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E’ stato presentato ad Agrigento in piazza Pirandello il nuovo bus ibrido della Tua (Trasporti Urbani di Agrigento) che nei prossimi giorni sarà in servizio nella città della Valle dei Templi.

Alla conferenza stampa, che si è tenuta a bordo dell’autobus, il sindaco Lillo Firetto, l’assessore Gabriella Battaglia e il presidente della Tua e amministratore delegato di Sais Trasporti, Samuela Scelfo.

L’intervista all’assessore Gabriella Battaglia

 

Il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto, ritiene legittima la protesta del presidente dell’Anci, l’Associazione nazionale dei Comuni, Antonio Decaro, contro 564 milioni sottratti nelle disponibilità di bilancio dei Comuni italiani. Il sindaco Firetto, che è anche vice presidente di Anci Sicilia, afferma: “Non attenderemo alcun ricorso, ci interessa soltanto il rispetto di quanto stabilito a suo tempo. Il contributo era stato richiesto ai Comuni per effetto di un’apposita normativa risalente al 2014 (art. 47 comma 8 del Dl 66 del 2014). La restituzione era prevista entro il 2019. La scadenza è stata rispettata per Province e Città metropolitane. Non per i Comuni, senza alcun ragione. Non si può, da un lato, pretendere l’equilibrio di bilancio, e dall’altro far sparire risorse che dovevano essere nelle nostre disponibilità. Le città attendono risposte, e invece di mettere i sindaci nelle condizioni di operare bene si sta pensando di penalizzare proprio l’anello più debole, quello dei Comuni. Restituiscano ad Agrigento 252.684 euro. Non ci sono scuse. Giù le mani da somme che spettano per dare servizi ai cittadini”.

Un nuovo collaboratore di giustizia, Francesco Paolo Lo Iacono, arrestato a luglio per traffico di droga, avrebbe riferito ai magistrati della Procura di Palermo che a volere la morte del penalista Enzo Fragalà sarebbe stato il boss di Porta Nuova Gregorio Di Giovanni. Il nome di Di Giovanni, come mandante dell’omicidio, è stato già usato da un altro collaboratore di giustizia, Francesco Chiarello, ma, essendo l’unica accusa nei confronti del presunto capomafia, la Procura non ha raccolto indizi sufficienti per procedere a suo carico. Il neo pentito, Francesco Paolo Lo Iacono, tra l’altro ha dichiarato: “Quando lavoravo al bar Bobbuccio, nei pressi del tribunale, ha consegnato una ordinazione in una abitazione dove c’era Di Giovanni. E ho sentito Di Giovanni dire ad un altro interlocutore che si doveva dare una lezione a Fragalà”.

I giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Agrigento hanno condannato a cinque anni di reclusione ciascuno nonno e mamma di una bambina vittima di abusi sessuali da parte del primo e “coperti” dalla seconda. Il collegio presieduto da Wilma Angela Mazzara ha anche disposto una provvisionale immediatamente esecutiva pari a 20 mila euro. L’accusa, sostenuta in aula dal pm Gianluca Caputo, aveva chiesto la condanna ad undici anni per il 72enne mentre otto per la madre della piccola.

I fatti risalgono al 2013 nel piccolo paese di San Biagio Platani, nell’agrigentino. Secondo l’accusa il nonno avrebbe abusato della piccola, all’epoca dei fatti di appena sette anni, utilizzando lo stesso metodo: si sarebbe recato a prelevarla da scuola portandola su un trattore nei campi dove si sarebbero consumati gli abusi. La piccola avrebbe anche raccontato gli episodi alla madre che, secondo l’impianto accusatorio, avrebbe invece “coperto” quanto rivelatole.

Ad incastrare il nonno disegni che la bambina ha realizzato in una comunità dove si era rifugiata dopo aver manifestato la volontà di allontanarsi da casa. A notare i disegni della bimba, apparsi inquietanti, è stata una assistente sociale che ha immediatamente avvisato gli inquirenti. Da qui le indagini da cui è scaturito l’odierno procedimento. La parte civile è rappresentata dall’avvocato Salvatore Virgone.

 

L’Ordine dei Commercialisti di Agrigento, presieduto da Paola Giacalone, informa che, nell’ambito delle procedure di sovra-indebitamento, il Ministero della Giustizia ha iscritto l’Organismo di Composizione della crisi dell’Ordine dei Commercialisti ed esperti contabili di Agrigento e Sciacca nella sezione A del Registro degli organismi deputati a gestire i procedimenti di composizione della crisi da sovra-indebitamento. Tale organismo sarà deputato a gestire, sul territorio di competenza delle Circoscrizioni dei Tribunali di Agrigento e Sciacca, le situazioni di crisi da sovra- indebitamento dei soggetti non fallibili. Consumatori, debitori civili, piccole imprese, aziende agricole e professionisti iscritti agli albi che versano nella condizione di non potere più fronteggiare le richieste dei creditori, si potranno rivolgere direttamente all’Ordine per presentare istanza e gestire la procedura da sovra-indebitamento.

L’assessore all’Ecologia del Comune di Agrigento, Nello Hamel, informa che da domani, giovedì 17 ottobre, sarà attivato il servizio di segnalazione di eventuali disservizi nella raccolta dei mastelli dei rifiuti differenziati. Lo stesso Hamel spiega: “Si tratta, in particolare, di segnalazioni sul mancato svuotamento dei mastelli senza puntuale precisazione delle motivazioni attraverso l’apposizione di un biglietto di avviso o la mancata raccolta dei residui dei rifiuti caduti durante lo svuotamento dei contenitori. La segnalazione potrà essere effettuata con messaggio whatsapp al numero 350 095 63 71 e sarà riscontrata entro 24 ore. Ogni segnalazione dovrà contenere la via, il numero civico dove si è verificato il disservizio oltre che una eventuale fotografia dimostrativa”.

La presidente dell’Ordine degli Agronomi e dottori Forestali, Maria Giovanna Mangione, ritiene che tanti alberi abbattuti dal Comune di Agrigento avrebbero potuto essere salvati. La Mangione spiega: “La sicurezza dei cittadini può e deve coincidere con la tutela del patrimonio arboreo, che è a tutti gli effetti parte ‘viva’ di una città. La manutenzione del verde ad Agrigento da troppo tempo non è oggetto di una seria e rigorosa programmazione che tuteli le piante, le quali non rispondono ai cicli dei bilanci comunali, ma solo al corso delle stagioni. Questo continuo ricorso a forme di potatura molto invasive come le capitozzature, realizzate per di più in qualunque momento dell’anno, mette alla lunga a rischio la salute e la naturale crescita delle piante. Abbiamo assistito con sconcerto all’utilizzo praticamente sistematico di sistemi particolarmente aggressivi di potatura che spesso non potranno che avere come esito la morte della pianta. Così come abbiamo registrato numerosi abbattimenti, magari sospinti dalla richiesta di privati che poi sostenevano anche i costi connessi alle operazioni stesse, proponendo magari la sostituzione di alberi trentennali con piante di pochi anni, che probabilmente potevano essere evitati. Per questo l’Ordine ha già nei mesi scorsi avviato una interlocuzione con l’Amministrazione comunale che entro breve termine porterà alla stipula di una convenzione che possa avviare un percorso coraggioso sul tema, per anni ignorato, del patrimonio verde della città, al fine di contemperare a pari livello la tutela dei cittadini e degli alberi, in modo da verificare se l’abbattimento, troppo spesso invocato, fosse realmente l’unica possibilità o soltanto una delle scelte. Quello che è necessario è un nuovo percorso di recupero, ove possibile, e di rifacimento del patrimonio arboreo ed ecologico della città dei templi nella direzione della lotta alla desertificazione ed ai cambiamenti climatici. Alle amministrazioni comunali, a partire da quella di Agrigento, ricordiamo che esiste una legge, la 165 del 2001, la quale consente ai Comuni l’inserimento nel piano triennale di figure professionali specifiche per la gestione del verde”.

L’intervista

A Gela, in provincia di Caltanissetta, giovedì prossimo, 17 ottobre, al Teatro “Eschilo”, alle ore 10:30, si svolgerà l’Assemblea nazionale delle associazioni antiracket aderenti alla Fai. E’ la prima volta che l’Assemblea nazionale si riunisce in città. L’iniziativa , patrocinata dal Comune, si intitola “Nessuno di noi cammina da solo” e intende essere un’occasione di sostegno e solidarietà di tutte le associazioni italiane ai colleghi dell’associazione antiracket “Gaetano Giordano”, presieduta da Renzo Caponetti, dopo il recente blitz “Stella cadente”. Interverranno il Prefetto di Caltanissetta Cosima Di Stani, ed il Prefetto Annapaola Porzio, Commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket ed antiusura. Sono previsti anche vari interventi, e testimonianze di vittime di mafia. Parteciperanno inoltre delegazioni di studenti delle Scuole superiori.

Giovanni Ciancimino, figlio dell’ex sindaco di Palermo, Vito Ciancimino, ha deposto come testimone al processo d’Appello sulla presunta trattativa tra Stato e mafia all’epoca della stragi del ’92 e del ’93. Giovanni Ciancimino tra l’altro ha dichiarato: “Mio padre mi disse: ‘sono stato contattato da personaggi altolocati per trattare con l’altra sponda e porre fine a questa mattanza’. Quando mio padre alludeva all’altra sponda si riferiva a Cosa nostra, e questo per rimarcare una sorta di distanza tra lui e i mafiosi. Comunque lui mi parlò genericamente di personaggi altolocati. A indicare in questi interlocutori i Carabinieri fu poi mio fratello Massimo”.

Il vice Questore, adesso in pensione, Mario Ceraolo, smentisce quanto dichiarato alcuni giorni addietro dall’ex presidente del Parco dei Nebrodi, Giuseppe Antoci, ovvero che lo stesso Ceraolo sarebbe indagato dalla Procura di Messina per falsa testimonianza relativa al caso dell’attentato ad Antoci. Ceraolo afferma: “Da apposita certificazione agli atti della Commissione regionale Antimafia non risulta che in merito io sia indagato dalla Procura di Messina, né che sia stata mai avviata d’iniziativa una indagine nei miei confronti pur trattandosi di reato procedibile d’ufficio. Debbo rilevare che il signor Antoci tramite il suo legale, rivolge strumentali attacchi nei miei confronti, nonostante le conclusioni a cui è pervenuta la Commissione Regionale Antimafia siano basate, oltre che su di un articolato compendio di atti giudiziari, su numerose audizioni in grado di fornire un oggettivo contributo alla verità. Per me parla la lunga storia di concreta e coraggiosa lotta alla mafia”.