morale della Resistenza al nazi-fascismo.”

” Siamo convinti che il germe del neofascismo che si presenta con atteggiamenti razzisti ed intolleranti vada combattuto costruendo una grande rete in grado di mettere insieme le migliori energie del mondo della società civile e degli attori sociali, da qui e’ nata l’idea di organizzare questo momento di condivisione per far sì che anche da Agrigento parta un messaggio di umanità  e di rifiuto della violenza e di ogni forma di fascismo.”