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Sul disegno di legge presentato all’Ars dal presidente Musumeci, relativamente allo “sgombero immediato delle aree ad alto rischio di dissesto idrogeologico e delle aree sottoposte a vincolo di inedificabilità assoluta che prevede la decadenza immediata per i sindaci che non adotteranno le ordinanze” interviene Alfonso Cimino, presidente dell’Ordine degli architetti di Agrigento.

“E’ impensabile – afferma Alfonso Cimino – adottare misure di questo calibro su un territorio, quindi intere città o quartieri, senza una concertazione con i sindaci e gli Ordini professionali e, inoltre, le somme messe a disposizione sono irrisorie ed occorrerebbe aggiornare il Pai nei vari territori”.

Secondo il presidente Musumeci, che ha quantificato in 700 milioni di euro i danni alle infrastrutture pubbliche, “Il governo centrale avrebbe stanziato 250 milioni per l’emergenza della regione Veneto. Noi ci accontenteremmo della stessa somma per i primi interventi”.

“Non si può – prosegue Cimino – con pochi articoli di un disegno di legge pensare di eliminare un problema sociale e di un territorio siciliano che non ha visto negli strumenti urbanistici degli ultimi 50 anni un riordino urbanistico pianificato e non è possibile scaricare ai sindaci una tale mole di lavoro e responsabilità quando ad oggi assistiamo a sindaci minacciati e oggetto di vili attentati. Occorre quindi sedersi attorno a un tavolo per attuare risorse per il recupero del territorio. Certamente noi, come Ordine, siamo per la legalità ma pensiamo a tutti quegli edifici regolari che insistono su aree ad alto rischio e, a questi cittadini, deve essere garantita il lotto di terreno da delocalizzare ed il finanziamento per ricostruire”.

 

Si è consumato nella notte del 21 Novembre, intorno le due, l’atroce violenza di un un clochard ai danni di un povero gatto randagio, nel centro storico di Ortigia, preso a calci  per tre minuti  per poi sferrare il calcio finale schiacciandogli la testa e lasciarlo agonizzante per strada, in via Trieste. 

Il corpo del gattino è stato ritrovato la mattina da un residente che ha provveduto a spostarlo e metterlo adiacente ad un albero.

L’inaudito e folle gesto è stato immortalato,  dalle telecamere di un’attività commerciale. Gli addetti, nel visionare i video del giorno prima, sono rimasti letteralmente pietrificati da tanta crudeltà. Le immagini mostrano visibilmente un uomo ubriaco e drogato, ignaro di essere ripreso,  che per tre minuti sevizia il gatto randagio, torturandolo con calci con una ferocia inaudita, per poi, una volta sfinito il felino, schiacciarli brutalmente la testa con un calcio. 

Subito è scatta la denuncia ai Carabinieri con la consegna del video alla Procura di Siracusa per essere visionato dal Magistrato. Gli uomini dell’Arma che hanno  acquisito le immagini (a detta di chi le ha viste, sono sconvolgenti, terribili, agghiaccianti) adesso sono oggetto di indagini preliminari, e stanno cercando l’uomo.

Il gattino di nome Arturo, di circa 7 mesi,  apparteneva ad una delle tante colonie feline di cui si occupava una volontarie della città. Non conosciamo il contenuto del video, ma essendo un gatto appartenente ad una colonia felina, presupponiamo che il gattino fosse abituato al contatto umano e che si sia avvicinato al suo barbaro torturatore per la ricerca di cibo e di qualche carezza.

Sgomento, rabbia e rivolta nel mondo animalista e del volontariato della città che chiede giustizia agli organi competenti. Inaccettabile tanta violenza, un gesto brutale ed orribile  ai danni del mal capitato gattino ucciso dalla cattiveria umana. Non c’è nessun dubbio: “la bestia è proprio l’uomo”.

Aderendo a un invito dell’Anci, l’Associazione Nazionale dei Comuni d’Italia, il sindaco Francesca Valenti ha disposto l’esposizione delle

bandiere a mezz’asta nel Palazzo Municipale di Sciacca in occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, domenica 25 novembre 2018. All’invito stanno aderendo diversi Comuni per sensibilizzare l’opinione pubblica su un fenomeno che continua a mietere vittime. Stando ai dati diffusi dall’Anci, nei primi mesi del 2018 sono state uccise già 44 donne, il 30 per cento in più rispetto allo stesso periodo del 2017. L’Associazione invita anche le realtà locali a promuovere iniziative per contrastare ogni fenomeno di violenza sulle donne, per un profondo cambiamento culturale necessario a superare tale criticità.

Il Comune di Sciacca, assessorato alle Politiche Sociali e alla Cultura, ha per oggi promosso una manifestazione nella Sala Blasco del Palazzo Municipale, con inizio alle ore 16. “Sarà un momento di incontro, di ascolto, di riflessione e di espressione creativa”, dicono il sindaco Francesca Valenti e l’assessore Gisella Mondino.

Ci sarà un reading, una pièce teatrale e un’estemporanea di pittura.

Il reading sarà curato dagli studenti degli Istituti “Calogero Amato Vetrano”, “Don Michele Arena”, “Tommaso Fazello” e del Liceo Scientifico Statale “Enrico Fermi”. L’estemporanea di pittura sarà realizzata dagli alunni del liceo artistico “Bonachia”.

Al reading seguirà la pièce teatrale dal titolo “Il rosso si indossa non si versa” che vedrà come attrici le socie dell’Associazione Italiana Giovani Avvocati-sezione di Agrigento  e della Fidapa – B.P.W. Italy – sezione di Porto Empedocle-Realmonte.

Ci sarà anche un momento informativo curato dal presidente dello Sportello Antiviolenza “Fenice”, operativo presso la Procura della Repubblica di Sciacca, Daniele Mancuso; mentre l’Ufficio “Affari Sociali” del Comune di Sciacca darà testimonianza sulle varie azioni messe in campo a favore delle donne che subiscono violenza e che trovano il coraggio di denunciare. 

La manifestazione ha come hashtag #ognigiornoèil25novembre, data in cui ricorre la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne. 

Dovrà rispondere dell’ipotesi di reato di inquinamento ambientale, il titolare di un impianto di trattamento e compostaggio della sola frazione verde e residui ligno-cellulosi e di messa in riserva di rifiuti speciali non pericolosi, ubicato nel territorio del Comune di Canicattì in contrada Cazzola.

Sono infatti giunti nei giorni scorsi, i risultati delle analisi effettuate dall’Arpa a seguito di un’operazione congiunta tra la Polizia Provinciale del Libero Consorzio di Agrigento ed il Commissariato di Polizia di Canicattì insieme al Settore Ambiente del Libero Consorzio.

Il sopralluogo, effettuato lo scorso mese di settembre, aveva riguardato  una vasta area di proprietà della stessa ditta, dove erano presenti  cumuli di materiale prodotto dall’attività di recupero dei rifiuti provenienti dall’impianto della ditta M.P. e materiali di altra provenienza come terre e rocce da scavo.

Dall’esame della documentazione prodotta dalla società, la attività di riqualificazione ambientale e recupero dell’ex cava risultava conforme alle normative vigenti nonché al progetto approvato rilasciato dal Libero Consorzio Comunale di Agrigentola ex Provincia.

Successivamente  si è proceduto al controllo dell’impianto di compostaggio che era in funzione, data la presenza di mezzi che stavano scaricando rifiuti.

L’area si presentava recintata con cancello in ferro all’ingresso e lungo il perimetro interno dell’impianto era presente una barriera arborea ripristinata da poco con piccole piante  di oleandri.

Era presente, altresì,  una segnaletica identificativa dei presidi dell’impianto.

Tutta l’area lato destro rispetto l’ingresso (piazzale di manovra) e la piattaforma materiale trattato,  erano occupate  dalla presenza di notevoli cumuli di sfalci di potatura.

I rifiuti presenti nelle varie aree di processo, sia quelli in arrivo che quelli in maturazione, risultavano depositati in difformità a quanto previsto nella  pianta di progetto; infatti nell’area di maturazione erano presenti rifiuti in arrivo, nell’area termofila  erano presenti rifiuti in maturazione a 90 giorni mentre nell’area di conferimento R13 erano presenti rifiuti in maturazione a 60 giorni.

Parte delle canalette per il convogliamento delle acque dei piazzali presenti nelle aree  di manovra risultavano ostruite da terriccio, per cui non permettevano il normale deflusso delle acque.

Inoltre le canalette di raccolta della piattaforma destinata alle varie fasi di processo, non riuscivano a contenere il rifiuto liquido (che è risultato essere percolato per  come successivamente confermato dalle analisi dell’Arpa)  prodotto dai rifiuti in maturazione, che sbordando nel piazzale di manovra confluivano tramite una bocca posta all’angolo del piazzale, direttamente all’impianto di trattamento delle acque di prima pioggia.

Pertanto la società  è stata segnalata alla Autorità Giudiziaria per il reato di “ abbandono illecito di rifiuto liquido acquoso non pericoloso –  CER 161002  poiche tale colaticcio, dai pozzetti di raccolta e trattamento delle acque di prima pioggia dei piazzali dell’impianto, attraverso un tubo corrugato, veniva smaltito mediante ruscellamento nel pozzetto in c.l.s a servizio del ponticello ricadente sulla strada di penetrazione agricola “Serra Cazzola”.

Da qui le analisi dell’Arpa e i risultati che hanno portato alla segnalazione all’autorità giudiziaria.

Momenti di paura, nella giornata di ieri, in un edificio di via Manzoni, ad Agrigento. Un uomo di 42 anni, al culmine di una lite con le vicine di casa, ha pensato bene di mandare in frantumi una veranda della loro abitazione.

 L’uomo, sembra che da tempo avesse dissidi con madre e figlia abitanti nel piano di sopra e ieri, al culmine dell’ennesima discussione, è salito sopra e ha iniziato ad inveire contro le donne, minacciandole, insultandole e rompendo, infine, i vetri della veranda.

Lanciato l’allarme, sul posto sono giunti gli agenti della sezione Volanti della Questura di Agrigento che hanno denunciato, in stato di libertà, alla Procura, il quarantaduenne per l’ipotesi di reato di danneggiamento.

E’ accusato di aver picchiato, maltrattato e perseguitato la moglie.

Sono queste le accuse mosse dalla Procura di Agrigento nei confronti di un 45enne di Agrigento che – il prossimo 12 dicembre – dovrà presentarsi davanti al Gup del Tribunale di Agrigento Alessandra Vella.

 Nei mesi scorsi l’uomo, dopo la separazione della moglie, era stato allontanato dal Tribunale che gli aveva imposto il divieto di avvicinamento ai luoghi dell’ex compagna per almeno 500 metri.

Ora la richiesta di rinvio a giudizio da parte del pm Gloria Andreoli.

La donna in passato ha denunciato di essere stata picchiata con calci e pugni dall’ex consorte che, nonostante il divieto di avvicinamento, avrebbe continuato a pedinarla, minacciarla e importunarla.

 

Si apprende con sgomento l’incomprensibile ed ingiustificata decisione assunta in sede di Giunta Regionale, delibera di Giunta Regionale presieduta dal Presidente della Regione Sicilia on. Nello Musumeci n 451 del 15 novembre 2018, con la quale viene eliminato dalla programmazione regionale il finanziamento per la realizzazione dell’impianto di Compost già progettato, peraltro, secondo le puntuali indicazioni del Dipartimento Regionale alle Acque ed ai Rifiuti, ed ubicato nell’area industriale di Ravanusa. L’impianto la cui progettazione inizia nel lontano 2008 é stato ripetutamente aggiornato su richiesta del competente Assessorato Regionale, ed è stato inserito da sempre nella programmazione regionale degli impianti compreso il “patto per il Sud”. Il progetto pensato per soddisfare le esigenze del conferimento della frazione umida per i comuni del territorio di competenza dell’ex ATO AG 3 e precisamente Canicattì, Campobello di Licata , Naro, Ravanusa, Palma di Montechiaro, Camastra e Licata, essendo ubicato in zona baricentrica rispetto ai comuni citati e soprattutto essendo pubblico avrebbe consentito il conferimento della frazione differenziata umida con bassi costi per le comunità. Infatti, si otterrebbero ridottissimi costi di trasporto e bassi costi di conferimento, notoriamente l’impiantistica pubblica non persegue profitti ma esclusivamente la copertura dei costi. La decisione della Giunta Regionale non è stata preceduta da nessun incontro con i rappresentanti del territorio siano essi i sindaci, onorevoli eletti nel territorio ovvero la SRR. L’impianto nel corso di questi anni è sempre stato attenzionato da parte delle amministrazioni regionali ed è sempre stato inserito nelle varie programmazioni compreso l’ultimo Piano Regionale dei Rifiuti redatto dalla amministrazione regionale. La decisione assunta da parte della Giunta di Governo con la delibera n 451 del 15.11.2018 appare in totale contraddizione persino con la proposta di legge esitata dalla Commissione Territorio ed Ambiente, nel disegno di Legge della IV Commissione di riforma del settore dei rifiuti.
Infatti, in tale disegno di legge si evidenzia ripetutamente il cosiddetto “principio di prossimità”, ovvero il ciclo dei rifiuti sia per la riduzione dei costi che per favorire il riciclaggio e recupero deve avere impianti territorialmente di prossimità cioè vicino ai luoghi di raccolta ciò anche al fine di raggiungere l’autosufficienza. Con l’irragionevole annullamento del finanziamento di 10.000.000,00 di euro – diecimilioni/00 – del progetto si continua a penalizzare una parte della provincia di Agrigento costringendo i comuni che, a parere della Regione, DEVONO raggiungere percentuali di raccolta differenziata superiori al 65 % a sostenere dei costi elevatissimi e di molto superiori al costo del conferimento in discarica degli RSU. La mancanza di impianti facilmente raggiungibili e possibilmente pubblici comporta che la frazione organica venga smaltita presso impianti privati posti anche a centinaia di chilometri dai luoghi di raccolta con evidente e palese ricaduta sull’aumento dei costi del servizio. Carmelo d’Angelo Sindaco di Ravanusa e Giovanni Picone Sindaco di Campobello di Licata chiedono con estrema urgenza di essere sentiti, contestualmente alla SRR Agrigento Est, dal Governo Regionale affinché l’infausta decisione venga modificata consentendo la realizzazione di un impianto di trattamento della frazione organica derivante dalla raccolta differenziata ubicato a poca distanza dai luoghi di raccolta e con un basso costo di conferimento.

L’ Avv. Angela Galvano, Presidente del Circolo Agàpe-Arci di Agrigento, sabato 24 novembre alle ore 17 presso il Circolo Empedocleo (Ag), organizza-introduce e coordina un convegno dal titolo “ I Diritti delle donne”, a cui partecipano come relatori la Sindacalista Linda Bellia, la Dirigente scolastica Agata Gueli, l’Avv. Rosa Salvago ed il responsabile ARCI Sicilia delle politiche sociali Giuseppe Montemagno.

La Presidente afferma: “ il nostro convegno è intitolato <<I Diritti delle donne>>, in quanto discuteremo dei vari problemi associati alla nozione di diritti femminili, tra cui i diritti all’integrità e autonomia corporea, il diritto di essere liberi dalla paura della violenza fisica-pischica ed economica, il diritto di lavorare e ricoprire ruoli di dirigenza, nonché ottenere una retribuzione equa o uguale a quella maschile, il diritto alla maternità e tanti altri diritti di cui i nostri competenti relatori discuteranno nel corso dell’iniziativa”.

La Galvano continua :“E’ un’iniziativa organizzata in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne e mira a non dimenticare le donne che hanno subito e subiscono violenze. La nostra intenzione, in quanto associazione impegnata nel sociale, è quella di sollecitare una solidale lotta culturale contro ogni forma di oppressione nei confronti delle donne e fare fronte comune in una battaglia finalizzata ad abbattere quei pregiudizi che rendono ancora più diffusa la violenza maschile sulle donne – dalle molestie sessuali ai numerosi atti di femminicidio.

La promozione e tutela dei diritti delle donne sono una responsabilità di TUTTI e devono essere considerate un obiettivo primario se si vuole combattere ed eliminare ogni forma di discriminazione e di violenza ancora oggi, purtroppo, caratterizzanti la nostra società”.

 

Nuovo appuntamento dell’Associazione Nazionale degli Insigniti del Merito della Repubblica presieduta dal Cav. Pietro Sicurelli domenica 25 novembre 2018 alle ore 10 all’Hotel dei Pini. Coordina la giornalista Daniela Spalanca.

L’evento formativo organizzato in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti di Sicilia dà diritto a tre crediti.

Nella Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne la sezione territoriale di Agrigento dell’ANCRI (Associazione Nazionale Insigniti al Merito della Repubblica), presieduta dal cavalier Pietro Sicurelli, propone un importante seminario sul tema: “Stalking e condotta persecutoria: aspetti psicologici, giuridici, sociologici e disfunzionali. La rappresentazione sui media e social”. L’appuntamento domenica 25 novembre 2018 alle ore 10 presso l’Hotel dei Pini di Porto Empedocle. Sarà proprio il Presidente dell’ANCRI di Agrigento Valle dei Templi, cavalier Pietro Sicurelli ad aprire i lavori con un intervento introduttivo e gli indirizzi di saluto che saranno seguiti da quelli del sindaco della città che ospita la dottoressa Ida Carmina e dall’Assessore alla Cultura, dottoressa Stefania La Porta. Coordinati dalla giornalista Daniela Spalanca poi saranno avviati i lavori e quindi le relazioni  del dottor Salvatore Cardinale, magistrato e già presidente della Corte d’Appello di Caltanissetta, della dottoressa Iva Marino, esperta in scienze forensi e criminologiche e Perito CTU e del professor Francesco Pira, sociologo, docente di comunicazione e giornalismo presso l’Università di Messina.

L’Associazione Nazionale Insigniti dell’Ordine al Merito della Repubblica di Agrigento – ha dichiarato il Presidente Pietro Sicurelli- prosegue così il suo impegno sociale organizzando manifestazioni e incontri-dibattiti di interesse socio-culturale a difesa dei diritti dei minori e contro ogni forma di violenza sulle donne, sui bambini ed in generale sulle categorie sociali più fragili. Nei mesi scorsi abbiamo organizzato un altro importante seminario “Dalla parte dei bambini, contro ogni forma di violenzache è stato molto apprezzato per la qualità degli interventi”.

Il seminario è organizzato in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti di Sicilia e dà diritto a 3 crediti formativi ai giornalisti regolarmente iscritti attraverso la piattaforma SIGEF.

“Le ultime vicende che vedono interdetto per mafia il presidente del gestore idrico Girgenti Acque accelera inevitabilmente il percorso di risoluzione del contratto col gestore privato.

L’ATI di Agrigento bene ha fatto a intraprendere le vie legali per notificare al gestore la risoluzione della convenzione a suo tempo stipulata tra ATO e Girgenti Acque per la gestione privata  dell’acqua, risoluzione imputabile alle numerose e reiterate inadempienze di Girgenti Acque, molte delle quali certificate dai ripetuti interventi e dalle condanne della magistratura.

I sindaci dei 27 comuni dell’agrigentino serviti  da Girgenti Acque devono una volta per tutte fare una scelta chiara: o danno seguito alle loro dichiarazioni e alle deliberazioni della stessa ATI che  si sono pronunciate per la gestione pubblica dell’acqua o continuano a tergiversare per dare il tempo al gestore privato di liberarsi della società con la sua collocazione sul mercato e successivo passaggio ad altra società privata.  Una soluzione di questo genere non farebbe che gettare ulteriore discredito sui sindaci e sulla politica e  tradirebbe la volontà popolare espressasi col referendum del 2011.

Potere al Popolo è  per la gestione pubblica dell’acqua e dei  servizi pubblici locali, anche alla luce della gestione fallimentare e dannosa per i cittadini operata dai privati nei diversi settori, come dimostra da ultimo la vicenda del ponte di Genova. Auspica un sussulto di dignità e serietà da parte dei sindaci e di rispetto da parte  loro della volontà dei cittadini da essi amministrati ai quali hanno detto a più  riprese di essere per la gestione pubblica. Né possono avere fondamento alcune voci che parlano di incapacità dei Comuni a gestire il servizio idrico posto che essi lo facevano  fino  ad appena 10 anni fa e che in ogni caso il personale attualmente in forza a Girgenti  Acque dovrebbe ritransitare sotto i Comuni e continuare a svolgere lo stesso lavoro che compiono ora presso i vari comuni in cui essi operano. “