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L’Assemblea Regionale ha approvato con voto unanime il disegno di legge per l’accoglienza e l’inclusione dei migranti che giungono in Sicilia. Si tratta di norme su assistenza sanitaria, istruzione scolastica, politiche abitative, integrazione sociale, inclusione lavorativa, e sul ruolo degli enti locali, associazioni ed enti del terzo settore. Nuccio Di Paola, del Movimento 5 Stelle, firmatario della legge, commenta: “Con l’approvazione del disegno di legge sull’accoglienza e inclusione l’Assemblea non ha semplicemente colmato un vuoto normativo che durava da troppi anni, ma ha scritto un’importantissima pagina di civiltà. La Sicilia, per via della sua storia e della sua collocazione geografica, è da sempre un crocevia di popoli e culture diverse e, con la legge approvata, si pone come modello europeo per tutte quelle regioni frontiera che affrontano quotidianamente il fenomeno migratorio. Ha vinto una squadra dove il noi prevale sull’io, nessun solista, ma coralità e condivisione”.

La Guardia di Finanza ha scoperto cinque “furbetti” del Reddito di Cittadinanza in provincia di Palermo, tra Carini e Capaci. Tutti i coinvolti sono stati denunciati alla Procura della Repubblica ed è stato calcolato che hanno percepito senza averne diritto somme pari a 92mila euro circa. Tre dei “furbetti” sono residenti a Carini e due a Capaci. Tra i soggetti controllati, due hanno vinto giocando alle scommesse online consistenti importi non indicati nella comunicazione compilata per l’ottenimento del sussidio. Un altro non ha il requisito della residenza in Italia. E gli altri due sono destinatari di una misura cautelare personale degli arresti domiciliari. Gli indebiti percettori sono stati segnalati all’Inps per la revoca o decadenza del beneficio, e per il recupero coattivo delle somme già indebitamente percepite.

A Licata sono state concluse le opere di bonifica della spiaggia in località “Mollarella”, in corso da ieri mattina. Hanno lavorato congiuntamente i Militari della Guardia Costiera di Licata ed il personale dell’Amministrazione Comunale. Sono stati rimossi numerosi oggetti pericolosi, come barre di ferro sul basso fondale marino, a pericolo dei bagnanti. Tale attività, oltre a tutelare l’incolumità dei fruitori delle spiagge, si inserisce nel più ampio progetto di tutela dell’ambiente marino e costiero sostenuto dalla Guardia Costiera.

Il progressivo aggravarsi della pandemia, provocato non solo dalla diffusione della variante Delta ma anche dall’irresponsabilità di tanti che non rifulgono dalle occasioni di assembramento e di mancato distanziamento sociale, preoccupa soprattutto le attività commerciali e imprenditoriali. Alfonso Valenza, presidente provinciale di FederModa, ritiene necessario che siano modificati i parametri per la valutazione dei colori delle regioni, ovvero non più l’incidenza dei contagi ma l’indice di ospedalizzazione, e aggiunge: “In questi mesi abbiamo fatto grandi sacrifici per rispettare le regole. Oggi non possiamo permetterci nuove chiusure. Dobbiamo imparare a convivere e gli strumenti ci sono, ma chi governa il territorio deve metterli in atto. Bisogna insistere sulla campagna vaccinale e cambiare i criteri per la valutazione del colore delle regioni”.

La pandemia coronavirus nella provincia agrigentina e i dati in dettaglio diffusi dall’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento. I nuovi contagiati sono 113, di cui 2 ricoverati in degenza ordinaria. Tutti gli altri, invece, sono assistiti a domicilio. Sono ancora 3 i ricoverati in terapia intensiva. Ad Agrigento città vi sono attualmente 57 positivi, di cui 11 migranti. Poi Alessandria della Rocca 4, Aragona 2, Cammarata 17, Caltabellotta, da domani zona rossa, 30, Camastra 2, Campobello di Licata 10, Canicattì 6, Casteltermini 1, Favara, zona rossa da domani, 98, ovvero più 37 rispetto al precedente bollettino. Poi Licata 18, Lucca Sicula 1, Menfi 2, Naro 19, Palma di Montechiaro 95, Porto Empedocle 51, Raffadali 7, Ravanusa 25, Realmonte 4, Ribera 3, Sambuca di Sicilia 2, San Giovanni Gemini 25, Santo Stefano Quisquina 6, Sciacca 15, Siculiana 28 di cui 27 migranti. Sulle navi quarantena vi sono 24 migranti positivi.

Ad Agrigento in conclusione oggi, con la discussione delle tesi, il primo ciclo di studi degli studenti della Ssml Agorà Mundi, classe di laurea l.12, in mediazione linguistica e culturale. Il percorso didattico è stato caratterizzato da insegnamenti di elevato livello con professori provenienti dalle più prestigiose università italiane. Gli studenti hanno partecipato a tirocini molto formativi in strutture di rilevanza come la Procura di Agrigento, l’Archivio di Stato, il Comune di Comitini, il settore dell’Editoria, e strutture turistiche di spessore come il Verdura Resort. Adesso la prospettiva per gli studenti è un concreto inserimento nel lavoro.

 

L’obiettivo è scongiurare zone gialle, arancioni e rosse, considerato il balzo in avanti dei contagi così come i bollettini giornalieri: 3.558 positivi, oltre 1.500 in più in 24 ore. Anche per questo proseguono gli appelli del Governo, soprattutto ai giovani: «il vaccino è essenziale anche sotto i 40 anni», ribadisce il ministro della Salute, Roberto Speranza. In Sicilia, intanto, scattano due zone rosse nell’Agrigentino: a Caltabellotta, dove si è registrato un cluster in seguito a un banchetto nuziale, e a Favara.

E dunque vi è un braccio di ferro tra Regioni e Governo sulle percentuali da definire per le nuove soglie di occupazione dei posti letto negli ospedali, che determineranno il passaggio da un colore all’altro. E sul green pass si prevedono una serie di step per un uso sempre più «estensivo»: lo scopo è andare verso una road map che preveda un rafforzamento graduale dell’obbligo per accedere a luoghi affollati e attività di svago.

L’ipotesi è anche quella di convincere così gli indecisi del vaccino e garantire alcune attività – come i ristoranti al chiuso – già con la prima dose, per poi passare alla fase dell’accesso solo col ciclo vaccinale completo. Aspetti su cui non tutti i governatori sono d’accordo, più propensi all’utilizzo del lasciapassare solo per riaprire le attività ancora ferme e scongiurare chiusure in autunno.

Le misure per fronteggiare l’eventuale quarta ondata del Covid, che saranno inserite nel prossimo Decreto legge, si stanno ancora scrivendo. Il confronto e le interlocuzioni delle ultime ore – anche all’interno della stessa maggioranza – avrebbe portato allo slittamento della cabina di regia e del Cdm a giovedì 22 luglio: le mediazioni per arrivare ad un accordo che accontenti tutti, i governatori e le varie anime dell’Esecutivo, dunque proseguono. Sul tavolo della discussione c’è anche la proroga dello stato di emergenza che scadrà a fine mese: potrà essere prolungato al 31 ottobre o – più probabilmente – fino alla fine del 2021.

Resta il nodo delle soglie sull’ospedalizzazione: per le Regioni potrebbero essere portate al 15% per le terapie intensive e al 20% per i ricoveri nei reparti ordinari, uno sbarramento ipotizzato per restare in zona bianca. Il parametro, che sarà ora più determinante dell’incidenza dei contagi, dovrà essere comunque – spiegano fonti di Governo – contemperato con l’andamento della campagna vaccinale e sarà anche presa in considerazione la geografia ospedaliera dei vari territori. Il governo però vorrebbe soglie più stringenti, ovvero al 10 e al 15%. Con la ridefinizione dei parametri si stabilirà anche un numero minimo giornaliero di tamponi, molto probabilmente 150 ogni centomila abitanti.

Dalla Conferenza delle Regioni, che si riaggiornerà nelle prossime ore in attesa di incontrare i rappresentanti del Governo, emergono anche altre proposte: dalla riduzione del numero delle zone – da 4 a 3 – riguardo all’assegnazione dei profili di rischio alla flessibilità nella valutazione dei parametri nelle piccole Regioni, fino alla richiesta di considerare il numero dei vaccinati nelle Regioni. «Sia sulla revisione dei parametri per le zone che sull’uso del green pass sono in corso ulteriori interlocuzioni con il Governo», spiega il presidente dei governatori, Massimiliano Fedriga, annunciando a breve una posizione definita. Per ora l’idea delle Regioni è quella di «utilizzare il green pass come un salvacondotto per scongiurare chiusure al di fuori della zona bianca», introducendo intanto l’obbligo di accesso con il pass a discoteche e grandi eventi.

L’uso del pass per ristoranti e locali al chiuso – secondo i governatori – dovrebbe invece riguardare le aree al di fuori della zona bianca: «una misura che, soprattutto in autunno – dicono – servirebbe per evitare nuove chiusure». Anche tra le forze politiche del centrodestra avanzano le richieste di chi chiede di evitarne eventuali applicazioni a scuola o negli ospedali. Sembra certo, comunque, che al prossimo Cdm non saranno affrontati i temi sulla riapertura delle scuole a settembre o degli eventi sportivi.

 

Nell’aula consiliare “Sollano” del Comune di Agrigento, su proposta del Cartello Sociale, coordinato da don Mario Sorce, accolta dal presidente del Consiglio comunale, Giovanni Civiltà, si è svolto un dibattito, a cui hanno partecipato anche tecnici e sindacalisti, nel merito della necessità di dotare la provincia agrigentina di un aeroporto. In proposito, il presidente Giovanni Civiltà ha affermato: “Attualmente le province siciliane hanno un basso livello di accessibilità agli aeroporti, anche a causa di una insufficiente dotazione infrastrutturale aeroportuale rispetto ad altre regioni. Un aeroporto ad Agrigento potrebbe dunque sia migliorare l’accessibilità alle province, sia integrare il sistema degli scali aeroportuali isolani, favorendo aree attualmente non servite da collegamenti aerei ed attraendo nuovi flussi turistici. Dopo un periodo di crisi profonda, è una iniziativa che suggerisce da dove ripartire. L’indotto sarebbe davvero rilevante, ed ecco perché, con un lavoro di squadra, tutte le Amministrazioni e i Consigli comunali, che ricadono nell’area centro meridionale della Sicilia, devono impegnarsi, per trasformare un sogno in realtà, così come, citando le parole di don Mario Sorce, la nazionale di calcio, con un lavoro di squadra, ha vinto gli Europei”.

Si scaldano i motori della campagna elettorale a Favara. Dopo le prime due candidature a Sindaco di Giuseppe Infurna e del dottore Salvatore Montaperto, oggi il Partito Democratico cala le brache e dice “SI” alla candidatura a sindaco del segretario provinciale di Rifondazione Comunista, Antonio Palumbo, camuffato da “Scegli Progetto Comune”.
“Il Partito di Enrico Letta, a Favara per la verità, è, ormai, da anni privo di una linea politica e incapace di esprimere una propria leadership; basta pensare che, da oltre cinque anni, non ha una sede nella quale riunirsi, discutere, prendere posizione sui temi politici locali. Insomma è in menopausa!”, dichiarano Rosario Manganella e Calogero Castronovo. “Un partito in coma profondo e non solo a Favara e provincia! Peccato: una storia centenaria, a partire dal P. C. d. I, con la scissione di Livorno, che ha perduto il suo DNA ed oggi, ridotto a ferro vecchio da una classe politica inetta ed incapace. Ma torniamo alle prossime amministrative di ottobre, quando, tra gli altri, il Comune di Favara rinnoverà la carica di Sindaco e del Consiglio comunale. Sembrava che il PD locale, volesse cambiare pelle, esercitare il suo ruolo di forza di sinistra democratica e progressista e, soprattutto, riprendersi il ruolo di partito legato alla sua comunità, mettendo in campo i suoi uomini “migliori”, tali riconosciuti dai favaresi nei diversi momenti elettorali. Ed, invece, così non è stato, perché, ancora una volta, è prevalsa la logica della discriminazione proprio verso i “migliori”. Capisco la “ristrettezza” culturale, la “miopia” politica, la “gelosia” e la “vendetta” delle seconde file del Circolo di Favara, chiuso per ferie dal 2016 ad oggi. Ma quello che meraviglia è l’atteggiamento del nuovo segretario provinciale dei democratici agrigentini, Simone Di Paola, che ci era sembrato orientato a chiudere questa fase calante del Partito e rilanciare la sua proposta politica, in nome di una unità “vera” dei suoi gruppi (ex) dirigenti ed aprire al nuovo. Abbiamo preso un abbaglio: chiunque assume la direzione politica del partito ha lo stesso interesse di chi li ha preceduti e cioè distruggere per comandare, per ridurre al minimo la “concorrenza, perché, come dice un proverbio, “meglio testa di lucertola che coda di serpente”. A Di Paola, diciamo che è sulla strada sbagliata e se vuole può correggersi, invece di continuare nell’opera di demolizione come i suoi predecessori, in ciò spinto da consiglieri falsi, privi di scrupoli che guardano a propri interessi non sempre chiari e moralmente sani. Sulla scelta di sostenere il segretario provinciale di Rifondazione Comunista, faccia quello che vuole: primo o poi, sarà chiamato a darne conto agli iscritti (se e quando ci saranno) nei prossimi mesi e agli elettori fra poco meno di tre mesi”, proseguono Manganella e Castronovo. Quello che è certo è che il PD di Favara sta subendo una mortificazione senza precedenti, un partito con quattro gatti, un partito, una volta glorioso, capace anche di prendere otto consiglieri comunali, di avere sindaci di buon livello ed uno dei migliori gruppi dirigenti a livello provinciale (mai valorizzati per quello che realmente valevano) finire nelle mani di un partito da prefisso telefonico.Oggi, invece, il PD ha parecchie difficoltà a fare la lista, molto probabilmente finirà come è successo lo scorso anno ad Agrigento e cioè: non ci sarà una lista di partito. Nemmeno nei momenti più bui, negli anni 60, quando il PCI toccava il suo minimo storico con 783 voti, rinunciava a scendere in campo egualmente con una lista di contadini e di zolfatari. Il PCI non ha mai ammainato la propria bandiera. Ad ottobre c’è da augurarsi che ci sia una lista di partito che non perda la faccia e, peggio, la sua storia migliore. Simone, concludono, c’è ancora tempo per riflettere e decidere di cambiare rotta. Speriamo in un saggio ripensamento!!!”

All’ospedale Covid di Ribera continuano gli arrivi e i ricoveri. I posti disponibili sono 16 e lunedì ne erano già occupati 10. Con la ripresa dell’ondata di contagi, con nuovi focolai come quelli di Caltabellotta e di Favara, cresce la preoccupazione per i posti disponibili all’ospedale “fratelli Parlapiano” dove nel reparto di malattie infettive c’è dunque già il pienone, considerato che arrivano da tutti i paesi dell’agrigentino. Restano liberi, per fortuna, i posti in terapia intensiva dove al momento ci sono solo tre persone ricoverate.