Home / Articoli pubblicati daRedazione Ag (Pagina 369)

Il vice presidente provinciale del Codacons di Agrigento, Giuseppe Di Rosa, ha diffuso un intervento tramite cui ribadisce che se il servizio di assistenza agli studenti disabili di Agrigento dovesse essere sospeso dal 13 novembre in poi, allora il Codacons si rivolgerà alla Giustizia Ordinaria adducendo responsabili e responsabilità. Lo stesso Di Rosa annuncia inoltre di avere chiesto al Comune di Agrigento l’accesso agli atti per accertare il numero delle sanzioni inflitte ai cittadini o alle imprese appaltatrici relative al servizio della nettezza urbana, e per le mancate bonifiche dei terreni incolti, dal 2020 al 2021.

L’Assemblea regionale siciliana ha appena approvato la Legge in materia di funzionamento del Corpo forestale della Regione siciliana. “Il voto finale di oggi in Aula dà finalmente una copertura finanziaria adeguata a potenziare l’organico della Guardia Forestale”, commenta l’on. Giusi Savarino a margine della seduta.
“Sin da subito in IV Commissione, in sinergia con il Governo Musumeci, avevamo accolto gli accorati appelli del dirigente generale del Corpo Forestale della Regione siciliana, dott. Salerno, e assieme all’Assessore regionale per il territorio e l’ambiente, on.le Cordaro, ci siamo impegnati per produrre tutti gli atti propedeutici e normativi necessari per mettere in condizione il Corpo Forestale di operare sul territorio in maniera appropriata, specie in un momento storico particolare in cui incendi e allagamenti impensieriscono, e non poco, tutti i siciliani”.
L’onorevole prosegue: “anche oggi, con il #GovernoMusumeci si apre la stagione dei concorsi: sono 600 i posti messi a bando, con immissione al ruolo entro 5 anni, con l’obiettivo di incrementare l’organico del Corpo Forestale – che da anni soffre una notevole carenza di personale – , di garantire il ricambio generazionale e di offrire una possibilità occupazionale a tanti giovani.
Una legge che restituisce dignità al Corpo Forestale e restituisce un Corpo Forestale pienamente efficace alla Regione Siciliana”.

Il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, ha rinviato a giudizio Antonio Putano, 75 anni, e il figlio Massimo, 46 anni, di Canicattì, imputati di furto e rapina aggravata, in concorso, a danno dei titolari di un’azienda agricola. Nell’agosto del 2018, i due si sarebbero recati in tale azienda agricola, in contrada “Savuco-Incaro”, e avrebbero rubato 30 tubi per l’irrigazione, caricandoli sul cassone di un autocarro. I due proprietari accorsero subito ma uno fu minacciato, e l’altro, in automobile nel tentativo di inseguire l’autocarro, fu speronato. Prima udienza il prossimo 26 gennaio.

Ad Agrigento, in via Cicerone, ignoti malviventi, non curanti del giorno e del traffico, hanno atteso la chiusura per la pausa pranzo, hanno rotto la vetrata dell’ingresso, sono entrati dentro un panificio e hanno rubato circa 3mila euro in contanti, un computer e un telefono cellulare. I proprietari, appena rientrati, hanno telefonato il 112. Indagano i Carabinieri anche avvalendosi di eventuali video registrati da telecamere di sorveglianza nella zona.

Il consigliere comunale ed ex sindaco di Agrigento, Calogero Firetto, annuncia che il servizio di assistenza agli studenti disabili sarà sospeso dal 13 novembre. E che ai genitori sarà proposto di ingaggiare un assistente pagandolo di tasca propria. Firetto commenta: “Tutto questo è sconcertante. I diritti dei bambini disabili sono calpestati solo per incapacità amministrativa. L’assistente ha il compito di mediare e rendere agevole la comunicazione, l’apprendimento, l’integrazione e la relazione con la classe. Inclusione sociale che cosa significa? Forse non ha un valore? I genitori saranno responsabili di evasione scolastica perchè senza le due figure professionali, ovvero l’assistente igienico-sanitario e l’assistente alla comunicazione, i loro bambini non potranno andare a scuola, pregiudicando il loro diritto allo studio?”.

Duro colpo al clan Santapaola-Ercolano. È in corso un maxi sequestro di beni – eseguito dalla Dia – tra le province di Catania, Messina, Siracusa e Milano. La Direzione Investigativa Antimafia sta eseguendo un decreto di sequestro emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Catania sulla base della proposta di applicazione della misura di prevenzione personale e patrimoniale formulata congiuntamente dal Procuratore della Repubblica di Catania e dal Direttore della Dia, nei confronti di soggetti ritenuti “riconducibili” al clan Santapaola-Ercolano. Il valore stimato dei beni sequestrato è 100 milioni di euro.

I soggetti denunciati sono ritenuti responsabili, in concorso con i rispettivi familiari, di indebita percezione del reddito di cittadinanza, in quanto hanno omesso di comunicare all’INPS di essere sottoposti a misure cautelari personali, continuando quindi a percepire il sussidio in maniera illecita. Il danno economico è stato quantificato in circa 80 mila euro che gli interessati dovranno restituire.

I soggetti sono stati inoltre segnalati alla competente autorità per la sospensione immediata del beneficio.  Tra i denunciati vi sono soggetti che erano sottoposti agli arresti domiciliari

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo con 46 casi, Catania 194, Messina 8, Siracusa 34, Ragusa 4, Trapani 38, Caltanissetta 29, Agrigento 28, Enna, 17.

“Abbiamo la netta sensazione che si stia giocando sulla pelle dei lavoratori socialmente utili e questo, per la verità, non ci meraviglia nemmeno più di tanto, se è vero, come è vero, che tutti i governi che si sono succeduti alla guida della Regione hanno usato i precari come bancomat elettorale.  È ora comunque di dire basta: in attesa della stabilizzazione degli Asu si utilizzino quantomeno le somme stanziate per questi lavoratori  per l’integrazione del loro monte orario”.

Lo afferma il capogruppo del M5S all’Ars Giovanni Di Caro che, assieme a tutti i componenti della V commissione di palazzo dei Normanni ha presentato oggi un emendamento che va in questa direzione al ddl sulle variazioni di bilancio.

“Gli Asu – dice Di Caro – percepiscono un reddito di 595€ al mese, al di sotto della soglia di povertà individuata dal RDC. È giusto riconoscergli una indennità aggiuntiva in attesa di risolvere una volta per tutte la partita della stabilizzazione stoppata per l’impugnativa dell’articolo 36 della finanziaria regionale da parte  dei Consiglio dei ministri. Sul terreno della stabilizzazione sono moltissime le incognite: Il governo Musumeci infatti punta tutto sulla Corte Costituzionale per risolvere l’impugnativa dell’articolo 36, ma i tempi di certo non sono brevi e si rischia magari di vincere, ma poi non potersi agganciare più alla norma nazionale che scade il 31 dicembre 2021, vanificando tutto. La questione andrebbe affrontata in un tavolo congiunto con Roma e prima del 31 dicembre. Intanto si dovrebbe sopperire con una legge regionale di proroga delle attività degli Asu, altrimenti ci saranno 4337 soggetti senza un lavoro”.

“Insieme alla proroga delle attività- conclude Di Caro – andrebbero prorogate anche la possibilità di fuoriuscita dal bacino, ed il contributo quinquennale per chi dovesse assumere” .